12/11/19

morti di nassyria eroi -martiri o itliani mandati al macello ?

 di cosa  stiamo parlando
Padre Alex
Padre Alex Zanotelli: "Non parliamo di martiri per le vittime di Nassiriya, eravamo là per difendere il nostro petrolio"
Salvini: "Dovrebbe vergognarsi, scriverò al Vaticano". Meloni: “Parole gravi, chieda scusa alle famiglie dei caduti”


 come  ho già detto qui   sulla  nostra  appendice   facebook 


Compagnidistrada
Pubblicato da Giuseppe Scano8 min
#iostoconalexzanotelli . #italianimandatialmacello #sanguedelnostrosanguenervideinostrinervi . I morti di #nassyria e non solo non sono eroi
ma poveracci mandati ( o costretti ad arruolarsi ed scegliere la carriera militare per poter sfamare la famiglia ., sono pochi qiuelli che lo fanno per convinzione e per servire #lapatria ) a morire per politiche scriteriate ed di leccaculismo all'amico americano . Che violano la stesa costituzione. #meloni #salvini #larussa fncl . mandate pure i vostri fans haters #squadristidigitali ( sopratutto tu Matteo Salvini a riempirmi di .... 💩😡 . #iononhopaura


 e  voi  


single e divorziati o separati sotto le feste di natale [come sopravvivere al natale e alle sue feste 1 puntata ]

ogni anno la stesso dilemma , farla o non farla ? ebbene per evitare rimorsi e rimpianti inutili ,oppure riprendere ( come feci l'anno scorso o   come  ho fatto  quest'anno  con il post  sulle  bufale natalizie  ) post condivisi sui sociali gli altri anni ed salvarli cambiandogli data qui sul blog , o provare  a creare  qualcosa  d'alternativo  la faccio . E  come   mioi  consuetudine    gioco d'anticipo   .Tenete presente però che è sempre più difficile essere originali perchè i media ufficiali sono pieni di siffatti argomenti . Quindi mi scuso in anticipo se non dovessi riuscire ed essere originale .
Ma ora bado alle ciance ed Iniziamo da un argomento , meno trattato dai media ufficiali ( salvo quelli femminili e per uomini ) Come spiegare ai parenti che essere single non significa essere 'soli'. Anche a Natale . Liberamente tratto da questo articolo di qualche natale fa dell'inserto\ allegato di femminile    D di repubblica https://d.repubblica.it/life/


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Ma ora bado alle ciance ed Iniziamo da un argomento , meno trattato dai media ufficiali ( salvo quelli femminili e per uomini ) Come spiegare ai parenti che essere single non significa essere 'soli'. Anche a Natale . Liberamente tratto da questo articolo di qualche natale fa dell'inserto\ allegato di femminile D di repubblica https://d.repubblica.it/life/


Essere single quando arrivano le festività natalizie può essere una seccatura ancora più grave quando hai genitori anziani o stai in casa con tutto il resto dell'anno . Problema che si fa ancora più difficile e pesane soprattutto quando tutti gli altri ospiti di una tavolata sono felicemente (o meno felicemente) accoppiati. Sono in molti infatti, quando ci si presenta soli al tavolo delle feste, a ritenersi in diritto di fare molte domande, spesso rivolte alle donne . “Ma quando lo trovi un fidanzato?”, “Ma hai intenzione di rimanere zitella ?”, sono solo due degli esempi più eclatanti. Ma c’è un modo per non rimanerci male ? D lo ha chiesto alla psicoterapeuta Antonella Puzella << (...) bisogna riconoscere che i single vengono ancora guardati con il sospetto che siano infelici - commenta l’esperta - Lo confermano anche le ricerche sui single, che vengono spesso svolte solo attraverso un confronto con le persone sposate. Come se il punto di vista da cui partire debba sempre essere quello delle persone coniugate, considerando dunque i single ancora un’anomalia”.>>Infatti nonostante i single siano quasi 9 milioni d'italiani la maggior parte delle persone non comprende o non vuole comprendere che “single” non significa “solo”. >> - continua Puzella - <>


Ecco alcuni trucchi 










i primi due se siete ribelli ed avete la forza di trasgredire subito    .  I seguenti se non hai famiglia tradizionale o troppo anziana o  hai 🤘 perso  genitori o non hai partner  lo puoi fare il giorno prima o il giorno dopo dipende   dai tuoi amici\che specie se sposati \ conviventi o fidanzati 











se non hai famiglia tradizionale o troppo anziana lo puoi fare il giorno prima o il giorno dopo dipende dai tuoi amici\che specie se sposati \ conviventi o fidanzati o se  si vuole    un tromba  amico\a  
















anche una semplice passeggiata o gita fuori porta non è necessario , almeno che non si voglia evadere \ fuggire completamente , andare troppo lontano o all'estero 












