31/12/10

«Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno.


Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date.
Dicono che la cronologia è l’ossatura della storia; e si può ammettere. Ma bisogna anche ammettere che ci sono quattro o cinque date fondamentali, che ogni persona per bene conserva conficcate nel cervello, che hanno giocato dei brutti tiri alla storia. Sono anch’essi capodanni. Il capodanno della storia romana, o del Medioevo, o dell’età moderna. E sono diventati cosí invadenti e cosí fossilizzanti che ci sorprendiamo noi stessi a pensare talvolta che la vita in Italia sia incominciata nel 752, e che il 1490 0 il 1492 siano come montagne che l’umanità ha valicato di colpo ritrovandosi in un nuovo mondo, entrando in una nuova vita. Cosí la data diventa un ingombro, un parapetto che impedisce di vedere che la storia continua a svolgersi con la stessa linea fondamentale immutata, senza bruschi arresti, come quando al cinematografo si strappa la film e si ha un intervallo di luce abbarbagliante.
Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo nell’animalità per ritrarne nuovo vigore. Nessun travettismo spirituale. Ogni ora della mia vita vorrei fosse nuova, pur riallacciandosi a quelle trascorse. Nessun giorno di tripudio a rime obbligate collettive, da spartire con tutti gli estranei che non mi interessano. Perché hanno tripudiato i nonni dei nostri nonni ecc., dovremmo anche noi sentire il bisogno del tripudio. Tutto ciò stomaca.”

(Antonio Gramsci, Gennaio 1916, l’Avanti!)
dall'amica  Facebookiana

[ FAQ ]come mai ho molti nik e non uno solo ?

 Il post   d'oggi  è un ritorno  \ un approfondimeto  delle mie faq  ,  e dell'introduzione del sito  , vedere lato  destro del template  dell'altro blog  di splinder o l'url sotto  .
Infatti da quando ho metto online le  mie foto  di flicker  e  i miie video su  youtube  , ma  soprattutto da  quando  ho  aperto  i  due  blog  ( questo qui  e  l'altro http://cdv.splinder.com )   e da  quando mi sono messo su fb ( http://www.facebook.com/redbeppeulisse )  ho ritrovato  vecchi amici  e  vecchi nemici     che mi sono fatto  un 15 che uso  la rete , per il mio spirito ibero   e no convenzionale  che mi  riconoscevano per i vecchi di nik di cui trovate sotto l'elenco   .
Inizialmente cestinavo  simili domande  perché credevo   avendone  già parlato ( vedere   l'archivio del blog  ) ,  fossero chiare  , e quindi  potevo  evitare    di ritornarci sopra   . Ma   poichè questa   è la domanda  che mi viene   rivolta  più spesso , anche  se  in parte   è  contenuta nel tag faq  ed  aggiornamento faq ,  sentendomi (  vedere  post   precedente e quelli del mese di novembre  e dicembre  di cui l'ulti o , almeno per ora  ,  qualche  giorno fa  )   ancora in modalità natalizia    la  riprendo  e  l'amplifico  sia per  i vecchi  sia  per   i nuovi  specie  quelli che  vengono  ( secondo  di dati dell mio account  siu histas  ) dal mio twitter  e  facebook  , con la sperazna  di non doverci  ritormnnare  di nuovo  .
Qui ne  spiego  ( o  almeno ci provo ) , visto ch  certi ricordi  ormai  sono  stati cancellati  \  rimossi dall'oblio  o  sono inconsciamente  finiti in qualche  reset  memorico a  cui  ogni tanto  mi " sottopongo "per  far spazio ad  altri ricordi \  esperienze  
Iniziamo  da  i più famosi ed  ancora  in uso (visto che  molti di voi mi conosco  perchè  li uso  per  youtube  ,  twitter , facebook , email   secondarie e  antispam , News Groups  \ Ng ,.ecc

Redbeppe\redbeppe = Il più vecchio  d'essi .  L'origine  risale    1994\5  . Essa  da ricercarsi  da quando  , all'epoca  usavamo un  solo pc  per  tutto )  lavoro  , cazzeggio , ecc ) , mio padre  visto che   nelle  corrispondenze  email e  nelle  chat   e  negli Ng   mettevo sempre  il suo account , decise  di crearmene  uno  mio  su  yahoo  dal nome del gruppo che ascoltavo continuamente  quasi imponendoglielo  http://it.wikipedia.org/wiki/Red_Hot_Chili_Peppers  ( ma era  già  impegnato o   forse non l'accettava  per  copy right)     , decise  visto che  in famiglia  siamo anche  se  con diverse  sfumature (  settarie  e dogmatiche  mio padre  ed  in parte mio fratello   i genitori specie mia padre  ex Pcml  negli anni  60\80 , aperte io e mia madre )  "rossi"   e visto che   mi chiamano  come diminutivo  beppe \ peppe  di darmi   come  accout  questo nik redbeppe . L'altro il  redpeppe deriva  , se  non ricordo male  , dal fatto che  in  un form    m'ero registrato con il primo  ma non riuscivo ad  riavere (  o ad  averne  una  nova ) la mia password  allora mi registrai con  redbpeppe e  nuova password .

Ulisse = Anche   questo  abbastaqnza longevo .  Esso risale  al 1998\2000 . Questo è nato : 1)  dalla mia identificazione  che   ho deciso di tenere  e  di mettere nel reset  memorico   come altri nik  che trovate sotto , dopo  una  rilettura  critica e non passiva  \  forzata    che mi fecero fare alle medie  del mito dell'oddissa   e  dell'Eneide   suscita  :  dalla visione del  film  degli anni  60  sull'odissea . dalla  lettura  delle  3  puntate  Martin Mystere  (  i n 237-239  , trovatre  al lato   sinistro la copertina  della 2  puntata  ) 
su una lettura  del mito  di Odisseo (  secondo nome d'Ulisse  )  , dalea chiacchierate  con il mio maestro \ il  mio  psicologo  della  scuola della sophia  anlisi    che  fa riferiemnt  al mito  d'Uisse  ,  e dalla  lettura \  studio   per  l'esame di Letteratura Italiana  I   del canto  dell'inferno  Dantesco in cui  Ulisse   è descritto ,  dalla rilettura    del romanzo autobiografico  il voltagabbana di Davide Lajolo in cui  dopo che egli ha , con un travaglio interiore  ripudiato  il  fascismo  , ed entrato nella resistenza     uso'  come  nome di battaglia da partigiano Ulisse  . Ma  la scelta   definitiva   che  conferma  il nik è  il mio ascolto  della    del 30\12\2010   della  trasmissione Impero di   di valerio Massimo Manfredi  su Ulisse appunto  (  di cui trovate  l'url della puntata   nel mio post   natalizio  ) .
 E  che ho deciso di continuare  a  tenerlo anche  se  ogni tanto sui Ng , qualcuno\a  pe  sminuire i miei post ,mi dice : <<   ohh abbiamo nessuno , il tuo nome  è  nessuno >> ( riferendosi  solo all'episodio più noto e studiato   dell'odissea  , lo scontro   e la reazione di Polifemo  che  dimostra  o una cultura   superficiale \ scarsa  ed forzata  cioè scolastica  o  da spocchia  )


RedbeppeUlisse =  Non ricordo  il periodo  e l'origine  . Ma  poco  importa   . Esso  non ha  nessuna  storia particolare alle  spalle   in quant   non è altro che l'unione fatta perchè non sevo cosa  usare per registrarmi mi pare  sul portale di kataweb  ,  l'unione  dei due precedenti più noti cioè Redbeppe + Ulisse .

Useppe oppure  useppes\  useppescano  = Anche  qui non  ricordo l'anno preciso della sua origine  mi pare  fosse il 2000\01  qualcosa del genere . Esso nasce dalla lettura , di uno dei miei bagagli culturali e  delle origini  della mia origine  anarchica e  libertaria  , la storia  del'Elsa Morante  . E  cosi infatti che veniva  chiamato  dal fratello più grande il" fratellastro "   frutto  di uno stupro da parte   di un milite  nazista  .

Veniamo ora  a  quelli abbadonati e  quelli segnati con * odiati \  detestati   , ma  per cui ancora  sono  , sic ,  noto ( infatti alcuni sui facebook , quando  hanno visto i mio account mi hanno riconosciuto  e si ricordavano di tali nik    )   ed oggetto di derisione . Ora  di meno    ma  con il lasciar  correre  , l'indifferenza  ed il non curarmene sè  quasi affievolita  , anche se  ci sono  << i cretini d'ogni età >> [ cit  dalla ]  che  ti  ricordano  e  ti chiamano   cosi  al posto del  tuo nome  sia in buona fede  (  non ricordano   il nome   e  \o ci hanno   o mi presentato  con  questo nome  , capita    anche a me  )  o in malafede ( a questi va il mio  FNCL  ) e quindi capita  in un paese o  zone  limitrofe  di 15\20 abitanti, soprattutto dove ancora  oggi  senza  lo stivignu cioè il  sopranome  spesso trasmesso  dala famiglia ( nonostante   a molti  dia fastidio )  non si  riconosca o conosca  una  (  loro familiari  \ parenti  e discendenti  )  persona  . 

