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19/07/19

c'è odio costruttivo ed odio distruttivo .

  a chi mi dice come critichi gli odiatori e poi se un odiatore tu stesso ? o parli di odio costruttivo ? che .... dici .ecco cosa dico . leggetevi queste tre slide .


L'immagine può contenere: testo


L'immagine può contenere: una o più persone, cappello e testo




L'immagine può contenere: testo
chiedo scusa  ai miei  15  lettori\ letrrici     fissi  e  a quelli occasionali  se  le ripeto  ma  evidentemente    pochi leggono  l'archivio del  blog 

28/01/18

amico fragile di Matteo Tassinari


Amico Fragile




Durante il rapimento mi aiutò la fede negli uomini,proprio dove latitava la fede in Dio.Ho sempre detto che Dio è un'invenzione dell'uomo, qualcosa di utilitaristico  una toppa sulla nostra fragilità. Tuttavia, col sequestro qualcosa si è smosso. Non che abbia cambiato idea,
ma bestemmiare oggi come minimo m'imbarazza.
FABER



Luoghi meno comuni e più feroci  Mi disgustarono



Questo mondo è diviso in vincitori e vinti. Solo che i primi sono 3 ed i secondi 3 miliardi.
Come si può vivere ottimisti?
Probabilmente la sua canzone più  IMPORTANTE



di Matteo Tassinari





I cosiddetti “migliori” di noi se avessero il coraggio di sottovalutarsi almeno un po’vivremmo in un mondo infinitamente migliore



FABER ED I GIGLI DI PAPA'

... che abbia mai scritto Fabrizio De André, è molto probabilmente "Amico fragile". Quando scherzava ed era in zonaburlana diceva che lui era in realtà "Bocca di Rosa" (il suo spirito libertario emergeva prepotentemente come l'esplosione di un vulcano in"Bocca di Rosa"). Ma quando gli argomenti s'imbrunivano e assumevano colori tersi nell'oscurità (difficile, eh...) e bè... li s'intristiva ed aleggiava sempre dalle parti di "Amico fragile", come farebbe un aquila col suo rifugio, un luogo del conforto, un'ultima Thule anche per lui, un luogo dove sai che ritornerai sempre, perché sarà il luogo della tua morte, del ritrovo con te stesso nella tua nullità completa e totale. Troppo ottimista?No... è così! Aveva una convinzione granitica in quel che raccontava che t'infondeva una certezza e condivisione proprio per quel che diceva. L'imparavi subito, a memoria. Le parole, anche quelle sceme, s'imprimevano nella mente. Troppo esplosivo, spiazzante, imprevedibile nei ragionamenti, originale per le mie vedute o visioni che un borghese convenzionalista non sono proprio, o meglio, quelle che mi parevano visioni e invece erano realtà sognate piccine... Gli credevi proprio, eri persuaso del suo discorso carsico, e ti piaceva gargantuescamente sentirlo a parlare e guardarlo in faccia. A pensarci ora, davvero non sembra vero. Mentre era con me, avrei voluto che ci fossero state le telecamere di tutto il mondo che ci riprendessero ad urlare: "Ci sono io con Fabrizio 'sto giro". Io e lui, a zonzo in centro a Riccione, sconciamente sbronzi di Chivas. A pensarci adesso mi viene da sorridere e soffrire, primo perché è successo, secondo perché non potrà succederà più.


Lo avvertivi quel vento...

Lo avvertivi quel vento trasportatore, per lamiseria se lo avvertivo. Quel little big man, uno come pochi, forse nessuno, sapeva perdonare anche quando aveva ragione, come sapeva aggredire spudoratamente se gli stavi sulle palle, allora qualcosa d'errato l'avevi fatto, qualcosa che non era da fare l'avevi compiuta. Un capo indiano, un autentico capo indiano, stesso carisma, stessa postura, stesso modo di pensare, stessa indipendenza (meglio, autonomia). Che "Amico fragile" fosse la più importante, a dirlo non sono io, ma De André stesso, in più d'una occasione, anche lui ne era innamorato e non gliel'ho mai chiesto il motivo, neanche ci vedessimo tutte le sere. Quella volta, e altre due molto circoscritte e ufficiali come cerimonia, era una intervista di gruppo al cantautore in una sala stampa. E sì, che fu un episodio acerbo ancora sul nascere, quando vinse la strana entità che l'aggrediva impietosamente ogni volta che doveva salire sul palcoscenico, che gli offriva la vista di migliaia di persone che lo aspettavano con ferocia solidale.

