31/05/06

Senza titolo 1312

La balena bianca




Una balena bianca è stata avvistata nelle acque del parco marino di Tavolara-Punta Coda Cavallo. Ne ha dato notizia l'esperto di cetacei e biologo marino del dipartimento di antropologia e zoologia dell'Università di Sassari, Benedetto Cristo, precisando che si tratta del primo avvistamento del genere nel Mediterraneo. Il cetaceo è stato fotografato da due ragazzi che navigavano nelle acque antistanti l'isola. Gli esperti sono al lavoro per capire le ragioni della presenza del mammifero nelle acque sarde. La balena bianca può raggiungere una lunghezza di 18 metri e un peso di 60 tonnellate.



Senza titolo 1311



Dominique Lefort



La mia pelle, telo vermiglio all’ abbraccio vivo delle tue mani.
Fissavi lo sguardo e nei tuoi occhi  intravedevo l’amore.
Assaporavi la mia passione e trovavi l’impazienza
di viverti senza attesa.
Stringevi i miei fianchi e bevevi
l’ esaltazione diffusa di un impaziente desiderio.
Selvaggi fragori di armonie fuggenti.
Lo zefiro sospirava fresche e accennate carezze,
 si duoleva la calura.
Sussurravo un nome!
Il tuo nome!
Straripava di delizia l’anima mia
Silvana

Senza titolo 1310

Credo in te, Spirito Santo




Credo in te, o Spirito Santo,
soffio della risurrezione;
tu raduni la Chiesa
come segno dei mondo nuovo;
tu rinnovi nella libertà
la nostra vita indurita, sbaragliata, fiaccata,
e susciti testimoni coraggiosi del Vangelo.

Credo in te, o Spirito Santo,
sorgente di vita;
tu ci dai la capacità di credere in Gesù,
morte e risurrezione
della nostra vita,
e di innalzarti questo
canto di ringraziamento.

Senza titolo 1309


In Occidente nessuno sa praticamente nulla della storia del cristianesimo giapponese. Neanche i cristiani e, figurarsi, i cattolici (sebbene il crìstianesimo giapponese coincida quasi interamente col cattolicesimo romano). A parte un lontano libro del 1959 di Jean Monsterleet edito dalle Paoline e uno di lvan Morris (del 1975 ma tradotto in italiano da Guanda nel 1983), nessuno ha mai raccontato quel che andiamo a raccontare.


Nel primo libro (Storia della Chiesa in Giappone) vi si fa un cenno. Il secondo, che parla d'altro (La nobiltà della sconfitta), vi dedica un capitolo (dal quale attingiamo in mancanza d'altro). Ma la storia dei samurai cristiani di Shimabara è una delle più eroiche di tutti i tempi e ancora oggi i giapponesi le tributano la cosiddetta simpatia hoganbijki, che i leali nipponici riservano al valore sfortunato. Negli anni Sessanta un famoso attore del teatro kabuki era convinto di essere la reincarnazione dell'eroe di quella vicenda, Amakusa Shiro, il samurai sedicenne a cui fu dedicata anche una canzone che nel decennio successivo scalò le classifiche.


Nell'immaginario dei giovani, da quelle parti, Amakusa Shiro tiene il posto che fu di Garibaldi per i nonni degli italiani e di Che Guevara per i "libertari" odierni. Il cristianesimo sbarcò in Giappone nel 1549 con s. Francesco Saverio, braccio destro di s. Ignazio di Loyola. Non ancora quarantenne, questo gesuita aveva convertito da solo quasi un milione di persone in Oriente. Accompagnato da un interprete, predicava sulle piazze il Vangelo di Matteo, che aveva imparato a memoria in giapponese. La diffidenza iniziale si tramutò in curiosità quando un astante sputò in faccia al suo compagno. Questi si asciugò rimanendo impassibile. Il fatto colpì i giapponesi, che apprezzavano moltissimo il dominio di sé.


Col tempo, il santo si rese conto che erano i suoi abiti dimessi a destare disprezzo. Così, si procurò un abito più degno e l'avventura cominciò. In pochi anni il cristianesimo in versione cattolica divenne una presenza di tutto rispetto in Giappone. Il Kyushu era interamente kirishitan, cristiano, con epi­centri nelle città di Hiroshima e Nagasaki, e la cosa andava avanti con crescita esponenziale. Fino a quando certi trafficanti europei, protestanti, instillarono nei regnanti della dinastia Togukawa il sospetto che la penetrazione religiosa del cattolicesimo fosse solo il prodromo di qualcosa di peggio, dal punto di vista politico, da parte degli imperi spagnolo e portoghese.


Gli editti persecutori non tardarono e Nagasaki divenne famosa come "la collina dei martiri" per i roghi, le crocifissioni, le morti in acqua gelata e tutto quel che la fantasia orientale, maestra nell'infliggere tormenti, escogitava via via. I cristiani locali entrarono nelle catacombe e continuarono a venerare le loro icone camuffandole sotto immagini di divinità pagane: per esempio, la Madonna divenne la dea Amaterasu. Nel 1640 il cristianesimo giapponese era ufficialmente estinto. Solo nel XIX secolo, sotto la minaccia delle cannoniere americane del commodoro Perry, il Giappone consentì a riaprirsi ai traffici occidentali e all'invio di  missionari.


Molti di questi rimasero stupiti di trovare ancora cristiani. E ancor più si stupirono quando questi li sottoposero a un esame di "cattolicità". Infatti,gli indigeni si erano tramandati di padre in figlio una perfetta distinzione tra cattolicesimo e protestantesimo.


Ma facciamo un passo indietro e torniamo a Nagasaki. A circa settanta chilometri dalla città sta una penisoletta, Shimabara, su cui sorgeva una fortezza chiamata Hara. Nel 1577, sfidando le leggi imperiali, il daimyo locale e tutta la cittadinanza avevano chiesto il battesimo. Erano seguiti vent'anni di mattanza e, alla fine, Shimabara era stata assegnata al nemico giurato del cristianesimo giapponese, Matsukura. Costui si ritrovò a signoreggiare una zona ostile (per questo avevano mandato proprio lui),diventata il punto di confluenza di tutti i cristiani perseguitati altrove.


Soprattutto di ronin. Veniva detto ronin un samurai che non aveva più un signore al cui servizio combattere. Sorta di cavalieri di ventura, vagavano alla ricerca di ingaggio. Quelli di Shimabara erano rimasti disoccupati perché cristiani. Ora, la situazione da quelle parti era, sì, pesante ma non solo per i credenti. In Giappone le tasse gravavano sui soli contadini ed erano una pletora: sulle porte, sulle mensole, su ogni fuoco, perfino sulle nascite e le morti. Il pagamento doveva venire effettuato in riso, cosa che rendeva la semicarestia perenne.


Gli evasori venivano ricoperti da un mantello di fibra vegetale, il mino; poi, legate loro le braccia, si appiccava il fuoco, così che quei disgraziati, saltando e contorcendosi, erano costretti a prodursi nel mino odori, il "ballo del mino". La punizione colpiva anche le famiglie: mogli e figlie, denudate, venivano tenute immerse nell'acqua gelida fino alla morte. Nell'anno 1637 la fame era giunta a livelli insopportabili. Due capi di villaggio (shoya, ex guerrieri ritiratisi all'attività) provarono a protestare ma ebbero, uno, la moglie incinta uccisa col sistema dell'acqua; l'altro, la figlia
esposta nuda e poi marchiata con ferri roventi.


Il giorno precedente alla festa cristiana dell' Ascensione un contadino vide che attorno all'icona che venerava di nascostosi era materializzata una fastosa cornice. Attirati dal miracolo parecchi cristiani si portarono nella sua casa. Ma la notizia si sparse e arrivarono le guardie. Tutti i presenti vennero presi e giustiziati. Era troppo. Il giorno dopo, i cristiani uscirono allo scoperto e piantarono al centro della piazza una grande bandiera bianca con una croce rossa sopra. Anche i pagani si unirono alla protesta perché per la mentalità giapponese le motivazioni religiose erano più nobili di quelle fiscali.


Quando il responsabile dell'ordine pubblico sopraggiunse finì linciato e scoppiò la rivolta. Duecento ronin e parecchi shoya ripresero le armi e dilagarono per i villaggi.Elessero come loro capo il giovane Amakusa Shiro per due motivi. Il primo era questo: era figlio di Masuda Yoshitsegu, grandissimo guerriero diventato famoso al tempo delle guerre che avevano dato il potere ai Togukawa; veniva chiamato col nome leggendario di Amakusa Jinbei. Masuda, che era cristiano, aveva disobbedito agli editti persecutori e si era messo a percorrere il Giappone predicando Cristo. Naturalmente, nessuno osava affrontarlo.


