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giovedì 29 ottobre 2009

Il serpente antico

 



L'ultima ingiuria, adesso, sarebbe definirla "donna con le palle". L'ultimo, estremo affronto del paganesimo sessista a Roberta Serdoz e, con lei, a tutto il genere femminile.
Negarne l'alterità, quindi la ragion d'essere. "Donna con le palle": cioè coraggiosa, nobile, forte, determinata, razionale. Cioè, maschio. Una donna che dimostra le qualità elencate, secondo la vulgata pagano-sessista, non può appartenere a sé e al suo sesso. Sesso viene da "secare", dividere, e il sesso femminile, per il paganesimo sessista, è di per sé divisione, mancanza. Peggio: nullità.
Il paganesimo sessista procede per sottrazione, poiché teorizza l'esistenza d'un solo vero sesso, quello maschile. Il quale però, contrariamente all'etimologia del vocabolo, è esaltato a paradigma assoluto, parabola suprema, e divinizzata, dell'intera umanità. Relativo che diventa totalità.
Per il paganesimo sessista nessuna donna possiede pertanto qualità positive, né i suoi comportamenti possono essere presi a modello. Se ciò avviene, è perché essa ha rinunciato alla sua femminilità-inesistenza per riempirsi e significarsi (travestirsi?) del divino maschile. "Donna con le palle", quindi: fatta uomo.

Roberta sta reagendo con una dignità che sfiora l'eroismo allo scandalo che ha travolto il marito. Il marito? Lei stessa, in realtà, e, ancor prima di lei, le figlie dei due, in particolare la più piccola, che a otto anni ha visto infrangersi contro il turpe muro d'un'umanità brutta, dentro e fuori, l'idolo paterno destinato a diventare, soltanto e naturalmente, l'uomo più amato.
Roberta reagisce restando al suo posto, continuando a lavorare, intenzionata a non abbandonare il consorte. Il più debole è lui, s'è detto da più parti, il più bisognoso d'aiuto, ed ecco accalcarsi attorno al pover'uomo schiere di psicologi, monaci, amici, politici, anime pie, tuttologi e professionisti della lotta alle discriminazioni. Militanti gay hanno espresso la loro vicinanza all'ex-governatore del Lazio e denunciato l'"imperante clima di transfobia e omofobia"; ma per Roberta e le bambine nemmeno una parola.                                                                     Tanto, è una "donna con le palle"! E' tenace, resisterà.                              Più probabilmente, di lei non s'è curato nessuno.
Nessuno si domanda quanto dolore,quale ale immane catastrofe psicologica si nascondano dietro il volto deciso,il sorriso franco e commovente di Roberta.                       Al paganesimo sessista importa solo l'apparenza, la lacrima esibita, la parodia della sofferenza. In una parola: la sceneggiata. Viviamo o no, nel gran teatro del mondo ?


Soprattutto Roberta e le figlie, in questo momento, necessitano dell'aiuto maggiore. Ne hanno bisogno, anzi, diritto, proprio perché non lo invocano. Perché sono le più umiliate, le più negate. E, si badi bene: l'intenzione di chi scrive non è nemmeno quella di demolire Marrazzo e le sue personali miserie. Che, come dice la parola stessa, in senso stretto meritano soltanto commiserazione. Piero Marrazzo non è più colpevole d'un Cosimo Mele che va a mignotte e coca dopo aver sfilato al Family Day, né d'un Sircana che s'intrattiene - anche lui - con una trans sul marciapiede della capitale, né, naturalmente, di "utilizzatori finali" (elencare tutti i link a questo proposito sarebbe impossibile...) che non solo gozzovigliano con prostitute e minorenni (parola di moglie), ma se ne vantano pure, non sognandosi di dimettersi, bensì elevando a valore il loro degradato stile di vita.


L'uomo Marrazzo risponde soltanto alla sua coscienza (del presidente Marrazzo ci occuperemo più avanti). La donna Roberta Serdoz rappresenta tutte noi.