Macchinetta *= perchè parlavo troppo in fretta

Napoleone  e Garibaldi * = perchè raccontavo , fino ai 10\12  anni a tutti\e  la storia   di Napoleone e Garibaldi e mi prendevano in giro  e mel lo facevano raccontare apposta  .

Eritreo cazzulati *   =  Ispirato alle storie  che trovate  sull'agenda di Smemoranda    , che  cotinuano ad essere le  mie preferite  ,  di Enzo Lunari  . Esso fu usato   sulla vecchia  chat " il muro dei tifosi " ex  chat ufficiale  del sito  della squadra dell'inter (  anche  se  ero  Juventino eretico , poi dopo calciopoli non lo sono più niente osservo da neutrale le partite  e  gli eventuali commenti , ma  questa  è un'altra storia  ma   ) fra il 1997\2000 . Ma stanco degli insulti  razzistici  ( oltre il classico Gobbo , ladro , ecc  che erano sito giusti   , ma  fatti senza  guardarsi  a loro interno  cioè  il classico vedr  la pagliauzza nell'occhio del tuo vicino e  non la trave che hai ne tuo    )   tipo tornate  in eritreo ,  zitto suddito  , ecc    classici fascisti nostalgici  dell'impero coloniale  . Essop deriva  dale vignette  de personaggi di   eritreo cazzulati appunto .

Terra  e libertà  = il mio avvicinamento  alle idee  anarchiche  libertarie  , nato  nel 1995\6 dopo la lettura  del romanzo addio alla catalogna  di Orweel  e  il fim terra e libertà   e  tenuto fino al 2000  usato   sia nella chat  citata prima  perchè avevo perso  la password  o volevo entare  con un altro  nik   visto che  eritreo   non aveva    successo  .

Balla con i Lupi = Nato  1992 e poi sostituito  da Useppe o  useppes . Esso deriva  da  : 1 ) dal film  omonimo e  poi da  serie di documentari geografici sugli indiani d'America intitolata 500Nations  , anche se poi si è dimostrato incoerente perchè ha costruito il casino in una terra sacra agli indiani  , da  Kevin_Costner, trasmessi se non ricordo male  dall'ex Tv  video Music  .,  2) dal film e  dal romanzo  balla  con  i lupi ., 3) da una ricerca fattaci da  una prof   ( mi pare  si chiamasse  Margherita  Cao \ Cau  )    del biennio   delle superiori , per  il 500 anniversatrio dela scoperta dell' America  da parte di Cristoforo Colombo ,  sui tutti  gli indiani del  Continente delle Americhe . Anche questo nik  fu usato  in sostituzione  del  primo   e del secondo    ( considerato politicizzato o  fazioso  )  sulla chat prima citata  . Inoltre esso fu usato  ,sempre  su yahoo , come  2  email antispam ,  di cu ora   non  in uso dato che non ricordo nè se  è scritta tutto attaccato copme il nik o staccata  e  la password 

l'ispettore scaneau * =  nata  da  una parodia  intitolata  appunto la lunga notte del'ispettore scaneau (  che  trovate  qui )  scherzosa  e  allo stesso  tempo  un po' pesante ed  ingigantita  , ma  meno  rispetto  ad  altre  del gruppo     nel 1997   che  trovate  qui  ,   ( ma stavolta  anche  se non a  360 °   giusta perchè descrive certi miei diffetti alcuni eliminati  o ridotti  altri  ancora  in uso  o in fase di traformazione \ contaminazione    con la mia opera  d'arte   )  sul news groups   di fans  della trasmissione tv  mai dire  goal  ( qui il manifesto del loro  gruppo di discussione    , per prendere in giro il mio  complottismo ( a  volte  ci  azzecco   vedere  lo pseudo attentato   a  Bel pietro  o a Berlusconi )  altre volte  ci  vado vicio altre volte   prendodeel cantonate  \  abbagli .

Cernobil * = per problemi di  colite  psico somatica   e ui suoi eftetti collaterali .

Giuseppe melda  (  merda  ) * =  usato solo  e  ogni tanto  da me  in senso iroico   quando  schiaccio  una merda   negli ultimi due anni delle  superiori  perchè o in strada o nel cortile  , causa  problemi   con la cervicale   e di vista  , non guardando per terra  pestavo  le  merde di cani o di gatti  e poi le portavo  in classe  . 



30/12/10

Ah che cosa ti fa fare l'amore

tre storie  due  buone  e  una cattiva  .

Come sempre  iniziamo da quele  buone   di cui la seconda  utile  in tempi di sbandamento  culturale   e  di  valori fallaci   , deliteri ed  endonuistici 

 tratte dall'unione sarda  d'oggi

Iglesias. Per lui, 40 anni, il trapianto era l'unica alternativa alla dialisi. E lei, 36, gli ha fatto un regalo

Un rene all'uomo della sua vita«Paura? Sì, ma volevo donargli la normalità»

Uno straordinario gesto d'amore. Perché la paura c'era, spiega lei: ma era più forte il desiderio di liberare suo marito dalla tortura della dialisi. Due mesi fa sono finiti sotto i ferri insieme, in due sale operatorie separate. «E ora - dice la donna - siamo più uniti».
 «In salute e in malattia», dicono di getto i novelli sposi davanti all'altare.                 Ma chissà se Chiara e Francesco ( nomi di fantasia, condizione indispensabile perché accettassero di raccontare la loro storia ), entrambi di Iglesias, pensavano che a quindici anni dal fatidico sì avrebbero tenuto fede alla lettera a quella promessa di rito. Lui che nel 2007, a 39 anni, ha visto improvvisamente il vento girare in senso contrario, scoprendo di avere un'insufficienza renale cronica che lo ha condannato alla dialisi. Lei, di quattro anni più giovane, che dietro il volto dolcissimo e i modi gentili cela un temperamento forte e determinato; lo stesso che le ha permesso di salvare l'uomo della sua vita, il padre del suo bimbo di 13 anni. Con un gesto d'amore che si chiama donazione.
LA DIALISI Chiara, che fa la commessa, non ha avuto dubbi di fronte alla possibilità di privarsi di un rene per restituire la gioia di vivere a Francesco, ex dipendente di un'impresa edile in cerca di nuova occupazione. Troppo forte il dolore di vederlo attaccato, a giorni alterni, alla macchina dei “reni artificiali” per oltre tre ore di fila che poi gli portavano stanchezza, apatia; sensazioni che si ripercuotevano anche sul bambino. «Inutile negare che la paura si è fatta sentire - racconta lei - ma la voglia di restituire una vita normale alla persona che amo è stata molto più forte. Dopo ci si sente meglio, sicuri di avere fatto la cosa giusta».
GENEROSITÀ Una storia che sembra uscita dalle pagine di un libro di fiabe e si contrappone alla vicenda tragica delle due sorelle di Padova, una delle quali non se l'è sentita di donare il midollo all'altra per evitarle la morte. «Siamo rimasti terribilmente colpiti da quella storia: fa rabbrividire più di quanto non accada quando si prende la decisione di donare un proprio organo alla persona cara».
CORAGGIO Chiara non ha mai pensato di tirarsi indietro, neppure nei momenti più difficili. Perché nulla è stato più terribile di quel giorno di ottobre di tre anni fa. Francesco lo ricorda bene: «Dovevo fare un intervento al menisco e dagli accertamenti è venuta fuori un'insufficienza renale cronica». Controlli periodici, dieta aproteica, massima attenzione ai cibi, ma l'epilogo era scontato: dialisi. Da settembre 2008. «Ho cercato di stare sereno, medici e infermieri sono stati fantastici, alla lunga però la dialisi sfianca. Così ho chiesto informazioni sul trapianto, ma non pensavo che a donarmi il rene potesse essere mia moglie». Di più. Quando ha saputo che questa era una possibilità concreta, Francesco ha cercato di opporsi: «Avevo paura per lei, poi temevo che la mia fosse una malattia genetica e ho pensato a nostro figlio. Facendo gli scongiuri mi sono chiesto: e se in futuro avesse bisogno lui di un rene? Ma i medici hanno escluso che si trattasse di un problema genetico».
L'INTERVENTO Gli esami per accertare la compatibilità sono iniziati circa un anno fa. Lo scorso ottobre la chiamata per l'intervento. Lui e lei in due sale operatorie diverse, contemporaneamente. «Al risveglio - raccontano - ci siamo cercati. Sono passati quattro giorni, prima di rivederci. Ora è iniziata una nuova vita: il nostro rapporto è più forte. E questo Natale abbiamo ricevuto il regalo più bello degli ultimi anni».

