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29.5.26

Eric de Luca e frasncesco de Gregori due. faccie della stessa medaglia ?

Spiace deludere qualcuno\a ,ma queste parole [ vedi  foto a lato ]- sconcertanti ma non sorprendenti per chi segue e legge Erri De Luca da anni - non dimostrano affatto che allora avevamo tutti preso un abbaglio e che - cito - “lo dice anche lui” (ovvero, traduco ”uno dei “vostri”), né cancella con due righe di giornale quasi tre anni di genocidio, acclarato e certificato da vari organi internazionali, tra cui - uno su tutti - l’Onu.
Esse Non cancellano né normalizzano i danni immani prodotti dalla moderna concezione di sionismo e dalla sua attuale degenerazione in senso colonizzatore, teocratico, suprematista e ultra nazionalista. 
Semmai dimostrano qualcosa di molto più umano e per certi versi doloroso da accettare: che essere grandi scrittori, avere una mente e una penna straordinaria non esime e non salva dallo scrivere sesquipedali sciocchezze storiche, politiche e umane.
E saper scindere i libri dall’uomo, lo scrittore dalle convinzioni personali, la stima nei confronti di un autore dal rispetto della verità, beh, è un esercizio intellettuale raro, difficile, faticoso. Infatti anche Caravaggio era un assassino, Maradona un cocainomane e la sfilza di artisti, pittori, scrittori, umanamente “merdacce” sarebbe infinita. Bisognerebbe saper distinguere l’uomo dall’artista. So che è difficile, ma se non lo si fa, è la fine  !  ed  oggi più che mai necessario. Quello che ha detto Francesco De Gregori più. precisamente : « Che titoli ha un uomo di spettacolo per dare lezioni? C'è bisogno che #BruceSpringsteen dica che è contro l'amministrazione #DonaldTrump? Non credo". E poi il colpo di genio, quasi socratico nella sua ostentata umiltà da finto tonto: "Io ho le idee confuse, e mi sembra onesto averle confuse ». sull’inutilità di un artista che sceglie di prendere una posizione, la sua presunta “lezione” a un mostro sacro come Springsteen per essersi schierato contro Trump, il suo disinteresse nei confronti di Gaza come se non ci riguardasse, l’allergia storica - e non certo nuova - a qualunque impegno pubblico e politico nel senso più alto e nobile del termine rappresenta per me e tanti come me e tutti quelli \ quelle  della  la mia generazione ( anni 60\70 )  
cresciuti a pane e De Gregori una ferita non sanabile e non rimarginatile visto che lui. e sempre stato schierato.  
Erri De Luca e Francesco De Gregori, in fondo sempre secondo Tosa ,non sono che due facce della stessa medaglia: il primo che rifiuta la realtà perché non riesce a trovare conferma alle proprie opinioni, il secondo che rifiuta di avere un’opinione perché è direttamente al di fuori della realtà. E francamente non so cosa mi faccia più spavento. 
Tosa   sbaglia  in parte. Quando. Dice   Nel mettere. Sullo stesso piano Dre Gregori. E Eric del Luca. . Infatti A quest. Analisi  aggiungo  alcune. Considerazioni . 1) La   dichiarazioni di De Gregori.  sono  curiose perchè. come dice la. cantante. Elisa su il  fatto quotidiano   del 29\5\2026 ( qui l'articolo completo)  : « [... ] 
De Gregori ha dichiarato che non è necessario che gli artisti si espongano su certi temi o facciano proclama. Lo imbarazzano. Che ne pensi?Credo che questa sia una sua personalissima visione. È una posizione curiosa, se pensiamo che la sua generazione ha vissuto l’epoca in cui la musica è stata il motore trainante dei movimenti giovanili più rivoluzionari della storia, dal ’68 a Woodstock. Francesco è da sempre un pensatore originale e fuori dal coro. Per me rappresenta un punto di riferimento assoluto e lo ascolto con lo stesso rispetto che si deve a un filosofo. ​Tuttavia, questa volta non sono del tutto d’accordo con lui. Come mai? Sento il bisogno di mantenere accesa la speranza. Esiste una critica comune secondo cui i cantanti dovrebbero limitarsi a cantare, ed è una visione legittima. In un’epoca di ‘tuttologia’ diffusa, il rischio di generare confusione e disinformazione è reale. Ma è altrettanto vero che quando figure provenienti da settori diversi si espongono per accendere i riflettori su un’ingiustizia, aiutano a fare emergere il problema, creando un’evidenza collettiva. »
