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domenica 20 dicembre 2009

Senza titolo 1717

Neva a Prato: parla il consigliere comunale di opposizione Donzella



 



 


Oggetto:DOMANDA D’ATTUALITA’ SUI MANCATI INTERVENTI ONDE IMPEDIRE LA PRESENZA DI GHIACCIO NELLE VIE CITTADINE


 


 


 


Gli strumenti metereologici avevano matematicamente previsto anche con una certa precisione oraria,la nevicata del 18 Dicembre sera.


Pur tuttavia le vie del centro storico e le principali strade di scorrimento della nostra città sono rimaste coperte dalla neve,che poi ovviamente si è solidificata in ghiaccio.


Tutto ciò oltre la criticità più evidente verificatasi in Viale Nam-Din, ha provocato intasamento del traffico,impossibilità alla circolazione dei veicoli sia privati che pubblici e gravi difficoltà allo spostamento dei cittadini,impossibilitati a raggiungere il posto di lavoro,o ad esaudire le proprie necessità.


Molti pedoni sono rimasti vittima di traumi essendo scivolati sul ghiaccio che ricopriva i marciapiedi.


 


TUTTO CIO’ PREMESSO CHIEDO ALL’A.C.


 


Quali sono state le cause per le quali l’assessorato e gli uffici competenti pur essendo al corrente dell’evenienza della nevicata,non hanno adottato i provvedimenti idonei a prevenire il suddetto stato di cose,a differenza di quanto a titolo d’esempio ha effettuato il Comune di Firenze.


 


 


 


Il Presidente del Gruppo Consiliare dell’Italia dei Valori


 


Aurelio Donzella


 



 


 


 

giovedì 27 agosto 2009

Senza titolo 1631

"In data http://www.facebook.com/l/;28.08.2009, presso la Caserma Interforze "ZARA", sita in Fiumicino (RM), via F.lli Wright, con orario 08,00-11,00, vi sarà una raccolta sangue. Tale iniziativa in collaborazione del Centro Trasfusionale dell'Ospedale Oncologico - I.F.O. San Raffaele (Roma), sarà la conclusione della campagna estiva promossa dall'ADVPS, sull'emergenza sangue. Si inivitano tutti quanti a partecipare e fare passa-parola, affinchè l'evento sia un successo, in particolar modo per quei pazienti affetti da malattie particolari (leucemici, tumori), in attesa di trasfusioni o soggetti a trapianto.Grazie dell'attenzione."
 

lunedì 24 agosto 2009

Senza titolo 1627

AREZZO, 24 AGO - Si sono messi in mutande e si sono improvvisati lavavetri per protestare contro "una indifferenza ingiustificabile". E' la manifestazione attuata oggi da un gruppo di precari della scuola che si sono ritrovati in piazza della stazione ad Arezzo indossando solo boxer e magliette bianche con la scritta 'Precario scuola: licenziato'. La protesta è stata attuata dopo che a 53 precari aretini è stato consegnato il contratto per l'anno 2009/2010 ed è stato ricordato che lo scorso anno erano oltre 200, "come effetto dei tagli voluti dal Governo". Alcuni di loro hanno ricordato che "da 15 anni vanno avanti a contratti annuali e adesso sono fuori e senza alcuna protezione sociale, né cassa integrazione". Dopo aver diffuso volantini e lavato vetri al semaforo di piazza stazione, i manifestanti, una cinquantina, si sono recati in prefettura e una delegazione è stata ricevuta da un dirigente. Quindi il gruppo si è fermato davanti alla sede del provveditorato e, dopo aver salutato con un applauso i collegati più fortunati, ha consegnato un documento al provveditore, chiedendo che questa protesta fosse rappresentata anche a livello nazionale. Ai precari in lotta è arrivata la solidarietà del Pd, di Idv, di Rifondazione. La parlamentare Donella Mattesini (Pd) ha annunciato una interrogazione. (ANSA).

lunedì 17 agosto 2009

Senza titolo 1613

Prato - Un pirata della strada ha seminatoi il panico in via Alesandria a Prato oggi verso le ore 17,30 circa. Una Toyota Yaris grigia targata Af 624 Gh proveniente da via Roma ha preso la curva di via Alessandria ad alta velocità salendo sul marciapiede. L'auotmobilista, una donna fra i trenta ed i quaranta anni, ha proseguito la sua corsa a zig - zag in direzione via Del Purgatorio. Il pirata della strada è stato segnalato alla polizia.


Romilda Marzari

domenica 26 luglio 2009

Senza titolo 1580

 

Diciassette anni fa, Domenica come oggi,la tragica uccisione di Paolo Borsellino.


Cinquantadue giorni prima era stato eliminato Giovanni Falcone.


Lo stato successivamente ha assestato dei colpi alla criminalità organizzata,pur tuttavia da allora poco è cambiato.


La mafia è ancora stato nello stato.


Chi la contrasta se non paga con la vita,paga con l’isolamento e col venire infamato a sua volta:vedi De Magistris.


L’attuale governo nel varare le nuove norme sulle intercettazioni all’interno del decreto sicurezza,ha eliminato un efficace strumento contro la mafia.


Non ci addormentiamo,per qualcuno saranno solo parole,ma ognuno di noi può (e deve) fare qualcosa.


 


Aurelio Donzella

Senza titolo 1579

GRUPPO CONSILIARE  ITALIA DEI VALORI

 

Piazza del Comune, 2

Tel 0574 1836364 1836359

Fax 0574 31220

www.comune.prato.it


 

 

 

                                                       

 AL SINDACO

 

 AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

 

 Prato.20/7/2009

 p.g.

 

Oggetto:O.d.G. SULLA PROMOZIONE DELLA CAMPAGNA CONTRO L’ABUSO DELL’ALCOOL INDETTA DAL CENTRO PER I DIRITTI DEL MALATO.

 

Sono tristemente noti gli effetti dell’ alcool sia per le gravi conseguenze sulla salute di chi ne abusa,che per le tragiche conseguenze alle quali è esposta la collettività come l’alto numero di incidenti spesso mortali, dovuti principalmente alla guida in stato d’ebbrezza.

Il Centro per Diritti del Malato di Prato,con la C.I.S.L.-Funzione Pubblica di Prato e la Misericordia di Prato nell’Agosto 2008 hanno indetto una campagna per il contenimento dell’uso di bevande alcoliche,diretta a coinvolgere anche le istituzioni.

 

CIO’ PREMESSO

 

L’A.C. di Prato si impegna a promuovere detta CAMPAGNA CONTRO L’ABUSO DELL’ALCOOL impegnandosi, tramite anche gli assessorati competenti, in un insieme di iniziative atte a coinvolgere tutte le associazioni culturali e sociali della nostra città onde sensibilizzare al massimo la cittadinanza stessa.

Impegna i particolare l’Assessorato alla Pubblica Istruzione in collaborazione con il corrispondente Assessorato della Provincia,a pubblicizzare questa campagna ed a promuovere progetti di sensibilizzazione rivolti agli studenti.

L’A.C. si impegna inoltre nell’ambito di questa iniziativa e per quanto concerne le proprie competenze a far sì che negli stand delle feste dei partiti,delle associazioni e della Fiera di Prato,sia sempre disponibile la birra senza contenuto alcolico e che l’utenza venga informata della disponibilità di questo prodotto.

 

Se ne richiede l’iscrizione all’o.d.g. del prossimo Consiglio Comunale.

 

IL PRESIDENTE DEL GRUPPO CONSILIARE DELL’ITALIA DEI VALORI

 

Aurelio Donzella

 

 

 

 

 

venerdì 24 luglio 2009

Incendi in Sardegna

L'argomento del post d'oggi avrebbe dovuto essere un altro , ma lo riproporrò prossiamente , ma le news sui fuochi ( sotto il  telegiornale sardo di videolina  d'ieri ) 





e gli incubi notturni che ne sono derivati mi hanno riportato alla mente quello ( di curraggia nella mia cittadina ) e a quell'anno che fu da quel poco che ricordo ( elicotteri e aerei quotidiani ) terribile per tutta la sardegna  come dimostra  il video soto riportato 
IMMMAGINI CRUDE ED AD ALTO IMPATTO EMOTIVO




