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3.5.26

noi sardi. stiamo diventando razzisti e da diffidenti (. normale e. comprensibili visto. le. dominazioni straniere. subite ) siamo passati ad essere più. chiusi fino a. diventare razzisti. ? il caso di Ester. ragazza sarda. e tempiese. d'origine senegalese attaccata. solo perché porta. il nostro. costume. tradizionale.

in realtà il post d’oggi sarebbe dovuto essere incluso nella rubrica diario di bordo ma l', indignazione e la rabbia verso certa gentaglia / putribondi figuri che hanno in identità chiusa non conoscono la loro storia e cultura ( vedere video sotto ) ma soprattutto hanno rinunciato ad avere un'opinione in cambio di un padrone
che sceglie al loro posto e che non possono sbagliare perchè ormai nessuno ( o quasi )
li riesce a giudicare e vedono ( o almeno credono ) d tutto
e il suo occhio ed orecchio non distingue,
in quanto il ricordo si confonde, facendoli urlare ed accettare teorie, e morali, con la propaganda vince
con frasi sempre uguali cioè non riescono ad andare oltre al paura è la guerra e vedono nemici ovunque siano messi indiscussione la loro idea bacata d'identità .* 
Insomma mi hanno fatto scaldare e scrivere di getto questo post e condividere come altri la mia indignazione dando sfogo alla mia prolissità e logorea

Dopo questo spiegone veniamo al posto vero e proprio 

Leggo schifato  ed arrabbiato.  su fb  questi due post 

Ieri a Sant’Efisio Astou, una bambina di circa 12 anni di chiare origini africane, ha sfilato con il
costume tradizionale di Tempio Pausania. Dodici anni. Una bambina che ha scelto di partecipare a una delle processioni più antiche e sentite della Sardegna, indossando con rispetto e orgoglio un costume che evidentemente sente suo. E in tanti ve la siete presa con lei sui social.
Non trovate le parole per definirvi?
Io sì: siete razzisti. Punto. Non “persone con opinioni diverse”, non “difensori della tradizione”. Razzisti che attaccano una bambina. Questo siete.
Nascondervi dietro la tradizione è l’ultima delle vostre vigliaccherie, perché quella tradizione non vi ha mai autorizzato all’odio.
Ve la siete inventata voi, questa tradizione, per dare una patina di rispettabilità a qualcosa che rispettabile non è e non sarà mai.
Quella bambina vale mille volte ognuno di voi. E la Sardegna che io conosco e amo la abbraccia, non la respinge.
Spero che abbiate almeno la decenza di vergognarvi.



Leggo. indignato  su

Cagliari Capitale
1 maggio alle ore 20:51 · 
Chi ama la nostra terra é sempre ben accetto , chi ama la nostra terra è c'è anche nato , ha tutto il diritto di sentirsi sardo/a , perciò chi ha pensato o pensa che perché non ha origini sarde ed é anche di colore , non dovrebbe sfilare , pensa male , perché se ami il posto dove nasci e ne vai fiero e in più partecipi anche a manifestazioni per elogiare ancora di più l amore per la propria terra , devi assolutamente sentirti sardo ed esserne orgoglioso/a .... perciò sono bellissime tutte e due , brave e complimenti !

sull'ennesima polemica , ma. in realtà non lo è   visto   che  SIC  non è la prima volta  che  succede  che. un. ragazzo \a d'origini africane residenti in Sardegna e  che  vestono nelle. manifestazioni religiose. con. gli abiti  tradizionali  vengono insultati e dileggiati o  che  si  dica   che. essi.  non rappresentino le. tradizioni. 

In  sintesi


Alla Festa di  Sant  Efisio , insieme  alla. cavalcata , redentore. , ecc  la tradizione si rinnova anche attraverso i volti più giovani. Tra questi, Ester, dell’Accademia Tradizioni Popolari Città di Tempio pausania , e Astou, che con lei condivide il cammino nella processione indossando l’abito tradizionale di Tempio Pausania.

“Per noi partecipare è un modo per tramandare cultura e tradizioni – racconta Ester –. È un momento importante, che sentiamo profondamente”. Accanto a lei, Astou sottolinea il valore personale e identitario di questa esperienza: “Sono di Tempio, con origini senegalesi, e sfilare oggi a Sant’Efisio è un’occasione per portare avanti le nostre tradizioni”.

