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13.6.18

Susanna, la prostituta in bici sulla Salaria e Claudio sposa la prostituta che l’ha salvato: “Ho convinto 50mila uomini a smettere”

 colonna sonora la sezione musica della voce https://it.wikipedia.org/wiki/Prostituzione

Una  storia  , la  prima  , alla Pretty woman o  alla Bocca  di rosa   di de  andrè  .


  da il messagero del   24 Marzo 2015

  raffaella.troili@ilmessaggero.it

Giovanna passa la domenica a Villa Ada guarda gli alberi, si rilassa. La mattina pulisce le case a Talenti, il pomeriggio fa la prostituta. Su e giù sulla Salaria, in bici, pedalando lentamente, fondoschiena all’insù. L’ultima frontiera, stratagemma per evitare sanzioni e pericoli del mestiere più antico del mondo. Piumino rosa e coda di cavallo non passa inosservata. Pantacollant trasparenti e perizoma non sono casuali. Gli automobilisti accostano, s’informano. Non è la solita. Non è una ragazzina, non è schiava, non ha un ciglio della strada. «Se mi avvicino le romene mi cacciano, guadagno un terzo rispetto a loro, basta che riesco a salvare i miei figli». L’unica soluzione è quell’Atala bianca così «nessuno mi dà fastidio».
Ha 50 anni, non li dimostra. Al solito perché lo fai dice «per bisogno: trovo soldi per i figli. E mi piace, amo pedalare, conoscere gente». Ex ballerina, ex pretty woman ora solo bellezza in bicicletta. S’interrompe, non si concede pause. Ha due figli che riesce a mandare in una scuola privata «che costa un occhio della testa. Perché sai con questa? - indica le parti basse - me so’ comprata casa. E sai perché: gli uomini so’ coglioni». Compete con giovani spettacolari coperte da magnaccia a bordo di macchinoni con targhe straniere. «Seleziono, niente follie, mai di sera. Me li scelgo fichi, giovani, profumati, normali.
Il vecchio viscido, il panzone lardoso via. E niente orge: una coppia, marito e moglie, cocainomani, mi dava 600 euro per passare un pomeriggio insieme. Però ci devi baciare in bocca. Maddeché. Eppure potevo comprarci il motorino a mio figlio».


Un Giglio   che  ha  la  sua  dignità   come dimostra   l'articolo precedente    ed  ha avuto  un passato   triste ed   difficile   che poi  l'ha  portata   alla  vita    che sappiamo  ,  Infatti

da http://www.tgcom24.mediaset.it/televisione/  più precisamente  qui 


Nina Palmieri racconta la storia di Susanna, una 51enne soprannominata Bocca di Rosa, come nella canzone di Fabrizio De André, che ha deciso di vivere liberamente la sua vita da prostituta. Come molte donne lavora sulla Salaria, a Roma e ha scelto questa vita per amore dei suoi figli, per riuscire a mantenerli dopo essere stata lasciata dal suo compagno. Ai microfoni de Le Iene ha raccontato di essere stata in passato una ballerina professionista e di aver lavorato con le stelle degli anni ’80, fino ad un incidente che l’ha obbligata a ripiegare sui night. Ed è in questo contesto che conosce l’uomo di cui si innamora, scegliendo di seguirlo e abbandonare tutto il suo mondo.


La storia con lui però non finisce bene, viene lasciata dopo la nascita della sua seconda figlia e a causa di una forte depressione, ha deciso di mettersi sulla strada. Bocca di Rosa non nasconde nulla alla iena Nina Palmieri, raccontandole di essere stata avvicinata da un ragazzo rumeno che l’ha picchiata e stuprata. La persona in questione oggi si trova in carcere, arrestato per aver aggredito anche altre donne. Susanna ha sottolineato anche che i figli non sono d’accordo con la sua scelta di vita, ma lei nonostante tutto si sente appagata e felice del suo lavoro, perché come dice lei stessa ridendo: “Mi pagano”

La seconda  storia   è  invece  una di quelle   di chi prova  a lottare   contro  la prostituzione   o meglio contro lo sfruittamento e la  schiavitù dela prostituzione    senza  ricorrere a misure repressive ed  priobizioniste  ma con una politica   di non criminalizzazione  nè verso  chi  ci và nè verso  chi   lo fa . E  la  storia   di  

  da   ( eccetto le  foto prese  da google  )     da Blitz quotidiano 13\6\2018 presa   tramite l'app  news repubblic  (  
Claudio sposa la prostituta che l’ha salvato: “ho convinto 50mila uomini a smettere”