                      CINZIA SIMBULA
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Provincia Sulcis

Provincia Progetto “Love is in the air”

A scuola si impara
anche a dire ti amo
senza vergogna

 

 

Come si dice “ti amo”? Come si fa a capire quando una relazione è davvero importante, quali sono i valori su cui puntare quando si costruisce una relazione? Quali le persone da non deludere e difendere sempre e ad ogni costo?
Sono nozioni spesso date per scontate dai giovani bombardati ogni giorno da messaggi fuorvianti di chiassosi talk show , reality al limite della pornografia e trasmissioni all'insegna del puro gossip. Nozioni la cui assenza diventa drammaticamente evidente quando gli stessi giovani si ritrovano, loro malgrado, protagonisti e spesso vittime, di fatti che balzano in tutta la loro drammaticità sulle prime pagine dei giornali e nei titoli di apertura dei tg.
Storie di maltrattamenti in famiglia di cui nel territorio del Sulcis si ha troppo spesso notizia, violenze tra coetanei, storie di intolleranza e atteggiamenti al limite dell'assurdo di adulti che, nella loro giovinezza, non hanno ricevuto alcun aiuto per trovare la strada giusta da seguire.
A questi giovani, nello specifico quelli delle scuole superiori del Sulcis Iglesiente, è destinato il progetto per il benessere degli studenti voluto dall'assessorato ai Servizi sociali della Provincia e intitolato “Love in in the air” (L'amore è nell'aria): «Riteniamo che la scuola abbia un ruolo altissimo nella formazione dei nostri giovani - spiega l'assessore Luca Pizzuto - formazione intesa a 360 gradi, fatta sia delle diverse materie scolastiche sia di tutte quelle informazioni e valori di cui il giovane, quotidianamente bersagliato da messaggi sbagliati, è alla ricerca spesso inconsapevolmente».
L'amore, la tolleranza, la solidarietà, l'apertura al diverso, il prendersi cura: «Tutti concetti dati per scontati - aggiunge l'assessore - sui quali invece occorre lavorare, riflettere, discutere. I giovani devono imparare a leggere con coscienza le loro emozioni, il sentimento dell'amore, lontano da tutti gli stereotipi ricevuto dalla televisione».
E allora via a incontri tematici, ai dibattiti, ai seminari, ai vari laboratori tra cui quelli sull'educazione emotiva: il servizio sarà affidato alle associazioni, cooperative sociali, a consorzi già esistenti, raggruppamento temporaneo di imprese e consorzi ancora da costituirsi: «Il progetto è stato avviato e alcuni dettagli sono da affinare - conclude l'assessore - e i giovani saranno gli attori principali di questo, si spera fruttuoso, percorso».

                                     STEFANIA PIREDDA
 
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 a terza  quella cattiva   presa  da  http://www.blog-news.it/  

Chirurgia plastica per una vagina perfetta: donne la chiedono sempre più spesso


Pubblicato da Ramona Granato il 27 dicembre 2010

Ragazze, questa notizia è per noi! Forse è il caso di smetterla di cercare la perfezione a tutti i costi, soprattutto se diventa una mania che mette in pericolo la nostra salute. Dopo l’aumento del seno e la liposuzione su fianchi e cosce, le donne stavolta si spingono ben oltre, chiedendo sempre più spesso un intervento estetico alla vagina. Questi dati ci arrivano da uno studio di specialisti del settore che – che dal 2006 a oggi – hanno assistito ad una crescita esponenziale della richiesta di interventi di questo genere. Un ritocco estetico così intimo testimonia una preoccupante voglia di perfezione sempre e comunque.
A chiederlo sono le donne tra i 25 e i 40 anni che ne fanno richiesta soprattutto perchè schiave di un disagio psicologico, più che di un reale problema fisico. Ora, però, a quanto pare ne stanno facendo richiesta anche le donne più mature, forse perchè hanno passato tutta la vita a cercare il leggendario punto G e ora vogliono una soluzione chirurgica più facile. “C’è un bouquet di interventi prettamente estetici, di modifica dell’estetica vaginale – spiega Alessandro Littara, chirurgo che opera al Centro di Medicina Sessuale di Milano -. Dalla ‘labioplastica’, ovvero la riduzione delle piccole labbra, alla ‘perineoplastica’, la riduzione dell’introito vaginale, praticata soprattutto dopo il parto. Poi ci sono la liposcultura del monte di Venere e l’ingrossamento delle grandi labbra, attrraverso filler come l’acido ialuronico o il grasso purificato. Poi c’è l’operazione di ringiovanimento vaginale, che riduce il diametro interno della vagina e viene fatta non tanto per motivi estetici quanto per motivi sessuali. Con l’età si ha un abbassamento della tonicità muscolare e la possibilità di raggiungere il piacere si affievolisce, così si cerca di recuperare l’elasticità e il tono”.
Soprattutto tra marzo e giugno le donne vogliono abbellire le proprie parti intime, forse in vista di avventure estive o forse solo perchè d’estate si risveglia la voglia di sesso. Fatto sta che si ricorre al bisturi per sentirsi più sicure, quando poi la sicurezza si trova solo nel proprio modo di fare e nella propria naturale sensualità. Ogni aiutino, comunque, è ben accetto se così recuperiamo una parte di noi che crediamo perduta.




Università, il Colle firma il ddl ma chiede correzioni


 "Il governo della democrazia è il governo del potere pubblico in pubblico".
Norberto Bobbio



ma  che  .........la  firmi a  fare   se poi  chiedi le correzioni   che ma poi  e  poi mai con questo governo di cialtroni che   hanno eletto   verranno   visto  che  sta pagando la cambiale  a Don Gelmini ( lo zio  della ministra  Gelmini  )  e affini  ?   a  costituzione la conosci ?   potevi  rimandarla alle camere vecchio babbione .ritirati priam di fare ulteriori danni   al paese


Il Capo dello Stato promulga la riforma Gelmini ma indica a Berlusconi tutti i punti da correggere, muove forti critiche sull'inquadramento dei professori e la concessione delle borse di studio e auspica un dialogo "con tutte le parti interessate". Il ministro dell'Istruzione: "Ne terremo conto".

Come sopravvivere alle feste VIII puntata [ IL dopo natale e ultime fete capodanno ed Epifania ]

La poesia di Rodari ( del cui invio sono grata a ******) ci invita, con garbo e leggerezza, a rispettare lo spirito di apertura e accoglienza, proprio del Natale.



Il pellerossa nel presepe

Il pellerossa con le piume in testa
e con l’ascia di guerra in pugno stretta,
come è finito tra le statuine
del presepe, pastori e pecorine,
e l’asinello, e i Magi sul cammello,
e le stelle ben disposte,
e la vecchina delle caldarroste?
Non è il tuo posto, via, Toro Seduto:
torna presto da dove sei venuto.
Ma l’indiano non sente.
O fa l’indiano.
Ce lo lasciamo, dite, fa lo stesso?
O darà noia agli angeli di gesso?
Forse è venuto fin qua
ha fatto tanto viaggio,
perché ha sentito il messaggio:
pace agli uomini di buona volontà.

