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25/10/17

riflessioni sull cambio d'orario da legale a solare ed Adrian Rodriguez Cozzani Artista, artigiano e un po’ filosofo: l’ultimo costruttore di clessidre







In sottofondo 
"Un altro giorno è andato - Francesco Guccini 


Dovrei lasciare perdere  , ma non ne posso più   di  stare zitto  o mandare  a  fncl  , chji i dice  perch+ metto   la musica  nei miei  post  .Ecco la risposta  : <<. Senza la musica che lo accompagna il tempo è solo sfilza di scadenze e date entro cui vsanno pagate le bollette . >>   Frank Vincent Zappa ( 1940 –1993)

Un ultima  precisazione    primsa  d'iniziare  : il post   d'oggi  èdeliberamente  tratto ed  rielaborato   da  http://www.topolino.it/archivio-post/topo-3231/


  Adesso  andiamo ad iniziae   .

Mi piacerebbe che il tempo scorresse lento come la polvere nella clessidra - che poi è sempre lo stesso tempo ma lì, osservandolo, sembra andare alla velocità giusta, nella clessidra il tempo sembra prendersi... il giusto tempo  - e invece, siamo già incredibilmente arrivati al "cambio dell'ora": il 29 ottobre infatti si torna a quella solare e se fossimo animaletti ci meriteremmo tutti di andare in letargo e risvegliarci a  primavera

Invece, è solo un bel sogno  ! Però, pensate, come sarebbe diverso se potessimo fermare il tempo come facciamo quando stoppiamo la sabbia nella clessidra: magari come  quelle create da   di  Adrian Rodriguez Cozzani,  (  vedere il video  e  l'url   sotto    riortastro )  io per esempio, in questo momento vorrei congelare gli attimi per godermi con l'attenzione e l'intensità che si merita la lettura, anzi la rilettura   delle fantastiche alcune solo per i disegni della colana le storie di Sergio bonelli editore Poi cercherei anche di far ruotare vorticosamente la mia clessidra personale all'indietro, per tornare al momento anecedente    ad alcune mie azioni  sconsiderarte  Ricordo i  racconti    dei nonni  niti a quelli   dei genitori   - erano densi di emozioni e mi è davvero spiaciuto di non essere stata lì con loro .....








La notte tra sabato 28 e domenica 29 ottobre ricordate di portare le lancette dell'orolagio indietro di un'ora !




da la  stampa  del 30\9\2017 
Artista, artigiano e un po’ filosofo: l’ultimo costruttore di clessidre
Roma, l’argentino che fuggì dalla dittatura: “Regalo l’illusione di possedere il tempo”






