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30/10/19

Il vero artista, quello che ha qualcosa da dire e comunicare, non ha bisogno di essere adorato. È se stesso e questo basta, a prescindere dal risultato e dai successi ottenuti.il caso degli Stone Roses

  fonti





Ogni grande capolavoro  noto o poco  noto   ha una storia da raccontare. Ed  è  questo  il caso d'oggi .  

Nella storia  della musica ( e  non solo  )    capita  che  ci siano eventi  di    durata inferiore  ad una meteora   e finiti nel  dimenticatoio  dai media ufficiali (  salvo  che  non  finiscano per  essere usati  per  un colonna sonora  di grido    o  dalla pseudo cultura  del reveival  ). Infatti , come dicevo  dal titolo   del post  d'oggi   ,  c'è un gruppo, meno conosciuto di tanti altri, senza il quale non sarebbe esistita l’ondata brit-pop inglese. Infatti essi hanno fortemente influenzato gran parte della scena rock alternativa britannica a venire: gruppi come Oasis, Kasabian, Arctic Monkeys e Kings of Leon hanno esplicitamente ammesso di aver preso il gruppo di Manchester come riferimento essenziale per la loro musica.
Gli Stone Roses sono considerati importanti esponenti della scena musicale Madchester che, conciliando i ritmi dell'acid house a influenze rock,avrebbe gettato le fondamenta del britpop.Si ispirano a stili quali il garage rock, il krautrock, il northern soul e il punk rock nonché ad artisti quali i Beatles, i Rolling Stones, i Beach Boys, i Byrds, Johnny Marr, Jimi Hendrix, i Jesus and Mary Chain, i Led Zeppelin, i Sonic Youth, i Sex Pistols e i Clash[15][16][17][18]. I loro due unici album differiscono stilisticamente. Se l'omonimo esordio (1989) unisce "chitarre rock, melodie avvolgenti e un apparato ritmico vicino al funky e alla musica da discoteca", con il successivo Second Coming (1994) si sono allontanati dalle atmosfere eteree del primo capitolo introducendo riferimenti alla musica dei Led Zeppelin.
Il loro album d’esordio è un capolavoro e al suo interno è presente una canzone ipnotica e trascinante, I Wanna be Adored, forgiata dalla ritmica della coppia Mani-Reni, rispettivamente basso e batteria, sempre ricca di estro e inventiva, sulla quale Ian Brown canta: “Voglio essere adorato”.

Il brano in realtà nasce per comunicare proprio l’opposto. Ian non voleva che la gente lo adorasse, stava cercando di dire che se vuoi essere adorato commetti un peccato, come una lussuria, un’ingordigia o qualcosa del genere. Perché? Semplice: il piacere dell’apoteosi è effimero e un vero artista lo sa. E, infatti, lui non deve vendere la sua anima, la fiamma della creatività brucia già dentro di lui.

