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11.9.21

ma dove hanno la testa questi giudici Il caso di un uomo che si stava masturbando in una carrozza: denunciato per atti osceni, i giudici lo assolvono

Ora si dirà ed è vero purtroppo , È la legge, il reato di atti osceni è stato depenalizzato, salvo che non sia compiuto in luoghi frequentati da minori (davanti a una scuola, per esempio). Stavolta non c'è da interpretare, perché la legge è chiarissima purtoppo, ma     sempre  assurda   è  come se      in treno   
non  vi  viaggiassero    minori   con famiglie  .  Ma  soprattutto     tale sentenza    o applicazione di tale  legge   dimostra    come  la  superirità delll'uomo  rispetto alla  donna  sia    codificata  anche nella legge.  Infatti  [....] «Questa Corte ha più volte affermato che “… per “luogo abitualmente frequentato da minori” non si intende un sito semplicemente aperto o esposto al pubblico dove si possa trovare un minore, bensì un luogo nel quale, sulla base di una attendibile valutazione statistica, la presenza di più soggetti minori di età ha carattere elettivo e sistematico “Sez. 3 -, Sentenza n. 26080 del 22/07/2020, Rv. 279914 – 01”. Inoltre, proprio con riferimento ad un caso analogo, è stato affermato che l’interno di un vagone ferroviario in movimento per l’ordinario servizio viaggiatori non può essere ritenuto un luogo abitualmente frequentato da minori (Sez. 3, Sentenza n. 24108 del 21/7/2016, dep. 2017, Sibilla). Da tale precedente, in termini, non vi è ragione per discostarsi per cui, anche nel caso di specie, va escluso che il dato luogo in cui il ricorrente ha tenuto la condotta comporti la integrazione del reato in questione». [....]

 da  https://www.open.online/2021/09/11/masturbazione-treno-sentenza-cassazione/ 

Ha ragione l'amica https://www.facebook.com/patrizia.cadau : << Alle donne viene chiesta compostezza quando si trovano a dover allattare un neonato in luogo pubblico, perché, boh, non lo so il perché ma pare che un seno femminile possa stare solo nelle pubblicità delle gomme per auto e dei doccia schiuma, ma un uomo può tranquillamente grattarsi i gioielli in una carrozza ferroviaria davanti ad una donna perché non è reato.
Ma infatti, chi di noi, salendo in treno non ha mai desiderato di trovarsi davanti un tizio con le mani nelle mutande?



 

8.7.19

non sapevo che giocare in piazza a pallone facesse più male di una base in cui si fanno esercitazioni con armi nucleari ad uranio impoverito. il caso di Perdasdefogu, vietato giocare a pallone in strada: "Pericoloso e disturba"

http://www.lamiasardegna.it/perdasdefogu.htm
http://www.aserramanna.it/2016/09/giocavamo-a-pallone-in-strada-racconto-completo/

le solite cose italiane . dove un pallone disturba, i veleni dei poligoni militari no (  trovate  approfondimenti   nel link sopra  fra  cui  il  bellissimo racconto   di Davide Batzella in cui descrive    come   una  volta  si poteva   giocare in piazza    ) ... tanti complimenti al sindaco per l'originale trovata   come  quello  riportata  sotto   da

 da   https://youtg.net

Perdasdefogu, vietato giocare a pallone in strada: "Pericoloso e disturba"