CHE TACHICARDIE


"Chi non sa tenersi compagnia difficilmente la sa tenere ad altri. Può fingere".

Allora, forse, un pò di tachicardia è purenormale che t'arrivi in coppa, a pensarci... Erano i primi anni '80 e De André era un gran figo, proprio era pieno di donne, il classico donnaiolo, ogni sera una diversa e per di più lo si vedeva in televisione a cantare con Mina. Un tripudio di notorietà e celebrità che il gagà Faber non si lasciava certo sfuggire, vanitoso com'era anche se non sopportava questo aspetto del suo carattere, e la faceva pesare sulla bilancia, fischia, lo faceva vibrare il fatto che lui aveva cantato con Mina, e che aveva avuto quella incoscienza lì, come sguazzare in uno stagno con il cigno più bianco. Un dandy libertario che divenne anche poeta decadentista rimanendo anarcoide e permissivo. Curioso e stellare, il percorso di Faber. Come si diceva all'epoca, era un buon "partito". Famiglia dell'alta borghesia genovese, bello, coi soldi, era perfetto Fabrizio. Ma a Fabrizio era proprio questa perfezione plastificata che gli stava stretta per questo cercava incessantemente un'altra vita, forse nei carrugi con Riccardo Mannerini poeta e grande scacchista, grande fumatore di pipa, e per lui, Faber, ha sempre nutrito per lui grande rispetto e stima di essere suo amico fragile, anche perché Mannerini, fatto da non dimenticare, era fortissimo a scacchi.


Uno scorcio di Parco Portobello di Gallura

Era considerato un mitodel momento nella Sardegna dei Vip e quella sera (forse avrebbe dovuto anche capire che era una sorte quasi obbligata) nel parco residenziale di Portobello di Gallura, c'era anche lui. Nell'aria si respirava più il fatto che ci fosse De André, più della festa stessa. Fabrizio era stato trasformato in una festa nella festa in pratica. "Volevano sentire suonare e cantare con Fabrizio De André", per portarsi via una canzone scippata in gruppo e che lo voleva mettere su una sedia facendolo cantare a tutti i costi come un Juke Box. Cosa che Fabrizio non sopportava, figuriamoci. Anzi, erano dinamiche, queste ingerenze, che detestava, odiava, non tollerava proprio.h
Una tremebonda imponderabilità

Quei giorni perduti a rincorrere il vento a chiederci un bacio e volerne altri cento

In quella seratacalda, estiva, camicie di seta sbottonate e rigorosamente bianche stirate di pane o Lacoste casual verdi bottiglia a non finire. Quando Faber con la prima moglie Puny, andarono ad una festa in una di quelle ville nel parco residenziale di Portobello di Gallura, zona frequentata da personaggi noti, certamente ricchi, si pensava al solito incontro fra gente coi soldi e occupata sempre in questioni poco chiare ma assai remunerative, a quanto pare. Medici, avvocati, politici, imprenditori, magistrati, presenti alla festa di quella sera dove c'era anche Dori e Fabrizio. Faber voleva partecipare tranquillamente alla festa, non si faceva certo problemi, un po di whisky e ogni argomento per discutere era buono, senza mettere i vestiti della star e avere addosso anche quella sera l'attenzione del gruppo. Anzi, gli sarebbe piaciuto parlare per sapere la loro opinione su quello che aveva detto Papa Paolo VI sugli esorcismi e altro, magari accompagnati da qualche drink. "Amico fragile" l'ha scritta in quella notte di tremebonda e imponderabile fatalità e alcol, lampi e fulmini nella mente di Faber e forse anche in cielo, sopra il garage estivo. Me lo immagino, quasi al buio e fuori quai totalmente coi sensi, nel concentrarsi sulla parte più centrsale della lettera più importante. Alla ricerca dello stip che sappia con saggezza ed ironia, saper rispondere ai suoi fulmini. Scosso, spaventato in una notte che i "gigli di papà (come li definiva Faber) col Rolex d'oro e tutto il borsame di Louis Vuitton", volevano il cantante, non l'uomo. La sua opinione sembra quasi non fosse importante. Era già stato deciso. Fabrizio doveva cantare! Ci mancava che gli mettessero la chitarra a tracolla e le avevano provate tutte. Non c'era verso di fargli cambiare idea. Del resto, quella, era gentaglia non abituata a sentirsi rispondere no! Ebbene, grazie a De André, quella fu una di quelle volte che dovettero accettare la malasorte.