Buon ascolto 

15/09/19

il primo texone scritto da una donna . intervista all'autrice Laura Zuccheri

L'immagine può contenere: Laura Zuccheri, con sorriso, occhiali_da_sole
dal suo profilo facebook 
Qualche  giorno  fa   ho letto a  casa  d'amici   collezionisti  di tex  l'utimo “Texone”,  cioè lo speciale annuale di grande formato dedicato a Tex, che nel corso degli anni ha raccolto disegnatori bonelliani e non, come Guido Buzzelli, Magnus, Jordi Bernet, Ivo Milazzo ed Enrique Breccia . Quest'anno   L’autore  dei disegni del Texone 2019 – intitolato “Doc!” – è  Laura Zuccheri, [    foto a sinistra  ] disegnatrice di Julia, nonché prima donna a illustrare un Texone . La sceneggiatura è stata invece realizzata da Mauro Boselli, curatore e principale sceneggiatore di Tex. 
Tex e Gabriella Contu (foto archivio Ansa)Un buon numero  , credo che  me  lo comprerò  dal sito del  Bonelli  . Infatti  quello che  mi ha  lasciato   più  a bocca  aperta è  che un genere   tipico   maschile  e che    il Tex  scritto   da  Gabriella Contu [  foto  a destra  presa  da  questo articolo del  https://www.quotidiano.net/magazine/  fosse  un caso isolato .
Ma  leggendo  questo  comunicato  stampa    riportato  da questo  articolo  di   https://www.lospaziobianco.it
tex_speciale_34_cover_Notizie
Classe 1971,  è la prima donna a illustrare una storia di . In occasione dei 70 anni del Ranger, ecco così al suo debutto un’altra novità dedicata al personaggio creato da Gianluigi Bonelli.
Ma chi è Laura Zuccheri, l’illustratrice che firma accanto a , curatore della serie, l’atteso Tex – Doc! in uscita il prossimo 20 giugno 2019? Per anni, Zuccheri è stata una colonna portante dell’universo di Julia, maestra d’espressività ed eleganza grafica tra i chiaroscuri di Garden City. Ma la sua vera passione sono proprio le praterie e i deserti della Frontiera americana: una passione che ha spinto la Casa editrice di via Buonarroti ad affidarle quella che si presenta come la prima storia di Tex mai realizzata da un’illustratrice. Del resto, Laura ha ampiamente mostrato quanto le sia consono l’universo realistico ed energico che per tradizione è l’essenza dell’Avventura western, per esempio collaborando al Ken Parker Magazine e realizzando anche una copertina per un Color Tex. Non poteva dunque esserci matita migliore per dar vita a questa nuova avventura dei Pards.
texone laura zuccheri bonelli
[... ] 
E  vedendo prima  della lettura     su  https://www.fumettologica.it/  oltre che  sul sito   prima  citato   alcune     tavole    mi ha  fatto scattare  la   voglia   curiosità   oltre  di  comprarlo per  unirlo  alla  mia  libreria  fumettistica , di  saperne    di  più ed  approfondire    alcuni dettagli  " texani "   e   non  solo  . Ed ecco    che  mi sono detto   perchè non chiedere   direttamente al'autrice ,visto  che ha molti contatti   in comune  ,  via  facebook  ( qui  il suo  account  )    (  sotto    rappresentata  in  due  versioni )  
Immagine correlata

Laura Zuccheri e Tex












1)  come  ci si sente   ad  aver realizzato  il tuo sogno    impregnato  di un forte legame   familiare  come  dichiarato  a  https://www.afnews.info/wordpress/2019/06/26/ ?
sono molto soddisfatta.E' come aver scalato l'Everest affrontando momenti difficili e faticosi.Ma ora devo mantenere quello che ho raggiunto e forse e' la sfida più' difficile

 2) visto che  lavori   anche con cose editrici estere    secondo te  è possibile secondo   te  crescere da un punto di vista professionale in Italia oppure è necessario andare all'estero ?

Secondo me lavorare all'estero accresce a livello professionale e umano nonche' allarga la mente

3)  Come si può sensibilizzare l’opinione pubblica per coinvolgere maggiormente le donne nel campo fumettistico e non solo  ?

Il problema femminile e' sociale. Finché' si faranno distinzioni tra ciò' che e' per le donne e ciò' che e' solo per gli uomini le ragazze avranno sempre timore ad imporsi in ambienti in cui le persone non sono mentalmente predisposti al cambiamento In più' gioca il fattore educativo
4)    cosa  ha  portato    in tex    delle  tue esperienze  in Julia  ed  in Ken Parker  ? 
il linguaggio cinematografico le riprese e le sequenze cinematografiche
5)  da   quello che  ho letto sei un  artista poliedrica  e   non ti piace  fossilizzarti   su un solo genere  ,   quindi mi viene  spontaneo  chiederti  ,   quale    ( se  c'è )  un' altro  personaggio   Bonelli   ti piacerebbe  disegnare  ?