         Gianni Rodari


La  mia pseudo guida  avrebbe dovuto essere  solo natalizia , ma  la   sua  l'atmosfera  nella gente  è già finita ed incomincia la prima malinconia tristezza  e ,  come avete segnalato anche voi con i vostri scritti , viene alla luce sempre  di più quella  ipocrita e mercificata del TG  e degli spot .
Per i pranzi e  le cene  che ancora  rimando che    si faranno per  le feste di Capodanno e dell'epifania che secondo un antico proverbio  << tutte le feste le porta via >>  rimandato  ai post    le abbuffate  e   non  seguire  alla regola  le pseudo diete  di vip  più  o meno spocchiosi  Italiani o stranieri  che  già stanno  iniziando a  comparire   non solo sui  giornali  (  o giornalacci dipende  dai punti di vista  ) del gossip ,ma anche , Sic  , su quelli che dovrebbe essere seri   ma  di rivolgervi ad   e l'equilibrio un dietologo o usare  il buon senso ( andare in palestra , più volte  l'amore  , fare attività fisica ovviamente questa compatibile  con i vostri problemi di salute , riprendere  a mangiare  equilibrato , ecc  ) . Esso  è un proverbio popolare a sfondo religioso, dato che si riferisce alla manifestazione di Gesù ai Re Magi, che nel corso delle generazioni ha subito varie modifiche e nuove versioni diffuse in varie parti d'Italia   ( come  afferma  "I proverbi del mese", di Carlo Lapucci & Anna Maria Antoni, ediz. Garzanti, 1985  ) ecco quello che mia nonna   recitava   anche con l'alzaimer   :


« L'Epifania
tutte le feste le porta via
poi arriva san Benedetto
che ne riporta un bel sacchetto.
 »


Il giorno dell'Epifania ha nei secoli assunto la peculiarità di terminare il ciclo delle feste dell'anno liturgico, mentre il giorno dedicato a san Benedetto richiamava l'attenzione su quelle successive appartenenti al ciclo pasquale.
L'antichità del proverbio è attestata anche dal fatto che la festività di san Benedetto è stata spostata dal 21 marzo all'11 luglio, quindi dopo molto tempo dalla creazione del proverbio  . Oppure   quest'altro  trovato online cercando qualcosa per questo post

« Befania
tutte le feste manda via
e santa Maria
tutte le ravvia.
 »


Non so che  altro dirvi   che non sia  ovvio e  scontato , e  quindi  vi parlerò di come  ho passato io  il natale   ed  post  natale  .

Io odio il Natale  quello commerciale  e quello ipocrita per  intenderci   e da  un paio d'anni   tento  di   di boicottarlo,  cercando  di fare tutte le cose che di solito non si dovrebbero fare , ma  ci sono riuscito in parte   :
Ho acquistato quasi tutti i regali in libreria ed nella  bottega  dell'equo solidale   ( anche se non ho rinunciato , è la  forza dell'abitudine  a una piccola tappa  ne  negozi di musica  ), ho acquistato  cercando , ed in parte  è andato a buon fine  , d'indovinare  i gusti  e  un regalo abbinato al carattere  \ utilità dei miei  amici\che   e loro mogli e figli  . Ma  però  nel voler fare  regali a tutti\e anche  a gente  che di solito  durante  l'anno mi caga poco   , ho  dimenticato   di farlo , e mi sono peso un  cazziatone  ai matusa  . Il prossimo anno ,  anche  se  già in  partenza  ---- è questo  il bello del natale ----- non ci riuscirò ci riuscirò a fatica  ,   farò regali solo per le persone a cui voglio effettivamente regalare qualcosa.
Ho letto tanto ed evitato ogni film natalizio dato in TV,concentrandomi su trasmissioni culturali  come  Impero di Valerio Massimo Manfredi    nei link gfra parentesi  la puntata del 30\12\su Ulisse   ( 1 2 3 )   e  sul  sito de la7   trovate  anche  quelle sulla Sindone    ( che non metto per  non appesantire  il blog   )    o  Lucarelli  . Ero  certo  d'evitare quell'aspetto  dell'atmosfera  zuccherosa  e caramellosa, quasi stucchevole  e  fin troppo  buonista   tipica  dele feste   (  non solo  natalizie  )   , invece eppure è successo che quest'anno mi sento molto più buona e gentile degli altri anni, che mi sento più natalizia...
mi sa che ad ammazzare o almeno averci provato  il Natale commerciale quel che resta come Natale non è tanto male! :-)
Per  quanto riguarda  le  abbuffate  , come  ogni anno  ho preferito  accettare  il fatto  che a Natale   e  sia  nel cenone  e  nel giorno  di natale  ho si mangiato troppo (  come tutti  )   , infatti mia madre il  giorno dopo   , d'accordo con gli ospiti  ha  fatto  come  primo  minestra di verdure , l'eccesso   rispetto a  gli altri\e  commensali è stato : nel pane  , specie  quello alle noci , messo come facevo da bambino quando mi facevano il brodo   bambino  nella minestra   e  nell'aver  assaggiato   due mezzo e mezzo il giorno  (  gli altri  nei  giorni successivi   visto che nessuno gli mangiava   e   mi da fastidio che poi le cose si buttino )  muffin (  foto a destra   e sotto  )






 
Sono riuscito o quasi a controllami nelle  case d'amici  , dove    t'offrono dolci e  dolcetti .
pantagruelici o li vedono come una forzatura  )  oppure  avrò  qualche  invito all'ultimo   chi  lo sa   .

29/12/10

buon anno a tutti


Pastori, aperta un'inchiesta sulle cariche della polizia

da  unionesarda  onine 



La Procura della Repubblica di Civitavecchia ha aperto due inchieste dopo i disordini scoppiati ieri nella città laziale dopo l'arrivo dei pastori sardi che volevano recarsi a Roma per manifestare davanti al Ministero dell’Agricoltura. Il primo fascicolo è stato aperto nei confronti di tre pastori denunciati per manifestazione non autorizzata e resistenza a pubblico ufficiale. Il secondo fascicolo, al momento contro ignoti, punta a verificare il comportamento delle forze dell'ordine.
“Quello che si è celebrato ieri è stato un processo alle intenzioni, hanno limitato il nostro diritto di manifestare, la nostra libertà di pensiero e di movimento. Siamo stati letteralmente in ostaggio delle forze dell'ordine”, spiega Floris, il quale come tanti altri ha preso qualche colpo durante le cariche di polizia e carabinieri. “Volevamo semplicemente fare una conferenza stampa per annunciare la nascita di un coordinamento dei pastori del Mediterraneo, un movimento che nonostante quanto avvenuto ieri non si fermerà sino a quando non avrà ridato dignità al nostro lavoro”, aggiunge Floris, mentre prende il pullman che da Olbia lo porterà a Cagliari. “Ieri sono stati calpestati i diritti di un movimento, di un popolo, i diritti dei produttori; siamo indignati e speriamo che ora la società civile apra un dibattito contro la limitazione della libertà andata in scena ieri. Non avevamo idee bellicose - continua Floris - eppure sin dall'alba di ieri abbiamo capito che sarebbe successo qualcosa, gli autisti dei pullman che avevamo affittato e ci stavano aspettando a Civitavecchia sono stati invitati ad allontanarsi dal porto, poi sono stati scortati da un'altra parte e come se non bastasse i mezzi sono stati posti sotto sequestro”.
Infatti un mio amico si chiede  : <<
<< uno va a manifestare a roma e non può arrivare perche viene pestato dalla polizia...e nemeno lo fanno circolare liberamente verso la città...poi ,un sindacato ,non vuol firmare un contrato nazionale con la fiat,un contrato con delle mesure allucinanti,per essempio che al lavoratore sarà vietato scioperare...ma qualcuno qua si è bevuto... il cervello!!!! e poi un politicante del PD,partito che si dichiara di centro sinistra )), scusate se rido ma è per non piangere,chiamato fassino dichiara che se lui fosse un lavoratore firmarebbe il contrato...e quindi o io sto impazzendo e vedo tutto a colori grigi o veramente la cosa è mesa molto male...se posso scegliere preferirei essere pazzo e che tutto questo siano allucinazioni prodotte della mia mente...o di qualche pianta...>>



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  sempre dalla  rete

IDV: GOVERNO ARROGANTE CON I SARDI - Il gruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, con il vice presidente della commissione Agricoltura Daniele Cocco, esprime "una fortissima condanna" nei confronti del ministro Maroni. "Lo sdegno è tanto più grande - sottolinea Cocco - se si pensa che in altre occasioni il ministro e il governo hanno trattato in modo diverso gli agricoltori di altre regioni. L'atto gravissimo di ieri dimostra ancora di più l'arroganza di un governo contro le sacrosante rivendicazioni di un popolo sempre trattato come popolo di serie B. Speriamo che oggi il presidente Cappellacci a nome di tutto il Consiglio, rappresenti lo sdegno di tutto il Consiglio regionale".

Resistere è esistere

Pubblicheremmo il seguente video senza alcun commento. E, in effetti, ne merita pochissimi. Nient'altro, niente altre che lei, lei, lei. Yara. Non è tornata a Natale, ma l'anno si apre vasto, lungo, interminabile, e speriamo che invece rimpicciolisca, per silenziare questa prolungata agonia. Nelle parole del padre, nella composta e devastata mutria della madre, ancor più eloquente, riecheggia esplosivo quel grido di Giobbe da noi evocato qualche giorno fa. E si comprende che quelle domande, quelle pretese diremmo, non sono rivolte ai rapitori, ma molto più in alto. Molto più definitive.

