31/03/14

Ada, una cornacchia ferita è diventata amica di un gatto . sepulvera ha fatto centro


gli manca  solo che  gli insegni a volare     e  la  simbiosi fa   vita  e letteratura  è completa

da  l'unione sarda  del  31\3\2014

                                                         La cornacchia


Da nemico ad amico. All'inizio era un pericolo ma nel giro di poco tempo il gatto è diventato amico della cornacchia ferita.

Quando si dice finire nel mirino. E' successo, stavolta nel senso letterale del termine, a una cornacchia ribattezzata "Ada". Ferita a un'ala e senza una zampetta, ora vive in un giardino in compagnia dei gatti. Uno in particolare, l'ha adottata tanto da diventare suo amico. Si sono guardati con sospetto per alcuni giorni, si sono avvicinati e allontanati di malo modo. Poi si sono arresi a una sorta di solidarietà reciproca e ora il gatto "veglia" sulla cornacchia e non la perde mai di vista. Lei gli saltella attorno, mangia dalla stessa ciotola e si riposa bilanciandosi sull'unica zampetta rimasta senza doversi più preoccupare di... guardarsi alle spalle.Lunedì 31 marzo 2014 09:26Apprendiamo da loro.
Quando si dice la solidarietà. Questi due animali così diversi tra loro sono riusciti a convivere dopo qualche giorno di reciproci sospetti. Ora sembra abbiano bisogno l'uno dell'altro; ciò è meraviglioso. Questo deve insegnare a noi uomini intelligenti che la solidarietà con persone diverse da noi, sia culturalmente che fisicamente, non deve spaventarci,perché ne guadagneremmo entrambi sotto tutti i punti di vista.

nostalgici della lira o far capire che l'uero è una ciofecca o quanto spendono ?In un negozio di tessuti di Quartu il tempo si è fermato: i conti in lire

www. unionesarda.it 


In un negozio di tessuti di Quartu  il tempo si è fermato: i conti in lire


I due fratelli nel loro negozio e i prezzi ancora in lire

Solo al momento del pagamento si converte il conto in euro.Nel negozio di tessuti in piazza Dessì, a Quartu, il tempo sembra essersi fermato. I fratelli Antonio e Giuseppe Massa non si sono rassegnati all'euro: da loro si ragiona e si calcola tutto ancora in lire. Nelle vetrine e tra gli scaffali i prezzi al metro sono indicati con le vecchia moneta. Solo quando la merce arriva alla cassa, il totale viene convertito in euro con una piccola calcolatrice.

I dettagli e le interviste nell'articolo a firma diGiorgia Daga sull'Unione Sarda in edicola oggi

Dessanay fa l’americano, da Ellington agli indiani Esce “Songbook–volume One” del contrabbassista sardo che vive in Inghilterra.

dalla nuova  sardegna   31\3\2014

Dessanay fa l’americano, da Ellington agli indiani.
Esce “Songbook–volume One” del contrabbassista sardo che vive in Inghilterra. Nove composizioni nel segno della melodia, con un quartetto d’eccezione
-
di Walter Porcedda


CAGLIARI. Conteggio a ritroso per il contrabbassista Sebastiano Dessanay
che dopo aver esordito un anno fa con “Songbook-Volume Two” propone finalmente il “Volume One”, cioè la prima parte di quell’ideale viaggio in due tappe nel cuore del jazz, intrapreso sin dal 1997 nei primi seminari jazz a Siena e Nuoro. Se nella prima proposta il musicista, residente da diversi anni in Inghilterra, a Birmingham, dove conduce studi avanzati nel campo della musica contemporanea – suonando allo stesso tempo con ensemble rinomati come Decibel, dell’irlandese Ed Bennet – proponeva una immersione negli umori e nelle atmosfere della musica europea, in questo “One”, cambia completamente di registro avventurandosi in America.
Sì, è alla grande culla della musica afroamericana che guarda infatti questo album, inciso per l’etichetta inglese F-ire dove il contrabbassista alla guida di una singolare formazione esplora con chiave melodica anche lo spirito originario del mainstream e del jazz contemporaneo.
Il disco suona con freschezza ed originalità d’approccio, e a onor del vero non si sente mai una nota fuori posto come la voglia di operare rifacimenti tout court di opere di celebri maestri.
Piuttosto c’è la passione di rileggere ed aggiornare con feeeling curioso, animato da vivace spirito di ricerca, la lezione della musica suonata nella Grande Mela soprattutto con un sentire aperto.
Dessanay, come già rilevato in occasione dell’uscita del precedente album “Two” ha talento compositivo ed è dotato di un ottimo livello di esecuzione. Una cavata possente quanto basta. Autorevole e presente, ma mai invadente, un fraseggio limpido, quasi trasparente, ideale per l’innesto dei soli e della musica eseguita di concerto con interessanti compagni di viaggio. A cominciare dall’altosassofonista Rachael Cohen, una voce malinconica venata di blues. Centrale la presenza del chitarrista Gianluca Corona, cresciuto alla scuola dei contemporanei, i vari Metheny, e Frisell soprattutto. Completa la formazione alla batteria il buon Alessandro Garau. Cohen e Corona, entrambi di spiccata inclinazione melodica danno il giusto supporto alla musica del leader che ha una cantabilità rigogliosa e accattivante. Sin dalla prima traccia, “Bouganville”, dall’incedere veloce con bel senso del ritmo guida immediatamente e introduce all’ascolto di un’opera a buon gradimento emotivo.
Nove composizioni nel segno della differenza, un ordito quanto mai vario che segnala spumeggianti swing come “Tuesday morning” accanto a oasi di riflessione intimistica, ved il poetico “Nuvole su Castello”. Naturalmente trovano posto i tributi alla lezione dei padri come “Duke and Monk” che chiude in un tripudio di lucido swing l’intero album.
E a proposito del grande Duca Ellington è all’elegante compositore e direttore d’orchestra che Dessanay ha sicuramente pensato nel comporre l’avvolgente “L’ultimo ballo”.
Discreto e altrettanto poetico l’omaggio ai nativi americani con rimandi alla musica suonata dalle tribù delle montagne Appalachi sono gli intriganti quanto austeri “Pianure”e “Intermezzo” affini per certi versi come segnale di vie originali al jazz a “Vow” nervoso crossover tra contemporary music e free.

