Lo so che un po' ve lo aspettate e un po' pensate: che palle l'ennesimo post su noi ricchi e loro poveri in fila alla mensa di carità.
Certo, a guardare quanti pasti potrò consumare con i resti del pranzo natalizio, la tentazione c'è. Però non è più quel tempo.
Nel senso che, certo, il congelatore è pieno di lasagne e altre leccornie, ma sono di meno. Meno di tutto.
E non è dovuto a una scelta — che so, la dieta o un consumo responsabile. È dovuto all'abitudine e, un po', alla paura.
L'abitudine di una spesa che non è più quella di qualche anno fa, quando i carrelli, per quanto grandi, erano sempre insufficienti all'abbuffata settimanale.
La paura delle file alle mense di carita. Gia, perché guardando le persone in fila, oltre alla solidarietà umana, si finisce per chiedersi: «perché io no?». «Perché io sono quello che passa in auto e li guarda dal finestrino sporco di pioggia, e non quello che, bagnato, guarda un uomo che lo scruta da dietro un vetro
Cosa è successo a loro che non è successo a me? Oppure, un po' più inquietante: cosa è successo a loro che non è ancora successo a me?
O forse non ci siamo accorti, come loro non si erano accorti, che improvvisamente al supermercato guardavi i prezzi. Che improvvisamente cercavi solo le cose in offerta. Che improvvisamente certi prodotti erano usciti dal paniere di tutti i giorni.Usciranno — ammesso non siano gia uscite — statistiche per dire quanto abbiamo speso in banchetti in queste settimane.
Sicuramente saranno cifre stratosferiche, magari maggiori di quelle delle scorse festività. Ma nessuno peserà i sacchetti, nessuno conterà le cose acquistate, nessuno ci dirà che siamo più poveri. Che siamo in recessione.
Nessuno ci dirà la verità e noi continueremo a pensare a "loro" che sono in fila e a "noi" che siamo in auto. Invece siamo tutti sotto questa pioggia: ombrello piu’ ombrello meno
Infatti Non mi spiego perché si resti a leggere ciò che infastidisce… se non per un bisogno profondo di ferire ciò che non si comprende. Ma io non sono qui per compiacere.ma per crearedibattito e scambio d'opnioni soprattutto con quelli\e che non sono d'accordo con i miei post o i post che condivido o di contattoi che mi ha autorizzato a riportare i loro contenuti . Infatti la cosa che m'interessa davero e quella di mettere indiscussione , evetualmente , i miei punti vista . Ovviamente nel rispetto reciproco
piastrina di guerra e la riconsegna agli eredi. “Come aver ritrovato mio padre”
Christian Castiglione, ricercatore appassionato, dopo un ritrovamento casuale nell’astigiano ha fatto felice una famiglia toscana
essendo il sito a pagamento ha cercato in rete ed ho trovato a gratis la notizxia su https://www.savonanews.it/Curiosità | 21 dicembre 2025, 17:05
Ritrova una piastrina militare nell'astigiano e scatta il tam tam social: un savonese la restituisce al figlio Christian Castiglione con il metal detector ha effettuato il ritrovamento. E tramite Facebook è riuscito a contattare il figlio del militare
Una scoperta casuale, un tam tam sui social e una storia a lieto fine che attraversa l’Italia. A Bubbio, nell’Astigiano, il savonese Christian Castiglione, appassionato di metal detector, ha ritrovato una piastrina militare appartenuta al toscano Igino “Gino” Cellini e, nel giro di pochi minuti, è riuscito a rintracciare il figlio per restituirgliela.Castiglione si trovava in Piemonte lo scorso novembre insieme a un amico e al cane Ugo quando, durante una ricerca, ha individuato l’oggetto. Sulla targhetta era inciso il nome del militare e quello del comune di Montieri, in provincia di Grosseto. Un dettaglio che si è rivelato decisivo.