Un incontro che va oltre il gesto folkloristico e diventa simbolo di integrazione e appartenenza. Le due giovani, vestite con l’abito tradizionale tempiese, rappresentano Tranne. Che. Per. I  bigottismi. Folcloristici e. I sostenitori. Del purismo etnico. Tipo. Umbra Nighedda : << Non è sarda e non ha radici sarde >>

Esse  sono  simbolo. di una Sardegna che si apre, come riportato. dal  video  sopra   e dalla sua  racconta e si tramanda attraverso le. tradizioni  alle nuove generazioni,

una delle manifestazioni più sentite dell’isola, la tradizione diventa così un linguaggio comune, capace di unire storie, culture e identità diverse sotto lo stesso passo di festa e devozione.

  Infatti concordo con questi due commenti non ricordo in quale. pagina o account   che riporta tale fatto :

 

Elisabetta Meleddu

Ha detto che è sarda e ha origini senegalesi e non che è senegalese, dunque si sente sarda.

E se fosse nata in Senegal e si sentiva Sarda non vedo perché non avrebbe potuto sfilare.

Chi ama la nostra terra e la rispetta deve essere per noi motivo di orgoglio!!!!

Gigi Riva ci insegna, si sentiva più sardo di molti sardi,e noi lo consideriamo più sardo di molti sardi.


Michele Ruiu

Curioso come alcuni riescano a invocare la “tradizione” solo quando serve a escludere, mai quando si tratta di comprenderne il senso più profondo.


Cosi come. con  quello di  Antonella Sotgiu Saretta : << Pianeta Terra si chiama!

E’ bellissima e ci dona una grande ricchezza la varietà dei tratti somatici, delle etnie, dei colori, delle culture… presenti nel mondo. Il costume di Tempio Pausania è sempre stato uno dei miei preferiti, lo trovo molto affascinante, le donne tempiesi molto belle e questa ragazza la trovo stupenda! ❤️ >>

Quindi a chi grida allo scandalo, a chi invoca la purezza della tradizione, vorrei consigliare di leggere i libri di storia: Sant’Efisio  Efis o Efisiu in sardoElia250 – Nora15 gennaio 303) è stato un martire cristiano sotto l'imperatore Diocleziano, venerato come santo dalla Chiesa cattolica. Il suo culto è molto diffuso nel sud della Sardegna, l'isola dove subì il martirio. [....  dalla voce Sant Efisio di https://it.wikipedia.org/wiki/Sant%27Efisio  ]. 

Ci si lamenta sempre che non si vogliano integrare è poi quando lo fanno vengono criticati !! in Italia c'è gente che deve fare ordine nel proprio cervello è purtroppo c'è ne tanta di gente così sappiamo anche di che parte sono e possono. …. Questa ragazza che ha sfilato egregiamente no, invece chi aveva scarpe da tennis e cambali \ gambali  , unghie laccate di rosso, un kg di trucco, piercing e tatuaggi evidenti, gioielli made in Cina, portamento da scaricatore di porto... tutto ok, vero?

Concludo  con le parole  che mi diceva. Un vecchio  del mio quartiere  : << Chi ama la nostra terra é sempre ben accetto , chi ama la nostra terra è c'è anche nato , ha tutto il diritto di sentirsi sardo/a , perciò chi ha pensato o pensa che perché non ha origini sarde ed é anche di colore , non dovrebbe sfilare , pensa male , perché se ami il posto dove nasci e ne vai fiero e in più partecipi anche a manifestazioni per elogiare ancora di più l amore per la propria terra , devi assolutamente sentirti sardo ed esserne orgoglioso/a .... >> qualche  anno fa.  Quando al redentore ( Un altra festa  tradizionale. Sarda ) dove anni fa . Si verificano  casi del  genere  dove  un  altra ragazza. Africana  residente. In Sardegna. Aveva sflilato. Con l’abito tradizionale .sono bellissime tutte e due , brave e complimenti   continuate  cosi. !