o da sola\o oppure portarlo al cenone o al pranzo di natale 

Un altra  soluzione potrebbe essere  quella  di   cercare di far capire che le persone care ( genitori e parentame vario ) capiscano che essere single non equivale a essere infelici è ancora difficile. L’importante però, è che chi non è in coppia non si lasci ferire , almeno che non gli ne freghi niente importi qualcosa , da domande invadenti e indiscrete. Se si sta affrontando una separazione, se si è un genitore single, se c’è un figlio\a che non arriva, è bene andare a pranzi e cene preparati .
Come affrontare le situazioni che generano stress a Natale
Fate sapere la vostra situazione e disagio ai vostri genitori che lo comunicheranno al resto dei parenti . Anche a rispondere con ironia”. Chiaramente la risposta magica non esiste ma, ad esempio, fare il proprio ingresso mettendo le cose in chiaro può aiutare, “ad esempio dicendo: “non iniziamo con la stessa storia. Sono qui, sono da sola e sto bene”, oppure rispondere a chi ci chiede come mai non abbiamo ancora un fidanzato con un “Dai, ormai lo sai che sono un caso disperato”. Chiaramente, se ad esempio quello della maternità desiderata è un tema caldo, è difficile non intristirsi”.
Se però il Natale in famiglia - proprio per le domande - mette troppa tristezza, si può anche organizzare un Natale “alternativo” o da soli\e o sempre in famiglia ..Vedi esempi sopra “Chi è single da tre o quattro anni è indubbiamente più organizzato, consapevole di essere in famiglia per un paio di giorni e libero tutti gli altri. Organizza il suo “Contro Natale” con chi vuole non appena trascorsi il 24 e 25 o anche prima se vuoi Ma se non si ha voglia di partecipare, si può sicuramente organizzare un viaggio in gruppo o in solitaria, oppure fare un’esperienza di volontariato. Situazioni che ci permettono di esplorare il mondo o lavorare su noi stessi”.Infatti ci sono altri modi per non sentirsi tristi quando arrivano le Feste? “Avere pronte delle cose che ci piacciono è una buona strategia - spiega la psicoterapeuta - Se si è consapevoli che si vivranno situazioni complicate, rivivranno tensioni, è bene sapere che il 26 dicembre si passerà una meravigliosa giornata con chi si sta bene. Ma le alternative valide sono tante: una passeggiata, un film al cinema, un aperitivo. Un’alternativa qualsiasi per riconquistare il proprio tempo e goderne a pieno, senza l’ombra delle altre persone che, con le loro domande, costringono a guardare a un futuro incerto invece che a vivere il presente”.Infatti lavorare su se stessi è una strategia valida durante tutto l’anno e che ci fa arrivare preparati quando ci vengono rivolte domande scomode. “Il Natale scandisce il passare degli anni, segna le tappe della nostra vita. Molti traguardi, a cui spesso viene data troppa importanza, possono logorarci se non raggiunti. Per questo è importante lavorare per essere in armonia con se stessi. In questo modo si sopravvive sicuramente meglio alle battute della famiglia. Aiuta anche pensare alla propria libertà, all'autosufficienza conquistata, alla maggiore capacità di socializzazione, ai minori obblighi (che non corrispondono a meno responsabilità), al fatto di non avere problemi per mediare con il partner su dove trascorrere le festività. Lancio una provocazione: e se fossero coloro che non sono single a dover sopravvivere al Natale?”.
I periodi festivi creano sempre qualche tensione in più nelle coppie separate. Già quando si sta insieme la gestione degli impegni familiari natalizi è complicata (e spesso genera conflitti), quando poi i genitori sono separati ci sono ancora più incastri da far combinare.
La divisione dei giorni di vacanza dei figli e soprattutto l’organizzazione dei giorni di vera e propria festa, può diventare campo di lotta. Proviamo a chiarire quali sono le regole, proprio per evitare che ci si scontri.
Infatti  per le coppie separate divorziate a situazione è più complessa come testimonia questa lettera una soluzione,oltre  a quelle suggerite   dal portale  di   http://genitoricrescono.com/,potrebbe essere la relativa riposta suggerita da questo interessante articolo di https://www.mammapoppins.it/



