30/06/05

Senza titolo 690
























 



Non c’è soltanto il mercato: salviamo la dignità dell'Africa



di CLAUDIO BAGLIONI

come identità, libertà, cibo, salute, lavoro, famiglia, figli, terra, casa, scuola, futuro. Quelli che consideriamo diritti irrinunciabili e inalienabili, per centinaia di milioni di persone come noi, non sono nemmeno speranze. Sono sogni. Anzi incubi. L’incubo di una vita che non ha alcuna possibilità nemmeno di sfiorare la soglia della dignità. Di queste cose abbiamo brevi lampi di coscienza. Durano lo spazio di un servizio di telegiornale; la coda d’emozione suscitata da immagini “forti” o da statistiche che hanno dell’incredibile.
Del resto «cosa possiamo fare?». E’ il mercato. Mercato, globalizzazione, competizione. Non sembrano nemmeno invenzioni umane. Sembrano divinità. Divinità cieche e insaziabili, per ingraziarsi le quali il popolo della terra non può far altro che offrire sacrifici. Sacrifici umani, evidentemente. E dato che questo Mercato vive e si alimenta di differenze e squilibri, per renderlo più florido e più capace di produrre ricchezza, occorre generare squilibri e differenze: produrre povertà. «Mors tua, vita mea».
Non è così. O abdichiamo al senso di essere uomini e alziamo bandiera bianca, o dobbiamo ammettere che governare il mercato è possibile. Non un problema di strumenti; un problema di volontà. Se le cose non cambiano non è perché mancano idee, capacità o risorse. E’ perché gli interessi che premono perché tutto resti com’è sono più forti di quelli (che pure esistono) che spingono per il cambiamento. E’ questa l’equazione da ribaltare. Prima nelle coscienze individuali, poi in quelle collettive. Quindi nelle scelte di politica economica e sociale di parlamenti e governi. Soprattutto dei governi di quei Paesi come la “vecchia Europa” e le altre grandi potenze industriali che “possono” e, dunque, hanno l’obbligo di concorrere a risolvere quei problemi rispetto al sorgere dei quali non sono privi di responsabilità. Il mercato è sovranazionale, certo. Ma non soprannaturale. Passare da un mondo nel quale l’uomo vive per il mercato a uno nel quale il mercato è fatto per l’uomo per tutti gli uomini è possibile.
Questo vogliamo dire, sabato 2 luglio, agli 8 paesi che decidono delle sorti degli altri 200. “Live 8” non è la risposta. E’ la domanda. Domanda di valore e di senso. Domanda di un’altra economia che globalizzi e reinvesta gli utili, ridistribuisca le risorse e, finalmente, promuova ed esporti valori come libertà, solidarietà, sviluppo, salute. Un’istanza etica universale non più rinviabile, per la quale facciamo appello a tutta la forza di cui solo certe parole sono capaci: «Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando la sera cibo caldo e visi amici: considerate se questo è un uomo».


da "Il Messaggero" di oggi



un mito

29/06/05

strade che non portano a nulla ecco in cosa sono capitato e da cui devo uscire



































Dopo  aver  ricevuto , dopo  gli articoli post  referendum  ,  sia  all’ email privata  sia in quella  di  splinder alcune   critiche  e osservazioni  di voi  cdv   ( ed in particolare  quelle  di privateoutrage )  in cui  giustamente  mettevate in evidenza  la mia incoerenza  ( anche se io  preferisco chiamarla  caduta  d’incoerenza     dato  che   non sempre  cui si riesce  ad esserlo,e infatti per la  prima  volta  da  un anno, da  coerente  sono caduto nell’incoerenza  e nella contraddizione  )  ho  modificato  ,  facendo riferimento  anche  a me stesso   , i post l'italia  da capitale a  cenerentola   della cultura  e della ricerca  . Per   Parafrasare  Bolormaa  degli ex Csi ho  preferito  seguire   una  via  veloce  e rettilinea   ovvero quelle  strade   che   generalmente non portano   a niente  ovvero sono  solo seghe  mentali  o senza  uscita e  solo raramente   portano a qualcosa    e d  è questa  una  della  origine  dell’auto dedica  (  vedere  qui   della  canzone  Lavorare  con lentezza  di   Enzo del re   Ecco  quindi  che  ho deciso di  ritornare indietro  e  di fare  come il  gambero  perché : <<  E' necessario che io sia coerente con me stesso per dare il peso giusto ed un senso a tutto il resto ed è importante che non faccia cose in cui non credo per non confondermi e dover tornare indietro ...è necessario ....>> ( dei  Tiromancino  non ricordo la  canzone , sic   ) IL  secondo  cambiamento  è  quello al post  sull’aggiornamento del regolamento , in quanto   nella  tag    grazie  al  trend iniziato da Desire , si è  sviluppato un interessantissimo  dibattito  ma  SIC , non riesco in quanto non hanno lasciato nessun  indirizzo email a contattarli  ed  invitare alcuni , in particolare la signora \ ina  Desire , sul blog .   Ne  approfitto per  rispondere  alle loro  affermazioni : 1) ( … )  Ogni tuo post è una denuncia che qualcosa non va bene: quindi credi che in te non vada bene nulla!!! ( ...)  . Non  è vero  rileggetevi  tutto il blog .  Io  intendo  usare   del passato anche non vissuto in prima persona, ma pur sempre passato, un modo per cercare di migliorare un mondo che a mio parere si è già indirizzato in i vie poco promettenti! , costruendo e  distruggendo  (  battere e levare  )  , mettendomi indiscussuione  , la mia pera  d'arte giorno per  giorno  nel mondo e  non  in solitario  ( ecco  il perchè di un blog  collettivo  \ aperto  e  non solitario /  chiuso )   Fare in pratica  come  jack folla  (http://www.jackfolla.it/ ) alias  di    Diego Cugiawww.diegougia.com ) , creare  come consiglia  Mario Capanna  in  Speranze  , dei cenacoli  dove  ogni uno si scambia le sue opinioni  oppure  per parafrasare la  famosissima    vita  spericolata di  Vasco Rossi     ogni uno a  riccorre i suoi guai  ogni uno con il suo viaggio  ognuno di verso  ; 2)    (…)  Il mondo è solo il tuo specchio! Cambia te e cambierai il mondo... O meglio, accettati per come sei e il mondo non avrà più bisogno di essere cambiato (..)  In parte è cosio   ma  ricollegandomi a  quanto  ho  già detto  nelle righe  precedenti  ,  ho  preso una strada senza  via  d’uscita  devo  ritornare al  bivio  e  percorrere  l’altra  strada  ovvero  devo   , come  mi  ha suggerito  il mio   analista  e  alcuni cdv  : << Guarda che mai nessuno si incazzerà con te se decidi di guardare veramente nel tuo interno e lasciare questa facciata superficiale delle "lotte", "controinformazione"... Cerca questa serenità e scopri che veramente anche ciò che ti sembra ingiusto è necessario che vada così. Ovviamente ciò è il mio pensiero.(...)  termini psicologici, sappiamo benissimo che ciò che è da risolvere non sono i problemi che indymedia denuncia. I problemi sono in noi.(…)  Queste Emozioni e questi sentimenti non sono spiritualità. Fanno emergere solo un tuo malessere interiore. Uno scontro dentro di te che tu vedi nel mondo esterno e che ti fa criticare gli altri. Secondo il mio modesto parere chi lavora su se stesso deve entrare in contatto con una dimensione spirituale. E non fraintendermi: non parlo di chiesa (anche a me dà fastidio la chiesa). Spiritualità nel senso di contatto con se stessi in profondità. Ma se in ogni tuo post denunci situazioni esterne come fai a dire che lavori sul tuo interno?  >> e  fare  come  mi ha  detto DjX  nella  tag : <<  ( ...)    quando vedi che tutto è una merda e che sarebbe ora di cambiare il mondo allora guarda te stesso e capirai da dove viene il puzzo che senti". >>  ma  purtroppo mi serto   come il personaggio del libro che  ho appena finito di leggere  da qualche  giorno    di   Attenti al gorilla di Sandrone Dazieri (Arnoldo Mondadori Editore - 2000 - pagine 224 )  dove  non riesce  a far morire  l’altro suo io   ma  ci convive  ;  3)  I:.  : << E' vero cdv... Solo post di denuncia... Ma ci sarà qualcosa che per te funziona nel mondo? O sei veramente convinto che l'unica cos che funzionino siano le lotte? Che tristezza...>>  rileggiti  tutto i  post   quelli di denuncia  pura (  cioè senza   commento  e  sentimenti )   come dici  tu  sono  solo  recenti e  per  giunta non   tutti miei  .  . 