Tra i tanti commenti che hanno riempito le pagine dei quotidiani in questi giorni, ne ho trovati tre degni di nota, firmati rispettivamente da Giulia Bongiorno e Marina Terragni ("Corriere della Sera").
"Di fronte a un tradimento, qualunque tradimento, si tende a ritenere che una donna abbia una sola alternativa: tutelare la propria dignità chiudendo il rapporto, oppure custodire l'unità familiare e la sua immagine", annota Bongiorno. Ma quest'ultimo caso - la salvaguardia delle apparenze e il dovere coniugale - è la tipica scelta coatta delle donne sottomesse e tradizionaliste; non certo di Roberta Serdoz che invece, libera ed emancipata, svolge anche una solida professione di giornalista e conduce una vita sua. Nulla di più logico, quindi, dell'abbandono del tetto coniugale. Ma non accade: "Perché lei ha deciso, in piena libertà, che in questo frangente la priorità non è lei stessa. E così ha compiuto una vera scelta di emancipazione: si è emancipata persino dal bisogno di dimostrare la propria dignità. Ci ha rinunciato, sapendo di non esserci costretta", conclude la presidente della commissione Giustizia.
Ci troviamo di fronte a un passaggio fondamentale. Da sempre, e anche in questa particolare situazione, i sacerdoti del paganesimo sessista agitano lo spettro della femmina diabolica, il cui sesso è contemporaneamente nullificato e tenebroso, la cui natura è inesistente ma pericolosa, imperfetta ma temibile. Ancora qualche giorno fa, il cardinale Antonelli ha tuonato contro il femminismo che, assieme a gay, neomarxisti e addirittura "ambientalisti estremi" ( ?!? ) , insidierebbero la sacertà della Famiglia Tradizionale (E anche il suo Papa, spalancando scandalosamente le porte agli anglicani più retrivi e intolleranti - gesto empio reputato, da osservatori accecati e storditi,"Corriere" in primis, addirittura ecumenico... -, si muove nella stessa direzione.)
Secondo Antonelli, Ratzinger e gli alfieri del paganesimo sessista, unico compito della donna, per la sua natura incompiuta e peccaminosa, è stare asservita all'uomo, subire le sue prepotenze senza lagnarsi mai, partorire con dolore, ché questo è lo scotto da pagare per averlo strappato all'Eden. Poiché la donna non si può eliminare, come pure sarebbe desiderabile secondo tale visione, la si deve tenere a bada, negarle una propria e individuale personalità, la quale, se affermata, costituirebbe necessariamente un contro-valore rispetto all'Ordine Costituito, maschile. In questa prospettiva il femminismo, che al contrario esalta la diversità-ricchezza delle donne e si batte per la loro affermazione indipendentemente da chiunque, non può che risultare eretico e perverso, foriero di sovvertimenti e di divisioni.
 La vicenda di Roberta Serdoz smaschera, ancora una volta, la menzogna di queste tesi. Roberta resta accanto al marito non perché deve farlo, ma perché lo vuole; e lo vuole seguendo una sua libera scelta, ascoltando il suo cuore, valutandolo, rispettandolo. E' vero: le donne amano vivere in relazione. Ma non perché non abbiano valore in sé; bensì perché valorizzano gli altri e loro stesse attraverso una spontanea auto-donazione. Gli uomini sono manichei; le donne in tale ottica, forzando il concetto, più "naturalmente" cristiane.
E, sempre in tale ottica, il femminismo aiuta la famiglia (certo, anche quella tradizionale mitizzata dal card. Antonelli), e non la insidia affatto. Tantomeno la distrugge.
 Gli uomini non l'hanno ancora compreso, né sono stati in grado di fornire una risposta altrettanto valida al femminismo. L'hanno dapprima combattuto, poi irriso, infine subìto, ma mai sfruttato come occasione di crescita anche per loro.
Pertanto l'esortazione a "pensarci un po' su", che si legge nel contributo di Marina Terragni, può e deve essere accolta soprattutto dagli uomini; viceversa, frasi come "Dispensatrici di bellezza e di gioia, le donne hanno rinunciato per sempre a questa prerogativa divina... Valgono questo prezzo, i loro strepitosi guadagni?", rischiano di suonare terribilmente ambigue e fuorvianti. Come se l'attuale distorsione maschile sia imputabile, ancora una volta, al femminismo aggressivo ed emancipatore. Terragni continua così: "Mi scrive, straordinariamente sincero, un lettore sul blog: 'Il vero unico desiderio è vivere momenti di bel cameratismo con altri maschi... Anche il travestito, ama esclusivamente il mondo maschile e ritiene che la sua missione sia dare amore ad altri maschi, di cui comprende le sofferenze profonde che nessuna donna potrebbe lenire' [...]. Molti maschi regrediscono a un consolatorio 'tra uomini'. Un mondo a cui le donne non hanno accesso; solo maschere di donne, come sulle scene del teatro medievale; solo pseudo-donne, a misura di un immaginario semplificato e un po' autistico. Un'omosessualità spirituale e culturale che può contemplare anche un passaggio strettamente sessuale". Qui emerge un'altra e, se possibile, più complessa questione, che le analisi attuali, sia per effettiva mancanza di basi culturali, sia per timore d'infrangere il "politically correct", non affrontano mai del tutto. Ci ha provato Umberto Galimberti, che non a caso è stato in malafede accusato, di omofobia, transfobia ecc. ecc.