si tratta del trailler \ promo del documentario CURRAGGIA una ferita ancora aperta di Gianluca medas presentato a tempio 28\7\2007 da L'ASS.FOR. ONLUS (Associa
zione dei Forestali della Sardegna http://www.28luglio.eu da cui  è tratta la locandoina qui a sinistra   ) che organizza l'attività del progetto INTERREG III C OCR Incendi sottoprogetto "Sensibilizzazione degli scolari e del grande pubblico",la Prima giornata europea di sensibilizzazione contro gli incendi boschivi. dagli incendi d'ieri sembra che la lezione del 1983 non sia servita a niente . Pproprio ora  iniziano  a  sgorgare le  lacrime  agli occhi  ripensando  a  quei giorni di lutto e dolore soprattuto per delle morti i che , qesto da quello che mi hanno raccontato la gente vedendo il pericolo e i blocchi stradali si sono voluti a tutti i costi avvicinaare chi in buona fede per aiutate chi per per curiosare .., se  il comune  allora  come oggi  pulissse bene  ( invece di limitarsi solo alla zona del monumento  \  cippo  dedicatoaai caduti  )   tutta la panoramica e  la  gente  la smetta  di fare l'indiferrenziata  a c...o  e  i vigili controllino meglio e multino   gettando  plastica   e  carta  e altre materie  pericolose in tale  luogo  . Infatti   ricordo   e ho sentito raccontare da suspertiti  e feriti   \ mutilati  che  l'aria   era irrespirabile perchè  il fuoco  brucio tali materie  , e  che  non si riusci ad  individuare  e  a  soccorrere in tempo le persone  per ui sudetti motivi   . Ricordo  ancora  ( nonostante  avessi  7 anni  all'epoca  , ma certi ricordi rimanggono indelebili  )  :   ciò che vidi   durante  la veglia   a tappe    lungo al panoramica  4 \7 giorni dopo  sul luogo  dell'incedio .,  la nostra   attività quasi interamente distrutta , e senza fondi regionali ( risarcirono solo chi aveva perduto bestiame e non serre ) dovemmo rincominciare da capo ., le  lacrime  e la tristezza dei miei  .,  Le ferite sui corpi  sdei sopravvisuti (  vedere  l'url    della trasmissione di videolina  )  che  vedo   ogni volta   che l'incontro in paese  . .,  gli alberi piantati dale scuoel    verso  ottobre \ novembre    doi quell'anno per  ricordare i amrtiri    e  che ogni  goiornoi   mi ritrovo  quando    vado a correre \  cammianre lungo la panoramica   il racconto  su  tale evento di Simone Olla   che riporto  sotto ( ringrazio  antonella Mu  mia amica  di fb   per  avermelo fatto  riscoprire  ) ., E i ricordi indiretti citati prima  .
 concludo questo post  dedicandolo  a morti   di currraggia  28 luglio 1983 eccone la  storia   dell'evento  tratta     dal sito  più volte  citato  oggi

E' già da diversi giorni che il furore del fuoco sospinto dal maestrale imperversa in varie località della Gallura (Viddalba, Aggius, Trinità d'Agutlu, Aglientu, Luogosanto, Bortigiadas) attaccando la collina di Curraggia a Tempio Pausania. Il bilancio è catastrofico, muoiono: Salvatore Pala, 40 anni, maresciallo del Corpo Forestale; Diego Falchi, 43 anni, maresciallo del Corpo Forestale, Mario Ghisu, 35 anni, operaio forestale; Tonino Manconi, 50 anni ex segretario comunale di Aggius e Bortigiadas; Tonuccio Fara, 36 anni, muratore; Claudio Migali, 37 anni, vigile urbano; Luigi Maisto;24 anni, operaio tessile; Sebastiano Visicale, 32 anni, impiegato; Silvestro Manconi, 44 anni, muratore. Il bilancio finale è disastroso: sugli oltre 18.000 ettari di territorio incenerito si raccoglieranno le salme di 9 uomini, e tra i quindici feriti iniziali che si recheranno in ospedale, 5 di questi riporteranno gravissime ustioni, amputazioni in parti del corpo e traumi psicologici difficilmente riassorbibili. Tra gli eroi di Curraggia ci sono anche loro: AZARA ANTONIO; BISSON VANNI; FORTELEONI ANTONELLO; MARCHESI MARIO; SOTGIU GIUSEPPE.

 per approffondire
IMMMAGINI, PAROLE   CRUDE \ DOIRETTE  ED AD ALTO IMPATTO EMOTIVO

la celebrazione del 2007
 
http://www.28luglio.eu/Menu.php?menu=4322

il  racconto   di Simone Olla

Curraggia 1983
Scritto da Simone Olla
sabato 09 dicembre 2006

Brucia dentro perché è una colpa. Brucia se te ne accorgi, se ricordi il fuoco quando era bianco non ancora imbevuto di sangue. La notte, fuori, porta i segni della morte. Il vento racconta ciò che tutti hanno visto, anche lui complice del massacro. A me invece il compito di scrivere, a me che non ho visto, codardo, chiuso in questa stanza lontana dalle fiamme.
Hanno bussato forte che sentissi le loro grida. Le scale a quattro a quattro per arrivare in fretta sul portone che domina la valle.
«Aiuto, acqua, il fuoco. Aiuto.»
E io chiuso, accovacciato sul letto, le lenzuola fino al collo. La porta suona il grido disperato di chi vede la morte in faccia e le braccia sudano fango mentre si distendono per chiedere aiuto. Morte calda che fa cenere alta e fumo per lacrime che non vogliono cadere. Tossire e bussare a tutte le porte e correre, correre, mentre la pioggia di cenere volteggia nel cielo strisciato di scuro. Bruciano i rami secchi, le foglie cadute, il giallo sparso e i campi incolti che nessuno più degna di attenzione. Non c’è scampo per le vigne grondanti grappoli pieni. Non c’è scampo per lecci e querceti e carrubi che strepitano al suono di ghiande scoppiettanti, ma non è un suono di festa. Brucia la macchia bassa, il mirto e il lentisco e il corbezzolo. Su zinnibiri guarda i secoli che l’hanno attraversato. Il fuoco pieno di sangue galoppa su questa valle aiutato dal vento. Raggiunge gli ovili, e le bestie ingannate non hanno scampo. I pastori si bruciano le mani, hanno frasche sottili irrise dal gigante imbizzarrito.
«Aiuto, acqua, il fuoco. Aiuto.»
I visi rossi di calore tornano a bussare, agitoriu. E le grida disumane banchettano nella fortezza che mi chiudo attorno, alta sopra Curraggia che muore. Scappate! Queste sono fiamme che non perdonano i distratti. Le sirene non bastano, non possono, come un elastico indietreggiano dopo aver liberato acqua che non bagna. Il fuoco vince e galoppa e cinge d’assedio le case. Lecca i muri bianchi con il nero di un pittore crudele.
«Aiuto, acqua, il fuoco. Aiuto.»
Scappate, non è tempo di eroi, gli ultimi sono stati inghiotti, travolti dal destriero infuocato. Nemmeno domani si accorgeranno di voi. Nemmeno domani i giornali canteranno il vostro nome, forse un fiore in questo deserto di cenere. Entrate nelle case, ognuno nella propria, e ricordate quando il fuoco era bianco e non bruciava, quando l’acqua alimentava le sue lingue senza spegnerlo. Entrate nelle case e chiudete le imposte così che non si vedano sui vetri le impronte delle mani bruciate

  alla prossima  con un più allegro

giovedì 2 luglio 2009

Senza titolo 1551

I giornalisti si fermeranno nei prossimi giorni per una giornata di silenzio, il 14 luglio prossimo (con blocco però dell’attività nella carta stampata il 13), per contrastare il ddl Alfano sulle intercettazioni che introduce inaccettabili divieti al diritto di informazione sulle indagini e sulle inchieste giudiziarie. E’ la decisione del Consiglio Nazionale della Stampa Italiana riunito oggi a Roma, che ha approvato con 1 solo voto contrario e due astenuti la proposta della giornata di protesta di tutto il nostro giornalismo avanzata dal Segretario Generale Franco Siddi.
La giornata di astensione dell’informazione, alla quale i giornalisti sono costretti dopo un anno di iniziative civili, di confronto e di dibattito e denuncia per la libertà dell’informazione, senza censure e intimidazioni, è lo strumento con il quale si vuole marcare una volta di più l’ indignazione più ferma di fronte alle previsioni del ddl Alfano: un bavaglio ai giornalisti e la sanzione (un danno economico) per gli editori al fine di impedire di dar conto delle notizie sulle indagini giudiziarie negli organi d’informazione; la pesante limitazione del diritto dei cittadini a sapere o essere informati su fatti importanti per la loro vita.
Non si sciopererà, quindi, per un aumento di stipendio ma per un aumento della libertà nel nostro Paese; una libertà che guarda ai cittadini, che pagherebbero ancora più di tutti a causa di un bene essenziale a loro parzialmente sottratto, mentre già pagano le distorsioni che gravano sul sistema per l’assenza di efficace normative antitrust e di pluralismo reale del mercato pubblicitario. I giornalisti sono, oggi, professionisti costretti alla frontiera (e ora alla protesta) per svolgere correttamente la loro funzione.
Di fronte a tutto questo, i giornalisti sono per forza condotti a essere militanti di un solo valore, l’informazione libera.
redazione Articolo 21

