30/11/06

Senza titolo 1514

Buongiorno mondo!


Ho incontrato per la via un giovane poverissimo che era innamorato.
Aveva un vecchio cappello, la giacca logora,
l'acqua gli passava attraverso le suole delle
scarpe e le stelle attraverso l'anima....


29/11/06

Una lettera da dove


Qualche giorno fa, mentre facevamo una passeggiata in un bel bosco di querce della nostra placida Umbria, siamo scivolati ed abbiamo sbattuto violentemente la testa.Al nostro risveglio,abbiamo trovato il fumetto riprodotto in miniatura qui a fianco, e una letterina. Non sappiamo se è stato qualche folletto a lasciarci questo materiale,ma vorremmo condividerlo con i nostri compagni di strada e di viaggio. Eccolo qui:
"Cari esponenti del mondo politico,dell'imprenditoria, del sindacato, della società civile. Sono una persona di circa venticinque-trentaanni, cittadinanza italiana, vivo in Italia. Scrivo questa lettera, che non avrò mai il coraggio di inviare a nessuno, sia esso Direttore di giornale o telegiornale,parlamentare, sindacalista quant'altro, perché capisco che la questione che sottopongo non è di nessuna importanza e solo l'egoismo che mi contraddistingue mi porta a riversare la mia pochezza su questo foglio. Sono un lavoratore precario, cioè uno dei tanti fortunati che possono cambiare anche quattro cinque volte l’anno il loro posto di lavoro, se lo trovano, spaziando dalla pasticceria all’azienda tessile, dalla copisteria alla pizzeria. E’ bello, perché non mi annoio mai, non mi lego stabilmente ad un ambiente di lavoro, con il rischio di incontrare sempre le stesse facce, di frequentare lo stesso ambiente, stringere rapporti che dalla cortesia travalichino all’amicizia. Penso con sincera tristezza a quei poveracci che da trent’anni sono impiegati nello stesso posto, si costruiscono un mestiere, fanno carriera. Sì, perché questi poveri cristi sono a quel punto costretti a sposarsi, farsi una famiglia, fare dei figli, comprarsi una casa, un’automobile, insomma tutte quelle cose terribilmente noiose che a me, per fortuna, sono impedite.Penso all’orrore di avere davanti a me una stabilità, la possibilità di impostare la mia vita nel medio lungo termine, ho i brividi all’idea di andare a vivere con qualcun’altro, ipotizzare di allevare dei figli, progettare le vacanze, ecc…. No, per fortuna ci siete voi che pensate a me e al mio benessere, mi avete fatto crescere in un paese dove non ho quasi più diritti sul lavoro, devo chiedere sempre e sperare che ci sia qualcosa da fare. E mi avete regalato il paese con un numero smisurato di lavoratori non in regola (che spesso hanno anche la fortuna di crepare sul posto di lavoro, così non hanno il problema di come sopravvivere con quella pensione da fame che si ritroveranno da vecchi) con un volume di precariato degno dei paesi de terzo mondo, con salari e stipendi che crescono con la velocità delle lumache  mentre i prezzi volano a velocità supersonica. Insomma, non ho davvero nulla di che lamentarmi, ed hanno ragione quelli che sui giornali parlano male della mia generazione, una generazione di debosciati scansafatiche e senza la spina dorsale di assumersi le proprie responsabilità, tanto poi ci sono i genitori a sobbarcarseli che loro di casa non se ne vanno mai… Ecco, vengo al punto della mia assurda ed egoistica richiesta. Cari, carissimi esponenti della classe dirigente di questo straordinario paese di cielo di sole e di mare, vi chiedo di sospendere per un attimo le vostre difficili, faticose ed utilissime occupazioni per occuparvi di una mia richiesta. Potreste, cortesemente, eliminare gli ultimi difetti a questa mia vita perfetta, facendo sparire il mio papà e la mia mamma (che stanno per andare in pensione, diventando così dei pesi morti per la patria) e, contemporaneamente, evitando ai miei futuri datori di lavoro il fastidio di pagarmi lo stipendio, che  hanno già tanti guai, poveretti, tra l’aumento dello 0,1% del bollo sul loro mega SUV e la minaccia di dover (che scandalo!) addirittura mettersi a pagare anche loro le tasse.Scusatemi, davvero, se vi ho importunato. Una vostra, affezionatissima, persona nata in Italia di circa 25-30 anni”Vi abbiamo riportato integralmente il testo della lettera.Se il fumetto di fianco vi sembra poco leggibile, potete andare a leggerlo in formato maxi (se vi va) ciccando qui, però attenzione, questo link vi porterà ad un sito che non è CdV, ma è il nostro web comic . Se non vi va, quindi, non fatelo.


Buon tutto!