amo solo Tex non mi vedo su nessun altro personaggio Bonelli
6)  in   Tex  ti concentri  di più  su personaggi maschili o femminili  ?
Nessuna descrizione della foto disponibile.
entrambi
7) “Tex” è notoriamente un fumetto difficile da approcciare per qualunque disegnatore. Inoltre, una donna come disegnatrice di “Tex” è certamente cosa insolita, visto  che    tu sei la prima in assoluto  , hai superato  le   difficoltà
«Affrontando Tex, ho dovuto rimettere in discussione tutti gli elementi tecnici che credevo di aver acquisito una volta per sempre. È una questione di sfumature molto sottili, non sempre razionalizzabili. Una sfida davvero dura, anche per i professionisti più navigati. Al principio, era come impugnare la matita con dei pesi da cento chili attaccati alle dita, ma poi mi sono persuasa che la soluzione stava già tutta nello spirito del personaggio: fare quello che credi sia giusto e non pensarci più!.»
 avute nell'affrontarne il disegno ed il suo mondo   ? 
Tex e' difficile mette a dura prova chiunque.Questo perche' ti forza a seguire delle regole ma nello stesso tempo di mette alla prova su quanto sei capace ad essere personale. Io ho passione per il western essere donna o uomo per me non fa differenza.La societa' incasella le persone tra il femminile e il maschile nel fare le cose o ad avere dei gusti .Ma questo e' anche un problema educativo. Io sono un'anarchica e quello che mi appassiona non e' ne maschile ne femminile


8) Dopo il “Texone”, ti rivedremo alle prese con il nostro ranger , se  si come  desumo  visto il clamoroso successo avuto  , ti limiterai solo al disegno  oppure    farai   come  alcuni autori Bonelli  anche soggetti e sceneggiatura   delle sue storie   ?

Adesso sono sulla serie regolare E sto lavorando ad una storia per l'edizione cartonata a colori

9 ) se  dovvessi  scrivere    qualcosa  per  Tex   lo faresti   di più  :  Kenparkiano  \ Blueberry di Jean-Michel Charlier e Jean Giraud    cioè anti eroe o semplicemente  eroe come  lo  è  già  d'altronde 

amo I personaggi di Sergio Leone...credo che potrebbe essere Clint Eastwood o Charles Bronson

Concludo  con un ringraziamento  alla gentilissima Laura   che ha  trovato  il tempo   di rispondere  al volo  alle mie domande  trovando  un buco fra i  suoi molteplici  impegni lavorativi e creativi . e  per  finire  la   colonna  sonora  ( alcune  ricordo  d'infanzia  ,  film e  cartoni  western , altre  quelle linkate suggerimento   da questo interessante  articolo https://www.farwest.it/?p=16553

26/07/19

Giovanna ha 23 anni e restaura vecchie Fiat 500 per passione: "Ho imparato su Youtube"


L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridononon si è però fermata davanti alle difficoltà anagrafiche. Così - informandosi nelle diverse comunità di appassionati - è iniziata la sua avventura nel mondo del restauro. "Guardando su internet - spiega Giovanna - ho capito che forse sarei stata in grado di farlo anche io: posterò i miei progressi del restauro su Youtube sperando possa essere d'aiuto a qualcuno". Negli spazi di Officine Zero, a Roma, Giovanna ha trovato un posto per portare avanti il suo hobby e continuare così l'avventura nel mondo del restauro delle auto d'epoca.  Ora  Tutti gli appassionati di Fiat 500 in rete la conoscono già e hanno già visto i video di Giovanna Parascandolo, della sua officina Nanna’s Garage, e delle fasi del restauro  della sua Cinquecento  e  già molti hanno espresso commenti favorevoli o contrari. Infatti viene da  chiedersi   Si tratta di una giovane e intraprendente appassionata restauratrice o di una mera trovata pubblicitaria di quello che potrebbe essere una trasmissione sul restauro delle auto d’epoca in stile “Affari a quattro ruote“?
Io , da   profano  (  ho  rapporto  particolare  d'odio e di amore   con le  auto  e  i mezzi a  motore   ma questa  è un'altra  storia     che   prima  o poi   racconterò    )  posso dire  che quando  c'è la passione  c'è  tutto  .  e che  anche  questa  è arte  . 
E non avendo  ne passione   , infatti quando  qualcuno  ( amici   , conoscenti  ,  familiari ecc ) parla di cavalli  \   cilindrate   me ne  esco  con  una battuta  : <<   ma  dove li metti tutti sti cavalli  ,   spendi un  capitale  in biada     per  dargli  da mangiare .  Vi lascio    a  questi   tre  video