giovedì 28 maggio 2009

Senza titolo 1506

Roma 14.03.09. - In una dimostrazione dell'utilità che può avere l'integrazione dell'area andina, diverse associazioni di immigrati in Italia provenienti dei 4 paesi andini (Bolivia,  Colombia, Ecuador e Perù), hanno raggiunto l'obiettivo di lavorare unite intorno ad una prospettiva comune: migliorare le condizioni di vita dei bambini più poveri delle Ande. 
Il 27 febbraio del 2009 fu un punto culminante di questo lavoro che viene realizzandosi contro ogni difficoltà e contro ogni ostacolo trovato. Quel giorno, in un evento realizzato a Roma, si annunciò pubblicamente il meccanismo di aiuto e l'inizio dell'invio di 80 milla euro provenienti della prima campagna a beneficio dei 4 progetti, che in questa prima tappa le associazioni di emigranti appoggiano.  Un progetto in ogni paese andino in favore di bambini handicappati, bambini lavoratori e bambini vittime della violenza.  
Inviarono saluti il Segretario Generale della Comunità Andina di Nazioni, Dr. Freddy Ehlers, chi segnalò che si tratta della prima esperienza mondiale di integrazione concreta tra emigranti andini, per quello sarà seguito da vicino per la CAN, per aiutare a consolidare questo innovatore processo. Ugualmente, il cardinale del Honduras Oscar Rodriguez Maradiaga inviò un messaggio da Tegucigalpa,  mandando un buon augurio a questa esperienza d'integrazione e ringraziando a nome della Chiesa per la bella alleanza costruita "tra i poveri del primo mondo, gli immigrati, ed i poveri più piccoli e dimenticati del terzo mondo." 
"È importante segnalare che il principio fondamentale nell'invio delle risorse ottenute in favore dei progetti sarà la Trasparenza", segnalò il presidente di questa associazione di associazioni, Dr. Juan Velasquez Quispe. "Per quello tutta l'informazione, documentazione e la resa di conti dettagliati saranno inserite nella pagina web di Juntos por los Andes: http://www.juntosporlosandes.com










Associazione Las Americas accoglieranno a Napoli


la prossima assemblea di


Juntos por los Andes

Napoli - L'associazione di immigranti latinoamericani nella regione Campania "Las Americas",


si rallegra in ricevere il prossimo 30 di maggio a Napoli alle associazioni che formalmente


appartengono ad Juntos por los Andes. Quel giorno realizzeremo la nostra assemblea ordinaria annuale,


quella che permetterà di conoscere il lavoro elaborato l'anno 2008, pianificare il lavoro


della prossima campagna e potere scegliere alla nostra Giunta Direttiva 2009-2010.
L'assemblea permetterà di dare vita una nuova campagna di solidarietà,


riconoscendo il successo ottenuto della campagna "Aiutiamo i Bambini di Le Ande".


Sta segnalare che Juntos por los Andes è un'esperienza riconosciuta come unica nel suo


genere, perché associazioni di immigranti provenienti da diverse nazioni latinoamericane si sono


messi di fronte ad un lavoro unito e solidale appoggiando segmenti deboli dei loro Paesi di origine.


 



Più informazione:


las.americas@ymail.com

05/05/2009


 



Asociación Las Americas acogerá en Nápoles


la próxima asamblea de


Juntos por los Andes

 



Napoli.- La asociación de inmigrantes latinoamericanos en la región Campania "Las Américas", se complace en recibir el próximo 30 de mayo en Napoli a las demás asociaciones que formalmente pertenecen a Juntos por los Andes. Aquél dia realizaremos nuestra asamblea ordinaria anual, la que permitirá conocer el trabajo elaborado el año 2008, planificar el trabajo de la próxima campaña y poder elegir a nuestra Junta Directiva 2009-2010.


La asamblea permitirá dar vida a una nueva campaña de solidaridad, reconociendo el éxito obtenido de la campaña "Ayudemos a los Niños de Los Andes" el 2007-2008. Cabe señalar que Juntos por los Andes es una experiencia reconocida como única en su género, en donde asociaciones de inmigrantes provenientes de diversos países latinoamericanos se ponen al frente de un trabajo conjunto y solidario para apoyar a segmentos débiles de nuestros países de origen.



Mayores informes a :


las.americas@ymail.com

05/05/2009


 





 

Senza titolo 1505

Nasce il primo programma di solidarietà transnazionale


donazioni da parte di 20 associazioni di migranti andini sarà moltiplicata da partner pubblici e privati italiani e andini per


costituire un fondo destinato a finanziare la realizzazione di progetti sociali e di solidarietà.


4+1 che coinvolge la diaspora Andina in Italia. La raccolta di

JUNTOS POR LOS ANDES


BOLIVIANI,COLOMBIANI, ECUATORIANI E PERUVIANI IN ITALIA


E’ PROMOSSO DA 20 ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI

Consulente scientifico e organizzativo



CeSPI


con la collaborazione di


Partner che hanno aderito al Programma


/SIDRIAL ed ETIMOS/BANCA ETICA

REGIONE LOMBARDIA, FONDAZIONE CARIPLO, BCC (Banche di Credito Cooperativo), BANCA DI


CREDTO DEL PERU’, INTERBANK PERU’ , MPS



Le migrazioni internazionali oggi più che mai dimostrano che è possibile mantenere contatti e


legami tra Paesi – di origine e destinazione – e tra connazionali, nonostante le distanze geografiche.


Non solo i migranti mantengono aperto il dialogo con la terra d’origine, ma diventano un ponte


tra le due realtà. In tal modo, la diaspora immigrata va a ricoprire un fondamentale ruolo di attore e


agente di sviluppo del proprio Paese.


In questa prospettiva, una dimensione centrale nel legame transnazionale riguarda l’invio di


denaro – le rimesse – a familiari, amici e comunità d’origine. Le risorse monetarie delle rimesse


possono adottare la dimensione individuale (dal migrante ai familiari), imprenditoriale (dal


migrante verso attività di investimento economico) e collettiva (da gruppi di migranti alla comunità


d’origine). Data la consistenza e la stabilità di questi flussi internazionali di risorse, da più parti


stanno emergendo proposte e iniziative per canalizzare e valorizzare l’impatto delle rimesse nei


Paesi d’origine, sia direttamente da parte dei migranti che da parte di attori istituzionali, pubblici e


privati, nazionali e internazionali.


In questo contesto si iscrive la nascita in Italia del primo fondo di solidarietà diretto a


massimizzare l’impatto delle rimesse collettive (4+1) verso progetti a sostegno delle comunità di


origine. Il progetto


ogni euro raccolto dalle associazioni dei migranti, si aggiungono 4 euro donati da partner pubblici e


privati.


Il meccanismo moltiplicatore del fondo di solidarietà promosso dai migranti ha avuto origine


nell’esperienza della diaspora messicana negli Stati Uniti, dove i migranti hanno creato una rete di


associazioni cittadine per supportare progetti sociali e di piccola infrastruttura civile nella propria


regione di origine. Grazie anche ad una politica del governo messicano per una valorizzazione delle


rimesse dei migranti, dai primi anni Novanta sono nati i programmi 3x1, integrati con risorse del


Governo federale, regionale e municipale, oltre che dalle donazioni raccolte dalle associazioni di


migranti messicani negli Stati Uniti. L’esperienza ha avuto un grande successo, mostrando le


potenzialità della partecipazione della diaspora come interlocutore per lo sviluppo del proprio Paese


di origine. Prova ne sono i 1.438 progetti realizzati nel 2004 in Messico (per lo più progetti di utilità


sociale e per le infrastrutture) e l’attivazione di 527 associazioni messicane distribuite in 31 stati


americani.


Juntos por los Andes si basa su un semplice meccanismo moltiplicatore: per

FONDO ITALO-ANDINO DI SOLIDARIETÀ 4+1



Nel caso italiano, sotto la spinta di


Colombia, Ecuador e Perù (acclusa la lista delle associazioni) e sotto lo stimolo e la consulenza di


CeSPI/SID (


avviato in Italia il primo Programma 4+1 volto a coinvolgere la comunità andina presenti sul


territorio per canalizzare le rimesse collettive in progetti di solidarietà transnazionale. Il programma


4+1 Italiano presenta alcune specificità rispetto al modello messicano.


Innanzitutto, il Programma


non ad un singolo Paese. Ciò segue lo scopo di consolidare il legame fra i migranti delle varie


nazionalità andine presenti in Italia e dare un contributo al processo di integrazione latinoamericana.


Inoltre, il programma coinvolge direttamente il Paese ospitante, l’Italia, mediante il partenariato di


istituzioni e associazioni italiane.


Le 20 associazioni di migranti si sono impegnate a raccogliere complessivamente una quota


25.000 euro


campagna di raccolta fondi, che ha preso avvio e visibilità attraverso l'evento pubblico tenutosi a


Roma, nella sede dell’


novembre 2007.