«In 10-15 minuti sui social sono riuscito a rintracciare il figlio, che non vede l’ora di riaverla" ha raccontato Castiglione. L’uomo ha pubblicato un messaggio nel gruppo Facebook “Sei di Montieri se”, chiedendo se qualcuno conoscesse una storica famiglia con quel cognome. In pochi minuti, grazie alle numerose reazioni e condivisioni, è arrivata la risposta tanto attesa: a commentare è stato proprio il figlio del soldato, che ha riconosciuto immediatamente il nome del padre."Incredibile ma vero, mi ha fatto enormemente piacere - ha scritto sui social il figlio di Igino Cellini, Alberto- Mio babbo ha fatto il militare in Piemonte, nel Cuneese, nel corpo degli Alpini. Non rimase lì molto tempo
perché, dopo la dichiarazione di guerra alla Francia alla quale partecipò, fu richiamato in quanto minatore: l’Italia aveva bisogno del ferro delle miniere di Montieri" .Una piccola piastrina, rimasta per decenni sotto terra, è così tornata alla famiglia del suo proprietario, trasformando una semplice ricerca con il metal detector in una storia di memoria, solidarietà e legami ritrovati
La violenza sulle donne non è solo una tragedia umana, ma ha anche un impatto economico enorme: in Italia si stima una spesa di 16-17 miliardi all’anno, tra spese sanitarie e psicologiche, costi giudiziari e legali, perdita di produttività e molto altro. Di questi, solo 6,3 miliardi vengono investiti in prevenzione.Questa sproporzione evidenzia che la prevenzione non può essere considerata un ambito secondario. La violenza non nasce all’improvviso. Spesso affonda le radici in modelli culturali distorti. Agire solo dopo significa affrontare un quadro già compromesso. Agire prima significa ridurre i rischi. È necessario stanziare maggiori risorse pubbliche per l’educazione nelle scuole, la formazione di insegnanti, medici e forze dell’ordine. Ogni intervento preventivo è un risparmio futuro e un passo verso una società più sicura. Non si tratta solo di spendere di più, ma di farlo meglio, spostando l’attenzione dalle conseguenze alle cause. La prevenzione è il luogo in cui si forma la cultura del rispetto e dove si generano gli anticorpi. Educare è sempre meno costoso che riparare”.
Letizia Migliore è una giovane e promettente cantautrice e polistrumentista italiana, nata a Cuneo, nota per i suoi singoli intensi come "Vite senza vita" e "FERITE", capaci di affrontare tematiche profonde nonostante la sua giovane età.
Roma, 23 dic. (askanews) -
E' on line il nuovo singolo della giovane cantautrice Letizia Migliore "Vite senza vita". Un brano intenso e coraggioso che affronta il tema del femminicidio e della violenza di genere. Il brano racconta storie di ragazze, donne e madri che hanno perso la vita per mano di uomini senza scrupoli.La violenza
si manifesta in molte forme psicologica, fisica, da stalking a femminicidio spesso taciuta, rendendo difficile individuarla e fermarla. "Vite senza vita" inizia parlando di cuori senza vita, cuori che avevano amato, che si sentivano amate, ma che sono stati traditi e uccisi.Letizia racconta storie reali e simboliche, come quella di: Giulia, prossima alla laurea, spezzata perché "troppo libera" per chi non sa volare; Martina, una bambina di 14 anni uccisa e nascosta sotto un materasso; Agnese, madre i cui sogni di vedere crescere i figli sono stati infranti; Saman, vittima di un matrimonio imposto, uccisa per aver scelto di amare liberamente. Letizia spiega: "Queste ragazze mi hanno fatto piangere, riflettere, ma hanno anche acceso in me rabbia e voglia di rivincita. La mia canzone dice 'Basta!'. Lo dobbiamo gridare tutti."
