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06/02/19

quando il vaff è un arte ed non volgarità . il caso di :Eleonora Boi che asfalta un commento sessista

Passi pure 😒😖  ,  anche  se  un po'  maschilista  da    uomo beta     il termine  bella  figa  \  fica  o  bella  gnocca  . Ma   tale  frase   la  trovo   disgustosa  ,  e che .....   😡💥💨 non  siamo  tra  uomini    e in privato  .  Un minimo  di  autocontrollo del proprio testosterone  .

  da   https://youtg.net/v3/canali/storie/

Culurgiones e commento sessista, Eleonora Boi fulmina il follower




CAGLIARI. Che i social abbiano aperto le gabbie dello zoo è un dato di fatto. Soprattutto quando una bella ragazza, magari nota nell’ambiente televisivo, condivide la sua quotidianità con i fan. Basta una scollatura più profonda per scatenare il circo di commenti beceri, cafoni e rivoltanti. Se ne contano migliaia in una singola foto. Impossibile rispondere a tutti, tanto meno rimuoverli. Certo è che ogni tanto bisogna dare una “lezione” a chi continua a far dilagare il fenomeno (chiamasi, se vogliamo, cyberbullismo).
Forse avrà pensato proprio questo la giornalista sportiva Eleonora Boi, cagliaritana e volto noto di Sport Mediaset, quando ha deciso di rispondere a uno dei suoi follower, autore di un commento a sfondo sessuale sotto la sua ultima foto. Nello scatto, la Boi sorrideva nella cucina della sua casa in Sardegna, mostrando fiera i culurgiones appena cucinati. “Pranzo della domenica, culurgiones al sugo fatti in casa”, ha scritto su Facebook. Fin qui tutto normale. Se non fosse per quella scollatura che ha fatto aprire le gabbie, appunto. E i soliti utenti si sono scatenati con frasi ripugnanti.
La Boi ne ha individuato uno, però: nella foto profilo abbracciava sorridente sua figlia. Così non ci ha pensato un attimo e ha risposto: “Ma con la foto di tua figlia? Ma non ti fai vomitare da solo? Quando le scriveranno a lei ste porcate chissà quanto ti piacerà”. Una presa di posizione della bella giornalista sarda che ha fatto esplodere di orgoglio le donne sul web, soprattutto nell’Isola: “Le sarde si distinguono sempre”, “Colpito e affondato, brava Eleonora”, e ancora “Hai tutta la mia stima”.


CHE ROTTURA DI ... PRIVACY . SE UNA \ UNO SCRIVE UNA BOIATA O VIENE TAGGATO NELLA RISPOSTA NON SI PUÒ' SAPERE CHI è PERCHÉ' I MEDIA MAISTREAM E NON , LO CENSURANO OSCURANDONE NOME E FOTO . COME LO SCEMO E SESSISTA A CUI HA RIPOSTO ASFALTANDOLO LA STESSA VITTIMA DI CYBER BULLISMO .LA STESSA  ELEONORA  .

30/06/17

Il coraggio di Ilaria e la sua sfida agli insulti sul web La 31enne disabile aretina vittima di cyberbullismo



Martedì sera, Blob ha trasmesso un triste documento sulla stupidità umana: gli insulti che una giovane donna riceve quotidianamente sul suo profilo social. Insulti di questo tipo: «Miss Toscana della bruttezza», «nanoide», «handicappata deforme che suscita solo la pietà umana», «un mostriciattolo su cui sfogare le proprie depravazioni», «hai denti marci, capelli sudici e braccia lunghissime», e altri ingiurie del genere.




Ilaria Bidini, 28 anni, costretta a stare su una sedia a rotelle a causa di una malattia genetica, ha deciso di contrastare il dilagante fenomeno del cyber-bullismo denunciando in modo singolare e con

grande coraggio chi la offende e umilia quotidianamente sul web. Ha letto in pubblico tutte le cattiverie e le minacce scritte contro di lei.
Grazie alla collaborazione di Saverio Tommasi, della testata giornalistica Fanpage, Ilaria ha avuto la possibilità di girare un video (visibile su YouTube) per testimoniare la violenza e l’umiliazione cui quotidianamente è sottoposta da parte di alcuni vigliacchi che si nascondono dietro l’anonimato del sito lituano Ask.Facile dire che questi insulti si ritorcono contro chi li scaglia: sono peggio di una lapidazione perché provengono dal fondo della beceraggine, della cattiveria, della codardia umana. C’è solo da sperare che la Polizia Postale impieghi tutte le sue forze per scoprire chi sono o chi è il mascalzone: gente così non può farla franca, un moto di rigetto è indispensabile.
Una storia di violenze psicologiche continue quella di Ilaria, che nonostante tutto, si è fatta forza, ha continuato gli studi e oggi vive cercando di dimenticarsi della sua disabilità: «A scuola venivo minacciata ogni giorno, mi promettevano botte, mi facevano scherzi orrendi, come bucarmi le ruote della carrozzina, ero puntualmente vittima di scherzi di cattivo gusto…». Ce ne fossero di Ilarie!

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