La quota raccolta dai migranti verrà poi replicata dagli altri partner dell’iniziativa, per cui


ciascun partner verserà altrettanti 25.000 euro andando a costituire il


Solidarietà


destinati a bambini bisognosi (vedi più avanti) e che la quota dei migranti (€25.000) sia moltiplicata


da altri 4 partner (€100.000), in modo di destinare ai 4 progetti un ammontare complessivo di


€125.000. Le quote non utilizzate andranno ad accrescere il


rotativo che assicuri le contropartite finanziarie delle successive iniziative delle associazioni andine


e quindi la sostenibilità del Fondo.


Per il primo Programma 4+1, le 20 associazioni hanno identificato quattro progetti di solidarietà


volti a migliorare le condizioni di bambini particolarmente bisognosi che verranno sostenuti nei


quattro Paesi di origine dei migranti andini:


20 associazioni di migranti provenienti dalla Bolivia,Centro Studi di Politica Internazionale e Society for International Development) è statoJuntos por los Andes si rivolge alla Regione Andina nel suo insieme ediattraverso una “riffa”, rivolta principalmente ai membri della comunità immigrata. LaAssociazione Bancaria Italiana (ABI), il 5 marzo 2007*, si concluderà il 10Fondo Italo-Andino di. Il meccanismo del Fondo prevede che il primo programma sia destinato a 4 progettiFondo, in prospettiva di un contributo

Progetto Associazione beneficiaria Luogo/Paese beneficiario



La Casa de Danilo y el


Centro Atiende para niños


huérfanos y diversamente


hábiles


La Casa de Danilo Cochabamba, BOLIVIA


Plan Hermano: por los


niños víctimas de las minas


antipersona


Fundación Mi Sangre Antioquia, COLOMBIA


Una Familia de Familias Centro del Muchacho


Trabajador


Barrios marginales de Quito,


ECUADOR


Apoyando a los niños


trabajadores migrantes de


Lima


Movimiento de Niños y


Adolescentes Trabajadores Hijos


de Obreros Cristianos


(MANTHOC)


Zona marginal urbana de Yerbateros,


Lima, PERU’



I partner che fino a questo momento hanno aderito all’iniziativa sono: Regione Lombardia, BCC


(Banche di Credito Cooperativo), MPS.


La Banca Etica ed Etimos cureranno la trasparenza e la gestione del Fondo.


OBIETTIVO LAVORO è lo sponsor ufficiale della RIFFA.


L’importanza di questa iniziativa risulta non solo dalla realizzazione dei progetti in sé, ma anche


dalla nascita di uno strumento in grado di moltiplicare l’impatto delle rimesse collettive nei Paesi


d’origine. Inoltre esso si presta ad un’azione sostenibile e replicabile e offre un’enorme potenzialità



FONDO ITALO-ANDINO DI SOLIDARIETÀ 4+1



di utilizzo, come potrebbe essere il suo evolvere in un fondo di garanzia per il sostegno di


attività produttive tra le comunità d’origine.


Indubbio risulta quindi il valore, il potenziale e le virtuose implicazioni che questo programma


rivolto alle comunità immigrate ha, sia in Italia che nei Paesi di origine.



Associazioni Andine del Programma


Juntos Por los Andes

1. Associazione Residenti Andini di Ancona (Ancona)


2. Associazione Casa dei Boliviani (Bergamo)


3. Associazione Colombia Es - Onlus (Firenze)


4. Associazione Italia Viva (Roma)


5. Associazione Mitad del Mundo (Milano)


6. Associazione Continenti Uniti (Genova)


7. Associazione COPEI (Roma)


8. Associazione ACUBOL (Torino)


9. Associazione Comunidad Peruana de Roma (Roma)


10. Associazione CENTROPER (Torino)


11. Associazione Gran Paititi Kluedo (Roma)


12. Associazione Fratelli nel Mondo (Genova)


13. Associazione Sabor Latino (Napoli)


14. Associazione Afroecuadoriana (Roma)


15. Associazione Sudamerica Unida (Roma)


16. Associazione Amigos de Colombia (Monza)


17. Associazione Folklor e Cultura Colombiana (Bergamo)


18. Associazione ACODEL (Genova)


19. Associazione Culturale Las Américas (Caserta)


20. Associazione Caminos del Inca (Verona)


martedì 17 marzo 2009

Senza titolo 1374

Prato -  Lettera del consigliere comunale   Aurelio Donzella , Italia dei Valori -  sull'importanza della pista ciclabile:
"Carissimi

Oggi 12 Marzo 2009,in commissione urbanistica abbiamo approvato un piano di recupero inerente la trasformazione del vecchio stabilimento produttivo NANNICINI in Via Roncioni,all'altezza di Via Gradisca,in un complesso comerciale e residenziale:fin quì nulla di particolare(anche se non è giusto dire "nulla di particolare" riguardo ad un qualsiasi cambiamento del territorio).

I proponenti d'altro canto si impegnavano ad aumentare le aree di parcheggi pubblici e di verde circostante,oltre alla realizzazione di una pista ciclabile perpendicolare a Via Roncioni, delimitante un lato del complesso.realizzazione di una pista ciclabile perpendicolare a Via Roncioni, delimitante un lato del complesso.
Ebbene,ho proposto con l'assenso di tutti,che il parere favorevole fosse subordinato al prolungamento della pista ciclabile fino a quella già esistente in prossimità del cimitero della Misericordia che arriva fino a San Giusto.così è stato fatto.Un segnale "forte" (per dirla in politichese) dell'attenzione che dobbiamo tributare alla mobilità sostenibile e non inquinante,che ovviamente ha come simbolo la bicicletta,mezzo eletto per gli spostamenti secondo le più recenti concezioni urbanistiche.

Come detto altre volte, molte città del nord con popolazione uguale o inferiore a Prato hanno lunghezze maggiori di pista ciclabile,ma nelle mie limitate possibilità ho fatto qualcosa che l'assessorato competente ha dimenticato di fare:qualche altro chilometro in più di pista ciclabile.

Un caro saluto

Aurelio"


lunedì 9 marzo 2009

OIL documentario del regista indipendente Massimiliano Mazzotta. e la dignità violata del popolo sardo

 Ringrazio www.censurato.splinder.com  per  avermi ricordato   di questo film , che  fra   convalescenza  ed  ultimi esami   avevo dimenticato  .  Ora mi  chiedo   se devo essere i "  continentali  " ad  aprirci gli occhi  sulla nostra terra   ?  .  Quindi  ecco che ciò smetisce un luogo  comune  e  un pregiudizio  da  parte  dei  moivimenti  indipendentisti   e  autonomisti sardi  , specie  sardigna  natzione  che  vedono   " la nazione Italai  "    come  potenza  colonizzatrice  . Ma  d'altra parte  come non  essere   d'accordo  ,  non  li biasimo  , perchè stuiiando   storia  contemporanea  della sardegna  oltre  che  a vedertlo e viverlo  sulla mia pelle   quando  prendo  o  una nave  o un aereo   o nelle  ML \ Nw   a  cui  sono iscritto essendo responsabile di  www.censurati.it  per la sardegna   lo stato  ci tratta  effettivamente cosi  , se  non adirittura   peggio   vedere  , ora  non ricordo  l'url preciso  , ma  lo trovate  cercando all'interno delle  Faq  ,   il problema delle servitù militari . E  adesso usarci  ulteriormente  come cavia per le loro  sperimentazioni    terrerstre   o  metterci   centrali nucleari  che  voglio mettere  in sardegna   , o far paqrtire  da li  il piano\ decreto    sull'edilizia 
Dopo questo escurs  ritornando  al  film  di cui tutti i media sardi  ignorano  o  ne  parlano in breve  ( dforse perchè l'autore  npon  è sardo  o   non ha ricevuto nessun premio importante  ,  o  parla  male   --  intendo per  parlare  male  è  critico  verso la sardegna  e  non esalta  la   stereotipata   sardità  tipo  dedicare ler prime  5  pagine   alla  vittoria  verae meritata  sul campo o  come si presume  solo  a raccomandazioni  e  intralazzi  \  combine      di marco carta   ad  amici  prima e  a san remo poi  )  e quindi  è per  questo che l'osservazione di pandora  tv  riportata  anche da me  in un post  precedente  (  ne trovate  qui l'url  )  sui media  sardi e  il  loro oligopoliomeiatico  è   veritiera  .

 ma  ora  bado alle ciancie   ecco  a voi l'articolo  di  censurato.splinder  tratto da  
tratto da Agoravox.it

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Proiettato in Sardegna il film "OIL", una video-inchiesta sul polo petrolchimico sardo del regista indipendente Massimiliano Mazzotta.
Nella serata di venerdi’ 20 febbraio, è avvenuta a Cagliari l’unica proiezione pubblica, poi eccezionalmente replicata, dell’ultimo film del 37enne regista pugliese Massimiliano Mazzotta.
Si tratta di una video-inchiesta sulla raffineria Saras (gruppo ENI) sita nel comune di Sarroch, paese di 5200 abitanti che si affaccia sul golfo di Cagliari, a pochi chilometri di distanza dal capoluogo isolano.
Tale raffineria, la più grande del Mediterraneo, sorta nei primi anni 60 del secolo scorso nell’ambito del Piano di Rinascita e di proprietà della famiglia milanese Moratti, aveva un’estensione di 180 ettari, che col tempo si sono moltiplicati sino ad assorbire, con oltre 800 ettari di stabilimenti vari, la quasi totalita’ del territorio comunale.
Fino a pochi anni fa la raffineria era autorizzata ad emettere sino a 14.000 tonnellate di emissioni l’anno, poi ridotte alla metà.
Tra tali emissioni vi sono il benzene e l’idrogeno solforato, entrambi altamente cancerogeni, oltre che estremamente tossici.