Risultati immagini per prostituta


ROMA – Un ex cliente, poi diventato marito della vittima della tratta della prostituzione di cui si era innamorato.Claudio ora ha 50 anni e ha dedicato la sua vita a convincere 50mila uomini a smettere di andare a prostitute. L’uomo ha raccontato la sua storia a Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, i conduttori del programma ECG di Radio Cusano Campus.
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Claudio era un assiduo frequentatore di prostitute. Poi ha incontrato una ragazza vittima della tratta e se ne è innamorato: “Facevo il giornalista, lo scrittore, era un momento complicato della mia vita. Avevo 50 anni. Ero seduto su una panchina, a Torino, senza sapere perché mi sono ritrovato a piangere. Mia moglie mi aveva lasciato, si era portata nostro figlio con sé, ero a pezzi. Pensavo di essere invisibile, che nessuno mi avrebbe notato. Invece una ragazza, bellissima, giovanissima, mi ha domandato se avessi bisogno di aiuto. Mi sono fatto raccontare un po’ la sua storia, era una vittima della tratta della prostituzione. Prima siamo diventati amici, poi complici, infine ci siamo innamorati, oggi è mia moglie”.
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Claudio ricorda come è diventato cliente di prostitute: “Cercavo semplicemente di soddisfare un istinto che pensavo fosse naturale. Non credevo di far del male a nessuno. Io cercavo prostitute, invece trovavo delle schiave. Non ne ero consapevole, lo davo senza pensarci, come aprire una bottiglia di acqua quando hai sete. Molti uomini pensano ancora, per colpa della nostra società, che sia giusto trattare da sante le donne che hai in casa e da puttane quelle che incontri fuori. E poi ci sono insicurezze sessuali che si possono superare molto più facilmente con una prostituta che con una donna che va conquistata. Quando capisci che la ragazza che hai davanti non è una prostituta, ma una schiava, vittima di persone senza scrupoli che la obbligano a fare quello che fa, cambi prospettiva. Negli ultimi anni ho incontrato circa 100.000, la metà li ho convinti a smettere”.L’incontro con quella che è diventata sua moglie: “Dopo averla conosciuta, ho scritto un libro per raccontare la nostra storia. E ho iniziato a ricevere telefonate e messaggi di uomini che andavano a prostitute ma che desideravano cambiare vita. Ho iniziato a incontrarli e a formare gruppi di uomini che si interrogavano su sé stessi. Poi abbiamo iniziato ad avvicinare i clienti delle prostitute, per strada. Gli dicevamo di essere come loro, di aver cercato anche noi in passato delle ragazze, ma che proprio per colpa di questo comportamento esisteva la tratta. Nel frattempo la ragazza che avevo incontrato ha trovato il coraggio di affrontare la sua protettrice, è stata massacrata di botte, ha perso un occhio, è rimasta in coma per tanti giorni. Ma ora è libera”.
Mi piace  concludere     con questo  estratto  da  una  famosa  canzone   vedere   la  colonna  sonora


[---]
Vecchio professore cosa vai cercando
in quel portone
forse quella che sola ti può dare
una lezione
quella che di giorno chiami con disprezzo
pubblica moglie
quella che di notte stabilisce il prezzo
alle tue voglie
Tu la cercherai tu la invocherai
più d'una notte
ti alzerai disfatto rimandando tutto
al ventisette
quando incasserai delapiderai
mezza pensione
diecimila lire per sentirti dire
"micio bello e bamboccione"
Se ti inoltrerai lungo le calate
dei vecchi moli
in quell'aria spessa carica di sale
gonfia di odori
lì ci troverai i ladri gli assassini
e il tipo strano
quello che ha venduto per tremila lire
sua madre a un nano
Se tu penserai e giudicherai
da buon borghese
li condannerai a cinquemila anni
più le spese
ma se capirai se li cercherai
fino in fondo
se non sono gigli son pur sempre figli
vittime di questo mondo


con questo è tutto alla prossima

10.2.15

Marmilla: insulti contro Bocca di Rosa "Svergognata, lascia stare chi è sposato" Il commento di Celestino Tabasso

ogni tanto tra un'infinità di notizie infauste, di corrotti e corruttori, di evasori fiscali,di truffatori,di ladri,rapinatori,incendiari, vandali,  gossip  vario  ,etc.etc., una divertente,simpatica notizia non guasta.Evidentemente le signore di quel paese hanno più timore di perdere l'osso che della crisi economica,giusto per stare in tema. 
Il twma  non è  una novita  visto  che De Andre' davanti a storie  come questa  che   mi accingo  a riportare   diceva 

....si sa che la gente da buoni consigli sentendosi come gesu' nel tempio
si sa' che la gente da buoni consigli se non puo' piu' dare il cattivo esempio ....
e quelle andarono dal commissario e dissero senza parafrasare quella schifosa ha gia' troppi clienti piu' di un consorzio alimentare.....
Ma     dimostra  come , nonostante i cmbiamenti  epocali  rispetto   a  60  fa  , desta  scandalo  quando  si scopromo gli altarini .