Infati « I brani di Letizia mostrano una maturità sorprendente per una giovane artista, con testi significativi e una forte presenza strumentale. Le sue canzoni trattano temi personali ed emotivi legati alla crescita, esperienze di vita e questioni sociali come la violenza di genere (www.bestentertainment.it). Ecco
»Testo della canzone Vite senza vita (Il Parto delle nuvole pesanti), tratta dall'album Magnagrecia
Quando il fango ti fagocita
Quando ingurgiti materia
E gli insetti fanno visita
Vermiciattoli in divisa
Libera la tua anima
E forse un giorno lei ti ascolterà
Curala e poi accarezzala
Chi non ha amato amore non avrà
Vite senza vita passano
Pasto della scienza medica
Sentimenti da soap opera
Miti e culti di cosmetica
Madre scaccia questo male
E dacci il nostro vero pane
Libera la tua anima
E nel suo nome invoca verità
Curala e poi accarezzala
Chi non è amato amore non darà
Nutri il corpo nutri l'anima
Nutri il corpo perché è l'anima
Libera la tua anima
E forse un giorno ti sorriderà
Curala e poi accarezzala
E forse un giorno lei ti salverà
Per me è un brano intenso e coraggioso che affronta il tema del femminicidio e della violenza di genere. Il brano racconta storie di ragazze, donne e madri che hanno perso la vita per mano di uomini senza scrupoli. La violenza si manifesta in molte forme — psicologica, fisica, da stalking a femminicidio — spesso taciuta, rendendo difficile individuarla e fermarla. “Vite senza vita” inizia parlando di cuori senza vita, cuori che avevano amato, che si sentivano amate, ma che sono stati traditi e uccisi. Letizia racconta storie reali e simboliche, come quella di: Giulia, prossima alla laurea, spezzata perché “troppo libera” per chi non sa volare; Martina, una bambina di 14 anni uccisa e nascosta sotto un materasso; Agnese, madre i cui sogni di vedere crescere i figli sono stati infranti; Saman, vittima di un matrimonio imposto, uccisa per aver scelto di amare liberamente. Letizia spiega: “Queste ragazze mi hanno fatto piangere, riflettere, ma hanno anche acceso in me rabbia e voglia di rivincita. La mia canzone dice ‘Basta!’. Lo dobbiamo gridare tutti.”
Note biografiche
Letizia Migliore è una giovane e promettente cantautrice e polistrumentista di soli 16 anni, nata a Cuneo il 10 febbraio 2009. La sua passione per la musica è nata molto presto: già a sette anni ha scritto la sua prima canzone, dando così inizio a un percorso musicale che si è sviluppato rapidamente. Sin da bambina, ha studiato pianoforte, canto e chitarra, affinando le sue capacità e arricchendo il suo bagaglio musicale. A soli 11 anni ha cominciato a comporre i propri brani, dimostrando un talento naturale e una grande sensibilità artistica. Attualmente, Letizia frequenta il liceo musicale Ego Bianchi di Cuneo, dove approfondisce lo studio del pianoforte classico e del canto lirico, continuando così a perfezionare la sua tecnica e la sua preparazione artistica.
Nel corso di questa sua giovane carriera, ha già ottenuto numerosi riconoscimenti che evidenziano il suo talento e la sua determinazione. Tra i più importanti ci sono la vittoria al concorso “Canta Inverno” a Sanremo nel 2023, nella categoria under 40, e il suo primo singolo “Difetto”, uscito il 24 maggio 2024. Ha conquistato anche il terzo posto al Rumore Bim Festival 2024 e il primo posto al concorso “Microfono d’Italia”, ricevendo anche il premio della critica. Il suo secondo singolo, “Ferite”, è stato pubblicato il 14 febbraio 2025, mentre il 12 luglio dello stesso anno si è classificata tra i finalisti e ha ricevuto un premio speciale al contest “Rising Voice”. Inoltre, ha partecipato come finalista al contest “Je So Pazzo” e si è esibita in eventi di grande prestigio, tra cui il palco di Pian di Nave a Sanremo nell’agosto 2025.