Praticamente gli abitanti del paese vivono in simbiosi col polo petrolchimico, coi suoi rumori, coi suoi miasmi, coi suoi veleni; tra le case e le ciminiere vi sono non chilometri ma, in certi casi, poche centinaia di metri. Forse per questo il dottor Annibale Biggeri, intervistato nel film, ha riscontrato tra i bambini del posto una modificazione a livello di DNA, qualcosa che spaventa solo a pensarci.
Inutile dire che l’impatto ambientale di tale impianto si è rivelato col tempo devastante per le persone e l’ecosistema. Le patologie tumorali e le affezioni croniche dell’apparato respiratorio sono altissime rispetto alla media nazionale. Le viscere degli agnelli hanno odore di petrolio, e così i pesci della zona, fin quando li pescavano.
Da notare che, negli anni si è assistito non già ad un passaggio ad uno sviluppo piu’ rispettoso dell’ambiente, ma ad un ampliamento delle attivita’ di raffinazione petrolifera.
Del resto lo scempio ambientale e le vittime del cancro non sono mai state oggetto di inchieste da parte dei media locali, che si dedicano invece a sponsorizzare le grandi opere dei loro editori, disinteressandosi completamente della consapevolezza dei cittadini.
Sotto questo aspetto la vergognosa disinformazione dei mainstream isolani (giornali e tv) è veramente scandalosa e indegna di un paese minimamente civile.
Anche grazie a tale disinformazione la cittadinanza crede che la raffineria esista quasi per diritto divino, che così debba essere nei secoli a venire e che i morti siano il prezzo da pagare, una specie di moderno sacrificio umano, mentre a Milano i padroni del vapore contano i miliardi.
Nel 2000, tra gli altri, entra in funzione l’impianto IGCC della SARLUX, che smaltisce le scorie della stessa Saras, scorie altamente tossiche e di difficile smaltimento (il cosiddetto filtercake) ma che, per il nostro stato criminogeno sono considerate (unico caso in Europa) "fonti rinnovabili" e quindi vengono usate per produrre energia elettrica, sovvenzionata dallo stato con la truffa dei CIP6, gli stessi incentivi usati per assimilare gli inceneritori alle "fonti rinnovabili" e vendere l’energia elettrica prodotta in modo altamente inquinante (nanopolveri) al triplo del prezzo di mercato.
Il film del giovane regista di Lecce prende le mosse, quasi casualmente, da una sua vacanza nella zona risalente all’estate del 2007 e che lo condurrà a tornare diverse volte nel paese adiacente alla raffineria per sviluppare una vera e propria inchiesta sugli effetti dello stabilimento sulla salute della popolazione, sulla base di interviste dirette, testimonianze, nomi e cifre.
Il documentario inizia con una breve prospettiva storica mostrando la trasformazione della zona, da prevalentemente agropastorale con forte disoccupazione a tipicamente industriale, con circa la metà degli abitanti di Sarroch impiegati in raffineria e un aumento del benessere economico diffuso.
E subito iniziano le interviste, vera colonna portante di questo bellissimo esempio di cine-giornalismo. Purtroppio il miraggio del facile benessere economico basato sulla raffineria si rivela, per i lavoratori, piuttosto effimero, perchè si può pagare con la vita.
Inizia a parlare un pescatore, con immagini che risalgono ai primi anni 70, che ci parla di "spigola al diesel", con riferimento all’odore che ha talvolta il suo pescato.
Parleranno poi Ignazio Piras (sicurezza sul lavoro Saras) per rassicurare sulle condizioni di lavoro, nonché Giorgio Zonza (responsabile comunicazione Saras) il quale, sfoderando un campionario di propaganda paradigmatico, ci parlerà di "progresso" e di "crescita" e, senza minimamente accennare alle vittime e ai veleni, ci illustrerà il gabbiano Gabì, usato come testimonial della raffineria nelle scuole elementari, per abituare sin dalla più tenera etaà gli abitanti di Sarroch a rispettare e ad amare quel mostro mefitico che avrà ucciso i loro genitori e forse un giorno uccidera’ anche loro.
Bisogna amare i propri carnefici. Siamo oltre Orwell, ma proseguiamo.
C’e’ Skizzo, il giovanissimo artista di strada coi dredlocks che ci dà un saggio delle sue capacità e fa filtrare un raggio di sole in un film che, comunque, sarà sempre basato su un tipo di comunicazione cruda e realistica, con forti rumori di fondo, a volte disturbanti, testimoni con la voce camuffata e un effetto contrasto, leit motiv di tutto il film, tra la retorica mendace del potere e la verità raccontata e mostrata dalle vittime.
Ci sono i ridicoli controlli medici sugli operai, effettuati con roulottes e medici itineranti a libro paga dell’azienda avvelenatrice.
A chi chiede di essere visitato in normali ospedale l’azienda risponde che non è possibile, a causa.... degli "alti costi". Ogni commento è superfluo.
Verrà poi ripresa, in conferenza, Claudia Zuncheddu, medico e consigliere regionale, che smaschererà gli escamotage aziendali finalizzati a vanificare gli esami medici che potrebbero evidenziare le responsabilità della raffineria e i suoi gravissimi danni sulla salute: ("si dovrebbe espettorare catarro, per avere dati veritieri, ma l’azienda ci diceva di sputare come campione della semplice saliva..." racconta un operaio).
Poi parla il disincanto di un un vecchio del luogo: "i soldi vanno a Milano"; sullo sfondo l’onnipresente raffineria.
Arriviamo all’8 marzo 2008; mentre Massimo Moratti festeggia a San Siro la squadra di calcio di famiglia, duettando al microfono con Celentano, in Sardegna, in una palestra di Sarroch, un gruppo di persone rendono omaggio all’ultima vittima del petrolkiller.
Parla Barbara Romanino, i cui nonni sarrochesi sono tutti morti di cancro, dopo essere stati spossessati delle loro terre e indennizzati da "sa rovineria" con 340 lire al metro quadro; la Romanino, al microfono, indica chiaramente le responsabilità del petrolchimico e chiama in causa anche i politici locali, nel migliore dei casi indifferenti, quando non collusi o corrotti e comunque inadeguati a salvaguardare la popolazione decimata da un ecomostro insaziabile.
L’ex governatore della Sardegna Renato Soru, che concede un’intervista al regista (cosa che non faranno i vertici di POLIMERI EUROPA, società partecipata nel business petrolifero sarrochese), ribadisce la sua contrarietà ad assimilare alle energie rinnovabili gli scarti di lavorazione del petrolio, evidentemente altamente inquinanti. Non solo l’ex governatore stigmatizza la surrettizia pratica dei CIP6 in tale velenoso contesto, ma ricorda di essere stato l’unico politico a non aver partecipato ai rituali eventi aziendali organizzati dalla Saras.
Nel film è evidenziato l’attivismo di base e la sua importanza quando la politica abdica completamente al suo ruolo.
Arianoa è un’associazione sarrochese che raggruppa, ad oggi, un centinaio di persone tra lavoratori ed abitanti, che avanzano richieste all’azienda, oltre a stimolare il dibattito e la presa di coscienza della cittadinanza. La principale richiesta è la sicurezza e il diritto a vivere in un ambiente monitorato e possibilmente salubre. Non vogliono che la Saras se ne vada, ma vorrebbero che si cominci ad ascoltare la loro voce e prendere provvedimenti concreti.
Inutile dire che ne il comune ne tantomeno l’azienda li considerano interlocutori.
Il comune di Sarroch non ha voluto concedere un qualsiasi spazio pubblico per la proiezione del film, l’unica proiezione è avvenuta in un bar, e l’azienda stessa, nei suoi comunicati interni (lo affermano testimoni nel dibattito post-film), ha fortemente criticato l’opera del regista pugliese.
Tornando ad Arianoa, nel film parleranno Beatrice Tiddia, vedova del marito morto a 48 anni, di cui trenta in raffineria, e Igor Melis, un fondatore dell’associazione stessa.
Lo scienziato fiorentino Annibale Biggeri, intervistato, ribadirà lo stravolgimento ambientale e i rischi sanitari derivanti da un polo petrolchimico così pericolosamente vicino ad un centro abitato, nonché i già accennati danni al DNA infantile dei bambini sarrochesi.
Con riferimento allo scempio ambientale nel film incontriamo anche Vincenzo Tiana, responsabile Legambiente Sardegna e Luca Pinna, suo omologo del WWF regionale; entrambi sottolineeranno l’incongruenza, per non dire l’assurdità, della presenza devastante di una raffineria in una zona di altissimo pregio naturalistico quasi unica in Europa, con zone umide, dune, aironi e fenicotteri.
Patrizia ci racconterà del suo compagno sarrochese, Gigi Vaccargiu, morto di cancro appena 31enne il 19 agosto 2007. Si tratta di una testimonianza tanto sobria quanto drammatica, veramente difficile da dimenticare.
Ma la catena di testimonianze su veleno, soldi e morti, che grava su tutta la pellicola e che sembra un pallone che stia per scoppiare, trova il suo contraltare nella suprema ipocrisia delle parole che chiudono il film, quelle di Gianmarco Moratti, gran patron della raffineria, ripreso mentre parla di fronte ai suoi dipendenti: "la nostra famiglia è la Saras". Un pugno in faccia farebbe meno male.
Inutile dire che il film è stato ignorato, per non dire censurato, da tutti i mainstream nazionali; qualche testata locale gli ha dedicato una mezza paginetta, ma senza approfondimenti, senza contesto, senza seguito.
Sia L’Unione Sarda che l’edizione locale di EPolis si sono limitate al commentino di rito, senza creare partecipazione, senza stimolare dibattiti, ricordandosi che, come sempre, prima vengono gli inserzionisti e i lettori sono la merce da vendergli. La solita vergogna mainstream.
Il film è stato rifiutato persino da eventi (pseudo)culturali come Torino film festival 2008 e Festival Cinema Giovani 2008. Non parliamo della distribuzione nelle sale, non parliamone perchè, semplicemente, non avremmo di che parlare.
Dobbiamo ringraziare l’anziano docente di comunicazione milanese Antonio Caronia che, conosciuto il giovane regista quasi per caso, si è poi adoperato per aiutarlo nella divulgazione.
Sono tutt’ora entrambi alla ricerca di spazi pubblici dove proiettare il film, specie qui in Sardegna e gli auguro buona fortuna, di cuore.
Se mi è concesso un commento, al termine di questo resoconto, che spero non sia stato troppo lungo e/o noioso, mi auguro che il film di Mazzotta possa portare la consapevolezza dei parenti delle vittime dell’azienda killer a un livello tale da permettere una eventuale azione penale nei confronti dei responsabili di malattie evitabili, morti sbagliate, sviluppo sbagliato. In primis l’azienda, ma anche politici ignavi, i sindacati opportunisti, le istituzioni che dovevano controllare, totalmente assenti.
Perchè, come ci mostra questo film capolavoro, i responsabili dello sfacelo ambientale e sanitario hanno nome, cognome e indirizzo, anche se, in Italia, certi poteri sono intoccabili, come dimostra la sentenza del tribunale di Venezia del 2 novembre 2001, che assolveva i vertici criminali di Montedison e Enichem.
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martedì 9 dicembre 2008