Poniamoci, innanzi tutto, una domanda. La regressione menzionata da Terragni e Galimberti, e che quest'ultima sembra attribuire all'autonomia e alla libertà femminili, è realmente una malattia contemporanea? In parte, senza dubbio, sì.
Abbiamo accennato all'uomo Marrazzo. Ma il governatore Marrazzo è altra cosa. L'ozio d'un potere molle e sfatto arriva a sfigurare i luoghi più evocativi, sacri e (perché no?) nobilmente "paterni" in cui si riconosce la comunità (Marrazzo consumava i suoi piaceri in via Gradoli, memoria storica del rapimento Moro, B. riceveva la sue cortigiane a palazzo Grazioli; e i carabinieri corrotti e ricattatori, privi di volto e d'anima, hanno persino abdicato alla loro storica ragion d'essere). La mercificazione del corpo; la (in)cultura del qui e ora; l'impotenza da Basso Impero o, meglio da Impero (del) Basso, anatomicamente inteso; il ripiegamento su sé stessi; la serra riscaldata della compagnia d'un proprio simile, anziché la sfida ma anche l'entusiasmo di mettersi in gioco con qualcuno opposto a te; tutto quanto è tipico del nostro tempo. Quanto all'"omosessualità culturale e spirituale" denunciata da Terragni, e che ha ben poco da spartire con l'effettiva condizione vissuta da alcuni uomini e donne, sarebbe più appropriato definirla, con Luce Irigaray, "uomosessualità". Conta relativamente poco, infatti, il sesso dell'altro, perché conta poco l'altro. Conta la sessualità dell'uno, o il suo degrado, la sua insaziabilità e, al tempo stesso, la folle ricerca di piaceri tanto più proibiti quanto più facilmente "degradabili". La donna è accettata solo come prostituta, poiché merce in vendita, sottomessa per contratto. Ma la trans va oltre, donando all'uomosessuale l'illusione d'un potere assoluto, che nemmeno la prostituta donna, per quanto assoggettata, ormai accetta più. Lo scambio non è mai alla pari e non si crea nessuna vera relazione, ma una masturbazione a due (o a più), un moltiplicarsi di specchi che riproducono un'unica immagine.
E' contro questa cultura che si scagliarono san Paolo e Dante. I quali, non per nulla, additavano il vizio in personaggi di alto livello sociale, politico e culturale; nei potenti dell'epoca. E il potere è prevaricazione.
Eccoci tornati, quindi, al punto di partenza. Il disfacimento è senz'altro un "segno dei tempi"; diciamolo senza tema, un rifiuto dell'altro che è anche un rifiuto del totalmente altro: Dio. Una forma di idolatria che però, contrariamente a quanto afferma Galimberti, non è ancora la più grave delle regressioni. Già se ne profila una peggiore, dopo il mercimonio di entrambi i sessi e il prevalere dell'uno sull'altro: la pedofilia. La soglia d'attenzione rispetto all'abuso del minore si sta pericolosamente abbassando. Personaggi noti, spettacoli, giornali e persino annunci pubblicitari veicolano messaggi sempre più espliciti, a cui ci si sta quasi abituando. E niente più della pedofilia dà sfogo al delirio d'onnipotenza e di sottomissione, una "prova di forza" ottenibile senza alcuno sforzo ai danni di un individuo per sua natura debole e non formato. La pedofilia, dunque, è il punto d'arrivo e costituisce un arretramento verso la bestialità.
E' un segno dei tempi. Ma è anche un segno senza tempo; un serpente antico. La tentazione primordiale. Perché fin qui non si è parlato di sesso, ma di violenza, blasfemia, dominio, superbia. Violenza e superbia che, nel corso della storia, si sono manifestate in diverse forme, ma che hanno un'unica origine.
Questi sono i frutti del paganesimo sessista; questo è il risultato del rifiuto del dialogo, della sottomissione forzata d'una metà del genere umano, spesso benedetta persino da rappresentanti della religione (non a caso, uomini). E' fenomeno recente? E' colpa delle femministe? Degli omosessuali? Dei marxisti? Degli ambientalisti? O non è, piuttosto, colpa di tutti noi, quando puttaneggiamo, in misura maggiore o minore, con l'ingiustizia, la soverchieria e il potere?