Girava portandosi dietro il figlioletto dentro una specie di carrozzina di legno (la sua figura ha ispirato una serie di telefilm). Il secondo motivo che indicava Shiro come leader era una strana profezia: un gesuita, espulsodal Giappone venticinque anni prima, aveva lasciato una specie di poesia diventata ben nota fra i cristiani giapponesi: in essa era predetto l'arrivo di un ragazzo ame no tsukai "inviato dal Cielo", che avrebbe riscattato la fede in quelle terre. Infatti, il giovanissimo Shiro aveva seguito le orme paterne come predicatore.


Quando la faccenda si fece seria, il bakufu di Edo (la capitale imperiale, oggi si chiama Tokio) inviò le truppe al comando dello shogun Itakura Shigemasa. Poi fece arrestare e torturare la madre e le sorelle di Shiro. Appena la notizia dell'arrivo degli imperiali giunse al campo dei ribelli, Shiro chiese a tutti quelli che volevano resistere di seguirlo nel castello di Hara. Così, oltre cinquantamila persone, con donnee bambini, si asserragliarono nella fortezza e attesero. Non c'era alternativa: le uniche armi a disposizione erano quelle, leggere, dei ronin, mentre il nemico aveva anche i cannoni. Gli spalti si riempirono di crocifissi, di stendardi bianchi con la croce, di bandiere con Sanchiyago, San fu­ranshisuko, Marya, Yesu (s. Giacomo, s. Francesco, Maria e Gesù).


Ogni tre giorni Shiro riuniva tutti nella piazza d'armi e pronunciava un'esortazione religiosa da omoikiritaru kirishitan ("cristiano devoto") in vista del gosho (la vita eterna). Nel frattempo, i governativi incendiavano tutti i villaggi attorno e ne sterminavano gli abitanti. Quando ebbero fatto terra bruciata attorno ad Hara, cominciò l'assedio vero e proprio.


Centomila soldati, agli ordini di vari signori (tra cui Matsukura), si accamparono attorno mentre venivano apprestate le torri d'assedio. Lo spettacolo era in stile: nel campo degli imperiali, risse, duelli, uccisioni a causa delle rispettive rivalità di appartenenza feudale; in quello assediato si sentivano solo inni e preghiere corali. I cristiani avrebbero potuto fare strage degli operai costretti dalle corvées obbligatorie a scavare ed erigere terrapieni. Invece si limitarono a far piovere nel campo nemico yabumi, frecce con fogli arrotolati attorno, ove spiegavano periscritto le loro ragioni.


Della pietà cristiana nei confronti dei poveracci forzati a lavorare sotto le mura cercarono di trarre profitto gli imperiali: un centinaio di ninjutsukai ("uomini invisibili", gli assassini di professione che il cinema ha mitizzato col nome di ninja) si introdussero, col favore delle tenebre, nel castello. Ma ne tornarono solo due. Non solo. In un paio di riprese gli assediati riuscirono, con sortite micidiali, a portare scompiglio nel campo avversario. A quel punto intervenne Matsudaira Nobutsuma, il luogotenente dell'imperatore, che guidò personalmente i rinforzi. Incredibilmente anche questo nuovo attacco venne respinto.


L'infuriato Shigemasa allora ordinò l'attacco generale che volle condurre in prima fila. Finì ucciso insieme a quattromila dei suoi uomini migliori. Ormai la situazione era grottesca: un esercito sterminato non riusciva ad aver ragione di un pugno di contadini praticamente senza armi. Il disonore era assicurato e tutti gli occhi dell'arcipelago erano puntati su Shimbara.


Per salvare la faccia l'imperatore concesse clemenza e il perdono per chi si fosse arreso. Aggiunse anche la promessa di una generosa distribuzione diriso. Ma quelli fecero sapere che volevano solo una cosa: poter professare liberamente la loro religione così come era permesso ai buddhisti, aitaoisti, ai confuciani e agli shintoisti.


L'imperatore, che non poteva permettersi di rimangiarsi il suo editto, fece tornare le trattative in alto mare. Già, il mare. Proprio da quella parte arrivò il pericolo. I mercanti olandesi, protestanti, furono ingiunti di fornire man forte agli imperiali se volevano continuare a commerciare col Giappone.


Così, il balivo Nicolaus Couckebaker mandò una nave a cannoneggiare Hara per due settimane di fila. Quando gli spalti furono completamente smantellati e gran parte delle mura erano crollate, vennero portate avanti, legate, la madre e le sorelle di Shiro. Era l'ultima offerta. Che fu rifiutata. Partì l'assalto finale, che durò due giorni e due notti. Ormai quasi tutti i ronin erano morti e così gli shoya. Anche il cibo era finito da un pezzo. L'ultima resistenza fu disperata: i cristiani, anche le donne e i feriti, combatterono con quel che avevano sottomano, scodelle, bastoni, sedie.


Nessuno sopravvisse. La spiaggia si ricoprì di undicimila pali su cui stavano conficcate altrettante teste. Le rimanenti vennero ammassate su tre navi, insieme ai nasi tagliati delle donne, per essere portate come trofeo a Edo. Ma gli imperiali avevano perso oltre settantamila uomini armati, addestrati e perfettamente equipaggiati. La penisola venne colonizzata da confuciani e buddhisti mentre il Giappone entrava nel sakoku, la chiusura di due secoli al mondo esterno. Purtroppo, per Nagasaki (e Hiroshima) non sarebbe stato, quello, l'ultimo martirio.


Rino Cammiller

Senza titolo 1308


Nel mercato dell'oro sta avvenendo un fenomeno particolare: dopo dieci settimane di rialzi consecutivi, il biondo metallo ha infatti superato la soglia dei 730 dollari l'oncia, quota non più raggiunta dal gennaio 1980, quando lo choc petrolifero provocato dalla rivoluzione in Iran, portò l'inflazione americana al 12%.


Ma la differenza fondamentale rispetto al passato è che, globalmente, trascurando le vicende italiane ed europee, non ci troviamo in periodi di crisi finanziarie, in cui l'oro funge da bene rifugio. Anzi il PIL mondiale cresce del 5%.


Da cosa è causata l'impennata dei prezzi, comuni a tutte le materie prime, compreso il rame, tanto che in Inghilterra due penny ne valgono effettivamente tre ?


Impennata, che ad esempio a Roma, porta a far scomparire i tombini dalle strade e i cavi di alimentazione delle linee ferroviarie.


I motivi sono simili a quelli del petrolio:


1) I prezzi bassi dello scorso decennio, che hanno tolto la motivazione alle industrie del settore ad investire in infrastrutture, causando una serie di colli di bottiglia che si riflettono sul prezzo finale;


2) Il meccanismo perverso degli hedge found, che paradossalmente ha creato una condizione tale che il prezzo virtuale determina quello reale, invece del contrario


3) La maggior domanda dovuta all'aumento della produzione delle leghe specializzate, un esempio è quanto è successo con Airbus per il titanio, il moltiplicarsi dei ricchi in Brasile, India e Cina, con l'incremento della richiesta di gioielli per testimoniare lo status symbol, il deprezzamento del dollaro e la mancata fiducia nell'euro, che porta a ribilanciare le proprie riserve interne verso l'oro, come sta facendo Pechino


Quando non si è uomini di paglia


Marco TravaglioMolti lo considerano un tremendo forcaiolo, un acritico giustizialista, un demonizzatore degli avversari politici che vorrebbe vedere tutti in galera. Per altri è un idolo, un coraggioso Robin Hood che combatte i ricchi e i potenti in difesa della legalità e contro la corruzione. Da quando Marco Travaglio parlò, nella trasmissione di Daniele Luttazzi, dei sospetti di rapporti mafiosi che si addensavano sul capo del leader di Forza Italia, è costantemente al centro di feroci polemiche. Per la Rai non esiste più, è come un fantasma. Ma i suoi libri vanno ugualmente in testa alle classifiche da quando lui, per presentarli, ha praticamente lasciato casa intraprendendo un giro d'Italia che non finisce mai.”
                              Dalla rivista Sette



Considero Marco Travaglio un ottimo giornalista, un bravo scrittore, anzi tra i migliori. Direi l’unico che in Italia ha avuto ed ha il coraggio di dire  la verità sull’ex-governo del centro-destra, producendo le prove. Le sue parole sono lo strumento di un uomo saggio. Ogni altro giornalista dovrebbe come lui rendersi idoneo ai complessi doveri di chi fa informazione, vera informazione. E’ un vero Robin Hood. Infatti anche se è stato cacciato dalle televisioni non smette di dire ciò che pensa. Fortunatamente una via sarà sempre aperta a qualunque forma di intelligenza, non importa se essa viene oscurata o osteggiata.
Infatti nonostante tutto riscuote un meritato successo.
Lui scrive con cognizione di causa e con riscontri oggettivi. Ha le prove di quello che dice. Ciò si deve fare quando si informa la gente: produrre sempre le prove. Questa è la vera deontologia professionale, ovvero quella branca che applica le regole di correttezza professionale, originate dalla morale comune e dalla sensibilità culturale di un vero professionista.
Anche solo lo sguardo di Marco Travaglio e il suo sorriso ispirano quella simpatia che spinge le persone oneste verso chi è pulito dentro. Voglio fargli pubblicamente   i miei complimenti.