Pallone-vietato-piazza
PERDASDEFOGU. Vietato giocare a pallone in piazza. A meno che non sia abbiano meno di sei anni, ma solo se accompagnati dai genitori. Perdasdefogu, 1800 anime in Ogliastra, paese dei centenari ma anche, come tanti in Sardegna, malato di spopolamento. Succede che il sindaco Mariano Carta emette un'ordinanza che nega ai pochi bambini rimasti di fare ciò che il 99 per cento dei coetanei ha fatto: portare in strada un pallone e giocare. A quanto pare c'è un problema di ordine pubblico: le partite di piazza hanno scatenato lamentele. Danno fastidio.  Lì, nel tranquillo paese che da 60 anni convive con le esercitazioni militari del poligono interforze. A leggere il testo del documento firmato dal primo cittadino c'è da rimanere spiazzati. In premessa si sottolinea che "al comando di polizia locale sono pervenute e pervengono numerose segnalazioni da parte di cittadini, con la quale si denuncia la pratica diffusa di utilizzare le piazze quale luogo per lo svolgimento di giochi con il pallone e lancio di oggetti che  possono arrecare molestie e disturbi". E questo è sempre successo: a Perdasdefogu,  a Pirri e forse anche a Timbuctù. I ragazzini giocano, i grandi si lamentano per il chiasso. Il sindaco aggiunge inoltre che spesso si sia giocato a pallone  sull'erba di piazza Europa, e il verde pubblico si deteriora. Poi l'aggiunta, che ha un sapore un po' surreale: si rileva che" l’utilizzo del pallone rappresenta un potenziale pericolo per gli stessi utilizzatori del gioco poiché il pallone finisce nelle vie pubbliche con alta densità di circolazione stradale causando potenziali rischi di incidenti stradali". Ecco: alta densità di circolazione stradale, che sicuramente è sfuggita al servizio pubblico di Onda verde, che monitora il traffico a livello italiano e non ha mai parlato di Perdasdefogu. Sulla base di questi presupposti, e del disturbo arrecato dai ragazzini col pallone, il sindaco Carta ordina che "in tutte le Piazze, strade pubbliche e in tutti gli spazzi pubblici è vietato, se non diversamente segnalato, il gioco del pallone in tutte le forme e modalità di svolgimento".Restano non punibili i bimbi fino a sei anni. E per chi trasgredisce c'è pronta una multa che va dai 25 ai 500 euro. Chissà cosa ne pensano tutti colore che giovani e meno giovani quest'anno in paese festeggiano i 50 anni del Perdas Calcio, la squadra orgoglio di una comunità. 





concordo con il commento di


    Giuseppe Sanna Si infatti meglio con gli occhi fissi sullo smartphone come zombi...!!! Il calcio in strada da piccolo era bello x quello, anche x così dire disturbare e farsi perdonare dai vecchi il giorno dopo.. Ordinanza VERGOGNOSA.


Infatti sembra che siano ammessi solo giochi di guerra con l'utilizzo di uranio.: non sono pericolosi e non disturbano il quieto vivere.Inoltre certi paesi già spopolati di se . sesi continua a mettere divieti ,e sara ancora più spopolato.  concludo  con il commento  di


Maurizio Spiga Non si sa mai che il pallone possa esplodere come le bombe di Perdasdefogu! Ma quelle portano benessere e salute, mica come il pallone, eh.



4.9.12

IL FISCO TASSA UN ORFANA DI PADRE [ AGGIORNAMENTO ] MA POI LA GRAZIA

Nel  post precedente  avevo  parlato   dell'ottusità'  di equitalia  che era  arrivata  a tassare  una bambina di sette  anni orfana di padre . Ebbbene   ci sono  ulteriori  aggiornamenti in meglio .  sempre  dall'unione  Gallura  del 4\9\2012 

Il nonno della piccola incontra il direttore dell'Agenzia delle entrate

Il fisco “grazia” l'orfana

Bimba tassata: via ai controlli sull'imposta

Per la Direzione centrale dell'Agenzia delle entrate, la cartella è stata inviata per errore. Ma la richiesta di pagamento resta.