Daniela Tuscano

mercoledì 18 febbraio 2009

Vuoi commentare il Festival di Sanremo?

Vuoi commentare la prima serata del festival di Sanremo? Vuoi esprimere compiacimento? Scandalo? Indignazione? Scalpore? Vuoi commentare la mitica canzone di Povia "Luca era gay" (ma poi è guarito!!!!!)?


Commenta sul forum:


per il Festival in generale: http://forum.quinonehollywood.org/index.php?topic=1958.msg27015#new


per "Luca era gay" (ma poi è guarito!!!): http://forum.quinonehollywood.org/index.php?topic=1305.msg27013;topicseen#msg27013

martedì 17 febbraio 2009

Ecco il testo della canzone di Povia!!! Luca era gay!!!!

Su Sorrisi e Canzoni persino un avvocato ha detto che questo testo è antistorico e discriminatorio.

INTRO:
Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice sono un altro uomo

1° STROFA:
Luca dice: prima di raccontare il mio cambiamento sessuale volevo chiarire che se credo in Dio non mi riconosco nel pensiero dell’uomo che su questo argomento è diviso
non sono andato da psicologi psichiatri preti o scienziati sono andato nel mio passato ho scavato e ho capito tante cose di me
mia madre mi ha voluto troppo bene un bene diventato ossessione piena delle sue convinzioni ed io non respiravo per le sue attenzioni
mio padre non prendeva decisioni ed io non ci riuscivo mai a parlare stava fuori tutto il giorno per lavoro io avevo l’impressione che non fosse troppo vero
mamma infatti chiese la separazione avevo 12 anni non capivo bene mio padre disse è la giusta soluzione e dopo poco tempo cominciò a bere
mamma mi parlava sempre male di papà mi diceva non sposarti mai per carità delle mie amiche era gelosa morbosa e la mia identità era sempre più confusa

RITORNELLO:
Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice sono un altro uomo
Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice sono un altro uomo

2° STROFA:
sono un altro uomo ma in quel momento cercavo risposte mi vergognavo e le cercavo di nascosto c’era chi mi diceva “è naturale” io studiavo Freud non la pensava uguale
poi arrivò la maturità ma non sapevo che cos’era la felicità un uomo grande mi fece tremare il cuore ed è li che ho scoperto di essere omosessuale
con lui nessuna inibizione il corteggiamento c’era e io credevo fosse amore sì con lui riuscivo ad essere me stesso poi sembrava una gara a chi faceva meglio il sesso
e mi sentivo un colpevole prima o poi lo prendono ma se spariscono le prove poi lo assolvono cercavo negli uomini chi era mio padre andavo con gli uomini per non tradire mia madre

2° RITORNELLO:
Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice sono un altro uomo
Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice sono un altro uomo

SPECIAL:
Luca dice per 4 anni sono stato con un uomo tra amore e inganni spesso ci tradivamo io cercavo ancora la mia verità quell’amore grande per l’eternità
poi ad una festa fra tanta gente ho conosciuto lei che non c’entrava niente lei mi ascoltava lei mi spogliava lei mi capiva ricordo solo che il giorno dopo mi mancava
questa è la mia storia solo la mia storia nessuna malattia nessuna guarigione
caro papà ti ho perdonato anche se qua non sei più tornato
mamma ti penso spesso ti voglio bene e a volte ho ancora il tuo riflesso ma adesso sono padre e sono innamorato dell’unica donna che io abbia mai amato

RITORNELLO FINALE:
Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice sono un altro uomo
Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice sono un altro uomo



commenta anche tu questo testo su l forum http://forum.quinonehollywood.org/index.php?topic=1305.msg26758#new

domenica 15 giugno 2008

YouTube ha censurato il mio video! Boh?

Il Video che avreste dovuto vedere nel post precedente

è stato censurato da YouTube-MorrisAndreas

Motivo in più per scappare quanto prima dall'Italia. Sarà stato sufficiente la "valutazione degli esperti 'a mani giunte e moralisti' che hanno decretato la cancellazione?"