Giovanna Nigris

30/05/06

Senza titolo 1307

Leggendo il il sito di Sisu  alias  giovanna Nigris ( potete vedere  a siniostra  una  sua  foto  , che dimnostra come  l'hanno ridotta  e se andate a vedee la sequenza fotografica  nel suo  sito  tutto il calvario di  strutture archittetoniche   che deve  fare per poter fare per potersi recare al reparto dove lavora )   e poi chiaccherando direttamente , non immaginavo che nel nostro paese si sia potuti  arrivare ad una tale ingiustizia  .   Nella vicenda di Giovanna  si può condensare tutto ciò che in Italia non funziona[ anzi  è lasciato  all'improvvisazione e ala buona volontà per non dire coraggio  della gente  onesta  ]:malasanità,mobbing, lentezza ( per  chi non ha  avvovcati in grado di cavillare  o  soldi  )  della giustizia, cinismo umano nei confronti di chi è più debole. Ora  visto l'impossibilità di riassumerla e raccontarla interamente   oltre  a rimandarvi  al suo sito http://www.mobbing-sisu.com/  ( uno dei più documentati che abbia  letto fin'ora in caso di Mobbing e d'ingiustizie )  ho deciso di farlo  con  un intervista  alla    protagonista  stessa di questa   vicenda    e  del mobbing   con annesse minacce   esterne  e derisioni  fra  cui  l'ennesino  blog  creato appositamante  ( ora  chiuso co eil precedente  ) ma  soprattutto  perche  : << Oggi, la signora Nigris, ha deciso di affidare il suo caso ad una petizione popolare da inviare al Capo dello Stato. A distanza di oltre dieci anni, Giovanna Nigris continua la sua personale battaglia contro il Fatebenefratelli. Sola, contro l’indifferenza generale; sola contro il silenzio dei mass-media. Il suo caso potrebbe, a buon diritto, essere raccontato in uno dei tanti talk show televisivi che riempiono le serate degli italiani. Invece i grandi network e i quotidiani nazionali  /( cioè la stampa ufficiale  )  hanno deciso di spegnere i riflettori sul caso “ Nigris” ( Girodivite numero 175 - edizione del 27.04.2005 , uno dei pochi che se ne sono occupati  ) A nulla, finora, sono servite le denunce presentate in Procura, le istanze inoltrate a rappresentanti politici e istituzionali.>> , ma  soprattutto perchè  coem   mi ha detto Lei quando  gli ho chiesto se potevo emttere il suo  numero di cellulare  su  un sito perchè fosse contata  per maggiori informazioni    :< <... ricevo   chiamate e poi staccano il telefono. Anche questo è un sistema per stressare. Non c'è più pace neppure a casa mia. Prima mi mobbizzavano al lavoro, ora che sono ammalata grave mi molestano a casa sul Pc (con il Blog fetente) e telefonate.  >>


D ) Nel blog  " infame " , si diceva  che  : << Giovanna Nigris si è però tradita dimostrando che scrive spesso sul blog spacciandosi per Montana (o forse viceversa?) >>  più un altro post  in cui  ci sono i suoi dati sensibli e altre  calunnie  su  cui non mi soffermo   . Chi  è il  tuo partner   o  uno che   ti sta aiutando nella  tua causa  ?
R) Giacomo Montana è un mio amico infermiere che mi aiuta in modo pratico, accompagnandomi a visite, etc. e poi è stato anche dirigente sindacale in passato. A  volte scrive degli articoli in mia difesa.   Se non ci fosse stato Giacomo chissà come sarei andata a finire e forse non ci sarei più. Ora sono in mano ad un avvocato per il mobbing.
D) potresti  riassumere la  tua  vicenda  ?
R) La mia malattia si è presentata con sintomi gravissimi: asma senza risposta alle cure domiciliari,bronchite, dolore retro-sternale, atroci dolori muscolari, cistiti e bronchiti continuative, resistenti ad ogni cura antibiotica, febbre soprattutto alta alla sera;Nella mia famiglia non c’era assolutamente nessuno con la tubercolosi ed io essendo madre di famigla facevo casa e lavoro, recandomi anche in auto in qualsiasi luogo. Inoltre la tubercolosi è una malattia ospedaliera, tanto è vero che ogni ospedale è assicurato in tal senso.
”I vertici dell’amministrazione ospedaliera” mi hanno risposto alla prima visita collegiale che io la tubercolosi la avevo già all’assunzione. Cosa ridicola perché in tutti gli ospedali come negli enti pubblici vengono fatti gli esami prima dell’assunzione, compresa la schermografia. Cosa che feci anche io. All’assunzione ero sana come un pesce!
D) mi viene spontaneo  chiederti ma  non potevi opporti  e segnalare  la  cosa   quando sei stata assunta  ? oppure  se  l'hai fatto  ma  gli appelli sono caduti nel vuoto  o ti hanno deriso  ?  Io e altri colleghi  abbiamo protestato  e fatto richieste  verbali ai diretti superiori, sia da me  che da  una mia collega, tanto che non fu mai neppure fatta installare una barriera protettiva trasparente tra il personale e gli ammalati utenti. Anche  sia pure negli ultimi tempi,Giacomo [il miom amico che mi sta  aiutando ]  ha constatato di persona, unitamente ad un proprio collaboratore sindacale, tali sporche condizioni antigieniche di lavoro, fatte passare come fosse tutto normale.


D) com'erano i rapporti prima con i tuoi colleghi\e  prima della vicenda e dopo il  mobbing  ? lo fanno secondo te  perchè lo sentono Spontaneamente o per paura  di ritorsioni  dai loro capi ? o magari ufficialmente ti trattano in un modo  ( ti mobbizzano  )  e in privato ti sono solidali  ? hai pensato   dio farti trasferire  o  di chiedere il pre pensionamento ?
R) Io non ho mai avuto cattivi rapporti con i colleghi. I cattivi rapporti sono sempre stati con la Amministrazione Ospdedaliera. Suppongo che il vero motivo è scaturito dal fatto che ero nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Infatti nell'anno 1992 il mio capo ufficio venne arrestato nell'operazione "Mani Pulite". Io non mi sono mai impicciata dei suoi sporchi affari. Facevo il mio lavoro e basta, ma quando fu arrestato fui trasferita immediatamente da un giorno all'altro al Reparto di Anatomia Patologica.  E lì è successo tutto quello che è ben spiegato nel mio sito. Ora sono in malattia grave per ossigenoterapia quotidiana dal marzo 2004 e nessuno delibera il mio pensionamento. Tutti i colleghi sono spariti dalla circolazione, cioè non mi hanno più contattata, tranne una collega. Non posso fare un aggravamento della invalidità, perchè  l'ultimo collegio medico, verosimilmente per non fare emergere di nuovo responsabilità penali relativamente al contagio in servizio, non si è voluta esprimere in merito. Come Asl risulto invalida per causa di servizio e perciò non posso chiedere l'invalidità civile, invece secondo l'Ospedale Militare di Milano ho una invalidità di servizio classe V "tabella A" NON DOVUTA A CAUSA DI SERVIZIO. Per questo ho fatto ricorso al TAR della Lombardia che mi ha dato ragione, ma nessuno ha mai ottemperato a quanto statuito da codesto Tribunale. Vedi tu in che condizioni mi trovo. Posso solo sperare che qualcuno si sensibbilizzi al mio caso.
D) come mai  stata trasferita di punto in bianco  da un reparto ad un 'altro  ?  hai dato "fastidio"   a qualcuno\a  , oppure  hai collaborato  con la polizia  giudiziaria  sulle indagini di tangentopoli ??
R) Sono stata trasferita di punto in bianco quando il mio capo ufficio fu il secondo che fu arrestato nella storia di “Mani Pulite” . Sono stata trasferita di punto in bianco quando il mio capo ufficio fu il secondo che fu arrestato nella storia di “Mani Pulite” . No , ma  solo  sospettata di essere stata “informatrice della polizia relativamente a certe illegalità” oggetto anche di indagini del “Pool di Mani Pulite” , in quanto  abitavo  nello stesso numero civico e caseggiato di un noto giudice milanese del Pool di Mani Pulite e un Ispettore Capo e poi vice questore di Milano ai suoi tempi.
D) Invece  di perdere tempo dietro ai tuoi calunniatori  perchè  non li denunci  e non mandi copia della denuncia  splinder  il portale su cui s'appogia il  blog  in questione [ s'appogiava  N.a ] dato che esso   lascia  atitvi   blog  con insulti anche peggiori del tuo ( come il caso   di Federica Struglia ) fin quando non c'è denuncia penale  ?
R) Non credo più assolutamente nelle denuncie. Siccome sospetto che chi esercita  queste provocazioni sia qualcuno ben protetto da qualche politico, non voglio farmi deridere una  ennesima volta  nel vedere non applicare la legge, visto come si sono comportati in Tribunale di Milano. Infatti inspiegabilmente a protezione ben quattro imputati per lesioni colpose gravissime, per nove anni non è mai stato celebrato il processo sino al raggiungimento della prescrizione dei reati.
D) provi ancora odio o rancore verso i tuoi colleghi    e verso  i vertici dell'ospedale ?
R ) Io non ho mai provato odio per nessuno, perché per principio penso sia sbagliato, in quanto si ripercuote sulla persona stessa che dovesse farlo. Certo sono soltanto molto sconcertata e sofferente per quello che continuano a farmi subire. Spero nella Provvidenza Divina. Sono credente, anche se non bigotta.