27/11/06

Senza titolo 1513

Cari Cdv  e non 
lo so  che non dovrei polemizare  con  certa gente  e seguire  o trasformare  le polemiche in qualcosa  di costruttivo ( come dice il mio analista  ) o smtterla  ( come  dicono i iki9e genitori o  altri cdv o amici intimi che  chioammo fratell\sorelle  )  ma  avote come dice fiorellino83  una mia cdv non ancora iscritta  al npostro  blog : <<  ogni tanto va bene  >>  contro chi specialmente   non legge  bene  il tuo post  o   ti dice  che  dici cazzate  .
Ecco che  con questo post  intendo rispondere ai commenti  ( cosa che mi sarei aspettato di trovare  qui  su  cdv   o sulla  blog  comunity di  blogfriends --- alla quale partecipo -- dove ho inoltrato il mio post precedente  ma  forse  o non  avete  niente d'aggiungere opuure  come suggerisce il bellissimo  e utilissimo,almeno per me,libro 
curato da Polla-Mattiot N  e  che  s'intitola riscoprire il silenzio --- volete  farmi capire  che  ho un modo barbino e pedestre di  scrivere o  che siete d'accordo con quanto ho detto  fatti  in particolare  su  indymedia e alcune email ricevute . Eccone alcune e in corsivo  le mie risposte  le mie  risposte : 1) Che sono contro isralele  e sono antisionista ed antisemita
Io non sono contro israele  o contro il  suo popolo , ma  sono solo critico   verso il loro modo di trattare ( ovviamene enza generalizzare  perchè non tutti sono cosi ) quello palestinese . Chi mi dice  tale cosa o è in malafede o è uno di quelli ( peggio degli indifferenti  di Gramsci )  che dicono o con me o contro di me  e  che non ammettono  altre  posizioni   o che giudicano come "comunista" anche  chi  non lo è realmente tutte quelle persone  che  non hanno il prosciutto sugli occhi o non hanno messo in sofitta  il  loro cervello  e il loro spirito critico \ libero arbitrio  . Io non sono  antisionista . Sono sionista
ovvero per la tesi  due popoli  e due stati ( come  già ho avuto modo di spiegare nel precedente post  dalle cui critiche  è scaturito questo )   perchè,vista l'impossibilità della  opzione  ( secondo me la tesi migliore  ) di due popoli uno stato viste le  comuni origini etniche, culturali e biologiche  degli Ebrei e degli Israeliani (  coke di mostrano due  libri  : 1) “Le risorse umane del Mediterraneo”, Ed. Il Mulino, 1990 , 2) "La Storia dell'Altro", ed. Una Città   scritto  da  insegnanti israeliani e palestinesi qui  maggiori informazioni sul libro ).ma questa  prospettiva è irrealistica, quantunque per millenni i due popoli, entrambi biblicamente “semiti”, abbiano convissuto in pace in Palestina e altrove. Ma  sono solo critico  contro chi , in nome di un diritto sacrosanto ad avere uno stato vista la sua storia particolare , invade territori  degli altri e  tratta  male i palestinesi   come potete leggere dalla  bellisima  obbietivissima storia a fgumetti  Palestina  ( ne trovate sotto al  centro una tavola , chiedo scusa se dovesse  risultare  troppo  grande  e creare   soprattutto a chi usa  explorer   problemi   ma non ne ho trovato altre più piccole   ) di Joe Sacco    edita dalla colonna  graphic novel  de  quotidiano  "la repubblica" qui  se volete comprarlo  . Non sono antisemita perchè esso  equale a una forma  di razzismo  cosa che è lungi da me dalla mia  cultura . Inoltre eso è un odioso sentimento razzista, nato e sviluppatosi in Europa  e in genere nell’Occidente cristiano( e poi diffusosi nin oriente ) , che ha provocato le conseguenze gravissime e inaccettabili che sappiamo e che le frequenti visite di Fini in Israele non possono far dimenticare.Spero che altri, specialmente la gran parte degli ebrei democratici, non dimentichino che, insieme a milioni di loro correligionari, la follia del nazismo e del fascismo deportò e trucidò centinaia di migliaia di comunisti, socialisti, anarchici e di sinceri democratici, di zingari, religiosi cristiani, di soldati antifascisti, ecc.
Un tremendo campionario di morte formulato, scientemente, sulle base di deliranti motivazioni, non solo razziali, ma politiche e culturali.Sono per l’uguaglianza e per la fratellanza fra tutti gli uomini e i
popoli. Perciò non mi  tange la “bolla antisemita” che potrebbe essere emanata da certi fanatici o da qualche fascistello convertito.E poi  perchè essa  è molto spesso una  fallace scorciatoia della bolla antisemita usata
quando non si hanno argomenti per confutare le critiche verso l’avventurismo dei governanti israeliani,si ricorre alla facile ed abusata accusa dell’antisemitismo, quasi sempre evocando l’immane tragedia della Shoa. Una scorciatoia forse per non vedere come molti spezzoni dell’ebraismo non disdegnano la frequentazione e il sostegno di partiti e movimenti, in qualche modo, eredi “pentiti”di chi ha decretato le odiose leggi razziali del 1938 e collaborato con le deportazioni degli ebrei nei campi di sterminio.