Il corvo veste panni femminili in un paese della Marmilla. Destinataria di una lettera al veleno una donna del paese accusata di sedurre gli uomini sposati del paese. Una riedizione, in salsa sarda, della celebre storia di Bocca di Rosa raccontata da Fabrizio De André nell'omonima canzone.
Una lettera anonima, concentrato di insulti finiti nelle cassette della posta di un paio di centri della Marmilla. Nel mirino una giovane donna, che avrebbe attentato alle virtù degli uomini della zona. Nomi e cognomi, veleno sparso in una comunità che rivive la storia di Bocca di Rosa, la mitica canzone di De André.
Purtroppo   Per conoscere la storia in maniera integrale e i contenuti della lettera  bisogna leggere   l'articolo completo di Giulio Zasso sull'Unione Sarda in edicola.  Medno amle  che  il commento   di  Ceslestino tabasso    è disponibile nella versione free


Ecco i suggerimenti di Celestino Tabasso per disarmare la mano del Corvo del paese della Marmilla.


La storia di una famiglia uccisa con l'arsenico non piacerebbe a nessuno. La storia di un uomo decapitato con uno spadone medievale non ci divertirebbe.
Perché per quanto siano tecniche di omicidio antiche e antiquate, tutti resteremmo impressionati soprattutto dal risultato finale. Cioè la morte.
E allora non è davvero il caso di sprecare nemmeno un sorrisetto per quanto è vintage, per quanto è roba da modernariato questo delitto contro la personalità consumato attraverso una lettera anonima e non, come i tempi suggerirebbero, tramite un social network o attraverso un sito internet. Certo, l'idea di distruggere a mano una reputazione, facendo all'imbrunire il giro delle cassette postali, ha un certo sapore anni Cinquanta. Ma il punto non è questo.
Questo aspetto sarà casomai più utile alle indagini, che difficilmente si indirizzeranno su un nativo digitale, un giovanotto o una giovanotta sotto i 35 anni, di quelli che per decidere come vestirsi controllano un sito di previsioni meteo anziché dare un'occhiata alla finestra e controllare se il cielo promette bene.
Ma da un punto sostanziale tutto questo conta poco, tutto questo è solo dettaglio narrativo. Quindi non scomodiamo De André, non rispolveriamo i cantori della eterna provincia italiana come Piero Chiara o l'ingiustamente dimenticato Gino Pugnetti.
Su questo genere di storie ha già detto tutto - e lo ha fatto una volta per tutte - Agatha Christie, quando delitto dopo delitto ha spiegato che il Male può annidarsi in tutta la sua potenza anche nel più piccolo dei villaggi.
Quella lettera insultante, diffamatoria nel senso più pieno e offensivo, è l'innesco di un rogo, sul quale adesso arde una persona messa lì a bruciare per vendetta, per astio, forse per noia o frustrazione. Ma perché qualcosa o qualcuno bruci non basta il combustibile, serve il comburente. Esattamente come per scaldare un camino non basta la legna, ma occorre anche l'ossigeno che alimenta la fiamma. E il comburente in questo caso è la comunità, il paese, la cittadinanza.
Senza la cassa di risonanza delle chiacchiere da bar, delle telefonate, delle allusioni e degli ammiccamenti la fiamma non divampa e sul rogo nessuno può bruciare. Per questo oggi tutti i compaesani del Corvo sono chiamati a scegliere da che parte stare, sono chiamati - più o meno consapevolmente - a decidere se far scoppiettare e divampare quel rogo o buttarci sopra una secchiata di civile, gelida indifferenza. È difficile resistere alla tentazione del chiacchiericcio, è difficile sottrarsi al gusto pettegolo del "tutta la città ne parla". Eppure questa strada impervia è l'unica che porta lontano dal linciaggio, dal sacrificio umano.
In molti centri della nostra provincia ci sono storie infamanti e stuzzicanti, irresistibili racconti da dopocena che circolano di casa in casa, di generazione in generazione. C'è tanta gente che ne ha ridacchiato e c'è qualcuno che ci ha sofferto molto, ritrovandosi dal giorno alla notte sotto un cono di luce cruda e ingiusta.
Rifiutare questo piacere volgare, ignorare la maldicenza e imporsi di non farle cassa di risonanza è l'unico modo per essere comunità e non provincia.
Chi non ci riuscirà, chi non saprà privarsi di questa voluttà da gossip tribale farà da comburente, sarà ossigeno per il rogo acceso una notte d'inverno da una mano vigliacca. E allora De André potrà tornare utile. Non quello di Bocca di Rosa, che con questa storia non c'entra poi tanto, ma quello della Canzone del Maggio: "Per quanto voi vi crediate assolti / siete per sempre coinvolti".