GLI EFFETTI INDIVIDUALI DELLA PAURA DI FARSI GOVERNARE DALLA COALIZIONE DI CENTRO DESTRA

GLI EFFETTI INDIVIDUALI DELLA PAURA DI FARSI GOVERNARE DALLA COALIZIONE DI CENTRO DESTRA
-di  G i a c o m o  M o n t a n a





Gli effetti individuali della paura di farsi governare dalla coalizione di centro destra, hanno avuto ripercussioni anche sulle elezioni amministrative, sino a vedere avanzare in generale il centro sinistra.

La constatazione dell’influenza del terrore durante i cinque anni di governo di centro destra nella vita quotidiana della gente, mette  in luce le conseguenze individuali prodotte dalla paura. Questa concreta panoramica, estremamente negativa, non è composta solo da una reazione al clima di violenza occulta,  esercitata dal centro destra,  ma da una complessiva valutazione di promesse non mantenute con l’ingannare la fede pubblica sul programma di governo, presentato al popolo, prima delle elezioni dell’anno 2001, dal cavaliere Silvio Berlusconi,  poi divenuto Presidente del Consiglio dei Ministri.  Gli effetti della paura si sono vissuti a lungo termine, sino ai giorni nostri e sono dovuti alla continuità negli anni di forme di repellente illegalità, ove le parti lese da reati vengono sempre più umiliate e derise, vedendo protetti i criminali. Quanto segue è la dichiarazione di una vittima delle seguenti violazioni di legge, esercitate sul suo posto di lavoro: Violazione dell’art. 2087 del codice civile; demansionamento; lesioni colpose gravissime; falso ideologico; omissione di atti di ufficio e violenza privata da mobbing.

Mi chiamo Giovanna Nigris e sinceramente informo tutti i lettori che da anni vengo danneggiata nella mia salute, nell’economia, nella vita di relazione e il tutto con indicibili danni morali e materiali a causa della più crudele privazione di potere avere un giusto processo penale, tanto che dopo anni di attesa che si incardinasse  un regolare processo, durante il governo di centro destra,  sono stati vigliaccamente fatti raggiungere i termini di prescrizione dei reati e in questo modo sono stati assolti quattro imputati: tre medici e un dirigente amministrativo. (VEDI riscontri oggettivi nel sito web http://www.mobbing-sisu.com/sentenza_prescrizione.php. Dopo che ho affrontato costi per la parcella del mio avvocato, ho visto così persino privarmi del  diritto di potere avere giustizia in sede penale anzi, in quella sede, sono stata ulteriormente sottoposta ad umiliazione, derisione e scherno da parte degli imputati, rimasti per anni impuniti. Sempre durante il governo presieduto dal Premier Berlusconi, sono stata atrocemente privata anche della valutazione dell’aggravamento delle mie condizioni di salute con la dinamica che segue.  Ho chiesto e ottenuto dall’Amministrazione dell’Ente datore di lavoro, di essere sottoposta a Visita Medica Collegiale per il peggioramento delle mie condizioni di salute che anni prima a causa dell’avvenuto contagio della tubercolosi, la Commissione Medica Seconda dell’Ospedale Policlinico Militare di Milano aveva valutato e verbalizzato,  quali appartenenti al grado di invalidità della quinta classe tabella A.

Dopo che fui sottoposta alla suddetta seconda visita medica mi sono vigliaccamente vista privare del Verbale regolare che viene rilasciato a tutti! Mi è stato recapitato un verbale completamente privo delle regolari firme dei medici componenti il Collegio Medico che mi avevano visitata con un verbale riportante solo ed esclusivamente la firma della dottoressa Presidente della Commissione senza il regolare referto relativo alla visita a cui mi sono sottoposta. (VEDI  verbale esposto nel sito web: http://www.mobbing-sisu.com/verbale.html ). Questa è l’Italia che era guidata dal Cavaliere Silvio Berlusconi e contestualmente questa è la Sanità che era  guidata in Lombardia dall'assessore alla sanità  dott. Carlo Borsani di Alleanza Nazionale. Dopo tutte queste agghiaccianti illegalità, sono sempre stata abbandonata in uno stato di angoscia e di distruzione psico-fisica. Per me è sempre stato un continuo stato di depressione, di umiliazione e di danno alla persona, senza mai potere avere la tranquillità,  soprattutto con lo  spirito di potere vivere decorosamente in uno stato di diritto. In questi ultimi anni sono stata spinta continuamente a gesti estremi e riconosco che se non fosse intervenuto prontamente più di una volta in mio soccorso Giacomo Montana, credo che oggi, dopo tutta questa violenza subita, non sarei stata trovata viva. La paura può essere anche  un meccanismo che aiuta a difendere la vita, sia nella mia vicenda, sia per le elezioni ove giustamente in Italia si è visto l’avanzamento della coalizione di centro sinistra. Peccato che a Milano e  caso vuole proprio in Sicilia ha vinto per poco ancora il centro destra. Sono preoccupata per altre eventuali azioni illegali, perpetrate dalla colalizione di centro destra a Milano, ove io sono costretta a vivere dal mio posto di lavoro (mi fanno sentire come se fossi in galera): Altre azioni illegali potrebbero essere rivolte ancora contro la mia persona. Se dovesse succedermi qualcosa di male, ora sapete da che parte potrebbe ancora provenire, dietro protezioni politiche del centro destra. Grazie e buona giornata. Giovanna Nigris

Confermo a tutti gli effetti che quanto sopra dichiarato dalla vittima è la pura verità, di cui io sono uno dei testimoni. Ho assistito agli orrori esercitati ai danni di una donna che voleva lavorare nel pieno rispetto della sua persona, invece ancora oggi gli aguzzini funzionari dirigenti dell’Amministrazione dell’Ente datore di lavoro, alla stessa signora Nigris fanno subire TUTTI GLI EFFETTI DEI REATI SOPRA MENZIONATI COSI’ COME MEGLIO DESCRITTO E PROVATO SUL SEGUENTE SITO INTERNET DI LEGITTIMA DIFESA: http://www.mobbing-sisu.com

Senza titolo 1306

Uccellino in gabbia






Mentre volavi allegramente
ti hanno sorpreso,
ti hanno sorpreso i cacciatori
e ti hanno colpito a morte.




Tu non sei caduto,
la forza della vita
ti ha portato lontano.
Le ferite dolevano però.
Allora ti sei rifugiato,
ti sei rifugiato
in una piccola gabbia
e da solo hai chiuso la porta.




Pensavi, mentre ti guarivi le ferite,
che non saresti uscito mai più.
Molto tempo sei
rimasto lì,
senza sapere più
quale fosse il sapore
della libertà.




Ad un tratto hai capito….
Hai capito che non eri morto,
ma era come se lo fossi.
Là fuori gli alberi frusciavano al vento,
il cielo era azzurro
e i tuoi compagni di viaggio cinguettavano.
La vita ti aspettava, ma tu temevi di uscire.
Lì, infondo, eri al sicuro..




Un mattino hai aperto la gabbia e, spaventato,
hai tentato di uscire.
Il mondo ti aspettava.
Molte volte, molte volte
sei tornato indietro,
hai richiuso la porta,
hai pianto.
Forse la vita non era per te.




Ma un raggio di luce
è entrato.
Tu hai osato posarti delicatamente
su un ramo, su un altro e su un altro ancora.
Erano tanti i rami da esplorare.
Il cielo azzurro e
la luce infinita
ti aspettavano.
Tu sei volato,
libero,
nello spazio infinito.






Giovanna Nigris 
http://sisu-g.splinder.com

29/05/06

Senza titolo 1305






mi vergogno d'essere sardo 
   ma  è possibile  che  continui la caccia  alle streghe
Sono talmente indignato che non riesco ad esprimere la  mia  rabbai se non attraverso questa canzone   che funge da colonna sonora  al post  d'oggi



(DIO  è  Morto  F. Guccini)

Ho visto
la gente della mia età andare via
lungo le strade che non portano mai a niente
cercare il sogno che conduce alla pazzia
nella ricerca di qualcosa che non trovano
nel mondo che hanno già
dentro le notti che dal vino son bagnate
dentro le stanze da pastiglie trasformate
dentro le nuvole di fumo
nel mondo fatto di città
essendo contro ed ingoiare
la nostra stanca civiltà.
È un Dio che è morto
ai bordi delle strade, Dio è morto
nelle auto prese a rate, Dio è morto
nei miti dell'estate, Dio è morto.