29/03/14

L'onda (Die Welle) 2008 diretto da Dennis Gansel

non essendoci nulla d'interessante su rai-mediaset o quel che c'è buono non è visibile su rai replay in quanto lai non possiede i diritti per il web . mi riguardo nel mio solito ( salvo eccezioni ) sabato solitario . Effetto collaterale d'avere amici sposati o fidanzati \ conviventi  o essere 




il film citato nel film http://it.wikipedia.org/wiki/L%27onda_(film_2008)



lo trovate su http://www.tubeonair.com/ più precisamente qui da vedere con mozilla firex fox (con l'estensione anonymox )o torbrowser visto che sia google chrome che internet explorer ne bloccano l'accesso.

molto bello e molto vero non si è mai immuni dal male fino a che non ti rendi conto che è male.più attuale che mai


28/03/14

la burocratia colpisce ancora un debole Respinta la delega del figlio: in ambulanza per ritirare la pensione Villacidro, 88enne in barella allo sportello delle Poste


L'unico commento che mi sento di fare a questa assurda storia è anche questo dubbio : se la delega viene ritenuta non valida (anche se credo che non lo sia) perchè non viene abolita ?


la nuova sardegna 28\3\2014


VILLACIDRO. 
Vecchietta di 88 anni costretta ad andare all’ufficio postale in ambulanza per ritirare la pensione.E’ accaduto questa mattina a Villacidro dove, secondo quanto dichiarato da un figlio della pensionata, Raffaele Mocci, in possesso di regolare delega alla firma e al ritiro delle spettanze pensionistiche, il direttore delle Poste avrebbe preteso che ad apporre la firma al modulo di accettazione delle norme antiriciclaggio in vigore dal 1° marzo 2014 ,
L'ambulanza che ha trasportato alle Poste
la pensionata di 88 anni (foto Deidda/Rosas)
fosse personalmente la titolare della pensione. La quale si trova da sei mesi costretta a stare a letto per le conseguenze di una grave frattura ossea.
Il direttore dell’ufficio postale non ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito e ha invitato chi voleva conoscere le motivazioni a rivolgersi alla direzione regionale di Poste Italiane. “Non capisco perché questa presa di posizione – ha detto il figlio della pensionata -, sono in possesso di regolare delega al ritiro delle pensione e di documentazione medica come mia madre non si può muovere dal letto. Perché costringerci a ricorre a un’ambulanza e creare tanti problemi a mia madre per una firma, che oltre tutto io sono delegato ad apporre ? Mi risulta che in altre circostanze il comportamento del direttore dell’ufficio postale non sia stato così intransigente”.
La spiegazione dell’accaduto, se vorrà farlo,è nelle mani della direzione generale della Sardegna di Poste Italiane. (l.on)

26/03/14

Lo zoo di Copenhagen uccide quattro leoni Sono due maschi anziani e due piccoli "non in grado di sopravvivere". Nella stessa struttura fu soppressa la giraffa Marius


se prima consideravo gli zoo utili ma con qualche dubbio perchè può servire a salvarli dall'estinzione .Ma ora dopo quest'altro fatto mi stanno venendo dubbi . Non è meglio lasciar decidere alla natura ?


Sono due maschi anziani e due piccoli "non in grado di sopravvivere". Nella stessa struttura fu soppressa la giraffa MariusRedazione ANSA



Lo zoo di Copenhagen uccide quattro leoni (foto: EPA)                                                               RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Dopo quella di Marius, lo zoo di Copenhagen promette di rinfocolare polemiche e sdegno per aver eseguito la "condanna a morte" anche di quattro leoni. "A causa del comportamento naturale dei leoni, lo zoo ha dovuto applicare l'eutanasia a due leoni anziani e a due piccoli che non erano abbastanza cresciuti da sopravvivere da soli", e che inevitabilmente "sarebbero stati uccisi dal nuovo maschio", scrive in una nota la direzione. A differenza della giraffa, i leoni non saranno "dissezionati" in pubblico. 
I leoni sono stati soppressi, spiega lo zoo danese, perché non si è riusciti a collocarli altrove. Fra alcuni giorni il nuovo maschio sarà introdotto e presentato alle due leonesse acquistate nel 2012 e che sono in età riproduttiva.
"Lo zoo (di Copenhagen) è riconosciuto a livello mondiale per il suo lavoro con i leoni e sono fiero che uno di essi sia all'origine di una nuova discendenza", ha dichiarato il direttore della struttura, Steffen Straede. Il mese scorso Straede era stato bersaglio di biasimo da parte di organizzazioni animaliste e perfino di minacce di morte per la sua decisione di sopprimere il maschio di giraffa Marius, che aveva 18 mesi. La giraffa era stata uccisa con una pistola da macello, essiccata, poi dissezionata e data in pasto ai leoni davanti allo sguardo dei bambini. La soppressione di Marius - si giustificò lo zoo sul suo sito - fu senza sceLta perché le regole europee su giardini zoologici e acquari stabilisce che si deve evitare la consanguineità. Si dovette quindi impedire a Marius di raggiungere l'età adulta.


RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Abbandonata al Burger King, ritrova mamma dopo 27 anni Giovane americana aveva scritto su Fb, 'Non sono arrabbiata'

Ecco che c'è chi non prova odio e rancore



Baby Burger King

Redazione ANSA WASHINGTON
26 marzo 201420:08 NEWS



'Burger King Baby' ritrova sua madre grazie a Facebook. Quella di Katheryn Deprill, una giovane di 27 anni di Alentown, in Pennsylvania sembra una storia da film a lieto fine. La madre l'abbandono' quando aveva poche ore di vita, nel bagno di un fast food, un ristorante della catena Burger King, facendo perdere ogni traccia per tutto questo tempo.

Poi, ai primi di marzo, Katheryn, posto' su Facebook un post dal contenuto drammatico: "Voglio che lei sappia che non sono arrabbiata con lei per quello che ha fatto, però ho tante domande da farle, pur di iniziare una nuova relazione con mia madre biologica. Vi prego - e' l'implorazione della giovane donna - aiutatemi a trovarla condividendo questo mio post''. E poche settimane dopo e' successo il miracolo: due donne l'hanno contattata e c'e' stato l'incredibile incontro. "Si sono abbracciate immediatamente. E' stato tutto molto emozionante e drammatico", ha raccontato Jim Waldron, un avvocato che ha organizzato la riunione su richiesta della madre la cui identita' rimane ignota.
Cosi', quella che per anni e' stata ribattezzata dai media 'Burger King Baby' ha potuto riabbracciare la madre biologica e conoscere la sua tragica storia: aveva appena 16 anni quando venne stuprata durante un viaggio all'estero. Tornata negli States, era riuscita a tenere nascosta la gravidanza ai genitori, ma sapeva che non sarebbe mai riuscita ad avere cura del bambino. Quindi, come racconta l'avvocato, ha deciso di lasciare il neonato in un luogo dove sarebbe stato trovato facilmente da chi sarebbe stato in grado di metterla al riparo. Una versione che ha convinto anche Katheryn: '"Deve essere stato tremendo dovermi lasciare, sono certa che non era quello che voleva, m si rendeva conto che non aveva altra strada davanti. Aveva solo 17 anni. Mi ha lasciato in un posto dove sapeva che sarei stata trovata, non voleva buttarmi via". Al momento dell'incontro erano presenti anche i genitori adottivi della ragazza. 
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

25/03/14

ELEPHANT MAN di Luigi Marinelli "Io non sono un animale! Sono un essere umano! Sono ... un ... uomo" (J.Merrick).