2) dei soldati andati in guerra a fianco degli americani sono morti in combattimento. Chi ce li ha mandati li piange i partigiani iracheni no. Si trata di capire da che parte stiamo : da quellla degli occupanti o da quella dei ribelli. Tutto il resto sono cazzate !  Non condivido in quanto  a volte  , ma non sempre altrimenti si casde   nell'indiffeenza  a cui fa riferimento  Gramsci (  vedere qui )  : << la libertà  non stà nello sciegliere   ta  bianco e nero  ma nel  sottrarsi a questa scelta  prescritta >> ( Theodor Adorno )  cioè  uno   puo anche  non schierarsi ne'  con  l'uno ne'  con l'altro , oppure per  usare  un''espressione  usata per criticare uil terrorismo  degli anni  70\80 ( qui l'origine di  tale slogan   )  è con le  Br  nè  con lo stato    ma per  una resistenza laica e non violenta 
3) che il gesto dei pupazzi sia stato addirittura BELLO !  Sono un antimilitarista, ma questo non significa che io goda quando muore un militare e la morte di quelli di Nassiria non ha mi ha provocato piacere. Tuttavia ritengo che sia ora di finirla con le ipocrisie sui militari che fanno i loro dovere, sulla retorica patriotica, sull'eroismo ecc.. Io credo che il gesto, fatto di fronte all'altare della Patria, fosse un pugno nello stomaco per chi si imbeve di queste idiozie ed è ora di smetterla di commemorare i militari. Non vi accorgete che lo stato stesso commemora i militari e non gli uomini ? Non vi rendete conto che degli afffetti dei militari(amori, amicizie, familiari ecc...) alle istituzioni non gliene frega niente ? I militari sono strumenti del potere, essi stessi sono strumenti e schiavi allo stesso tempo.Essi sono vittime di coloro che devotamente servono ..... ;
Vero.Concordo pienamente  con te. Ma  un conto è bruciare  cartoline di precetto oppure bloccare le basi  o i   treni e le navi usati per  trasportare  armi e uomini in zone di guerra   o brucciare  fantocci ( quando questi  rapresentano le gerarchie\le  istituzioni  militari ma non quando  essi rapressentano le persone  ) ma  non offendere i morti  con slogan  incivili  i morti  che  al  90%  sono   due volte  vittime mandati al macello  o bruciando le bandiere che  rappresentano nle bene  e nel male la storia e la cultura   di un popolo  . A tale proposito consiglio    :  1)
  il film  nato il  4 luglio di Oliver stone
film --- che i
nsieme a vittime di guerra mi  hanno fatto   avvicinare alla  cultura  e pacifista  e  indirizzato sulla via dela non violenza  ---  tratto dalla  storia vera Ron Kovic ex marins volontario  nella guerra del  vietnam   diventato una delle figure più importanti  del pacifismo Usa  qui ( in inglese ) la sua storia ; 2)  il Libro  venti sigarette da  nasyria  di Aureliano Amadei e Francesco trento un libro bellissimo  comico e  dramamtico allo stesso tem,po  , dal discreto impianto  narrativo in apparenza semplice e con poco contenuto ma in realtà profondo e significativo . Infatti  lo è ancor di più in quanto raccontato in modo colloquiale ee  sotto forma  di Diario  con un linguaggio comprensibile ai molti , perchè sono proprio molti a non aver (se mai l'hanno) la minima idea di cosa veramente accada in iraq e soprattutto del perchè tutto ciò stia avvenendo  hanno paura  d'essere etichettati come  "  comunisti  o sovversivi " qui maggiori informazioni,recensioni  ma
soprattutto come eventualmente  comprarvelo
4) Senti,senti...l'animuccia di un borghesuccio indignato che finge di stare dalla parte dei palestinesi a patto che magari depongano le armi e firmino qualche accordo di pace pro israele,magari....?!!!!
Senti .... tu  settario che  usi espressioni ormai desuete  e  stantie  che  neppure mio padre  e mio zio ex Pcml-servire il popolo il Prc ( rifondazione  comunista salvo le  fazioni più estreme  ) ne' il Pcdi ( comunisti italiani )  usano più ormai . Espressioni relegate   ai libri di storia e di filosofia e  di politica  per descrivere  la sinistra  Hegeliana   , Marxe d Hengels  e  i marxisti  . Quindi  : << (...) compagno, esci dal passato verso il compagno che ne uscì (... ) >> come dice la bellissima poesia l'internazionale di Franco Fortini  chi volesse il testo integrale  lo trova qui insieme all'mp3  e la storia  della poesia  messa in musica  da Ivan dela Mea  . Le armi le devono  abbandonare  entrambi  . Gli israeliani  di smetterla di   buttare bombe  sulle case per  reprimere il terrorismo  e  d  angustiare  i palestinesi   impedendogli d'andare a lavorare,di poter coltivare le  loro terre,di andare a scuola,ecc . I palestinesi   di  fare i KamiKaze  . Un accordo  equo  che  rispetti le  dichiarazioni dell'Onu  insomma  non a senso unbico che favorisca o  gli israeliani o i palestinesi  .
Io darei fuoco a quelli come te e non ai fantocci...Un intollerante di sinistra  ?  Basta con sta stronzata del controproducente...ma per chi?
Per il movimento  pro palestina  e quello pacifista   . non l'hai letto l'intervista citata  nel precedente post  a  un leader della prima intifada  ?
Le manifestazioni contro israele e pro Palestina non hanno e non devono avere l'obbiettivo di portare consenso alla marcia ma devono essere un sostegno alla lotta di un popolo che viene massacrato nella sua terra tutti i giorni da sempre !
La miglior lotta per sostenere la Palestina è la lotta di popolo armato anche in italia, e non le elezioni..deve cambiare il sistema e per cambiarlo, certamente non basteranno due fantocci bruciati o nassyria, ma la direzione e lo spirito delle manifestazioni devono essere quelli ! 10..100...1000 nassyria morte allo stato nazisionista e terrorista di israele VIVA LA LOTTA ARMATA DEI POPOLI
Vero  . Duri  e  e critici   se si vuole  ma nel rispetto delle persone  e dei popoli  . Pero  sappi  che cosi i media  e la gente  si concentrano sugli estremisti   e non vedono le cause per cui  i palestinesi stanno protestando  . E poi una lotta  di un popolo  almeno    finchè sia  possibile ( prendi per esempio quella di Steven Bantu Biko e Nelson Mandela  contro l'apartheid in  Sud  Africa  o  l'indipendenza dell'india dal  colonialismo inglese con Gandhi possono  esere fatta in maniera  non violenta, finchè è possibile  , e  non uando  gli stessi mezzi  di coloro che siv vogliono combattere  o nel  loro caso  fare a gli altri  quello che  hanno subito  loro    con lo sciopero  generale, astensione, boicottaggio politico ed  economico  ( fregandosene di passare  per anti israeliani )  .  La storia  non  ti ha insegnato niente  ?  
Capisco  che  giudichi in quel  modo israele  perchè  sta facendo  ai palestinesi le stesse cose  che  subirono loro sotto i nazisti   ed incrementando  anzi che   far cessare  od eliminare il terrorismo   ma  non  sono d'accordo  per la mia cultura  anti razzista e antinegazionista   di mettere  sullo stesso piano  \ovvero paragonare  vittime  e carnefici 

Per  coloro volessero approfondire  la questione  palestinese  e il conflito arabo-israeliano   consiglio i  link del precedente post ( che  ritrovatre  alla  fine  dela  1  voce   di wikipedia  riportata  sotto  )  e  altri link  di wikipedia 


N.b 
a causa dei soliti problemi tecnici  con  la paittaforma  ubutu e quella  di splinder  le pariole in neretto e sottolineate  oltre  gli ultimi url  finali  sono dei collegamenti ipertestuali


Senza titolo 1512

        

                 ****BUONGIORNO MONDO...E BUONA GIORNATA...****


A tutti coloro che hanno l`arcobaleno nel cuore... a chi vede in bianco e nero..A chi vive di speranze e sogni...a chi ama la realtà nuda e cruda...


26/11/06

Mi piace l'idea

Mi piace molto l'idea di partecipare ad un nuovo blog dal sapore così genuino come quello che si respira tra "compagni di viaggio".
E questo blog di "viaggi" nella vita e nella società pare proprio averne compiuti parecchi, pertanto non posso che ringraziare di cuore per l'invito che mi è stato rivolto.
Mi piace iniziare questo nuovo viaggio insieme con una segnalazione ed una proposta di solidarietà: ho appena realizzato, con le foto ed i racconti del mio ultimo viaggio in Mozambico un e-book liberamente scaricabile dal sito del mio editore, è una sorta di taccuino di viaggio caratterizzato da libere impressioni, evocative fotografie e preziose illustrazioni realizzate da Enrico Guerrini.

copertina_calendario07
In realtà l'e-book fa parte di un progetto che si completa con il Calendario 2007 dal titolo Il Mozambico per la testa, nel quale attraverso un sintetico reportage fotografico cerco di dare un senso dell'universo femminile di questo splendido paese dell'Africa centrale, proponendo essenzialmente acconciature ed una incisiva selezione di ciò che le donne sono solite trasportare sulla testa.
Sia nel caso dell'e-book che in quello del calendario abbiamo pensato ad un "atto di cuore" dedicato all'aiuto di chi è meno fortunato: devolvere parte del ricavato del calendario e richiedere una donazione libera e facoltativa (nel caso dell'e-book) per aiutare Medici Senza Frontiere nelle loro meritorie opere di solidarietà.
Se vi piace godetevi l'e-book, scaricatelo, stampatelo, copiatelo, speditelo e fatelo circolare: è un modo come un altro per assaporare la bellezza del mondo.

Senza titolo 1511

Ciclo..