Tra le sue canzoni, “Vite senza vita” si distingue per il suo forte contenuto sociale. Con questo brano, Letizia affronta il delicato tema della violenza di genere, trasformando emozioni profonde e tematiche sociali in musica capace di arrivare al cuore di chi ascolta. La sua capacità di unire sensibilità artistica a un impegno sociale la rende una giovane artista da seguire con grande attenzione, pronta a lasciare il segno nel panorama musicale con la sua maturità e il suo talento.
Fra i tanti messaggi di whatsapp uno dei più belli che mi sia arrivato e ha messo indiscussione ( ne ripalermo con l'anno nuovo non voglio tediarvi con la mia ansia ) il giro di boia dei 50 anni , e questo qui che di un parente alla lontana ( nipote di una sorella di mio nonno paterno ) . Ma ora basta parlare io e veniamo al suo post
Ascoltando una canzone, mi è tornata in mente la celebre frase: 'Siamo uomini o caporali?'. È una scelta difficile, soprattutto se manca il coraggio o la forza di credere. Ma è meglio essere umani, con i nostri difetti e pregi, o fingere di essere ciò che non siamo?
Io credo che sia necessario avere il coraggio di essere se stessi, nella semplice verità. Non c'è vittoria più grande che lottare per amore senza chiedere nulla in cambio. La strada per conoscere noi stessi è ancora lunga, ma la vita è unica e merita di essere vissuta credendo nei propri ideali.
Non guardiamo solo con gli occhi, ma impariamo a vedere con il cuore. Il mio augurio è che tu possa trovare la Fede, quella forza che ci fa credere in ciò che sappiamo essere vero, anche quando è invisibile allo sguardo.
Non guardiamo solo con gli occhi, ma impariamo a vedere con il cuore. Il mio augurio è che tu possa trovare la Fede, quella forza che ci fa credere in ciò che sappiamo essere vero, anche quando è invisibile allo sguardo. Non guardiamo solo con gli occhi, ma impariamo a vedere con il cuore. Il mio augurio è che tu possa trovare la Fede, quella forza che ci fa credere in ciò che sappiamo essere vero, anche quando è invisibile allo sguardo.
Buon Natale 🎄🎁💫
N.b il post d'oggi è eccezionalmnte bilinque inglese ed in italiano sotto . il fastto è perchè : appena ho aperto su bliesky il il link del post del guardian con con microsoft edige mi s'è tradotto di colo in italiano ( la traduzione del secondo post ) e per avere l'originale in inglese (il primo ) ho dovuto inserire il link inglese su google chrome . Ecco quindo la soppresa di natale di un pot bilinque
fonte the https://www.theguardian.com/world/2025/dec/25/divine-messengers-italian-nuns-social-media-posts-go-viral
Divine messengers: Italian nuns’ social media posts go viral
Revelation of Instagram spurs retired Catholic devotees in Abruzzo to gain millions of views with upbeat videos
For years, the mostly closed-off lives of the nuns living in a retirement home in Raiano, a mountain village in Italy’s Abruzzo region, followed much the same daily rhythm.
They woke early, prayed, went to the chapel, had lunch, and perhaps whiled away the afternoon reading.
But their routine switched pace when, under pressure from the eldest of the 22 women – Sister Maria Chiara, 98 – to liven things up, they broke out into social media.
Italian nuns take to social media with witty viral videos
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Italian nuns take to social media with witty viral videos
“Sister Maria Chiara was starting to feel very low – she would say: ‘We don’t do anything here, and my life feels pointless,’” said Sister Nayiby Jimenez, who works in the home managed by the Ravasco congregation of Catholic nuns. “I felt sorry for them too. These are women who worked hard all their lives and have all this goodness and light in their hearts – we couldn’t just keep them closed off.”
Being the youngest of the nuns, the onus fell on Sister Nayiby, 45, to shine their light beyond the confines of the home.
Nuns dancing.
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The clips of the nuns have generated thousands of messages online. Photograph: Roberto Salomone/The Guardian
So with the blessing of their mother superior, the women began experimenting with producing videos that recounted their daily lives while offering spiritual guidance.