M'han detto
che questa mia generazione ormai non crede
in ciò che spesso han mascherato con la fede
nei miti eterni della patria e dell'eroe
perché è venuto ormai il momento di negare
tutto ciò che è falsità
le fedi fatti di abitudini e paura
una politica che è solo far carriera
il perbenismo interessato
la dignità fatta di vuoto
l'ipocrisia di chi sta sempre
con la ragione e mai col torto.
È un Dio che è morto
nei campi di sterminio, Dio è morto
coi miti della razza, Dio è morto
con gli odi di partito, Dio è morto.

Io penso
che questa mia generazione è preparata
a un mondo nuovo e a una speranza appena nata
ad un futuro che ha già in mano,
a una rivolta senza armi
perché noi tutti ormai sappiamo
che se Dio muore è per tre giorni
e poi risorge.
In ciò che noi crediamo Dio è risorto,
in ciò che noi vogliamo Dio è risorto,
nel mondo che faremo Dio è risorto!



fonte    www.unita.it

Codice da Vinci al rogo: un parroco lo brucia sul sagrato della chiesaDavide Madeddu




Il Codice da Vinci? Bruciato in piazza dal prete e con tanto di applausi dei fedeli. Più o meno come avveniva durante l´inquisizione. Poco importa poi se il giorno è quello in cui si dovrebbe predicare la pace. E magari la tolleranza tra gli uomini. Questa volta, nonostante tutto, il processo pubblico con tanto di rogo è avvenuto davvero.
E´ successo domenica mattina ( 28\5\2006 )  ad Arzana, paese al centro della Sardegna, in provincia di Nuoro. Protagonista Don Vincenzo Pirarba, parroco del paese. Dopo la processione della Madonna Regina Pacis, Don Vincenzo, tira fuori una copia dell'ormai arci noto best seller di Dan Brown, e giura che quella copia del libro «maledetto» non l´ha acquistata lui ma gli è stata consegnata da un «fedele che poi si è pentito». Quindi, il parroco, inizia con la sua arringa.
«Dan Brown con il tuo libro e il relativo film hai venduto Gesù, come Giuda, non per 30 danari ma per più di 30 miliardi di dollari – dice il parroco davanti ai fedeli -. Hai offeso gravemente i sentimenti più profondi dei cristiani, dissacrato la persona più cara e santa al mondo». Ma non è che la premessa: «Non sarai tu a distruggere il Cristianesimo - si infervora il parroco - Anche il celebre filosofo Nietzsche aveva gridato: "Dio è morto". Ma Dio è più vivo che mai, mentre Nietzsche è morto dopo essere finito in manicomio».
Finita l'arringa arriva puntuale la sentenza: condanna al rogo. Anche se, come ammette il parroco, lui in realtà il libro non l'ha nemmeno letto: «Basta quello che ho sentito dire in giro anche perché per sapere cos'è l'omicidio non bisogna certo arrivare ad uccidere un uomo».
Nel sagrato della chiesa, intanto parte il «fuoco purificatore» che in breve tempo riduce in cenere la copia del Codice da Vinci. «Esorto tutti i veri cristiani, che incautamente hanno acquistato questo maledetto libro, a bruciarlo, chiedendo perdono al Signore – insiste il parroco - Comprate i Vangeli canonici, non quelli aprocrifi scritti due secolo dopo la morte di Gesù e per nulla attendibili». Poi, dal sagrato della chiesa di Arzana, lancia anche un invito al pentimento allo scrittore americano che appare quasi come un anatema: «Se non ti convertirai, brucerai per l'eternità all'inferno, come io ora sto bruciando giustamente il tuo libro».
Applausi dai fedeli e sdegno da parte di qualche amministratore comunale che, facendo sapere di non condividere la decisione del prelato, abbandona la scena molto velocemente.
Da sottolineare che lo scroso 20 maggio una manifestazine simile era stata organizzata a Ceccano(Frosinone) da due consiglieri comunali (uno di An e uno della Dc). Ad attenderli tante persone, rappresentanti del mondo politico e istituzionale del luogo, ma soprattutto cittadini, che hanno pacificamente manifestato il loro dissenso contro un atto che ha offeso l´intelligenza di un´intera città.

Eredità

Cosa abbiamo ereditato dal precedente governo…oltre agli insulti gratuiti gridati nelle piazze e dagli spalti di Montecitorio? E non parlo di noi del centrosinistra, ma di tutti…perché le conseguenze di una politica economica disastrosa si ripercuotono su tutto il Bel Paese!

 

L’agenzia di rating (valutazione finanziaria) Ficht ha posto l’Italia nella categoria “watch negative”, ad un passo dal declassamento. L’Italia avrà cinque mesi per evitarlo e per presentare dei provvedimenti credibili finalizzati al risanamento delle finanze pubbliche e alla tenuta della ripresa economica. Altrimenti rischieremmo un “dowgrading” anche da parte di altre agenzie del settore.

Andiamo con ordine. Chi è Ficht? È una delle tre agenzie mondiali di classificazione dei debiti. (Lo spiego soprattutto per Fini che non la conosce!) Dopo aver posto sotto osservazione i titoli di Stato italiano, l’agenzia ha redatto una relazione negativa, ponendo il nostro paese al pari degli inguaiatissimi Giappone e Portogallo. Fitch, per ora, ci assegna un «AA-»: scendere al grado «A» significherebbe per l’Italia avere lo stesso voto della Grecia e della Malesia!

 

Essere declassati avrebbe delle ripercussioni enormi sulla nostra economia in quanto si pagherebbero interessi più elevati sul debito pubblico, cioè sui titoli di stato italiani. Ma come si è arrivati a questo punto? Nessuna presa di posizione nei confronti del nuovo governo, assicura Brian Coulton, responsabile del credito della republic of italy di fitch, anche se l’incerta situazione politica attuale desta serie preoccupazioni. Gli indici più negativi sono tuttavia l'accumulo di cattive notizie da un anno a questa parte sul “continuo deterioramento dei conti pubblici” e la pesante eredità lasciata dal governo precedente! Poche parole per riassumere la situazione…disavanzo alto e debito altissimo; crescita bassa e competitività bassissima. Per usare un eufemismo… siamo nella merda fino al collo!

 

L’agenzia suggerisce “un aggiustamento di bilancio dell’ordine di 2-2,5 di prodotto lordo” che tradotto significa che urge una maxi manovra di 30-45 miliardi (spicciolo più, spicciolo meno!)…insomma, maggiori entrate e meno spese! Nel frattempo però Ficht ha messo sotto osservazione anche il debito di Poste Spa, della Cassa Depositi e Prestiti e di alcuni enti locali, come la Regione Lombardia e il Comune di Milano.

 

Quali le reazioni? Il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa Schioppa ritiene che sia un segnale d’allarme da non trascurare e che i provvedimenti saranno presi dopo che sarà terminata la verifica sui conti pubblici. Stessa solfa per Prodi che è preoccupato e chiede tempo per poter sbrogliare la matassa. Ma i vertici della Banca centrale europea sollecitano interventi immediati: "L'Italia non perda tempo: serve subito una manovra correttiva di almeno 7 miliardi di euro, per rimettere in sesto i conti di quest'anno. È il segnale forte che tutti si aspettano". L’invito suona pressante, ma in realtà ci sono una serie di congiunture propizie che vanno sfruttate. Intanto la consapevolezza che i primi sei mesi di un nuovo governo sono determinanti perché imprimono una spinta notevole ai mercati. E non sarebbe male ottenere un po’ di fiducia sulla stabilità dei nostri conti, soprattutto in un momento in cui sono netti i segnali sui mercati europei. “Di questo clima anche l'Italia comincia a risentire positivamente. Fare adesso una manovra aggiuntiva, strutturale ma non anticiclica, sarebbe più sostenibile sul piano delle compatibilità macroeconomiche". 

 

E la destra allarmista? Griderà allo scandalo fino a non avere più fiato…c’è da scommetterci che alimenteranno le paure degli italiani, con l’evocazione di una maxi stangata!! Sarà il caso di ricordare loro che il 9 luglio 2004 il governo Berlusconi promosse una manovra bis da 7 miliardi di euro, con inasprimenti fiscali a tappeto per banche e assicurazioni, aumenti d'imposta sulle seconde case e sui mutui e rincari a raffica su sigarette e marche da bollo.


 La manovra bis rappresenta dunque il test che i mercati attendono per capire se convenga scommettere ancora sull'Italia. Non c’era altra strada allora, non c’è altra strada nemmeno oggi!

Senza titolo 1304



Uno dei problemi che prima o poi bisognerà affrontare è quando avverrà il picco del petrolio, ossia il momento dopo cui la sua produzione comincerà a declinare. Declino che più che una crisi energetica generale provocherà la penuria dei combustibili utilizzati per i trasporti, tranne che in Italia.



Conoscere approssimatamente quando avverrà il picco, permette di modulare le azioni per mitigarne gli effetti. Agire troppo tardi le rende inutili. Anticiparle eccessivamente, dato il costo sopportato  per tutto il tempo in cui non ce n'è bisogno, inciderebbe in modo marcato e negativo sullo sviluppo economico.