 



 


"Sbocciamo e cresciamo vigorosi come le foglie sull'albero,


poi appassiamo e moriamo...


ma nulla può cambiare Te"



Perchè..."Tale è la potenza della vita indissolubile di Dio"


(Ebrei 7,16)

23/11/06

Senza titolo 1510

Leggo  sul  blogfriends din Pino saccia   questa news 

USA, muore il re degli "homeless"



Essere il decano di tutti gli "homeless" negli Stati Uniti porta alla notorieta', e nel giorno della morte sono in molti a ricordare Maurice W. Graham. Si e' spento a 89 anni lo scorso 18 novembre e oggi il New York Times gli dedica un lungo articolo. Il giornale rende omaggio al "re dei vagabondi", protagonista di una vita avventurosa e famoso tanto da essere eletto per cinque volte Gran Patriarca degli Hobos (i vagabondi, appunto).[Agr]
e  da repubblica  online del 23\11\2006
<<

Maurice W. Graham si è spento a 89 anni dopo una vita da homeless Diventò famoso grazie a un'autobiografia celebrata dal "Los Angeles Times" Addio al clochard più famoso d'America re e gran patriarca di tutti i vagabondi





TOLEDO - Si è dato alla fuga a 14 anni, salendo di corsa su un treno. E non si è più fermato. Attraversando l'America, la Depressione, la Seconda guerra mondiale, un matrimonio e due figli. Poi l'hanno incoronato re, unico tra milioni. Di tutti i senzatetto, vagabondi, girovaghi e questuanti che popolano gi Stati Uniti. Cinque giorni fa è partito per la sua ultima corsa, quella da cui non si torna. Era Maury "Treno a vapore", al secolo Maurice W. Graham, re dei clochard dell'America del Nord, sovrano assoluto della categoria, nominato due anni fa gran patriarca dell'ordine degli itineranti, nomina vitalizia valida anche post mortem.
La notizia della sua morte è in cima alla colonna dei necrologi del New York Times, vicina a quella di Robert Altman, ottuagenario pure lui ma più giovane di otto anni di Graham. Che è divenuto celebre per lo stesso motivo, le storie che raccontava. Il suo libro autobiografico dal titolo: Storie dalla strada ferrata: la mia vita di re dei vagabondi, scritto con l'aiuto di un giornalista, fu recensito entusiasticamente dal Los Angeles Times. Di sé e dei suoi compagni di strada Graham parlava come di "uomini che appartengono al mondo, che viaggiano per vedere, osservare e poi condividere questo bagaglio di visioni con gli altri". Gente come Pennsylvania Kid, che si radeva con un pezzo di vetro ricavato da una vecchia bottiglia di Coca Cola, o di quell'alto randagio senza nome che si mise a rincorrere la cometa di Halley di notte, brandendo una torcia elettrica in mezzo ai campi. Graham era nato il 3 giugno del 1917 ad Atchison, Kansas. Per problemi familiari i suoi genitori lo affidarono pesto alle cure di una zia, perdendo interesse in quel figlio scomodo. A cui diventò ben presto scomoda la vita sedentaria, tanto che appena quattordicenne si attaccò alla maniglia di un treno in corsa lasciando per sempre il Kansas. Diventando muratore e contribuendo alla realizzazione di una scuola pensata per i colleghi analfabeti. Unendosi a quei milioni di persone che durante la Depressione vagabondavano da uno stato all'altro cercando lavoro come braccianti, boscaioli o minatori, risollevando le sorti dell'America, a caro prezzo naturalmente. John Steinbeck, che in Furore racconta la storia di un'intera famiglia costretta al nomadismo a causa del crack economico, definì i clochard "gli ultimi uomini liberi", opinione condivisa appieno da Graham che abbandonò moglie e figli all'improvviso, per dieci anni, seguendo quel fischio ininterrotto - almeno per lui - che veniva dai treni a vapore, il richiamo di una foresta fatta di vagoni e cieli infiniti. Quando tornò a casa la moglie lo accolse come se niente fosse: era vecchio, aveva placato la sua sete di libertà, quella che gli mordeva lo stomaco facendolo camminare nervosamente, per ore, nel salotto di casa.
Anche se l'idea di lavorare non gli è mai stata congeniale, Graham ha lavorato negli ospedali da campo dell'esercito durante la Seconda guerra mondiale, trasformando una piccola riunione di vagabondi ospitata dal 1900 in una cittadina dell'Iowa in un raduno nazionale per migliaia di "confratelli". Che lì inventarono i loro rituali, inclusa la nomina di un capo eletto ogni anno e dichiarato ufficialmente re. Due anni fa, solo per lui, fu creata la carica di gran patriarca. Con il compito solenne di officiare le cerimonie funebri degli homeless: tutti sepolti in una fossa comune sormontata da un'enorme croce fatta con le traversine delle rotaie. Per accompagnarli nell'ultimo viaggio, gli amici ancora in vita si mettono in circolo intorno al sepolcro elevando al cielo i bastoni che portano sempre con sé durante le lunghe camminate. Proprio come hanno fatto con lui.
>>




E proprio  leggendo  questi due articoli  mi  viene in mente 1) questa frase di Vittorino Andreoli  : <<
".......per molta gente Flash era semplicemente un povero, l'immagine del Cristo, uno stimolo d'amore, un fratello che aveva bisogno..."e se date a loro è come se aveste dato a me"..Era un'occasione di Santità, uno strumento di Carità..e allora...a chi dare quella camicia brutta mezza lisa, passata
di moda, o quelle preziose calze di cachemire con UN SOLO buco...Al barbone fuori dalla Chiesa! A chi portare l'immangiabile arrosto bruciato dalla cuoca?Al barbone...cioè al Signore ! A chi donare quel formaggio disgustoso acquistato per sbaglio? ?A Nostro Signore Gesù Cristo VESTITO DA POVERO!.... Attraverso questo tipo di carità...temo che siano aumentati i trigliceridi e il colesterolo....PERSINO ALLA POVERTA'! !!  ; 2  )  e il  fumetto  
  Re in incognito di James Vance, Dan Burr Introduzione di Alan Moore Saldapress (  Reggio Emilia 2006 pp. 200 b/n € 26.00 ) letto  a scrocco da un amico qualche tempo fa  ecco qui  la foto di copertinae  alcune foto  del fumetto  tcontrama  trovata  in rete su questo sito www.golemindispensabile.it/ se non ricordo male 








copertina





Già pubblicato in Italia nei primi anni Novanta dalle sfortunate edizioni Granata Press, torna a uscire oggi Re in incognito, di James Vance e Dan Burr, in una bella e grande edizione di Saldapress. Re in incognito è un fumetto strano, atipico, realizzato da un autore di teatro che aveva scritto questa storia per il palcoscenico, e ha finito per trovare più vera la versione disegnata che quella recitata. Vale la pena di parlarne perché, pur mostrando apertamente la propria atipicità, racconta molto bene una storia bellissima – ed è uno di quei fumetti che non si dimenticano facilmente.