Domenica scorsa che ho visto ,anche se con il mal di testa e gli occhi chiusi per non piangere Facebook emoticon Pianto talmente era tristeFacebook emoticon Triste e malinconica ,Elephant Man di Luigi Marinelli .L'opera teatrale è tratta dall'omonimo racconto di Frederick Treves  è stupenda. 

"Io non sono un animale! Sono un essere umano! Sono ... un ... uomo" (J.Merrick). 

Uno spettacolo come dice il sito di http://www.romeguide.it/?pag=schedaspettacolonew&id=16094 ,sull'umanità, la dignità  e il dolore che si nasconde sotto una maschera mostruosa. 
The Elephant Man non è soltanto un capolavoro della cinematografia firmato da David Lynch. E' soprattutto un racconto perfetto, quasi in presa diretta, di un giovane chirurgo, Frederick Treves, che salva l'Uomo Elefante, al secolo Jospeh Merrick, dalle torture dei freak show della Londra di fine Ottocento. 
In un momento storico come quello attuale in cui l'estetica del corpo, della "bellezza a tutti i costi", sono divenuti un motivo perpetuo e ossessivo, non senza conseguenze finanche drammatiche (si pensi ai danni provocati dalla chirurgia estetica o a patologie impulsive e compulsive letali come la bulimia e l'anoressia), portare sulla scena una storia d'amicizia tra un brillante e ambizioso chirurgo e un "mostro apparente", capace però di regalare agli altri un universo di poesia e bellezza, significa sovvertire il putrido sistema di vuote apparenze, di fasulle perfezioni, di oscene ostentazioni artificiali a cui siamo ormai assuefatti. 

Confermo quanto riporto dall'articolo della nuova sardegna citato nel blog più precisamente qui

Ottimo cast mi aspettavo di vedere "all'opera " Liotti ma l'ottimo Giorgio Lupano lo ha sostituito sublimemente .Brave Ivana Monti e Deborah Caprioglio soprattutto quest'ultima da me conosciuta solo per le apparizioni e partecipazioni televisive . 
commenti entusiasti sulla  pagina di facebook dello spettacolo di Elephant Man in particolare 
Elena Altamura
Spettacolo grandioso, bellissimo, uno dei più belli che io abbia visto. Emozionante, coinvolgente, davvero tutti meravigliosi!! Grazie per tutte le emozioni che mi avete regalato Facebook emoticon Felice 

Lo so che il tema non è  originale , ma << ... il fatto è che s'invenra niente di nuovo da 2 mila anni . Si rimescolano solo le carte . Ed ogni volta  viene unaxmano >> a volte con successo, a volte senza << Ma in fondo il mazzo è sempre lo stesso (...) :L'importante è non perdere la voglia di giocare >>* 
* da Martin Mystere n°318




24/03/14

riassunto del carnevale 2014

ecco per chi non ha  voglia o tempo  di cercare  fra i post precedenti un riassunto dei carnevali  della mia isola



Ecco   per  il mio reportage  \  diario


  Come tutti gli anni   i  giorni di  Giovedi  e Martedi Grasso noi lavoriamo   sia  per dare  a dipendenti  ( cye vengono dai paesi  vicini  (  Sedini e  Tisiennari frazione di bortigiadas  ) la possibilitò   di godersi il carnevale o  quanto meno  di arrivare  a casa     visto  che  si chiudono le strade  al traffico  . 
Lo so che  carnevale  è finito  , ed  è iniziata  la  quaresima  ( url  )  , ma   vuoi per motivi economici  o culturali  ( anticamente   nonostante  la religione  tali rituali  pagani continuando   fino alla primavera  )   si  " recupera  " il rito  di martedi   grasso  . Ecco  una risposta  alle    vostre  domande :  come hai trascorso il tuo carnevale  , questo nessun  reportage , ecc  .
Giovedi Grasso 
 la mattina  lavoro  fino a  12  perchè alle 13  anche  se la  sfilata  inizia  a 15   e nella mia  via   arriva  alle  17  . Di  sera  cazzeggio  vario e corveè casalinghe  . Non sono  uscito ala sfilata  perchè ero un po' rifreddato ,  nessuno con  cui uscire a  vedermela da  fuori  , perchè a casa  arriva  tardi  o c'è troppo caos   tanto  che vibrano le  finestre  per  il rumore  proveniente  dalle casse dei carri  . E poi serviva  aiuto  a mamma  che stava preparando le frittelle  per  la cena   con  amici  .Ecco alcune foto  fatte  dala  finestra  di casa  . Più precisamente  del soggiorno  .










Venerdi 
lavoro
Sabato
il  solito   rituale    del  fine settimana corvè  casalinghe  :  fiera  ,  caffè .  cazzeggio  con sottofondo la sfilata  dei bambini  che  venerdi non s'era tenuta per pioggia  )  
 Domenica  
per  il caos   di cui  ho parlato prima   ma  che  può essere riassunto dalla  tavola  di  topolino riportata  . Siamo andati ala  sartiglia  d'Oristano  . Abbiamo deciso all'ultimo d'andare  e quindi abbiamo trovato dei posti in tribuna  numerata  , dovevamo comprare (  si posso fare  anche online )  i biglietti dal giorno prima , in posti mediocri  . Poi però dove  la  corsa alla stella  , ci si dove  spostare   di tribuna  , per le pariglie  , ma  i miei  " vecchi erano stanchi  e poi eravamo    bagnati   dalla testa  ai piedi  ed  infreddoliti  (  stare  4  ore  seduto in una tribuna  con la  pioggia  e l'umidità non è il massimo )  siamo andati   a vederci  il  complesso  archeologico ( nuraghi  , capanne  ,  e pozzo sacro  ) di santa cristina  .
 
 Le altre foto e video dei 2 " carnevali " le trovate sul mio canale yotube

Lunedi
 lavoro
Martedi 
diluvio .E quindi l'hanno spostata a  domenica  9 marzo . Stavolta   sono uscito , fncl ala solitudine  . Dopo un giro  per  fotografare la  sfilata  da  dietro le  quinte   e  poi camminando    , sia cercando spunti  per  evitare solo foro di  carrri , ho trovato  posto  lungo le transenne  , vicino ai semafori  ,  con amici   d amici  ( amici di secondo livello  ) . ecco una carrellata  di  foto (   ho scelto  quelle  venute meglio  ) . 