They started simply: the first video, posted on Sister Nayiby’s Facebook account in July, featured Sister Maria Grazia, 97, imparting a pearl of wisdom about obedience and trust. The clip was an instant hit, generating thousands of views and attracting 7,000 followers to the account – more than double the population of Raiano.
On a roll, the nuns branched out into Instagram, injecting their scripts with humour and music in their savvy quest to target a young audience. Views climbed to the millions and followers now number about 145,000 across their Facebook, Instagram and Threads accounts. All of this has been totally unexpected,” said Nayiby, who was born in Colombia.
In one of the most popular videos, the nuns take it in turns to throw a cardboard box out of the window. Each box is labelled with a negative emotion or trait, for example “stress”, “anxiety”, “selfishness” or “indifference”. The clip ends with Sister Maria Chiara saying: “We need to throw out everything that makes us sad, because the Lord wants us to be happy.”
Nuns sitting on chairs.
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The devotees live in a retirement home managed by the Ravasco congregation of Catholic nuns. Photograph: Roberto Salomone/The Guardian
In another, some of the nuns reluctantly take part in a morning exercise routine, before giving up, saying “we’re off to pray”. The overriding message is that care needs to be taken of the body and soul in order for us to “fully bloom”.
The clips have generated thousands of messages, and the nuns each have a book listing the names of those who have asked for their prayers. “There are over 200 names in each book, and they respond personally to all,” said Sister Nayiby.
Nuns laughing in a corridor.
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The first video gained the nuns more followers online than the number of people in their village. Photograph: Roberto Salomone/The Guardian
Needless to say, the main star of the show is Sister Maria Chiara, hence she is tasked with opening and closing the reels. “I’ve always been a chatterbox,” she said. “But I’m spontaneous, I can never plan anything beforehand.”
Sister Anna Lilia, 95, is another spirited participant, although they have not yet risked putting her on a live video: “She has no filter, she just says what she thinks,” said Sister Nayiby.
Italian nuns’ social media posts go viral
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Italian nuns’ social media posts go viral
The nuns come together to script each clip, with each production posted at 5am because “the first thing people do when they wake up in the morning is check their phones”, said Sister Nayiby. However, she confessed to occasionally asking ChatGPT for help with developing ideas.
The care home was opened by Sister Maria Grazia Mancini, who was there from Rome during the Guardian’s recent visit. “These women gave so much during their apostolic life and then they reach a point where they feel a little discarded,” she said. “But this initiative has given them the chance to express something beautiful, to have fun and to spread positive messages so that we can resist the evil that sometimes surrounds us.”
Messaggeri divini: i post sulle suore italiane sui social media diventano virali
La rivelazione di Instagram spinge i devoti cattolici in pensione in Abruzzo a ottenere milioni di visualizzazioni con video ottimisti
Per anni, le vite per lo più chiuse delle suore che vivevano in una casa di riposo a Raiano, un villaggio montano nella regione Abruzzo in Italia, hanno seguito molto più o meno lo stesso ritmo quotidiano.
Si svegliavano presto, pregavano, andavano in cappella, pranzavano e forse passavano il pomeriggio a leggere.
Ma la loro routine cambiò ritmo quando, sotto la pressione della maggiore delle 22 donne – Suor Maria Chiara, 98 anni – per ravvivare le cose, si rifugiarono sui social media.
Suore italiane si rifugiano sui social media con video virali arguti
"Suor Maria Chiara stava iniziando a sentirsi molto giù – diceva: 'Qui non facciamo nulla, e la mia vita sembra senza senso'", ha detto Suor Nayiby Jimenez, che lavora nella casa gestita dalla congregazione di suore cattoliche di Ravasco. " Anche io provavo pena per loro. Sono donne che hanno lavorato duramente tutta la vita e hanno tutta questa bontà e luce nel cuore – non potevamo semplicemente tenerle chiuse."