Senza titolo 1080

Prato - Un film sulla condizione degli straniewri sarà proiettato a Prato "Come un uomo sulla terra"

che si terrà lunedì 15 dicembre alle 21.15 al Cinema Terminale di Prato. "Per la prima volta in un film, la voce diretta dei migranti africani sulle brutali modalità con cui la Libia controlla i flussi migratori, su
richiesta e grazie ai finanziamenti di Italia ed Europa".

Trovate maggiori informazioni a questo link:
http://comeunuomosullaterra.blogspot.com/

Il film è stato pluripremiato al festival di Salina e ha innescato
proteste e interpellanze parlamentari.

Interverrà alla serata uno degli autori del film.

domenica 12 ottobre 2008

Senza titolo 944
























 
 
   
   
   












 

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La Catena di San Libero n. 3
71
4 ottobre 2008 n. 371
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Minorenni

Gli abitanti di Catania hanno deciso che bisogna lasciare l'immondizia per le strade, che bisogna tenere la città al buio, che non bisogna pagare i comunali, che i politici si debbono prendere tutti i soldi che vogliono e che bisogna vendere il teatro Bellini al Qatar e Sant'Agata ai giapponesi. L'anno deciso in piena libertà due volte, prima votando Scapagnini e poi dando l'ottanta per cento dei voti agli amici suoi.

Poi si sono messi a piangere: "Siamo senza una lira! C'è buio! C'è puzza! Aiuto, settentrionali!". E il buon coglione di Bergamo (o di Torino, o di Pescara, o di Bari: insomma, qualcuno che ci ha i soldi perché lavora) commosso s'è impietosito, ha messo la mano in tasca e: "To', eccoti 'sti centoquaranta milioni! E bada di non spenderteli subito come al solito, bricconcello!".

Che i catanesi, in quanto popolo, siano minorenni, non c'è il minimo dubbio. Non i politici, proprio i cittadini. Purtroppo, un quattrocento milioni se l'è beccati pure er Popolo de Roma, cor centurione in testa. Eppoi, gli americani, che stanno strillando? Lo senti? "Sono pieno di debiti! Non voglio pagarli io! Chin-chin-chin, sceicco Hussein, Ivan, non mi lasciate fallire! Datemi una mano!".
Vabbe'. Consolamoci così.

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C'è o non c'è?

Confino. Non è più per i mafiosi, ma per i sindacalisti che difendono i senzacasa (Palermo, Pietro Milazzo, ordine del questore di Palermo).
Referendum. Non è più un diritto, perché tanto poi il governo fa quello che vuole e quindi sono soldi sprecati (Vicenza, referendum sulla base, ordine della Corte dei conti).
In Italia discutono ancora se c'è o non c'è il fascismo.

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La Lega a Napoli si chiama An

I neri a Pianura ci stanno da quindici anni. Ci stanno male, come quasi tutti gli immigrati da queste parti, però fino ad oggi nessuno gli aveva mai dato fastidio. La maggior parte di loro abita nelle case diroccate dell’antico casale, che oggi è solo un quartiere periferico abbandonato a sé stesso. Via dell’Avvenire, si chiama la strada. Qualche mese fa, alcuni consiglieri di An guidavano un blitz di agenti all’alba, immaginando di trovare chissà cosa e riuscendo solo a intimidire. Quest’estate un incendio forse doloso ha sgomberato un intero edificio, occupato anche da napoletani. I bianchi li hanno sistemati in alloggi di fortuna, i neri li hanno lasciati per tre giorni in strada prima di trovargli un albergo.

Da una settimana quelli che restano a Pianura sono assediati da alcune decine di napoletani, loro vicini di casa. Li prendono a pietrate quando escono fuori, ne hanno picchiato uno che andava a farsi la dialisi; e quando i neri hanno fatto un corteo per denunciare quel che stava accadendo gli hanno sbarrato la via del ritorno. Sono potuti rientrare in casa solo con la scorta dei carabinieri.

Dietro questo schifo ci sono alcuni consiglieri, municipali e regionali, di Alleanza Nazionale. I loro moventi non sono del tutto chiari (c’è un piano di riqualificazione, soldi in arrivo, ma non riguardano via dell’Avvenire), ma le loro azioni sono spavaldamente alla luce del sole. Quel che manca, con l'eccezione di uno sparuto ma coraggioso gruppo di compagni, è una reazione civile ed energica di tutto il resto della città.
[luca rossomando]

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Dibattito fra italiani sulla vigilanza urbana

"Non vedo tutto questo scandalo razzismo, cosa hanno scritto di male sulla busta: Emanuel è il suo nome, Negro è negro (non si può negare) quindi cosa avrebbero dovuto scrivere, Marco Bianco?
(Inviato da "demeter76" il 01 ottobre 2008 su un forum di lettori)

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Contrada torna a casa. Il giudice Borsellino invece no

Dai giornali: arresti domiciliari a Bruno Contrada. E' il traditore che passava notizie alla mafia, fra cui forse alcune relative ai movimenti del giudice assassinato. Commento di Sonia Alfano (Associazione familiari vittime della mafia): “Il trasferimento di Bruno Contrada a Palermo è la prova certa che quell’uomo trascina con se una quantità di segreti tali da riuscire a ricattare un’intera classe dirigente”.

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Buona memoria

Orlando alla Vigilanza Rai o in qualunque altro posto? Mai e poi mai, a costo d'inventarsi altre cento scuse una più traballante dell'altra. Dell'Utri ha buona memoria, e si ricorda benissimo della strizza che gli ha fatto prendere Luca quand'era sindaco di Palermo, a lui e a tutti gli altri amici. E in queste cose adesso comandano i Dell'Utri.

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Italiani/ 1

A diciassette anni fa prostituire la fidanzatina di quindici per comprarsi i vestiti firmati. Poi si pente, s'iscrive al gruppo spirituale, e ora gira con una collana di crocefissi appesa al collo.