 


I re in incognito sono gli hobo, gli homeless vaganti americani, che sfruttano i vagoni merci per spostarsi da un capo all'altro della grande nazione, alla ricerca di qualcosa che non sanno, o forse solo sfuggendo una normalità troppo pesante. Amano sarcasticamente presentarsi come "Sam, re di Spagna in incognito" o "Freddy, re di Francia in incognito".
La storia è ambientata negli anni della grande depressione, anni in cui il desiderio di fuga trovava molte buone ragioni per manifestarsi, e il protagonista è un ragazzo che scappa di casa per paura di finire in un orfanotrofio, dopo che il fratello, che faticosamente lo mantiene, ha commesso un reato e si trova ricercato dalla polizia. Freddy, vagando senza meta, incappa in un gruppo di hobo, e corre il rischio di finire addirittura mangiato, ma viene salvato da Sam, un uomo che diventerà da quel momento per lui amico e padre.
Sam e Freddy vanno errando in lungo e in largo per gli Stati Uniti, inseguendo mete vaghe, senza una dimensione temporale precisa. Re in incognito ci descrive in questo modo un'America vista dal basso, dal punto di vista degli esclusi, dei deboli, di quelli che vivono negli interstizi, nelle maglie del grande meccanismo. Non c'è redenzione in questa storia, ma nemmeno tragedia.














   C'è una durezza di vita che diventa regola, che ci impedisce di piangere, come lettori, per il tracollo della salute di Sam, destinato a morire – ma ci fa comunque sentire la speranza e la gioia, l'amicizia e la tristezza, le differenze sociali e le rivalità etniche. E Freddy passa piano piano dall'infanzia alla maturità, scoprendo il passato del suo amico e il mondo che li circonda. Si tratta di un fumetto atipico perché l'origine drammaturgica di questo testo non è difficile da riconoscere, attraverso i fitti dialoghi dei personaggi; e il disegno è statico e descrittivo, non molto più fumettistico di quanto lo sia la sceneggiatura. Eppure, il connubio tra la teatralità di Vance e l'illustratività di Burr nonostante tutto funziona, e cattura il lettore sin dalle primissime pagine, senza lasciarlo più. Sarà che il protagonista di quando in quando sogna, ma la realtà stessa ha qualcosa dell'onirico, qui: è un grande viaggio, in termini antispettacolari, al cuore di se stessi e al cuore dell'America.


3) la canzone,che può esere  considerata  a tutti gli effetti la colonna sonora del post , sia la versione  originale  di Bob Dylan , sia  le  due versioni differenti di De andrè  .
Riporto qui la versione originale
DESOLATION ROW di Bob Dylan  qualche  anno  prima  tratta da questo sito qui e qui invece  potete trovate  le  due versioni di Faber



DESOLATION ROW

They're selling postcards of the hanging
They're painting the passports brown.
The beauty parlor's filled with sailors.
The circus is in town.
Here comes the blind commissoner.
They've got him in a trance.
One hand's tied to the tightrope walker.
The other is in his pants.
And the riot squad they're restless
They need somewhere to go.
As lady and I look out tonight
From Desolation Row.
Cinderella she seem so easy.
It takes one to know one she smiles.
Then puts her hand in her back pocket,
Betty Davis style.
Then in comes Romeo he's moaning.
You belong to me I believe.
And someone says you're in the wrong place my friend
You better leave.
And the only sound that's left
After the ambulances go.
Is Cinderella sweeping up
On Desolation Row.
Now the moon is almost hidden
The stars are beginning to hide
The fortune telling lady
Has already taken all her things inside.
All except for Cain and Abel
And the hunchback of Notre Dame
Everyone is making love
Or else expecting rain
And the good samaritan he's dressing
He's gettin ready for the show.
He's going to the carnival
Tonight on Desolation Row.
Now Ophelia she's 'neath the window.
For her I feel so afraid.
On her twenty-second birthday
She already is an old maid.
To her death is quite romantic.
She wears an iron vest.
Her profession's her religion,
Her sin is her lifelessness.
And though her eyes are fixed upon
Noah's great rainbow
She spends her time peeking
Into Desolation Row.
Einstein disguised as Robin Hood
With his memories in a trunk
Passed this way an hour ago
With his friend a jealous monk.
He looked so immaculately frightful
As he bummed a cigarette
Then he went off sniffing drainpipes
And reciting the alphabet.
Now you would not think to look at him
That he was famous long ago
For playing the electric violin
On Desolation Row.
Doctor filth he keeps his word
Inside a leather cup
But all his sexless patients
Are trying to blow it up.
Now his nurse a local looser
She's in charge of the cyanide hole
And she also keeps the cards that read
"Have mercy on his soul"
They all play on penny whistles
You can hear them blow
If you lean your head out far enough
From Desolation Row
Across the street they've nailed the curtains
They're gettin ready for the feast
The phantom of the opera
A perfect image of a priest
They're spoonfeeding Casonova
To get him to feel more assured
Then they'll killed him with self confidence
After poisoning him with words
And the phantom shouting to skinning girls
"Get outa here don't you know
Casanova is just being punished
For going to Desolation Row".
Now at midnight all the agents
And the superhuman crew
Come out and round up everyone
That knows more than they do.
Then they bring them to the factory
Where the heart attack machine
Is strapped across their shoulders
And then the kerosene
Is brought down from the castles
By insurance men who go
Check to see that nobody is escaping
To Desolation Row
Praise be to Nero's Neptune
The Titanic sails at dawn
And everybody shouting
"Which side are you on?"
And Ezra Pound and T.S. Eliot
Fighting in the captain's tower
While calypso singers laugh at them
And fishermen hold flowers
Between the windows of the sea
Where lovely mermaids flow
And nobody has to think too much
About Desolation Row
Yes I received your letter yesterday
(About the time the door knob broke)
When you asked me how I was doing
Was that some kind of joke?
All these people that you mention
Yes, I know them, they're quite lame.
I had to rearrange their faces
And give them all another name
Right now I can't read too good
Don't send me no more letters no.
Not unless you mail them from
Desolation Row





22/11/06

Senza titolo 1509

Quanta  acqua  è passata soptto i  ponti 
 da  repubblica online 

Radio Days, trent'anni di libertà via etere


di Claudia Spiti

Una mostra itinerante celebra i 30 anni dalla sentenza della Corte costituzionale che pose fine al monopolio della radio di Stato

Il 28 luglio 1976 la sentenza nº 202 della Corte costituzionale sancì la legittimità di trasmissioni radiofoniche private, purché a copertura locale: iniziava l'era della libertà d'antenna. A trent'anni di distanza una mostra celebra le radio italiane in Fm, un evento partito da Bologna a settembre e che toccherà varie città italiane fino alla conclusione, a Roma, ad ottobre 2007.