Dall'ingenuità possono nascere piccoli miracoli o anche grandi stronzate

Gli rispose un NO secco e anarchicofolle come l'azzardo, l'assurdità e il delirio contro borghesi in Mercedes in Sardegna, terra non loro: "ma dovunque andassero, sembravano loro i padroni!". Da qui il comprendere e condividere, da parte mia, il banditismo sardo, come risposta al consumismo di gente abituata alle feste e che arrivava con tanti nichelini e macchinoni. A aspettarli a casa, una villa con piscina e maggiordomo con campo da tennis. Non è giusto questo. Penso che il banditismo sardo, sia anche una naturale conseguenza delle diversità fra uomini e dell'aggressione". La situazione difficile e oscura, s'inghiottì Fabrizio fino a ridurlo ad essere molto più ubriaco di noi tra tuoni, intuizioni, saette, barlumi, chiarori, buio, ombre, guizzi, flash, ricordi obnubilati, frammenti di memoria liquidi, saette ed ebbrezza, rapimento e amore, slancio farneticante, estasi ed entusiasmo, composizione furiosa come un'improvvisa e violenta invasione d'estasi mal sopportata.





Prima piangi per poi essere corrisposto





Evaporato in una nuvola rossa in una delle molte feritoie della notte

Da quel momento  le decisioni di Faber, in quel contesto ormai divenuto ostile ad ogni ricettore ancora attivo. In pratica, sono tutti tentativi abortiti ancor prima di nascere, quelli che ti danno il messaggio che tutto è sotto controllo, quando sei in alto mare, ne hai una fottuta necessità. Garantisco, se ce ne fosse la "bisognia", è così. Non sa dove andare Faber, restare, andare via, incazzarsi e far una scenata a voce alta o far finta di nulla. Ma non ci riuscì. Inizia a camminare da solo, in silenzio. La gente, lo nota, capirai. Dice un "Vi saluto belin" ad alta voce e si dirige verso casa con una bottiglia di whisky in mano fregata al baccanale. o happening involuto. Un party da dimenticare. E' una notte che De André piange per "essere corrisposto nelle serate estive", ma lo fa senza capirlo, perché è l’unico modo di dimostrare di voler bene al mondo ed essere accolto, ma il meccanismo è cosi labile, fragile che non s'avvera, come non s'avvera neppure per noi. Niente! Anche quella sera, De André, finì con la chitarra in mano, con suo grande disgusto per quella gente che lo voleva a tutti i costi dietro un microfono improvvisato su di un soppalco realizzato al momento un pò goffamente. Ma quello che+è più grave per Fabrizio, è che tutti se ne sono fottuti dei suoi stati d'animo, del suo umore, come voleva passare la serata. No, doveva cantare e come stesse lui, non gliene fregava nulla a nessuno.



ERO MOLTO PIU' UBRIACO..., DI VOI




Allora mi sono rotto le palle, ho preso una sbronza terrificante, hoinsultato tutti e sono tornato a casa. Qui mi sono chiuso nella rimessa e in una notte, da ubriaco, ho scritto 'Amico Fragile'. La Puny miha stanato alle otto del mattino, non mi trovava nè a letto nè da nessunaparte, ero ancora nel magazzino che finivo di scriverla. Genesi di uncapolavoro.

