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18/01/15

gli schizzi di Mer... ehm... fango Non risparmiano neppure chi ha subito un sequestro come Greta e Vanessa

Lo so  che  m'ero promesso   di non parlarne  (  ma non ci sono riuscito     e chi  di voi lettori\lettrici  mi segue  anche sui social   lo sa  )  come suggerito  alcuni miei  utenti su  fb  e  tw 
<<
Insopportabile la retorica su queste due, dimenticare in fretta.E` la logica di D`Urso,De Filippi,la mediocrita` italianaBasta .>>  e  <<  Non fattene ora delle eroine da gossip televisivo. Risparmiatecelo per favore. >>   di non parlare  di loro  sia   che sia  vero  quanto riportato  da  qui  l'articolo   ( cosa che non è vera  competamente  come dmostra     il buon articolo di http://www.butac.it/   quanto riportai  anch'io  credendolo un semplice  giornale  destra  e   non  una  fogna exenofoba come   quei siti\pseudo tali    da  cui   è nata  la  bufala sessista   maschilista  in questione   riguardante Greta  e vanessa e  fartta  propria   senza  verificarla  da  Gaspartri   con il suo twitter     ) il fatto  che le  due   fossero i semplice  missione umanitaria  sia  che fossero per  finanziare  la  guerriglia  \  la resistenza  Siriana  . 
idal quoridiano imolaoggi 
 Ma   ho  rotto almeno  qui sul blog ( su  fb  e  tw  , non   ce  l'ho fatta coem  ho già detto prima    ) il  silenzio    si sta  gettando  merda   oltre  che  depistare . Infatti    anche  un sito qualunquista  di estrema destra  come voxnews    dice :   voxnews   << (...) limpressione che  abbiamo  ,  e è che qualcuno diffonda   certe informazioni   false  per screditare quelle vere  : ostaggi  o complici tradite :  spuntano intercettazioni dei  Ros  (...)  http://voxnews.info/2015/01/17/la-bufala-sul-web-abbiamo-fatto-sesso-con/ >> Mi auguro che gli avvocati delle due procedano presto a querelare gli autori dell atticolo nonché Gasparri che si diverte a gettare merda fango   nel ventilatore senza  verificare   e  fingendo  o scrivendolo a pifero   come una domanda  con una bella richiesta di risarcimento danni  .
Cncludo  condividendo    un sito diverso dal mio modo di pensare  : <<  (....) L’articolo è lo stesso, la parte finale è identica, tranne l’inizio dove Greta avrebbe fatto rivelazioni sulle sue attività sessuali. Strano vero? Quello è l’unico dettaglio aggiunto, l’unica parte che si sono presi la briga di rielaborare usando però la fantasia più becera.
Inventarsi dettagli per autocompiacimento e aizzare l’italiano medio è la dimostrazione di razza di gente ci sia in giro.
Non so se è stato per attirare click o chi ha copiato l’articolo fosse strafatto di crack o se è una sua fantasia sessuale perversa, ma questa è una delle cose di più basso livello che ho mai visto. Catenaumana su Facebook ha più di 30mila fan. A parte qualcuno che mette il like solo per leggere le vaccate che circolano su questo tipo di pagine, sono comunque troppi.
Ripropongo la parte finale di un mio status su Facebook di poco fa

L’Italia, finché sarà questo il livello, merita di essere il fanalino di coda dell’Occidente.
Neil

>> e  affermando  meditate   , anzi meditiamo , prima  di  pubblicare  \ condividere idiozie   e di fare il gioco della propaganda  e dela disinformazia 