Caro Babbo Natale,
mi chiamo Giacomo, ho quasi 10 anni e sono figlio di genitori separati.ADESSO VIVE IN UN NUOVO APPARTAMENTO, PICCOLO MA CARINO. HO UNA SORELLINA DI 6 ANNI. ABBIAMO SOFFERTO ENTRAMBI PER LA SEPARAZIONE DEI NOSTRI GENITORI, LEI PERÒ SI TIENE TUTTO DENTRO E NON PARLA DI COME SI SENTE. CREDO PER NON FAR PREOCCUPARE LA MAMMA, CHE SPESSO È NERVOSA PERCHÉ DEVE FARE TUTTO DA SOLA.
A SCUOLA HO SENTITO DIRE CHE PROBABILMENTE TU NON ESISTI. ME LO HA DETTO IL MIO AMICO MATTIA. ANCHE I SUOI GENITORI SI SONO SEPARATI E POI HANNO DIVORZIATO. MI HA RACCONTATO CHE IL NATALE PER LUI È IL MOMENTO PIÙ BRUTTO DI TUTTO L’ANNO, CHE I REGALI SONO AUMENTATI, MA LO SPIRITO È MOLTO DIVERSO DA PRIMA, QUANDO ERANO UNITI E TUTTI INSIEME A FESTEGGIARE.
LA COSA CHE PIÙ LO FA SOFFRIRE È LA MATTINA DEL 25 DICEMBRE. NON CORRE PIÙ DALLA CAMERA AL SALOTTO PER VEDERE SE CI SONO I REGALI SOTTO ALL'ALBERO, MA VA DALLA SUA MAMMA. SA CHE QUEL GIORNO IL PAPÀ LO VEDRÀ SOLO GRAZIE AL CELLULARE, PERCHÉ I SUOI GENITORI ORA VIVONO IN CITTÀ DIVERSE.
QUESTO PER ME SARÀ IL PRIMO NATALE DA FIGLIO DI SEPARATI E NON SO QUELLO CHE MI TOCCHERÀ, PERÒ MI CONFORTA IL FATTO CHE PAPÀ VIVA NELLA MIA STESSA CITTÀ. A TE POSSO DIRLO, TRA ME E ME SPERO ANCORA CHE I MIEI GENITORI DECIDANO DI PASSARE LA GIORNATA TUTTI INSIEME, COME ABBIAMO SEMPRE FATTO.
SAI, TANTE VOLTE HO PENSATO CHE SE MIA SORELLA ED IO CI FOSSIMO COMPORTATI MEGLIO, TUTTO QUESTO NON SAREBBE SUCCESSO. LA MAMMA E IL PAPÀ PERÒ HANNO DETTO CHE NOI NON ABBIAMO ASSOLUTAMENTE NESSUNA COLPA. ME LO HANNO RIPETUTO UN SACCO DI VOLTE E ALLA FINE HO DECISO DI CREDERGLI, PERCHÉ È FORSE UNA DELLE POCHE VOLTE IN CUI LI HO SENTITI UNITI E D’ACCORDO.
DURANTE QUESTI MESI IL RAPPORTO COL MIO PAPÀ È MIGLIORATO. QUANDO STAVA A CASA CON NOI, LA SERA DICEVA SPESSO DI ESSERE STANCO E DI NON AVERE LA FORZA DI GIOCARE CON ME. ADESSO HA PURE COMPRATO LE PORTE DA METTERE IN GIARDINO PER GIOCARE A PALLONE! CERTO QUANDO SUCCEDE MIA SORELLA NON IMPAZZISCE DI GIOIA, MA NON SI LAMENTA POI COSÌ TANTO. NELLE NUOVE SITUAZIONI SI IMPARA A CONOSCERSI SEMPRE UN POCHINO DI PIÙ.
INSOMMA CARO BABBO NATALE, TI SCRIVO PERCHÉ VORREI CHE TU MI AIUTASSI.
natale per figli di genitori separati
SOPRATTUTTO PER MIA SORELLA CHE FA TANTA FATICA E QUANDO SOFFRE SI CHIUDE IN SE STESSA. NON MI ERO MAI ACCORTO CHE FOSSIMO COSÌ DIVERSI! QUINDI HO BISOGNO DI TE PER FARLE UN REGALO SPECIALE.
POTRESTI SCRIVERLE UNA LETTERA E RACCONTARLE CHE ESISTONO BAMBINI DI GENITORI SEPARATI CHE RIESCONO A RIDERE LA MATTINA DI NATALE?!? IO HO GIÀ PROVATO A DIRGLIELO, MA NON MI CREDE, DICE CHE SONO UN “RACCONTA STORIE” E CHE ME LO INVENTO!
INVECE NON È VERO, ME LO HA DETTO LA MIA AMICA GIULIA. LEI A NATALE I REGALI LI SCARTA CON TUTTI E DUE I GENITORI ANCHE SE SONO SEPARATI!
SE MIA SORELLA RICEVERÀ LA TUA LETTERA SAPRÒ CHE ESISTI, MA TUTTO SOMMATO A ME VA BENE ANCHE SE LA SCRIVE LA MAMMA, ANZI MAGARI SCRIVENDOLA SI CONVINCERÀ ANCHE LEI CHE SI PUÒ ESSERE SERENI IN TANTI ALTRI MODI CHE PRIMA CI SEMBRAVANO IMPOSSIBILI.

Cari Genitori,
in questa lettera a Babbo Natale ho cercato di suggerire una riflessione, raccontando le vicende di una realtà adulta attraverso gli occhi di un bambino.
Il mio consiglio per i giorni delle feste, qualora ci siano delle divisioni in famiglia, è quello di ricordare quanto cari davvero potete essere per i vostri ragazzi. Quanto il vostro contributo possa essere prezioso, nel dare precedenza alla loro serenità piuttosto che ai contrasti, magari all'orgoglio.
Aldilà delle vostre “ragioni”, il regalo più grande ai vostri figli potete farlo proprio voi, insieme agli altri membri adulti della famiglia. Evitate le scelte, gli aut/aut, gli schieramenti. Avete deciso del vostro percorso da adulti, ma la scelta può e deve essere fatta vivere con mitezza e delicatezza ai bambini.
Essendo Mamme e Papà, amando i vostri figli, sapete che ben oltre l’infanzia e Babbo Natale, il vostro legame durerà per tutta la vita. Magari loro ancora non lo sanno, ma siete Voi i migliori, più splendenti e puntuali “Babbo Natale” nelle vite dei vostri bambini. Tenetelo a mente e vedrete che sarà non dico facile, ma magari un po’ più semplice, per tutti.

                                    Buone Feste,Dott.ssa Erica Petrucciani, pedagogista

 alla prossima puntata  















11/11/19

e che ..... le bufale natalizie anticipano le pubblicità e l'aria natalizia. don Mirco Bianchi.il caso di Sacerdote diffonde bufala sull’idea di Laura Boldrini sul Natale nelle scuole

Ogni anno la stessa cosa .Ed questo è solo la premessa . Che palle . Non si può godere in pace neppure il natale  vero  o   l'ipocrito / pulisci coscienza che ormai è diventato   che c'è  qualcuno  , stavolta  addirittura  un sacerdote  che 
Il sacerdote che cade nella bufala della Boldrini che non vuole festeggiare il Natale nelle scuole





Le città stanno iniziando a riempirsi di addobbi natalizi e, come ogni anno a ridosso delle festività, torna la bufala di Laura Boldrini che considererebbe un errore festeggiare il Natale nelle scuole. Una falsa informazione che ha iniziato a circolare nel 2013 e che, come se non fosse bastato il fiume di inchiostro scritto sull’argomento, continua ad avere un certo seguito. A volte, questo seguito arriva anche da persone insospettabili: qualche giorno fa, l’ormai tradizionale card natalizia con il volto di Laura Boldrini è stata diffusa – grazie al suo account Twitter – dal sacerdote don Mirco Bianchi.

