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08/09/19

diffusione del cellulare ma non per tutto il casso di Fosdinovo, il paese dove il cellulare non funziona: ecco come si vive nella città senza campo



siamo alle solite il regime fascista o i  governi   repubblicani  fino a  gli anni  '60\70 ( DC   sopratutto )   che pur fra limiti e cose negative svecchiarono ed acculturano alfabetizzandola l'italia avrebbero fatto meglio . Lo so che è ed potrà sembrare un post populista ma purtroppo è l'amara verità . Non puoi fare la digitalizzazione delle strutture essenziali : come sanità ,istruzione , amministrazione , ecc se prima non ne curi l'accesso e le linee ormai [ SIC ] oggi sempre più fondamentali .E' come se inizi a costruire una casa partendo dal tetto , Ed ecco una storia , fra le tante , della nostra italia o almeno alcune zone d'essa

 corriere della sera del  7\9\2019


FOSDINOVO (MASSA CARRARA) 

«I problemi più seri ce li hanno le frazioni di Pulica, Marciaso, Tendola e Posterla». Dal Belvedere della piazzetta, dietro la chiesa di San Remigio, a 691 metri d’altezza, la sindaca Camilla Bianchi (  foto a  destra  ) indica con la mano le frazioni di Fosdinovo che si trovano oltre il fronte, una sorte di
scansione   dal video   del corriere  tv  su tale
vicenda  https://bit.ly/2m66ORu
linea Piave del segnale telefonico. «Intendiamoci — aggiunge— le cose vanno male anche qui nel borgo». Il fronte. Al di là del crinale del monte Nebbione, scendendo verso il mare, si trova la normalità. Al di qua, il segnale telefonico (mobile) non prende.


Così in questo borgo tra i più belli d’Italia (è bandiera arancione) i cellulari spesso sono fuori uso. Secondo l’Uncem, Unione comunità montane, circa 3 milioni di persone vivono la stessa situazione. Il suo presidente, Marco Bussone, con l’aiuto dei sindaci sta disegnando la prima mappa dell’Italia senza telefonia mobile («Per le segnalazioni c’è tempo fino a fine mese — dice —. Porteremo tutto al governo, va posto il problema alle compagnie »). Camilla Bianchi più volte ne ha parlato con Prefettura e con le compagnie telefoniche. Invano. L’assessore Giorgio Bonalume ha una casa a Tendola. Riassume: «Riesco a telefonare solo dalla cucina. All’esterno è una scacchiera, in alcuni punti prende in altri no. Si va per tentativi». È pomeriggio, fa caldo, nuvole basse, c’è molta umidità. Da un vicolo di Tendola sbuca un ragazzo. Samuele Busticca, 18 anni, fa la scuola professionale. Dice: «Sto andando dove c’è il segnale. È in un angolino dello spiazzale, più giù. Noi giovani facciamo così, ci siamo abituati». Giada ha 26 anni, lavora all’Ufficio informazioni ai piedi del castello Malaspina. Suggerisce sentieri, chiese, ristoranti. Ma ai turisti è costretta a indicare pure i pochi luoghi dove c’è segnale. Conferma: «Bisogna trovare l’angolino». Con amici e fidanzato si dà appuntamento: «Ci mettiamo d’accordo, chiamami a tale ora». Poi quando scocca l’ora, se è in casa, si avvicina alla finestra, la apre e si sporge: «Il telefono deve stare fuori».
Trattoria Quinta Terra. Il propietario è un milanese. «I clienti spesso li vedo nervosi. Una volta entrati nel mio locale i telefoni non servono a niente. Nelle camere dei b&b è la stessa cosa». D’inverno la situazione peggiora. Il segnale sparisce con il vento e la pioggia. Varchiamo la soglia del Comune. «Qui non prende», dice l’assessore. Due rampe di scale, secondo piano, sala della sindaca e la tacca riaffiora. Bianchi spiega: «Ho dovuto trasferire il mio ufficio in un altro locale. In quello storico che dà sulla piazza l’apparecchio era muto». All’anagrafe sono senza segnale. Il segretario comunale ogni tanto bussa alla porte della sindaca: «Posso telefonare?» La sua stanza è chiamata la cabina telefonica. Il caldo picchia.
Con la sindaca andiamo a Pulica. Ci sono un bar, un alimentari e un ristorante. «Il telefonino? «Qui scordatevelo», dice piccata una signora. «C’è un problema di protezione civile», aggiunge la sindaca. Che saluta Andrea Biagini, un giovane che lavora in Regione. «Lì prende, vede? Ma qui no». Poi spiega la «tecnica della mattonella», così come viene chiamata: «Segna il punto dove affiora il segnale, serve a memorizzarlo. Ci dà un ordine. Io riesco a telefonare solo dal bagno». La sindaca pensa alle potenzialità del telelavoro, al ripopolamento dei borghi. «Nel 2019 sono nati 4 bebè. A fronte di 30 decessi. Tra 5 anni non ci sarà la prima elementare». Mirca Masetti è la signora che gestisce il bar di Tendola. Conosce bene i ragazzi: «Alla sera il davanzale è pieno dei loro telefoni. Lo lasciano lì perché è il solo posto dove funziona». Sospira. «Debole, più forte, nullo...». Stappa un crodino. «Passiamo il tempo a controllare le tacche del cellulare». Esce di casa una signora. Con la mano indica un chiodo attaccato al suo portone: «Il telefono non ce l’ho. Chi vuole può appendere qui un pezzo di carta e lasciare scritto il messaggio». La sindaca sorride.