Essendo la più giovane delle suore, la responsabilità ricadeva su Suor Nayiby, 45 anni, di far brillare la loro luce oltre i confini della casa.
Le clip delle suore hanno generato migliaia di messaggi online. Fotografia: Roberto Salomone/The Guardian
Così, con la benedizione della madre superiora, le donne iniziarono a sperimentare la produzione di video che raccontassero la loro vita quotidiana offrendo al contempo una guida spirituale.
Iniziarono semplicemente:il primo video, pubblicato sull'accountFacebookdi Suor Nayiby a luglio, mostrava Suor Maria Grazia, 97 anni, che trasmetteva una perla di saggezza sull'obbedienza e la fiducia. Il video fu un successo immediato, generando migliaia di visualizzazioni e attirando 7.000 follower sull'account – più del doppio della popolazione di Raiano.Al settimo cielo, le suore si sono espanse su Instagram, infondendo umorismo e musica nei loro copioni nella loro astuta ricerca di raggiungere un pubblico giovane. Le visualizzazioni sono salite a milioni e i follower ora sono circa 145.000 sui loro account Facebook, Instagram e Threads.
"Tutto questo è stato totalmente inaspettato," ha detto Nayiby, nato in Colombia.
Suor Nayiby Jimenez, a sinistra, con la star dello spettacolo: Suor Maria Chiara, 98 anni. Fotografia: Roberto Salomone/The Guardian
In uno deivideo più popolari, le suore si alternano a lanciare una scatola di cartone dalla finestra. Ogni scatola è etichettata con un'emozione o un tratto negativo, ad esempio "stress", "ansia", "egoismo" o "indifferenza". Il video si conclude con Suor Maria Chiara che dice: "Dobbiamo buttare via tutto ciò che ci rende tristi, perché il Signore vuole che siamo felici."
I devoti vivono in una casa di riposo gestita dalla congregazione di suore cattoliche di Ravasco. Fotografia: Roberto Salomone/The Guardian
In un'altra, alcune suore partecipano a malincuore a una routine di esercizi mattutina, prima di arrendersi dicendo "andiamo a pregare". Il messaggio principale è che bisogna prendersi cura del corpo e dell'anima affinché possiamo "fiorire pienamente".
I clip hanno generato migliaia di messaggi, e le suore hanno ciascuna un libro con i nomi di coloro che hanno chiesto le loro preghiere. "Ci sono oltre 200 nomi in ogni libro, e rispondono personalmente a tutti," ha detto Suor Nayiby.
Il primo video ha fatto guadagnare alle suore più follower online rispetto al numero di persone nel loro villaggio. Fotografia: Roberto Salomone/The Guardian
Inutile dire che la protagonista principale dello show è Suor Maria Chiara, quindi è incaricata di aprire e chiudere i rulli. "Sono sempre stata una chiacchierona," disse. "Ma sono spontaneo, non riesco mai a pianificare nulla in anticipo."
Suor Anna Lilia, 95 anni, è un'altra partecipante vivace, anche se non hanno ancora rischiato di metterla in un video live: "Non ha filtri, dice solo quello che pensa", ha detto Suor Nayiby.
I post sulle suore italiane sui social media diventano virali
Le suore si riuniscono per scrivere ogni clip, con ogni produzione pubblicata alle 5 del mattino perché "la prima cosa che fanno al risveglio è controllare il telefono", ha detto Suor Nayiby. Tuttavia, ha confessato di chiedere occasionalmente aiuto a ChatGPT per sviluppare idee.
La casa di cura è stata inaugurata da Suor Maria Grazia Mancini, che si trovava da Roma durante la recente visita del Guardiano. "Queste donne hanno dato tanto durante la loro vita apostolica e poi arrivano a un punto in cui si sentono un po' scartate," ha detto. "Ma questa iniziativa ha dato loro la possibilità di esprimere qualcosa di bello, di divertirsi e di diffondere messaggi positivi affinché possiamo resistere al male che a volte ci circonda."