Sacerdote diffonde bufala sull’idea di Laura Boldrini sul Natale nelle scuole

Quest’ultimo ha un seguito social (oltre 3mila followers su Twitter, per esempio) piuttosto ampio e sulla sua pagina Facebook si presenta come ‘personaggio pubblico’. Non ha mancato di pubblicare la card con la presunta frase sul Natale di Laura Boldrini. Una frase che l’ex presidente della Camera, tanto per ribadirlo per l’ennesima volta, non ha mai pronunciato, ma che è frutto di una manipolazione di una notizia fatta da un noto sito di diffusione di contenuti parziali come Tse-Tse (un tempo vicino al Movimento 5 Stelle).



mirco bianchi
Se desidera possiamo proporre di festeggiare il Santo Natale rimanendo nelle aule scolastiche, rinunciando alle “vacanze natalizie”.

Inevitabile, purtroppo, anche la conseguenza dello strascico di ripetuti commenti offensivi e , aggiungo io    creduloni  visto   che  la  bufala   è   quasi  10  anni che  circola   ,  realizzati da diversi utenti che hanno trovato il tweet di don Mirco nel loro feed. Tra questi, c’è chi dice che la deputata «ha venduto l’anima al diavolo» o c’è chi invita l’ex presidente della Camera a «cucirsi quella fogna di bocca».


10/11/19

Gli animalisti nuovi neonazisti ? Quegli animalisti che insultano Liliana Segre dicendo che "non hgli animalisti nuovi neonazisti ? Quegli animalisti che insultano Liliana Segre dicendo che “non ha imparato nulla da Auschwitz "

Leggo nell'articolo citato sotto  (  ed  non solo  )  sempre più costernato ed avvilito di come coloro che dovrebbero amare gli animali ignorino  o  fanno  finta di non saperlo che anche noi     siamo  animali   risultino cosi crudeli verso chi ha subito quel che ha subito lei

 da https://www.nextquotidiano.it/ 


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La decisione di assegnare la scorta alla senatrice a vita Liliana Segre ha scatenato numerose reazioni indignate. Ci sono quelli che si lamentano perché in questo modo ci saranno meno poliziotti per gli italiani, quelli che credono sia tutto un complotto della sinistra per far credere che in Italia esista il razzismo e quelli che non capiscono la differenza tra le minacce a Salvini e quelle ad una superstite della Shoah. Un caso ancora più estremo di questo desiderio spasmodico di rivelare al mondo che la senatrice Segre non è la “santerellina” che tutti credono è rappresentata da alcuni animalisti che hanno deciso che la senatrice non merita assolutamente la scorta.

Gli animalisti per cui Liliana Segre è come i nazisti

La ragione? In una foto indossa una pelliccia e in un altra è in compagnia di Marco Tamietto, ricercatore dell’Università di Torino che vive anche lui sotto scorta da quando gli animalisti hanno deciso di “fargliela pagare” per l’esperimento con i macachi. Naturalmente non stiamo parlando di tutti gli animalisti italiani ma solo di quelli che ieri hanno deciso di riversare tutto il loro odio sotto al post di una attivista del movimento vegano-animalista che ha puntato il dito contro la «reduce da Auschwitz che indossa una pelliccia e ha frequentazioni che chi è per la libertà e la vita considera poco raccomandabili». La chiosa (una citazione da Isaac Singer) paragona i ricercatori e chi uccide gli animali ai nazisti. Un modo per dire che la Segre è come i suoi aguzzini perché indossa una pelliccia.
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E in molti hanno colto quell'analogia iniziando a insultare la senatrice. «Si vede che sta merda, dalla sua sofferenza non ha capito nulla. Nessuna pena. Per quanto riguarda l’altro mostro, beh, posso solo sperare che muoia presto e con una lunghissima agonia» scrive Barbara. Sta merda è la senatrice Segre, il mostro è Marco Tamietto. L’arroganza di pensare che una persona che a 13 anni è stata deportata in un campo di sterminio e non abbia capito niente ovviamente non ha prezzo.
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«Stride il fatto che una vittima dei nazisti del secolo scorso si faccia fotografare con i nazisti attuali» scrive invece Mauri, che esplicita ancora di più il senso del post originale. Nessuno si pone il dubbio che magari per una persona di 89 anni la pelliccia abbia un significato diverso, e non si può certo dire che la Segre sia  una collezionista di pellicce visto che c’è una foto con una pelliccia. Riguardo alla foto con Tamietto invece non c’è assolutamente nulla di male, non tanto perché entrambi hanno ricevuto minacce quanto perché l’esperimento del progetto Light Up non ha nulla a che vedere con il Nazismo, vero o presunto che sia.
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[...]

