Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta piatti economici. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta piatti economici. Mostra tutti i post

20.5.26

anche il. cibo. puo essere resistenza . la. storia della La trattoria San Filippo Neridi Milano che apre alle 4 del mattino e serve risotti a 9 euro

da mens.it 

Il nome è da oratorio, l’atmosfera da birreria con uso di ballo, ma si tratta di una delle trattorie più economiche di Milano. San Filippo Neri si trova in NoNoLo, ovvero a nord di NoLo, su viale Monza 220, proprio all’uscita della fermata Precotto della linea rossa della metropolitana, ciò che la rende vicina anche se il centro di Milano è più lontano di quello di Sesto San Giovanni. Ed è un posto francamente irresistibile per i motivi che ora vi elenco.
La trattoria di Milano che apre all’alba
Uno. È un luogo davvero democratico e inclusivo, ma di un’inclusività naturale. Dentro ci trovi di tutto: studenti, stranieri, operai (soprattutto a pranzo), migranti, foodies in libera uscita dall’alta cucina.
Due. È un locale ampio che si sviluppa in numerosi ambienti all’interno e all’esterno e che dà rifugio probabilmente ad almeno duecento persone contemporaneamente, e dove la prenotazione è prevista, sì, ma alla fine si trova posto per tutti, magari mettendo assieme degli sconosciuti in tavolacci lunghi antesignani dei social table.






L’Insalata russa

Tre. Il rapporto qualità prezzo è davvero tra i migliori di Milano e fa perdonare anche un servizio spicciativo (ma efficiente, alla fine), disimpegnato da un plotone di camerieri con magliette nere goliardicamente brandizzate (“Mondeghili e Sanfi?”). Un posto da visitare per riscoprire una Milano profonda e reale (che noia la parola: autentica), un po’ brutalista, spiccia e lontana da ogni retorica. Un posto che copre nel modo più diretto la distanza tra l’aspettativa e la sua realizzazione.

Il locale dove finiscono tutti






In ogni caso: entro dall’ingresso da balera e qualcuno dopo aver frettolosamente verificato la mia prenotazione con l’aria di chi poco importa, mi chiede dove voglio sedermi, se dentro o fuori, appunto. Io scelgo di stare rimpannucciato tra quattro mura, rinunciando al clima da sagra che mi è apparso palese sbirciando fuori, ma è fine aprile e fa freschino ma passerò la serata nella convinzione di essermi perso qualcosa. Finisco comunque in un tavolo quasi d’angolo. Mi guardo davanti. Tovaglia a scacchi bianchi e rossi coperta da un’altra rosso carminio. Apparecchiatura elementare: bicchieri dal passato glorioso testimoniato dall’opacità del vetro, barattolino con gli stuzzicadenti, tovaglioli di carta. Mi guardo attorno. Pavimento in graniglia, muri bianchi pieni di poster e foto di ogni genere, davanti a me una Marilyn d’annata (anche senza apostrofo) e il celebre pranzo degli operai newyorkesi sospesi nel vuoto e seduti su una trave del grattacielo che stanno costruendo. Cerco un senso, un fil rouge. Non lo trovo, ma pazienza.

La trattoria che resiste alla Milano dei prezzi folli






Il menù

Arriva un sacchetto con dentro del pane di umile fattura (niente lieviti madre, niente farine di grani antichi, solo un onesto operaio alimentare), poi il menu, un A4 contenuto in una protezione in plastica da raccoglitore. I prezzi appaiono subito fuori scala rispetto a Milano: antipasti tutti a 7,50 euro, primi a 9, secondi con contorno a 15,50, contorni a 3,50 e dessert pure.

Che cosa si mangia da San Filippo Neri

Con la mia accompagnatrice scelgo un Tonnato della casa con capperi che rinuncia a qualsiasi pretesa à la Diego Rossi ma si mostra onesto e saporito. Poi del Mondeghili alla milanese con polenta di accettabile fattura e un’Insalata russa della casa che sposto dai contorni agli antipasti, evidentemente fatta in casa e buona davvero. Proseguiamo con una Trippa alla milanese con fagioli bianchi e patate, con una Valdostana di vitello con prosciutto cotto e fontina che comprende una ratatouille di verdure fresche. Poi una porzione di Tiramisù e una Torta mele e cannella. Ma nel resto del menu puoi trovare una buona rappresentanza della cucina padana: Risotto con gorgonzola e noci, Brasato di vitello al vino bianco con polenta, Coniglio alla ligure con olive taggiasche e polenta. Non affronto i secondi di pesce (Calamaretti e totani in guazzetto, Filetto di orata gratinato alla senape) scoraggiato dagli asterischi che segnalano che la materia prima è surgelata. Nulla di male, ma preferisco soprassedere. Scoprirò dopo anche di non aver ordinato nessuna delle specialità di Sanfi: il Risotto, appunto, e la Lasagna (anzi la lasagnetta) preparata ogni giorni in un modo differente.






Il Vitello tonnato
Che cosa si beve

Da bere c’è una lista di bottiglie con ricarichi commoventi (una Bonarda dell’Oltrepò a 7,50 euro, come molte altre bottiglie, un solo vino che supera i 30 euro ed è un Franciacorta Satèn). Noi scegliamo un mezzo litro della casa rosso fermo, che viene via con 4,50. Se scegli una bottiglia compaiono sul tavolo anche dei bicchieri da vino dignitosi, noi dobbiamo accontentarci di quelli da osteria, con lo stelo che sembra il polpaccio di un centravanti. L’acqua minerale da mezzo litro costa 1 euro, meno che al bar, i cocktail 6 euro. Di fronte a questi prezzi appaiono perfino esagerati i 4 euro richiesti per un bicchiere di Amaro Sanfilippo, pubblicizzato sulle tovagliette di carta che decantano la bontà anche del gin brandizzato (un gin tonic costa 6 euro).







La Valdostana con ratatouille
Il conto

Nessun coperto, alla fine spendiamo 59 euro, 29,50 a testa, ma abbiamo ordinato decisamente troppo, anche perché le porzioni sono decisamente generose. Se avessimo fatto a meno dell’amaro – decisamente superfluo e nemmeno particolarmente buono – e di un antipasto il totale sarebbe stato di 43,50, pari a 21,75 a testa. Pochi locali a Milano possono fare lo stesso.
La trattoria San Filippo Neri è stata creata nel 1985 da Piero e Lucia Zanotta e oggi è guidata da Mario, figlio dei due, uno che ha buttato nel cestino la sua laurea in Bocconi per dedicarsi al locale di famiglia. Contento lui. Noi, di certo.
San Filippo Neri è anche bar e rosticceria con consegna a prezzi ancora più convenienti: un primo a 4,60, un secondo con contorno a 7,70. E se abiti nel quadrante Nord della città, diciamo da Loreto a Sesto, consegna gratuita. Occhio agli orari creativi: apertura alle 4 del mattino per i nottambuli, poi si tira dritto fino alle 21 il mercoledì e la domenica, alle 22 il venerdì e il sabato, a mezzanotte il martedì e il giovedì. Il lunedì l’enigmista che ha escogitato tutto questo e il ristorante interno riposano, bontà loro.

ottima. iniziativa in occasione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia, gli studenti della scuola Futura Istruzione e Formazione Professionale

 da   Cristian Adriano Porcino Ferrara In occasione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia, gli studenti della scuola Futura Istru...