Ora basta!!! Italia bigotta e schiava del Vaticano!!!

CHE PALLE!

ECCO IL VIDEO CENSURATO E DITEMI COSA TROVATE

DI PORNOGRAFICO O OFFENSIVO:



DIFFONDI, COPIA IL CODICE!



Spero solo che venga presto il momento di lasciare "lo stivalone italiano", perchè inizia a starmi TROPPO STRETTO.

Con Amicizia e Rispetto

Gentleman - (Morris)

P.S.: Per il Mio Amore Danny e per Tutti coloro che Amano le Persone dello stesso Sesso Un Particolare Abbraccio. Ciao Mio Amore, Cucciolo Adorato Mio Cuore Danny

venerdì 7 dicembre 2007

Senza titolo 2364

per  fortuna  ci sono persone , come il sito di cui parlo sotto  ,  che parafrasando  l'omonima  canzone di Rino Gaetano  (  una delle  mie  preferite  )  il  cielo  è sempre  più  blu
 dal cdv esterno www.censurato.splinder.com


[segnalato al Blog Censurato da Paolo Ferrari e tratto da Liberazione.it del del 17 Novembre 2007]


SCANDALOSO AMOROSO, NIENTE SOLDI.

Censurato dalla commissione cinema "Tutte le strade portano a Roma", ultimo film del regista
«Sessualità deviata» si legge nella motivazione. Tra i membri anche don Dario Viganò della Cei


DANIELE NALBONE e VALERIA MORANDO

Lù è un travestito. Brando un bambino di otto anni che scopre
l'omosessualità del padre. Simone un ragazzo dell'alta borghesia che si innamora di Christina, prostituta proveniente dalla Romania. Bianca una tredicenne che accusa di pedofilia un uomo molto più grande di lei.
Tutte le strade portano a Roma , l'ultimo lavoro di Carmine Amoroso (  foto a destra  ) scritto con la collaborazione di Armin Schwibach, filosofo e professore di teologia, sarebbe «un film sull'etica del quotidiano. Un ritratto di una società che non sa più cosa sia la moralità». Usiamo il condizionale perché la sezione per il riconoscimento dell'interesse culturale dei lungometraggi presso la commissione cinema del Ministero dei Beni Culturali lo ha escluso dai finanziamenti pubblici «oggi contributo indispensabile per una produzione cinematografica». «Assurde le motivazioni - denuncia il regista -: ritenere queste quattro storie di "sessualità deviata" è un giudizio morale che non dovrebbe competere a nessuna commissione. Giudicare "non convincente la struttura narrativa e l'impianto produttivo" di un'opera che ha visto l'impegno di Cedomir Kolar, premio Oscar con No man's land nel 2000 e vincitore del David di Donatello per Train de vie nel 1998, e di Enzo Porcelli, uno dei più

