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21.5.26

Manuale di autodifesa I consigli dell’esperto antiagressione Antonio Bianco cintura nera di karate, 6° dan.: puntata LXXXV : IMPARATE A DECIFRARE IL LINGUAGGIO DEL CORPO


Capire se l’aggressore che ci troviamo davanti sta perdendo il controllo è una delle percezioni più difficili da affinare.                                    Non esiste un segnale unico chiaro e universale: quello che conta davvero è cogliere il cambiamento, la transizione da un comportamento “gestito” a una modalità più impulsiva, disorganizzata e potenzialmente esplosiva.                                                                                        Dal punto di vista fisiologico, anche chi aggredisce può es-sere travolto dalla “fight-or-flight response”, vale a dire la risposta automatica di attacco oppure di fuga. Quandoquesta si 
intensifica, il controllo razionale si riduce e aumentano reattività, impulsività e distorsione della percezione.          
È in questo passaggio che il rischio cresce.Uno dei primi indicatori è il corpo. I movimenti diventano meno fluidi e più a scatto, come se fossero guidati da impulsi improvvisi. La distanza viene gestita in modo irregolare: l’aggressore può avvicinarsi troppo rapidamente,poi arretrare e tornare ad avanzare senza una logica apparente. La tensione muscolare è evidente, soprattutto nella mascella serrata e nelle mani contratte. Anche la voce cambia. Può alzarsi di colpo, accelerare, spezzarsi o diventare incoerente. Le frasi si ripetono, perdono linearità.                                          
Questo segnala una riduzione della capacità di elaborare in modo lucido ciò che sta accadendo. Lo sguardo e l'attenzione offrono altri indizi. Quando il controllo diminuisce, la persona smette di “leggere” davvero chi ha davanti: reagisce in modo automatico, interpreta ogni movimento come una minaccia e può fissare lo sguardo o muoverlo in modo caotico. Aumenta la sproporzione delle reazioni: piccoli stimoli possono provocare risposte molto intense.                                                         Il segnale più rilevante è il passaggio da una condotta con un obiettivo preciso a una reattiva. Quando l’aggressore non sembra più seguire una logica ma risponde a im-pulsi immediati, la situazione diventa imprevedibile. È fondamentale imparare a decifrare il linguaggio del corpo.

 Infatti  confermando quanto dice Antonio Bianco nell'articolo. sopra il  linguaggio del corpo durante un'aggressione segue dinamiche precise di preparazione e azione. Saper interpretare i segnali non verbali (come il restringimento delle pupille, la tensione mascellare e l'occultamento delle mani) è fondamentale per anticipare un eventuale pericolo e adottare le opportune contromisure difensive.
Ecco   quali sono i segnali di Pre-Attacco (Fase di Stallo) Prima di un'aggressione fisica, il corpo dell'aggressore subisce modifiche involontarie che ne indicano l'intenzione: 

Fissità dello sguardo: Contatto visivo prolungato e assenza di sbattimento di ciglia, oppure il cosiddetto "sguardo predatorio" che fissa un punto oltre te.
Occultamento delle mani: Le mani nascoste dietro la schiena, nelle tasche o sotto una giacca per nascondere armi o preparare un'azione a sorpresa.
Corpo a "freccia": Posizionamento del corpo di lato (più stabile e protetto), con il peso pronto a spostarsi in avanti per colpire.
Respirazione: Petto molto gonfio e rigido. Spesso si assiste a un'improvvisa interruzione del respiro o a un irrigidimento della mascella con digrignamento dei denti.

Mentre i  Segnali di Esplosione (Fase di Attacco) sono quelli in cui Durante l'azione, l'attivazione fisiologica rilascia grandi quantità di adrenalina, generando risposte fisiche inconfondibili : 
Pallore improvviso:
Causato dal sangue che si ritira dagli organi periferici per concentrarsi nei muscoli principali e preparare l'impatto.
Chiusura dei pugni e contrazione: Le dita si stringono attorno a un potenziale oggetto o arma; muscoli del collo e delle spalle visibilmente tesi e contratti.
Movimenti rapidi e finalizzati : Gesti bruschi mirati a colpire o afferrare, accompagnati da una postura orientata direttamente verso la vittima                                                                Ora Come reagire  se ci si trova  in una situazione a rischio. ? per proteggerti è essenziale non farsi paralizzare dal panico

Mantieni la distanza: Crea e preserva uno spazio di sicurezza per evitare di farti circondare o afferrare.
Usa la voce in modo assertivo: Un tono deciso, accompagnato da un linguaggio del corpo non sottomesso (ma neanche apertamente provocatorio), può intimidire l'aggressore e richiamare attenzione.
Osserva costantemente: Tieni sempre sotto controllo le mani dell'avversario e valuta le possibili vie di fuga o se devi  ricorre all'autodifesa  ( vedere puntate precedenti )
Per approfondire le dinamiche di prevenzione e le tecniche di tutela personale, puoi fare riferimento agli articoli dedicati alla Psicologia della Difesa Personale o alle risorse sulla Comunicazione Assertiva fornite dai professionisti del settore oppur e i link  sotto
  • https://youtu.be/WVvUqUnTaHI?si=iQAf0A9ouj8jX9IG
  • https://www.igorvitale.org/comunicazione-non-verbale-aggressiva-interpretazione-e-significato/
  • https://psicologiaeformazione.com/psicologia-della-difesa-personale-2/
  • https://empatyzer.com/it/conoscenza/formazione-sulle-competenze-interpersonali/linguaggio-corpo-deescalation-violenza/
  • https://www.iprofessionistidellasicurezza.it/2023/03/27/laggressivita-nel-linguaggio-non-verbale/