Poi l'influenza


22/03/14

progettare e vestirsi con materiali antichi per l'oggi e risparmiare

riporto  qui  , scusandomi se  in png  , ma  purtroppo  mi si è  guastato il mouse  ,  questi due  interessanti articoli  presi  dalle  pagine  d'approfondimento     della  nuova sardegna del  21\3\2014 i primi   due  
 


oltre alla lana  un altra  fibra  ecologica \  naturale   c è  la  canapa  che   può essere  , e  qui   sfatiamo luoghi comuni  negativi  in particolare  quello   canapa =  droga  \  spinelli  , oltre ad essere usata   come  abbigliamento   e  per  farne  abbigliamenti  e tessuti    anche  per  altri usi   positivi    che  trovate   su  http://www.usidellacanapa.it/usi/index.php     in quanto  sarebbe troppo lungo   parlarne in questo  post  .


 ecco   un articolo interessante  preso   da http://www.abbigliamentocanapa.it/

ABIGLIAMENTO ECOSOSTENIBILE IN CANAPA: DONNA, UOMO, SCARPE, BORSE, ACCESSORI

In questo blog vi vogliamo parlare della canapa, della sua storia, del perchè questa coltivazione si è interrotta in passato, del perchè si dovrebbe invece ri-estendere come lo era allora, del perchè aumentare i suoi utilizzi soprattutto in campo tessile. La canapa oltre alle sue caratteristiche che la rendono ottimale per la produzione di abbigliamento è anche una coltivazione con un bassissimo impatto ambientale. Altramoda, all'interno del suo shop, propone abbigliamento per uomo e donna, borse e marsupi e scarpe in canapa.







STORIA DI UNA CANAPA DALLA BRUTTA REPUTAZIONE!

Resistente, protegge dai raggi UV, assorbe l'umidità, non esiste OGM, antiparassitaria, coltivabile in Italia. Di cosa stiamo parlando?? Della CANAPA. È impensabile che un materiale naturale con caratteristiche e proprietà del genere debba trovare ostacoli e difficoltà nella sua coltivazione ed utilizzo. Eppure è così, anche se le cose ultimamente stanno leggermente cambiando e migliorando.

La storia della canapa comincia ben ottomila anni fà, è stata infatti la prima fibra ad essere utilizzata dall'uomo e fino alla Seconda Guerra Mondiale è rimasta una coltivazione diffusa in varie parti del mondo e sfruttata per tantissimi usi. Fabbricazione della carta, combustibile per auto, produzione di corde, vele, tendaggi, tessuti sono i maggiori utilizzi che se ne facevano in passato. I semi di canapa potrebbero però essere usati anche come fonte di cibo visto l'alto apporto nutritivo che hanno. Un'altro impiego invece che sembra avere sempre maggiore diffusione oggi è quello della canapa nella bioedilizia. Pensate che fino agli anni '50 circa l'Italia era la seconda nazione per produzione di canapa dopo la Russia.

E poi cos'è successo?? È successo che intorno agli anni '30 i grandi industriali americani della carta e dei materiali sintetici provenienti da petrolio e carbone si sono accorti di quanto la canapa potesse essere dannosa per i loro guadagni. E fu così che grazie a imparentamenti vari tra magnati finanziari e uomini dell'amministrazione dell'America di allora la canapa diventò marijuana, una droga demoniaca che faceva diventare le persone cattive, violente, pazze e incurabili!! Per diffondere questa credenza e per manipolare la coscienza delle persone, molte delle quali non istruite e ingenue, fu messa in atto una campagna di sensibilizzazione su TV, radio e giornali sugli effetti devastanti che questa pianta poteva provocare. E così l'illegalità della canapa fu raggiunta anche con il consenso delle persone. Ovviamente gli effetti di queste decisioni si propagarono in tutto il mondo e la conseguenza fu che la produzione ed utilizzo della canapa, soprattutto in campo tessile, venne presto sostituita dall'uso di fibre sintetiche e cotone.


IL RITORNO DELLA CANAPA

Questi ostacoli culturali, ovvero il fatto che sia un materiale che si associ alla povertà e la sua brutta fama da droga, si stanno però pian piano superando, ma riprendere questo tipo di coltura non è facile. Si sono persi la filiera e i metodi di lavorazione. In particolar modo la raccolta e la macerazione sono processi piuttosto difficoltosi a causa dell'altezza che le piante possono raggiungere, fino a sette metri. Attualmente la coltivazione è ripresa in Canada, in alcuni stati degli Stati Uniti ma soprattutto in Cina. Anche in italia la situazione sta migliorando nonostante ci siano ancora delle difficoltà. Il principale ostacolo che rallenta la produzione di canapa è l'innovazione tecnologica, ovvero la mancanza di macchinari adeguati per la raccolta e la prima trasformazione, che avviene direttamente sul campo. Sono state avviate delle coltivazioni sperimentali di babyhemp ovvero canapa di dimensioni ridotte per adattarle a quelle del lino e quindi poter utilizzare gli stessi macchinari, ma non ha dato risultati positivi sopratutto perchè così facendo si riduce di
molto la produzione. Sono state così brevettate altre tecniche, come ad esempio quella della biodegommazione, e un macchinario, progettato da Assocanapa e il CNR IMAMOTER, per la prima trasformazione della canapa. Le altre difficoltà nell'ampliamento di questa produzione si trovano poi a livello legislativo e burocratico. Bisogna sperare perciò in una maggiore chiarezza legislativa e in uno snellimento della procedure burocratiche per rivedere tanti altri ettari di terre coltivate.
Oggi ci si ricorda poco della coltivazione della canapa in Italia, che però era anche stata celebrata nel 1950 con l'emissione di un francobollo.

L'USO DELLA CANAPA NEL TESSILE

L'Italia ha una grande tradizione di produzione e lavorazione della canapa soprattutto in campo tessile. Inizialmente utilizzata per corde e vele grazie all'espandersi delle Repubbliche Marinare, successivamente ha trovato spazio anche per la produzione di tessuti ad uso domestico, come tovaglie e lenzuola, e abiti. Era un tessuto estremamente utilizzato in virtù della sua resistenza. Le donne usavano quindi la canapa per gli abiti e la biancheria della casa perchè così potevano durare a lungo, per generazioni.