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Italiani/ 2

"E che ne sapevo io ch'era cinese? Me pareva ch'era un negro un po' ingiallito. E ai negri se po' mena' libberamente, no?".

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E' qui la festa?

Veltroni: una festa dei democratici (italiani) al Central Park, a New York. Da quelle parti, fra l'altro, ha appena comprato un appartamentino coi soldi dell'ultimo libro, La scoperta dell'alba (che non sono stati affatto devoluti ai poveri del terzo mondo o di qualunque altro luogo).

(Obama, da quando ha saputo chi tiene la foto sua sulla scrivania in Italia, gira colle mani abbarbicate là dove le mette il terzino prima del calcio di punizione).

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Enrico Toti, cent'anni dopo

"Con sprezzo del pericolo e bersaglieresco ardimento invigilava sul lido balneare di Mondello, instillando patriottismo e fierezza ai bagnanti e intimorendo con la sola presenza numerosi adolescenti sospetti, fra cui taluni anche di razza marocchina. Fronte italiano, estate MMVIII, Anno LXXX E.F. Firmato Cadorna".

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Annamo bene...

"Noi siamo rumeni, non zingari! Tranquilli, ce l'abbiamo coi Rom come voi!". Campagna del governo rumeno (quello che fa dormire i bambini poveri nelle fogne) e dell'attrice rumena a Roma, testé arruolata dal gerarca Alemanno, Ramona Badescu.

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"Arruolati in Cosa Nostra!"

"Conoscere gente importante, imparare un mestiere, costruire un avvenire sicuro. E gratis tutte le partite del Palermo!".

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Dio patria e famiglia.

No, no, famiglia no. Hanno appena vietato il ricongiungimento dei lavoratori stranieri alle famiglie qui in Italia.

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L'Uno Bianca a Parmalat

A Bologna, una volta, la Uno Bianca. Anche a Parma, adesso, gira una banda di mascalzoni che si fa passare per vigili urbani. Se l'incontrate chiamate subito i carabinieri, sono pericolosi. A Parma, anzi, per chiamarla col suo vero nome, nella nobile città di Parmalat.

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Ustica. Parla un capitano

Mario Ciancarella, capitano dell’Aeronautica ai tempi di Ustica, ha raccontato la sua versione dei fatti a Pino Maniaci di Telejato. Sulla fine del Dc9 dell’Itavia, caduto nei mari di Sicilia il 27 giugno 1980, abbiamo collezionate decine di “verità”, ma non c’è dubbio che quella di Ciancarella sia la più sconvolgente. Dunque, l’ex capitano ricorda che due giorni dopo la strage il maresciallo Dettori, radarista in servizio il 27 giugno e trovato impiccato nei mesi successivi, lo chiamò al telefono e gli disse: “Siamo stati noi, l’abbiamo tirato giù noi”, intendendo per “noi” l’aeronautica militare italiana. Ma fin qui nulla di nuovo: Ciancarella raccontò l’episodio nel ’92 ad Avvenimenti e Andrea Purgatori riprese la notizia sul Corriere della Sera. Ora, però, Ciancarella dice di più, molto di più.

La sua tesi è che due caccia dell’Aeronautica militare decollarono da una base Nato in Sardegna e abbatterono il Dc9 dell’Itavia non per un errore durante l’inseguimento del Mig “libico” poi schiantatosi sulla Sila, ma per fare un favore agli Stati Uniti. Il piano Usa, sostiene Ciancarella, prevedeva di attribuire la responsabilità dell’abbattimento del Dc9 alla Libia e poter così dare il via libera a una rappresaglia nei confronti di quel Paese. Questo avrebbe provocato la caduta di Gheddafi, che proprio il 27 giugno era in volo per Varsavia, dove avrebbe incontrato il generale Jaruzelskj. Il via alla guerra sarebbe stato dato dalla portaerei americana Saratoga, ancorata nel porto di Napoli, che quella notte effettivamente prese il largo per qualche ora, poi rientrò. Perché il piano non fu completato? Perché Gheddafi - prosegue Ciancarella - fu avvertito in volo dai servizi segreti vicini ad Andreotti e tornò in tutta fretta a Tripoli. La tesi dell’ex militare, tra l’altro, avvalora pienamente un’ipotesi più volte emersa: il Mig “libico” non era decollato dalla Libia, ma da un aeroporto militare italiano, presumibilmente Pratica di mare.

Ciancarella, che nell’80 parlò della telefonata di Dettori al suo amico Sandro Marcucci, un colonnello dell’Aeronautica che morì in un incidente aereo nel ‘92, sostiene in sostanza che 181 cittadini italiani furono sacrificati per permettere agli Stati Uniti di rovesciare il regime di Gheddafi e impossessarsi del petrolio libico. La denuncia di Ciancarella a Telejato non ha registrato alcuna reazione. Ma Ciancarella, che adesso fa il libraio, quale interesse avrebbe ad inventarsi una storia così clamorosa?
[riccardo de gennaro]

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Mission

Il senatore, e già governatore della Sicilia, Cuffaro trovasi in Congo ove sta insegnando alla popolazione locale come organizzare un partito democristiano congolese. Qualche difficoltà di linguaggio. "What means Ko-po-la? - ha chiesto, in uno stentato inglese, uno degli interessati -What is Lou-pah-rah?".

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Una vignetta per pensare

La vignetta nasce dall'esigenza di porre il problema del disagio dilagante economico, sociale e di socialità, a fronte dell'immagine di efficienza, di "sicurezza" e di ordine ottimista che impera in questo momento. L'immagine del "folle" finlandese (immagine peraltro usata e abusata fino a pochi giorni fa da tutti i quotidiani on line che nessuno ha accusato di istigazione) era perfetta per rappresentare teatralmente (come fa una vignetta per l'appunto) il risvolto della medaglia di quella immagine linda e pinta. E la protagonista è proprio la follia generata anche dal potere che tende a "negare" il malessere, il disagio a relegarlo a disfunzione. Una vignetta dura, financo spaventosa, ma che invita alla riflessione "sulla" violenza, non "alla" violenza.
[mauro biani]
Bookmark: www.maurobiani.splinder.com

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L'altra America

"E’ stato ritrovato il 24 settembre scorso, nello Stato di Oaxaca, Messico, il corpo senza vita di Marcela Salli Grace Ellier, cittadina statunitense, 21 anni, attivista da tempo impegnata in quella zona in difesa dei diritti umani e in solidarietà delle donne vittime di violenze e persecuzioni politiche. Ultimamente si stava occupando dei prigionieri politici e delle donne, mogli, compagne, madri, sorelle, figlie dei detenuti e delle persone scomparse o assassinate. Salli aveva raccontato poco tempo fa di aver ricevuto minacce di morte e di essere controllata per questa sua attività che svolgeva unicamente per spirito di solidarietà. E’ stata violentata prima di essere barbaramente torturata e poi uccisa. Il suo corpo, trovato in una zona rurale nei dintorni di San José del Pacífíco, a circa 170 chilometri dalla città di Oaxaca, era irriconoscibile e in avanzato stato di decomposizione. E’ stato identificato da una amica solo grazie ad un tatuaggio".

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Vittime dei pretori

Su Wikipedia, con sorpresa, da qualche tempo alla voce "Carmelo Costanzo" si legge:
"Sicuramente la Fratelli Costanzo (e il cavaliere in primis) fu vittima di quei pretori d'assalto che imperversavano nella Sicilia degli anni '80...".
Ne ho sentite tante, ma questa dei Cavalieri perseguitati dai malvagi pretori è davvero una delle più belle. Cari Wikipediani: a) smettetela di bere di prima mattina; b) sistemate la voce; c) la prossima volta sgamate quella vecchietta che si presenta con quella vocina sottile: strappatele la veletta, è Tony Zermo.

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Cronisti di strada e municipi

"Le assemblee comunali sono pubbliche, e quindi pubblichiamole online". Questo concetto semplice e chiaro ha ispirato l'operazione "Fiato sul collo", una nuova iniziativa degli "antipolitici" lanciati da Beppe Grillo come orde di folletti muniti di telecamera a riprendere i dibattiti degli amministratori locali, noiosi quando va bene, devastanti quando con due battute, tre righe e quattro voti si approvano devastanti progetti di urbanistica che fanno gli interessi di poche aziende e non quelli di tutti i cittadini. Ma qualche signorotto locale non ha gradito l'iniziativa, e le telecamere sono state trattate come ospiti sgraditi e illegali.