E chissà che non avvenga poi davvero, il miracolo, come suggerivano gli amici d'un Giobbe contemporaneo, quello immortalato nel romanzo di Joseph Roth. Oggi Dio fa miracoli modesti, perché la gente non gli crede più e da lui non si aspetta nulla. Ma, similmente ai compagni della Bibbia, anche il loro consiglio si era poi dimostrato ingannevole. Dio agisce grandemente ancor oggi, vuole gli uomini, ma non dipende da loro.

A Milano un bimbo cingalese è nato da una donna in coma. Prodigio della scienza, e quindi dell'uomo che ha saputo mettere a frutto il dono divino dell'intelligenza rivelata. Questa nascita è stata triplice dono. Per la donna, che è potuta tornare nel seno del Padre; per il padre naturale, cingalese, che ha subito acconsentito all'espianto degli organi della moglie allo scopo di salvare altre vite umane. Per l'umanità tutta, che non è ancora stanca di sorgere e di confidare nel futuro. A Lucca, un rapinatore e omicida pentito si è consegnato spontaneamente alla polizia. Non rischiava nulla, ma "si sentiva solo". Possedeva il mondo intero, ma avvertiva d'aver perduto la sua anima.

Quella di Yara sarebbe, comunque, una restituzione, una seconda vita. Come il bimbo di Milano, prepotentemente venuto al mondo contro ogni fatalismo. E, per chi la tiene innaturalmente segregata, l'esempio del "samaritano" redento non costituirebbe un riscatto e, anch'esso, una rinascita?

Lo scorso anno abbiamo salutato senza rimpianti un periodo funesto. Ci si è spalancata davanti una voragine sotto certi aspetti peggiore. Non abbiamo compreso, non lo comprenderemo forse mai, che l'esistenza stessa è vittoria. E continueremo ad attendere, come il "passeggiere" che acquistava "almanacchi" nella celebre Operetta morale del Leopardi, un domani necessariamente, per forza migliore, perché fino ad ora... La vita è insoddisfazione? O non piuttosto cammino?

La vita è quella che ci dà la forza di resistere all'orrido, come Yara e i suoi genitori, che vi pencolano sopra. E che potrebbero sprofondarvi fino a svanire. Ma noi vogliamo prepararci, stavolta, vita. Ti sfidiamo. Perché abbiamo solo te. Malgrado te. Buon anno Yara, buon anno e buona resurrezione, sempre, comunque.

28/12/10

ecco un esempiodi democradura Italiana .Pastori sardi bloccati a Civitavecchia

 lo so che è un giornale clericale e lontano anni luce dalle mie  idee libertarie e laiche . Ma per una volta chi se ne frega visto l'articolo obbiettivo sui pastori sardi

fonte http://www.avvenire.it/

28 dicembre 2010
PROTESTA
Pastori sardi bloccati a Civitavecchia
Due denunciati per resistenza agli agenti

I pastori sardi bloccati dalle forze di polizia nel porto di Civitavecchia volevano organizzare una maifestazione non autorizzata e bloccare l'autostrada A1, in direzione Napoli, all'altezza dello svincolo della Bufalotta. Lo afferma, in una nota, la Questura di Roma che spiega che "per evitare i controlli di Polizia, l'iniziativa non era stata preavvisata dagli organizzatori che avevano, invece, organizzato il trasferimento dal Porto di Civitavecchia a Roma con 5 pulman intercettati dai contingenti della forza pubblica nei pressi del porto".
Il Dirigente del Commissariato di Civitavecchia avvalendosi dei contingenti della forza pubblica inviati di rinforzo ha impedito, è la ricorstruzione fornita dalla Questura, ai pulman la partenza per Roma "ai sensi di legge, in quanto manifestazione non preavvisata". "La fermezza dei contingenti della forza pubblica ha determinato una reazione da parte dei manifestanti che hanno tentato di forzare il blocco. Nella circostanza - si aggiunge - due manifestanti sono stati denunciati in stato di libertà per resistenza a Pubblico Ufficiale, mentre tutti per manifestazione non autorizzata".
Non sono riusciti a raggiungere la capitale per chiedere di essere ricevuti al ministero dell'Agricoltura, ma i 200 pastori sardi sbarcati a Civitavecchia e bloccati dalla polizia che gli ha vietato di prendere il treno per Roma, hanno incassato tanta solidarietà. Compresa quella di un principe del Foro come l'avvocato Nino Marazzita, e quella di un magistrato come il giudice Enrico Altieri. "Aver impedito ai pastori di manifestare è stata una brutale forma di repressione preventiva", ha detto Marazzita. "E' stata impedita la libertà di movimento, quella di esprimere il disagio sociale, quella di criticare liberamente il governo. Ormai siamo alle punizioni preventive".
Critico anche il parere di Altieri, un sardo 'doc' che i pastori della sua terra li conosce bene. "Quella seguita nei loro confronti mi sembra una prassi alquanto anomala che mi lascia perplesso perchè le misure preventive sono state azionate non nei confronti di pericolosi black bloc, ma nei confronti di cittadini a volto aperto, appartenenti a un settore economico".

e po dicono degli immigrati criminali se non fosse per lui a tempio pausania sarebbe suiccessa una strage

Lo so che tale news è generalmente una non notizia o da giornali locali o : << una storia da parrucchieri >> per dirla con de Andrè . Ma la riporto perchè : 1) testimonia come si può reagire alla violenza di un folle o psichica in questo caso , in quanto il reo non è nuovo a fatti del genere con a non violenza ., 2) di come , e qui tento \provo a sfatare un pregiudizio di cooro affermano che le arti marziali siano solo violenza ed odio per le persone ., 3) per raccontare una storia di come un immigrato , in realta è da un paio d'anni qui in città , non sia un deliquente o un pezzo di malacarrà ( espressione dialettale per dire , cattivo o soggetto poco raccomandabile ) . E far capire a miei lettori o ex lettori che stanno diventando se non snon lo sono già leghisti o quato meno si stanno lasciando ammaliare dalla loro demagogia proprio come le sirene che sfido Ulisse nell'Odissea .


 

Unione sarda del  28\12\2010 

Tempio. 

DAL NOSTRO INVIATO
ANDREA BUSIA

Arrestato Onorato Sanna, l'uomo che ha sparato con un fucile a canne mozze. Ferito un ragazzo di 24 anni

Assalto al pub, sfiorata una strage

Un body guard marocchino salva personale e clienti


I proiettili hanno raggiunto Giovanni Antonio Sotgiu, 24 anni. Il ragazzo è salvo per miracolo. L'assalitore era stato allontanato dal pub  )(  foto sotto si vedono nel muro  i colpi   de primo sparo  )
TEMPIO Ha scelto anche i vestiti giusti per il lavoretto davanti al pub Chopin. Guanti, cappuccio e giubbotto in stile militare. Onorato Graziano Sanna, faccia scavata e voce rauca da cattivo dei cartoni animati, all'una e trenta di ieri si è presentato davanti al locale tempiese come un cecchino. Armato con un fucile a canne mozze ha iniziato a sparare, deciso a regolare i conti con le persone che gli avevano impedito di entrare nel locale. Ora è in carcere, accusato di strage.
UN EROE Sanna, 55 anni, ha colpito un ragazzo di Trinità, Giovanni Antonio Sotgiu, raggiunto da un proiettile alla coscia. I pallettoni sono finiti anche sulla facciata del club gremito di gente. Non ci sono dubbi, la notte di Santo Stefano poteva essere di tragedia. C'è un eroe in questa serata folle, i tempiesi lo chiamano Billy, il suo nome è Bilal Heunuche. L'istruttore di arti marziali marocchino, collaboratore del pub Chopin, che si è avventato su Sanna, disarmandolo e immobilizzandolo. Il sangue freddo e il coraggio di Billy hanno salvato i clienti e il personale del locale.
STRAGE SFIORATA Sanna è stato portato in caserma in stato confusionale, probabilmente ubriaco. Una condizione che non lo salva dalle pesantissime contestazioni della Procura. Il pm Elisa Calligaris nel fascicolo di Sanna ha ipotizzato i reati di strage, porto abusivo di arma clandestina, lesioni e altre pesanti contestazioni accompagnate da una sfilza di aggravanti. I carabinieri hanno ricostruito la notte di follia sulla base delle testimonianze dei tanti che ieri sono scampati quasi per miracolo a una strage.
FUORI CONTROLLO Onorato Graziano Sanna, stando al rapporto inviato alla Procura, poco prima della mezzanotte di domenica era già fuori controllo. Allontanato da diversi bar, continuava ad insistere per entrare nei locali. I baristi cercavano in tutti i modi di evitare problemi. Sanna avrebbe cercato di entrare anche allo Chopin, inutilmente. A questo punto l'uomo ha deciso di chiudere i conti con le persone che semplicemente non volevano guai.
L'ASSALTO Sanna è tornato nella sua abitazione. Stando a quanto riferito dai carabinieri, ha preso un fucile (canne e calcio tagliati, matricola abrasa, 40 centimetri di lunghezza, forse rubato a Calangianus tre anni fa) deciso a farla pagare a molti tempiesi. Innanzitutto ha sparato contro le finestre di una palazzina di via Demartis, poco lontano dal cortile di casa sua. A quanto pare nell'edificio abita uno dei baristi che aveva appena respinto Sanna. Quindi l'uomo ha raggiunto il pub vicino al viale Fonte Nuova. Una prima scarica di pallettoni ha raggiunto l'insegna del locale. Pochi metri più in basso e i proiettili avrebbero colpito i clienti davanti al bancone. Quindi Sanna si è avvicinato all'ingresso.
BLOCCATO Il marocchino Billal Heunuche, 35 anni, buttafuori del locale, ha bloccato l'uomo al momento giusto. Purtroppo un altro colpo è partito dall'arma. Giovanni Antonio Sotgiu, 24 anni, di Trinità, figlio di Piero (ex presidente della Provincia) stava scendendo dalla sua auto ed è stato raggiunto alla coscia. I medici gli hanno assegnato dieci giorni di cure, anche lui è salvo per miracolo. I carabinieri hanno trovato Sanna immobilizzato e ormai incapace di nuocere. Non si sono meravigliati, due anni fa aveva usato una scure contro due persone.