FEDERICO TADDIA

ROMA
«A volte le giro tutte insieme, per il piacere di trovarmi silenziosamente immerso in una cascata di polvere che mi accompagna dall’istante passato all’istante successivo: è il tempo che scorre, che corre, che diventa visibile e tangibile».
Ampolle in vetro che si distinguono in secondi e minuti; sabbie raccolte, lavate e setacciate con dedizione per scivolare senza intoppi; gocce di cera d’api colate con delicatezza per difendersi dall’umidità mantenendo inalterati sofisticati equilibri e millimetriche simmetrie.
Arte, artigianato e filosofia: per Adrian Rodriguez Cozzani la clessidra è la sintesi perfetta di tutto questo, come testimonia nella sua bottega nel cuore di Trastevere. L’ultimo costruttore di orologi a sabbia è un argentino di 70 anni, dallo sguardo penetrante e la battuta mai banale, arrivato a Roma nel 1977 in fuga dalla dittatura con in tasca freschi studi di architettura. «Dopo qualche anno trascorso lavorando tra Italia e Venezuela ho messo in pratica un detto che spesso ripeteva la mia nonna, originaria di Parma: «Meglio avere la testa di topo che una coda di leone». Così ho scelto di seguire l’istinto e la passione, abbandonando il posto sicuro per dedicarmi al mio hobby: i misuratori di tempo. Orologi solari e meridiane prima, clessidre ad acqua e a polvere poi: ho aperto un mio spazio, negozio e laboratorio, che è cresciuto con me, giorno dopo giorno, granello dopo granello: questo luogo è la rappresentazione di me stesso, io sono questo». Piccole, da un paio di minuti appena, o grandi, immense, fino a due ore. E in mezzo le misure standard, compresa quella da 50 minuti pensata per gli psicologi. Disegni classici, in legno e ferro, riproduzioni ispirate a modelli storici dalle linee sobrie e minimaliste. Un migliaio di pezzi all’anno, costruiti con cura e anima. A cui si aggiungono le clessidre artistiche, come quella racchiusa in una rete di corde per trasmettere l’impressione di poter ingabbiare il tempo, o quella a tre ampolle, per misurare contemporaneamente intervalli totali e parziali.
«Le più complicate sono quelle personalizzate: di recente una signora sarda, come memoria di una storia d’amore, ne ha chiesta una con microsfere di diversi colori, che dovevano passare da un’ampolla all’altra ma senza mai mischiarsi. Qualche mese fa ne hanno ordinata una di sabbia nera, completamente piena: inutilizzabile, ma bellissima da guardare. Anche se la più originale e, paradossalmente, quella di più difficile realizzazione, rimane la clessidra da un secondo: una richiesta apparentemente assurda, ma tutti i desideri vanno rispettati. E anche un orologio che fotografa il battito di un attimo ha il suo fascino e la sua dignità». Coni di carta con cui rabboccare le sfere, il tocco del vetro con le dita, secco ma delicato, per far accomodare al meglio ogni particella, la misurazione fatta con un vecchio orologio a pile per calcolare le quantità, la verifica e la controverifica che tutto funzioni al meglio con la consapevolezza che non esiste la misurazione esatta, perché come in una continua partita di Tetris le particelle di sabbia cercano il giusto incastro, che può portare a rallentamenti o accelerazioni della discesa. O, raramente, a fermare la clessidra. «Se è stata costruita con attenzione e buoni materiali è un evento davvero sporadico, ma non impossibile: fa parte del gioco, va messo in conto». Lo dice con sapiente rassegnazione Adrian, diventato involontariamente una piccola star in Cina, Giappone, Russia e Stati Uniti, grazie a programmi televisivi che hanno raccontato la sua storia, portando settimanalmente turisti, cartina alla mano, a perdersi per i vicoli alla ricerca del «Maradona delle clessidre».
E insieme a loro collezionisti e artisti, scenografi e registi, curiosi o i vicini di quartiere che buttano dentro il naso per prendere ispirazione, dar forma a qualche visione o regalarsi una parentesi di ossigeno in una sorta di bolla impermeabile alla frenesia e allo stress della metropoli. «E’ vero, ora c’è molto più interessamento per la clessidra, e credo che aumenterà sempre di più: è uno strumento che ti dà la sensazione di possedere il tempo. Puoi girarla, stopparla, farla ripartire. A differenza di tutte le tecnologie digitali che ci accompagnano e che continuamente ci spiattellano in faccia il passare dei minuti, qui hai un controllo. L’unico vero capitale che ha l’uomo è il tempo: con la clessidra scorre più lento. Te lo fa godere. Assaporare. Respirare. Sì, te lo fa vivere».
ed ecco alcune  sue  opere   altre ne  trovate   qui sulla sua pagina facebook o sul suo    sito www.polvereditempo.com






la suia bottega situata a via del moro 59 a Roma  06 588 0704




concludo   con una  foto  presa con il cellulare  tratta  dalla  sua intervista rilasciata  a topolino     , da cui ho preso  l'editoriale  
L'immagine può contenere: 1 persona


11/03/17

Si chiede la memoria condivisa ma ancora il paese non fa i conti con il passato ed è diviso sul proprio passato . le strorie di dell’insegnante elementare e artista pordenonese Simone Prudente e del regista hard Salieri che ha fatto un film sugli strupri etnici degli alleasti in italia durante la seconda guerra mondiale

musica consigliata per la lettura di questo post B.B. King, Jeff Healey, Edoardo Bennato - Signor Censore


Nessun testo alternativo automatico disponibile.cercando nei mie contatti di Facebook storie per il blog ne ho trovate due , già regalate nel dimenticatoio ( è passata una settimana e certe notizie vengono considerate già vecchie ) che qui mi accingo a ripescare in quanto i protagonisti sono vittime di un determinato clima che sta vivendo , ora più che mai , il nostro paese che ancora risultata diviso da fatti successi 70 anni fa . Infatti Come dicevo da titolo in Italia sia ( anche se ormai la loro distinzione è venuta meno )a Destra che a Sinistra si chiede che ci sia una memoria storica condivisa  ( i ragazzi di salo' secondo Violante e company ed il giorno del ricordo \ 10 febbraio ) ma senza fare i conti con il proprio passato ( crimini di guerra e coloniali , leggi razziali politica anti ebraica, i campi di concentramento di noi italiani in Africa e nei balcani , armadi della vergogna ed altre vergogne\schifezze
nazionali ed internazionali  che vedono coinvolto  direttamente ed indirettamente  il nostro  paese  e la loro nostra  classe politica  e militare ) .
Le storie che riporto nel post d'oggi sono praticamente derivate da tale situazione . Infatti Basta un niente per scatenare tutta una serie di odi \ insulti , accuse di comunismo o di fascismo e di minacce e di denunce per un quadro l'ispirato a piazzale Loreto ( il caso di Simone Prudente ) o un film porno ispirato in parte secondo il regista al romanzo la ciociara di Alberto Moravia un remarque in chiave hard del film omonimo di de Sica ( la vicenda di Mario salieri )
Ma  andiamo con  ordine ed  iniziamo dalla  storia   di Simone  Prudente. E' talmente   grave  che preferisco riportarla  nella  sua interezza  anzi che  farne  u riassunto    .