Adesso la cartella esattoriale notificata a una bambina olbiese di sette anni (orfana di padre), non ha più un mittente. Infatti, per la Direzione centrale dell'Agenzia delle entrate si tratta di un errore materiale e i vertici del fisco non aggiungono molto altro per spiegare il caso. Ma sempre ieri, il nonno della piccola ha incontrato il direttore dell'Agenzia delle entrate olbiese, che gli ha confermato l'avvio di una verifica interna sulla richiesta di pagamento di 170 euro indirizzata alla minore.
CONTI DA RIFARE Dunque, la cartella potrebbe essere anche il risultato di un errore. Ma, intanto, resta in piedi il procedimento del fisco, avviato nei confronti della madre della bimba, per il recupero dei 170 euro. È questo l'altro aspetto interessante della vicenda, perché, ieri, è stato spiegato a Giuseppe Rossi (nonno della piccola destinataria della cartella esattoriale) che la storia della riscossione coattiva per poche centinaia di euro deve essere ancora chiarita. Insomma, neanche gli specialisti del fisco, per ora, possono mettere la parola fine al caso, poco edificante, di una diffida indirizzata a un minore.
IL DRAMMA Ieri mattina, Giuseppe Rossi è stato ricevuto dal direttore dell'Agenzia delle entrate di Olbia. Il responsabile della sede gallurese del fisco ha fornito, nei limiti del possibile, tutte le spiegazioni utili per chiarire la vicenda.. Per cercare di capire, bisogna fare qualche passo indietro. Il padre della bambina olbiese, finita nell'elenco dei debitori di Equitalia, è morto nel maggio del 2008 in un pauroso incidente stradale. Franco Diana viaggiava con i fratelli Mauro e Paolo a bordo di un'utilitaria, l'auto venne travolta da un camion e per i tre uomini non ci fu niente da fare. L'autista alla guida dell'autoarticolato è stato condannato a cinque anni di carcere, la sentenza è stata appellata e a breve inizierà il processo di secondo grado. Franco Diana era un dipendente della De Vizia, l'azienda che si occupa di raccolta dei rifiuti in città. La vedova dell'operaio (e la figlia) hanno ricevuto una striminzita liquidazione. Il problema riguarda proprio il trattamento di fine rapporto.
LIQUIDAZIONE “GONFIATA” Giuseppe Rossi ieri ha scoperto che le tasse richieste alla figlia e alla nipotina, sono state calcolate sulla base di una liquidazione vicina ai 10mila euro. Ma i familiari di Franco Deiana hanno ricevuto una somma che non arriva ai duemila euro. Per questa ragione Agenzia delle entrate e la De Vizia, dovranno rifare i conti. Poi si vedrà. Forse, però, la cartella per bimbi sarà buttata nel cestino.
Andrea Busia

2.9.12

Olbia Il fisco contro un'orfana di padre che ha 7 anni

Lo  che  ormai dovremmo essere  assuefatti e  che le vittime di  equi italia non fanno  più notizia  forse perchè   non sono coinvolti  parenti e\o amici  dei nostri   politicanti  . Ma  , almeno  fin ora   non s'era  arrivati ad un cinismo (  magari sarà  un errore  , il che  è ancora più  grave  perchè dimostra        la scarsa sensibilità  o conoscenza   delle situazioni familiari   degli utenti  )  tale  da parte  dei nostri burocrati .  Ma  lasciamo che  a parlare siano i fatti  in questione  presi    dall'unione sarda  Gallura  del 1\9\2012


OLBIA. Il padre della piccola, Franco Diana, è morto con 2 fratelli in un incidente stradale
Il fisco contro un'orfana di 7 anni  Notificata alla bambina una cartella Equitalia da 170 euroIl nonno della bimba, Giuseppe Rossi, ieri si è presentato nella sede olbiese dell'Agenzia delle Entrate: «Non paghiamo. Se volete pignorate il triciclo, è rotto».