Infatti per ( senza generalizzare troppo perchè non tutti gli animalisti sono cosi ... idioti ed irrispettosi   ci sono anche    animalisti   che  non ci stanno  ) certi animalisti oltranzisti, quelli che lottano contro lo specismo non c’è differenza. E Tutte le vite – dicono contraddicendosi – sono uguali e degne di uguale rispetto.Niente niente di male e tesi condivisibile visto che L'approccio antispecista afferma che:
le capacità di sentire (di provare sensazioni come piacere e dolore), di interagire con l'esterno, di manifestare una volontà, di intrattenere rapporti sociali, non siano prerogative della specie umana;
l'attribuzione di tali capacità agli animali di specie non umana comporti un cambiamento essenziale del loro status etico, da equiparare a quello normalmente riconosciuto agli animali di specie umana;
da ciò debba conseguire una trasformazione profonda dei rapporti tra individui umani ed individui non umani;
L'idea che sia possibile riconoscere agli animali non umani diritti validi all'interno delle comunità umane inizia a diffondersi verso la fine del XVIII secolo, in un clima di promozione di diritti per un numero sempre maggiore di individui in precedenza soggetti a discriminazione, quali le donne e gli schiavi. Il filosofo Jeremy Bentham, in questo contesto, fu il primo a proporre di seguire un'impostazione etica fondata su un criterio capace di includere tutti gli animali all'interno di una medesima comunità morale. Per quanto Bentham si opponesse fortemente al causare sofferenza agli animali non umani, egli non mise tuttavia mai in discussione il nostro diritto di sfruttarli e ucciderli per fini umani, purché ciò avvenga senza infliggere loro inutili sofferenze.
Nonostante i forti limiti del suo utilitarismo il pensiero dell'autore ha fornito una forte base concettuale all'animalismo filosofico perché ha individuato, nella capacità di provare piacere e dolore, non soltanto il movente originario dell'agire morale, ma anche qualcosa di cui sono intuitivamente (e non solo) dotati tutti gli animali. [...  continua  qui su https://it.wikipedia.org/wiki/Antispecismo ]
Però  nel momento in cui ci sarebbe bisogno di difendere una donna (  in questo caso  , ma  il discorso non cambia   se un altro  persona  )  oggetto di insulti e minacce raccapriccianti ne approfittano per farsi notare e mettersi in posa da duri e puri  mettendosi  sullo stesso piano  della  peggior  feccia  . IL  Che dimostra una totale mancanza di rispetto per la Segre (  ed  non solo stesso discorso  vale  per Marco Tamietto, , si può ed è legittimo     contestare   il  suo lavoro  ed il  suo modo di  pensare  , ma arrivare  a :  gli insulti   , calunnie  ,     minacce    di morte  proprio  no  )   e non aiuta nemmeno la loro causa. Che differenza c’è tra i leghisti che non votano la Commissione Segre perché non parla di cristianofobia e questi bravi amici degli animali che magari non l’avrebbero votata perché non affronta il tema dello specismo? Nessuna  da  quel  che   si può  vedere   ed  leggere .
 Infatti sempre  secondo  l'articolo   sopracitato


«Il fatto poi che sia in compagnia di Tamietto è a dir poco raccapricciante, come si fosse fatta fotografare con un nazista del campo di concentramento!» scrive Elvira, anche lei sconvolta dal fatto che una persona come la Segre non capisca che quello che è stato fatto a lei viene fatto anche agli animali. Questa non è la banalità del male di cui parlava Hannah Harendt, è la banalizzazione del male. Perché quando si scrive che gli animali da allevamento sono come le vittime delle deportazioni nazifasciste significa che si è completamente perso il senso della misura e non si sa più distinguere tra un essere umano e un animale. E la riduzione dell’individuo ad un oggetto, ad  una bestia da soma è esattamente l’obiettivo che avevano in mente i nazisti.
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Eppure nel 2019 sembrano esserci molte persone che – vivendo al sicuro nelle loro tiepide case – pretendono addirittura di dire alla Segre che evidentemente non ha fatto tesoro dell’esperienza vissuta. Stanno dicendo ad una donna che per decenni non è riuscita ad affrontare pubblicamente l’orrore che aveva vissuto ma che ha trovato la forza di farlo per testimoniare cosa sono stati il Nazismo e il Fascismo che non ha capito cosa le è successo.
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Gli animalisti a quanto pare non riescono ad andare più in là della semplice analogia tra “esseri umani chiusi in gabbia” e “animali chiusi in gabbia”. E in questo modo non fanno altro che rendere ridicole le loro battaglie e le loro rivendicazioni. Non c’è bisogno di insultare una vittima della Shoah per dire che gli allevamenti intensivi (  o  la  vivisezione  crea  sofferenza   ed  molto spesso sia inutile   N.b aggiunta  mia   )      non rispettano il benessere animale.
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È un inutile benaltrismo, come quello di chi dice che ci sono migliaia di donne che non hanno la scorta quando denunciano violenze e persecuzioni e che sicuramente alla Segre non succederà nulla perché a minacciarla sono stati dei vigliacchi. In che modo un’uscita del genere aiuta a combattere l’odio o anche solo a difendere le donne vittime di violenza? Non ci si rende conto che sono due fenomeni completamente diversi e solo apparentemente sovrapponibili in virtù del genere sessuale delle vittime (sia le Segre che le vittime di violenza domestica sono donne)? Questa generalizzazione indebita finisce per far sembrare tutto uguale e tutto poco degno di essere tutelato e difeso.
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Il fatto che la Segre abbia indossato una pelliccia viene utilizzato per dire che la violenza del Nazismo e del Fascismo di cui la senatrice è stata testimone sulla sua pelle è la stessa subita ogni giorno dagli animali. E coloro che la pensano come quella che scrive che ci sono bambini che vengono abusati ed uccisi ogni giorno per dire che «questa signora si sta approfittando della sua vicenda» quando c’è tanta gente che soffre dimostrano che pur avendo colto il problema etico dello specismo non ne hanno colto altri, che dovrebbero essere le premesse fondamentali dell’antispecismo: la comprensione, la compassione e la difesa della democrazia. Perché siamo tutti uguali, no?
Quindi   cari  amici\che   antispecisti  ed  animalisti   democratici   vi  prego interventite   e prendete posizione  da    questi  cialtroni ed  haters      che  poi  danneggiano la  vostra  causa  altrimenti   siete  solo  complici  .  E poi non lamentatevi se  l'opinione  pubblica     fa  di tutta l'erba  un fascio   e  v'insulta  equiparandovi  tutti\e ad  neonazisti

basta con l'ubriacatura retorica \ celebrativa per di più del 9\10 novembre ovvero il crollo del muro e prendiamoci una pausa prima di quella del 3 ottobre 1990 ovvero l'unità delle due germanie