25/08/17

ed io che credevo che i cantautori fossero tutti disinistra e di estrema sinistra il caso de il Guccini cattolico Claudio Chieffo



  dicono  di lui   :

« Nelle canzoni di Claudio c'è un'onestà, una pulizia, un amore naïf che fa pensare. Siamo profondamente diversi, non solo per le sicurezze che lui ha e che io non ho, ma soprattutto perché nelle sue canzoni lui non fa mistero delle sue certezze. »
(Giorgio Gaber[)

Sentendo  questo video  sotto   ,  sonmo rimasto  sorpreso credevo che  i cantautori     fossero   tutti  , eccetto (  anche s e poi  è risultra  una legenda metroèpolitana  I II  ) Lucio Battisti  di  destra   e  fascista



10 anni fa moriva Claudio Chieffo uno dei più celebri cantautori cattolici, punto di riferimento umano e musicale per il popolo di Cl. Per ricordarlo è stata allestita una mostra nell'ambito del Meeting di Rimini, curata dal figlio, Benedetto. Chieffo, ideologicamente lontanissimo da Francesco Guccini, ne era però amico. Avevano suonato insieme in concerto, si frequentavano, in qualche modo erano espressione della stessa generazione impegnata. "Non so se davvero mio padre sia stato il Guccini dei credenti - afferma Benedetto Chieffo - certo i punti di contatto sono evidenti".
di Francesco Gilioli

27/11/16

una persona povera può ritenersi LIBERA? post ispirato da una discussione facebookiana con Tina galante

L'amica  ed utente  Tina  galante  si chiede, come   dice il titolo stesso     del post ,in questi  due post ( I  II )    su  Facebook  cosa  è la libertà ?

Ecco  le  mie risposte   alle  domande    del secondo  post

Dipende  se   uno  è

  • individualista



  •    collettivo 




  a quello del primo    dipende   da come si vuole  vivere   per  capire  meglio   due  film  il  primo   deve  ancor a uscire  (   io  sono riuscito a vederlo in rete   in lingua  originale  con sottotitoli in italiano ) nel nostro paese  infatti


                                               CAPTAIN  FANTASTIC


DATA USCITA: 07 dicembre 2016
GENERE: Drammatico
ANNO: 2016
REGIA: Matt Ross
ATTORI: Viggo MortensenGeorge MacKaySamantha IslerAnnalise BassoKathryn Hahn
SCENEGGIATURA: Matt Ross
FOTOGRAFIA: Stéphane Fontaine
PRODUZIONE: Electric City Entertainment, ShivHans Pictures
DISTRIBUZIONE: Good Films
PAESE: USA
DURATA: 118 Min






Ben vive con la moglie e i sei figli, isolato dal mondo nelle foreste del Pacifico nord-occidentale. Cerca di crescere i suoi figli nel migliore dei modi, infondendo in essi una connessione primordiale con la natura. Quando una tragedia colpisce la famiglia, Ben è costretto suo malgrado a lasciare la vita che si era creato, per affrontare il mondo reale, fatto di pericoli ed emozioni che i suoi figli non conoscono.

per  chi  non è  suscettibile  di  SPOILER  cioè   non  gli  fa  ne  caldo ne  freddo se  gli  rilevano la trama    prima  che lo veda    qui   una recensione  dettagliata


  





La libertà come valore assoluto non esiste nella realtà, nella realtà questo termine ha solo un valore relativo, che può riferirsi al numero ed alla qualità delle possibilità di scelta concreta, che può avere una persona. Se ad un condannato a morte dai la "libertà" di scegliere come morire, avrà molte possibilità tra cui scegliere, ma non può scegliere di non morire. Il problema è che in situazioni meno estreme, la maggior parte della gente è così condizionata mentalmente da non riuscire neanche ad immaginarsi le scelte che di fatto non può fare :D Comunque nel mondo reale potremmo dire che maggiore è il numero delle possibilità di scelta di cui una persona dispone, maggiore è la sua "libertà". La povertà, come l'ignoranza ed altre cose sono situazioni che non ampliano di solito le alternative tra cui scegliere, d'altro canto anche la mancanza di immaginazione e la povertà critica ed ideativa riducono moltissimo le possibilità di scelta: in questi casi anche ad avere tanti soldi, più che riprodurre i modelli consumistici correnti non si riesce a fare. Bisognerebbe chiarire cosa si intende per libertà e cosa per povertà. Marx sosteneva che è necessario liberarsi dal bisogno (quello materiale presumo) per essere liberi: lui lo era forse, anche perché si faceva mantenere da Engels quindi non aveva bisogno di lavorare :D a volte a filosofia è una affascinante trappola,