 In questo campo esiste un modello matematico che permette di eseguire delle previsioni, la cosiddetta curva di Hubbert, lo studioso utilizzandolo per la prima volta, riuscì a prevedere il raggiungimento del picco negli Stati Uniti all'inizio degli anni '70, come effettivamente avvenne.



Ora, perchè non utilizzare lo stesso modello su scala globale ? Per un semplice motivo: Hubbert aveva a disposizione dati di input consistenti. Noi allo stadio dell'arte non li abbiamo.



Ci sono idee chiare su queste variabili d'ingresso:



1) Riserve certe, quelle che potrebbero essere commercialmente prodotte dai giacimenti noti, con un margine, anche abbastanza ampio legato alla modifica delle tecnologie estrattive.



2) Riserve probabili, le quantità stimate con ragionevole probabilità  sulla base delle condizioni tecniche, economiche ed operative esistenti al momento in cui si dovrà prendere una decisione. Anche qui è un margine dovuto all'evoluzione tecnologica.



3) Riserve contingenti, i giacimenti scoperti, ma non sfruttati commercialmente a causa degli eccessivi costi che momentaneamente si dovrebbero affrontare



Ci sono idee confuse su:



4) Riserve possibili, quantità che si stima poter recuperare con probabilità molto inferiori rispetto alle probabili.



5) Riserve prevedibili, i giacimenti ancora non scoperti.



Ci sono idee molto vaghe su:



6) Riserve potenziali, le fonti di petrolio diverse dai classici giacimenti, come scisti e sabbie bituminose.



Di conseguenza c'è troppo rumore sui dati per azzardare previsioni attendibili. In più, vi è anche un altro fattore. Il calo del prezzo di petrolio avvenuto negli anni '90, ha portato ad investire poco nelle ricerche di nuovi giacimenti. Dato che nessuno dei vertici delle società petrolifere, cosa incredibile a dirsi, aveva previsto il boom della domanda di Cina e India, queste si sono concentrate più nell'ottimizzazione dei costi e nella reingegnerizzazione dei processi, che negli investimenti.



Di conseguenza,poche scoperte di nuove giacimenti, scandali come quello della Shell, che aveva gonfiato il valore delle riserve in effettivo suo possesso, per far ipotizzare maggiori attivi e rendere più appetibili ed il problema delle raffinerie, che incide sul prezzo finale della benzina.



In USA le raffinerie lavorano al 100% della loro capacità. Basta un guasto o la minaccia di un uragano a far schizzare il alto il prezzo della benzina al Nymex. In Europa, al 95%. Nei paesi dell'est, teoricamente al 60%, in realtà gli impianti, risalenti ai tempi del socialismo reale, sono certi catorci che difficilmente possono essere maggiormente utilizzati


Senza titolo 1303



mobbingsisu
Gentili lettori, purtroppo ho dovuto constare con particolare dolore e a mie spese, che la democrazia reale finisce laddove libertà individuale e giustizia sociale non sono più in equilibrio tra loro. Le pagine splendide della storia italiana moderna sono giunte sul viale del tramonto. Oggi le passioni politiche sono ridotte sempre più al silenzio.  

Operando una notevole discriminazione tra cittadini viene calpestato il buon senso comune nel modo più incredibile e spietato e persino il rispetto della storia è venuto a mancare ed è stato dimenticato  quello che tanti italiani, persino col sacrificio della propria vita, hanno fatto per una Italia grande, unita e splendida. Visitando il sito:



www.mobbing-sisu.com  si possono constatare tutte le prove e le ignominie esercitate in gran silenzio per anni contro la mia persona. E’ una vicenda le cui drammatiche conseguenze ai miei danni, sono tuttora in corso.

Formulo comunque l'augurio che anche questa informazione serva da monito attraverso qualsiasi altro canale, per fare sì che certe scelleratezze tollerate dallo Stato negli anni passati  ai danni di un cittadino/a, sino a farne proteggere gli autori raccomandati da noti personaggi della politica, non abbiano più a verificarsi. E’ un messaggio di verità, quella verità che una sottocultura deviante, faziosa, cinica e arrogante, ha potuto pacificamente perpetrare nel più assoluto silenzio per lunghi anni. Giovanna Nigris 

Senza titolo 1302

Occhiali Rotti



Ho lasciato la mancia al boia per essere sicuro
che mi staccasse la testa in una volta sola e ti assicuro
non lo pagai sperando di fermarlo
come mai si ritirò è un mistero e il motivo non so spiegarlo
ma so andarmene lontano
se nessuno mi trattiene
e tornarmene a Milano nonostante le catene
Ho lasciato la mancia al boia, sai quanto mi servisse
un orologio Bulova
se il tempo lo scandiva la mia tosse
tanto che poi in cambio ottenni acqua
e un sorriso che pensai
fosse un rischio persino per lui
per capirmi è necessaria la curiosità di Ulisse
di viaggiare in solitaria
vedendo il mondo per esistere…
E chissà che poi non capita che ad uccidermi
sia per caso la pallottola amica di un marine
ma se chi dovrebbe darti aiuto respinge il tuo saluto cosa fai?
bestemmi o preghi il dio del vetro andando marciandietro via dai guai
e vai all'inferno
che la differenza in fondo non ci sta
Ho lasciato la mancia al boia per essere sicuro
che mi staccasse la testa in una volta sola e ti assicuro
non lo pagai sperando di fermarlo
come mai si ritirò è un mistero e il motivo non so spiegarlo
ma nel giro di un minuto dietro a un paio di lenzuola
è sbucato il sostituto
con in mano una pistola
Finalmente un po' di musica
ma che nostalgia di quando avevo preso la chitarra elettrica e l'ho data via
chissà se gli errori del passato sono ancora adesso in garanzia
e se mi verrà mai perdonato il fatto che io spesso andassi via
un bacio a tutti, quanti sogni belli e quanti brutti
i miei occhiali si son rotti
ma qualcuno un giorno li riparerà…
Finalmente un po' di musica
ma che nostalgia di quando avevo preso la chitarra elettrica e l'ho data via
chissà se gli errori del passato sono ancora adesso in garanzia
e se mi verrà mai perdonato il fatto che non fossi a casa mia
un bacio a tutti, fate sogni belli e pochi brutti
i miei occhiali si son rotti
ma qualcuno un giorno se li metterà


e a occhi semichiusi
attraverserà posti distrutti
e silenziosi


(Samuele Bersani)


le persone passano le idde  restano  e se  coltivate  e non sparse inutilmente nel  vento danno i frutti più belli  come questa comunity    http;//blogfriends.splinder.com/  dove ho trovato degli spendi  compagni di strada  alcuyni utenti  del  blog 

Senza titolo 1301

Il sole che splende


la vera felicità
consiste nel confidare i nostriproblemi
al nostro gesù e
ognoi volta che mi metto 
davanti ala sua dolce presenza
questa è la vera gioia
IO  guardo lui  e  Lui guarda me 
Davanti a gesù è la vera flicità
Gesù è il Sole che splende nella nostra vita:
la nostra vera gioia e
ci riempie il cuore di tanta felicità.
La nostra amicizia è bella
perchè siamo uniti con Gesù e la Madonna.
Solo così l'amicizia è come un fiore
che si apre  e guiarda verso il cielo



28/05/06

Senza titolo 1300

Nel silenzio io stavo morendo, chiusa nella mia gabbia di sofferenza, di lacrime non espresse, di rabbia sopita, di accettazione, di solitudine.
Nello scrivere le mie poesie ho espresso finalmente quel lato della mia anima che rimaneva chiuso e prigioniero a causa di un mobbing estremo:
http://www.mobbing-sisu.com



Solo azzurro



Non temo più
i tuoi sguardi.
Aspetto ancora
di essere sorpresa,
un gesto,
una parola.
Mi innalzerò
al di sopra
degli occhi
e mi perderò
nell'infinito
di un cielo
solo azzurro,
senza pianeti
né stelle.
La solitudine
è regina.