 importanti produttori cinematografici italiani, è quantomeno singolare».
Non così tanto se si considera che uno dei membri della commissione è don Dario Viganò, responsabile del settore cinema-spettacolo dell'ufficio nazionale per la Conferenza Episcopale Italiana. «E' inquietante che il 90 % della cinematografia italiana passi il vaglio di questa commissione i cui membri sono complici di tale pregiudizio etico diffuso e che un progetto culturale venga giudicato da un prete. Non c'è libertà di rinnovare il cinema: per linguaggio e contenuti oggi un film di Pasolini non verrebbe prodotto». I lavori di Carmine Amoroso, tra i quali spicca la sceneggiatura di Parenti Serpenti per la regia di Mario Monicelli, sono stati più volte oggetto di censure e discriminazioni. Regista non politicamente corretto racconta storie che infastidiscono il comune ben pensare. Fin dalla sua prima regia in Come mi vuoi (1996) sono emersi i primi segnali di difficoltà: il film, primo a tematica transgender con Monica Bellucci, Vincent Cassel, Enrico Lo Verso e Vl!
 adimir Luxuria, non è mai stato distribuito dalla Medusa Film. Non è mai entrato nei cataloghi home-video ed è uscito in affitto solo in vhs. In Italia è praticamente introvabile mentre in Francia ha riscosso un ottimo successo. Il motivo? «Perché allora come oggi nel nostro paese la transessualità è considerata devianza».
Cover Boy: l'ultima rivoluzione , uno dei film più visti nei festival internazionali 2007 risulta incredibilmente essere uno dei più censurati dal mercato distributivo italiano: nel 2002 ottenne il riconoscimento di "interesse culturale nazionale" e il conseguente contributo statale. Dopo un anno e mezzo, mentre il film era in preparazione, tramite un provvedimento retroattivo del governo Berlusconi (Legge Urbani 2004) il finanziamento è stato decurtato del 75% determinando un grave ridimensionamento produttivo e narrativo: «abbiamo dovuto tagliare tutta la parte riguardante la Romania, la "finta rivoluzione" che ha abbattuto Ceausescu. Il film racconta attraverso l'amicizia tra un ragazzo romeno e un precario italiano di quarant'anni il malessere sociale che accomuna le nuove generazioni: la precarietà nel lavoro, nel mondo sociale, nelle relazioni interpersonali, negli affetti». Un ritratto impietoso dell'Italia di oggi. «Si può essere stranieri quando si vive ai m!
 argini e i soldi non bastano per pagare l'affitto. Si può essere stranieri quando si deve scendere a compromessi pur di non vedersi negato uno dei diritti sanciti dalla nostra costituzione, il diritto al lavoro».
Il film, forse perché non da un'immagine negativa del popolo romeno, è stato nascosto in una sezione anomala, Serate Romane, nell'edizione 2006 del Festa del Cinema di Roma. Non è stato nemmeno proiettato all'Auditorium, non è stato mai presentato in conferenza stampa. Nessun giornalista ha raccolto i pareri degli attori, fra cui spicca il primo ruolo drammatico di Luciana Littizzetto. Eppure l'opera ha ricevuto il premio di Miglior Film al Festival del Cinema Politico di Barcellona, Miglior Fotografia al Festival di Valencia e il Premio Sergio Leone come miglior film 2007. In totale ha partecipato a 35 concorsi ma «grazie al giochetto di Casa Veltroni sono stato tagliato fuori dagli altri festival: non ho potuto partecipare a quello di Berlino e solo Fuori concorso a quello di Rotterdam».


e sempre  dallo stesso sito  e sullo stesso regista  c'è  questo articolo





 


il  cdv  censurato  ha  ragione   . Lo stesso discorso và fatto anche  per la  classe nostra  classe politica ( o politika  )   con gente   come la Binetti  ( che  cavolo ci stà a fare  una  con tale ideologia  a sinistra  perchè non se ne  và  a destra  )   che  rifiuta  di votare la fiducia
  al pacchetto sulla sicurezza  perchè 
nel maxiemendamento sulla sicurezza, c'è un riferimento all'articolo 13 del trattato di Amsterdam, un "innocente" documento europeo che stabilisce, tra l'altro, princìpi universalmente condivisi contro le discriminazioni per sesso e religione. La sinistra di governo (Prc e futura "Cosa rossa") ha fatto di tutto per inserirlo nel testo sulla sicurezza nel quale, a dirla tutta, aveva forse poco senso.
Si tratta di norme anti-razzismo (con la previsione di condanne alla reclusione fino a tre anni) per combattere discriminazioni "fondate sul sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali".