Quindi Care mogli,compagne  , fidanzate l prendetevela con i vostri mariti ( oltre  che  con voi  stesse  )  se vi cornificano..se non rifiutano le avance  e  vanno a  cercare  altrove quell che non riescono  a trovare nel letto familiare . IL  il problema   , non   solo  questa donna che non fate altro che giudicare in maniera impropria !!!

12.3.13

"Meglio la escort che le avances del capo almeno la mia umiliazione è ben pagata"


Come  a  repubblica  inchiesta ,dopo il mio precedente  post    in cui pubblicavo un inchiesta sulla prostituzione  fatta repubblica  online  ( trovate  il link   nel post  precedente  )  mi sono  arrivate  alcune critiche con chi fa la escort per vivere, altri più indulgenti. Ed  altri ancora   del tipo : <<  è per gente  come    tollera  come  te    che vuole  legalizzare la prostituzione   che  la  domanda  continua e continuerà   ad  esistere  >>  e menate  simili  tipo questa  arrivatami poco fa  via email   (  a  cui   non rispondo  in maniera  particolareggiata  --  dico    solo questo   che almeno  non sono ipocrita   dicendo  di odiare la prostituzione   e  poi   magari andarci  anche solo a  guardare   cioè  fare il puttan tour    e  faccio come  è chiaramente  esposto  sotto distinzione fra  chi  lo fa  volontariamente  o  e chi lo fa  perchè sfruttata   dai gruppi  mafiosi  \  malavitosi  ovviamente    senza  condannare   chi offre il proprio corpo    --- per  non appesantire  troppo  il post  ,  ed  a  cui rimando  ad  un post  apposito che  s'intitolerà   : cosa  intendo per  odio e  gioia      .


legalizazzione o proibizionedella prostituzione ?
  
pollcode.com free polls 


Io non condanno chi  vende il proprio corpo  perchè come potete  vedere  dai  video di repubblica   riportati sotto   da  situazione  a situazione  .

La prima è la storia  di Laura  una storia  di disperazione  e  di necessità 



Arrivata a Roma nel 2005 con la speranza di trovare un lavoro, Laura, 27 anni, si è dovuta accontentare per anni di lavori precari e sottopagati. Dopo lo scandato delle escort di Berlusconi, si è incuriosita riguardo al fenomeno e, mossa dalla disperazione e dalla voglia di riscatto, ha pubblicato un annuncio su un popolare sito di incontri sessuali. Oggi guadagna dai cinque mila euro in su al mese. Ma ammette: "Questo lavoro ti toglie molto di più di quanto ti dà". Ulteriori dettagli sulla sua situazione . La  seconda   storia  è  di  chi lo fa per  noia  e  sfizio



 come Gilda, in arte Eroticpassion, ha cominciato a fare questo lavoro nel 2010, diventando per caso l'amante a pagamento di un uomo di cui si era infatuata. Da allora ha continuato a fare la escort e oggi seleziona accuratamente la clientela affittando case nei migliori quartieri di Roma, curando gli incontri nei minimi dettagli. "Lo faccio perché mi piace, non c'è nulla che mi costringe. Quello che gli uomini cercano quando vengono da me non è unicamente il sesso"

Ora  come dice  quest'altro documentario  sempre  dell'inchiesta di repubblica  un intervista  ad  una operatrice  on the road  cioè quelle associazioni che  tentano di togliere  dalla strada    e  dello sfruttamento le prostitute  la maggior  parte  sono sfruttate  .
Come   ho già detto  nel post precedente  io  alternerei legalizzazione   alla olandese\  nord europa (  come un lavoro  e pagare tasse  e  contributi ) con interventi contro  lo sfruttamento delle associazioni on the road :Perchè  con i divieti  l'unico risultato che hanno ottenuto  è stato  quello  di far spostare le attività in appartamenti, alberghi, sale massaggi e  quindi rendere  più difficile  la  lotta  allo sfruttamento  sempre più in mano  alla  criminalità  italiana  e   straniera  insomma  alle mafie  . Un altra proposta , meglio se  unita  alle precedenti  ,  sarebbe  educazione  laica ( anche se  io preferisco e ritenfo più efficace ) o religiosa   alla sessualità  nelle scuole (  ad  incominciare  dalle  elementari  visto  che i primi rapporti  sessuali  anche  con prostitute ,  almeno  da  quel   sento  fra  figli  \ nipoti  e cugini d'amici\che , avvengono intorno  a  14  anni   )   , nelle parecchio  , ecc   visto  che  Un italiano su sei fa sesso a pagamento e spesso la  si immagina come "salvatore"
Della prostituzione usufruiscono ogni anno nove milioni di clienti, rivela il

GRAZIE AI SOCIAL RACCONTARE I VIAGGI è DIVENTATO UN LAVORO

 Parliamo  di cose  più allegre   va