03/01/16

FRANCIA/ La storia di Tippi, la ragazza che parlava agli animali



Tale storia  riportata  dal  solito http://www.curioctopus.it/, se  pur  vecchia   di tre  anni  , ma pur sempre  affascinante  ,potrebbe sembrare la trama del romanzo di Rudyard Kipling o  del controverso E venne chiamata Due Cuori  un romanzo autobiografico o  pseudo tale  di Marlo Morgan in cui l'autrice racconta la sua esperienza di viaggio attraverso il deserto australiano, dopo aver vissuto con gli aborigeni qui alla voce di wikipedia e venne chiamata  due  cuori   ulteriori  news ) . Essa  è quella  di Tippi Degré, figlia di due fotografi naturalisti francesi e nata nel 1990 in Namibia, Africa, che fino all'età di 10 anni ha condiviso la sua vita con gli animali.

per  ulteriori dettagli 

La bambina è cresciuta nella natura africana incontaminata, giocando con gli animali selvaggi. Il suo rapporto con loro è documentato dalle sorprendenti foto scattate dai suoi genitori, che la ritraggono in compagnia di elefanti, struzzi e leoncini.
“Ognuno di noi ha un dono. Io parlo con gli animali. Ma non uso la voce. Capisco cosa i miei amici mi vogliono dire da uno sguardo, dal modo in cui muovono le piume, alzano una zampa, usano gli artigli.”
Oggi Tippi vive a Parigi, è appassionata di cinema e sogna di tornare in Africa a girare un documentario proprio su di loro: i suoi amici animali.

via: trueactivist.com

immagine: BARCROFT MEDIA

immagine: BARCROFT MEDIA


immagine: BARCROFT MEDIA

immagine: BARCROFT MEDIA

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immagine: BARCROFT MEDIA

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immagine: BARCROFT MEDIA

immagine: BARCROFT MEDIA



ma  mi  è piaciuto di più  questo articolo di  http://salute.leonardo.it/  che  riporto sotto




Se vi mettete insieme a me nel gruppo di coloro a cui non importa niente della gravidanza di Belen o di altre star, vi piacerà sicuramente questa storia che, sì… merita davvero un po’ di spazio per essere raccontata. E’ la bellissima storia di Tippi Degré (il nome completo è Tippi Benjamine Okanti Degré), francese nata il 4 giugno del 1990, che ha passato la sua infanzia in Namibia, cresciuta in mezzo agli animali e alle tribù del Kalahari.

CHI E’ TIPPI DEGRE’

La bambina nacque in Namibia da genitori francesi: il papà Alain e la mamma Sylvie Robert lavoravano come fotografi naturalisti indipendenti, ed hanno voluto che la piccola nascesse in Africa e crescesse insieme a loro a contatto con la natura. Una scelta coraggiosa, ma che ha permesso alla piccola Tippi di crescere in totale armonia e simbiosi con la natura e gli animali selvaggi. Se vi emozionate vedendo queste foto, capirete quanto è stata bella e importante per lei la scelta dei genitori…



GLI AMICI DI TIPPI

Durante la sua permanenza in Namibia, Tippi ha avuto per compagni di giochi molti animali selvatici, come l’elefante di 28 anni Abu, un leopardo che ha chiamato J&B, coccodrilli, leoni e giraffe, un Galago del Nord, una mangusta, un emù, alcune faine, un cucciolo di zebra, un giaguaro, un caracal, un serpente, un pappagallo grigio africano, un rospo gigante ed alcuni camaleonti. La bambina è anche diventata amica di un cacciatore delle steppe della tribù degli Himba, una delle etnie del Kalahari, che le ha insegnato come sopravvivere di radici e di bacche, e a parlare la loro lingua.

IN MADAGASCAR E POI IL RITORNO A PARIGI


Tippi si è in seguito trasferita con i genitori in Madagascar e poi ha fatto con loro ritorno in Francia, dove è diventata presto una celebrità. Un libro (in Francia famosissimo) raccoglie le sue avventure (“Tippi of Africa”), a cui è seguito My book of Africa. Tippi ha anche dedicato un sito web alla sua infanzia spesa in Namibia, e appena ha potuto è tornata in Africa per girare una serie di sei documentari per Discovery Channel.

