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1.3.26

paralimpiadi davidegiorgi presidente del Comitato Italiano Paralimpico Veneto.riconoscere sport come aiuto disabili ., Milano cortina visto il boicotaggio di Ucrania ed altri paesi nordici come mosca 1980 ?

l  queste  paraolimpiadi invermali   saranno  particolari  infatti  queste   paraolimpiadi   di  Milano Cortina 2026 rappresenteranno   un momento storico per il Movimento Paralimpico: nel 2026 ricorreranno infatti il 50° anniversario dei primi Giochi Paralimpici Invernali, disputati nel 1976 a Örnsköldsvik, in Svezia, e il 20° anniversario di Torino 2006. Il Comitato Paralimpico Internazionale (IPC) guarda a questa edizione come a un appuntamento destinato a essere il migliore di sempre sotto il profilo sportivo e tra i più suggestivi dal punto di vista scenografico, grazie alla bellezza dei territori che ospiteranno i Giochi. Infatti 

https://www.ilgazzettino.it/nordest/belluno/








C’è una eredità importante che le imminenti Paralimpiadi Milano Cortina 2026 potrebbero lasciare al Paese: il riconoscimento come Lea, Livello essenziale di assistenza, dell’attività motoria per i disabili. A chiederlo è Davide Giorgi, presidente del Comitato Italiano Paralimpico Veneto.
IL Presidente Giorgi, tra i 665 atleti in gara alle Paralimpiadi che inizieranno il 6 marzo ci sono anche cinque veneti. Il problema è il pubblico, si teme un calo di spettatori rispetto ai Giochi appena conclusi, tant’è che a Cortina stanno valutando di togliere alcuni divieti al traffico. Che previsioni avete?
«La Fondazione Milano Cortina 2026 ci dice che la vendita dei biglietti è andata bene. Certo, stiamo parlando di Paralimpiadi e non di Olimpiadi, ma di edizione in edizione si è registrato un crescendo di pubblico e di interesse. Dipende molto dal tam-tam che riusciremo a fare. Su questo ci stiamo muovendo anche noi, i Comuni ci stanno dando una mano coinvolgendo le associazioni sportive e sociali».
C’è già polemica: il Comitato Paralimpico Internazionale ha consentito la partecipazione di atleti russi e bielorussi, ammettendoli con bandiere e inni nazionali, mentre ai Giochi figuravano come atleti neutrali. Ucraina e altri Paesi hanno deciso di boicottare la cerimonia inaugurale all’Arena di Verona. Qual è la posizione del Comitato veneto?
«Noi ci aspettavamo una omogeneità di trattamento tra Olimpiadi e Paralimpiadi, non avevamo bisogno di questa differenziazione. È una decisione del Comitato internazionale, ne prendiamo atto, non abbiamo avuto la possibilità di interagire. Certo è che l’appello che aveva fatto a novembre il presidente della Fondazione Giovanni Malagò per una tregua olimpica era proprio per evitare queste situazioni. Anche perché chi paga poi sono gli atleti. E stiamo parlando tra l’altro di atleti disabili. Ci dispiace che le bandiere interpretino più i governanti che i ragazzi».
Cosa sapete della cerimonia inaugurale a Verona?
«Sarà un grande evento. Sappiamo che i nostri atleti sfileranno, da soli, partendo da piazza Bra per raggiungere l’Arena fino al palco. Una grande risposta a chi diceva che l’Arena non sarebbe stata accessibile».
Luca Palla, René De Silvestro, Mattia Dal Pastro, Angela Menardi, Matteo Ronzani: cosa dicono gli atleti veneti ora che i Giochi stanno per iniziare?
«Sono tanto emozionati, anche perché giocare in casa equivale a metterci la faccia con gli altri atleti».
Cosa lasceranno questi Giochi Paralimpici?
«Il mio augurio è che lascino una importante eredità. E cioè che lo sport paralimpico possa diventare uno strumento eccezionale come momento riabilitativo. Solo il 20% della popolazione disabile pratica una disciplina sportiva, mentre i nostri cugini olimpici sono al 47%. Dobbiamo colmare quel gap attraverso il Sistema sociosanitario, per questo ci rivolgiamo alla Regione e al Governo».
Per incentivare l’attività motoria?
«Esatto. Gli ultimi dati aggiornati al 2024 dicono che in Veneto, su 4.853.472 abitanti, le persone con disabilità totale sono 183mila, pari al 3,8%. Se consideriamo la fascia di età 0-64 anni, sono 72mila persone. Ma quanti fanno attività motoria? Uno su cinque. In Veneto abbiamo 2.550 tesserati paralimpici che fanno attività agonistica».
E quindi cosa proponete?
«Chiediamo che la pratica sportiva venga riconosciuta come Lea, Livello essenziale di assistenza. Si consideri che lo sport rende molto di più della fisioterapia per quanto riguarda i risultati e costa molto, ma molto meno».
Oggi un ragazzo disabile che fa sport deve pagarsi tutto?
«Sì ed è un costo altissimo per una famiglia, tra trasporti e ausili si arriva al doppio se non il triplo rispetto a un ragazzo senza disabilità. Se l’attività sportiva venisse riconosciuta dal Sistema sanitario, si spenderebbe la metà rispetto alla riabilitazione».
Parliamo di mascotte: per le Paralimpiadi c’è Milo, l’ermellino senza una zampetta che ha imparato ad aiutarsi con la coda. Si trova in commercio o è esaurito come Tina?
«Speriamo tanto che arrivino le scorte».