Già a partire dagli anni '60 c'era qualche alternativa ai tre canali Rai, e veniva dall'estero. C'era Radio Vaticana, ovviamente. Prima ancora, si potevano ascoltare le trasmissioni (in lingua straniera) di Radio Caroline e Radio Luxembourg. Dal 1966 iniziarono le trasmissioni in italiano di Radio Monte Carlo: al microfono dj-animatori come Awanagana, Ettore Antenna, Luisella Berrino, con un ritmo e uno stile completamente diversi dalle "voci" della radio pubblica. Poi fu la stagione dei "Cento Fiori", le radio libere e artigianali. Iniziarono a trasmettere regolamente Radio Parma, Radio Milano International, Radio Città Futura: la sentenza della Corte Costituzionale fece uscire dalla clandestinità i pionieri dell'etere, e dal 1976 in poi fu tutto un fiorire di emittenti, alcune destinate a soccombere (come Radio Alice, legata al movimento studentesco bolognese, chiusa in diretta da un'irruzione della polizia), altre sopravvissute ai giorni nostri, evolute in vere e proprie imprese commerciali che vendono spazi pubblicitari.
La mostra "Radio Fm  1976\2006 non segue un percorso cronologico: oggetti d'epoca, immagini, jingle e filmati sono raccolti in blocchi tematici: l'informazione in radio, radio e intrattenimento, la radio e i bambini, il futuro del mezzo. Interessante la galleria di fotografie "storiche", personaggi e star radiofoniche e televisive di oggi ritratte alle prime armi, quando erano semplici "ragazzi della porta accanto" alle prese con un microfono e la voglia di raccontare.     Quattordici i punti audio dai quali è possibile ascoltare interviste e programmi, mentre cover dei dischi, strumentazioni e racconti dei testimoni aiutano a ripercorrere la storia del mezzo in questi ultimi trent'anni. Il tutto accompagnato dalle vignette di celebri disegnatori quali Altan, Stefano Disegni, Milo Manara, e da una personale fotografica di Andrea Samaritani, un reportage realizzato nel 2005 in diversi studi radiofonici italiani. Trattandosi di una mostra itinerante, una sezione sarà di volta in volta dedicata alle peculiarità delle esperienze radiofoniche della città sede dell'evento, coinvolgendo le radio e i personaggi locali.
"Radio
Fm 1976\2006 è anche un volume celebrativo, a cura di Giovanni Cordoni, Peppino Ortoleva e Nicoletta Verna. La storia, i generi, i linguaggi, le tecnologie del mezzo attraverso contributi di importanti ricercatori, personalità del mondo della comunicazione, studiosi italiani e d'oltralpe e giornalisti. Radio FM   1976\2006  trent'anni di libertà d'antenna prossima tappa, Padova, 25 novembre/10 dicembre 2006 a seguire Alessandria, Arezzo, Asti, Bari, Catanzaro, Cesena, Crema, Forlì, Genova, Lecce, Livorno, Milano, Napoli, Piacenza, Pisa, Reggio Emilia, Torino, Udine, Vercelli, Roma.Ingresso libero  www.30annidiradiofm.it
 




Senza titolo 1508


N.B
a causa   dei problemi tecnici e  d'incompatibilità  fra  ubuntu  e  splinder   i siti  in neretto sono  dei collegamenti ipertestuali 



visto il ripetersi  ad ogni manifestazione  pro palestina   di bandiere briuciate  e di slogan vergognosi  ed insultanti  verso i morti  di nassyria  ho deciso   di scrivere una lettera  a  quelli dle movimento 


