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24/04/17

comwe spiegare la resistenza ai bambini







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on questo post  concludo ,  altrimenti rischio di diventare  prolisso e noioso  ed ottenere  l'effetto contrario  ,   la serie   di  post  dedicata  al 25 aprile   .  Inoltre ne approfitto   per  rispondere  a mia  nipote  acquisita  (  la figlia di mio cugin  in primo  )  che mi  chiede cosa  è  la reistenza   e perchè  è ancora  viva .
Lo faccio    suggerendoli  oltre questi  5  libri segnalati da  il fattoquotidiano anche  uno  consigliatomi  da ì miei  in contrapposizione  all'ideologia  fascista  di mio nonno paterno  .
IL  MIO   trratto da  wikipedia 
L'Agnese va a morire è un romanzo neorealista scritto da Renata Viganò, forse di ispirazione autobiografica, giacché Renata Viganò fu, con il marito, una partigiana della resistenza italiana.La storia è ambientata nelle Valli di Comacchio durante la seconda guerra mondiale, nello specifico nel periodo degli otto mesi precedenti alla liberazione dell'Italia. La protagonista è una lavandaia di mezz'età, di nome Agnese, che, dopo la morte del marito deportato, non essendosi mai interessata prima di politica, inizia a collaborare con i partigiani assumendo il ruolo di staffetta.

Trama
La lavandaia Agnese vive con il marito Palita, un uomo reso debole da una malattia avuta da bambino, che lo costringe a stare in casa senza compiere sforzi fisici: il suo unico lavoro è intrecciare ceste di vimini. Questa situazione costringe Agnese a lavorare il doppio per mantenere se stessa ed il marito. Palita, per quanto debole, è tuttavia un uomo politicamente impegnato, un comunista.Un giorno Palita viene catturato dai nazisti per motivi non chiari; forse perché in contatto con i partigiani, o a causa di una soffiata dei vicini di casa, in quanto la sera prima aveva ospitato un disertore italiano.Qualche giorno dopo la cattura di Palita, un suo amico, riuscito a fuggire dalla camionetta tedesca, annuncia ad Agnese la morte del marito. Ella aveva presentito la morte del marito, perché sapeva che egli era bisognoso di cure costanti. L'Agnese quindi rimane sola con l'unica compagnia della gatta di Palita, tutto ciò che le resta di lui, ed un odio profondo nei confronti dei nazisti.A non darle sicuramente una mano sono la vicina di casa e le figlie che amoreggiano coi soldati nemici. Una sera, dopo aver bevuto, uno di loro (Kurt) spara per divertimento alla gatta. Agnese allora lo colpisce in testa col fucile, e credendolo morto, fugge nascondendosi presso una famiglia di partigiani.Da questo momento Agnese diventa l'organizzatrice delle staffette, e la "mamma" della compagnia partigiana.Ma proprio quando gli alleati inglesi stanno per prendere il sopravvento sui nemici, Agnese viene trattenuta dai soldati tedeschi e, riconosciuta da Kurt, viene uccisa. Della donna non rimane che "un mucchio di stracci sulla neve"Esso  fu  Tradotto in quattordici lingue, valse all'autrice il Premio Viareggio nel 1949.Ha avuto una trasposizione cinematografica uscita nel 1976, per la regia di Giuliano Montaldo, dove il ruolo di Agnese è interpretato da Ingrid Thulin

Venticinque aprile, festa della Resistenza. Scuole chiuse, papà e mamma a casa. In piazza si canta “Bella ciao”. Ma come si spiega a quelli nati nel 2000 questa storia? Fino a qualche anno fa gli studenti la mattina del 25 aprile andavano in piazza con i loro insegnanti ma ora a chi tocca raccontare chi erano i partigiani, cos’hanno fatto per il nostro Paese? Ancora una volta sono i libri ad aiutarci a passare il testimone, a tramandare a chi è nato sotto la “mela” della Apple, un pezzo di storia significativa del nostro Novecento. Ecco cinque libri da tirar fuori in occasione della festa della Liberazione.Ci sono libri che parlano con le illustrazioni. Non hanno bisogno di molte parole. Parlano ai più piccoli, a quelli che ancora non sanno leggere e scrivere bene. E’ il caso di “Bella ciao” nelle edizioni “Gallucci”. Paolo Cardoni dà voce alla celebre canzone attraverso le illustrazioni colorate, vivaci, semplici e allo stesso tempo eloquenti che raccontano della città occupata dagli invasori. Ovunque si vedono ingiustizie, violenza e paura . Tutto è vietato, nessuno ha più voglia di sorridere. Perciò il partigiano saluta la sua bella
e se ne va in montagna a combattere per la libertà. Un racconto dolce introduce alla storia, che lascia intravedere ad un bambino la narrazione più complessa della Resistenza dando lui solo gli strumenti per imparare una canzone che ha fatto la storia. Al libro è allegato anche il cd con la canzone arrangiata dai “Modena City Ramblers



A volte può essere la storia di un cane a svelare un grande evento come la Liberazione. E’ il caso di “Fulmine, un cane coraggioso” (edizioni Mondadori) scritto dalla maestra Anna Sarfatti e dal fratello Michele. Il libro racconta di un cane che per l’affetto che lo lega ad un ragazzo, suo grande amico, si ritrova a partecipare alla lotta partigiana. Nelle pagine del testo Anna e Michele hanno scelto di dare voce a questa storia che ha trovato fondamenta anche nella realtà di Umberto Lorenzoni, un partigiano che nell’appendice racconta di Rolf, il fido compagno di battaglia. Nel libro ci sono anche lettere, immagini che aiutano a non perdere mai di vista la realtà di quanto è accaduto. Adatto ai bambini dai 7 ai 10 anni.