 da   https://www.ildolomiti.it/






Paralimpiadi, sale la tensione sul caso degli atleti russi e bielorussi: cresce il numero dei Paesi che boicotteranno la cerimonia d'apertura all'Arena di Verona

Non solo Ucraina: anche Cechia, Finlandia, Polonia, Estonia e Lettonia non avranno alcun rappresentante all'Arena di Verona per la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026

di Redazione




VERONA.
Di Paralimpiadi non si parla mai abbastanza, ma ogni tanto anche quando se ne parla lo si fa per tutti i motivi sbagliati: negli ultimi giorni ad esempio a tenere banco è lo spinoso caso dei 10 atleti e atlete paralimpici di Russia e Bielorussia selezionati dal Comitato paralimpico internazionale per poter tornare a partecipare con le divise ufficiali nazionali, con le proprie bandiere e - in caso di successo - con i propri inni nazionali alle gare che si svolgeranno tra il 6 e il 15 marzo tra Milano, Val di Fiemme e Cortina d'Ampezzo.
Ma senza dimenticare Verona, dove venerdì andrà in scena nell'elegante Arena l'attesissima cerimonia d'apertura della manifestazione sportiva che aggrega oltre 600 atleti da più di 50 Paesi: proprio quella è l'occasione formale che molte rappresentative nazionali stanno decidendo di "boicottare" per mandare un messaggio contro il Comitato paralimpico internazionale. Dall'invasione della Russia in Ucraina 4 anni fa questa sarebbe (anzi, sarà) la prima volta in cui si torneranno a vedere atleti battere bandiera russa e bielorussa. Nelle recentissime Olimpiadi invernali, tanto per non andare troppo lontani, c'erano alcuni atleti di quei Paesi ma gareggiavano come atleti neutrali, cioè senza espliciti riferimenti alle proprie patrie.
L'organismo internazionale dello sport paralimpico di fatto ha solo confermato quanto stabilito, a maggioranza dei voti, dall'Esecutivo del Comitato internazionale nel settembre 2025 a Seul. In ogni caso la decisione non è piaciuta per nulla prima di tutti a Kiev e all'Ucraina, primo Paese ad annunciare che non avrebbe preso parte alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi né con i propri atleti né con alcun rappresentante politico e del mondo dello sport ucraino. Una decisione rispetto alla quale si sono allineati altri cinque Paesi, al momento: Cechia, Finlandia, Polonia, Estonia e Lettonia. Secondo quanto raccolto da alcuni media, ma le comunicazioni non sono ancora ufficiali, boicotteranno l'apertura anche Lituania e Paesi Bassi. E la lista pare destinata ad allungarsi. Gli atleti di Canada e Regno Unito non ci saranno per una questione logistica, visto che prenderanno parte ad alcune gare il giorno dopo la cerimonia, e in effetti un po' come per le Olimpiadi la conformazione della Paralimpiade "diffusa" farà essere presente alla cerimonia solo una parte delle delegazioni impegnate nei Giochi.
Perfino il commissario dell'Ue per lo sport, il maltese Glenn Micallef, ha fatto sapere che non sarà a Verona. Presente invece la Francia, la cui presidente del Comitato paralimpico Marie-Amelie Le Fur ha dichiarato che, pur non condividendo la decisione comitato, non boicotterà la cerimonia in quanto la decisione stessa "è stata presa democraticamente".
E l'Italia? Essendo anche Paese ospitante, cerca di mediare e ricucire. All'Arena ci saranno il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni. Il ministro dello sport Andrea Abodi per la verità ha invitato il Comitato paralimpico internazionale a tornare sui propri passi e far gareggiare gli atleti russi e bielorussi sotto la bandiera del comitato. "Non è una questione politica - ha dichiarato -, qui si tratta di rispetto della tregua olimpica demolita dai russi e bielorussi quattro anni fa. Vogliono le bandiera? Facciano tacere le armi".



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