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giovedì 14 maggio 2009

Il caos


Comprendo la fatica del nostro Giorgio Schultze. A parte la normale campagna elettorale, è costretto a emettere comunicati tutti i giorni praticamente su qualsiasi argomento. Non che non sappia replicare (tutt'altro): è che, molto spesso, si ha l'impressione di dover ripetere delle ovvietà, all'apparenza assodate e lampanti per tutti. Ma così non avviene: non in Italia. Alla Camera passa il primo sì al cosiddetto "decreto sicurezza"; il Presidente del Con(s)iglio, per cinismo puro, rispolvera un frasario degno della "Difesa della Razza" ("Non vogliamo un'Italia multietnica": meglio i cretini puri, certo), fra l'altro anacronistico e surreale dato che siamo multietnici da diversi decenni, per non dire da sempre; e a Schultze non rimane che invocare l'aiuto dell'Onu contro questo "governo".


Schultze alla manifestazione per i rifugiati politici, 9 maggio 2009.


Così ci siamo ridotti: a rimediare figure barbine di fronte alla Comunità internazionale, ma noi "tiriamo diritto" imperterriti, col sostanziale silenzio-assenso di quelle forze che, in nome dei valori irrinunciabili, tempo addietro avevano fatto tanto strepito.


A quanto risulta, per il popolo del Family Day (chi lo ricorda più?), già clamorosamente latitante al tempo della pseudo-riforma Gelmini e del tutto indifferente al dramma della disoccupazione e delle ripetute ingiurie di Brunetta ai lavoratori (l'ultima, l'8 maggio scorso), il rispetto dei diritti umani fondamentali si può negoziare. Eppure anche in questo caso si sfaldano famiglie, probabilmente molte di più di quanto non avrebbero fatto i Dico; ma, da quelle parti, non si muove foglia. Tutto tranquillo, tutto a gonfie vele.


In realtà il card. Tettamanzi ha parlato, e bene, pochi giorni fa. Noi Siamo Chiesa invita il mondo cattolico a mobilitarsi sugli immigrati con la stessa passione impiegata in passato per il caso di E. E.. Ma la critica più sferzante alla complice passività dei cattolici arriva da un giovane cristiano (si noterà la differenza) d'una provincia sarda, che senza mezzi termini parla di "scelleratezza" del "governo". Per quanto ancora saremo tiepidi? Per quanto ancora fingeremo di scambiare la solidarietà col buonismo (particolare non indifferente, nella seconda metà del 2008 sono entrati il doppio di clandestini rispetto alla seconda metà del 2007, quando il Paese era guidato dall'aborrito Prodi)?


Guai ai tiepidi, promette infatti, implacabile, l'Apocalisse. Ma l'Apocalisse riguarda Dio. Qui contano interessi di bottega. E' vero, la Cei indirizza al Cavaliere qualche formale e sommesso rabbuffo, ma è noto che nulla e nessuno scalfirà il suo patto d'acciaio con la destra trionfante, almeno fin quando le converrà. Lo ha chiosato con efficacia una vecchia volpe clericale, Francesco Cossiga - in questi giorni impegnato assieme al fascista Ciarrapico a tuonare contro le coppie di fatto - a proposito della sospetta indulgenza del Vaticano verso le "scappatelle" berlusconiane: "Alla Chiesa importa molto dei comportamenti privati, ma tra un devoto monogamo che contesta certe sue direttive ed uno sciupafemmine che le dà invece una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupafemmine. Sant'Ambrogio disse non a caso 'Ecclesia casta et meretrix'" ("Repubblica", 10 maggio 2009). A parte l'utilizzo, classicamente diabolico, di ricorrere a citazioni sacre del tutto decontestualizzate, la "filosofia" vaticana è tratteggiata con lucidità e applicabile con disinvoltura a qualunque situazione.