Senza titolo 689

 _____DA NON_____ 


                          CREDERCI


        Dio mi ha chiamato al telefono e mi ha detto:


- Non mi hai mai invocato, perché ce l’hai con me?


 Gli ho risposto:


      - Credevo fossi tu ad avercela con me,


         in tutti questi anni bui non ti sei mai fato sentire…


 


 Mi ha chiuso il telefono in faccia.

Senza titolo 688

Da qualche anno a questa parte ogni giorno sentiamo parlare ai telegiornali di persone che uccidono, i loro familiari, il vicino di casa, l'amico, etc... per motivi a dir poco assurdi! Con la velocità con cui si sta sviluppando questo "fenomeno" pare quasi una moda al giorno d'oggi risolvere i problemi in questo modo! Sarà forse un segno di questa società moderna?

28/06/05

Cerco un silenzio rarefatto di Mario Pischedda


Un mio  cdv   prof  di sociologia  al liceo socio perdagogico   della mia citta   , per  difficoltà   acon il pc  e  per la  pigrizia   mentale  nel ricordarsi le pass  e  i nij  k con cui si registra   mi manda  da  pubblicare  (  e lo farò  in futuero    anchje  con altri\e  persone   cdv   )  mi  manda  questa  sua  poesia     recitata  ad  Olbia al caffè re di sardegna il 10 giugno 2005


Cerco un silenzio rarefatto

Una stagione amica

E una campagna nella quale stare il più possibile da solo

A cantare come la cicala

A lavorare come la formica

Più concreto e positivo degli intellettuali perennemente acidi frustrati e tristi

Vivere così semplicemente

Con i calli e le patate tra le mani

Le ciliegie rosse

Gli agrumi che profumano

E l'aria che vola leggera

L'acqua

E un'ombra tra gli alberi  che acqueti

Lo spirito mio ribelle

Antagonista…

 

 

 

Bortigiadas 25 giugno 2004

 


P.s   è un ottimo fotografo  per   sue  fotro   trovate il suio blog  fra i miei link  , oppure   per i pigri riexcco il  sito  http://mariopischeddainmovement.blog.tiscali.it/

 


 

ecco percvhè la battaglia contro la legge 40 va ancora portata a vanti

Un interessantissimo articolo   di  Mauro visentin ( Prof.  di  filosofia  teoretica a alla   facoltà lettere  e filosofia    di Sassari  ) qui trovate  news  su  di   Lui . Esso  è     un po' post -  datato  dato  che   risale  al 12  giugno del  2005  )  , ma secondo me  ancora  valido  ed importante 

 

 

 Il dibattito sulla legge 40, che regola l’accesso delle coppie sterili alla cosiddetta fecondazione assistita, si sta, come era prevedibile, infuocando, in vista dell’imminente scadenza referendaria. Come sempre avviene in questi casi, gli interventi di opinionisti, esperti e inesperti, nella foga e spesso nella fretta con cui vengono redatti, risultano viziati da alcuni pregiudizi, che affliggono sia il campo dei sostenitori della legge sia quello degli oppositori. Anzi, si potrebbe sostenere che un equivoco di fondo è comune ai due schieramenti: quello che si possa decidere in nome di una verità razionale, argomentabile e deducibile a partire da principi sicuri. Vorrei spiegare perché mi sembra che le cose non stiano così.  Nel farlo, devo intanto dichiarare che, sebbene ravvisi la presenza di argomentazioni improprie, che nascono dallo stesso pregiudizio, anche tra coloro che rifiutano di considerare l’embrione un essere umano, per esempio pretendendo di partire da una definizione incontrovertibile di che cosa sia, appunto, “essere umano”, ritengo anch’io, sia pure per ragioni diverse, che questa differenza non si possa cancellare, cosa che, del resto, anche  i sostenitori della legge fanno solo a parole.