Come i nostri predecessori avevano già intuito, le caratteristiche della canapa ne fanno un materiale naturale ottimo per la produzione di abbigliamento. Questo suo utilizzo è stato riscoperto negli ultimi decenni grazie a una presa di coscienza di molte persone sugli effetti devastanti nell'ambiente che prodotti derivanti dal petrolio causano.
Oltre ad essere molto resistente, la canapa assorbe molto l'umidità grazie alle sue grandi cavità interne. Ha una grande capacità di dispersione di calore per cui i tessuti rimangono freschi d'estati ma caldi d'inverno. Assorbe poco gli odori, anche quelli del corpo, ha una maggiore protezione UV rispetto ad altri materiali e possiede una micropotenza elettrica che stimola la pelle favorendo anche la circolazione del sangue. Non è soggetta a acari, muffe, funghi e tarme, ed è anallergica. Le pieghe che si creano sono più dolci rispetto ad esempio a quelle che fa il lino, per cui la vestibilità è più lunga.
Ciò che però vogliamo sottolineare è che la canapa è una coltura ecosostenibile,. Oltre che non danneggiare l'ambiente lo aiuta. Le sue lunghe radici scavando nel terreno lo ossigenano rendendolo più fertile e non soggetto all'uso di concimi. Gli oli essenziali della pianta sono poi dei naturali antiparassitari, quindi non ha bisogno di pesticidi e contribuisce ad allontare i parassiti anche dalle altre colture. Per questo si usa alternare coltivazioni di canapa ad altre coltivazioni. La canapa richiede quantità limitatissime d'acqua e e il suo ciclo di vita è abbastanza breve, circa tre mesi. Se si pensa poi alla possibilità di poterla seminare, coltivare e trasformare, il tutto in Italia, questo significherebbe favorire la filiera corta e non ricorrere a produzioni estere.
Anche facendo il raffronto con altri materiali ci sono qualità della canapa che non si trovano altrove e non solo quelle proprie della fibra ma anche, e probabilmente è la cosa più importante, quelle riguardanti l'impatto ambientale della sua produzione... Rispetto al lino ad esempio presenta, è più resistente, assorbe meglio l'umidità e può essere indossato sia in inverno che in estate. Rispetto al cotone invece le differenze emergono soprattutto a livello di produzione. A parità di raccolto, per il cotone si necessita del doppio del terreno necessario per la canapa, la canapa ha bisogno di meno di un terzo dell'acqua di cui invece ha bisogno il cotone e il cotone richiede l'uso di molti pesticidi che invece la canapa respinge.
Per la produzione di abbigliamento, come t-shirt, cardigan, calze, la canapa viene utilizzata spesso insieme ad altri materiali come cotone biologico e lana per dare maggiore morbidezza ed elasticità ai capi mantenendo però la forte resistenza data dalla canapa.



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21/03/14

Parla Giorgio Lupano, protagonista della pièce Oggi e domani a Sassari e domenica a Tempio “Elephant Man” La consapevolezza di essere un uomo

sembra  bello   . Ed  interessante  . Alemo da quel che  dice la  nuova sardegna del  21\4\2014

di Roberta Sanna 

SASSARI Sarà oggi e domani (ore 21) al Comunale e domenica a Tempio “Elephant Man”, spettacolo di Giancarlo Marinelli. Ne parliamo con Giorgio Lupano, nella scena Joseph Merrick, affetto da una malattia deformante e realmente vissuto nell’Inghilterra vittoriana. «Lo spettacolo racconta – dice l’attore – l’umanità di Merrick, la lenta acquisizione di questa consapevolezza. Fino ad allora aveva accettato la condizione di “uomo elefante” con rassegnazione, trattato come un fenomeno da baraccone mai da essere umano. Grazie all’aiuto del personale dell’ospedale, l’amore e l’amicizia - il dottore e sua
moglie, Rosario Coppolino e Deborah Caprioglio, e la capoinfermiera, Ivana Monti, riacquista la sua identità di uomo». Perché può interessare lo spettatore odierno? «Oggi siamo esposti ad altri tipi di esibizione:la ricerca spasmodica della bellezza, la forma fisica a tutti i costi, l’omologazione a canoni imposti di bellezza. Questa è una chiave di lettura. Dire che siamo persone e non conta l’aspetto, sembra banalità, ma nei più giovani non attecchisce. In America le ragazzine chiedono le protesi al seno per il compleanno. È un modo per diventare bellezze da baraccone». È un limite recitare con una maschera? « In teatro il volto conta meno che al cinema. Conta più il corpo, come occupiamo lo spazio o usiamo la
voce. Qui anche quella è deformata. Ma anche così posso dare la mia personale interpretazione. Sarò più chiaro: prima di me c’era Daniele Liotti e nonostante indossiamo la stessa maschera e lo stesso costume siamo due Merrick molto diversi. Capaci di dare a questa fissità del volto e della postura un carattere, una personalità precisa. Certo è una bella sfida. Appena me lo hanno proposto ho pensato: quando mi ricapita un personaggio così? C’era il timore di una storia che parla di deformità fisica, tema su cui non si può essere superficiali, e dall’altra parte una sfida, perché recitando con la maschera, la postura e la voce deformate, dovevo far emergere l’umanità. Ora so che chi viene a teatro dimentica la maschera e sta ad ascoltare l’autoironia che viene fuori, la tenerezza e a volte la cattiveria, fino a scoprire la persona che c’è dietro».


19/03/14

Parigi, profanato il Sacre Coeur Gli anarchici (? ) imbrattano la basilica

Al di là dell'essere anarchici (  o di altra   forma  di pensiero )   o meno , credenti o non credenti ... é proprio la bestiale stupidità di questi atti, compiuti da pochi reietti, che allontana le persone da qualsiasi confronto     con le idee di questi fanatici miserabili. La vernice ce l'hanno nel cervello. Indelebile. Lo so che   tale articolo  è un concentrato di  luoghi comuni  ed  ostile agli anarchici  , in quanto i veri anarchici  , esperienza  personale  , odiano si  le  chiese   , ma  non  scenderebbero mai   a  livelli del genere  .
Lo riporto sia  perchè non  ne  ho trovati altri   su tale  news ,  e poi ho  subito un intervento ad  un dente   e  sono a dolori    non riesco a trovare la forza   di stare  molto a  pc  e  cercarne altri magari   meno carichi d'odio e di rancore  ,  forse più obbiettivi e  senza  preconcetti   \ pregiudizi  sugli anarchici  .

Indignazione per l'atto vandalico contro uno dei simboli della capitale francese, visitato ogni anno da 10 milioni di turisti.
Choc e indignazione in Francia per la profanazione della Basilica del Sacro Cuore, uno dei momumenti simbolo di Parigi. L'ingresso della celebre basilica di Montmartre, con vista mozzafiato sulla capitale, è
stato imbrattato da anonimi vandali con scritte rosso fuoco. Si tratta di slogan tipici dell'ambiente anarchico: 'Né Dio né Stato", "Fuoco alle cappelle", "Fuck tourism". Un atto vandalico che ha suscitato sdegno e indignazione tra i cittadini e i politici. "E' inaccettabile" ha dichiarato il sindaco uscente della capitale, il socialista Bertrand Delanoe. Il Sacre Coer è uno dei monumenti più famosi di Parigi, con circa 10 milioni di visitatori all'anno.