E c'è altro. Impastocchiandoci coi deliri sui pericoli del "meticciato" i nostri inossidabili statisti ci stanno rifilando una rinnovata, massiccia dose di nucleare, in un periodo storico in cui tutti gli altri Paesi, Usa compresi, promuovono l'energia pulita. "Una decisione, oltre che pericolosa, sciocca e inutile - riflette ancora l'infaticabile Schultze. - Nucleare (e riarmo) non risolvono la crisi energetica, ma contribuiscono ad aumentare fame e disoccupazione, poiché il denaro speso per queste spericolate iniziative viene regolarmente sottratto ad altri settori molto più bisognosi".


Giorgio discuterà di questo tema oggi a Novara. Chi può, non manchi all'appuntamento.






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N. B.: Abbiamo ricevuto alcune lettere di cattolici riguardo alla posizione di Giorgio Schultze sull'omofobia. Essi sono sinceramente schierati a fianco degli omosessuali contro le discriminazioni e hanno sottoscritto e/o partecipato alle veglie, ma si dicono perplessi su alcuni passaggi riguardanti le unioni e la differenza sessuale. Essi non possono "non tenere conto dei testi di Genesi 1-2 riguardo all'importanza della polarità femminile-maschile che è anche esperienza comune, vissuta da tutti in qualsiasi epoca e qualsiasi cultura anche se con diversa intensità, e che oggi tende ad affievolirsi, quasi fosse una linea di demarcazione con confini labili e mutevoli. E' da notare che tale polarità resta anche nell'esperienza omosessuale e non solo per la definizione stessa di omosessualità come una mancata polarità" (don Valter Danna, Fede e omosessualità, ed. Effatà 2009). Si tratta d'un tema serio che troppo sbrigativamente viene accantonato se non ignorato dagli interlocutori. Un confronto serrato e onesto ci sembra la strada migliore per superare reciproche diffidenze. Invitiamo pertanto a contattare Giorgio a questo link, ponendogli tutte le domande del caso.

venerdì 8 maggio 2009

I nuovi "ariani metropolitani"!



Matteo Salvini, vicecapogruppo della Lega a Palazzo Marino: Metrò per soli milanesi . E io, col mio cognome calabro, cosa faccio? Sto seduta su una chiappa sola?










Intanto, sempre la Lega intona dei peana per essere riuscita a ricacciare in Libia una barca di disperati che fuggivano da Paesi in guerra. Di governo razzista e violento parla apertamente Giorgio Schultze.





Ma ognuno ha i concittadini che si merita. E Rosa Parks non ha mai abitato qui.



Daniela Tuscano
















giovedì 26 febbraio 2009

MEGLIO ATTIVI OGGI CHE RADIOATTIVI DOMANI


Due problemi straordinari segnano il nostro tempo:
A le fonti fossili (petrolio innanzitutto) sono in esaurimento
B la combustione dei fossili ha aumentato l’anidride carbonica (CO2) nell’aria che ha provocato l’aumento della temperatura sul pianeta

PER FAR FRONTE A QUESTI PROBLEMI STRAORDINARI È NECESSARIO:
A sviluppare in modo massiccio fonti rinnovabili di energia (solare, fotovoltaico, eolico) che devono essere promossi con incentivi pubblici e l’utilizzo della leva fiscale.
B ridurre i consumi di energia favorendo i mezzi pubblici,le biciclette, riutilizzando le risorse, diminuendo i rifiuti
C aumentare l’efficienza energetica con la riqualificazione degli edifici e degli elettrodomestici

CIÒ CHE NON SI DEVE ASSOLUTAMENTE FARE
È RITORNARE AL NUCLEARE CIOÈ COSTRUIRE NUOVE CENTRALI NUCLEARI COME VUOLE FARE IL GOVERNO BERLUSCONI.