 Questi ultimi, infatti, quando entrano nel merito della questione non dicono che un embrione è già un bambino, ma sostengono che lo diventerà certamente, se il processo le cui fasi esso è destinato a percorrere non verrà interrotto in modo artificiale. E’ vero, i più avveduti ammettono che ad interromperlo provvede, in certi casi, anche la natura. Ma, appunto, da parte di costoro si asserisce che ciò che la natura è autorizzata a fare non è autorizzato a farlo l’uomo. Non ha alcuna importanza, ai nostri fini, sottolineare qui quello che pure è un singolare pregiudizio, che sembra implicare una sorta di feticizzazione della natura. Ci basta, per il nostro scopo, rilevare che tutti, ma proprio tutti, concordano su questo: l’embrione è un essere umano in potenza, il progetto di un essere umano. Anche i credenti più dogmatici, che ritengono l’anima creata da Dio e “insufflata” nell’uomo, cioè soffiata dentro il suo corpo, ammettono che questo avviene quando lo sviluppo della materia destinata ad accoglierla ha raggiunto un certo grado. Che cosa implica tutto ciò? Esattamente l’opposto di quello che i fautori della legge 40 sostengono, ossia che l’embrione non è un essere umano. L’essere in potenza, infatti, significa appunto “non essere in atto”: nessuno direbbe che un blocco di marmo che uno scultore sta abbozzando sia già una statua. Proprio perché lo è solo “in potenza”, proprio perché lo “diventerà”, proprio per questo non lo “è”, ora, adesso. Tra gli argomenti più curiosi che sono stati addotti per dimostrare che un embrione è già, di fatto, un essere umano, c’è poi quello della “continuità” del processo che legherebbe il primo al secondo. Ora, il fatto che il processo che collega l’embrione al bambino sia continuo, non dimostra in alcun modo che le due cose che ne costituiscono il punto di partenza e quello di arrivo siano una: dimostra precisamente il contrario, giacché la supposta continuità del percorso che conduce l’embrione a svilupparsi in feto e poi a diventare un bambino non toglie nulla al fatto che esso sia un percorso, e che, di conseguenza, il suo inizio non sia identico alla sua conclusione. Dire l’opposto significherebbe proprio negare l’esistenza del “percorso continuo” e perciò vanificare l’argomento o la base su cui quella presunta identità dovrebbe fondarsi, secondo la tesi di chi ragiona così. Ma non è tutto. Anche se si volesse usare l’argomento della continuità in un modo diverso e meno spericolato, dicendo, per esempio, che, quando pure si ammetta la differenza fra l’embrione e il bambino, la continuità del processo che li lega dimostra che l’uno si trasforma naturalmente nell’altro, ossia che l’embrione è, fin d’ora, la base da cui il bambino emerge, anche se si dicesse questo non si potrebbe arrivare a nessuna conseguenza vera, riguardo al punto decisivo, consistente nello stabilire quando avviene questo passaggio o questa trasformazione. Infatti è proprio la conclamata continuità del processo ad impedire che una conseguenza del genere possa essere tratta in modo logicamente vero e incontrovertibile: un processo continuo è divisibile all’infinito e non consente, come si sa o si dovrebbe sapere, per definizione, di individuare un punto “critico” nel quale avvenga qualcosa di decisivo che permetta di discriminare in modo assoluto il “prima” (e ciò che era prima) dal “poi” (e da ciò che viene dopo). La conseguenza è solo una: che, riguardo al momento in cui ci troveremmo, invece che di fronte ad un embrione (che anche per i sostenitori della legge è solo il progetto di un bambino, dunque non è un bambino), al cospetto di un essere umano, non è possibile asserire nulla di vero. L’unica cosa che si può fare è opinare, ossia assumere, in ultima analisi arbitrariamente (stabilendo cioè un limite convenzionale), che fino ad un certo punto ciò che chiamiamo “embrione” non sia un individuo e da quel punto in poi lo sia. E’ quello che ha fatto, per esempio, la legge 194, consentendo l’interruzione volontaria della gravidanza fino al terzo mese. Un credente (o un laico devoto) potrà anche stabilire questo limite facendolo coincidere con il primo istante del concepimento. Ma si tratterà sempre di un’opinione, più o meno arbitraria, e non di una verità innegabile.

Il punto mi sembra questo, e mi sembra che se si discutesse partendo da una simile premessa la discussione sarebbe perlomeno più onesta e forse più ordinata o meno confusa. Sicuramente meno faziosa e terroristica. Anche perché il criterio possibile per dirimere una controversia fra opinioni (e convenzioni), non essendo la verità, può essere solo l’opportunità (per esempio quella di tutelare una vita umana in potenza piuttosto che una vita umana realizzata – e magari sofferente, come un malato di alzheimer e chi lo assiste –, o quella di garantire, viceversa, i diritti di un individuo reale piuttosto che quelli di  un individuo presunto).                                                                                            

 

27/06/05

27 giugno 1980 - 27 giugno 2005


 


 


 


 


 


 


 


dedico questo post   oltre che  a me stesso  in quanto ; è da  questo  avvenimento  che  incominciata la mia passione per la storia  di quelli  che vengono chiamati   " misteri " italiani  o  storia  dell'altra italia ,la mia passione per la  politica trasformatasi poi solo  in  politica e  differenziata  dalle  ideologia  ovvero  quella  chje  alcun i filosofi fra  cui Mario Capanna  chiamano     politika  (   non mi dilungo   nel  spiegare le differenze  perchè l' ho  già spiegato più volte nel  corso del blog  ) ;  e  a  chi come  me  coltiva la memoria    in particolare il nuovo  arrivo  Simyna  e   il suo bellissimo e  ottimo    blog  http://ricordaresempre.splinder.com/



Per chi volesse saperne di più



  • SITI 


 http://www.stragi80.it/indice.html                                                                                       http://www.seeninside.net/



  • Libri 


Il quinto scenario I missili di Ustica di Claudio Gatti e Gail Hammer (Rizzoli 1994)                                                                                                                                                                     A un passo dalla guerra Ustica Storia di un segreto inconfessabile di Daria Lucca, Paolo Miggiano e Andrea Purgatori (Sperling & Kupfer 1995)                                                                                                                                                                                                                                                     Ustica: un giallo nel cielo di Enzo Catania (Longanesi & c. 1988)                                                                                                                                                      Ustica - La via dell'ombra a cura di Flaminia Cardini (Sapere 2000 - 1990)                       


Com'è profondo il mare - La strage di Ustica e la satira: moralità della risata e immoralità della vergogna di Andrea Purgatori, Daria Bonfietti e Michele Serra (Cuore 1994)  




  • il film




Il muro di gomma di Marco Risi (1991)  qui  per    trama  e protagonisti    e   versione  dvd  



  • DOCUMENTARIO


 Un  Cd-Rom con la raccolta, in formato Pdf per Acrobat Reader, degli atti giudiziari e parlamentari più importanti dell'inchiesta sulla strage di Ustica.Il Cd contiene i testi delle audizioni della Commissione stragi, le requisitorie dei Pm, la sentenza-ordinanza del G.I., la sentenza del Tribunale di Roma e le trascrizioni delle udienze, il dispositivo e le motivazioni della sentenza della Terza Corte d'Assise di Roma del 30 aprile 2004. per   procurarselo  Per maggiori informazioni, e per ordinare il Cd-Rom, è possibile contattare la redazione scrivendo un'e-mail all'indirizzo box@stragi80.com


 TEATRO 


Unreported inbound Palermo i Daniele Del Giudice, musiche di Alessandro Melchiorre con la direzione musicale di Andrea Molino prodotto dalla Pocket Opera Company di Nürnberg in coproduzione con il Teatro Comunale di Bologna. presentata a Bologna il 27 e 28 giugno 1998.


I-TIGI canto per Ustica
Con Marco Paolini e il Quartetto vocale Giovanna Marini (Patrizia Bovi, Francesca Breschi, Giovanna Marini, Patrizia Nasini) Scritto da Daniele Del Giudice con Marco Paolini Testi delle composizioni Daniele Del Giudice, Giovanna Marini e Corrado Sann ucci Musiche originali Giovanna Marini
Allestimento scenico Alberto Artuso Fonica teatrale Marco Busetto Assistenza tecnica Fabrizio Piro Assistenti alla produzione Francesca Gandini,
Il cofanetto Einaudi di I-Tigi canto per Ustica

Senza titolo 687

Terroristi? Così è, se vi pare...


di Riccardo Orioles (riccardoorioles@libero.it)


Volete un elenco di sospetti terroristi? Eccolo. Nania Domenico (era un
capo di Ordine Nuovo), Berlusconi Silvio (stava nella P2), Rutelli
Francesco (stava coi radicali amici dei brigatisti), Andreotti Giulio
(s'incontrava con Spatola), Cossiga Francesco (difendeva i gladiatori).
Io non dico che siano loro a mettere le bombe, pero' siccome lo sbirro
volendo lo so fare anch'io, cosi' senz'impegno gli metterei il telefono
sotto controllo, li pedinerei con discrezione, vedrei a chi scrivono...
insomma devo essere io a suggerirvi il mestiere?

