06/02/21

togliamo il 10 febbraio al negazionismo e alla verità a senso unico imposta dallo stato e dalla destra e dalla sinistra negazionista. il cattivo ricoprdo è peggio del silenzio che le foibe hanno subito in 50 anni

Dopo la settimana della memoria  adesso che si avvicina   la settimana  del    giorno del ricordo  , la differenza tra patriottismo e nazionalismo  (  da me  riportato   qui   ) ben spiegata   dal politologo Maurizio Viroli nel libro  NAZIONALISTI E PATRIOTI che   ricostruisce le ragioni della tentazione illiberale che sta attraversano il nostro Paese in un malsano e disgustoso sentimento nazionalista mai o falsamente patriottico  ) , mostra il suo solco profondo tra l'affetto verso il proprio territorio e l'amore malato per esso con l'odio per tutto ciò che è straniero
A noi uomini liberi   spetta ricordare il 10 febbraio   a  360   gradi     ricordare   tutti i morti a causa da parte dei carnefici nazionalisti,prima  fascisti e poi  comunisti  , Opporci a  :
- lo stravolgimento da parte della destra illiberale e neofascista con la  complicità  ed  il silenzio  (   salvo rari casi  della sinistra parlamentare   revisionista )   della verità insistendo  solo  sul   genocidio nazionale asseritamente subito dagli italiani in Istria
- la monopolizzazione da parte della destra illiberale e di quella postfascista dell'argomento delle foibe quale 'fobia di massa '  decontestualizzandole  da quello che  è avvenuto  prima  .
- la strumentalità di tale argomento da parte dei neofascisti, perchè usato :
° per distrarre l'attenzione dal ruolo svolto dai fascisti fin dal 1919\20   il  cosiddetto fascismo di confine   con  incendi alle  associazioni  e    gruppi culturali  ,   linciaggi ,  discriminazioni  , delle minoranze  slave  , e poi  dal  1922\23  fino  al 1943   con l'aggiunta  di   italianizzazione  forzata  ,  con deportazioni e massacri e  successivamente dopo l'8 settembre del 1943  con le stragi e i massacri vestendo i panni di membri della RSI  ovvero  dei traditori della Patria nelle formazioni nere che in Istria e nella "Zona di Operazione del Litorale Adriatico" combatterono agli ordini dei comandi nazisti contro i patrioti resistenti italiani, seminando stupri, distruzione e morte
° per far dimenticare violenze e stragi perpetrate dai fascisti italiani in Istria e nelle zone occupate della dalmazia, del Montenegro, della Slovenia (Lubiana) dall'inizio del 1941 fino al settembre1943 .

Infatti   come  dice  https://left.it/2020/02/19/attacchi-alla-ricerca-storica-su-foibe-e-confine-orientale


È in corso una indegna gazzarra da parte di elementi di destra e di estrema destra che prende a spunto le celebrazioni del giorno del ricordo . Queste persone attaccano qualsiasi interpretazione che non accetti una vulgata che si rifiuta di prendere in considerazione la politica di snazionalizzazione portata avanti durante il ventennio nelle zone del confine orientale non per giustificare, ma per spiegare quanto successo dopo la caduta del fascismo e durante la costruzione dello stato comunista jugoslavo. Si vuole imporre una versione ufficiale della tragedia delle foibe e di quella successiva dell’esodo dei giuliano fiumano dalmati sotto forma di genocidio degli italiani e con impropri e assurdi confronti con la Shoah. Chiunque operi la necessaria contestualizzaione di quanto successo sa che gli italiani furono perseguitati o in quanto ex fascisti, o perché identificati con le classi egemoni, o in quanto si opponevano alla costruzione dello Stato comunista, e non in quanto italiani. L’anno scorso l’attacco era stato portato al vademecum elaborato dall’Istituto regionale per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea del Friuli-Venezia Giulia, di Trieste, un equilibrato documento di sintesi storiografica sulle acquisizioni di decenni di ricerca sul confine orientale, che metteva in discussione la tesi che la persecuzione degli italiani fosse motivata da una pulizia etnica.