Dobbiamo rifiutare il nucleare, come abbiamo già fatto nel referendum del 1987 perché:
1 le centrali nucleari hanno costi molto elevati (5 miliardi di euro l’una) che gravano sulle nostre finanze e richiedono tempi di costruzione molto lunghi (10 anni circa)
2 le centrali nucleari continuano ad avere problemi di sicurezza per le popolazioni (in questi anni ci sono stati tanti incidenti nucleari che spesso vengono sottaciuti). La radioattività è una delle cause dell’aumento di leucemie e tumori
3 le centrali nucleari hanno problemi di smaltimento delle scorie radioattive e del materiale nucleare (non abbiamo ancora smaltito le scorie delle centrali nucleari di 30 anni fa. Nella bolletta alla voce A2 paghiamo una retta per il loro smaltimento. Nessun Comune le vuole sul suo territorio)
4 l’uranio che serve per le centrali nucleari è una risorsa in via di esaurimento (ci sarà solo fino al 2050) e costa moltissimo, richiede molta energia per estrarlo
5 le centrali nucleari richiedono enormi quantità d’acqua, un bene che sta scarseggiando
6 le centrali nucleari producono CO2 durante l’estrazione, il trasporto, la purificazione e l’arricchimento dell’uranio ( gli impianti di arricchimento utilizzano impianti a carbone), durante la costruzione delle centrali e nella fase di smantellamento
7 il nucleare civile è legato al nucleare militare, espone quindi il mondo a rischi di proliferazione delle armi nucleari e al terrorismo (è l’argomento che viene portato contro l’Iran)
8 il nucleare civile è un modello che richiede sistemi di gestione autoritari, centralizzati ed antidemocratici. Non a caso le centrali nucleari civili vengono considerate alla stregua di siti militari.


Coordinamento Nord Sud del Mondo

Diciannoverde

lista Uniti Dario Fo zona 8

lunedì 3 novembre 2008

Berlusconi in salsa "obamiana": una patetica messinscena








Leggo su "Repubblica" una spericolata affermazione del ministro Frattini: "I punti di contatto tra Berlusconi e Obama si notano: ho sentito fare discorsi a Obama basati molto sugli ideali, che si concentrano su alcuni pensieri chiave. Questo modo di comunicare è simile a quello di Berlusconi. Poi Obama insiste sul concetto 'buy american', comprate americano, investite sul nostro Paese. Ciò che fa anche Berlusconi". Sebastiano Messina, sempre su "Repubblica", l'ha svillaneggiato a dovere, ricordando che effettivamente anche Obama, come Berlusconi, ama il mare, porta scarpe allacciate, usa il dopobarba, scrive con la penna e beve caffè. Noi potremmo aggiungere che anche Hitler si basava su ideali e su alcuni pensieri chiave: a suo modo, certo, ma sempre di ideali e di pensieri chiave si trattava; se ne dovrà forse dedurre che i discorsi di Hitler somigliavano a quelli di Berlusconi? (Del resto, anche il Führer aveva pensato a un reality .) E' pure vero che Berlusconi, come Obama, ci invita a "buy american", infatti ha spesso dichiarato che lui sta dalla parte degli Usa prima di sapere se hanno torto o ragione, e che a scuola lo definivano "l'amerikano".

Un'altra evidentissima somiglianza tra Obama e il Cavaliere sta nella considerazione degli insegnanti. Per il candidato americano alla Presidenza, "ne abbiamo bisogno, sono sottostipendiati e vanno riqualificati". Esattamente ciò che pensano i ministri berlusconiani, non vi pare?

E non alludo nemmeno tanto alla prestanome del duo Tremonti-Brunetta, quanto all'immarcescibile Calderoli che, ancora sul quotidiano di Scalfari, ha concesso magnanimamente che la protesta dei precari è legittima, ma i loro non erano né sono diritti acquisiti. Quindi, tutti a casa. Semplice, per il semplicissimo - e indispensabile - Ministro della Semplificazione.

Neppure "Repubblica, comunque, ha ricordato che, fino a ieri, Berlusconi tifava per McCain, cosa del resto abbastanza logica visto il suo (di Berlusconi, non di McCain) appiattimento totale su Bush, la sua (sempre di Berlusconi) ammirazione, che quasi sconfina nell'innamoramento, per quello che reputa il più grande Presidente della Storia, visto il totale appoggio alla guerra in Medio Oriente, al riarmo, ai teocon e alla xenofobia, spesso e volentieri sfociata in aperto razzismo. Lo si può leggere (solo a mo' di esempio) qui, qui e pure qui .


