unione sarda 17\9\2025
«La situazione è già da tempo che sta male e purtroppo diventa peggio. Noi stiamo bene. Si sentono tanti bombardamenti soprattutto nella zona Ovest e Nord-Ovest della città di Gaza. Noi siamo a Est. Continuiamo a essere qua con i nostri circa 450 rifugiati. Quello che noi abbiamo lo distribuiamo tra i rifugiati e pure ai nostri vicini che sono tanti, tantissimi». Ad aggiornare sulla situazione nella Striscia è padre Gabriel Romanelli, parroco della Sacra Famiglia a Gaza. Lo ha fatto anche con Papa Leone che ieri mattina, da Castel Gandolfo, lo ha chiamato preoccupato e ha assicurato «la sua vicinanza e preghiera».
La vita nella parrocchia della Sacra Famiglia è sempre più complicata ma si cerca di mantenere una certa “normalità”, per rispondere ai tanti bisogni della gente. La parrocchia non solo distribuisce tutti i giorni pasti ed acqua potabile ma - come riferito dal missionario argentino al Papa - tiene anche aperta la farmacia interna, l’oratorio e soprattutto quella delicata assistenza ad anziani, malati e disabili. Nella parrocchia, già prima della guerra, le suore di Madre Teresa assistono decine di disabili gravi, per i quali è quasi impossibile un trasferimento.
Nostra patria è il mondo intero e nostra legge è la libertà
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