17/03/14

Venduti 50mila libri: Bitti riavrà la piazza Gli scrittori sardi vincono la scommessa

unione  sarda  online del  17\3\2014
                          La piazza danneggiata dall'alluvione



E' stato così raggiunto l'obiettivo che sei scrittori sardi, pubblicati da Einaudi, avevano inteso raggiungere con la pubblicazione di un'antologia.
Bitti avrà nuovamente la piazza distrutta dall'alluvione. Sarà ricostruita grazie ai fondi raccolti con l'antologia "Sei per la Sardegna" regalata da sei scrittori sardi (Abate, De Roma, Fois, Mannuzzu, Murgia e Soriga) e dalla casa editrice Einaudi. In poco più di un mese e mezzo, grazie alla maratona di solidarietà dei lettori, il libro ha venduto le 50mila copie necessarie per la ricostruzione dello spazio urbano devastato dalla furia dell'acqua e del fango. Entro Pasqua gli autori che hanno dato vita al progetto, contando anche sulla disponibilità dei librai, saranno a Bitti per dare il via al progetto che farà risorgere lo spazio urbano, simbolo di aggregazione della comunità. La piazza non sarà così un luogo doloroso di memoria. Al posto del cratere scavato dalla furia dell'alluvione, ci sarà uno spazio che si fonda sui valori della solidarietà e della cultura.
Soddisfatto lo scrittore Francesco Abate, una delle anime dell'iniziativa: "Ogni libro equivarrà a un mattone - ha detto ricorrendo alla formula che ha inaugurato la presentazione del volume - ogni libro rappresenterà la speranza. L'impegno civile dei lettori ha vinto".

adesso anche per fare spettacolo bisogna emigrare e andare oltre il mare LOU DI FRANCO, LO ''SWING SARDO'' CHE HA CONQUISTATO LA FRANCIA






Inserito il 16/03/2014 h 13:00

Swing e jazz nelle proposte musicali di Lou di Franco, cantante sarda emigrata in Francia con un secondo album uscito di recente

c.. di massa Perù: tutti nudi a Machu Picchu Dilaga moda, ma scattano arresti

unione sarda  Domenica 16 marzo 2014 21:47


                                                                Nudi a Machu Picchu

Fino a un po' di tempo fa erano episodi isolati. Poi hanno attirato l'attenzione dei media, e ora rischiano di diventare una tendenza tra gli stranieri che visitano il principale sito turistico del Perù. Non si sa bene quando è iniziato il gioco, ma come sempre è su Internet che si è diffusa la nuova tendenza. Prima c'è stato l'arresto di due ragazzi, uno australiano e uno neozelandese, che si fotografavano senza nulla addosso fra le rovine. Poi le immagini pubblicate da un giovane israeliano sul suo blog per arrivare inevitabilmente al video su YouTube, in cui si vede una coppia correre senza vestiti nella cittadella inca. Ieri altri quattro arresti. Ricardo Ruiz Caro Villagarcia, responsabile della Cultura di Cusco, la regione dove si trovano le rovine, ha promesso che garantirà che "cessino questi episodi, che pongono a rischio il nostro patrimonio". Anzi, le autorita locali hanno già fatto sapere che se ci saranno nuovi stranieri con il "vizietto", avvertiranno immediatamente le rispettive ambasciate. Chi ha provato a fare un'analisi rigoroso di quello che potrebbe diventare un nuovo fenomeno del turismo è El Comercio, principale quotidiano di Lima. "Perchè tutti nudi su Machu Picchu?", si domanda il quotidiano, dandosi due risposte: "La prima ragione è quella di voler lasciare un'impronta nella propria vita. Si può cioè scrivere un libro, piantare un albero... oppure farsi scattare una foto nudo tra le nostre rovine". "Il secondo motivo é strettamente legato a Internet - prosegue il giornale -: la rete "massifica" ed è quindi necessario fare cose eccentriche per poter distinguersi e fare in modo che la società ti guardi".




16/03/14

Giappone, ecco il super tiro alla ''Holly e Benji''

http://it.wikipedia.org/wiki/Episodi_di_Holly_e_Benji






Kosuke Ota e Naohiro Ishikawa sono due calciatori del FC Tokyo molto appassionati di manga giapponesi. Amano leggere soprattutto “Capitan Tsubasa”, meglio noto in Italia con il nome di “Holly e Benji”. Il manga è famoso per i tiri strabilianti dei giocatori protagonisti, ma Kosuke e Naohiro non vogliono essere da meno. Decidono così di imitare il super tiro del loro fumetto preferito. Kosuke riceve un passaggio da Naohiro e lascia partire un esterno sinistro ad effetto che si infila sotto l’incrocio. Un tiro talmente preciso da essere considerato un fake da alcuni utenti su YouTube, dove ha già raccolto un milione e mezzo di click in tre giorni.

(a cura di Ivano Pasqualino)

  e per  rinfrescare la menoria    o  far  conoscere   alle nuove generazioni    tale  manga    eccone la sigla italiana

  e la  sigla  giapponese  


differenza tra orfani e lady mafia

Un mio amico   , lettore  del nostro  blog  ,  mi ha  chiesto    dopo aver  letto i  post  su  ladymafia  : <<  come   prendi  orfani e  lo giudichi bellissimo  nonstante la  violenza  , prendi lady mafia e lo stronchi   senza  neppure  un appello \  seconda  possibilità    dopo  neppure  un numero .  Come mai  ?.    >>

Sono due  oltre   a essere  due  generi   diversi  . distopico  Orfani   Noir - hard  boiled   Lady mafia  . Inoltre   , come  certamente  saprai  , a  differenziali  è il  tipo   di trama   e  il  modo  con  cui  sono disegnati  
Orfani 

 Ne   ho anche  parlato   in questi due post  


ottimi i disegni   almeno da  quel che ne  capisco   non avendo fatto studi d'arte ma un semplice  liceo   artistico  e  la  facoltà  di  lettere , ottima la trama  che non si  fossilizza  su una  sola  vicenda   ma più vicende insieme 


                               Lady mafia  
Nonostante la  strenua  difesa degli autori che pubblico interamente  presa   da   http://ramath.forumup.it/about9941-.html&highlight=