2.12.21

Insulti razzisti all'aspirante Miss Italia: "Sei una meticcia" Dopo i messaggi d'odio ricevuti sui social, la 18enne di Terni Anna Giulia Fossatelli ha denunciato un utente anonimo: "Mi ha minacciato anche in privato"

Anna Giulia Fossatelli 

Si credeva     che    dopo   il  caso  Denny Mendez    non si dovessero ripetere    simli vergogne  . Infatti  
 Quando Denny Mendez, allora diciottenne, conquistò corona e fascia di Miss Italia era il 1996 è il nostro paese   stava iniziando  a fare  i  conti     con   quella  trasformazione   sociale  e  culturale    che    cioè   s'apprestava a diventare sempre piùà multi etnico .Infatti   da   quel  che  ricordo   la Mendez     fu  
 Una perla di bellezza, asciutta, occhi vispi, mora, riccia, carnagione scura: un modello femminile diverso da tutti quelli che l’avevano preceduto. Le cronache raccontano, come poi confermato nel corso degli anni dalla diretta interessata, che a non tutti piacque quella ‘svolta’.Ed  ora  la storia amplificata dai social   si ripete  

  da  https://luce.lanazione.it/
Denny Mendez, Miss Italia 1996, con Enzo Mirigliani,
patron della manifestazione  (Ansa)

                  Anna Giulia Fossatelli 

Una studentessa liceale, anche lei diciottenne, ternana, tra le reginette di bellezza delle prefinali di Miss Italia e già Miss Sorriso Umbria, finita sui social nel mirino di un hater per quella carnagione olivastra che, secondo l’utente, ne farebbe una “non italiana”. Quanto a basta a scatenare odio, razzismo, discriminazione. Un dettaglio, ovviamente, che i genitori siano italiani e lei ternana di nascita, mora e naturalmente abbronzata, più o meno dello stesso ‘colore’ di chi si sottopone alle lampade o trascorre una giornata estiva al mare. “Iscriviti al concorso del tuo Paese, sei una meticcia“, se n’è uscito anche così l’hater sul profilo della ragazza. Lei reagisce alla situazione con una calma olimpica, ben oltre la sua giovanissima età. “È una vicenda spiacevole ma che a me personalmente non tocca proprio per niente – spiega Anna Giulia usando il giusto piglio -. I miei genitori, per dire, sono italianissimi, ma naturalmente non è questo il punto. Penso a chi può avere un genitore straniero o un carattere più fragile del mio e che quindi può risentire di una cosa del genere. È per loro che intendo denunciare e andare in fondo a questa vicenda, affinché situazioni del genere non si verifichino più. Andrò alla polizia postale a presentare la denuncia – puntualizza Fossatelli -. Ripeto, la vicenda non mi sfiora minimamente, ho bloccato subito questa persona, che ha scritto sempre via social anche a mamma e papà. Tutte cose che non stanno né in cielo, né in terra. Con papà ha postato riferimenti religiosi, a mamma ha contestato che io avrei sfilato nuda, quando tutti sanno che Miss Italia è al massimo in costume. Che dire. Denuncio affinché non accada più”.E non è l’unica, Anna Giulia, a denunciare. Il papà, Fabrizio, è un noto avvocato ternano. “Sinceramente all’inizio non ho dato alcuna importanza alla cosa – racconta -, ho pensato si trattasse di pura e semplice invidia.  Poi però anche io sono stato contattato in privato, sempre via social, con quelli che sembrano riferimenti religiosi. Quindi mi rivolgerò alla polizia, nonché ad un collega, affinché sia fatta chiarezza sulla vicenda”. Intanto la città si stringe intorno ad Anna Giulia e ai suoi genitori, con tanti messaggi di solidarietà. Tra questi, quello del sindaco Leonardo Latini, della Lega: “Terni si sente orgogliosamente rappresentata da Anna Giulia Fossatelli, alla quale va il mio pieno sostegno per gli insulti ricevuti. Dispiace leggere certi commenti idioti e beceri nei suoi confronti.Ad Anna Giulia e ai suoi genitori va il mio abbraccio e la  mia solidarietà”
Così il Pd ternano: “Esprimiamo affetto e vicinanza a questa giovanissima ragazza, vittima dell’ignoranza e della grettezza dei soliti leoni da tastiera. Le persone viaggiano, si spostano per motivi di lavoro o di studio, ma alcuni, troppi evidentemente, ancora non sanno che esistono infinite sfumature di colore della pelle e altrettanto infinite combinazioni di caratteristiche somatiche, e attribuiscono caratteristiche negative a chi è diverso da loro“.