Questo naturalmente sempre facendo salvi i loro diritti, visto che
anche loro sono cittadini, e soprattutto senza rompere le scatole a
tutti gli altri di An o a tutti gli altri di Forza Italia o a tutti gli
altri ex dc o a tutti gli altri amici d'infanzia di Marco Pannella.
Infatti una cosa sono le idee politiche e una cosa sono i reati che uno
puo' fare. E io, che sono un poliziotto serio e rispettoso della legge,
distinguo fra le due cose.

Stiamo parlando dell'inchiesta sugli "anarchici insurrezionalisti", o
roba del genere, che sta via via coinvolgendo tutti gli anarchici,
tutti gli amici degli anarchici e infine tutti i frequentatori dei siti
come inventati.org, in cui la polizia ritiene che ci sia *una* casella
di posta di *uno* di loro e per accertarlo ha messo sotto controllo,
illegalmente, circa trentamila persone che scrivevano, partecipavano ai
forum, ecc. Questo per un anno di seguito, e con la complicita' -
illegale - del provider aruba.it (ma io non prenderei per provider uno
che si chiama "a ruba"). E nel silenzio piu' assoluto di tutti coloro
che sono garantisti quando si tratta di garantire Provenzano o
Dell'Utri ma non quando da garantire ci sono normali cittadini. Se in
Italia ci fosse ancora un Garante per la Privacy non c'e' dubbio che
sarebbe intervenuto. Ma evidentemente, quand'e' finito il periodo di
Rodota', hanno mandato a casa lui, hanno chiuso a chiave l'ufficio e
hanno gettato via la chiave.

E' una storia cinese, o americana. E' esattamente quel che dicevamo
l'altra settimana, le mani del potere sul web, l'abolizione dei
diritti. Dici: ma se non hai nulla da nascondere, che te ne frega?
Beh, e' esattamente quel che diceva l'on. Hermann Goering, quando fu
nominato ministro dell'interno e qualcuno obiettava contro la sua
schedatura dei "sovversivi". Poi con gli anarchici, in particolare, lo
Stato italiano ha un debito che risale a Pinelli e Valpreda e che
potrebbe indurlo a essere un po' meno maleducato nei confronti degli
anarchici sopravvissuti. E gli anarchici bombaroli? Se li prendete, in
galera: ma io in vita mia ho conosciuto un sacco di "sovversivi" con
tanto di a anarchica e tutto il resto (tipi come Ventura o Merlino) che
poi risultavano sul libro paga di gente molto piu' ufficiale e perbene.

"VACANZE NATURA WWF"


Le nostre attività vogliono essere proposte alternative di vacanza per conoscere


ambienti e popoli con un approccio corretto nei confronti del territorio e delle


culture, che non avvalli distruzione e sfruttamento, che rispetti la diversità biologica


 e culturale, senza dimenticare la piacevolezza del vivere. Chi vuole dare il proprio


cuore, la propria mente per la conservazione dell'ambiente e per vivere da dentro,


 con passo leggero, questa natura madre, troverà nelle proposte WWF ciò che cerca.


  SCOPRI DI PIU'


 


 

26/06/05

dedicato a chi come me ha scelto una strada retta\ che ovvero c quelle chje non portano mai a niente

e  chi   come  me  fà le cose  in fretta  leggendo e  scrivendo  post  pieni d'errori   d'ortografia  e  grammatica   , e d elle inconguenze   dedico questa  bellissima  canzone   di  enzo del re   http://digilander.libero.it/gianni61dgl/enzodelre.htm )


 


 


Lavorare con Lentezza

Lavorare con lentezza senza fare alcuno sforzo
chi è veloce si fa male e finisce in ospedale
in ospedale non c'è posto e si può morire presto
Lavorare con lentezza senza fare alcuno sforzo
la salute non ha prezzo, quindi rallentare il ritmo
pausa pausa ritmo lento, pausa pausa ritmo lento
sempre fuori dal motore, vivere a rallentatore
Lavorare con lentezza senza fare alcuno sforzo
ti saluto ti saluto, ti saluto a pugno chiuso
nel mio pugno c'è la lotta contro la nocività
Lavorare con lentezza senza fare alcuno sforzo
Lavorare con lentezza
Lavorare con lentezza
Lavorare con lentezza
Lavorare con lentezza
Lavorare con lentezza

25/06/05

Il Potere dei Mass mediaPro e contro le comunicazioni di massa


una  rivista ( www.gemmellae.com   )  di miei amici\che  , molti di quali concittadini  , che parla  d'arte  , cultura  ,  filosofia  , e  tradizioni ocali  ( infatti  gemellae  è l'antico  nome latinio della mia cittadina  )   ha    scritto un articolo  interessantissimo   che qui  riporto  , e  su cui vorrei  apire un dibattio   con  voi  e sentendo le vostre opinioni  in merito 

 


di Francesco Cossu ( seposadi@tiscali.it  )


La questione del potere dei media è un argomento di cui si discute da oltre un trentennio. Da allora si sono distinte due posizioni, una di senso positivo che vede i mass media come agenti della modernizzazione e della democrazia; una negativa che li considera del dominio e del controllo sulle coscienze dei cittadini.

LA PRIMA POSIZIONE

E' quella ottimista e considera la moderna società industriale come figlia prediletta del progresso. In questa società, democratica e che garantisce a tutti dignità e diritti individuali, i mass media contribuiscono a "livellare" le classi sociali proponendo a tutti le stesse informazioni e opportunità di intrattenimento(varietà, festival ecc.. ) evasione (Film, partite di calcio, sport ecc.. .) e notizie (telegiornali, programmi di approfondimento ecc.. ).
Se tutto ciò ha comportato un abbassamento del livello qualitativo dell'informazione e un appiattimento del gusto, si tratta comunque di un passo in avanti.
Coloro che sostengono questa posizione si "giustificano" sostenendo che se i mass media "semplificano" le notizie, la cultura e l'arte, ciò si deve alla necessità di essere comprensibile ad un pubblico più ampio possibile. Non per questo, però, il tutto provoca apatia, conformismo, passività ecc. Anzi, solo così i mass media possono svolgere un ruolo importante per favorire il cambiamento e la modernizzazione di un Paese.
In Italia i mass media hanno contribuito ad unificare il Paese più delle stesse istituzioni nate per questo compito (Scuola, Università, chiesa, associazioni culturali, ecc..).
La Televisione si è imposta come mezzo dominante a metà degli anni Cinquanta, in un Italia molto arretrata, con percentuali di analfabetismo e semianalfabetismo, tra la popolazione, molto alte. La differenza tra nord e sud era enorme, la diffidenza e il sospetto erano elevatissimi. In questo contesto, la T.V. ha svolto una funzione unificante.