"Durante la seduta - racconta Giacomo Sicurello di Desio (MI) - sono stato chiamato dal presidente del consiglio comunale a spiegare i motivi per cui avevo con me una telecamera, così ho dichiarato che si trattava dell'operazione fiato sul collo. Mi è stato risposto che il regolamento vietava un simile comportamento e la maggoranza in aula ha votato perché terminassi le riprese. Poco dopo sono stato portato in caserma dalla polizia locale che inizialmente voleva la cassetta con il video e che infine me l'ha lasciata a patto che non la condividessi via web. Qualche settimana più tardi vengo convocato dai Carabinieri che mi leggono un'esposto di due consiglieri, una sorta di minaccia di querela che scatterebbe nel caso pubblicassi le immagini".

Un consiglio a chi deciderà di registrare altri consigli comunali: non dite che state realizzando l'operazione "fiato sul collo" lanciata da Grillo, perché magari qualcuno si spaventa e vi fa sbattere fuori dai vigili, come è già accaduto in più occasioni. Se vi chiedono le ragioni della vostra presenza videomunita, dite semplicemente che volete offrire alla comunità locale un servizio pubblico riprendendo i consigli comunali, come fa la Rai con le dirette dal Parlamento, però gratis. Se ve lo impediscono, fatevi dire il nome e il cognome di chi vi proibisce le riprese, spiegando che la legge è dalla vostra parte e che ci sono gli estremi per denunciare l'abuso d'ufficio di chi vuole far politica a porte chiuse spegnendo gli occhi elettronici dell'opinione pubblica. Magari così la capiscono.
[Carlo Gubitosa]

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Informazione

Napoli Monitor ha aperto una nuova sede al rione Sanità. In Abruzzo c'è una rete di 15 giornali locali fatti a ciclostile (che ora stampa più o meno come le laser). Venerdì hanno presentato Agoravox italiana (quella francese, citizen journalism con quattro milioni di accessi, è la seconda fonte locale di news dopo il Figaro). L'incontro (in Lazio) dei giornali e giornalisti di base organizzato da Tobemedia è andato benissimo. Telejato e Ritaatria.org funzionano a pieno ritmo. Ucuntu.org lo trovate al solito sul sito. Come Cuntrastamu, Censurati e Giornalismi. Ecc. ecc. Di tutte queste cose vorrei parlare più a lungo, ma ci vorrebbe più spazio perché c'è un sacco di particolari tecnici. La sostanza è che l'idea del circo, della grande rete dell'informazione libera che alla fine batte repubblica e corriere, si fa sempre più realistica e più vicina. L'ostacolo principale è la timidezza, le forze secondo me ormai ci sono. Scrivetemi chi è interessato.

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Sogni di terre lontane

Mimmo Lombezzi wrote:

< Settembre, andiamo, è tempo di Lottare !
Ora in terra d'Italia i miei Veltroni
lascian New York e vanno a dimostrare:
scendono al Parlamento ormai selvaggio
che verde è come i conti di Tremonti.

Hanno bevuto profondamente a fonti
illustri, che sapor d'acqua natía
rimanga ne' cuori esuli a conforto,
e ancor li illuda: c'è democrazia.
Rinnovato han la verga d'avellano,

E vanno da Botteghe Oscure al piano,
con un partito ch'è oramai silente,
su le vestigia degli antichi padri.
O voce di color che primamente
dai celerin pestati come ladri
ricevon manganelli sulla mente!

Ora lungh'esso il Viminal cammina
la Greggia. Senza mutamento è l'aria.
Il sol tramonta sulla carovana
di cellulari e di manette varia.
E vittoriosa sventola bandana! >

("Poesie della Seconda Repubblica", Fratelli Treves, Milano)

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Senza titolo 943

CASA DELLA LEGALITA' E DELLA CULTURA – Onlus
Osservatorio sulla criminalità e le mafie
Osservatorio sui reati ambientali
Osservatorio sulla trasparenza e correttezza della P.A.
www.casadellalegalita.org


AGGIORNAMENTI AL 06.10.2008 e appello donazioni


05 ottobre 2008 ---------------------------------------------------------------
SEMPRE SU ANTIMAFIA E COMPROMESSI,
QUANTO E’ LIBERA “LIBERA”?
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Ne abbiamo parlato più volte dei diversi modi di intendere e fare l'Antimafia, dei tentativi (riusciti in buona parte) di normalizzazione della volontà di impegno e della speranza, riconducendo questo all'interno del "sistema" ed evitando accuratamente che determinati equilibri vengano rotti.
Ora crediamo, avendo parlato con molti in più parti d'Italia, che ci mettono, come noi, la faccia e la responsabilità in questa lotta contro le mafie, la corruzione e le collusioni che rappresentano il fulcro della commistione tra Potere legale e Potere illegale, che si debba uscire con assoluta chiarezza. Come al solito in molti lo si pensa ma alla fine serve qualcuno che ci metta la faccia e noi ce la mettiamo nella nostra miglior tradizione, per chiedere chiarezza e coerenza. Quindi partiamo, punto per punto...
http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=5969&Itemid=1



06 ottobre 2008 ---------------------------------------------------------------
CELLE LIGURE, NOVITA’ DAL COMUNE
E LE SOLITE DOMANDE A FRANCO ZUNINO
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A Celle Ligure le domande non piacciono. Questo l'avevamo capito. Lì non si può riprendere le sedute del Consiglio Comunale, non si può porre critiche fondate su contestazioni dettagliate e precise... bisogna tacere dinnanzi all'arroganza del Potere locale. Ma noi, come altri, non taciamo e non chiniamo il capo.
Anzi... continuiamo a pretendere trasparenza e correttezza nella gestione della cosa pubblica, così come continuiamo denunciare ogni aspetto di gestione che riteniamo illecito e illegittimo. Anche il gruppo consiliare della Lista civica "Celle è tua" ha promosso il 24 settembre scorso un'interpellanza in Consiglio Comunale [leggi in formato .pdf], per chiedere cosa rispondeva la Giunta alle pesanti critiche dell'Autorità di Vigilanza in merito alla gestione dell'appalto e della procedura relativo ai lavori del Pennello Buffou. In risposta hanno ricevuto solita minaccia di querela del sindaco "democratico" Renato Remo Zunino. Dall'allora Responsabile del procedimento "esemplare" (in negativo, si intende!), Franco Zunino, invece pare che non sia giunta nessuna risposta.
http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=6070&Itemid=1



06 ottobre 2008 ---------------------------------------------------------------
VADO LIGURE – RIPRENDIAMOCI I DIRITTI
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Il VIDEO dell’intervento della Casa della Legalità alla manifestazione dei movimenti e qualche news sulle speculazioni dei Nucera nella terrà del podestà…
http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=5970&Itemid=1



05 ottobre 2008 ---------------------------------------------------------------
INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DELL’ON. LUMIA
SULLA VICENDA DI PINO MASCIARI
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http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=6072&Itemid=1



03 ottobre 2008 ---------------------------------------------------------------
IL PM DELLE “PRESCRIZIONI” FA LEZIONE…
A SAVONA SUCCEDE ANCHE QUESTO
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I quotidiani a volte riservano sorprese. Chicche straordinarie... a volte ci sono barzellette e goliardi che riescono addirittura nell'impresa di conquistarsi lo spazio nelle pagine della "cultura". E' il caso del pm Alberto Landolfi di Savona, su Il Secolo XIX del 2 ottobre.
Ma passando dall'ironia alla serietà la cosa si fa drammatica. Infatti il Landolfi ha tenuto una lezione in una scuola per dire una sfilza di baggianate, certamente dal Potere ben apprezzate, sul fatto che le mafie in Liguria non ci sono e non danno problemi. Testualmente: "Nel savonese, ma in tutta la Liguria non abbiamo problemi legati alla criminalità organizzata. Esistono forse solo dei rigurgiti legati ai vincoli esistenti tra qualche famiglia ancora residente qui con nuclei malavitosi, ma senza conseguenze. L'humus caratteriale dei liguri non ha permesso a quel tipo di cultura di attecchire in queste zone"...
http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=5968&Itemid=1



03 ottobre 2008 ---------------------------------------------------------------
IL POTERE ALL’ATTACCO (DI NUOVO) DI ADRIANO SANSA
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In Italia dire la verità è reato. Ormai questo è chiaro. Ed infatti il nuovo Governo Berlusconi ci riprova a tappare la bocca ad Adriano Sansa, dopo la vergognosa azione dell'ex Ministro Castelli di alcuni anni fa. E' dai tempi dei "pretori d'assalto" che provano a piegargli la schiena, i governi di centro-destra come quelli di centro-sinistra, così come hanno cercato di fermare le sue inchieste, come, per fare solo due esempi, quella che vedeva coinvolto il cardinal Siri e la Diocesi in una speculazione edilizia nel cuore di Genova, per non parlare della prima grande inchiesta sulle tangenti ai ministri per lo scandalo petroli...
http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=5959&Itemid=1



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News IN RASSEGNA - aggiornata al 06.10.2008
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http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=blogsection&id=24&Itemid=63



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NEI PROSSIMI GIORNI NUOVI AGGIORNAMENTI
SU CEMENTO, POLITICA & AFFARI, MAFIE…
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