C’è un luogo in Italia dove ogni scuola dovrebbe andare in “gita”: è Sant’Anna di Stazzema, in Toscana. Ma prima di metter piede su quei monti, ogni scolaresca dovrebbe leggere “Era un giorno qualsiasi” (edizioni Altreconomia) del collega giornalista Lorenzo Guadagnucci. Pagine toccanti, emozionanti, scritte in prima persona da Lorenzo che racconta la storia del padre, Alberto, scampato all’eccidio nazista del 1944 per caso. Un giorno qualsiasi che si è trasformato in un inferno per quel bambino che vide i tedeschi arrivare a casa sua nascosto in un cespuglio. Una storia che sessant’anni dopo riapre un capitolo che dovrebbe essere in ogni libro di storia.



Le donne sono state protagoniste della storia della Resistenza italiana. Tina Anselmi, la prima donna ad aver ricoperto la carica di ministro della Repubblica, è una di loro. E in “Zia, che cos’è la Resistenza?” (Edizioni Manni), l’ex partigiana prova a rispondere alle domande di un’immaginaria nipote. Lo fa partendo dallo spiegare che cos’è il fascismo, che clima si respirava in quel periodo fino ad arrivare a scavare nelle ragioni personali che l’hanno portata a scegliere la strada partigiana. Un testo adatto ai ragazzi della scuola secondaria di primo grado ma anche ai primi anni delle superiori.




La storia partigiana è fatta di vittorie ma anche di sconfitte ma soprattutto di uomini non di eroi. Lo descrive bene un libro ormai dimenticato ma che vale la pena leggere con i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado: “I ventitré giorni della città di Alba” (Einaudi) di Beppe Fenoglio. Si tratta di sei racconti dedicati ad episodi della guerra partigiana. Il primo, il più intenso, narra della conquista di Alba avvenuta il 10 ottobre 1944 e persa tre settimane più tardi.Un racconto senza retorica patriottica che ai tempi fu molto criticato dai giornali di sinistra ma che serve, soprattutto per i ragazzi, a comprendere la realtà dei fatti.





















C


22/04/17

Un 25 aprile per i bambini

stavolta voglio  iniziare  nel riportare  una storia     dalla fine    . con il commento di  
Non ho vissuto gli anni terribili della guerra e spero di non dover viverli mai e così per tutto il mondo,però ho visto l'effetto che ha avuto sui miei genitori,nonni,zii per farmi capire che bisogna sempre lottare e spiegare come si sono svolti i fatti e le premesse che hanno portato a questo disastro e rovina e quanto sangue si è dovuto versare per porre il rimedio perché tutto questo non si ripeta mai più,ma come si può vedere nell'essere umano(?) predomina sempre quell'ignoranza-irrazionalità e nei potenti quella sete di potere e del business che ci riporta inevitabilmente alla condizione disumanizzante determinata da guerre,profonde ingiustizie sociali,sfruttamento che da millenni dominano il pianeta;buon 25 aprile perché non sia la solita festa privata del suo vero significato,ma che possiamo riconoscerci perché sia sempre

a  questo fatto





Un 25 aprile per i bambini


La mia amica Simona Zinanni, che insegna alle elementari di Cuvio (Varese), mi ha raccontato che qualche giorno fa dei bambini hanno chiesto perché il 25 aprile è festa e si sta a casa. Simona, allora, ha preso l'iniziativa e ha chiesto di poter mettere insieme le due quinte della scuola. "La seconda guerra mondiale", mi ha spiegato, "non rientra nel programma delle elementari, così ho dovuto fare una breve premessa per inquadrare il periodo". Poi ha proiettato sullo schermo il girotondo dei bambini di Sant'Anna di Stazzema (nella foto in alto) e ha letto la storia di uno di quei bambini, la storia di Enio Mancini (nella foto), sopravvissuto alla strage del 12 agosto 1944 grazie a un giovanissimo soldato tedesco dagli occhi azzurri che non uccise, sparò in aria e fece scappare le donne e i bambini che gli erano stati affidati. "L'ho scelta", mi ha spiegato la mia amica, "perché mi sembrava particolarmente adatta ai bambini perché non si limita a raccontare la tragedia ma lascia anche un segno positivo sulla speranza di trovare umanità e pietà anche nei nostri nemici".
L'effetto è stato immediato. "Dopo poche righe la classe era come ipnotizzata. Alla fine della lettura è partito un applauso commosso. Credo che questi alunni abbiano capito perché il 25 aprile è una festa e non lo dimenticheranno tanto facilmente!".
Ecco. Facciamo tutti così, facciamo come Simona. Scegliamo una storia, un evento particolare, una persona, un gesto... E raccontiamolo. Ai bambini che abbiamo intorno, ai giovani, a chiunque pensiamo possa essere utile.
Utile a dare sempre più sostanza a una festa che rischia di perderla e che sta anche diventando una triste occasione in cui si si divide e ci si conta. Utile a creare una memoria della nostra comunità che sia forte e condivisa. Utile a guardare in avanti sapendo bene il sangue e il dolore che sono serviti per arrivare fin qui.


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