La giovane fa benissimo a fare come ha dichiarato di voler sporgere denuncia: «Non tanto per una questione personale, essendo italiana - spiega -, ma per le ragazze che hanno realmente origini straniere e che per questi fatti possono avere seri problemi. Queste cose devono essere denunciate perché non possono accadere» . Soperiamo che serva e questoi imbecilli razzisti lo capiscano

11.5.20

Se pensate di denigrare Silvia Romano paragonandola a Fabrizio Quattrocchi, state insultando la memoria di un italiano morto

conoscete  benissimo    la  mia  posizione su     il primo caso  , non la ripeto  ora  perchè non mi sembra  il caso   ma  sopratutto    voglio evitare  di fare   paragoni   inappropriati  a    caldo  fra  i due  casi  come  hanno ed   stanno facendo    molti in questi  momenti . Infatti  concordo  con    l'articolo sotto riportato  . 


Giornalettismo
11 maggio 2020 13:29

Se pensate di denigrare Silvia Romano paragonandola a Fabrizio Quattrocchi, state insultando la memoria di un italiano morto
Sui social è scattato il confronto tra i due casi  Si esalta la figura di Fabrizio Quattrocchi per denigrare Silvia Romano  Un insulto alla memoria di un italiano morto

«Adesso vi faccio vedere come muore un italiano». Era il 14 aprile del 2004, quando Fabrizio Quattrocchi – come riportato dall’allora Ministro degli Esteri Franco Frattini e da un video che venne diffuso qualche tempo dopo – pronunciò quella frase prima di essere barbaramente ucciso dai miliziani dell’autoproclamato gruppo delle ‘Falangi verdi di Maometto’ in Iraq. Tre colpi alla schiena e la sua morte che divenne il simbolo delle crudeltà dei terroristi che avevano rapito lui e altri tre suoi colleghi: Umberto Cupertino, Maurizio Agliana e Salvatore Stefio. Una vicenda che, ancora oggi, provoca grande ribrezzo per quel che è accaduto. È folle, però, paragonare questa storia a quanto accaduto a Silvia Romano. Eppure i social si sono scatenati negli ultimi giorni contro la giovane milanese liberata sabato pomeriggio in Somalia, dopo il suo rapimento in un villaggio – nei pressi di Malindi, in Kenya – avvenuto il 18 novembre del 2018. Oltre alle bufale e le fake news [ almeno  per ora   corsivo  mio  ]  sul suo contro – dall’essere incinta, fino all’esser complice dei terroristi (perché basta fare una rapida lettura su Twitter per scorgere la pura follia di alcuni utenti ) – c’è anche quel paragone con la sorte che toccò a Fabrizio Quattrocchi nel 2004.

Fabrizio Quattrocchi e Silvia Romani, gli assurdi paragoni social

Ricordare la memoria di quel 35enne italiano rapito e poi ucciso in Iraq nel 2004 è sacrosanto . Ha perso la sua vita mentre si trovava nel Paese arabo – nel mezzo del conflitto con gli Usa. Era una guardia giurata e lavorava per una compagnia di sicurezza. Anche su di lui – come si sta facendo ora per Silvia Romano – è stata scritta un’ampia letteratura, accusandolo di essere un ‘mercenario’. Ma sono passati oltre 16 anni e quel che resta è solo la sua morte in un teatro di guerra.

Il confronto che non ha senso

Ora, però, molte persone stanno utilizzando il suo nome per fare da contraltare a Silvia Romano. La giovane viene continuamente accusata – fortunatamente da una minoranza, ma molto rumorosa – di esser andata in Kenya per aiutare gli altri. Ebbene, pensate un po’, la 24enne stava seguendo alla lettera i proclami dei partiti populisto-sovranisti che chiedevano di ‘aiutarli a casa loro’. Un bel cortocircuito per chi difficilmente riesce a collegare la causa dall’effetto. Insulti liberi contro la giovane e rievocazione di Fabrizio Quattrocchi come figura di paragone. Ma mettere in contrapposizione le due storie serve più a fare un torto a quel 35enne che nel 2004 perse la vita in Iraq. Impariamo a lasciare in pace i morti e onoriamo la loro memoria sempre, non solo quando c’è da denigrare qualcun altro.