17/06/14

MOTTA VISCONTI, DALLA PARTE DI LUI. COME SEMPRE di © Daniela Tuscano



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Al netto delle tante e tante parole, analisi, sfoghi o imprecazioni sull'atroce vicenda di Motta Visconti (e su quella, speriamo conclusa, di Yara), resta un solo punto fermo: la colpevolizzazione della vittima.
Su "Repubblica" di oggi, quotidiano progressista, leggiamo l'approfondito reportage di Massimo Pisa: Carlo "era soverchiato dalla personalità della moglie, più grande di sette anni, e aveva già tentato di troncare, ma inutilmente". Spiegazione evidenziata nello strillo. Non solo: "La ricordano ancora in tanti la scenata che Maria Cristina [...] gli fece quando lui, a una settimana dal matrimonio, a chiesa e ristorante prenotati, e regali già pronti e smoking cucito, si presentò in via Ungaretti [...] per dire che lui non se la sentiva. 'Tu non mi rovini la vita', gli urlò prendendolo per il colletto, ed eccole le foto sorridenti che ancor oggi si affacciano sulla bacheca di Cristina...". 
Maria Cristina è più grande di lui di sette anni, insomma è "vecchia". Lo minaccia. Urla. Proprio come una strega, verrebbe da commentare. Una di quelle streghe di cui per secoli milioni di maschi in tonaca non solo hanno teorizzato l'esistenza, ma l'hanno dimostrata spedendole sul rogo. La strega urla, minaccia, prende per il bavero, e il ragazzo soggiogato da quella personalità "debordante" non riesce a dir di no. Si sa: la donna ha un potere maligno, la donna schiaccia, la donna uccide con lo sguardo.



Così il represso Carlino cede. La famiglia è allietata da due figli ma è "una scatola da cui Carlo Lissi voleva, doveva, uscire". Ed ecco il titolo dell'articolo di spalla sull'ancor misteriosa "altra donna" (l'altra è sempre misteriosa, sennò che altra sarebbe e quali sonni turberebbe mai?): "Era pazzo di me ma ho detto no, non volevo saperne di uno sposato". 
L'attenzione del lettore tracima necessariamente su quei vocaboli: "scatola, pazzo", e sui verbi servili, perciò tremendi, "voleva, doveva".
Un'altra strega - magari più giovane e fresca - annebbia il cervello del tapino: lui ne è "pazzo". E' lei che l'ha fatto impazzire? E non importa il suo rifiuto (ma ci attendiamo da qualche talk show pomeridiano prossime clamorose rivelazioni, la seminfermità mentale del disgraziato, poi - come suggerisce Massimo Del Papa - un libro e una nuova (Ma)donna, capace di coprire col manto dell'irreprensibile perdono qualsiasi delitto e rivale: certe donne sono le peggiori nemiche di sé stesse). A Carlo Lissi abbiamo già perdonato senza saperlo. A poco giovano le riflessioni all'interno, nessuno si prenderà la briga di leggerle. Ma quel servizio di cronaca, corredato da immagini, da frasi a effetto, quello lo si leggerà eccome, e, leggendo, resterà in bocca un sapore amaro, ambiguo.
E noi?
Scuoteremo il capo. Fisseremo in tralice la foto della sposa più adulta. Non concederemo che un'occhiata distratta ai bambini (il più piccolo, sgozzato come un vitello, di venti mesi). In quest'Italia clericale e perbenista, sterile e feroce, soprattutto decrepita, non c'è spazio per la relazione - e i bambini sono relazione per eccellenza. Quindi, per la famiglia. Una famiglia costituita da persone. Non da oggetti. Tanto meno da "scatole". 
Dalla famiglia non si fugge, la famiglia si crea. Si propone. Col dono, certo, ma per farlo occorre uscire dalla logica del possesso, dalla dittatura mortifera del maschilismo secondo cui donna e figli sono "roba" (scatole) o da conservare a proprio capriccio, oppure pesi (scatole) di cui si vuole, ci si DEVE, liberare se non servono più o semplicemente dànno noia.
Per festeggiare la vittoria azzurra sugli inglesi alle semifinali di calcio è stato diffuso un fotomontaggio di Elisabetta II tumefatta. Uno corrispondente con Juan Carlos non sarebbe venuto in mente a nessuno, e, del resto, si trattava d'uno "scherzo": della violenza alle donne, insomma, si può ridere, non è poi così grave.
A Savona un altro maschio ha abbattuto a pugni e calci la convivente, anch'essa più adulta. Qui parliamo di follia, si evoca il solito raptus, altrove (i crimini di Boko Haram, gli stupri con impiccagioni in India, il calvario di Meriam) tutto viene derubricato a barbarie di paesi barbari, inimmaginabili da queste parti. La realtà lo smentisce. E la logica è identica perché il sessismo ha linguaggio universale. Ma i pregiudizi rassicurano, rassicurano l'assoluzione e la simpatia per il maschio occidentale e il disprezzo altezzoso e razzista per l'asiatico e l'africano. In entrambi i casi, eguale risultato: la donna, da questi maschi oppressi e soverchiati, oppure selvaggi e ferini, viene uccisa. E, sotto sotto, pensiamo ancora se la sia meritata.

© Daniela Tuscano



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