  da   http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca  8\3\2017

Un quadro raffigura il duce “appeso”, è bufera sul maestro-artista
Pordenone, i genitori chiedono l’intervento di Ufficio scolastico e Diocesi. La replica: «No a moralismi e censura. Mi sento un educatore»


                              di Piero Tallandini





PORDENONE. È diventato un caso la provocazione dell’insegnante elementare e artista pordenonese Simone Prudente, presidente provinciale dei Maestri cattolici e autore del quadro “Bungee Jumper”: una raffigurazione di Benito Mussolini a testa in giù ispirata alla fotografie di Piazzale Loreto.
Un’opera d’arte che assieme alle dichiarazioni su Facebook dello stesso Prudente (che come anteprima del quadro ha postato la foto di una versione gadget-bricolage dell’immagine del duce «da ritagliare e appendere») ha innescato la presa di posizione di utenti “social” e sodalizi.
Un gruppo che si autodefinisce «di genitori, nonni, semplici cittadini, accomunati dalla grande fiducia nella scuola» ha inviato ieri una lettera all’Ufficio scolastico regionale, alla Diocesi Concordia Pordenone, al sindaco del capoluogo Alessandro Ciriani e agli organi di stampa.
Prima firmataria la pordenonese Gloriana Presot. Si chiede «un intervento da parte dell’amministrazione scolastica».
«Siamo preoccupati – si afferma nella lettera – perché riteniamo che quanti svolgano la delicata professione del docente debbano manifestare il proprio esempio dentro e fuori l’aula scolastica.Riteniamo inopportuna un tale manifestazione di odio e siamo molto preoccupati per il
l'opera  in questione  


riverberi che questi sentimenti di intolleranza possono avere nei confronti degli studenti.
Apprendiamo con disappunto che tale insegnante, spesso protagonista nella piazza virtuale con post inopportuni ma mai così sgradevoli, è il presidente dell’associazione italiana Maestri cattolici, sezione di Pordenone».
Abbiamo ricevuto inoltre una lettera sottoscritta da Maria Luisa Moro, Comitato per la tutela genitori-alunni scuole materne e primarie, sezione di Pordenone: stigmatizza che un insegnante elementare «si abbandoni pubblicamente a esternazioni manifestanti odio, persecuzione politica, approvazione della “giustizia sommaria” e vilipendio di cadavere, qualunque sia la fede politica di appartenenza. Chiediamo si indaghi sul reale equilibrio di questa persona».
Reazioni davanti alle quali Prudente non si scompone. «La mia replica – afferma – non vuole essere una difesa ma una orgogliosa rivendicazione: L’arte non si deve censurare! Guardando con preoccupazione la contemporaneità vediamo un rinvigorirsi di dittature e populismi.
Ho voluto fare un esperimento sociale e ho provato a usare le stesse modalità di comunicazione che vengono utilizzate per scandalizzare e spostare il pensiero dell’opinione pubblica. Ho utilizzato un conosciutissimo meme (termine indicante un contenuto, di solito una foto con frase d’accompagnamento, diventato virale sul web), che circolava da mesi su Facebook, per anticipare la presentazione del mio nuovo quadro, “The Bungee Jumper”, che sta riscuotendo un buon successo e mi è stato già chiesto da diverse gallerie del nord Italia».
«Volevo vedere se dissacrando un simbolo vecchio di 72 anni – aggiunge –, un’icona negativa e storica, si potesse riuscire a intavolare, nel 2017, una discussione matura e costruttiva. Scopriamo che l’immagine è ancora tabù e noi siamo un popolo diviso.
Le condanne riportano la scuola a un modello autoritario, dove il docente verrebbe irrigimentato secondo schemi giudicati da tribunali autoelettisi. La scuola non può e non deve
essere questa e io mi sento partecipe della sua funzione educativa alla pari di chi ha attaccato la mia persona e la mia opera. La mia arte e la mia ricerca sono tutelate dalla Costituzione e considero le critiche rivoltemi soltanto fuorvianti moralismi».