Inoltre  l'ano scorso , e credo  che  sarà    cosi  ( mi auguro e  spero di no  ) anche  quest'anno
 sono stati attaccati singoli ricercatori accusati di negazionismo solo perché si rifiutano di cedere alla nuova vulgata nazionalista e filo fascista, e poi  la Regione Toscana per aver affidato all”Istituto della Resistenza e dell’età contemporanea di Grosseto la politica della memoria, e quindi anche i viaggi sul confine orientale, sulla base di una pluriennale esperienza di ricerca e didattica di quell'istituto sul tema. Gli attacchi mirano a mettere   sullo stesso piano  (  è  da  stolti  negarlo   e  non vederlo  ) storici  riduzionisti cioè che attribuiscono le  foibe  e  l'esodo   solo al  fascismo e  sminuiscono   i crimini     comunisti   con  chi  fa   invece  ricerca seria    inquadrandole  in uno  contesto storico    ed  servono  a  negare la legittimità degli Istituti della Resistenza e dell’età contemporanea a svolgere azione di ricerca storica e diffusione didattica sul confine orientale, sostenendo che essi sarebbero ideologicamente orientati.
Ecco  che  quindi  è  necessario oltre  che   : « [...] È allora essenziale ribadire che la ricerca storiografica non può essere condizionata da verità ufficiali diffuse o imposte dallo Stato e dalle istituzioni; che la libertà di ricerca va fondata sull’onestà intellettuale, sulla contestualizzazione ampia degli eventi, sull’utilizzo critico di fonti verificabili; che da parte degli istituti storici della Resistenza e dell’età contemporanea non è mai stata negato che le foibe rappresentino un crimine, che si inquadra non soltanto in una reazione alle politiche di snazionalizzazione [ quello   che  a  destra  ed  in certa  sinistra   s'ostinano a definire  pulizia  etnica   ]  e oppressione messe in atto dal fascismo nei confronti delle minoranze slovene e croate, ma anche nei meccanismi violenti di costruzione dello Stato jugoslavo da parte di un regime comunista che perseguitava tutti coloro che si opponevano ai suoi progetti (e quindi non solo italiani, e quindi non solo fascisti).[...] » Ricordare    a  360°  e  non solo il 10 febbraio 
In realtà dietro a questi attacchi si nasconde non solo la totale ignoranza o  conoscenza  parziale  degli eventi storici, l’utilizzazione di parole d’ordine scioviniste e nazionaliste, ma anche e soprattutto la rivalutazione del ventennio fascista e della figura di Mussolini.


L’Istituto nazionale Ferruccio Parri, che è il capofila di 64 Istituti storici della Resistenza dell’età contemporanea diffusi su tutto il territorio nazionale, si oppone con forza a questa deriva filofascista e antidemocratica e, nel manifestare la propria vicinanza alle famiglie di tutti coloro che hanno dovuto soffrire per le tragedie consumatisi sul confine orientale, ribadisce il suo impegno per la libertà di ricerca storica al di fuori di vincoli e polemiche di carattere ideologico. Esprime solidarietà agli istituti e ai ricercatori che in questi giorni hanno ricevuto attacchi scomposti per il loro impegno per la verità e la correttezza storica.

04/02/21

i comunisti non furono solo infoibatori la destra ignora o fa finta di non sapere che ci fu Il patriottismo di sinistra nella Venezia Giulia


Neppure  io    sapevo  , anche  se  lo ipotizzavo, ed  ho approfondito      che   ci furono dei comunisti  patriotici     come  dice  la   discalia  di copertina   di   questo  libro,  di cui ho  ho appreso la  news  e l'esistenza da     https://www.arcipelagoadriatico.it/



 che  In una Venezia Giulia occupata dagli Alleati, azionisti, socialisti e perfino importanti settori comunisti anelano il ritorno in Italia di Trieste e dell’Istria, già nel corso della Guerra di Liberazione e quindi ben prima dello scisma Stalin-Tito del ’48. In pochi sanno che questi antifascisti di provata fede, spesso ex partigiani del CLN Giuliano o delle Garibaldi, continuano all’ombra del GMA la loro battaglia per la democrazia progressiva e l’italianità delle loro terre. Usati e gettati da un Governo italiano che li giudica troppo morbidi con i sostenitori della Repubblica jugoslava ; odiati dalla destra perché irremovibili sulla pregiudiziale antifascista e responsabili di avere consegnato la Città alle truppe di Tito; ostacolati dal GMA che mal tollera il loro potenziale libertario; avversati dalle forze (filo)jugoslave perché contrari alla politica annessionista della loro nazione; i progressisti tricolore rivendicano democrazia, libertà e socialità per tutta la Venezia Giulia. Attraverso particolari organizzazioni e strategie, i patrioti di sinistra operano nel segno della giustizia e dell’equità in una terra troppo a lungo martoriata da odi e crudeltà. Prefazione di Giovanni Fasanella.


ed  ancora  oggi  è cosi  .   infatti  una  bandiera    tricolore  con una stella   al  centro  o  viene   solo vista  , in quanto  fu simbolo delle brigate  Garibaldi , come  simbolo  di Pro Tito e   quindi  solo   da   condannare  
Esempi trovati in rete  

Risultato immagini per foibe bandiera italia  con la stella  al centro

e    da http://www.ilfriuli.it 10.2.2020

Foibe, nuove provocazioni a Trieste
Savino (FI) denuncia su Facebook: "Presidio con bandiere jugoslave e tricolori con stella rossa" 



"Nel Giorno del Ricordo nostalgici di Tito pensano bene di manifestare contro la commemorazione delle vittime delle foibe e dell’esodo. E lo fanno con un presidio in piazza della Borsa a Trieste, sventolando la bandiera della repubblica socialista di Jugoslavia e il tricolore con la stella rossa. Una bieca e squallida provocazione che ci sprona e rafforza nel valorizzare ogni anno di più questa dolorosa solennità civile”. Lo denuncia su Facebook Sandra Savino, deputata e coordinatrice regionale di Forza Italia Fvg.



Ok    va bene        condannare    le brutture  e le  violenze     da cui  neppure  i  comunisti    furono immuni ed  estranei ma  , non   apriori  .  contestualizzandole  ed  soprattutto senza  esagerarle        specialmente   quando  ci sono  fatti storici  cosi complessi   e discussi  dal punto di vista    delle interpretazioni    documentali  e  in cui ancora  oggi  tali  fatti storici e  memoria    non sono   ancora  scissi  ma sono  tutt'uno .