 

di cui  l'ultimo  è preso  dall suo account  fb  ufficiale   e mi trova  d'accordo  con    dice :  << “Sono cresciuta con l’idea di non essere adatta a capire determinate cose. Poi mi sono resa conto che è talmente divertente che è impossibile che non piaccia a nessuna ragazza” >>Giovanna Parascandolo ha scoperto la passione per la meccanica quando pur di avere una 500 d'epoca, ha deciso di ripararne una completamente da sola. Sul suo canale YouTube documenta tutti i passaggi del restauro per avvicinare le donne al mondo delle auto, che non è solo “roba da maschi”








con questo è tutto alla prossima

06/09/18

anche la sardegna apre le sue bellezze archeologiche al metodo per non vedenti Tooteko

avendo gravissimi problemi ,non cecità fortunatamente ma poco ci manca , di vista trovo bellissima tale iniziativa .  riporto  qui sotto   tale  iniziativa   . e mi farebbe se loro vogliono intervistare ( per  il momento  nessuna  risposta   ed  hanno rimosso  il mio commento  dal    questo  post  )  le curatrici di questa bellissima iniziativa
Dalla fruttuosa collaborazione con i creatori di Tooteko è nato questo progetto. Con loro e con tutti i partner della mostra “Lu Brandali, leggi tocca ascolta” abbiamo cercato di far diventare l’archeologia e la cultura fruibili anche ai non vedenti o ipovedenti. Un lavoro che sta acquisendo i primi riconoscimenti. In questo senso è importante lo spazio dedicatoci da un quotidiano prestigioso come La Stampa . Per tutti coloro che ancora non avessero visitato la mostra, sappiate che rimarrà aperta fino a novembre!
Saremo liete di accogliervi
Un caro saluto da Alessia, Arianna e Stefania #cooltourgallura

26/07/18

essere sordi dalla nascita o sordomuti un italia non è bello ma non sempre significa emarginazione le storie di Sara Giada Gerini e di Davide Santacolomba

Prima  d'iniziarew  mi scuso per  il predicozzo   . Ma non riesco  a  stare  indifferente     davanti :  a  tali storie  .,    alle prese  in giro   ed accuse  (/n anche  familiari  )    perchè faccio errori  di  battuta e  di  ortografia  \  punteggiatura ed  grammatica  .  a  chi pur seguendomi  da quasi  14  anni ( se  non da  prima  )   da quando  c'è ul blog      e 8  anni che  sono  su  facebook e  su twitter  ed due  su istangram ,  mi  chiedono    ancora   nonostante le faq perchè racconti storie  non tue  , ecc .

perchè  sono parzialmente   sordo ( non nato   sordo , ma   con difficoltà uditive  a  cure  , al'epoca non riusciva  a capirlo   bene   o era  solo  a costi esorbitanti   da privati  ,  come curare in maiera  definitiva le otiti da  colesteatoma  e  il  canale  naso \orecchio stretto  )., perchèanchio  nei  film in dvd  o quando i programmi  tv  sono   ( raramente   sono disponibili i programmi del televideo  pag  777  )   sottotitolati  . Ma  sopratutto perchè  

La Storia siamo noi
Nessuno si senta offeso
Siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo
La Storia siamo noi 
Attenzione
Nessuno si senta escluso
La Storia siamo noi
Siamo noi queste onde nel mare
Questo rumore che rompe il silenzio
Questo silenzio così dura da raccontare
[...] 
 continua    qui 

La prima   è di Sara Giada  Gerini   sorda   dalla  nascista    che  si batte  d'anni  perchè i programmi  tv   siano sottotitolati  24 su 24  edi recente  ha  medsso  la sua  storia  in un libro 








L'immagine può contenere: una o più persone e persone in piedi

  dal suo facebook  

"Non sentire è una condizione seria, ma dipende da noi trasformare una mancanza in qualcosa che ti indentifica e insieme ti stimola a compensare questa carenza, e a valorizzare aspetti di te che forse nemmeno sapevi di avere. La cosa importante è avere la forza di pretendere dagli altri il rispetto della nostra identità. La perfezione è statica, l'imperfezione ti costringe a cercare la tua unica "perfezione"."
S.G.Gerini😊
Una pagina del mio libro #FacciamociSentire

La seconda  è   quella  di Davide  Santacolomba   un ragazzo  nato sordo ma  intorno agli 8 anni si accorsero che era veramente sordo.Infatti , esperienza  personale  e diretta  , negli anni 80/90 non sempre   si  capiva  se il bambino è sordo.