 l'unica  cosa  che mi sento  dire   ( cosi  come   condivido   i commenti alla  discussione  )  e quanto  ho scritto sul mio account    di    facebook

ha perfettamente ragione l'autore : << «Volevo vedere se dissacrando un simbolo vecchio di 72 anni – aggiunge –, un’icona negativa e storica, si potesse riuscire a intavolare, nel 2017, una discussione matura e costruttiva. Scopriamo che l’immagine è ancora tabù e noi siamo un popolo diviso. >> i genitori devono essere qualche fascista o temo le domande dei figli o nipoti sul passato che si vuole archiviare e condannare all'oblio senza averne fatto i conti . O tempno a spiegare che al mondo non c'è solo il buono ed il politicamente corretto ma esiste anche l'odio





Pordenone, i genitori chiedono l’intervento di Ufficio scolastico e Diocesi. La replica: «No a moralismi e censura. Mi sento un educatore»
MESSAGGEROVENETO.GELOCAL.IT

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Commenti
Sergio Pala Ma come l'ha appeso? ? A testa in giù?
Giuseppe Scano come fu appeso a piazzale loreto
Giuseppe Scano Sergio Pala eccol il ritratto incriminato 
Fausto Mattei Sarei curioso di "frugare" fra i profili social dei signori che hanno denunciato l'insegnante, non sarei sorpreso da qualche manifestazione di incoerenza...
Giuseppe Scano mi hai tolto le parole di bocca
Eugenio Bisbabbo Crispo Moralismo becero!!
,non trovo altre parole.
La storia è scomoda ma è tale x ricordarci che dobbiamo trarre insegnamento da essa