  

30.6.17

Il coraggio di Ilaria e la sua sfida agli insulti sul web La 31enne disabile aretina vittima di cyberbullismo



Martedì sera, Blob ha trasmesso un triste documento sulla stupidità umana: gli insulti che una giovane donna riceve quotidianamente sul suo profilo social. Insulti di questo tipo: «Miss Toscana della bruttezza», «nanoide», «handicappata deforme che suscita solo la pietà umana», «un mostriciattolo su cui sfogare le proprie depravazioni», «hai denti marci, capelli sudici e braccia lunghissime», e altri ingiurie del genere.




Ilaria Bidini, 28 anni, costretta a stare su una sedia a rotelle a causa di una malattia genetica, ha deciso di contrastare il dilagante fenomeno del cyber-bullismo denunciando in modo singolare e con

grande coraggio chi la offende e umilia quotidianamente sul web. Ha letto in pubblico tutte le cattiverie e le minacce scritte contro di lei.
Grazie alla collaborazione di Saverio Tommasi, della testata giornalistica Fanpage, Ilaria ha avuto la possibilità di girare un video (visibile su YouTube) per testimoniare la violenza e l’umiliazione cui quotidianamente è sottoposta da parte di alcuni vigliacchi che si nascondono dietro l’anonimato del sito lituano Ask.Facile dire che questi insulti si ritorcono contro chi li scaglia: sono peggio di una lapidazione perché provengono dal fondo della beceraggine, della cattiveria, della codardia umana. C’è solo da sperare che la Polizia Postale impieghi tutte le sue forze per scoprire chi sono o chi è il mascalzone: gente così non può farla franca, un moto di rigetto è indispensabile.
Una storia di violenze psicologiche continue quella di Ilaria, che nonostante tutto, si è fatta forza, ha continuato gli studi e oggi vive cercando di dimenticarsi della sua disabilità: «A scuola venivo minacciata ogni giorno, mi promettevano botte, mi facevano scherzi orrendi, come bucarmi le ruote della carrozzina, ero puntualmente vittima di scherzi di cattivo gusto…». Ce ne fossero di Ilarie!

5.6.17

kevin il ragazzo cinese ferito a tlorino durante juve -real salvato dall'intervento di un africano e Piazza San Carlo: ristorante accoglie feriti. Una cliente si lamenta perché le «hanno rovinato la cena» e se ne va senza pagare

tra le  tante stolrie   dei fatti  torino  la  stampaufficiale  ignora   storie  come  queste  considerandole banali. Oppure   le riporta  in modo incompleto e fazioso  . Ad  esempio  si parla  tanto del  banmino cinese  (  meglio italo \ cinese  visto che lotta  tra  la  vita  e la morte   è stato  salvato  da un africano






pubblicato il 5 giugno 2017 alle ore 15:07



Mohamed, 20 anni lavora come bodyguard nei locali della movida torinese. E' lui che sabato notte ha impedito che Kevin, il bambino cinese di 7 anni ricoverato in gravissime condizioni, fosse travolto e ucciso dalla gente in fuga. "Avevo una gran paura di morire, ma non me la sono sentita di lasciarlo lì"

Infatti 


La sorella: «Siamo caduti entrambi, non riuscivamo più a rialzarci. Io provavo a gridare, ma non mi sentivano.» Il bimbo è tra i feriti più gravi.E’ la storia del sogno che si tramuta in incubo. Kevin, un bambino di soli sette anni, che era andato ad assistere alla partita della squadra del suo cuore, è oggi tra i feriti più gravi di Torino.
Il bambino, di origine cinese, è una delle tre persone che ha riportato le ferite più gravi in seguito al falso allarme bomba scoppiato in piazza San Carlo a Torino la sera del 3 giugno, mentre si stava disputando la sfida tra Juventuse Real Madrid per la finale di Champions League. Era andato lì accompagnato dalla sorella ventenne, quando è scoppiato il pandemonio sono stati travolti dal mare di gente.