Le sue dita volteggiano sulla tastiera come ballerine sulle punte. Il pubblico guarda quelle mani che piroettano sui tasti bianchi e neri e non immagina che dietro ciascuna di queste note terse come un cielo di montagna c' è molto più del talento straordinario del giovane pianista.
C' è un ragazzo che ha cambiato verso al suo destino. Davide Santacolomba è sordo. Lui non sente tutta la sua musica: percepisce solo alcuni suoni, gli altri li ascolta con quello che chiama «l' orecchio della mente», gli vibrano nel cuore che fa le capriole davanti al piano e gli rimbalzano negli occhi che si strizzano come finestre sulla tastiera. Intervistarlo è ascoltare una favola, sentirlo suonare è assistere a un miracolo. Davide ha 28 anni e sta facendo un prestigioso master a Lugano, al Conservatorio della Svizzera Italiana sotto la guida della famosa pianista Anna Kravtchenko.

Complimenti al ragazzo e alla voglia di creare arte nonostante il silenzio. Questo modo di concepire la cultura, l'arte o anche soltanto le proprie passioni dovrebbe essere lo stimolo che permette ai sordi o parzialmente sordi ( è il mio caso ) di uscire dall'isolamento in cui si rifugiano, spesso accontentandosi di partecipare solo ad eventi goliardici e privi di valori per la crescita. Lo sport va bene... Ma spero tanto in futuro di vedere spazi culturali sempre più inclusivi e accessibili per non udenti, sordo-ciechi... c'è bisogno di qualità. La cultura permette di elevare lo spirito. Speriamo ci siano sempre più progetti in questo senso. Facile chiedere una serata di cene e balli o giochi... più difficile trovare adesioni per festival letterari e salotti di confronti culturali, di proposte sociali... spero molto nelle nuove generazioni che non perdano in ogni caso la storia dell'evoluzione di un deficit (quello uditivo) che nel loro piccolo uomini e donne in diverse circostanze nel passato hanno affrontato con LIS, studi labiali, logopedia mirata... sono cose che servono alla consapevolezza per dare sempre più valore, non alla tecnologia ma alle personalità che hanno combattuto per avere i giusti diritti. Scusate lo sfogo :D ma mi viene un po' un tufo al cupre \ tristezza , malinconia nel vedere i sordomuti o chi ha un deficit uditivo sia emarginato da eventi culturali e non solo Spero tanto che i noi normali ed le istituzioni , vedere la battaglia di sara (n stroia sopra ) che lotta perchè i programmi tv sia sottotilati 24 su 24 non solo occassionalmente collaborassimo di più con sordi, labiali, impiantati, segnanti e udenti.... Lasciando perdere le singole convenienze ma perseguendo sempre la soddisfazione di vincere sfide difficili, spesso più con noi stessi e i nostri egoismi ed indifferenze

04/07/18

quando la pubblicità era arte e non solo markentig . la mostra al man di nuoro : La Bohème Henri de Toulouse-Lautrec e i maestri di Montmartre dal 22.06 - 21.10.2018

per  approfondire





In alternativa  alle  spiagge  affollate  domenca  scorsa sono andato   a Nuoro prima   al museo etnografico  a  vedere la mostra  :   qui  alcune  foto prese in rete mentre qui un mio reportage fotografico 