la seconda


da http://www.leggo.it/news/  Mercoledì 8 Marzo 2017, 19:42


"LA CIOCIARA" IN VERSIONE PORNO, ROBERTA GEMMA COME SOFIA LOREN: SCOPPIA LA POLEMICA







«La riproposizione del film in chiave porno di quei momenti terribili passati alla storia come le 'marocchinatè è un'offesa verso il nostro territorio e verso tutte le donne». Così la senatrice Maria Spilabotte (Pd), che ha predisposto un intervento urgente nell'aula del Senato, critica il film hard «La Ciociara» di Mario Salieri, remake in chiave porno del capolavoro di Vittorio De Sica interpretato da Sophia Loren e ispirato al romanzo di Alberto Moravia.
L'iniziativa dell'esponente politico di Frosinone arriva dopo quella presa da Emiliano Ciotti, presidente dell'associazione «Vittime delle Marocchinate», che sulla questione si è rivolto al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni chiedendo la sospensione del film di Mario Salieri, interpretato da Roberta Gemma. «Come si fa a pensare - aggiunge Spilabotte - di poter ironizzare e non aver rispetto del dolore di tutta quella gente che ha subito quegli atroci episodi o alle tante donne che sono state vittime di abusi sessuali e di stupro durante la guerra, a tutte quelle donne che ancora subiscono tale infamia, a coloro che ancora ne portano i segni, gli effetti dello stupro in periodi di guerra e non: conseguenze fisiche e psicologiche difficilmente superabili. Per Spilabotte, »vedere la riproposizione del drammatico film 'La Ciociara' in salsa porno è un'offesa troppo grande. Quella delle marocchinate è una ferita che rimarrà aperta per sempre, non solo per le popolazioni del Basso Lazio. Chiederò al presidente del Consiglio e al Governo - conclude - di attivarsi per sospendere la diffusione del film e farlo ritirare dal mercato«. LA RISPOSTA DEL REGISTA Mario Salieri, regista hard e tra i protagonisti del panorama del porno italiano, non ha fatto mancare la sua risposta alle polemiche: «Dall'epoca storica conosciuta, ogni guerra ha i suoi stupri, commessi da eserciti di ogni bandiera e religione ai danni di uomini, donne e bambini», scrive in un post su Facebook. «Se ho ben compreso però, l’oggetto della polemica sulla mia versione della ciociara non è tanto lo stupro di guerra quanto la rappresentazione di una violenza sessuale nell’ambito di un opera audiovisiva. Sottolineando con forza l’orrore e l’indignazione nei confronti di tutti coloro che nella vita reale si macchiano di qualsiasi tipo di violenza o sopruso ai danni dell’essere umano, ricordo che moltissimi registi di fama internazionale hanno rappresentato nelle loro fiction lo stupro con dovizia di particolari voyeuristici». «Ora apprendo con stupore che con tutti i problemi di cui è afflitta la nostra povera italia la Senatrice Maria Spilabotte predispone un intervento urgente nell'aula del Senato per limitare la commercializzazione del film ancor prima della sua uscita, che il presidente dell’associazione vittime delle marocchinate Emiliano Ciotti ha scritto al presidente del consiglio Paolo Gentiloni una lettera di sdegno senza neanche aver visto il film e che la testa pelata Fernando Incitti dei CasaPound di Frosinone, che certamente nulla conosce del poeta Ezra, minaccia me e Roberta Gemma di violenza fisica. Ma stiamo scherzando? Spero che tutto questo sia frutto d’invenzione giornalistica (le minacce sono vere e già state querelate), ma se fosse reale allora è la conferma che in Italia siamo messi davvero molto male. A proposito……ma poi chi dice che nella mia versione della Ciociara siano rappresentate le marocchinate?».
In un altro post quest'oggi, intitolato "Povera Italia", dopo che la polemica è continuata, Salieri rincara la dose: «Essendo molti di voi abituati a leggere soltanto i titoli dei post comunico immediatamente che nella mia versione della ciociara non sono presenti stupri e che non esiste alcuna citazione alle marocchinate. Soddisfatti? La storia del film è tutt’altra e si sviluppa prendendo spunto solo dalla parte iniziale del romanzo di Moravia. Avete regalato tanta pubblicità a un film porno, e per questo vi ringrazio, senza neanche aver visto un fotogramma e fidandovi di tutte le sciocchezze che giravano in rete. Insulti a me ed alla mia famiglia, minacce di violenza fisica, interventi urgenti all’aula del senato e lettere al presidente del consiglio. Povera Italia….»
L'IRA DEL SINDACO «La nostra terra e anche le nostre donne sono state oggetto, spesso, di offese gratuite nell'onore e nell'intimo, paradossalmente anche in prossimità della ricorrenza della festa dell'8 marzo», dichiara il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani. «Come non considerare - aggiunge Ottaviani - l'ultima onta ricevuta dal nostro territorio, che ha pagato un prezzo altissimo, nel corso dell'ultima guerra mondiale, in termini di vite umane spezzate e violate così come narrato nelle pagine della Ciociara di Moravia, poi tradotte nel film premio Oscar di De Sica. È scandaloso - continua - che qualcuno possa solo pensare di trasformare una pagina tragica, colma di sofferenza, della nostra storia in un film a luci rosse, mancando così di rispetto alle vittime di abusi spaventosi, le 'marocchinatè, che hanno portato e porteranno sempre i segni di una violenza terribile». ANCHE L'ORDINE DEI MEDICI Critiche sul remake «La Ciociara» in versione hard arrivano anche da Fabrizio Cristofari, presidente dell'Ordine provinciale dei medici di Frosinone e candidato sindaco del Pd alle prossime elezioni comunali di primavera nel capoluogo ciociaro. «Rappresenta un'offesa squallida per tutte le donne - dichiara -, oltre che verso la nostra tradizione storica e il nostro inestimabile patrimonio letterario. La drammatica vicenda delle Marocchinate - continua - non può e non deve essere strumentalizzata in un modo tanto indegno, e peraltro a ridosso di quella che oggi è riconosciuta come una festività in onore delle donne stesse, della loro dignità e della loro grandezza umana». Per Cristofari servono interventi. «Auspico pertanto - conclude - un interessamento delle più alte autorità territoriali a mettere in campo ogni intervento possibile, affinché il caso venga esaminato con tutta l'attenzione che richiede».





Ora posso capire  (   Sic anche  aprioristicamente  )   pro e contro    un film  hard   su un argomento   che  ora    fa male   ( trova  qui  e qui  oltre il video sotto   maggiori dettagli  sul fenomeno delle  " marocchinate  " )



   come  potete leggere   dai commenti presi dai post    della bacheca del regista


Fabrizio Forma Finche si fanno trame erotico e storico va bene ma bisogna anche essere consapevoli dell era attuale e che messaggio si rischia di dare alla societa in un era davvero infelice e perversa...poi se parliamo di liberta uno puo fare quello che crede le opinioni e le critiche servono come riferimento sono consultive non decisionali ...senza denigrare l opera e senza offesa per nessuno..
Carlo Lo Monaco Il fulcro della polemica non per l'utilizzo nell'opera dell'audiovisivo in sè bensí il legame per l'utilizzo in un'opera dell'audio visivo nel settore del porno hard e non per il cinema d'autore al quale fare seguire un pubblico che aprirá dibattiti sul tema, piuttosto invece ponendolo in un settore di un pubblico che potrebbe trarre piacere dall'uso di determinati accadimenti storici di stampo violento, questa è la distinzione non di poco conto se no staremmo parlando di altre polemiche come quelle da cui fu ahinoi investito un Pasolini per le 120 giornate di sodoma.
  