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La testimonianza 

L'intervento di Bilal Hanouche

«L'ho immobilizzato
e gli ho tolto il fucile»


Se la notte di Santo Stefano se si è evitata una strage, lo si deve solo a lui. Bilal Hanouche, meglio conosciuto come Billy, ( foto a sinistra  )
ha preso il coraggio a quattro mani, anzi a mani nude e non ha esitato a disarmare l'attentatore dello Chopin. Grazie a lui la follia di Onorato Graziano Sanna si è conclusa con un solo ferito. Billy è un "eroe disoccupato". Infatti, il quarantenne marocchino, da cinque anni in città, al momento è senza lavoro. «Ero nel locale - ha spiegato il magrebbino - ho sentito il primo sparo e sono uscito. Ho visto un uomo dietro al muretto di fronte. Poi ha fatto qualche passo per attraversare la strada e dirigersi verso il pub pieno di gente». Una buona dose di sangue freddo e il marocchino ha anticipato la mossa del "rambo di casa nostra". «Puntava l'arma verso la gente. Sono andato dietro di lui, non mi ha visto, con uno scatto l'ho immobilizzato e sono riuscito a sottrargli l'arma: un secondo colpo è partito ma il fucile era ormai nelle mie mani». L'intervento di Billy è stato provvidenziale ed ha mantenuto l'arma a canne mozze fino all'arrivo delle forze dell'ordine. Il proprietario dello Chopin non ha parole per ringraziare Billy. «Non era mai successa una cosa del genere - ha spiegato Alessandro Dore. Il coraggio di Billy è servito per evitare il peggio. Il locale era pieno e fuori c'era molta gente che fumava che, al primo sparo, è scappata via terrorizzata. Siamo grati a Billy per quello che ha fatto per tutti noi». Da parte della vittima, Giovanni Antonio Sotgiu, invece, non arriva nessuna dichiarazione. A parlare per lui è il padre Piero, ex primo cittadino di Trinità ed ex vice presidente della Provincia Olbia- Tempio: «Non mi sento di dire molto, solo che non è possibile lasciare in giro persone del genere». Dagli ambienti militari è stata avanzata la proposta di insignire Hanouche della medaglia al valor civile.

                                              SEBASTIANO DEPPERU





la mia schiavitù dell'abitudine

Dopo aver letto sulla busta  della libreria questa poesia : << Lentamente muore 
 chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non ..... [  continua qua  ] >>  che molti attribuiscono  al poeta  Pablo Neruda  ho capito che la mia (  credo anche quella  vostra  , sempre  che  abbiate scelto  l'opposto )  lotta lotta  per  : essere me stesso,essere attento per essere padroni  di me stesso e non vivere   come monumento  ( due  parafrasi musicali ,Linea  Gotica   degli ex Csi la prima  , Marzo  1995  dei Mau Mau  la seconda , mi  scuso   soprattutto con i miei  40 lettori  delle  origini    per   la ripetizione  nella citazione  ma  non ne  ho trovato  altre  ) ma  soprattutto  per non essere  un morto che  cammina \ uno  zombie , è  e sarà parzialmente  efficace   se continuo ad essere schiavo delle  abitudini e della a mediocrità , dell'insicurezza\e  totali , delle paure, angosce , dei sensi  di colpa  inutili e frustranti ,del piangermi addosso  anche  se  adesso  è meno  rispetto  quando  ho iniziato il viaggio  )   .E  come  tale rimarrà fin quando  continuerò ad  avere i piedi in due staffe  ed  a barcamenarmi nel  dualismo  bene  e  male\  giusto o sbagliato , ecc. invece di fonderli  ed  accettarli in una   cosa  sola  come  suggerisce   questa  storia  ( ecc per ricollegarmi  al precedente post   e  de perchè  continuano a leggerlo ancora  ) di Dylan Dog  [  copertina del  n  100   e  url della  storia ]






nell'indecisione  se alimentare ,in  quanto ogni uno  di noi  è  homo homini lupus ([letteralmente "l'uomo è un lupo per l'uomo"] --- ecco una delle mie origini oltre  quella   della passione  \ identificazione per  un periodo  con il protagonista  per  il film omonimo  del 1992   di   kevin costner  ,  e del  nickname   ora   abbandonato  ma  che  ancora  è noto in rete  balla con i lupi   \  ballaconilupi   ---- il mio lupo buono  o  il mio lupo cattivo .
Nella ricerca  di come uscire da  questa situazione e vincere  ( o quanto meno contenere visto che  non si può , e l'esempio della puntata dei   the  Simpsons  papa  incacchiato ne  è la prova  ) la rabbia , la frustrazione , ritrovare  una vita opera  d'arte  più consapevole  e la felicità ,la pace  interiore  e con me stesso , ecc  ho  trovato come guida  poi  sta me decidere   se applicarla in maniera pedissequa  \  alla lettera  o adattarla e  integrarla  , il libro Liberi dalle vecchie abitudini di Pema Chödrön (  libro sopra  a sinistra  e lie sotto a destra  ) per  il momento  , le cose  che  sto leggendo di tale libro  mi stanno tornando utili ,mi sono  resoconto (   e   con un smn  e d  una email   mi sono liberato   anzi meglio ho detto addio  anche se dolorosamente  , adesso evitiamo  di ricascarci  e    e di ricominciare   , un vecchio compagno di viaggio addirittura  cofondatore del nostro  blog    e di cui trovate   nell'archivio  delle sue poesie  e pensieri  )  che    è inutile cercare  chi non ti cerca  è anche  se   ti  fa soffrire  o   ha    significato molto per te   mandarlo a fncl e considerarlo  come zavorra inutile e  sganciartene  per  essere più leggero.
 Ma  comunque   appena  lo finsco  ne riparleremo  .
Un libro che   comunque   consiglio , e che  spiega  come   lasciare  andare i vecchi rancori , partendo in primo  luoog   da una trasformazione in noi stessi . Lo fa  utilizzando un linguaggio semplice  e ispirato  . Ci suggerisce   come dominare le paure   e superare le frustrazioni   e l'impotenza di quando di ci sentiamo a disagio  o in balia delle emozioni  .
Attraverso pratiche   ala portata  di tutti l'autrice  c'insegna ad essere presenti  ed  aprire il cuore   al fine di risvegliare  le proprie  qualità innate , insomma fare un salto   deciso  verso una nuova   e positiva realtà , di cui saremo gli unici e  gli indiscussi , consapevoli en intraprendenti artefici e creatori  .

27/12/10

Dylan Dog n 292 Anime prigioniere NO SPOOLER !!!






Udite  , Udite Cari uomini in nero e  famelici di novità ,oggi potete scegliere  se mangiare in bianco  o non mangiare , visto che il  vostro appetito sarà soddisfatto e  dalla  bellissima  ed avvincente storia   della Barbato il nuovo  Sclavi  (  foto sotto al centro ) femminile  ( ? ) .
Storia realizzata  interamente  a mezza tinta  dal copertina  Angelo Stano .
Una  storia  che mette in evidenza  la lotta  dei  creatori di Dylan Dog  per non scadere  completamente  nella banalità ( o a cercarvi qualcosa  di straordinario in essa )  e  nella  omologazione solo nelle tematiche  ma non nei disegni peccato ,almeno nella serie  regolare, ad  un modello non suo di Stampo Martin Mysteriano ( vedere  i numeri  289\290 ) .