L’IMPATTO CON LA CIVILTA’

A Parigi, Tippi ha frequentato per due anni una scuola statale, ma poi ha dovuto proseguire gli studi a casa con insegnanti privati, perché aveva davvero poco in comune con gli altri bambini parigini. Il perché è facile comprenderlo… cresciuta completamente libera, a contatto con culture ancestrali e il vento caldo sulla pelle, ad affrontare la vita secondo i ritmi della natura e con un bagaglio di conoscenze che i bambini di città non potevano comprendere – per ignoranza e mancata esperienza -, imporre a Tippi di dimenticare ciò che sapeva non era davvero possibile. Il suo, del resto, era un valore aggiunto e non una mancanza.
Ora Tippi sta studiando cinema all’Università della Sorbona… che dire… tanti auguri a questa ragazza che ha avuto una fortuna immensa, quella di vivere libera, come ogni bambino meriterebbe di essere, e di sviluppare un’empatia nei confronti degli animali che noi cosiddetti “civilizzati” abbiamo perso da tempo immemore.
Qualcosa mi dice che sentiremo ancora parlare di lei… 
Questa ragazza che ha vissuto a cavallo di due mondi ha molto da insegnare a tutti noi

 Infatti  da  quello che  ho letto in giro per  il web    Ora che “la piccola Mowgli” ha diciott'anni, ha terminato il baccalaureato (   corrisponde  ala nostra  maturità liceale  )   a Parigi e si è iscritta alla Sorbona. Indovinate il suo sogno nel cassetto? È appassionata di cinema e vorrebbe tornare in Africa a girare dei documentari. Tra i suoi animali.

04/12/14

Fotoconsigli: infrangere le regole


Avete imparato le regole base della fotografia? È il momento di scatenare la vostra creatività! Vedi tutti i fotoconsigli 
Imparate le regole della fotografia, poi infrangetele. Gli insegnamenti convenzionali forniscono una base importante e indispensabile, ma una volta imparate, non ci sono limiti all'espressione personale
 

Donna sul gommone lago Kuril, Kamchatka, Russia.
Fotografia di Randy Olson, National Geographic



Utilizzare lo spazio negativo
Lo spazio vuoto non significa necessariamente spazio sprecato nell'inquadratura. Se considerate lo spazio vuoto come un oggetto, e gli date lo stesso peso rispetto ad altri elementi nell'inquadratura, l'effetto può essere interessante. In questo caso, ad esempio, lo spazio vuoto è stato utilizzato assieme alla composizione per conferire all'immagine un senso di sognante solitudine.


Fotoconsigli: infrangere le regole
Il salto
Fotografia di James Nachtwey, National Geographic
 
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Rompere la regola dei terzi
Una delle regole base della composizione è dividere l'inquadratura in terzi e porre il soggetto nell'intersezione tra le linee, una misura che permette all'occhio di assorbire l'intera scena.
Ma si possono ottenere immagini molto forti anche con il soggetto al centro dell'inquadratura, soprattutto se c'è simmetria nell'immagine e un punto di riferimento solido, come in questa immagine scattata in Sudafrica. L'occhio cade innanzitutto sul ragazzo che salta al centro della foto, la cui energia viene enfatizzata dalla centralità. Gli altri ragazzi forniscono una quinta piacevole ed equilibrata da entrambi i lati, come una sorta di cornice.


Fotoconsigli: infrangere le regole
Un mattino a Shanghai
Fotografia di Justin Guariglia, National Geographic
Un gruppo di ballerini si esercita sul Bund di Shanghai di primo mattino.
 

Scattate in controluce
Una delle regole più citate della fotografia è che bisogna scattare con la fonte di luce alle spalle, in modo che il soggetto che volete ritrarre sia illuminato in maniera corretta e non in ombra.
La retroilluminazione crea l'effetto opposto, e isola il soggetto dallo sfondo in un modo che può risultare molto suggestivo. Se volete ottenere una sagoma scura, esponete sullo sfondo. Se scattate contro il sole, aspettate che venga coperto da qualche elemento nell'inquadratura, in modo che la fotografia non venga eccessivamente sovraesposta.


Fotoconsigli: infrangere le regole
 
Nel vecchio ranch    Fotografia di Raul Touzon, National Geographic  Questo granaio fa parte del Bonanza Creek Ranch, un'azienda agricola spesso usata come set cinematografico.