 ho sbagliato    nel fare copia e  incolla   , ed  quando  sono andato a  ricontrollare  per  sapere l'autore \  autrice del post  esso  era stato rimosso 

Detto ciò si aggiunge il problema dell'immaginario collettivo sul film giá molto piú noto e che a sua volta creò svariate beghe legali già durante le fasi di produzione al punto tale di doversi scontrare con lo strumento della censura che fu utilizzato per porre risposta alle stesse medesime problematiche.
La cosa è ancora piú complessa a dire il vero e non credo proprio che questa sará l'unica polemica su questa scelta di produzione anzi, me ne aspetto svariate altre...
Da un certo punto di vista tutta pubblicitá da un altro, un paese di bigotti ed ipocriti, un legame con un personaggio cinematografico, Sofia Loren, di indiscussa importanza come simbolo del cinema italiano nel mondo e in ultima battuta un libro che ha a sua volta trovato luce proprio per lo scandalo che fece con le sole parole... Insomma, ci vuole davvero coraggio per affrontare una scelta del genere.
Per il resto, stiamo qui, staremo a guardare come tutto evolverà.
Gemma Gemmiti 
LA MIA RISPOSTA ALLA SUA RISPOSTA ALLE POLEMICHE.
Il fatto che ogni epoca abbia le sue nefandezze, non autorizza nessuno a girare dei film porno che ne esaltino le gesta.
Occorre portare rispetto alle persone coinvolte in queste violenze.
Non le è venuto in mente di girare un filmetto dei suoi ambientandolo in un lager per esempio? Ecco, avrebbe lo stesso effetto.
Orribile.
È inutile affermare ora che nel film non ci sono scene di stupro o marocchinate. Ha chiamato il suo filmetto "La Ciociara" e nella locandina è scritto a chiare lettere "liberamente ispirato al romanzo di Alberto Moravia".
Voleva pubblicità gratuita? L'ha ottenuta, complimenti.
Ora in molti sanno che al mondo esiste un ominide in più.

e  da   questa  critica     che  sintetizza  le polemiche

Sono decine i messaggi di sdegno pubblicati nelle ultime ore sul profilo Facebook di Mario Salieri, il regista e produttore di pellicole hard che ha annunciato l’uscita di un film dal titolo “La Ciociara” con protagonista la pornostar Roberta Gemma. Abbiamo scelto l’intervento di Erika per racchiuderli tutti:
«Signor Mario Salieri, buonasera, sono una Ciociara profondamente delusa da ciò che la sua volontà ed ispirazione hanno voluto riprodurre… a mio avviso, l’unica rappresentazione audiovisiva adatta a questo tragico ed orribile evento del passato deve essere un documentario…non un film pornografico.
La mia morale trema al solo pensiero, il mio essere donna e Ciociara aborra una tale vergognosa interpretazione.
Una violenza rimane tale per sempre…nel corpo e nell’anima …e va ricordata e demonizzata nei dovuti modi. Dico dovuti perché è nostro DOVERE insegnare a tutti la vera essenza dell’orrore.
Lei ha tra le mani un potente mezzo di informazione e diffusione, ma, ahimè, ciò non l’ha affatto responsabilizzata.
Mi dispiace solo che nel nostro presente si debba ancora far soffrire e denigrare chi ancora prova dolore e rifiuto da quello schifoso ed umiliante passato.
Buona serata e buona visione a chi avrà il coraggio morale di vedere questa sua espressione artistica in particolare».