Ma ora il vento (pare) mutato. Berlusconi pensa, anzi teme, possa vincere il "negro" Obama - questo il vero pensiero suo e dei suoi -, e allora eccolo festosamente schierarsi per il senatore democratico. Ebbene, trattasi di ennesima balla. Berlusconi sta con McCain. Io, detto fra noi, non sono del tutto convinta, malgrado i sondaggi favorevoli, che Obama possa farcela. Lo spero, naturalmente, ma preferisco non sbilanciarmi, forse per scaramanzia.

E se, Dio non voglia, vincesse davvero McCain? Nessun problema, Berlusca l'aveva sempre detto, e se in questi giorni pare aver affermato il contrario, è perché, come al solito, la stampa l'aveva "frainteso".


Daniela Tuscano






















lunedì 16 giugno 2008

«Benedetto Bush! Povera Chiesa! Misera Italia»


Genova, 15 giugno 2008


Tre fatti salienti segnano a carattere di fuoco la settimana appena conclusa. Il primo riguarda la visita di Bush, presidente degli Usa in scadenza, che viene ricevuto da papa Ratzinger non solo con gli onori di Stato, come si conviene da protocollo tra potenti, ma con familiarità e intimità, fino a concedere al guerrafondaio la passeggiata nei giardini vaticani, prospicienti la torre di san Giovanni dove papa Giovanni si ritirava in preghiera. Giovanni XXIII è il pappa che nella enciclica Pacem in Terris definisce la guerra «alienum a ratione», cioè del tutto insensata. Per buon peso c’è stata anche la cantatina dei pueri cantores della Cappella Sistina davanti alla grotta della Madonna della Guardia. Questa Madonna si venera a Genova, sul monte Figogna (m.s.l.m. 1000) e fu fatta predisporre nel giardini vaticani da papa Benedetto XV, al secolo Giacomo della Chiesa, genovese di nascita, che fu il papa che definì la 1a guerra mondiale «una inutile strage». A molti, anche all’interno del Vaticano, è sembrata una dissacrazione perché mai un pontefice è stato così accogliente e generosi di elogi verso un capo di Stato come Benedetto nei confronti del texano Dabliu Bush.



Giovanni Paolo II aveva definito la 2a guerra in Iraq «immorale» e rimase isolato, ma irremovibile. Ora se la logica ha una ragione, si desume che abbia dichiarato «immorale» anche chi quella guerra l’ha voluta, cercata e imposta, contro ogni fondamento di diritto internazionale perché, come gli stessi Usa oggi ammettono, avvenne su false testimonianze e false prove. Bush è un bugiardo di livello internazionale. Ricevere con tutti gli onori e intimità un omicida, un genocida, un antidemocratico, un assassino, un extra-ius come Bush, fa del papa un connivente e un complice. Di fronte al mondo dei disperati, dei poveri del sud del mondo che vedono in Bush la causa dei loro dissesti economici, governati dalla politica egoista e parassitaria degli Usa, il papa appare come colui che approva e condivide le scelte del governo statunitense. Le persone semplici non fanno tanti distinguo, ma vedono alla tv il papa a braccetto con un uomo del genere e giungono diritti alla conclusione: il papa sta con Bush non coi i poveri del mondo.