LA SECONDA POSIZIONE

Al contrario della precedente, i sostenitori di questa posizione descrivono una situazione pessimista. La cultura di massa, a loro parere, non può essere considerata un progresso, bensì un regresso perché segue la logica dello sviluppo capitalistico. In questa società l'informazione è "trattata" come una merce.
Essa,cioò, viene "fabbricata" e inserita nel mercato secondo strategie di vendita rivolte ad un pubblico che deve essere omogeneo, ossia con poche differenze. Tutto questo suscita nello spettatore passività, accettazione di ideologie, comportamenti e modelli di vita imposti da chi detiene il potere sia politico che economico. Ciò rappresenta una manipolazione della realtà, un conformismo nel pensare e nell'agire, rivolto a conservare e garantire margini di consenso in chi detiene il potere.
In altre parole, il punto centrale della critica alle comunicazioni di massa è la convinzione che i Media possono essere utilizzati come strumenti di propaganda.
A sostegno di questa tesi vengono ricordati l'uso spregiudicato e il controllo dei mass media nei regimi totalitari dello scorso secolo.
In effetti nell'Unione Sovietica comunista, nella Germania nazista e nell' Italia fascista, i media venivano utilizzati come mezzi di diffusione delle idee, appunto comuniste, naziste e fasciste.

MANIPOLAZIONE, CENSURA, LOTTIZZAZIONE

La storia della televisione è piena di soggetti che hanno tentato di influenzare e controllare la programmazione. Tra i più attivi, il Vaticano che negli anni Cinquanta, per via di Papa Pio XII, scrisse un enciclica affinché si
vigilasse sul tipo di immagini e messaggi da mandare in onda. Lo stesso primo consiglio di amministrazione della Rai scrisse delle norme di autodisciplina. Insomma, si dovevano trasmettere solo programmi educativi, casti, che fossero espressione di valori tradizionali (Amore, Famiglia, Dio, Patria).
Dalla manipolazione, dunque, si passa alla censura. La censura sui programmi era rigidissima, fino a raggiungere in più casi il ridicolo.
Si interviene in materia di moralità, di costumi e in particolare in tema di sessualità. Si proibiscono non solo la rappresentazione di "scene erotiche", ma l'abbigliamento "scollacciato", danze con"atteggiamenti che sollecitino i bassi istinti"; si modificano persino i titoli dei films e così i testi di alcune canzoni, trame di commedie. Ad esempio: "L'amante del bandito" diventa "La moglie del bandito".
Ma è soprattutto nella politica che si interviene attraverso la lottizzazione. Nel corso dei primi anni Ottanta, i principali partiti dell'epoca, ossia la Democrazia cristiana (Dc) il Partito comunista italiano (Pci) e il Partito socialista italiano (Psi) si spartirono la direzione dei tre canali pubblici. Rai 1 alla Dc, Rai 2 al Psi e Rai 3 al Pci. In tal modo la T.V. pubblica finanziata dai cittadini, per mezzo del canone, viene utilizzata dai partiti per fornire un' informazione adatta alle idee e alle convenienze dei tre partiti e non secondo la reale e obiettiva verità dei fatti. Ancora oggi la situazione non è cambiata, semmai è peggiorata per l'avvento in politica dell'attuale presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Poiché chi vince le elezioni tende a gestire tutto, inclusa la televisione, paradossalmente il proprietario dei tre maggiori canali privati (Canale 5, Rete 4 e Italia 1) di fatto controlla anche i canali pubblici.
Inoltre,da circa 10 anni, si parla di Videopolitica, di spettacolarizzazione della lotta per il potere.
In un recente saggio intitolato "Populismo e democrazia" si dice che i mass media si sostituiscono ai partiti, sia come selezione della classe politica, sia come strumenti di mobilitazione dell'opinione pubblica.
Per concludere, la situazione evidenziata da diversi studiosi critici della
condizione attuale è questa: anziché essere la televisione a controllare i politici, sono i politici a controllare la televisione. E i cittadini....?!

24/06/05

Maturità 2005

Sono una maturanda targata 2005.   Ho mantenuto la calma sino a pochi giorni prima dell’esame, ma poi grazie al processo di mitizzazione dei media l’ansia è arrivata pure nel mio emisfero. Ora il Codacons vorrebbe invalidare la prova in quanto le prove erano già presenti nei siti web 15 minuti dopo l’apertura della buste nelle aule. La consegna dei cellulari ai docenti è stata imposta  (pena bocciatura) addirittura prima che ci dessero i fogli su cui scrivere, in ogni caso credo che sia impossibile copiare un tema tramite wap senza farsi scoprire, o un problema di matematica o qualsiasi altra seconda prova sia stata affrontata in base all’indirizzo di studi. L’esame è stato pluri-sponsorizzato  dai giornalisti, ci fanno le foto mentre fingiamo di scrivere, scrivono articoli e articoli per insegnarci a mantenere la calma, e ovviamente credo sia d grande aiuto per gli student il consiglio di dormire e di mangiare, lo dice un giornalista, ipse dixit! Mah. Si copiava anche ai tempi della commissione esterna, che gran scoperta. Non credo che sia il primo anno che si presentano problemi del genere. Noi studenti ci siamo trovati a combattere contro deliri psicologici, ansia, insonnia, isolamento per gli studi mentre tutti iniziavano a godersi l’estate, attacchi di panico o isterismo. Far perdere valore ad una prova per una presunta collaborazione -che tra compagni c’è stata in qualsiasi scuola- a che cosa servirebbe? Non cambierebbe niente di certo. Ci sono le innovazioni tecnologiche, ci sono i mass media, ci sono anche le soffiate dai ministeri, ma che gli studenti ne debbano pagare le conseguenze solo per far credere che lo stato italiano abbia grandi principi morali mi pare proprio una bella barzelletta.



 


23/06/05

Senza titolo 686

"Vai in Africa, Celestino" - Francesco De Gregori


Pezzi di stella, pezzi di costellazione
Pezzi d'amore eterno, pezzi di stagione
Pezzi di ceramica, pezzi di vetro
Pezzi di occhi che si guardano indietro
Pezzi di carne, pezzi di carbone
Pezzi di sorriso, pezzi di canzone
Pezzi di parola, pezzi di Parlamento
Pezzi di pioggia, pezzi di fuoco spento
Ognuno è fabbro della sua sconfitta
E ognuno merita il suo destino
Chiudi gli occhi e vai in Africa, Celestino!

Pezzi di strada, pezzi di bella città
Pezzi di marciapiedi, pezzi di pubblicità
Pezzi di cuori, pezzi di fedi
Pezzi di chilometri e pezzi di metri
Pezzi di come, pezzi di così
Pezzi di plastica, pezzi di mtv
Pezzi di scambio, pezzi sotto scacco
Pezzi di gente che si tiene il pacco
Ognuno è figlio del suo tempo
Ognuno è complice del suo destino
Chiudi la porta e vai in Africa, Celestino!

Pezzi di storia, pezzi di divisione
Pezzi di Resistenza, pezzi di Nazione
Pezzi di Casa Savoia, pezzi di Borbone
Pezzi di corda, pezzi di sapone
Pezzi di bastone, pezzi di carota
Pezzi di motore contro pezzi di ruota
Pezzi di fame, pezzi di immigrazione
Pezzi di lacrime e pezzi di persone
Ognuno è figlio della sua sconfitta
Ognuno è libero col suo destino
Butta la chiave e vai in Africa, Celestino!