Ma passare  all'odio  e  alle minacce (  poi  rientrate  con   le relative  scuse e  ritiro     di denuncia  da parte del regista  a )   e al regista  e  all'attrice     e di richieste  di censura   , nonostante   le  continue  smentite    del regista   e   dell'attrice


Roberta Gemma
Ieri alle 11:40
Per quanto possa essere chiaro, ma già dall'inizio la gente ha dato adito a tutt'altro anche se non c'era scritto da nessuna parte ,con accuse false e tendenziose, spero che a qualche bel pensante sia piu' chiaro.Dovrebbero ascoltare e documentarsi come tanto decantano di conoscere la storia come dei colti, be acculturatevi anche dell'hard perchè di sapere sempre si tratta, e se le cose non le sai salle ;-)
La locandina era uscita giorni prima e aveva ricevuto solo consensi senza nessuna allusione e critica, noi stavamo facendo la nostra pubblicazione non pubblicità mirata,
solo dopo polticanti ne hanno fatto strumetalizzazione,accanendosi su un dettaglio di tutto un film complesso e completo scatenando cosi violenza da parte di chi non era stato in nessun modo interpellato e ci dispiace che chi ha sofferto ne possa aver ricevuto un segno, tutti gli altri facessero le bandiere per l'italia che ne ha bisogno.

solo dopo polticanti ne hanno fatto strumetalizzazione,accanendosi su un dettaglio di tutto un film complesso e completo scatenando cosi violenza da parte di chi non era stato in nessun modo interpellato e ci dispiace che chi ha sofferto ne possa aver ricevuto un segno, tutti gli altri facessero le bandiere per l'italia che ne ha bisogno.Purtroppo A lavare la testa del somaro si spreca tempo e sapone ...



  che  evidentemente  non devono essere  servite  visto    che  sempre  lo stesso regista ha  (  evidentemente  si è  rotto i coglioni    stancato  ) minacciato  , come  non biasimarlo dopo minacce  ed  insulti   \  calunnie    gratuite



LA POLEMICA TERMINA ADESSO

La stupida polemica sul mio remake della Ciociara finisce quì. Da oggi chiunque desidererà polemizzare sulla mia fiction dovrà farlo nelle sedi legali opportune.
  
IE l'annuncio   sempre   di Salieri     che il film sarà  disponibile    presto  sia  sul suo sito ufficiale  http://www.salierixxx.com    e  poi   nel normale  circuito   quindi    Tanto   rumore  ,  almeno si spera   vedremo  a  giugno quando sarà  distribuito il  film    , per  nulla  




Mario Salieri una senatrice che invece di occuparsi dei gravi problemi di cui è afflitta l'italia pensa alla versione della ciociara di salieri senza neanche averla vista....è una vera vergogn

Sempre  lo stesso   regista  qui il testo  integrale   (  almeno  finché  non lo rimuoverà come i precedenti   da  cui   ho salvato i commenti e  di cui  se  ne trova  traccia    sul'articolo   citato prima   )  



Gentile dott. Ciottiapprendo dai media, probabilmente da lei contattati, che ha inviato una lettera di sdegno al presidente del Consiglio Gentiloni per censurare il mio remake della Ciociara, prossimamente online sulla piattaforma web che porta il mio nome. Pare che il suo grido d’allarme sia giunto anche alla senatrice del Pd Spilabotte, che a sua volta si sarebbe affrettata di scrivere al premier, e che il prefetto di Frosinone Emilia Zarrilli abbia rievocato l’oscurantismo dei sequestri, tanto in voga nell’Italia degli anni 70.
Ritengo che la politica debba sempre e comunque restare lontana dal mondo dell’arte, cui le piaccia o meno la pornografia appartiene. Innanzitutto perché censurare un’opera, soprattutto prima di conoscerne i contenuti, è qualcosa che puzza di antico, di vacua retorica e perfido bigottismo. In secondo luogo, la politica dovrebbe essere oberata dai tanti problemi che affliggono il Paese, troppi affinché si possa perdere tempo per boicottare una produzione audiovisiva che, tra l’altro, non ha alcuna intenzione di offendere nessuno.(.....) Ebbene, bastava una telefonata o un semplice messaggio attraverso i social network da me personalmente gestiti, per chiedermi se la fiction “La Ciociara” contenesse scene di stupro o offese al meraviglioso popolo della Ciociaria. Se mi avesse chiesto delucidazioni prima di gridare allo scandalo, avrebbe saputo sin da subito che il prodotto audiovisivo che sto dirigendo non riguarda minimamente le cosiddette marocchinate. No, nessuna scena di violenza sessuale. Pur essendo, infatti, la mia fiction liberamente ispirata ad una parte del romanzo di Moravia, ed ambientata dunque in quel controverso periodo storico che da appassionato di quegli anni ben conosco, non c’è mai stato l’intento di mettere in scena uno di quegli atroci stupri che hanno dilaniato la popolazione. Ma lei, dott. Ciotti, ha preferito aprioristicamente lanciare l’allarme sui media locali e nazionali, forse compiaciuto di veder comparire il suo nome per una battaglia che, mi creda, non aveva e non ha alcun senso combattere dato, tengo a ripetere, il contenuto assolutamente non offensivo della mia fiction. Da un lato la ringrazio, ho ricevuto in questi giorni migliaia di messaggi di stima e sono certo, grazie anche al suo contributo, che “La Ciociara” sarà un successo. Allo stesso tempo, però, la sua leggerezza nel non voler appurare la realtà dei fatti prima di gridare allo scandalo, ha portato alcuni invasati a intimidirmi e a minacciare di “andare sul posto e bruciare tutte le copie”, cosa dalla quale spero lei sia pronto a prendere le distanze e a criticare aspramente. A quei ragazzi di CasaPound, in particolare al responsabile provinciale della sede di Frosinone Fernando Incitti che contro di me ha inveito, va semplicemente tutta la mia disistima nel vedere dei giovani che inneggiano a valori tanto deprecabili e che tanto hanno fatto male al nostro Paese; è chiaro quanto non conoscano la storia e spero che lei dott. Ciotti, da presidente dell’Associazione vittime delle marocchinate, riesca a trasmettere loro il vero senso di quei terribili e violenti anni.
Come volevasi dimostrare, tutta questa polemica da lei scaturita non ha avuto senso alcuno, se non quello di fare pubblicità qua e là. Invito lei e tutti quelli che si sono affannati a criticare senza prima conoscerne almeno la sceneggiatura, a farmi pervenire un indirizzo al quale, se vorrete, sarò lieto di inviare una copia della mia fiction. Potrete constatare l’assenza di riferimenti alle marocchinate, ma soprattutto potreste trarne piacevole beneficio.
Cordialmente
Mario Salieri

