Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta festival san remo. noia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta festival san remo. noia. Mostra tutti i post

2.3.26

SANREMO, CINQUE SERATE DI NULLA COSMICO: ANCHE LE POLEMICHE SI ANNOIANO.,Sal, patria e famiglia: è il Festival “del popolo” La vittoria di Da Vinci tra ipertrash e cacche equine

 
<<Ma che cos'è questo nulla ?>> <<È il vuoto che ci circonda, è la disperazione che distrugge il mondo ,be' io ho fatto per aiutarlo>> <<ma perché >><<perché è più facile dominare chi non crede e questo è il modo più sicuro di conquistare il potere >> . Micheal ende la storia infinita

  da  il  Fatto quotidiano   2\3\2026 

SANREMO, CINQUE SERATE DI NULLA COSMICO: ANCHE LE POLEMICHE SI ANNOIANO

BOCCIATI

OLTRE LE GAMBE C’È DI PIÙ. Siamo sempre lì, le donne sono specie protetta all’ariston. Le conduttrici del tremendo Prima Festival - Ema Stokholma, Carolina Rey e Manola Moslehi – vengono ribattezzate “Charlie’s Angels”: naturalmente il boss è Carlo Townsend. Le cantanti in gara sono dieci su trenta (non esattamente una rappresentazione reale della società), Francesca Lollobrigida è “la mamma d’oro delle Olimpiadi”, Irina Shayk presenza ornamentale, un magnifico manichino. La Rai ha il coraggio di dire che la top model russa è una citazione, “un elemento di classicità del Festival nel primo anno senza Baudo, un riferimento a quello che Pippo portava nei suoi festival”: l’eccitazione della valletta che fu. Per fortuna, nella serata finale, Giorgia Cardinaletti porta sul palco un’immagine di donna che non ha bisogno della gerarchia tra gli aggettivi intelligente e bella.

PUCCI, PUCCI SENTO ODOR DI… Anche le polemiche si sono arrese, troppa noia. L’unica degna di nota è stata l’autoeliminazione del comico Andrea Pucci trasformata in “censura” grazie a una ridicola operazione di propaganda governativa. Hanno cercato di farlo rientrare dalla finestra in tutti i modi: La Russa gli ha telefonato e niente. Poi ha fatto un video in cui intimava a Conti di trovare un modo per farlo esibire a Sanremo, e niente: Pucci si è intestardito nell’autocensura. A parte questa pagina vergognosa per le nostre già malridotte istituzioni, il coté comico di Sanremo è stato un mezzo disastro, da Siani all’altra Laura interpretata da Vincenzo De Lucia. Si migliora nelle ultime due serate con il pur già visto Lapo Pantani e Nino Frassica, sempre una garanzia.

LA ”REPUPPLICA” E LE BANANE. Una delle migliori topiche la fa in onda Conti quando manda “un abbraccio all’incidente di Milano”. Fuori onda vince il premio delle gaffe (l’unico che ancora non c’è) il direttore in rima Di Liberatore che dà in numeri e i picchi d’ascolto alle 25.15. Extra Festival c’è il solito Salvini, ministro affetto da “logorria” (conio di Laura Pausini). Salvini ha fatto i complimenti a Ermal Meta per come parla bene l’italiano, “perfetto esempio di integrazione”. Ma Ermal, cittadino italiano, vive nel nostro Paese da 30 anni. E poi: Laura Pausini gattona sexy improvvisa una battuta un siparietto sul microfono (“Prima me l’avete messo qua, adesso ce l’ho in mano”). Sempre più Iva Zanicchi. Restando in zona genitali, una regia troppo spesso sciatta e distratta, ha inquadrato prima del tempo Raf mentre si ravanava le pudenda in attesa di scendere le scale. L’errore perdonabile è quel “Repupplica” apparso durante la celebrazione degli 80 anni del referendum istituzionale; imperdonabile invece lo sbianchettamento della foto storica dell’unità con la scusa della pubblicità occulta.

PROMOSSI

CANZONI INTONATE. La musica che gira intorno è in generale mediocre (compreso l’incommentabile Max Pezzali da villaggio turistico sulla nave). Ma ci sono stati anche (pochi) momenti belli, che resteranno. Achille Lauro ha illuminato l’ariston con un omaggio ai ragazzi di Crans-montana. “Perdutamente”, che aveva accompagnato il funerale di una delle vittime della strage di San Silvestro, lascia il segno anche per il garbo. “Se la musica può far star bene anche una sola persona, è un dovere” ha detto Lauro parlando della mamma di Achille. Tiziano Ferro ha fatto il suo, come Eros Ramazzotti insieme ad Alicia Keys. Tra tutte le performance di Laura Pausini, la migliore è “Heal the World” di Michael Jackson, con il Coro dell'antoniano e il Coro di Caivano, sul ledwall la scritta “Make Music Not War”. A chi le chiedeva se non poteva fare, o dire, di più, ha risposto bene: “Finché per alcuni sarò solamente una cantante italiana che va in Sud America e non un’artista che utilizza la voce per dire delle cose, nulla basterà mai. Il messaggio è stato dato attraverso la canzone, avremmo potuto anche non dire niente”.