Stortate l'inquadratura
Mantenere l'orizzonte allineato con la base dell'inquadratura, e comunque mantenere dritta  l'intera scena, è una regola importante della fotografia, soprattutto quando si fotografano i paesaggi. Tuttavia, un'inclinazione intenzionale e suggestiva della macchina fotografica può dare un tocco dinamico al vostro scatto, trasformando una scena consueta in qualcosa di sorprendente.



Fotoconsigli: infrangere le regole
La ballerina
Fotografia di Joseph Valdivia, Your Shot
Yna ballerina sul palco a Rochester, Minnesota.
 

Creare un effetto mosso
L'effetto mosso può essere un errore, frutto del tremore delle vostre mani o di un tempo di esposizione troppo lungo, ma in alcuni casi il risultato può essere molto piacevole, e può conferire al vostro scatto l'atmosfera giusta. Provate a scattare con tempi di esposizione lunghi per sfocare il vostro soggetto in movimento, ma cercate sempre di mantenere un punto di riferimento che non sia mosso, anche una piccola porzione dell'inquadratura che risulti ben delineata e incisa. Ma in certi casi, se il soggetto possiede un certo equilibrio grafico, anche una foto completamente mossa può risultare in un'immagine splendida e astratta.




Fotoconsigli: infrangere le regole
 
Ragazzi in volo  Fotografia di Amy Toensing, National Geographic Tre ragazzi saltano da un ponte sul Mulwala Canal di Deniliquin, in Australia.

Scattare sotto il sole di mezzogiorno
Si dice spesso che l'orario ideale per scattare foto sia il mattino presto, oppure il tramonto, quando il sole è basso, la luce è più morbida e le ombre sono lunghe. Tuttavia, a volte la luce cruda di mezzogiorno può conferire l'atmosfera giusta al vostro scatto, e le ombre compatte e ben delineate possono contribuire a rendere l'immagine più interessante.





 
Fotoconsigli: infrangere le regole
 
Donne amish sulla spiaggia Fotografia di Johnny Nicoloro, National Geographic Un gruppo di donne amish sulla spiaggia di Waveland, nello stato del Mississippi.

Invertite la regola degli spazi attivi
Piuttosto che rispettare la regola dello spazio vuoto in cui si muove il soggetto, potete fare esattamente l'opposto. Fotografare il soggetto che esce dallo spazio vuoto anziché entrarvi crea un senso di movimento, e focalizza l'interesse su ciò che il soggetto si lascia alle spalle.



Fotoconsigli: infrangere le regole
 
Donne di Pechino Fotografia di Randy Olson, National Geographic Due giovani donne di Pechino, Cina.

Sfuocare il soggetto

In alcuni casi può risultare efficace sfuocare il soggetto principale, a patto che vi sia un particolare sullo sfondo che resti a fuoco. In questo scatto, si ha l'impressione di scrutare dietro le quinte, cogliendo un particolare intimo. Utilizzate il fuoco manuale e aprite il diaframma il più possibile per ottenere una profondità di campo ridotta. Fate dei tentativi, scegliendo di mettere a fuoco un soggetto in primo piano o sullo sfondo. Si può anche scegliere di sfuocare l'intera immagine, ma non esagerate, altrimenti non si riuscirà a discernere alcun particolare.


Fotoconsigli: infrangere le regole
 
Times Square
Fotografia di Michael Yamashita, National Geographic  Vista con mosso controllato di Times Square, New York.

Usare lo zoom in fase di scatto
Un altro metodo per creare un senso di movimento e di dimensione è utilizzare lo zoom mentre si scatta. Per farlo però dovete mantanere l'apparecchio ben fermo, magari su un treppiede, e utilizzare un tempo di esposizione abbastanza lungo da permettervi di zoomare durante lo scatto. Zoomate con un movimento fluido e costante, e scegliete una situazione in le fonti di luce disponibili vi permettano di ottenere un effetto suggestivo.








04/07/14

il caso di Marinaleda ecco come riprendersi dalla crisi . ma allora il socialismo non è un’utopia?


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In un  periodo  di ricorrenti crisi  economiche  e di un sistema   sempre  peggiore  



 da un video che  viene  continuamente rimosso      ma   che riappare  ciclicamente   sintesi  del film    https://www.youtube.com/watch?v=7gSRg_zoBgA

Eccovi  una  modello  di utopia realizzata  

Nel cuore dell'Andalusia sorge una piccola comunità rurale che è riuscita a sconfiggere la piaga dei senza lavoro. Un esempio unico nell'Europa colpita dalla crisi e dalla recessione creato dallo storico sindaco della cittadina. 