Ma  secondo me è perché  sarà  stanco  di combattere  e preferisce rifugiarsi completamente  nel privato cioè attuare il. Riflusso  \Attendismo  come di mostra i. suoi ultimi lavori dove  si limita  a. fare. e rifare solo le sue vecchie canzoni. . 2)  Mentre  per Eric  de. Luca non si capisce. da che parte. sta. visto che  ha capito la .....  boiata per  poi chiedere scusa  se.  da. ex. extraparlamentare stia  con  chi ruba. Nei supermercati o Chi Gli ha. Costruiti rubando oppure come molti extraparlamentari ,Lotta. Continua.in particolare  si. sia. anche lui impelagato al potere poloitico\. culturale  . Infatti.  Se. Inizialmente poteva essere. Vista. Come. Una provocazione. Ora. Non lo. È più.  Infatti 
Le dichiarazioni dello scrittore Erri De Luca (spesso trascritte come "Eric") non sono una provocazione, ma posizioni espresse direttamente e fermamente in prima persona. 
Durante un suo intervento a Gerusalemme per l'International Writers Festival, lo scrittore ha affermato esplicitamente quanto segue: 
* Sul sionismo: Si è definito sionista, intendendo con questo termine il semplice riconoscimento del diritto degli ebrei a una patria nazionale e a una difesa esistenziale.
* Sul genocidio: Ha negato che a Gaza sia in corso un genocidio, definendo questa parola una "distorsione storica e verbale". 
Queste frasi hanno suscitato un'enorme bufera mediatica e fortissime polemiche nel dibattito pubblico. In seguito alla reazione e allo sconcerto di molti sostenitori della causa palestinese, De Luca ha poi precisato di non voler offendere la sensibilità di chi sostiene tale causa – che lui stesso ha dichiarato di condividere – scusandosi per l'incomprensione sull'uso della parola "sionismo". 
Per un quadro completo delle sue parole, è possibile leggere i dettagli dell'intervista pubblicata su Il Foglio e gli articoli di approfondimento raccolti da Il Libraio. Io pensa. Che. Le dichiarazioni dello scrittore Erri De Luca (spesso trascritte come "Eric") non sono una provocazione, ma posizioni espresse direttamente e fermamente in prima persona
 . Infatti Durante un suo intervento a Gerusalemme per l'International Writers Festival, lo scrittore ha affermato esplicitamente quanto segue: [I]


  • Sul sionismo: Si è definito sionista, intendendo con questo termine il semplice riconoscimento del diritto degli ebrei a una patria nazionale e a una difesa esistenziale.
  • Sul genocidio: Ha negato che a Gaza sia in corso un genocidio, definendo questa parola una "distorsione storica e verbale". [I, II, III]
Queste frasi hanno suscitato un'enorme bufera mediatica e fortissime polemiche nel dibattito pubblico. In seguito alla reazione e allo sconcerto di molti sostenitori della causa palestinese, De Luca ha poi precisato di non voler offendere la sensibilità di chi sostiene tale causa – che lui stesso ha dichiarato di condividere – scusandosi per l'incomprensione sull'uso della parola "sionismo". ]Per un quadro completo delle sue parole, è possibile leggere i dettagli dell'intervista pubblicata su Il Foglio e gli articoli di approfondimento raccolti da Il Libraio. 
Ora sto pensando di  fare  anch'io cosi  sia con 





 e  forse. con de Gregori . Ma se. con il primo. è più facile con il secondo è pià difficile . Staremo a vedere  come si evolverà la  cosa  cioè. riuscirò  ad risolvere. questo mio dilemma