Ma Lady Mafia è un fumetto noir, e il vortice di violenze che contraddistingue le sue vicende rientra nei canoni del filone narrativo a cui fa capo. Voler ridurre, però, il fumetto a questo e accusarlo di sfruttare il fascino del male per fini commerciali, vuol dire non aver letto affatto il fumetto o essersi fermati solo al titolo. Lady Mafia è molto più di questo, e di conseguenza rimandiamo le accuse e l'invito a sospenderne la pubblicazione al mittente.
In Italia, purtroppo, si tende a sottovalutare parecchio l’intelligenza media dei lettori, non ritenendoli capaci di farsi un’idea su cosa sia giusto o cosa sia sbagliato nelle letture che vengono loro proposte. Noi, al contrario, siamo convinti che chi ci legge sappia riconoscere la differenza tra il bene e il male. E il cadere di Veronica nell'errore/orrore va ricercato nel circolo vizioso della violenza, cui Veronica è abituata da sempre. In parole povere, conoscendo lei solamente il linguaggio della violenza (è figlia di boss e la violenza continua a seguirla anche all'interno delle mura della casa famiglia cui viene affidata), altro non sa fare che parlare appunto solo quella lingua. E' sbagliato, ma umano. E Veronica sa di sbagliare, come confida spesso nelle pagine del suo diario, lo sanno anche i personaggi che incontrerà nella trama (l'amico Nicola, il parroco, ecc.), può non accorgersene il lettore?!
Artisticamente parlando, Veronica offre sfumature, evoluzioni e conflitti di coscienza, che un "eroe bianco" non consentirebbe. I suoi errori, i suoi dubbi, i suoi sfoghi, quelle sue certezze che nello sviluppo della trama vacillano sempre più ne fanno un personaggio complesso, a tutto tondo. Ma quello di lei che non va mai perso di vista, è che Veronica sbaglia e continua a sbagliare perché nasce come antieroina: e come potrebbe mai un antieroe essere esempio di condotta giusta e morale?
Il messaggio del fumetto è dunque un messaggio positivo, che viene gridato attraverso la rappresentazione del negativo. Abbiamo scelto di mettere in scena gli orrori della violenza per renderne palese l'assurdità, l'amoralità, col fine di prenderne distanza.
E quando parliamo di rappresentazione della violenza, non ci riferiamo solamente a quella di stampo mafioso. La nostra battaglia si traduce in denuncia contro la violenza - tutta - da quella esercitata sulle donne, a quella praticata sugli animali, o ancora a quella rivolta a chi è diverso. Se così non fosse, e avessero invece ragione i nostri detrattori, non avrebbe, allora, senso l'ampio spazio lasciato a tematiche scottanti e attualissime, quali il femminicidio, l'omofobia, la vivisezione, il razzismo, lo stalking, sia all'interno delle trame del fumetto sia nella rubrica Lady Mafia Extra. A dare voce a personaggi fittizi nel fumetto sono professionisti (psicologi, avvocati, ecc.), che danno consigli e tracciano identikit per riconoscere predisposizioni e comportamenti violenti. Pur non avendo la presunzione di essere un fumetto “educativo” (ma lo sono forse gli altri?!), cerchiamo in tutta coscienza di essere un fumetto al meno “informativo”, proponendo al lettore temi e spunti su cui poter riflettere.”
“Lady Mafia” continua l'autore “è la madre della protagonista del fumetto, che avendo preso il posto del marito dopo la sua carcerazione, così viene chiamata. Ecco perché Lady Mafia è semplicemente equivalente femminile di boss, di padrino, e giammai una esaltazione del ruolo. Ma, forse, il problema è proprio tutto qui, la scelta di un'antieroina anziché di un antieroe. Forse un Mister Mafia non avrebbe sollevato tanto scalpore, come non lo fanno i romanzi, i film e le fiction di mafia, o i tanti videogiochi violenti non proibiti ai minori.
Paradossalmente, la scelta del protagonista al femminile voleva (e vuole tuttora) essere un "omaggio", passateci il termine, alla donna, una riflessione sul suo ruolo odierno e sui suoi drammi, personali e sociali. Veronica, per entrare in affari con la mafia, è costretta a fasciare il proprio corpo per nasconderne la femminilità; si muove in un mondo decisamente “maschile” (oltre che maschilista), tanto che è costretta ad assumere l'identità del defunto fratello Andrea per entrare a far parte di Nostraduania. Questa metamorfosi forzata, nei nostri intenti, vuole rispecchiare la snaturalizzazione della donna “moderna” in ambiente lavorativo, che si vede sistematicamente penalizzata e scavalcata, nel confronto con un collega uomo. Allo stesso modo, la lacerazione interna della personalità dell'antieroina, deve rimandare allo strappo che molte donne oggi provano dinanzi alla scelta tra carriera e famiglia.
Gli equivoci nel mondo della parola, come in quello reale sono infiniti. Il drammaturgo Bertolt Brecht ne è esempio eclatante. Il capolavoro Madre Coraggio e i suoi figli, scritto a ridosso dello scoppio della seconda guerra mondiale, è denuncia degli orrori delle guerre e delle tragedie che esse producono. Nelle sue intenzioni l'antieroina di Brecht, e sottolineiamo antieroina, a fine rappresentazione avrebbe dovuto ripugnare lo spettatore. Sì, perché Madre Coraggio è parte, seppur marginale, del macrocosmo "guerra"; e sebbene vedrà morire i suoi figli, con il suo carretto continuerà ad alimentare la macchina della guerra. Come poter avere simpatia per lei? Ebbene, il pubblico non soltanto ne ebbe compassione, ma la amò.”
La Cuore Noir Edizioni e Pietro Favorito non ambiscono a tanto per la loro antieroina, ma sperano almeno che venga capita!

Posso  affermare  che  Lady Mafia è un fumetto, almeno per il primo numero che ho letto ,  dal punto di vista tecnico, stilistico e artistico, orripilante\ mediocre  .Gli interventi  degli psicologi  andavano integrati  dentro il fumetto   e  non  come  appendici
E' uno di quei fumetti, con operazione marketing connessa  (  vedi  qua  )  , che, per chi ama quest'arte, può essere considerato solo un insulto se usato in maniera  estrema .
E' un insulto, per esempio, che questo albo appaia in uno dei prodotti di punta di quest'anno di Rai Uno. E' un insulto che trovi uno spazio spropositato nelle cronache di questi giorni. E' un insulto che venga pompato a tal punto da farlo considerare un fumetto di "culto" e che "rompe" con una certo "buonismo" dilagante (perchè è questo che viene detto tra le righe).
E' un insulto che si parli di censura e di ritiro!!! Ma lasciatelo lì a marcire sugli scaffali delle edicole: senza questa pubblicità non se lo sarebbe comprato nessuno.
E' un insulto che si parli di questo fumetto, oppure che questa ciofeca abbia agganci tali da farsi parlare addosso, e che si parli invece così poco di tutto il resto del fumetto italiano che è generalmente bello, ben fatto e che trascina ancora oggi decine di migliaia di persone nelle edicole o nelle fumetterie  mensilmente.

ne  ho parlato  per  chi fosse interessato precedentemente   qui  e  qui  

Un altra mia amica mi ha  fatto notare     che in essi c'è  troppo violenza   e che preferisce per  i suoi  bambini   i classici   come  : Mafalda (  I II )   ,  snoopy , topolino ( I II )  , ecc

 vero  e  non ti  biasimo  nei fumetti  e non solo purtroppo    c'è troppa  violenza   a  volte anche gratuita  ed  eccessiva  .