Cari compagni \e
Capisco il vostro scendere  in piazza  per  contro vostro e din non unirvi  alla sinistra di governo  ( quella che un tempo --- e alcuni sia  a destra sia  [sic ] a sinistra  continuano  ancora oggi --- veniva chiamata sia in senso ironico , sia in quello dispregiativo   sinistra parlamentare  )  per  le  sue ambiguita  sulla questione palestinese vedere in merito  il  precedente post  di  Solaria da parte dei nostri politica  post tangentopoli o manipulite   . Ora Condivido  quelo che dite  sull'occupazione   dell'Iraq  da parte delle truppe Americane e Inglesi ed [SIC ] Italiane, e sulla questione palestinese  perchè è giusto protestare e manifestare  contro m'arroganza  d'israele che non consente al popolo palestinese di  poter raggiungere  l'obbiettivo  di  costruirsi uno stato  automo ed occupa  territori che  in base  alle risoluzioni dell'Onu in merito  non gli appartengono   Infatti non bisogna dimenticare  che  quando dopo la seconda guerra mondiale fu deciso  di dare  ( giustamente  dopo  quella  che avevano passato  in Europa  con pogrom e persecuzioni \ leggi  razziali  sia naziste che fascite )  fu deciso che in quella terra  la palestina  sorgessero due stati  uno ebraico e uno arabo . Lo stato ebraico  è sorto forte  ed ha occupato territori non siuoi  . Quello arabo non è mai  stato costituito un affronto al popolo arabo insomma,dovrebbe è nell'interesse  d'israele e  della sua sicurezza, ma anche e soprattutto  per riportare la pace in una zona martoriata  da 60 anni di guerre e repressioni  legate direttamente o indirettamente al conflitto arabo -israeliano  che si detterini la realizzazione delllo stato palestinese 
Ma quello che non condivido è il metodo  con cui  lo esprimete Infatti  neanche  pensando a questo   ci si comporta in questo modo contro producente  e autolesionista .  Tale  comportamento non è  nè civile netanto meno democratico  ( sia  che per  democrazia  s'intenda democrazia diretta [ popolare  \ ploretaria ] = il potere è amministrato direttamente dal popolo, come avveniva nell'antica Grecia, dove i cittadini si riunivano nell'agorà (piazza) ; sia  democrazia indiretta [Borghese] = il potere è amministrato da rappresentanti del popolo (il parlamento). L'Italia è una repubblica parlamentare ( quindi a democrazia indiretta) che usa come unici strumenti di democrazia diretta il referendum e l'iniziativa popolare )   1)  bruciare la  bandiera di uno stato  anche se  esso una dittatura o  poco democratico   Israele  e Usa. Anche e ciò puo sembrare catarchico : << Se date fuoco  a una cartolina di porecetto  date fuoco ad un pezzo di carta  .Se date  fuoco ad una bandiera , date  fuoco  ad un pezzo di stoffa . >>  come  scrisse   nella sua "lettera  ai soldati americani in vietnam " del 1967 divenuta  poi uno dei punti di rifermento del pacifismo di quel periodo  David McReynolds   << Ma se buttate una bomba al napalm,voi date fuoco ad un esere umano  . Sente  forse male  una cartolina quando la  bruciate  ?  Sete forse male  una bandiera  quando la bruciate  ? Ma un bambino   sente male  quando lo bruciate  . Cosa è peggio   bruciare  una cartolina di precetto o bruciare un bambino  (... ) >> (  tratta da   voci degli Hippies  di J.Hopkins Laterza in C.Salinari, C.Ricci  " storia  della letteratura italiana  Laterza )             Infatti  concordo con quanto dice in una intervista   sul quotidiano l'unita di oggi  20  novembre  2006 Sari Nusseibeh, presidente dell'Università Al Quds di Gerusalemme Est, uno dei più autorevoli intellettuali palestinesi. palestinese che, nella prima Intifada, ha conosciuto per il suo impegno anche le carceri israeliane.
Riporto  qui l'articolo  accesibile online solo agli utenti registrati 
<<
No, di quella "solidarietà" che istiga l'odio ed esalta i kamikaze non abbiamo proprio bisogno. Chi scende in piazza per bruciare le bandiere israeliane, simbolo di un popolo e non di un governo, fa solo del male alla causa palestinese. Non è con la cultura dell'odio che vedremo riconosciuti i nostri sacrosanti diritti. Vorrei invece abbracciare uno per uno i partecipanti alla manifestazione di Milano: lì sì che ho trovato saggezza, solidarietà quella vera, propositiva. Non bisogna mai dimenticarsi che stiamo lottando per uno Stato in più in Medio Oriente e non per la cancellazione di uno già esistente».
Professor Nusseibeh, cosa vuol dire oggi essere solidali con il popolo palestinese?
«Significa battersi per favorire il dialogo dal basso, tra le due società civili, e al tempo stesso premere sulla comunità internazionale perché rimetta in movimento il processo di pace indicandone da subito lo sbocco finale e calendarizzandone l'attuazione. Solidarietà è anche chiedere la fine delle punizioni collettive che Israele sta infliggendo da mesi alla popolazione civile della Striscia di Gaza. Solidarietà è costruire davvero una cultura del rispetto delle ragioni dell'altro».
È quanto espresso dalla manifestazione di sabato a Milano. Ma in Italia la discussione si è polarizzata attorno all'azione di un gruppo di estremisti nel corteo di Roma. Tra gli slogan gridati: «Israele brucerà» e «"La pace in Medio Oriente si fa così, armi, armi ai feddayn»…
«No, la pace non si fa così. Non la si fa esaltando l'uso della forza, terreno su cui saremo sempre e comunque perdenti. Non abbiamo bisogno di armi, ma di sostegno politico. La pace non si costruisce istillando l'odio verso il "Nemico". A Milano so che sono state espresse critiche, che io condivido, sulla politica unilateralista adottata dal governo israeliano e si è denunciata la drammatica situazione in cui sono costretti a vivere 1milione e 400mila palestinesi nella Striscia di Gaza. Ma nessuno si è sognato di bruciare bandiere israeliane perché la bandiera rappresenta un popolo e non una politica, e il popolo palestinese non ha mai dichiarato guerra a quello israeliano. Noi lottiamo per ottenere i nostri diritti e non per cancellarne quelli di altri. E questi diritti possono essere realizzati solo attraverso la politica. Non esistono scorciatoie militariste. E questo vale anche per Israele».
Vorrei tornare agli slogan di Roma. A chi possono giovare nel campo israeliano?
«Certo non a persone che si battono con coraggio per il dialogo, come il mio amico David Grossman. Quei gesti, quelle frasi rafforzano invece quanti in Israele diffidano dell'Europa, considerandola pregiudizialmente ostile alle ragioni di Israele. Gli estremismi si alimentano a vicenda. A chi possono giovare quelle frasi, mi chiede. Beh, la prima persona che mi viene in mente è Avigdor Lieberman (vice premier israeliano e leader del partito di estrema destra Israel Beitenu, ndr.), aperto sostenitore della deportazione in massa dei palestinesi oltre il Giordano. Oggi può usare quelle immagini e dire: vedete questi sono gli amici dei nostri nemici…».
Tra coloro che hanno sfilato a Milano, e non solo tra loro, è ancora impressa nella memoria la strage di Beit Hanun. «Non si è trattato di un errore, ma dello sbocco di una politica che fonda la sicurezza di Israele sull'uso della forza»: è quanto affermato dal ministro degli Esteri italiano Massimo D'Alema in una recente intervista a l'Unità a scatenato polemiche. Qual è in merito la sua opinione?
«Ho incontrato D'Alema e so che è decisamente impegnato nella ricerca di un accordo di pace globale tra Israeliani e Palestinesi. Considerarlo per questo un "antisemita" piu' che ingeneroso mi sembra profondamente stupido. D'altra parte, le sue critiche sono le stesse avanzate dall'Unione Europea. E mi viene difficile pensare al premier britannico Tony Blair come ad un "amico di Hamas"».>>
2) Insultare i morti , perchè per i morti  qwualunque sia la causa \ il motivo  dela loro  morte  anche nell'analizzare  le cause  \ origini dela loro morte  bisogna  averne rispetto  e  voi con il vostro becero slogan non lo avete  avuto . Infatti concordo  per una  volta  tanto   con cossutta che   sempre sull'unità di oggi  dice  : << (  bruciando le  bandiere  e gridando slogan assurdi   hanno creato u grave danno ala causa del popolo palestinese .
 >>
Ecco dunque che   i media  anzichè parlare (   chi in maniera faziosa chi no )  di quello che avviene nei territori occupati parlano dei vostri gesti \ mascalzonate . Mi chiedo ignorate forse che la pace   passa anche per il rispetto  dei caduti  qualunque  sia la  causa perchè i morrti come dice  i nostri anni film sulla resistenza ( qui maggiori dettagli )   i morti sono tutti uguali e come  taloi vanno rispettatati  sono solo le cause   o le scelte   che li diffeenziano   . Inoltre voi sapete  ( o almeno cosi credo  )  che  molto spesso come in questo caso  essi stessi  vengono mandati ( o ci sono anche quelli che lo scelgono per sfuggire , visto  i grandi stipendi che le missioni di " pace " offrono , per sfuggire alla dissocupazione  o per  avere ulteriori soldi per  potersi costruire un futuro )  dai vari governi fra  cui  il nostro [sic]   sapendo  di mentire  allo sbaraglio nascondendone le vere  cause  e  facendogli credere che  è  una  solo una missione di pace  . Quindi concludo che con il vostro   comportamento  verso tali  vittime la vostra << "Pietà l'è morta" proprio coe la  famosa  canzone  della  II  guerra mondiale  qui iltesto e le note storiche  eil file midi  sotto riportato 

Pieta_l_e_morta


Cordialmente un compagno 

  P.s
scometto che  ci saranno email  che mi chiederanno news  sulla questione palestinese  sotto a   fine post  troverete   i link di wikipedia  sulla  questione palestinese . Qualcuno di voi sostiene  che invece le provocazioni   si riesce a parlare  di tale  causa  . Invece   sono proprio queste che   che fanno regredirte  la battaglia per  questa causa  .


 

N.b                                                                                                          Alcuni dei link riportati in lingua inglese riportano punti di vista palestinesi, altri punti di vista israeliani. Poiché l'argomento è uno dei massimi problemi politici mondiali, talvolta le informazioni non sono imparziali e hanno carattere propagandistico.