 E  poi alla  mostra     del   Museo Man :  La Bohème. Henri de Toulouse-Lautrec e i maestri di Montmartre
  La mostra  espone l'eccezionale opera litografica di Henri deToulouse-Lautrec, presentata in una stretta interazione con le operelitografiche  dei suoi predecessori e contemporanei, che vissero e sperimentarono nella Parigi della Belle Époque. Questa prospettiva panoramica permette ai visitatori di seguire da vicino le origini della moderna pubblicità di massa. Essa  è  una mostra  di notevole spessore  . 
 Infatti la presentazione, presso il MAN - Museo d'Arte della Provincia di Nuoro in Sardegna, è la prima tappa di una tour espositivo che coinvolgerà diversi musei internazionali.Essa  è  Organizzata in sei sezioni, non è solo la Parigi di Toulouse-Lautrec a prendere vita in questa mostra, ma anche quella dei suoi predecessori e contemporanei.
La maggior parte dei poster in mostra sono pubblicità per appuntamenti della vita notturna parigina, solitamente in combinazione con l'annuncio
di uno spettacolo dal vivo. Altri poster promuovono invece diversi servizi e prodotti – gli oggetti di lusso della classe lavoratrice dell'epoca. L'intera opera litografica dei poster pubblicitari di Toulouse-Lautrec è conservata in due collezioni museali d'Europa. Arricchita da opere di Alfons Mucha, Théophile-Alexandre Steinlen, Pierre Bonnard e Felix Vallotton, La Bohème ....  è esposta     dal 22 giugno al 21 ottobre 2018 al MAN di Nuoro un insieme di 110 opere. La mostra è organizzata in collaborazione con il Musée d’Ixelles di Bruxelles e lo Institute for Cultural Exchange di Tübingen in Germania. 
L'intera opera litografica dei poster pubblicitari di Toulouse-Lautrec è conservata in due collezioni museali d'Europa. Arricchita da opere di Alfons Mucha, Théophile-Alexandre Steinlen, Pierre Bonnard e Felix Vallotton,Un catalogo di 144 pagine,  che  non ho comprato per  la fretta  SIC ,  corredato da immagini delle opere e testi di Luigi Fassi e Claire Leblanc in inglese ed italiano è disponibile nello shop del MAN e presso la Silvana Editorale di Milano (www.silvanaeditoriale.it). Quindi  accontetatevi  😀😂  , delle mie foto fatte  con il cellulare   che  trovate  in questo  post 




  Le  opere     riportate   sono quelle    di quando Henri de Toulouse-Lautrec si trasferì a Parigi da giovane adulto, divenne presto un narratore della vita nella capitale francese, un pittore dell'affascinante demi-monde e dei suoi luoghi: i veri atelier del suo lavoro divennero gli ippodromi, i circhi, i teatri di prosa e di musica, i cabaret e i bordelli.
 Di quei luoghi l'artista raffigurò in presa diretta gli attori e gli spettatori, con passione e senza filtri. Toulouse-Lautrec si prese gioco degli spettatori d’elite, illustrandoli in maniera caricaturale ed elevando a stelle delle sue opere i protagonisti più umili di quel mondo – i cantanti, le ballerine e anche le prostitute. Tramite la sua rappresentazione amorevole e sfrontata della vita parigina, lo spirito di quell'epoca si è radicato per sempre nell'opera di Toulouse-Lautrec e vi è rimasto intatto sino ai giorni nostri.





Infatti  per agevolare la pubblicazione delle sue osservazioni sulla vita moderna e notturna di Parigi, Toulouse-Lautrec iniziò a sperimentare la stampa litografica a partire dalla seconda metà degli anni ottanta dell'Ottocento. Impiegò tale tecnica nella sua produzione artistica e inaugurò una vera e propria rivoluzione nella litografia mediante le grandi dimensioni dei lavori, la ricchezza dei colori saturi, le pennellate e le tecniche miste a gesso e spruzzo.
In soli dieci anni, fino alla sua morte nel 1901, produsse 368 stampe e poster litografici che considerò sempre d'importanza pari a quella dei suoi dipinti e disegni. Ancora oggi il suo nome è legato ai poster di Jane Avril, Yvette Guilbert e Aristide Bruant, divenuti già da molto tempo dei classici nella storia dell'arte.
Prima di 
Toulouse-Lautrec, Jules Chéret e Pierre Bonnard fecero uso del poster nella pubblicità di diversi spettacoli. Quando Toulouse-Lautrec iniziò a sperimentare la litografia, i suoi contemporanei, artisti affermati come Alfons Mucha e Théophile-Alexandre Steinlen si servirono della medesima tecnica e riuscirono anch'essi a creare dei veri capolavori. Nel corso della vita di questi artisti e per merito del loro lavoro, le stampe litografiche e i poster acquisirono un nuovo status, da semplici strumenti pubblicitari a nuovo genere artistico di riconosciuto valore.
Un epoca  non soo francese  ma  anche  Europea  esempio  l'Italiano   Vittorio Matteo Corcos ( 4 October 1859 – 8 November 1933 )   in mostra  a Padova   mostra  (  vedere  secondo url  citatgo  all'inizio del  post    )   che  fra  gli alti  ed  i bassi  (vedere  documetario citato  nel primo  url  )  ha  influenzato   tantissimo il  secolo scorso  ed  influiezato  alcuni artisti come  Prat  , Manara  , ecc   e registi  come Fellini   . 