<< Una vera >>,come dice il dylan dog  horror  club  del numero in questione  << abbuffata per  gli occhi  >>( almeno per  chi ama i disegni grigi e cupi  che mi  ricordano quelli dell'amico Gavino Ganau anche se  adesso è passato al cooore  come dimostra la foto sotto a sinistra      da me scatta    alla sua ultima mostra  ) << e per il cuore >> , dato che la stessa barbato --  foto  in alto  a destra  tratta  con il cattura  schermata    dal  video reportage   diLucca Comics 2009 - Conferenza "Io e Dylan..." di  Lucathegreat  trovate    qui il video  ---- è  riuscita ( ed  è per  questo  che  aspetto intrepidamente  le sue storie  che mi ricordano   quelle  del mai sopito e dimenticato  Sclavi  ) ad  unire la  sua vena  noir ,insomma  un racconto commovente   e strapa lacrime  ,  con le tematiche  tipiche dei racconti  d'appendice \  , senza  cadere  nel carameloso e  nel  zuccheroso o  nel   toitale  più angoscioso  o deprimente   .
Spooler. Una storia  Bella e catarchica  , colonna sonora  adeguata  alle situazioni   ottimo  il finale che  coem dice   lo stesso dylan : << io  dovrei sentirmi solevato ma non  è cosi  .  ho  una strana sensazione... come se  quest'incubo dovesse avere,prima o poi  un seguito >>. Ora mi chiedo come credo si chiederanno tutti\e cooro leggeranno  , se mai leggono ancora  fumettie  sono cresciuti troppo seriamente  gettando  il bambino con l'acqua sporca  anzichè integrarlo  ,  gli altri protagonisti  della  vicenda  amici di Lula  ( e  forse  anche lo stesso  Dylan   visto il presentimento  che  ha ricavato da  questa  vicenda )  riusciranno  a mettere  in pratica   ciò che   gli dice D   : << (...) Farò l'unica  cosa  che  dovrete cercare di fare anche voi,ragazzi.DIMENTICARE  >> Spooler .

26/12/10

Usa, la risposta sbagliata era esatta rivolta sul web smaschera il telequiz


dopo il film di cui trovate sopra il trailler , un altro caso ne mete indiscussione le imprecisioni e la fallacità

da repubblica online



IL CASO

Usa, la risposta sbagliata era esatta
rivolta sul web smaschera il telequiz

Clamoroso episodio in un seguitissimo programma della Fox: due concorrenti scommettono 800mila dollari su una soluzione, perdono e protestano. Ma su Internet si scatena la contestazione e la Tv deve ammettere l'errore. Ma ora... dall'inviato ANGELO AQUARO

NEW YORK - Ahi ahi ahi signora mia: mi è caduta sul Post It. Solo che questa volta la signora non è la concorrente: ma la rete televisiva. E l'errore da un milione di dollari è forse la gaffe più grave e costosa nella storia del telequiz. Tant'è che dopo una rivolta su Internet la tv ha dovuto chiedere scusa e reinvitare i concorrenti. Cercando forse di restituire l'onore ma non la cosa per loro ovviamente più preziosa: i soldi.
L'incredibile errore della Fox ha battezzato la messa in onda di "Million Dollar Money Drop". Il nuovo gioco capovolge il vecchio quiz televisivo. Invece di rispondere alle domande e guadagnare così denaro il malloppo viene assegnato in partenza. Un milione di dollari come da titolo: sta al concorrente riuscire a conservarlo rispondenedo correttamente a sette domande di fila. E sempre al concorrente sta decidere quanto rischiare di volta in volta.
Gabe Okoye l'altra sera era così sicuro della sua risposta da aver spinto la fidanzata Brittany Mayti a seguirlo. Una scena da brivido: tra la tragedia e la farsa. "E veniamo ora alla domanda di tecnologia....". Il gioco prevede prima l'introduzione di tre oggetti e poi la formulazione del quiz: i concorrenti non sanno quindi ancora di cosa si tratta. Si accendono tre schermi. Sul primo compare la scritta: MacIntosh Computer. "MacIntosh Computer!" ripete Brittany prendendo per il braccio il suo Gabe. Bella coppia, entambi neri, lei avvolta in un maglioncino verde e lui in una televisissima camicia rosa. Si
accende il secondo schermo: Sony Walkman. "Ok, ok" dice sempre lei "ne abbiamo uno anche noi": insomma se arriva una domanda particolare saranno anche preparati. Terzo schermo: Post It, quei fogliettini gialli adesivi su cui ormai da tempo ci siamo abituati a segnare gli appunti. Già, da tempo: ma da quanto? "Oh yeah, gli uso ogni giorno" urla l'inarrestabile Brittany. Il conduttore li frena: "Andiamo a vedere la domanda". Ed eccolo lì il trappolone: "Quale di queste invenzioni è stata venduta per prima nei negozi?".
Succede il finimondo. Il gioco consiste nel prendere le mazzette di denaro e "pesarle" su ciascuna delle tre risposte: ci sono pochi secondi di tempo. Gabe cominica ad ammucchiare mucchietti sopra la voce: Post It. Lei punta sul Walkman. I due discutono animatamente tra le risate del pubblico. Finché lui non comincia a "rubare" le mazzette dalla scomessa di lei e a puntare tutto sul Post It. "Oh, baby..." dice la ragazza che si arrende al fidanzato e alla fine, convinta, cerca di ammucchiare anche lei tutto il suo denaro su quel maledetto Post It. E quando arriva la risposta è il patatrac. "Il walkman!". Gli ottocentomila dollari puntati vengono inghiottite da una macchina cattivissima. La coppia si dispera. Lui piange. "Oh baby" lo consola lei "abbiamo ancora 80mila dollari". Sono quelli che lei aveva puntato sul walkman e non ha fatto in tempo a trasferire... Perderanno anche quelli.
Fine del gioco? Macché: è solo l'inizio. In rete si scatena una rivolta. Post It è la parola più ricercata su Google. L'enciclopedia online di Wikipedia è presa d'assalto. Il Walkman arriva nei negozi nel 1979. Il Post It viene inventato dalla 3M nel 1977: ma venduto solo nell'80. Il responsabile del gioco della Fox, Jeff Apploff, risponde con una dichiarazione online: abbiamo parlato direttamente con i ricercatori della 3M e ci hanno confermato la nostra ricostruzione. Ma Wikipedia che dice che il prodotto era già stato venduto nel '77? Il povero Gabe si rassegna: "Penso che Wikipedia abbia torto: chi sono io per sostenere di avere ragione davanti a un gigante come la Fox?".
Ma anche i giganti, nel loro piccolo, sbagliano. E sotto la spinta di Internet lo stesso Apploff si ricorregge: la risposta ricevuta da 3M era incompleta perché il prodotto già nel 77 era stato testato in alcune città prima di essere venduto su larga scala tre anni dopo. Ergo: ci siamo sbagliati, la risposta corretta era quella perdente. E adesso? La coppia è invitata a tornare in campo quando la trasmissione riprenderà a gennaio. Ma probabilmente Gabe e Brittany non ci saranno. "Troppo stress. E poi chi l'ha detto che riusciremmo a creare ancora quella tensione. In partenza sai che non sono soldi tuoi e quindi in realtà non stai perdendo niente: ma quando ti vedi sprofondare via 800mila dollari...".
Da YouTube al New York Times la coppia è comunque già cult. Gli storici del telequiz ricordano soltanto un'altra gaffe così. Era il 1999 e nell'anno del lancio di "Chi vuol essere milionario" l'Abc sostenne che un concorrente sbagliava: il Lago Michigan è più grande dell'Huron. Non era così e mister David Honea fu invitato a tornare in gioco. Lui vinse 125 mila dollari. Noccioline però rispetto ai guadagni che il clamore portò allo show. Oggi quel formato vale 250 milioni di dollari. Errore più, errore meno.