torino bimbo cinese
«All’improvviso si sono messi tutti a correre. Erano così tante persone. Non c’è stato nulla da fare, erano più forti di noi: siamo caduti entrambi. Non riuscivamo più a rialzarci.»
Queste le parole della giovane ragazza, dopo gli attimi di terrore in cui ha creduto di perdere per sempre il suo fratellino. La piazza era gremita di gente in pieno delirio, le ultime stime parlano di almeno 30mila tifosi. Le persone correvano, ma nessuno sembrava accorgersi dei due ragazzi in terra e del bambino che rischiava di essere, letteralmente, schiacciato a morte.
«Kevin era per terra, con tutti che lo pestavano e gli passavano sopra con il loro peso. Io provavo a gridare, ma non mi sentivano. Per fortuna un ragazzo di colore si è accorto che lì sotto c’era un bambino. Si è tuffato tra la folla ed è riuscito a prenderlo ed a tirarlo su. Era molto muscoloso e con il suo corpo è riuscito a fargli scudo. Se non fosse stato per lui, mio fratello sarebbe morto. Vorremmo tanto poterlo ringraziare.»
Continua così il racconto della sorella della vittima. Il coraggioso soccorritore ha subito portato entrambi in un luogo sicuro. Ad aiutarlo anche un altro uomo, un signore italiano. Entrambi hanno
Continua così il racconto della sorella della vittima. Il coraggioso soccorritore ha subito portato entrambi in un luogo sicuro. Ad aiutarlo anche un altro uomo, un signore italiano. Entrambi hanno condotto i ragazzi, feriti e spaventati, in ospedale.
«Ci hanno portati prima al Mauriziano poi, visto che mio fratello era molto grave, lo hanno trasferito al regina Margherita, l’ospedale pediatrico di Torino.»  ( continua  qui  .  
http://www.lineapress.it/la-storia-kevin-salvato-un-uomo-colore-lunico-si-accorto-del-bimbo-calpestato-lotta-la-vita-la-morte/  ) 

  

Un  fatto  che <<  serva da lezione. Proprio nella città che vede vomitare insulti razzisti ogni domenica nel proprio stadio spunta una bellissima storia di amore per il prossimo e fratellanza. [..]>> (  da  http://www.calcionapoli24.it/ più precisamente  qui 



Mentre  finisoc   questa  storia  eccone  un altra   più  brutta   da http://www.giornalettismo.com/archives/2219112/piazza-san-carlo-ristorante-accoglie-feriti-una-cliente-si-lamenta-perche-le-hanno-rovinato-la-cena/

Il racconto della Pastry Chef Elena Wendy Bosca: «Hanno preteso di non pagare il conto e se ne sono andati via»

Elena Wendy Bosca in shock a Torino.
3 giugno alle ore 13:14VI PREGO DI LEGGERE QUESTE RIGHE.
FINO IN FONDO.
E RIFLETTERE!!!
Questa sera sono andata con Michele e una coppia di amici a cenare nel ristorante La Smarrita. Proprio dietro a Piazza San Carlo a Torino.Una serata deliziosa e cibo buonissimo.Purtroppo però, in Piazza San Carlo, si scatena l'inferno.Un falso allarme bomba e tutte le persone che erano in piazza si riversano nelle vie e molti ragazzi spaventati e feriti entrano nel ristorante in cerca di riparo.Subito lo staff del ristorante, compreso lo chef, si sono prodigati per aiutare tutti con incredibile professionalità.Ma è successo qualcosa di veramente schifoso.
Una coppia che cenava nel ristorante in un'altra sala è stata fatta accomodare nella sala in cui stavamo cenando noi per poter fare spazio ai ragazzi bisognosi. 
Il cameriere, gentilmente, fa accomodare la coppia e spiega loro cosa fosse successo in piazza. 
La donna lo interrompe subito, seccata del fatto che fosse stata fatta spostare, dicendo: "non me lo dica. Non mi interessa"Il cameriere con imbarazzo se ne va.La coppia, dopo poco si alza e la donna, uscendo, si lamenta fortemente con lo staff (che stava prestando i primi soccorsi ai ragazzi) perché le è stata rovinata la cena e che avrebbe scritto una recensione negativa perché il trambusto le aveva rovinato la serata.Hanno preteso di non pagare il conto e se ne sono andati via.Io in quel momento ero a tranquillizzare una ragazza che aveva perso la borsa e il cellulare.E meno male!!! Perché non so come avrei reagito !!! MA SIAMO DIVENTATI DAVVERO COSÌ SCHIFOSI ?????MA CHE RAZZA DI PERSONE SONO QUESTE !!!????Spero davvero che qualcuno legga questo post e possa capire di.chi sto parlando e aiutarmi a dare un nome a quella donna schifosa !O per lo.meno, tragga insegnamento da questa triste situazione... #schifata
P.s.
Un enorme e sincero applauso allo chef Matteo Chiaudrero e a tutto il suo staff per essere stati impeccabili e hanno subito messo a disposizione tutte le loro risorse per aiutare i ragazzi.
Sta diventando virale un post della Pastry Chef Elena Wendy Bosca che era presente ieri in un ristorante a piazza San Carlo, Torino. Il ristorante in cui Elena si trovava come cliente, “La Smarrita”, ha accolto i primi feriti mentre fuori regnava ancora il caos. «Subito lo staff del ristorante, compreso lo chef, si sono prodigati per aiutare tutti con incredibile professionalità. Ma è successo qualcosa di veramente schifoso», spiega. «Una coppia che cenava nel ristorante in un’altra sala – ha aggiunto Elena – è stata fatta accomodare nella sala in cui stavamo cenando noi per poter fare spazio ai ragazzi bisognosi. Il cameriere, gentilmente, fa accomodare la coppia e spiega loro cosa fosse successo in piazza. La donna lo interrompe subito, seccata del fatto che fosse stata fatta spostare, dicendo: “non me lo dica. Non mi interessa”. Il cameriere con imbarazzo se ne va». La coppia – spiega la chef – si è lamentata fortemente con lo staff e ha preteso di non pagare il conto per via della «cena rovinata». La signora in questione avrebbe minacciato il gestore di fare una recensione negativa per il trambusto le aveva rovinato la serata. «Io in quel momento – spiega Elena – ero a tranquillizzare una ragazza che aveva perso la borsa e il cellulare. E meno male!!! Perché non so come avrei reagito».
Il post della cake designer torinese sta diventando virale.