Non ci voleva credere neanche il messo notificatore di Equitalia, che ha controllato e ricontrollato, allibito, la cartella esattoriale da 170 euro recapitata giovedì pomeriggio in una villetta di Azzanì. Il dipendente della società di riscossione, alla fine, si è arreso: l'atto che minacciava pignoramenti e altri sfracelli, in caso di mancato pagamento, era indirizzato proprio a una bambina di sette anni. «Sì - ha detto, imbarazzato, l'addetto alle notifiche - il destinatario è un minore».
IL FISCO CERCA UNA BIMBA L'Agenzia delle Entrate ha messo in moto il meccanismo della riscossione forzata per chiedere 170 euro a un orfana di 7 anni. Si tratta della figlia di Franco Diana, l'operaio olbiese vittima (insieme ai fratelli Paolo e Mauro) di un pauroso incidente stradale avvenuto nel maggio del 2008. La cartella esattoriale notificata alla bimba è soltanto l'ultimo atto di un procedimento a carico della vedova di Diana. Lo Stato deve recuperare poche centinaia di euro, a quanto pare le tasse sulla misera liquidazione pagata dall'azienda per la quale lavorava l'operaio. Prima le ha chieste alla vedova, adesso ci prova con la figlia di sette anni.
«NON PAGHIAMO» I familiari della piccola finita nel mirino di Equitalia sono stufi. Dopo l'incidente costato la vita al padre della bambina, sono entrati in un spaventoso tritacarne burocratico - giudiziario. Al dolore della tragedia, per loro si aggiunge la dose quotidiana di cinismo e cieca determinazione, somministrata dalla Stato. Il nonno della bambina, Giuseppe Rossi, un savonese brusco e diretto, fatica a contenersi: «Sono andato negli uffici dell'Agenzia delle Entrate a Olbia per chiedere spiegazioni. Devo dire che ho trovato delle persone disposte ad ascoltarmi, ed è già tanto. Anche loro non riuscivano a capire e mi hanno detto che verranno fatte delle accurate verifiche sulla cartella esattoriale e sul procedimento che riguarda la liquidazione versata dopo la morte di Franco. Io gli ho detto che non pago, se vogliono possono pignorare il triciclo di mia nipote.». Giuseppe Rossi mostra la cartella di Equitalia, in effetti il nome del destinataria è quello della nipote, la bambina che lo guarda sorridendo. La piccola ha capito tutto e osserva gli adulti che le stanno attorno, forse con un pò di compassione.
LA VEDOVA NEL MIRINO Anche Veronica Rossi, la giovane vedova di Franco Diana, ha ricevuto le cartelle Equitalia per le tasse sulla liquidazione del marito. La prima volta ha pagato, la seconda ha detto no all'Agenzia delle Entrate. Per lei che, sola, senza lavoro, titolare di una pensione di reversibilità ridicola, deve occuparsi della figlia, le richieste dello Stato assomigliano a uno scherzo feroce. Veronica non ha molta voglia di parlare della sua situazione. «Mi occupo io di questa storia - interviene il padre Giuseppe - adesso non abbassiamo più la testa. Devo tutelare mia figlia e mia nipote».
FORTE CON I DEBOLI Dal punto di vista formale, probabilmente, le richieste dell'Agenzia delle Entrate non fanno una piega. Di sicuro, ancora una volta, lo Stato dimostra di essere implacabile con i deboli e distratto con i più forti. I familiari dei tre fratelli travolti e uccisi da un camion (nove persone, tra le quali due minori) devono dividersi un risarcimento irrisorio. L'assicurazione, infatti, non va oltre il vecchio massimale della polizza del camion: 770mila euro. L'Unione europea ha costretto l'Italia ad adeguarsi alle disposizioni che impongono l'innalzamento della soglia massima dei risarcimenti a 5 milioni di euro. Lo Stato lo ha fatto tardi, e le famiglie degli operai morti non potranno beneficiare di questa correzione imposta alle compagnie assicuratrici. Ma che importa, si può sempre recuperare facendo la faccia cattiva con un'orfana di sette anni.
Andrea Busia

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