                                   (26 dicembre 2010)

spesso anche i duri e le dittature sono più umane delle democrazie Cba cura i malati di colera ad haiti e l'occidente e gli Usa mantengono l'emmargo

mentre leggo su   http://www.independent.co.uk/   la news  estera  che ancora  non compare  sui mezz d'informazione  italiani  . Mi chiedo  insieme al mio vecchio : <<  Se i medici cubani assistono i malati di colera ad Haiti e fanno vergognare il mondo.Essi sono i veri eroi dell'aiuto ai terremotati.Eppure i cubani sono un popolo poverissimo, strangolato dagli USA "democratici" di mister Obama , ci saranno ancora i cucinieri italiani ad assistere coloro che dovrebbero assistere gli haitiani come  è avvenuto  durante l terremoto ? >>  Ecco quindi  spiegato  il mio titolo sarcastico ma  purtroppo  più vicino alla verità  \  realtà  .

 Ma  ora  bando alle ciancie  ed  eccovi l'articolo 

Cuban medics in Haiti put the world to shame

Castro's doctors and nurses are the backbone of the fight against cholera
By Nina Lakhani
Sunday, 26 December 2010

Jacklin Anore, 24, a cholera patient at the Cuban-run Nicolas Armand hospital in Arcahaie, north of Port-au-Prince. Cuba has some 1,200 health workers currently in Haiti



They are the real heroes of the Haitian earthquake disaster, the human catastrophe on America's doorstep which Barack Obama pledged a monumental US humanitarian mission to alleviate. Except these heroes are from America's arch-enemy Cuba, whose doctors and nurses have put US efforts to shame.
A medical brigade of 1,200 Cubans is operating all over earthquake-torn and cholera-infected Haiti, as part of Fidel Castro's international medical mission which has won the socialist state many friends, but little international recognition.
Observers of the Haiti earthquake could be forgiven for thinking international aid agencies were alone in tackling the devastation that killed 250,000 people and left nearly 1.5 million homeless. In fact, Cuban healthcare workers have been in Haiti since 1998, so when the earthquake struck the 350-strong team jumped into action. And amid the fanfare and publicity surrounding the arrival of help from the US and the UK, hundreds more Cuban doctors, nurses and therapists arrived with barely a mention. Most countries were gone within two months, again leaving the Cubans and Médecins Sans Frontières as the principal healthcare providers for the impoverished Caribbean island.
Figures released last week show that Cuban medical personnel, working in 40 centres across Haiti, have treated more than 30,000 cholera patients since October. They are the largest foreign contingent, treating around 40 per cent of all cholera patients. Another batch of medics from the Cuban Henry Reeve Brigade, a disaster and emergency specialist team, arrived recently as it became clear that Haiti was struggling to cope with the epidemic that has already killed hundreds.
Since 1998, Cuba has trained 550 Haitian doctors for free at the Escuela Latinoamericana de Medicina en Cuba (Elam), one of the country's most radical medical ventures. Another 400 are currently being trained at the school, which offers free education – including free books and a little spending money – to anyone sufficiently qualified who cannot afford to study medicine in their own country.
John Kirk is a professor of Latin American studies at Dalhousie University in Canada who researches Cuba's international medical teams. He said: "Cuba's contribution in Haiti is like the world's greatest secret. They are barely mentioned, even though they are doing much of the heavy lifting."
This tradition can be traced back to 1960, when Cuba sent a handful of doctors to Chile, hit by a powerful earthquake, followed by a team of 50 to Algeria in 1963. This was four years after the revolution, which saw nearly half the country's 7,000 doctors voting with their feet and leaving for the US.
The travelling doctors have served as an extremely useful arm of the government's foreign and economic policy, winning them friends and favours across the globe. The best-known programme is Operation Miracle, which began with ophthalmologists treating cataract sufferers in impoverished Venezuelan villages in exchange for oil. This initiative has restored the eyesight of 1.8 million people in 35 countries, including that of Mario Teran, the Bolivian sergeant who killed Che Guevara in 1967.
The Henry Reeve Brigade, rebuffed by the Americans after Hurricane Katrina, was the first team to arrive in Pakistan after the 2005 earthquake, and the last to leave six months later.
Cuba's constitution lays out an obligation to help the worst-off countries when possible, but international solidarity isn't the only reason, according to Professor Kirk. "It allows Cuban doctors, who are frightfully underpaid, to earn extra money abroad and learn about diseases and conditions they have only read about. It is also an obsession of Fidel's and it wins him votes in the UN."
A third of Cuba's 75,000 doctors, along with 10,000 other health workers, are currently working in 77 poor countries, including El Salvador, Mali and East Timor. This still leaves one doctor for every 220 people at home, one of the highest ratios in the world, compared with one for every 370 in England.
Wherever they are invited, Cubans implement their prevention-focused holistic model, visiting families at home, proactively monitoring maternal and child health. This has produced "stunning results" in parts of El Salvador, Honduras and Guatemala, lowering infant and maternal mortality rates, reducing infectious diseases and leaving behind better trained local health workers, according to Professor Kirk's research.
Medical training in Cuba lasts six years – a year longer than in the UK – after which every graduate works as a family doctor for three years minimum. Working alongside a nurse, the family doctor looks after 150 to 200 families in the community in which they live.
This model has helped Cuba to achieve some of the world's most enviable health improvements, despite spending only $400 (£260) per person last year compared with $3,000 (£1,950) in the UK and $7,500 (£4,900) in the US, according to Organisation for Economic Co-operation and Development figures.
Infant mortality rates, one of the most reliable measures of a nation's healthcare, are 4.8 per 1,000 live births – comparable with Britain and lower than the US. Only 5 per cent of babies are born with a low birth weight, a crucial factor in long-term health, and maternal mortality is the lowest in Latin America, World Health Organisation figures show. Cuba's polyclinics, open 24 hours a day for emergencies and specialist care, are a step up from the family doctors. Each provides for 15,000 to 35,000 patients via a group of full-time consultants as well as visiting doctors, ensuring that most medical care is provided in the community.
Imti Choonara, a paediatrician from Derby, leads a delegation of international health professionals at annual workshops in Cuba's third city, Camaguey. "Healthcare in Cuba is phenomenal, and the key is the family doctor, who is much more proactive, and whose focus is on prevention ... The irony is that Cubans came to the UK after the revolution to see how the NHS worked. They took back what they saw, refined it and developed it further; meanwhile we are moving towards the US model," Professor Choonara said.
Politics, inevitably, penetrates many aspects of Cuban healthcare. Every year hospitals produce a list of drugs and equipment they have been unable to access because of the American embargo which prevents many US companies from trading with Cuba, and persuades other countries to follow suit. The 2009/10 report includes drugs for childhood cancers, HIV and arthritis, some anaesthetics, as well as chemicals needed to diagnose infections and store organs. Pharmacies in Cuba are characterised by long queues and sparsely stacked shelves, though in part this is because they stock only generic brands.
Antonio Fernandez, from the Ministry of Public Health, said: "We make 80 per cent of the drugs we use. The rest we import from China, former Soviet countries, Europe – anyone who will sell to us – but this makes it very expensive because of the distances."
On the whole, Cubans are immensely proud and supportive of their contribution in Haiti and other poor countries, delighted to be punching above their weight on the international scene. However, some people complain of longer waits to see their doctor because so many are working abroad. And, like all commodities in Cuba, medicines are available on the black market for those willing to risk large fines if caught buying or selling.
International travel is beyond the reach of most Cubans, but qualified nurses and doctors are among those forbidden from leaving the country for five years after graduation, unless as part of an official medical team.
Like everyone else, health professionals earn paltry salaries of around $20 (£13) a month. So, contrary to official accounts, bribery exists in the hospital system, which means some doctors, and even hospitals, are off-limits unless patients can offer a little something, maybe lunch or a few pesos, for preferential treatment.
Cuba's international ventures in healthcare are becoming increasingly strategic. Last month, officials held talks with Brazil about developing Haiti's public health system, which Brazil and Venezuela have both agreed to help finance.
Medical training is another example. There are currently 8,281 students from more than 30 countries enrolled at Elam, which last month celebrated its 11th anniversary. The government hopes to inculcate a sense of social responsibly into the students in the hope that they will work within their own poor communities for at least five years.
Damien Joel Suarez, 27, a second year from New Jersey, is one of 171 American students; 47 have already graduated. He dismisses allegations that Elam is part of the Cuban propaganda machine. "Of course, Che is a hero here but he isn't forced down your neck."
Another 49,000 students are enrolled in the El Nuevo Programa de Formacion de Medicos Latinoamericanos, the brainchild of Fidel Castro and Hugo Chavez, who pledged in 2005 to train 100,000 doctors for the continent. The course is much more hands-on, and critics question the quality of the training.
Professor Kirk disagrees: "The hi-tech approach to health needed in London and Toronto is irrelevant for millions of people in the Third World who are living in poverty. It is easy to stand on the sidelines and criticise the quality, but if you were living somewhere with no doctors, then you'd be happy to get anyone."
There are nine million Haitians who would probably agree.