03/08/17

Studentessa di Medicina, aveva compromesso la sua salute con 'annoresia ma La promessa di un book fotografico l’ha convinta a guarire

un esempio di  come l'arte  , in questo caso la  fotografia  , possa  aiutarti  e   salvarti la  vita

da http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2017/08/03

Spenta dall’anoressia Francesca “risorge” davanti all’obiettivo


Studentessa di Medicina, aveva compromesso la sua salute La promessa di un book fotografico l’ha convinta a guarire

MONSELICE
Sono passati mesi da quando il fotografo Manuel Favaro, noto per i suoi meravigliosi scatti dei Colli Euganei, ha proposto alla giovane Francesca, in pieno periodo di cura per liberarsi dalla “bestia nera” dell’anoressia, di fare un servizio fotografico “come si deve” solo una volta ristabilita: questo piccolo incentivo alla guarigione ha funzionato e ora la ragazza, bella e solare come non mai, posa sorridente negli scatti che sono il coronamento di un percorso duro e difficile affrontato con forza e determinazione.



Non è stato di certo facile uscire da quel “tunnel” mentale che è l’anoressia ma la ventiquattrenne monselicense Francesca Bertazzo, studentessa di Medicina e Chirurgia, ce l’ha fatta, ha vinto la sua battaglia«Avevo cominciato a mangiare poco» racconta, «nel maggio-giugno 2015 in concomitanza di un esame importante e con la perdita del lavoro di mio padre. Ho iniziato con una banale dieta, iniziando a togliere quegli alimenti che consideravo iù calorici. Utilizzavo un’app conta calorie in cui annotavo ogni cosa e non andavo sopra le 1000 Kcal (il fabbisogno giornaliero è di 2000 Kcal). La cosa è stata piuttosto subdola e lenta e io non mi rendevo conto di mangiare poco e male fino a raggiungere i 42 chili
Tenendo conto che sono alta 1, 70 è poco, avevo un indice di massa corporea di 14, 8 e quindi un sottopeso grave». La salvezza di Francesca è stata rivolgersi al Centro Disturbi Alimentari di Padova, dove è stata seguita sotto il profilo psichiatrico e nutrizionale. «Ho avuto la fortuna» conferma, «di trovare medici competenti ed empatici che hanno saputo “prendermi” nella giusta maniera e con tanta pazienza indirizzarmi verso il riacquistare la salute fisica e mentale e un rapporto sano con il cibo». Le conseguenze dell’anoressia si ripercuotevano su tutto il corpo: «Avevo una pressione bassissima» spiega Francesca, «il mio cuore batteva lentissimo, soffrivo di parestesie, facevo veramente molta fatica a studiare e ricordare le cose perché non avevo energie. Ero diventata apatica, senza emozioni, l’unica mia ossessione era il cibo, come organizzare i miei pasti per non far preoccupare chi mi stava attorno ma al tempo stesso non aumentare le calorie».Francesca aveva notato da tempo gli scatti dei Colli Euganei pubblicati da Manuel nel gruppo social del paese (anche lui è di Monselice), e gli ha chiesto l’amicizia. «A un certo punto del mio percorso ho deciso di non vergognarmi» racconta la ragazza, «e di raccontare la mia storia su Facebook. Manuel mi ha notato in un post dove elencavo una serie di cose che volevo fare prima di morire, tra queste c’era un servizio fotografico. Lui si è scherzosamente offerto e io l’ho preso in parola aspettando di essere guarita, di avere bei capelli ricci - non i quattro peli sfibrati che mi ha regalato l’anoressia - delle forme femminili e soprattutto un sorriso sincero». Adesso Francesca pesa 10 chili in più (è quasi giunta al normopeso) ed è felice, il suo sogno è di diventare psichiatra per aiutare altri ragazzi che vivono condizioni di disagio.