Lo so  che  parlare  della   storia  del muro di Berlino     non  è semplice   perchè  si  rischia    di venire  accusati   ,  come  quello  che   mi  è stato rimproverato  per  i mie  precedenti post  (  vedi url   sopra  )  ,  di  parlarne    troppo poco  (  cosa    ridicola  perchè    non si parla   d'altro   e credo che se  ne  continuerà a parlarne    perchè   alcuni   vedono  il  crollo   l'inizio di quel processo   che  porto' alla   riunificazione delle due  GERMANIE      , avvenuta il  3   ottobre  1990   )  oppure  troppo  faziosamente    in maniera  occidentale  da  una parte   o troppo ostalgie   cioè  e  filo  Ddr  \  sovietica   .
Ora  se  con i mie post  ed  condivisioni  sui miei  social  ho scontentato una  o  l'altra   parte    vuol dire  che  sono riuscito , pur   nei miei limiti   : l'età 13  anni   ,  una  sommaria conoscenza   storico   scolastica  del  tipo   :  ovest sistema  capitalista    \  libera  iniziativa      e  est    economia   di stato   .,  convalescenza    operatoria   , ecc , a  raccontare  e  sintetizzare  le mie  emozioni  a  360 gradi  . Infatti   mi  ancora   rimasta  impresso   , l' avendolo  visto in diretta   tv *  ,  pur essendo   frastornato  per  il ritorno   dall'ospedale , l'evento scatenante  ovvero   la  domanda  e   la  risposta  che porta al crollo  del  già vacillante muro   ,   ed   le reazioni della  gente . 
Ecco    che    dopo   queste  righe   potrei  mandare  a 😤💪👎👃  chi  mi ha  fatto , magari leggendo solo  i titoli e   le prime  righe  dei mie  post  prima  citati  ,  ma    per  rispetto   ( non ne  vale la pena  per   questioni di lana  caprina  o per   cose  insignificanti  )      consiglio  , perchè molte  di quelle osservazioni   sono dovute    a   :  1  ignoranza  essendo millennials   o  succubi  della  versione  ufficiale  \  filo    occidentale    che  vede  nell'origine del muro    solo  la  causa  sovietica  .,  2)  mancanza  di ricordo    o  ricordi  parziali    delle  generazioni successive    queste  fonti   da  me  usate   per  i miei  post

Miei post


per  chi volesse  saperne  di   più   ecco    altri punti    di     riferimento


Libri 
  tre    giornalisti   di diverso  orientamento ideologico  culturale

 Risultati immagini per giulietto chiesa chi ha costruito il muro di berlino


Risultati immagini per anime prigioniere cronache dal muro di Berlino


Risultati immagini per Alessandra De Gaetano,“Bernauer Straße – Al di là del Muro”



  tre bellissimi  film  (  soprattutto il  1   ed  il  3  )


le  vite  degli altri 
il ponte  delle spie 
Good Bye, Lenin!

 documentari   \  fatti storici

il muro  ebbe il colpo  definitivo  per  un errore  .  l'italiano    che lo  fece  crollare   del tutto  https://www.wired.it/attualita/politica/2019/11/07/riccardo-ehrman-muro-berlino/

“1989 Cronache dal Muro di Berlino”, film documentario di Ezio Mauro, prodotto da Stand by Me e Rai Cinema, andato in onda in prima tv assoluta venerdì 8 novembre in prima serata.
 docufilm ‘Il Muro’ girato dalla casa di produzione forlivese Horizon e che verrà trasmesso alle 21.15 su Rai 5.

Il Muro Di Berlino documentario  Riccardo Cattani   diviso in due   parti
parte  1 https://youtu.be/K-J7Y1aCS0w
parte   2 https://youtu.be/p3yb6pm7BrE


La  puntata  della  trasmissione  , de  la7 ,  Atlantide Storie di Uomini e di Mondi - Berlino, la caduta del muro e il circo delle spie 06/11/2019  dove  Andrea Purgatori intervista: Gianluca Falanga – Storico; Lilli Gruber – Giornalista; Massimo D’Alema – Fondazione Italianieuropei; Maria Antonietta Calabrò – Giornalista; Hartmut Richter - Dissidente Germania Est; Peter Schneider - Scrittore e leader '68 Berlino Ovest


https://www.k9uominiecani.com/n3-febbraio-2017/la-stasi-e-i-cani/
https://www.gay.it/cultura/news/muro-di-berlino-germania-omosessuale-9-novembre-1989

  Film     non sul muri di Berlino  ma  su gli altri muri (  Israele e  cipro   )    che  ancora  resistono

https://www.panorama.it/cinema/caduta-muro-berlino-film-da-vedere/
https://tg24.sky.it/spettacolo/cinema/2019/11/08/migliori-film-muro-berlino.html

canzoni(  vedi anche   miei post precedenti ) ed eventi musicali    durante il muro e  post  crollo del muro 
https://www.rollingstone.it/classifiche/liste/il-muro-di-berlino-raccontato-in-10-canzoni/
https://tg24.sky.it/mondo/approfondimenti/rock-wall-muro-berlino-musica-podcast.html
https://www.rockit.it/articolo/dieci-canzoni-italiane-muro-berlino


07/11/19

Se anche un personaggio egocentrico e con un delirio di onnipotenza come Roberto recchioni è contro il sessismo e l'uso che se ne fa delle donne nel marketing è buon segno