Pezzi di pericolo, pezzi di coraggio
Pezzi di vita che diventano viaggio
Pezzi di Pasqua, pezzi di Natale
Pezzi di bene dentro a pezzi di male
Pezzi di mascalzone, pezzi che non sei altro
Pezzi di velocità lungo pezzi d'asfalto
Pezzi di briciole, pezzi di vetrina
Pezzi di colla da annusare pezzi di diossina
Ognuno porta la sua croce
Ognuno inciampa sul suo cammino
Apri gli occhi e vai in Africa, Celestino!


Pezzi di emozione che non si interrompe
Pezzi di Musica sotto le bombe
Pezzi di maggioranza, pezzi di opposizione
Pezzi di speranza e pezzi di informazione
Pezzi di ferro, pezzi di cemento
Pezzi di deserto, pezzi di frumento
Pezzi di incenso, pezzi di petrolio
Pezzi di kerosene, pezzi di gasolio
Ognuno brucia come vuole
Ognuno è vittima ed assassino
Gira i tacchi e vai in Africa, Celestino!


La ritengo particolarmente significativa...parecchi concetti a contrasto del mondo di oggi e del passato!

L'italia da capitale a cenerentola della cultura e della ricerca ?

Dopo    aver  visto la  trasmissione   W la ricerca   con Riccardo Iacona (trovate qui news  su   di lui ) andata in onda  il   21\6\2005  che  dimostra  lo stato della  ricerca  in Italia . Infatti Mariella Oppo  sull’unità del  23\6\2005  <<  RICCARDOIACONA, autore dello speciale di martedì sulla ricerca scientifica (Rai tre), è l'unico giornalista del gruppo di Michele Santoro che continui in proprio il suo lavoro di inchiesta. Altri sono dispersi nei tg e qualcuno perfino nei programmi di intrattenimento. Altri ancora sono finiti negli anfratti di una Rai che funziona giusto come la ricerca scientifica in Italia: quelli che non riesce ad espellere, limette da parte o li riduce al silenzio. Intanto promuove gli incapaci organizzati e omologati, di cui sono pieni oggi gli uffici dirigenti della tv pubblica, come ciascuno può giudicare assistendo alla normale programmazione, mai stata così vacua e nello stesso tempo “politicizzata”. Purché non si parli delle condizioni del Paese,o se ne parli per dire il contrario del vero e cioè che tutto va bene,madama la marchesa. Secondo le precise indicazioni del programmatore capo, che, un gesto osceno di qua e una smanacciata di là, in pochi anni di malgoverno ha triplicato la sua ricchezza, proprio mentre “trimezzava” quella nazionale.>> ;   la  lettera  appello  dei di  110  biologici  Italiani esperti in fecondazione assistita indirizzata al presidente della Repubblica Ciampi, per chiedere "che il Parlamento faccia modifiche immediate alla legge 40” e annunciare che "in caso contrario scatterà la disobbedienza civile”. Tra gli esperti che hanno firmato la lettera c'è anche il professor Guido Ragni, della clinica milanese Regina Elena, uno dei padri della riproduzione assistita     (  qui una sua intervista   con   le  motivazioni  )  in  sono chiesto    se è meglio emigrare .a  poi   i  dopo  averci ragionato   un po’  a  freddo    e  rileggendomi la storia   “ in via delle murate  c’è uno scalino “ contenuta  nel volume   dal quotidiano la repubblica “Bobo novecento“  di   Sergio Staino   (  per  chi volesse  recuperarlo potete  contattare  il  sevizio arretrati di  repubblica  ai numeri  199.130.130   per  chi chiama  dal   fisso   02.69789329 per chi chiama da telefoni pubblici o cellulari )  in particolare   da  questa frase  : <<  (,,,) e  tu  molotov  , vorresti  andare all’estero  e  lasciare l’Italia  in mano  a certi scemi  !!?? (…) >>  .  Quindi  mi  sono detto   che  è meglio   rimanere  a  combattere   gli indifferenti  (  intendo  il   riferimento  a Gramsci  ,  a scapito  di equivoci  ,  riferito  al  modo di pensare     di una persona    e  non alla persona   stessa , perchè come  ho appreso  il famiglia  sia    da i miei genitori  Sinistra  sia  dai miei nonni  Destra , un individuo  sia   apatico \ indifferente , sia   automa \ pecora     va sempre  rispettato  , il più  possibile   anche  nella  contrapposizione politica  \  culturale    )   cercando   per  parafrasare De  Andrè    di  farli sempre  sentire sempre coinvolti   che sono quelli che  hanno  fatto fallire il referendum ( e hanno preferito   l'astensione  passiva anzi che quella  attiva   , cioì è andare  al segio  e votare  cìscheda  bainca  o  non rititrare quelle  schede  )   per  paura  di esprimersi   o  non voler  decidere   e  che     come  giustamente   dice l’autore  \  autrice    di  http://polva.splinder.com/  <<  ( …) Nella teoria democratica ciò che conta è che tutti i cittadini maggiorenni abbiano la possibilità di esprimere il loro parere attraverso il voto, ma è un controsenso logico che chi decide, coscientemente, di rinunciare a questa possibilità pretenda poi di condizionare la decisione attraverso il suo rifiuto. Sarei  favorevole ad una riforma dell’istituto referendario che magari innalzi il numero delle firme per promuoverlo, ma levi quest’assurdità democratica del quorum e limiti, così, l’immenso potere di quella massa vegetale che sono gli Indifferenti (quale che sia la ragione filosofica della loro indifferenza). Questo permetterebbe tra l’altro che nessuno, destra o sinistra, chierici o laici, sfrutti per i propri fini questo pascolo inerte di persone indifferenti, intente solo alla prosecuzione della specie, appoggiandosi su di essa al fine di far passare per vie non democratiche le proprie decisioni .(…) >> qua  . A  lottare  , anche    contro  me  stesso   cvhe  ogni  tanto  , come  giustamente  mi  è stato fatto notare   via   email  da alcuni cdv  per i  post  sul  post  referendum  ( anche se  sarà  una  lotta   alla donchisciotte  ovvero contro i mulini a  vento  o  un muro di  gomma   )   contro la mediocrità , il conformismo , l’accettazione  passiva ,  la  rassegnazione  , la  paura    che  ha portato  nei periodi  più  bui   e  più  brutti della    nostra   storia   1925\7-1943  ; 1979 -1989\1995   e  adesso di nuovo   per  la delusione    degli  ultimi due  governi     rischia  di ricaderci  .  A  dare  con  una “ guerriglia   contro culturale    e  lotta  dal basso per  non morire lotta  dal basso per  non morire   ;  e a dare    voce parafrasando  la  canzone  “Viva    l’Italia  “ di  De  Gregori   a  quell’’Italia  che resiste     e  che  ,   come dicono  i modena  city rambles   nella  canzone  la banda  del sogno interrotto   << (..) se non sono ancora stanchi non si stancheranno mai \ non li fermano con gli spari, non li fermano con le TV  sono i veri siciliani e non si fermeranno più  .(.. )>> .


 

che dire?