sabato 10 novembre 2007

Senza titolo 2223


da  fotofa.splinder.com/post/14667133


La notte tra l'11 ed il 12 luglio 2005 in un parco romano si consumava un atroce delitto, venuto a galla nelle pagine di cronaca per qualche attimo, per poi essere dimenticato dalla maggior parte delle persone che non aveva avuto modo di conoscere "la vittima", come sempre. Si chiamava Paolo Seganti, aveva 38 anni, era un attore, si occupava di volontariato e non nascondeva la sua omosessualità. Questa gli è stata fatale. Mentre si era allontanato di poco da casa, un gruppo di balordi (non si sa quanti perché LORO sono ancora in giro a fare danni) si è interessato a lui. L'hanno aggredito, malmenato più forte che hanno potuto (deturpandogli il volto fin quasi a staccargli il naso) ferito con bastoni e coltelli ed infine ucciso ed umiliato per quella che loro reputano "diversità" dandogli 19 coltellate sui glutei ed evirandolo. Tutti hanno dimenticato... Tranne parenti, amici ed i gruppi che a Roma e in Italia si occupano di problematiche relative all'omosessualità e alle discriminazioni che ne conseguono in questo paese medievale. Loro si sono battuti per ottenere un qualcosa che tenesse viva la memoria sua e di quello che ha rappresentato un simile omicidio in termini di vergogna oltre che di dolore. Dopo tre mesi hanno ottenuto un minimo di attenzione da sindaco e giunta e a coprire le macchie del suo sangue è stata sistemata una piccola collinetta di terra con su un giovane albero ed una targa in sua memoria e con le lungaggini burocratiche dopo due anni quello slargo all'interno del Parco delle Valli (zona Conca d'Oro) ha infine avuto il suo nome. Ecco, di queste due ultime azioni Sindaco e assessori vari hanno fatto parlare di sé. Tutti ben messi, presenti giornali e televisioni, per INAUGURARE la nuova targa toponomastica (era l'anniversario di quest'anno) e gonfiarsi il petto perché "hanno fatto qualcosa". Hanno sottolineato che mai prima la toponomastica aveva ospitato nomi di vittime di "violenza e omofobia", sì, erano contenti. Sono arrivati primi. Erano quattro mesi fa esatti. - Invece è di pochi giorni fa l'affermazione dello stesso sindaco "Roma era la città più vivibile del mondo", riferito a fatti di cronaca nera legati ad immigrati). Paolo era cattolico, un papa-boy per l'esattezza e soffriva per quella sua chiesa a cui sentiva di appartenere ma da cui non era accettato fino in fondo. Poi venne la ricorrenza dei defunti, parenti ed amici hanno portato fiori nuovi, un vaso nuovo... Su quella collinetta dove crescono le erbacce che nessuno toglie, dove si secca l'albero "simbolo della vita" piantato per Paolo e che nessuno sostituisce, dove arrivano quelli che penso siano dei piccoli stupidi che tirano fuori dallo zaino che hanno per far finta di andare a scuola che si permettono di imbrattare la targa con il suo nome con scritte omofobiche delle quali neppure conoscono il significato ma fanno "figo"; ci ridono su, spaccano il vaso, buttano all'aria i fiori e si sentono degni membri di questa comunità allo sbando (mi rifiuto di pensare che possano essere stati degli adulti a fare tutto ciò). Paolo ucciso dai balordi. Paolo ucciso dalle forze dell'ordine che arrivarono quella stessa sera sul posto avvertiti da una donna che sentì le sue urla imploranti ma che credettero - FORSE - che fosse stata una mitomane e se ne andarono senza neppure scendere dalla loro auto. Paolo ucciso ancora una volta dall'ignoranza, dall'arroganza e dalla cattiveria di chi si sente superiore, migliore, magari paladino e portatore di verità. IERI ero lì e ho visto questo: PaoloSeganti  - foto della vergognaLe scritte si vedono poco ma ci sono, purtroppo. Ora provo a "denunciare" anche questo accaduto visto che nessuno ha speso una parola in proposito perché, come al solito: nessuno VEDE, nessuno SENTE, nessuno PENSA, nessuno PARLA. Eppure quel parco di giorno è frequentato da mamme con i bambini, da allegre famigliole, da coppiette... Solo io ho VISTO??

venerdì 6 aprile 2007

"L'ammore e la ccioia, illumminerranno i quori dalle tenebbre del male"




E no! Non ce la faccio a tacere! Voi pensatela come volete.


vota la notizia e clicca su OK!

La misura è colma.



Rosalba Sgroia



-ooo-





"Cari fratelli, solo l’ammore e la ccioia illuminerranno il bujo che portiamo dentro”


 


Così, papa razzi, illumina le coscienze dei fedeli, rapiti da quegli occhi scintillanti di luce divina.


 


Un raggio laser che taglia, affetta , sminuzza, che si dirige con precisione sui GAY, SUI CONVIVENTI, su tutti coloro che vogliono essere liberi dai dogmi assurdi che va sbandierando!


 


Avrà sulla coscienza il povero ragazzo gay, deriso dai compagni, che si è suicidato?


 


MA AVRA’ UNA COSCIENZA?




E’ una cosa orribile…


Clero e politici irresponsabili e ottusi, istigano i poveri ignoranti, i presuntuosi, coloro che si credono perfetti…e lo fanno in un modo subdolo e manifesto contemporaneamente. Una tattica che SPIAZZA!




Ricorderemo il ragazzo gay, tormentato dai compagni, e tutti coloro che vengono discriminati e additati, come il cattolico Alfredo Ormando suicidatosi ( dandosi fuoco in piazza del Vaticano)  il 13 genn 1998 per gli stessi motivi.




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