L'immagine può contenere: 2 persone, persone sedute


Oggi sono stato all'Eicma.
Tranquilli, non vi parlerò delle moto più o meno interessanti che ho visto ma di donne.
Ecco, come dire: non ce n'era nessuna.
Cioè, c'erano, ma non tra il pubblico (già numerosissimo, nonostante fosse ancora una giornata dedicata ai professionisti del settore).
Le donne, invece, stavano solo arrampicate in posizioni scomode sulle moto, vestite quasi di niente (di sicuro, non di abiti per poter andare in moto), a sorridere stando ferme per tutto il giorno. mentre la gente faceva la foto a loro e alla moto su cui avevano poggiato le, generalmente spettacolari, chiappe.
E poi il settore si interroga sul perché ci sono così poche donne motocicliste quando la maniera del settore di raccontare le donne è solamente come:

- ragazze ombrellino
- hostess da stand seminude
- zainetti o zavorrine (che sarebbero le fidanzate)

Almeno, nel mondo dell'automobilismo, le donne esistono.
Fanno dei prodotto pensati per loro e cercano di venderglieli non parlando mai delle componenti tecniche ma appellandosi allo stile, alla moda, alla connettività, al fatto che le auto per donne sono così facili da guidare che potrebbero guidarle anche le donne stesse.
E' una comunicazione becera e fuori tempo massimo ma, almeno, è un dialogo e, come tale, si può evolvere.
Invece, nel mondo delle moto, il dialogo con le donne non esiste e punto. Quindi, non c'è nulla che possa migliorare.
Per farvi capire, Motociclismo, la più antica e rispettabile rivista dedicata al settore, ancora oggi, puntuale come fosse natale, fa pezzi su "le ragazze dell'Eicma", "le ragazze ombrellino" e via discorrendo.
E volete sapere la cosa che fa più ridere in assoluto?
Che il segmento più maschio del motociclismo, quello delle supersportive, produce moto che sarebbero guidate molto più comodamente da donne che da uomini.

Comunque, vi giuro, uno spettacolo di una miopia avvilente.

06/11/19

cio' che le celebrazioni ufficiali del crollo del muro di berlino non dicono . per capire l’anniversario del Crollo del Muro di Berlino, guardati Good Bye, Lenin capire l’anniversario del Crollo del Muro di Berlino, guardati Good Bye, Lenincapire l’anniversario del Crollo del Muro di Berlino, guardate o riguardate il film Good Bye, Lenin! capire l’anniversario del Crollo del Muro di Berlino, guardati Good Bye, Lenin ! la capisci meglio

leggi anche  i precedenti post 



Quanti di voi nel 2003 avevano dimestichezza con la Germania Est? Insomma dal 9 novembre 1989, giorno della Caduta del Muro di Berlino, di tempo ne era passato e la riunificazione della Germania era un dato di fatto abbastanza incontrovertibile, almeno da quando a Italia ’90 Lothar Matthäus, perno della cosiddetta “Inter dei tedeschi”, sollevava a Roma la terza Coppa del Mondo. 



Eppure proprio nel 2003, un po’ in sordina, usciva nelle sale un film che diventerà oggetto di un piccolo/grande culto. Stiamo parlando di Good Bye, Lenin! di Wolfgang Becker un film che non solo lancerà la carriera del bravissimo Daniel Brühl (da Tarantino agli Avengers che carriera mostruosa sta avendo l’attore tedesco?) ma che diventerà per molti la base delle conoscenze sul mondo della Germania Est e su quello strano sentimento, talmente da idealismo tedesco da essere immediatamente assimilabile a termini quali Sehnsucht o Zeitgeist, cioè Ostalgia, il sentimento giustappunto di nostalgia per il “piccolo mondo antico” della Repubblica Democratica Tedesca. Il ritorno nelle sale di questo film ci permette di tornare a parlare di questo piccolo gioiello ricolmo di umorismo, trovate surreali e tanta, tantissima dolcezza.
Quanti di voi nel 2003 avevano dimestichezza con la Germania Est? Insomma dal 9 novembre 1989, giorno della Caduta del Muro di Berlino, di tempo ne era passato e la riunificazione della Germania era un dato di fatto abbastanza incontrovertibile, almeno da quando a Italia ’90 Lothar Matthäus, perno della cosiddetta “Inter dei tedeschi”, sollevava a Roma la terza Coppa del Mondo. Eppure proprio nel 2003, un po’ in sordina, usciva nelle sale un film che diventerà oggetto di un piccolo/grande culto. Stiamo parlando di Good Bye, Lenin! di Wolfgang Becker un film che non solo lancerà la carriera del bravissimo Daniel Brühl (da Tarantino agli Avengers che carriera mostruosa sta avendo l’attore tedesco?) ma che diventerà per molti la base delle conoscenze sul mondo della Germania Est e su quello strano sentimento, talmente da idealismo tedesco da essere immediatamente assimilabile a termini quali Sehnsucht o Zeitgeist, cioè Ostalgia, il sentimento giustappunto di nostalgia per il “piccolo mondo antico” della Repubblica Democratica Tedesca. Il ritorno nelle sale di questo film ci permette di tornare a parlare di questo piccolo gioiello ricolmo di umorismo, trovate surreali e tanta, tantissima dolcezza.



Il protagonista del film è Alexander “Alex”, un giovane ragazzo di Berlino Est che, come Il protagonista del film è Alexander “Alex”, un giovane ragazzo di Berlino Est che, come tanti suoi coetanei, trascorre la propria esistenza nei bigi e tristi anni Ottanta “orientali”, fatti di riti sempre uguali (le parate di Partito/Stato, la televisione di Stato con gli stessi programmi incartapecoriti e gli squallidi oggetti di plastica arancione che fanno capolinea negli appartamenti tutti uguali). Alex vive con la madre Christiane che, a seguito dell’abbandono del tetto coniugale da parte del marito, fuggito nel “corrotto e decadente” Ovest, ha deciso di “sposare il Partito” e quindi si adopera in tutta una serie di buffe quanto “romantiche” iniziative volte a migliorare le condizioni sociali. Cose piccole eh, come ad esempio lamentarsi del taglio di quel vestito acquistato in quel negozio oppure prendendosi la briga di insegnare canto ai giovani “pionieri comunisti” del proprio condominio.