22/06/05

Senza titolo 685

Lo so che  bisogna  pensare  al presente   e al passato e  che  ;  <<  se  sei ancora   legato   e  ossessionato   dal passato , se   hai ancora  paura del futuro  , se  sei travolto  dai tuoi progetti  , dai  tuoi timori ,  dalal  tua  ansia  , dalal tua rabbai , non sei una persona libera  (   Thich Nhat Hanh )   >>  certe ingiustizie   sono immuni alla  polvere    del tempo e  all’oblio  (  naturale  o  forzato  )   .  Il Post  d’oggi sarà un racconto  fatto ad  immagini   (    probabilmente   ne  seguiranno altre  , poiché   molto spesso   le immagini  dicono più di mille parole   )  . Esse  sono tratte   da  http://ricordaresempre.splinder.com/ un sito bellissimo   che  consiglio  a tutti \e  sia  a  voi miei  cdv  sia  a  chi  come me   e pochi  altri  ha “la malattia, la fissazione  della memoria  “.

 


il processo 


 

le  proteste


  i funerali   



                                                           percorsi   della  memoria   


  • Storia  cronologia  documenti



 http://www.saccovanzettiproject.org/ (  sito americano  con documenti  del processo e del Fbi )





  •   film 




    Sacco e Vanzetti 1971 di  Giuliano Montaldo 

 

La  colonna sonora   del film  è   Ennio Morricone e testi di Joan Baez. La   2 Parte  è ispirata dalla lettera  dal carcere di Vanzetti al padre, mentre la   3  Parte  e   ispirata dalla lettera dal carcere di Sacco al figlio  documenti   che   trovate    nel  sito  Americano sopra  citato    lo  trovate    qui   

 



  •  canzoni 




  http://ildeposito.org/view.php?id=93  canto popolare italiano

  http://tinyurl.com/8kukm       canzoni  di Woody Guthrie

 http://tinyurl.com/cnsv6                       "





  • bibliografia   



http://tinyurl.com/7o25u                                                                                                                                                             http://tinyurl.com/duab4

http://tinyurl.com/c8juv  ( libro   in supporto   digitale  \  telematico)                                       http://tinyurl.com/d8e5s                                                                                                                                                                          http://tinyurl.com/7enow                                                                                                                                                                              http://tinyurl.com/8atlx    

QUESTA NON E' UNA QUESTIONE PRIVATA, ANCHE SE E' UNA QUESTIONE DI PRIVACY.

Era il 15 giugno 2004. Autistici/Inventati aveva qualche problema - posta, chat e mailing list bloccate - ma una telefonata a uno dei provider dell'Associazione sembra chiarire presto la situazione: "un guasto tecnico alla prese dell'armadio elettrico", risponde, prontamente, Aruba.it. Mentendo.
In quello stesso momento, agenti della postale - su richiesta della procura di Bologna - avevano chiesto e ottenuto da Aruba.it l'accesso al server ospitato presso la loro sede. Senza aver notificato alcunché, Aruba.it ha permesso agli agenti di copiare qualsiasi informazione compresi dati e i certificati che garantiscono le connessioni crittate, e organizzare, di fatto, la messa sotto controllo delle comunicazioni di più di 6.000 utenti e 500 mailing list. Da quel momento hanno proceduto alle intercettazioni sistematiche della webmail della casella
croceneraanarchica@inventati.org. Potenzialmente, però, hanno potuto intercettare e riportare in chiaro tutte le altre comunicazioni che transitano dalla macchina - e, realisticamente, è quello che stanno ancora facendo.
Ad
Autistici/Inventati, però, nulla di tutto questo viene notificato - anzi, vengono accampate scuse che la dicono lunga sullo stato della tutela della privacy in questo paese. Si tratta, nella fattispecie, della stessa indagine che con la scusa dell'acquisizione di un log ha consentito all'FBI di abusare di un mandato federale e di sequestrare l'intero server dove era ospitato Indymedia Italia il 7 ottobre 2004. Questa non è una questione privata, né qualcosa che riguardi unicamente un'associazione o un server indipendente. Si tratta, ancora una volta, della nostra e della vostra libertà d'espressione.


aggiornamento

Secondo comunicato Autistci/inventati



http://www.autistici.org/ai/crackdown/

20/06/05

IMPORTANTE PER TUTTI\E aggiornamento regolamento

Aggiorno il regolamento del post   che  trovate qui 





  • per  i messaggi  non attinenti  al tema  del post  ( complimenti , saluti, , ringraziamenti ,   , req info   , ecc  ) ci sono   la mia  emai  e    la  tag  . usate  quella  . Tali messaggi    saranno cancellati   non è per  censura  , ma  è per  evitare  che  il blog  diventi una chat  . Poichè come   stà capitando  nella tag nascono spunti interessanti  per  il blog ,  mi farebbe piacere   che  gli utenti   mettessero , per essere contattati o eventualmente  invitati  nerl blog , la loro email .



  • Per   evitare problemi a gli utenti che hanno  , come il sottoscritto   problemi  di vista  , si consiglia  vivamente  Scrivere con dimensione non oltre "MEDIUM", potete scrivere al massimo in Large purchè questo si limiti a mettere in risalto qualche parola!


  • per   lo  stesso motivo  Si può scrivere colorato, sottolineato, in grassetto e barrato ma non evidenziato. Sono ammesse soltanto alcune parole evidenziate.

  • Si possono postare immagini, ovviamente non a sfondo sessuale.cioè hard

  •   Non  sono  ammessi  post e commenti offensivi e ed  eccessivamente  volgari(  compreso da  parte del sottoscritto  )   E' giusto lo scambio di idee ma in termini moderati.
     



 se sorgeranno con il tempo ulteriori problemi ne verranno aggiunte delle altre. Tutto  questo per  una pacifica convivenza! Vi ringrazio per la partecipazioneed  eventuali   suggerimenti   per  aggiunte o modifiche


 

Gli americani tentarono di nascondere quello che avevano fatto a Hiroscima e Nagasaki nel 1945

 A un mese dal lancio dell'atomica nel '45 George Weller raccontò l'orrore  ma i suoi articoli furono bloccati da MacArthur. Rit da   www.repubblica.it 
dal nostro inviato VITTORIO ZUCCONI



 