Giovanna Nigris





http://sisu-g.splinder.com

27/05/06

Come nasce il razzismo

Siamo oggi in una situazione contraddittoria. Perché la stessa cultura dominante, quella che si rifà (come non può non rifarsi al cultura del mondo occidentale) alle grandi conquiste come la dichiarazione dei diritti dell'uomo e le convenzioni internazionali, ha dei termini oggi rimossi, diciamo, dalla censura. Censura nel senso psicanalitico, che rimuove le parole oramai indecenti. Per cui nessuno si dichiara razzista. Una persona che viva con un livello pur minimo di consenso con la civiltà in cui siamo, non si dice razzista. Non ci si dice razzisti. Ma poi si assecondano dei meccanismi psicosociali da cui poi è nato anche il razzismo. Il razzismo ha due livelli: uno è psicologico e allora si riduce semplicemente a quella dialettica tra identità ed alterità che accompagna l'evoluzione dei gruppi umani. Un gruppo umano mira alla propria identità che è correlativa alla percezione dell'altro come diverso. Viene chiamato «barbaro» e «selvaggio» ma questo non significa, di per sé, aggressività e ripulsa. Quando però da questo meccanismo di differenziazione si passa all'ideologizzazione, allora questo sentimento viene sfruttato ad altri scopi, entra a far parte di una strategia del dominio e dello sfruttamento. E dell'asservimento. Questi impulsi si scatenano obbedendo ad altri meccanismi, poniamo la paura della concorrenza dell'immigrato «che ruba il posto» o vende la merce a più basso prezzo; la paura della malattia; della droga... E' una condizione di conflittualità interetnica che non ha i livilli del razzismo vero e proprio ma ha tutti i presupposti del razzismo. Per arrivare al razzismo è l'«imprenditore politico» che manca. Come Le Pen in Francia. Da noi in Italia non pare ci possa essere per il momento (1990) un imprenditore politico. Però ci sono le leghe che, anch'esse centrate sull'etnia, sulla cultura locale, in qualche modo ci fanno temere che nascano questi «imprenditori» (ndb: parole profetiche, vedi Calderoli che è stato addirittura Ministro!). Siamo su una soglia pericolosa e per questo ogni tentativo per disgregare analiticamente le cause culturali del razzismo è importante.


Padre Balducci in un'intervista a Controradio di Firenze

26/05/06

Senza titolo 1299








CASTELLO DI SABBIA

Abbiamo costruito
un castello di sabbia.
Tempo infinito
per le fondamenta,
mattoni piano
piano uno sull’altro.



Era una meraviglia
il nostro Castello di Sabbia.
Un’onda dal mare è arrivata
e  ora…
lo rifacciamo questo
gioco infernale?



Rispondimi, vorrei sapere.



Giovanna Nigris


http://sisu-g.splinder.com/





 







Senza titolo 1298

ACQUA VIVA



 


Dopo tanta strada percorsa


in terra arida,


la sete.


Mille e più bevande


ti hanno offerto


colorate, attraenti, gasate,


alla moda, con mille gusti;


e molte ne hai assaporato.


Ma bere non è dissetarsi!


Una sorgente di acqua


fresca, pura, viva,


scorre alla tua destra.


Zampilla, canta, dà forza,


Cresce, purifica, appaga.


Ora puoi bere,


dissetarti,


vivere.


Mi chino e bevo.



Gesù stando in piedi esclamò:


 «Se qualcuno ha sete,venga a me e beva” 


 (Giov7.37)



 


25/05/06

Mobbing e altro ancora...

Mi piaceva lavorare in piena salute, essere italiana tra persone umane e credere nella democrazia e nella civiltà: mi hanno rubato tutto.  Se volete capire di più potete visitare il mio sito internet:  http://www.mobbing-sisu.com dove ogni affermazione viene provata documentalmente e dove è pubblicata anche la sentenza di ottemperanza del T.A.R. per la Lombardia  che trovate  interamente  a  questo url qui     http://www.mobbing-sisu.com/cronaca_documentata.php
Mi hanno rubato i miei diritti e la possibilità di curarmi adeguatamente dai postumi della tubercolosi che mi è stata fatta contagiare nel posto di lavoro presso l'ospedale FATEBENEFRATELLI E OFTALMICO DI MILANO, dopo avermi privata da assistente amministrativo per tre anni di tutti i più elementari mezzi di protezione da contagio e infezione in ambiente contaminato.
Il servizio di pubblica utilità per me in tutti i sensi è stato la pubblica rovina della mia persona. Le conclusioni più terribili e devastanti sono avvenute durante il governo Berlusconi e anche la Regione Lombardia con il “Governatore”  Roberto Formigoni e l’Assessore alla Sanità Carlo Borsani (di Alleanza Nazionale) benché informati formalmente degli illeciti fatti di servizio, HANNO SEMPRE TACITAMENTE ACCETTATO TALI ILLEGALITA’.
Oltretutto mi vedo deridere e molestare con un Blog su Splinder  http://altro-che-sisu.splinder.com ( ora  cancellato , ma fino a  quando  'sti fettenti   continueranno  ? )  che è stato creato appositamente per questo. E’ vergognoso.  Sospetto siano i soggetti che hanno perso le elezioni e vomitano su di me la loro rabbia. Vedete se potete aiutarmi. Grazie.
Se vi è possibile per favore fate conoscere il mio caso e la Petizione. Cordiali saluti.  Gio

24/05/06

Muri

“Racconta la leggenda che Romolo tracciò sul Palatino un lungo solco sul quale far erigere una cinta muraria così alta e potente che nessun nemico avrebbe osato oltrepassarla. Remo oltrepassò il solco appena tracciato, schernendo il fratello per la presunzione. Questi, preso dalla rabbia, uccise il fratello e su quel sangue eresse il suo futuro regno”.

 

Muri, barriere, sbarramenti. Da sempre e ancora. Muri che dividono, che separano, alimentando odio e incomprensioni. Ma anche muri che occultano, nascondono, sottraggono alla vista i problemi…muri per non vedere, né sentire il grido di protesta ed il dolore degli altri popoli. E ancora muri…di omertà e silenzio, di reticenza e paura Muri di incomunicabilità e di incomprensione, barriere di disprezzo e indifferenza, di infamia e intolleranza.

 

Ricordo quel giorno, nel lontano 1989, quando vidi distruggere, insieme a milioni di telespettatori, il lungo e infamante muro di Berlino costruito durante la Guerra Fredda tra Unione Sovietica e Stati Uniti . Era stato eretto da 60.000 soldati tra il 12 e il 13 agosto 1962 lungo un tracciato di 160 chilometri. Quella barriera, alta 4 metri, finì per separare un popolo sottomettendolo ai propri fini politici ed economici. Migliaia di famiglie rimasero divise per diversi decenni, vivendo l’orrore ed il dolore di quella lacerazione. Molti tentarono di oltrepassare il muro, pochi ci riuscirono, altri persero la vita sotto i proiettili delle guardie o sui campi minati della Germania Est. Riassumere in poche parole l’emozione di quel giorno è impossibile. Ogni picconata data aumentava la nostra euforia e ci abbiamo creduto che quella fosse una data che avrebbe segnato un’epoca. Eravamo orgogliosi testimoni di un evento storico mondiale e speravamo che da quelle macerie sarebbe sorto un mondo migliore!

 

Ma gli uomini non hanno memoria. Non sanno mettere in atto gli insegnamenti che la Storia consegna loro ed al passato si rivolgono solo quando fa comodo. Così, nel mondo si continuano ad erigere muri, senza che l’opinione pubblica registri nemmeno più l’evento. Rientra nelle normalità, nella quotidianità mediata dai telegiornali. Io ci voglio provare a renderli visibili. Non è una gran cosa, probabilmente non servirà nemmeno a niente. Li citerò a caso, così come vengono…senza un ordine cronologico. Sono molti. Troppi. Così saranno l’occasione per una serie di post sull’argomento e per avviare una riflessione sul dramma dell’immigrazione.

 

Comincio da Ceuta e Melilla, due piccole enclave spagnole in Marocco, trasformate in basi militari per la posizione strategica che occupano nel Mediterraneo. Nel 2000, l'Unione Europea ha stanziato 300 milioni di Euro per la costruzione di una barriera di filo spinato elettrificato al confine tra le enclave spagnole e il Marocco, con lo scopo di contenere l'immigrazione clandestina. Le misure legislative anti-terrorismo hanno agevolato l’applicazione di queste misure restrittive che, in palese violazione di tutte le convenzioni internazionali per i diritti umani, riducono a zero le misure di accoglienza. Questo rende ‘accettabile’ che la polizia di frontiera spagnola spari su civili inermi che tentano di entrare in EuropaIl Marocco, nel 2002, ha chiesto ufficialmente davanti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite la restituzione della sovranità sulle due enclavi, ma per adesso non c’è nessuna novità. Le due cittadine costituiscono l’ultima frontiera meridionale tra Europa e Africa e, proprio per questo motivo, vengono prese d’assalto dai disperati di turno che tentano di fuggire dagli scenari di guerra, fame e miseria africani. Nella zona di Melilla c’è una radura chiamata Pinares de Rostrogordo, dove la rete di recinzione è alta solo tre metri. Nella boscaglia vivono centinaia di famiglie che bivaccano in attesa dell’occasione buona e, quando credono di notare un allentamento della sorveglianza, escono correndo dalla boscaglia e assaltano la rete con tutto quello che capita: scale, corde, ramponi, rami d’albero. Ma la recinzione è dotata di sofisticati strumenti di controllo e i gruppi vengono immediatamente individuati , ricacciati indietro, braccati come cani, inseguiti con gli elicotteri, pestati. Viene loro stracciato il documento di identità, a cancellare non solo un’identità, ma qualsiasi velleità di fuga futura!