In tanti aspettano che la cliente in questione recensisca negativamente il ristorante in questione su TripAdvisor, in modo tale che, paradossalmente, riveli così la sua identità.

I miei complimenti vanno al personale del ristorante per l'aiuto prestato alle persone in diffcolta  c'è gente   ,  leggevo  oggi su repubblica  che visto locali che chiudevano le porte in faccia alle persone che avevano bisogno di aiuto.  ed che   dovevano  tirare  le sedie  contro  le serrande  per   farsi apriere  e chiedere aiuto  
  concludo     concordando e  provando le  suie stesse   emozioni   con  

Antonella Maiello Questi sono gli esempi REALI che al mondo esiste gente di merda. Mi vergogno che elementi così abbiano la mia stessa nazionalità.

condotto i ragazzi, feriti e spaventati, in ospedale.

2.4.17

ALATRI, ANIMALISTI ESULTANO PER LA MORTE DI EMANUELE: "UN CACCIATORE IN MENO

Ora capisco che l'odio è presente nel mondo ed in tutti noi  come dice  questa leggenda    dei nativi americani  



 e che sta a noi decidere se fare come suggerisce Errico Malatesta in Diminuire il dolore umano (per quanto possibile)
o  continuare odiare .
Sia  che  scegliamo   l'odio  o  l'amore  , no dobbiamo  di smettere  d'essere  duri  senza  perdere  la  tenerezza  e  la pietà ed  il rispetto  verso  gli altri  anche nella loro morte  . Ed  è  questo che propongo oggi  .



  da    www.leggo.it   del  Giovedì 30 Marzo 2017, 13:10

C'è chi tira in ballo il karma, chi dice di non provare la minima compassione e chi addirittura esulta. Non ci sono solo reazioni di dolore e di sgomento di fronte alla morte di Emanuele Morganti. Il giovane massacrato in discoteca ad Alatri, infatti, aveva la passione per la caccia e la pesca. Lo dimostrano anche le foto che lui pubblicava sui social, e che non sono sfuggite nemmeno ad alcuni animalisti intransigenti e poco umani. «Non posso provare pena anche se l'hanno ucciso a 20 anni, era un cacciatore e anche lui ha ucciso prima di farsi fare la pelle», ha scritto una donna su Facebook. Non è un tono isolato tra diversi commenti sui social. Sotto le foto
del giovane, sotto gli articoli che lo riguardano, sotto ogni discussione sull'orribile delitto di Alatri, i commenti degli animalisti integralisti non si risparmiano e non si fermano nemmeno davanti al dolore per la morte senza senso di un ventenne.
Fra i primi ad accorgersene, gli admin del gruppo satirico Facebook 'Anche i vegani muoiono', che hanno scovato e pubblicato uno dei tanti post sul ragazzo - quello di Sarah, ad esempio, che alla foto di Emanuele sorridente mentre mette in bella mostra una carpa appena pescata commenta: "Emanuele è stato ucciso. Il pesce anche" -, dando vita a una vera e propria raccolta di screenshot agghiaccianti da parte degli utenti, ora impegnati a segnalare qualunque tipo di comportamento scorretto nel nome di Emanuele.