Juan Manuel Sànchez Gordillo ha fondato la politica economica e sociale su un principio che ha avuto successo: non più copetività ma cooperazione. Ispirandosi ai valori del socialismo ha costruito nell'arco di 30 anni un sistema che garantisce la sussistenza all'intera comunità agricola. Il risultato è la piena occupazione e un sogno che resiste: l'utopia di un sistema di convivenza e produttivo diverso
Un paese senza disoccupati né mutui da pagare, dove tutti hanno uno stipendio garantito. Non è utopia ma quanto accade a Marinaleda, un piccolo centro abitato nei pressi di Siviglia, in Andalusia, dove tutto questo è realtà.Il piccolo comune andaluso è balzato agli onori della cronaca perché rappresenta un esperimento sociale ed economico quanto meno interessante. Nel bel mezzo della più grave crisi del dopoguerra, con la disoccupazione al 30% in Spagna, il centro governato dalla fine degli anni ’70 dal rivoluzionario sindaco Gordillo registra un sorprendente 0% alla casella disoccupazione.Il principio ispiratore si fonda sulla cooperazione. L'obiettivo da realizzare è un'utopia, nel senso letterale del termine: è scritto a
caratteri cubitali perfino sullo stemma della città: 'Marinaleda, un'utopia verso la pace'.Da quando il sindaco Gordillo è al governo, la popolazione, dapprima assai povera, ha occupato terreni abbandonati di latifondisti per metterli a reddito, ed in seguito una grossa tenuta è stata ceduta dal proprietario al comune perché fosse assegnata alla popolazione più povera. Dall'inizio del mandato di Gordillo quasi tutta la popolazione in grado di lavorare si è dedicata alla coltivazione e alla trasformazione dei frutti della terra riunendosi nella Cooperativa Humar - Marinaleda SCA, creata dagli stessi lavoratori. In più sono sorti un piccolo commercio e una piccola distribuzione locale.
La cooperativa, che rappresenta la vera forza economica di questo paese, impiega il 70% dei residenti. Il restante 30% della popolazione lavora negli uffici e nelle scuole o in piccole botteghe a conduzione familiare.Lo stipendio, uguale per tutti, è di 47 euro al giorno, per sei giorni di lavoro alla settimana. Identica remunerazione anche per gli operai dei campi e per quelli dell’industria della trasformazione, indipendentemente dalla mansione ricoperta o dalle ore di lavoro svolte, che oscillano dalle sei giornaliere a coltivare la terra alle otto in fabbrica.Non esiste la polizia e le decisioni politiche vengono prese in una riunione in cui tutti i residenti sono tenuti a partecipare. Le cariche politiche sono volontarie e senza compenso, svolte solo per il bene della collettività. Le imposte da pagare sono bassissime e il bilancio comunale è pubblico.Ma non è finita qui: ogni cittadino di Marinaleda ha la possibilità di pagare un affitto calmierato di 15 euro al mese per un appartamento di 90 metri quadri. Come?



 Il Comune gestisce il terreno, ne concede il permesso di edificabilità valutando la bontà del progetto e l'assegnatario contribuisce alla costruzione dell'edificio con il proprio lavoro.Nella Spagna stretta dalla morsa delle politiche di austerità,--- secondo  questo articolo d'inchieste  repubblica ( di cui trovate  nel blog  il video  )  ----  Marinaleda ha risposto all'impatto della crisi peggiore che l'Europa abbia conosciuto nel dopoguerra con la costruzione di un tessuto sociale e vincoli di solidarietà. Vivere qui non è semplice, ci raccontano alcuni lavoratori.  "Il lavoro nei campi per noi è parte integrante di un sistema che dura da 30 anni e non tutti sarebbero disposti ad accettare queste condizioni". Ci vuole "volontà politica, prima di tutto", chiosa Esperanza. 
E a chi li accusa di essere dei pazzi fuori dal tempo e dall'economia globalizzata, arriva la risposta di una produzione agricola che oggi giunge sulle tavole di tutta la Spagna, di alcuni paesi europei  -  Italia compresa  -  fino al lontano Venezuela.