Era ancora fresca la notizia che il Vaticano aveva rifiutato per «opportunità politica» udienza ad alcuni capi di Stato partecipanti all’inutile assemblea della Fao, carrozzone iniquo che ingrassa se stesso e non risolve alcun problema. Non solo, ma alcuni mesi addietro, il papa per le stesse ragioni di opportunità aveva ritenuto di non concedere udienze nemmeno al premio Nobel per la pace, il Dalai Lama. Il popolo registra nella memoria del cuore e tira le conclusioni. Si aggiunge un’aggravante che nei colloqui pubblici e privati, dalle indiscrezioni di corte, il papa non abbia fatto alcuna critica o mosso alcun rilievo alle responsabilità di Bush per l’insicurezza mondiale e l’incremento del terrore in cui la miope politica di un uomo ignorante ha gettato il mondo intero. La modalità della visita per molti credenti è apparsa come una dissacrazione che avrà effetti devastanti per la Chiesa. Molti si allontanano dalla essa e noi preti ne raccogliamo il dolore, la distanza, la sofferenza e la croce.




La vista di Bush al papa fa da pendant a quella di Berlusconi che forte della benedizione papale, nel pacchetto sicurezza emanato il 13 giugno, ha incluso una norma che tutela i preti e/o i vescovi: «quando emerge un reato nei confronti di un sacerdote, dev’essere immediatamente avvertito il vescovo, e quando emerge un reato a carico di un vescovo dev’essere avvertito il Vaticano», superando lo stesso concordato che era più misurato. D’altronde che cosa ci si poteva aspettare da un presidente del consiglio che uscendo dall’udienza papale a double baciamo-le-mani, dichiara che «non si può non ossequiare la Chiesa», riducendo così lo spazio di libertà e di democrazia di una Stato sovrano?

Il secondo fatto è il pacchetto di provvedimenti varati dal governo il 13 giungo sulla sicurezza e le intercettazioni. Oramai siamo sicuri che lo Stato di Diritto sta morendo lentamente per asfissia sotto gli occhi di tutti e pochi si ribellano. Nemmeno l’opposizione politica parlamentare (tranne Di Pietro e l’Italia dei valori) si scandalizza limitandosi alle esternazioni di rito pur di mantenere una parvenza di dialogo che è e sarà impossibile con questo governo e la sua maggioranza. Tutti i provvedimenti sono finalizzati a blindare e mettere in sicurezza il cittadino extra legem Silvio Berlusconi e i suoi compari, alimentando la paura come sistema che diventa terrore diffuso per distogliere le attenzioni dai veri problemi che il governo non è in grado di risolvere perché non ha il senso dello Stato e delle Istituzioni. 2500 soldati dislocati anche solo nei capoluoghi di provincia che sono n. 107 fanno 23,36 soldati per provincia, cioè un insulto alla intelligenza e al buon senso. Solo gli allocchi possono cadere nella trappola mediatica del governo che mira solo a fare proclami di effetto che a risolvere i problemi reali.

Con tutta l’emergenza economica che sta strangolando il paese per gli effetti dell’allegra economia del 1° governo e 2° governo Berlusconi che finì sotto inchiesta europea per infrazione di deficit (per la cronaca: risanato da Prodi, Padoaschioppa e Visco), solo agli allocchi si può fare credere che la grande emergenza siano le intercettazioni telefoniche. Il decreto relativo mette al riparo tutta la delinquenza dai colletti bianchi e la magistratura è in ginocchio, potendo così andarsene a pescare perché ormai i reati perseguibili saranno solo quelli dei ladri di polli. Berlusconi con questo decreto si vendica dei magistrati e il paese plaude, senza accorgersi che sta passando da uno stato di libertà ad uno stato di sudditanza, da una condizione di diritto democratico ad una condizione di paese a democrazia limitata. E’ il progetto della P2 che diventa operativo. Con la benedizione dei vescovi che nulla hanno da dire, mentre invece gioiscono del nuovo clima che sta portando e porterà l’Italia alla deriva su ogni fronte.