Nonostante il fatto che siamo nel 1989 nessuno dei protagonisti del film si rende conto di essere nel bel mezzo della fine di un’epoca. Eppure questo sentimento di “non rendita di conto” non era di solo appannaggio degli abitanti di Berlino Est ma di buona parte della popolazione mondiale. Eppure, nonostante questo, le sollevazioni popolari nell’Est sono sempre più numerose e non solo in Germania. Quello che sarà poi conosciuto come “il Gigante dai Piedi d’Argilla”, ovvero l’Unione Sovietica e i vari Governi degli Stati Satellite, riescono sempre con maggior difficoltà a tenere buona l’opinione pubblica. Eppure a casa di Alex tutto sembra scorrere uguale, con quell’ortodossia mista a monotonia tipica dei “fedeli alla linea” del Partito.




Ma ecco che all’improvviso per la mamma di Alex arriva il tanto atteso riconoscimento. Ovvero l’invito ufficiale alla cerimonia di celebrazione per i quarant’anni della DDR. La donna allora si reca al Palazzo del Governo, prendendo addirittura un taxi che però viene fermato da una delle tante manifestazioni di protesta popolare. Christiane, vedendo la rude risposta della polizia contro quelli che in fin dei conti sono ragazze e ragazzi disarmati e che protestano pacificamente, esce dal taxi per tentare di impedire le violenze ed è lì che scorge Alex, suo figlio, tra i manifestati. Dopo una vita spesa a rispettare i dettami del Partito Christiane vedendo suo figlio andare contro tutto questo crolla: viene colpita da un infarto e cade in coma.



Da qui scaturisce, in maniera paradossale, la magia di Good Bye, Lenin! Infatti mentre la madre è in coma, letteralmente, il mondo si capovolge. Prima le frontiere tra Est e Ovest si aprono e poi, giustappunto il 5 novembre del 1989, il Muro di Berlino crolla. Alex, che ogni giorno va a trovare la madre in ospedale, viene completamente travolto dal vento del cambiamento. Conosce Lara, una bella infermiera russa e assieme a lei inizia a “viaggiare” per la Berlino finalmente unita. Lo scoppio di libertà, sessuale, ideologica e anche consumistica che irrompe nell’Est viene raccontata da Becker con rapide pennellate che rendono bene l’idea. I vecchi vestiti “comunisti”, fatti di stoffe sintetiche vengono buttati nella spazzatura: ora le ragazze vanno in giro vestite come Madonna e i ragazzi come Michael Jackson. In molti abbandonano le Facoltà Scientifiche che stavano frequentando per iniziare a lavorare nelle catene di fast-food che, come funghi, spuntano in tutta Berlino. Tutto cambia tranne una cosa: Christiane. La madre infatti è ancora in coma mentre la Germania vince i mondiali in Italia.


E poi, all’improvviso, si sveglia. Si sveglia in un mondo completamente sconvolto, nel quale sui grandi palazzi sovietici di Berlino Est la bandiera con la falce, compasso e martello non sventola più, sostituita dai manifesti della Coca-Cola. La madre, come afferma il primario dell’ospedale, non potrebbe reggere ad una simile rivoluzione dell’ordine costituito. E allora Alex che fa? Come potere sciogliere il nodo gordiano tra una verità che potrebbe mettere a repentaglio la vita della propria madre e una bugia impossibile da sostenere? Essendo Alex un tedesco, e quindi in fondo imbevuto di idealismo hegeliano e di romanticismo goethiano, sceglie l’impossibile.



Assieme al suo amico con cui lavora in una ditta per l’installazione di parabole (altra novità dell’Ovest) costruisce il “gran teatro dell’assurdo”. Ovvero attraverso finti telegiornali comunisti, giornali ritagliati ad arte e il recupero dei prodotti alimentari sovietici, fa credere alla madre non solo che il Muro non è mai crollato ma che anzi sono i tedeschi dell’Ovest, stanchi di quel mondo consumistico, a rifugiarsi nell’Est. Tra professori ubriachi e amiche di vecchia data, il teatrino di Alex non potrà reggere per sempre. Eppure la magia di questo film è proprio questa: ovvero far reggere un’idea impossibile attraverso la dolcezza dei sentimenti.


Tanto è vero che, forse la sua migliore scena, è quando Alex, per capire “da dove venga”, si avventura nell’Ovest alla ricerca di suo padre, fuggito anni prima. Si aspetta di trovarlo “grasso e unto” in compagnia di una qualche biondona di Monaco e invece scopre una persona diversa, ancora innamorato della madre e che convive, da tempo, con un tremendo senso di colpa (anche se poi di colpa non ne ha di per sé, vista la chiusura delle frontiere). E quando Alex si mette a guardare le avventure di Sandmännchen/Sabbiolino nello spazio assieme agli altri figli di suo padre che gli dicono: “A noi piacciono le storie degli astronauti” e lui risponde “Anche a me, solo che da noi si chiamano cosmonauti”.


Ecco, come nel 2003, puntualmente qui ci mettiamo a piangere. La magia di Good Bye, Lenin! ancora una volta colpisce ancora ed è per questo motivo che, a trent’anni dal crollo del Muro di Berlino, questo è il film giusto da vedere e rivedere di nuovo.
Good Bye Lenin!