Nagasaki dopo la bomba







WASHINGTON - Sessant'anni di lacrime amare e di censure militari sono passati da quando non c'erano che topi negli ospedali e spettri vaganti "senza capelli" e bambini dalle "labbra nere" destinati a morire presto consumati dalle radiazioni, "nel fetore dei cadaveri" dei loro genitori. Sei decenni esatti perché finalmente dal silenzio della censura americana e dalla vanità del maresciallo MacArthur, che le aveva fatte secretare per non sminuire il proprio ruolo trionfale, uscissero le parole del primo uomo non giapponese, del primo giornalista entrato a Nagasaki a vedere l'impronta lasciata da "Fat Man", dal Ciccione, la seconda atomica sganciata il 9 agosto del 1945.
Era trascorso meno di un mese dall'esplosione della bomba, in quei primi giorni del settembre '45 quando George Weller, inviato di guerra per il Chicago Daily News entrò senza autorizzazione tra le rovine di Nagasaki. Nello stile freddo, scolorito, cronistico, doverosamente patriottico del giornalismo del tempo inviò quattro reportage al suo giornale, che Douglas MacArhur, divenuto governatore di quel che restava del Giappone, fece appena in tempo a intercettare e stampigliare con il timbro classified, segreto, e nascondere negli archivi. Per sessant'anni, fino a oggi quando il figlio di Weller, Anthony, ha ritrovato le copie in carta carbone di quei pezzi nel appartamento del padre a Roma  il Mainichi Shimbun di Tokyo le ha stampate, le osservazioni del "testimone zero", del primo americano a Nagasaki, erano rimaste sconosciute. Neppure la prima squadra di militari, medici e scienziati americani inviati da Washington aveva ancora messo piede in quella città, temendo giustamente le radiazioni. Weller cammina con l'ingenuità coraggiosa di chi, come tutti, non aveva mai avuto esperienze di un'arma simile dunque precedenti ai quali allacciarsi. la radiazioni di cui aveva sentito parlare, non gli brucino gli occhi e la pelle, che il tanfo di cadaveri .Si meraviglia  che  decomposti  sotto il sole  estivo  " gli dia  conatio  di vomito  " ma non provochi sintomi di "debilitazione". La Bomba, osserva nel primo dei suoi dispacci, "è sicuramente un'arma formidabile, ma non particolare", anche se la sua potenza distruttrice è inaudita.
Entra in ospedale, nei quindici edifici del Nagasaki Hospital contorti ma ancora in piedi perché costruiti di cemento armato e lontani dal "Ground zero", dal punto della deflagrazione. Passa un'ora in quegli scheletri di palazzi e "non incontro nessuno vivo". "Soltanto topi vivono tra le rovine". E soltanto ricordi dentro il collegio di una missione americana, la American-Japanese Christian Mission, ridotta in spezzoni, come "schiacciata", appiattita è una fabbrica di munizione della Mitsubishi dove lavoravano 1.016 prigionieri di guerra Alleati, americani, inglesi, australiani, un terzo dei quali moriranno per le ustioni radioattive, vittime del "fuoco amico".  soltanto continuando a camminare nei gironi di Nagasaki che Weller, destinato a morire molti anni più tardi, nel 2002 a San Felice del Circeo, in Italia, comincia a dimostrare nei suoi servizi il sentimento di avere visto qualcosa di più orrendo che un altro carnaio di guerra, il sentimento di uno sguardo sulla fine del mondo che quelle due armi hanno reso per la prima volta tangibile. 
La prudenza patriottica delle prime righe si attenua, come si attenua l'ammirazione orgogliosa per la "precisione dei bombardieri". "Si può immaginare e calcolare che cosa la forza dell'atomo liberato possa fare a palazzi di cemento e acciaio, ma per capire che cosa esso possa fare alla carne umana si deve trovare un ospedale funzionante". Bambini ovunque, tutti stoicamente in silenzio, mentre osservano brandelli di pelle e ciuffi di capelli cadere. Adulti semicarbonizzati che mugolano nella loro agonia, tra medici che non possono fare altro che guardarli e tamponarli, perché nessuno di loro conosceva sintomi, né possibili terapie, di quella che chiamarono il "Male X", la malattia sconosciuta  " Lo scriverà? Scriverà quello che vede?", lo imploravano i funzionari giapponesi, per chiedergli di testimoniare la disumanità di quello che il nemico aveva inflitto, dimenticando in quel momento ciò che i loro soldati avevano inflitto al nemico in tre anni e mezzo di guerra totale. E Weller è straziato, diviso, tra la necessità di raccontare quello che vede e di non tradire la propria bandiera.
Guarda una donna che due settimane dopo le ore 11 e 02 del 9 agosto era arrivata all'ospedale per dare una mano come infermiera, apparentemente sana e illesa, fino a quando improvvisamente le labbra si erano annerite, piaghe erano comparse ovunque e ora giace su un "tatami, su un tappetino di foglie di riso, morente, uccisa dal "Male X"". Ne muoiono così dieci al giorno, senza ragioni che i medici possano capire o curare, aspettando che "arrivino gli Americani" con la cura miracolosa. Se hanno inventato quel veleno, sicuramente avranno anche messo a punto un antidoto, dice la voce popolare, con vana logica.
Deve arrivare uno specialista giapponese, un vecchio radiologo dalla città di Fukuoka, il dottor Yosisada Nakashima, per spiegare che quella gente sopravvissuta allo scoppio, alle ustioni, ai crolli, sta morendo per radiazioni gamma, come i primi manipolatori di Raggi X, e per loro non ci sono cure. E molti di loro continueranno a morire per anni e decenni, consumati dalle leucemie, dai tumori scatenati dai raggi.
Quando la censura militare intercetta gli articoli di Weller e li porta al Comandante Supremo e Governatore del Giappone, Douglas MacArthur, il generalissimo, colui che neppure dieci anni dopo sarà licenziato in tronco dal presidente Truman quando proporrà di sganciare altre bombe A sulla Corea del Nord e la Cina comunista, ordina lo stop.
Troppo orrenda è l'impronta lasciata dal "Ciccione" al plutonio e troppo decisivo è stato il suo effetto nel costringere l'imperatore Showa, allora chiamato Hiro Hito, e i militari di Tokyo alla resa senza condizioni perché il "Nuovo Cesare del Pacifico", come lo chiamò lo storico William Manchester, possa accettare di dividere con quegli ordigni la gloria della vittoria.
Gli articoli di Weller scompaiono nelle casseforti degli archivi militari, ma le copie riemergono dalle carte del vecchio, onesto e coraggioso reporter Premio Pulitzer, che scelse di finire la propria vita in Italia, per raccontarci, con una voce che neppure 60 anni hanno attenuato, il primo sguardo sulla fine del mondo. Duecentocinquanta mila persone morirono a Hiroshima. Centosettantamila a Nakagaski. Per una sola bomba ciascuna. 

FIORI

19/06/05

Senza titolo 684

Eccomi qui....mi è capitato spesso di riflettere su come debba essere vissuta la vita affinchè poi non ci siano rimpianti e a considerare comunque ogni istante nè troppo negativamente nè comunque non degno di attenzione...beh ci sono 2 tipi di persone: quelle che esagerano gli eventi abbattendosi per delle cose inutili e quelli per cui cose veramente importanti non sono invece degne neppure di una piccola speculazione...
Non ne  ho incontrato nessuno fino ad ora che non abbia una visione di mezzo, di crescita....


di Carlo Latour

18/06/05

PRENDIAMOLA CON FILOSOFIA...



 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


Ho capito come mai il referendum sulla procreazione assistita è fallito, e solo il 25% dell'elettorato si è recato alle urne. Perchè la gente aveva capito che la legge trattasse di manipolazioni genetiche (cosa del tutto falsa che però è stata messa in testa a tanti, anche da politici in mala fede) e quindi le masse si sono preoccupate e hanno disertato il voto. Ci credo! Hanno fatto il seguente collegamento:



Procreazione assistita=manipolazione genetica=clonazione


... e il terrore che si potesse verificare una situazione come quella qua sotto è stato troooppo grande!