L'immagine può contenere: sMS

perchè  (  dal mio facebook  )



Francesca Stangoni Questi non sono animalisti. Questi sono coglioni
Mi piace · Rispondi · 6 · 20 h
Giuseppe Scano Esatto
Mi piace · Rispondi · 1 · 19 h
Sonia Oggiano · 14 amici in comuneO animali direttamente
Mi piace · Rispondi · 1 · 16 h
Giuseppe Scano Infatti Sonia Oggiano anche l'uomo è animale
Mi piace · Rispondi · 1 · 5 h
Sonia Oggiano · 14 amici in comuneMolto peggio...a volte....

ha  ragione    ormai è una guerra    senza  nè  vinti nè vincitori

Maria Caterina Piga Al mio via scateniamo la guerra tra poveri!!!!!! Carnivori contro vegani, animalisti contro cacciatori, bianchi contro neri, alti contro bassi..... E nel frattempo LORO ci incul....tutti!!!!!


30.5.16

Valentina Piccini, mamma blogger, allatta in pubblico ma viene insultata sui social: "Ostenti il seno". Lei: "Donne, a volte fate pena"

da L'Huffington Post del 29/05/2016 13:01


Insultata sui social per aver postato una foto mentre è al ristorante e allatta il suo bambino. E' quello che è capitato a Valentina Piccini, blogger 34enne che cura il sito Mamme a Spillo, attaccata su instagram perchè avrebbe, a detta di alcuni, ostentato e provocato. "Altre persone stanno magari cenando ed hanno diritto di non voler assistere ad un atto intimo come quello dell allattamento...ci sta...Il pudore o il fastidio per qualcosa di intimo è qualcosa di molto soggettivo. .. quindi nel dubbio io eviterei o allatterei con un foulard. Tutto qua. È convivenza civile", scrive un utente.
La maggior parte dei commenti è di solidarietà verso Valentina Piccini: "Lascia stare i maligni e allatta dove vuoi e condividi con tutte noi questi momenti di meraviglia!!. Oppure: "Ostentazione ??? Ma la gente non sta bene ! Quelle che scrivono certe cose sono povere donnette rosicone e frustrate senza cose intelligenti a cui pensare, probabilmente piene d'invidia... E poi se hanno da criticare perché ti seguono ? Continua così Vale che sei una grande!". E ancora: "Quando leggo certi commenti rimango esterefatta ....poi capisci il comportamente dei ragazzi del giorno d'oggi persone con cervello zero arrivate e partorite da persone senza cervello!!!".



Ma è la sua risposta a chiudere definitivamente la polemica nata sui social network. Con un post su facebook la blogger dice:
Oggi sono stata MASSACRATA per questa foto su Instagram.
Era la prima uscita "ufficiale" di mio figlio e volevo dire "donne non chiudetevi in casa, quello che fate in casa con un neonato potete farlo anche fuori. Mi hanno tacciato di OSTENTAZIONE del seno, di PROVOCARE, addirittura una ha detto "è tuo diritto allattare, ma è mio diritto mentre sono al ristorante che tu non lo faccia mentre io mangio". Donne, io sono sempre molto pacata ma stavolta ve lo dico e date pure la colpa agli ormoni: se vedere qualcosa di sessuale in questa foto, se ci vedete una provocazione, se provate schifo a vedere un neonato allattato dalla sua mamma mentre voi mangiate le tagliatelle... Avete dei problemi. Seri. E ve lo dice una che l'allattamento non lo ama nemmeno ma che in questa foto vede soltanto tenerezza. E tranquille, se voglio far vedere le tette mi faccio un profilo Instagram magari come uno dei vostri, con magliette attillate o bikini. PORACCE.

Giornalismo. d'accatto e sempre più trash il caso Garlasco

 Lo so che  come me ,  che  seguo il  caso  fin dall'inizio tale  caso di mala. giustizia .  e  seguo la. cronaca nera soprattutto  quel...