una cosa prima di essere giudicata, va vista, appurata, approfondita etc.. poi, una volta fatto questo passaggio che molti ignorano, si ha tutto il diritto di esprimere un qualsivoglia commento (favorevole o contrario) a seconda dal riscontro ottenuto!!! Per deformazione professionale sono tenuto esclusivamente a fare diagnosi a seguito di accertamenti concreti, non di certo basandomi su mere impressioni, sovente pretestuose e preconcette!! E' sbagliato precedere a tentoni credendo di avere la verità in tasca senza neppure preoccuparsi di verificare il contenuto di qualsiasi cosa si va a giudicare!! Oltretutto, da quel che mi ricordo (tempi or sono), le parodie porno di romanzi e film famosi, fanno solo un piccolo accenno alle opere a cui si ispirano, poi cambiano e stravolgono completamente fatti, eventi e personaggi!! Infatti sempre secondo  lo stesso Regista   nella  letteratura  alla politica  : << ( ... ) censurare un’opera, soprattutto prima di conoscerne i contenuti, è qualcosa che puzza di antico, di vacua retorica e perfido bigottismo. In secondo luogo, la politica dovrebbe essere oberata dai tanti problemi che affliggono il Paese, troppi affinché si possa perdere tempo per boicottare una produzione audiovisiva che, tra l’altro, non ha alcuna intenzione di offendere nessuno. (...)  >>
Infatti  le polemiche   apriori   su  un  film ancora deve uscire e  su  cui già piovono critiche... si parla di mancanza di rispetto, di beceri scopi di lucro e solo per il genere del film... Ma vederlo prima e poi giudicare ?  Nah   troppo difficile 😊😃 altrimenti non si potrebbero definire ignoranti 😁😉(  e  lo dice  uno  che   è  ha il  vizio  e   da  cui se  ne sta  faticosamente  liberando   del polemista  )  ma credo che proprio dalle parti loro,  come   un po'  ovunque   c'e' il detto : a lavare la testa del somaro si spreca sapone e tempo , come  ha  fatto notare  l'attrice  stessa   Ha   ragione  il commento, uno dei pochi civili  fra  i due  schieramenti  \  prese di  posizione  sulle polemiche   riguardanti l'uscita  del    film  ,  lasciato  sulla bacheca  facebook  dello stesso regista  , di

Paolo Petrucci Quì, inutile girarci intorno, il tema non è rappresentare le marocchinate o la violenza, sessuale o no. Il punto che non va già ai benpensanti a tutti i costi è che lo si faccia in una pellicola pornografica. E che il periodo così drammatico dell'epoca, raccontato da maestri del cinema venga oggi "descritto" in un film dove le scene di sesso avranno ben più evidenza che lo strazio storico de momento.
Ora  Scommetto che in mezzo a tanti commenti bigotti ed  aprioristici   ci sono tantissimi ipocriti che poi la sera vanno a puttane  ,  in club  di scambisti  ,  o  vedono in rete  e  non solo tali  film  , ecc