Sal, patria e famiglia: è il Festival “del popolo”

La vittoria di Da Vinci tra ipertrash e cacche equine

FOTO LAPRESSE
Ariston Sal Da Vinci vincitore del Festival sul palco di Sanremo

Sal, Patria e famiglia. Nel Festival cimiteriale in cui Pippo presenta, le mamme sono in cielo (o ballano con i figli) e i filmati delle divinità Vanoni e Battisti surclassano i contemporanei, Da Vinci è una botta di vita per gli strapaesani. È “la vittoria del popolo”, di quelli “venuti dal basso”, sottolinea lui: che ha cominciato a lavorare a 7 anni e si è preso il Festival dopo infinite “cadute e salite ripide”, la nascita a New York che fa tanto Merola e lacreme napulitane, il primo bacio alla moglie Paola a Posillipo più di 40 anni fa (“grazie a lei sono sopravvissuto nella tana dei lupi”), ora il premio da dedicare alla sua città e condividere con Geolier: “Anche lui viene dalla gente e qui a Sanremo aveva lasciata incompiuta la sua opera”. I lazzari felici, i masanielli hanno infine conquistato la Riviera: due anni fa la Sala Stampa pro-angelina Mango impallinò il rapper, sabato ha invece spianato il traguardo a Salvatore Michael Sorrentino ai danni del talentuoso italotunisino Sayf, un Ghali che non se la tira. Nel brano del rampollo della scuola genovese trovi alluvioni, G8, bossoli e la scesa in campo del Cav: Tu mi piaci tanto è uno sbarazzino nuovo inno per l’opposizione. Sayf ha vinto il

‘‘ 2027 De Martino ‘Per sempre al comando: sì’? Sul sarà “scortato” dall’ex uomo referendum chiave di Sony non parlo, fake news che io voti No

’’televoto (26,4%) su Da Vinci (23,6%), ed è finito secondo per un niente: 22,2 a 21,9, lo 0,3% di differenza nel combinato disposto dei suffragi. Le giurie degli addetti ai lavori – Stampa, Tv, Radio e Web – si sono espresse per la vorticosa Ditonellapiaga (arrivata terza precedendo la disneyana Arisa) pur di non mandare in orbita i malmostosi Fedez & Masini, che hanno rotto i cabbasisi con la loro eterna carogna sulla schiena. Nel tourbillon dei calcoli incrociati il trofeo se lo è perciò aggiudicato l’ipertrash di Pe r sempre sì, perfetto slogan per una campagna referendaria telemeloniana malgrado Da Vinci giuri di non essersi mai esposto sul tema: “Voterò No? Fake news”. Il cantante esporterà il pezzo nella tenzone dell’eurovision il 16 maggio a Vienna. A 57 anni, dopo il terzo posto del 2009 e l’hit Rossetto e caffè si è insediato sul gradino più alto del podio con un tarantellone postmelodico in cui giura fedeltà coniugale con una foga sospetta, e quel pugno sbattuto sul palmo, guai a chi dubita, stu cazz de anell’ al dito è un sigillo per la vita. Uno statement valoriale in un tormentone partenodance. Con Sal gioisce l’amuleto Verdone, che lo aveva ingaggiato in una particina in Troppo forte :e l’anno scorso il regista era stato oracolare con Lucio Corsi. Illo tempore, Da Vinci finì persino sul lettone di Putin: nelle intercettazioni del Cav con Patrizia D’addario il sottofondo era Zoccole dal musical Scugnizzi… c’era una volta, in cui lavorava il Nostro. Ok, non è colpa dei cantanti se il ritornello talvolta agevola, diversamente da quanto accaduto in questo ammosciante Festival 2026: gli ascolti della finale certificano la depressione nazionale: 11 milioni di spettatori e 68,8% di share a fronte dei 13 milioni e del 72,7 del 2025. La Rai può gioire per la raccolta pubblicitaria: 72 milioni di euro, +10%; ma ora che il sole è tramontato su Carlo V (in scena ne ha infilzate di battute storte, dall’“abbraccio all’incidente” di Milano venerdì alla richiesta alla moglie, “per gelosia”, di non comprare certi jeans, prima di ospitare Cecchettin) sarà dura veder spuntare il giorno con Stefano De Martino, investito in diretta da Conti (“Ho voluto io l’annuncio”) del doppio ruolo di conduttore e direttore artistico 2027. E il 36enne ex ballerino, in ascesa come showman, sulle scelte del cast rischia il frontale. Dunque, avrà al fianco “una squadra”, spiega il responsabile intrattenimento Prime Time Williams Di Liberatore precisando comunque che “le canzoni non sono l’unico ingrediente del Festival”: al centro del “progetto collettivo” opererà da consulente-direttore musicale Fabrizio Ferraguzzo, manager dei Maneskin, ex uomo chiave Sony, talmente ammanicato con i potentati discografici da garantire la blindatura (o lo stritolamento?) per De Martino, protégé di Arianna Meloni. A proposito: la first sister è grande amica di Veronica, la moglie di Bocelli, arrivato all’ariston in sella al cavallone “Caudillo”, scacazzante sul carpet. Un incaricato provvedeva alla ripulitura a mani nude. Sign o’ the times.

SANREMO, CINQUE SERATE DI NULLA COSMICO: ANCHE LE POLEMICHE SI ANNOIANO.,Sal, patria e famiglia: è il Festival “del popolo” La vittoria di Da Vinci tra ipertrash e cacche equine

  <<Ma che cos'è questo nulla ?>> <<È il vuoto che ci circonda, è la disperazione che distrugge il mondo ,be' ...