 La "Questione palestinese"








Collegamenti filo-palestinesi






Collegamenti filo-israeliani






 Collegamenti ONU



                                                       


21/11/06

Senza titolo 1507

Apprendo  dai commenti del blog  leopinioni.splinder.com  di  un nostro cdv ho  trovato  un ulteriore  puntata  della diatriba  fra   pro e  contro l'ultima fiction  interpretata da Lino Banfi  che  dei  pirati informatici  hanno oscurato\ messo  giù  il sito che ha osato chiedere che Lino Banfi fosse spostato in seconda serata.                    
Per quanto  riguarda questo increscioso atto la penso più o meno come il proprietario del  blog sopracitato  che nei commenti afferma : << Vi comunico che sono contrario, all' oscuramento dei siti, dove circolano idee anche diverse dalle mie Vi chiedo soltanto di evitare di imporre le vostre idee a tutto il genere umano. L' accanimento contro la fiction di banfi,e' fuoriluogo.Se non vi piace non guardatela !!!  (  continua qui >> e   io aggiungo usate il telecomando  lo hanno inventato apposta   Quidi  esprimo  piena solidarietà  anche  se  tale  gruppo  è lontano anni luce  dal mio modo di pensare e di vedere il mondo e l'uomo e quindi anche  il modo in cui si crede in DIO .
"E' una plateale,gravissima manifestazione di intolleranza oscurantista (infatti ci hanno oscurati) - commenta in una nota don Gabriele Mangiarotti, responsabile del sito - un inaccettabile attacco alla democrazia e alla libertà di espressione". "Se qualcuno pensa -continua- di mettere il bavaglio a chi, nel rispetto dei principi base della Costituzione e in maniera civile, vuole esprimere i propri pensieri e le proprie idee si sbaglia di grosso. Abbiamo già chiesto l'intervento della Polizia Postale affinché ci venga data la possibilità di riappropriarci di un mezzo d'informazione legale e democratico. Non ci interessa conoscere i nomi degli esecutori materiali che stanno agendo sui nostri sistemi informatici e neppure degli eventuali mandanti che vorrebbero tapparci la bocca. Chiediamo soltanto che venga ripristinata la legalità e riaffermato il principio della libertà di espressione, per noi e per tutti ".
Per coloro che volessero   essere informati  su tale  iniziativa proposta  da tale  gruppo avviso  che  a causa di tale gesto  incivile  e antidemocratico il sito  craccato culturacattolica  si è  ora trasferito sulla  piattaforema  de "ilcannocchiale" eccovi l'url   del  sito  http://snipurl.com/12w2x

20/11/06

Senza titolo 1506

con questa nuova  categoria  intendo recensire  e riportare  articoli interesanti su  stamapa  , blog e  altri siti  , inizio  con  questo blellissimo articolo  e  bellissima iniziativa   riporta dal blog pennarossa.splinder.com

Nonno "Libero", in "Libero Stato"

Nonno Libero







Lunedì 20 novembre, in prima serata su Raiuno, è in programmazione il film per la Tv "Il padre delle spose" interpretato da Lino Banfi il simpatico nonno Libero di "Un Medico in Famiglia". Il film parla dell'amore di un padre per la propria figlia affrontando il tema dell'accettazione della diversità.La programmazione nella prima serata di lunedì ha fatto insorgere blog ed organizzazioni come “Cultura Cattolica”, preoccupate che il pericoloso “messaggio” di nonno Libero possa arrivare ai bambini. E’ partita quindi una campagna per chiedere lo spostamento in seconda serata del programma tramite e mail alla RAI. Di seguito riportiamo quella arrivata al nostro amico Maurizio, che ci ha segnalato l’iniziativa e proposto di controbattere adeguatamente


Vi riproponiamo l'email circolante:






“La Rai, la nostra televisione pubblica nazionale, sta per lanciare l'ennesima pubblicità ai matrimoni omosessuali. Protagonista di questa subdola operazione, dopo Gianni Morandi, questa volta è Lino Banfi. L'attore pugliese sarà infatti protagonista il giorno 20 Novembre di una fiction in prima serata su Rai Uno, dal titolo "Il padre delle spose". La vicenda narra che questo padre recatosi in Spagna per andare a trovare la figlia che lavora lì, la troverà con sua sorpresa sposata con un altra donna!E' già stato anticipato che la fiction si concluderà con l'accettazione da parte del padre di questo matrimonio, con tanto di finale a loro dire commovente in baci e abbracci di Lino Banfi alle due donne sposate.Ora mi chiedo: ma chi vogliono prendere in giro? Certo, basterà non vedere questo film ma il punto non è questo: il fatto è che lo vedranno in prima serata tanti bambini affascinati dalla comica figura di Lino Banfi e noi questo non lo possiamo permettere.Per questo propongo di tempestare la Rai con e mail di protesta, chiedendo lo spostamento in seconda serata (quantomeno!) della fiction, siete d'accordo?” per protestare potete compilare il seguente modulo della RAI



















La tribù di Pennarossa ha deciso di replicare inviando alla RAI il seguente messaggio, invitando tutti gli amici e i compagni, a fare lo stesso:








"In riferimento alle proteste che persone e organizzazioni stanno avanzando sullo slittamento in seconda serata (o addirittura alla non messa in onda) del film tv "Il padre delle spose" interpretato da Lino Banfi, vi comunico la mia opinione.
Credo che proprio l'utilizzo della figura di Lino Banfi, cara e familiare ai bambini, nella veste del padre di una delle due donne, possa, con tatto e sensibilità, finalmente rappresentare un messaggio positivo nei confronti di una realtà troppe volte male rappresentata nei media.Intendo quindi manifestare il mio apprezzamento sia per il tema trattato sia per la scelta di trasmetterla in prima serata.Nella malaugurata ipotesi che il film venga “oscurato”, considererei la decisione un gravo atto di censura.    Cordiali saluti"







Se siete d'accordo unitevi celermente all'iniziativa e lasciate nei commenti l’eventuale messaggio che avete inviato.
Augh, a tutti.



Aggiornamento importante - Alla campagna in atto contro il programma si è affiancato il Giornale, con questi due articoli:"Il Giornale1" - "Il Giornale2".
Aggiornamento 2 - Le ragioni della nostra iniziativa, sono state riprese da " Repubblica ".
Aggiornamento 3 - Da stasera, al termine de "Il padre delle spose", e per tutta la giornata di domani, raccogliamo i vostri commenti per capire se avete gradito come il tema è stato trattato.
Aggiornamento 4 - Ce l'abbiamo fatta! Anche il Corriere alla fine ha scritto qualcosa. Qui invece trovate il comunicato dell'Arcigay.