 Ma  in alcuni  casi è  funzionale  alle storie




E poi   bisogna  distinguere  ed  educare    che ,   anche  se la  violenza   non è mai  giustificabile specie quelle gratuita    c'è  violenza  e  violenza  .  quella  imposta   del potere  in genere  dal media    e  quella   proveniente  da dentro di noi     ma  che  dobbiamo tenere  sotto controllo . Per  spiegarmi meglio  fasi riferimento al  romanzo  ed il al film Arancia meccanica  ma  soprattutto  a    questo film  Trailer italiano di "L'onda" ("Die Welle"), il film tedesco diretto da Dennis Gansel del 2008




e  a   http://it.wikipedia.org/wiki/Violenza  ( con relativi  link  ) 
concludo  analizzando   l'uso della  violenza   nei due  fumetti     di cui  siu è parlato  nel post  d'oggi .

Lady mafia  
L'uso  è  solo gratuito  specie  la  scena  in cui  continua  a torturare  e  poi  ammazza  brutalmente uno   del commando  che  partecipo alla mattanza  della  sua  famiglia      , nonostante   quello  che  sta  torturando   per  estorcergli i nomi del restpo del comando  e  del mandate      che   uccise i  suoi genitori  sia  disposto ad  aiutarlo a rintracciarli  .   Infatti   nel finale   del  primo episodio   quando  un misterioso   personaggio  va
 a  confessarsi  e   come ultima cosa  afferma  ....  vedere  a  sinistra    la mia  scansione dell'ultima tavola del  primo numero di questo fumetto 
In Orfani  
Essa  almeno  , dall'impressione fattami   leggendo i primi  6  numeri  ,  non è  gratuita  ma  funzionale alla storia in questione . Infatti La Terra è colpita da un mega raggio mortifero, che spazza via mezza Europa e un sesto della popolazione mondiale. A puntarlo sul nostro pianeta, con premeditazione da una galassia lontana, pare siano stati gli alieni. In questo scenario post apocalittico sono ambientate le vicende di Orfani, i protagonisti della nuova miniserie Bonelli, un gruppo di bambini adottati dall'esercito per farne macchine da guerra. Che da grandi si ritrovano in un mondo ostile a combattere contro un nemico terribile e sconosciuto. Ma ......
da http://www.smemoranda.it/post/1332/Orfani-la-prima-serie-a-colori-firmata-Bonelli
( mie deduzioni e previsioni   che sembrano trovare  e troveranno  conferma   nei  numeri successivi al  6     )   si scoprirà che  il realtà è un regime di militari\  una dittatura che   sta educando \ formando,  con  una  pseudo  guerra    dei nuovi soldati per    ristabilire  l'ordine  . 
Ed  l' addestramento rende alcuni d'essi iulteriormente instabili e violenti e crea il desiuderio di vendetta .di .... e la relativa reazione di .... contro i capi che li ha fatto il lavaggio del cervello e addestrati in tale maniera cioè al motto Non facciamo arte. Facciamo cadaveri.


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15/03/14

alla ricerca di un film misterioso hanno ucciso un altro bandito opera del regista romano Guglielmo Garroni, datata 1976

forse ho trovato online  su http://www.tubeplus.me/  un   film d'epoca  girato  dalle mie parti nel 1976    più  precisamente  qui per il donwload diretto
Un Misterioso film di cui non si ha praticamente alcuna notizia e di cui non si è ancora trovata una copia. Esistono solo diversi manifesti d'epoca, che farebbero pensare ad un film drammatico sul banditismo sardo. Secondo il Dizionario dei film di Poppi e Pecorari risulterebbe un passaggio televisivo nel marzo del 1978 su Telemontecarloe  una proiezione  nella stessa  Santa  teresa  come   dice  questo articolo   della  nuova sardegna  cronaca Olbia-Gallura  del 15\3\2014



di Giulia Bardanzellu SANTA TERESA 
Il dizionario del cinema italiano, Poppi e Pecorari, lo cita così: «Film misterioso che non risulta mai essere stato programmato nelle pubbliche sale». Mai, tranne che a Santa Teresa, dove in molti si ricordano di averlo visto, proiettato per tre giorni di fila. La pellicola scomparsa è quella di «Hanno ucciso un altro bandito», opera del regista romano Guglielmo Garroni, datata 1976. Di questo film, che

aveva come protagonisti Leonard Mann, alias Paolo, un giovanissimo Pippo Franco, nel ruolo di Sardu, e l'attrice in voga in quegli anni, Laura Belli, nei panni della bella Amanda, oggi restano solo un paio di locandine in vendita su eBay e qualche foto di scena. Gli attori sono ritratti sulle rocce di Capo Testa e tra le strade del rione Santa Lucia. Si tratta di scatti pubblicati di recente su Facebook dalla figlia di una delle comparse teresine. Una vera rarità per un film che ebbe la sfortuna di non trovare distributori, per poi dissolversi nel nulla. Alcuni siti internet lo definiscono «un raro film sul banditismo sardo girato in stile western». Niente trama e niente pellicola. Almeno per ora. La ricerca è partita già da tempo e i primi risultati non sono stati incoraggianti. La Cineteca nazionale di Roma non la possiede, così come quella sarda. Si sa che il 22 marzo del 1978 il film andò in onda su Tele montecarlo, l'attuale La7. Difficile pensare che sia stato registrato all'epoca ma tra i cultori del genere potrebbe nascondersi la preziosa e misteriosa opera. A interessarsi della ricerca c'è oggi anche la nipote di Guglielmo, Monica Garroni, pittrice e art director nella pubblicità, figlia di Romolo, celebre direttore di fotografia e anch'egli cineoperatore. Per lei, che racconta di una grande passione per Santa Teresa e per la Sardegna, visitata in lungo e in largo, sarebbe un modo per ricordare la sua famiglia, tutta legata a doppio filo al mondo del cinema. Nella scheda tecnica del film sono presenti anche il cugino Mark Garroni, come assistente operatore, e un altro zio, Gino Pittoni, autore delle musiche: «Sarebbe bellissimo poterlo ritrovare - dice- e per me tornare dove è stato girato tanti anni fa. Un luogo meraviglioso, ricco di poesia, come tutta l'isola. 
Mi sto muovendo con i miei parenti anche in America per verificare la presenza della pellicola tra quelle di mio padre e di mio zio". L'appello è stato inoltrato anche alle emittenti televisive. Il passo successivo è contattare gli stessi attori. La missione è trovare la pellicola scomparsa e ricostruire così un pezzo della storia del paese, da festeggiare con una proiezione pubblica. La seconda dopo quasi quarant'anni.