Senza titolo 1297


Se non li conoscete
di Fausto Amodei


 



Se non li conoscete guardateli un minuto
Li riconoscerete dal tipo di saluto
Lo si esegue a braccio teso mano aperta e dita dritte
Stando a quello che si è appreso dalle regole prescritte
È un saluto singolare fatto con la mano destra
Come in scuol elementare si usa far con la maestra
Per avere il suo permesso ad assentarsi e andare al cesso
Ora li riconoscete senza dubbio a prima vista
Solamente chi è fascista fa questo saluto qui



Se non li conoscete è norma elementare
Guardare la maniera con cui sanno marciare
Le ginocchia non piegate vanno al passo tutti quanti
Chi sta dietro dà pedate nel sedere a chi sta avantij
Chi le piglia senza darle è chi marcia in prima fila
Chi le dà senza pigliarle siano in dieci o in diecimila
È chi un po’ meno babbeo sta alla coda del corteo
Ora li riconoscete senza dubbio a prima vista
Solamente chi è fascista marcia in questo modo qui




Se non li conoscete guardategli un po’ addosso
L'organica allergia che c'hanno per il rosso
Non gli riesce di vedere senza scatti di furore
Fazzoletti o bandiere che sian di questo colore
Forse tu li paragoni a dei tori alle corride
Ma son privi di coglioni e il confronto non coincide
Si è saputo da un'inchiesta che li tengon nella testa
Ora li riconoscete come se li aveste visti
Solamente dei fascisti sembran tori ma son buoi



Se non li conoscete guardate quanto vale
Quel loro movimento che chiamano sociale
Movimento di milioni ma milioni di denari
Dalle tasche dei padroni alle tasche dei sicari
Già eran chiare ad Arcinazzo le sue vere attribuzioni
Movimento ma del cazzo come le masturbazioni
Fatte a tecnica manuale con la destra nazionale
Li riconoscete adesso che sapete chi li acquista
Solamente chi è fascista sa far bene da lacchè
Se non li conoscete guardate il capobanda
È un boia o un assassino colui che li comanda
Sull'orbace s'è indossato la camicia e la cravatta
Perché resti mascherato tutto il sangue che lo imbratta
Ha comprato un tricolore e ogni volta lo sbandiera
Che si sente un po’ l'odore della sua camicia nera
Punta a far l'uomo da bene fino a quando gli conviene
Ora lo riconoscete Almirante è sempre quello
Con il mitra e il manganello ben nascosti nel gilet



Se non li conoscete pensate alla lontana
Ai fatti di Milano e di Piazza Fontana
Una volta andavan solo con 2 bombe e in bocca un fiore
Mentre adesso col tritolo fan la fiamma tricolore
E ora rieccoli daccapo contro la democrazia
Con un dì con la Gestapo ora invece con la CIA
Concimati dalle feci di quei colonnelli greci
Ora li riconoscete stì fascisti sté carogne
Se ne tornino alle fogne con gli amici che han laggiù


 Ma che raza  di  destra   democratica  e moderna è  questa   tanto sbandiertata  da Fini  ?  Ma perchè  fini  non  espelle dal partito  tale  gente   , facenso vedere  che  la  sua  conversione verso uan destra moderna  , e democratica   è vewra  e non falsa  o di facciata   come è dimostrato  dall'ennesimo  insulto  . Alla bibìndi in questo caso .
legete  cosa hanno detto : <<
La Bindi? Non può avere il ministero della Famiglia, è lesbica”. >> Questa è l’ennesima dichiarazione di un esponente del centro-destra. In pratica una una dichiarazione “elevata” un giorno si e un giorno no. Dopo la gaffe di Berlusconi sugli italiani all’estero, il centro-destra colleziona l’ennesima figura becera( per non dire  volgarità )  A regalarci l’ennesima perla di saggezza ci pensa il senatore di ANMaurizo  Saia. Per Saia la Bindi non potrebbe ricoprire il ministero della Famiglia poiché incapace di comprendere il concetto stesso di famiglia: infatti, dice Saia, la Bindi è lesbica. E con questo? Ci troviamo di fronte all’ennesima discriminazione da parte di una destra maleducata , rozza ,  omofoba  . Dopo il “meglio fascista che frocio” della Mussolini, dopo i “culattoni” di Tremaglia, aggiungiamo anche questa nel novero delle frasi della vergogna. Tutto ciò avviene a dimostrazione del fatto che questa destra è intollerante, violenta, reazionaria( ovviamernte senza  sparare nel  mucchio cioè fare  generalizzazioni perchè in mezzo alla  merda posso eserci dele perle )  altro che liberale e democratica coem voglioni farci credere . Il liberalismo e la democrazia queste persone non sanno proprio dove sono di casa. Ma neanche l’educazione e lo stile. Lo stile, anzi, è quello tipico fascista. Inoltre questa destra ha dimostrato di saper parlare solo di "froci" e lesbiche e di non essere stata mai in grado di parlare dei reali problemi del paese.Questi scaricatori di porto si sono confrontati con una vera signora che ha risposto ironicamente e con uno stile, uno spirito e una sagacia, che molti si sognano : “Mi dispiace per il senatore Saia ma anche se, per scelta personale, ho rinunciato a sposarmi mi piacciono gli uomini educati, rispettosi delle donne, intelligenti e possibilmente belli. Tutte qualità che il senatore di An non possiede. Non avrei nessuna difficoltà a dichiararmi omosessuale se lo fossi. E' evidente che le parole di Saia tradiscono la mentalità discriminatoria retaggio della sua storia politica e dimostrano l'imbarbarimento del confronto politico”. Questa è una vera signora. A parte la caduta di stile del senatore Saia, quello che traspare è il rigurgito fascista che a volte riemerge dagli uomini di AN. Troppo tardivo a mio avviso  è stato l’intervento di Fini che ha definito Saia un “imbecille” , ora  faccio mio l'intervento   nelel lettere di repubblica  : << se per  Fini Saia  è  una persona di tal gnere perchè  lo ha  nominato parlamentare  visto che  con la nuova legge /( quella con cui si è votato )  ad essere messi in lista   ci hanno pensato   le segreterie del partito . Noi  un imbecille cosi non lo avremo votato >> . Cosi pure  è ipocrita se non grottesco  quella  dello stesso Saia che dopo le scuse di Fini il sen. Saia ha detto:«Il presidente Fini ha ragione, la mia è stata una leggerezza. Per scusarmi manderò alla Bindi un mazzo di fiori». Trovo questa frase quasi peggiore dell'insulto. Se escludiamo l’intervento di Follini  (  non capisco  perchè  non se  ne  và nel gruppo misto anzi che stare con questa destra  )  : <<"L'aggressione del senatore Saia a Rosy Bindi è la perfetta rappresentazione di tutto quello che il centrodestra non dovrebbe mai fare",e di alcuni esponenti della nuova DC, nessuno del centro-destra si è espresso sulla vicenda. Attendiamo azioni disciplinari nei confronti di Saia ma non ci illudiamo che certi atteggiamenti siano solo manifestazioni isolate. Ricordiamoci di quello che ha dovuto subire Luxuria durante la campagna elettorale. Ora a vorrei sapere perchè la c.d. "destra" è tanto interessata a conoscere cosa succede nelle camere da letto altrui....e non  si guarda nelle proiprie  , per parafrasare il vangelo  vedono  la pagliuzza nell'occhio delloro vicino ma   la  trave nel loro   Infatti mi sa che questa destra "cialtrona" è tutta ... vizi privati e pubbliche virtù  , ecco  cosa  gli risponde  Franco Grillini dei Ds  e presidente onorario ell'Arci Gay : <<  Sappiamo che Rosy Bindi non è lesbica, e che se lo fosse non avrebbe problemi a dirlo. Hanno problemi, al contrario, tutti quei parlamentari omosessuali di an e del centro-destra costretti a nascondersi e ad avere una doppia vita >>. E allora, domanda il deputato della Quercia,  << perché Saia non ce ne parla del dramma che vivono? Non è accettabile neppure l'idea che un omosessuale non possa ricoprire la carica di ministro >> . Io sono come gli elefanti ho memoria lunga, li aspetto al primo passo falso per farmi due risate.Certo che il sopravvivere del omo masculo e virile di memoria da ventennio mi fa sorridere (ma mi preoccupa).Cafoni, volgari, cialtroni, incivili, grezzi, e, dulcis in fundo, ignoranti.Questa è la civiltà che ci volevano proporre?
A voi  l'ardua sentenza





Senza titolo 1296


Nelle notti senza luce,
quando le stelle
danzano con la luna,
e giacciono le fronde
dei ramoscelli celati,
io mi sento priva
d’ amore e di passione.

Priva di suoni…
Priva di luce
Priva di sogni.
Pazzo pendolo che esegue
remoti tempi morti.

Io canto il tuo nome
nell’ oscurità greve e spenta,
non odo il suono dei tuoi baci
lontani più che mai,
più lontani del cielo
e più dolorosi di un turbolento temporale.

Ti amerò dunque!
 Più di sempre…

Nel silenzio della bruma che si slega
nella quiete del fiamma ormai spenta
 e nella serenità dell’onda leggera
 che accarezza la mia pelle.


Silvana