Scrivo questa «finestra» perché resti in testimonianza a futura memoria perché giorno verrà in cui la coscienza e la morale chiederanno conto di ciò che abbiamo fatto e non fatto in questa epoca e allora non basterà solo chiedere scusa, ma ognuno dovrà assumersi le responsabilità di avere taciuto, di essere stato connivente, complice e correo. Invito i Vescovi della Cei ad andare a rileggersi il documento che loro stessi hanno scritto e firmato il 04/10/1991 come programma pastorale per l’Italia nel decennio 2001-2010 dal titolo profetico «Educare alla legalità» (v.qui : in basso a sinistra tenendo premuto Ctrl cliccare due volte su «edulega.rtf») che è forse uno dei documenti più belli prodotti in questo secolo. Esso profetizzò tutto lo sfacelo che avrebbe portato il berlusconismo prima ancora che si verificasse, quindi in tempo non sospetto. Se gli stessi vescovi disattendono i loro stessi documenti perché li scrivono in bella grafia, ma poi fanno il contrario di ciò che scrivono, come si possono presentare alla gente a chiedere credibilità e autorevolezza?

Il terzo fatto è pastorale: sabato 14 giugno è stato celebrato a Roma, nella chiesa di Santo Spirito in Sassia, un matrimonio alle spalle del Vaticano. Nulla da eccepire se due si sposano in chiesa, ma permettere che il sacramento del matrimonio venga ridotto ad una passerella mondana con foto in esclusiva, la sposa (si fa per dire!) seminuda è un insulto all’austerità sacramentale. I due nubendi non sono gente qualsiasi, ma due notori concubini (sto usando una terminologia usata spesso dalla gerarchia cattolica che difende la legittimità del matrimonio e per la quale può esistere solo il matrimonio come sacramento) pubblici: lui per la vita effimera che organizza per i ricchi in Sardegna e lei per essere famosa spogliarellista, velina, e forse adusa a vendere le sue grazie per ottenere favori. Questo matrimonio in chiesa non si doveva concedere se non a condizione che fosse strettamente privato, a porte chiuse, senza pompa, senza clamore e senza fotografi e cosa più importante con una sposa vestita. Avendolo concesso nelle modalità pagane che un certo mondo è solito vivere resta solo lo scandalo dei ricchi che anche in chiesa possono fare quello che vogliono.

 




Paolo Farinella, prete


Note a làtere:

1. Le notizie delle morti di operai sul lavoro si susseguono a ritmo sostenuto, conseguenza tragica della deregolamentazione della sicurezza sulla quale le imprese investono sempre meno, specialmente orsa che hanno un governo «amico» e la Marcegaglia si scioglie in giuggiole e bigné. Bisogna predisporre una litania di operai morti in omaggio all’art. 1° della Carta costituzionale che dichiara la Repubblica «fondata sul lavoro». Il governo è latitante perché è pressato dall’urgenza delle intercettazioni, mentre per gli operai, una volta sopraggiunta la morte «il reato si estingue» che tradotto in lingua corrente significa: chi è morto è morto e chi è vivo è vivo. Seppelliamo i morti e pensiamo ai poveri impresari che devono sopravvivere e a causa di queste morti devono tenere chiuso qualche giorno, anche le apparenze vogliono la loro parte, e ci rimettono in quattrini, caldi e freschi.
2. Molti operai morti lavorano in nero in ditte del Nord e del Sud: il nero unifica la Nazione che Bossi vorrebbe divisa. La colpa non è delle ditte che assumono in nero, ma degli immigrati che non solo lavorano in nero, contribuendo all’economia sommersa e alla evasione delle tasse, ma vengono anche ad arrecare danni gravi venendo a morire qui, mentre potrebbero tirare le cuoia al loro paese. Ingrati, non si contentano mai.
3. I difensori della «vita dal concepimento alla morte naturale», come mai sono afoni di fronte a queste morti ingiuste, indegne e orripilanti? La vita è diversa se riguarda gli immigrati o i nativi oriundi? Se così fosse vorremmo conoscere la graduatoria e la priorità.
4. Il ciellino Formigoni, vergine a suo dire, ci può dire i termini del contratto con la clinica di Santa Rita di Milano, clinica privata e lautamente convenzionata con la Regione Lombardia? Visto che siamo in argomento, l’esimio e cristianissimo presidente, mancato senatore, ci potrebbe fornire l’elenco delle convenzioni e relative competenze economiche con la Compagnia delle Opere a gestione di Comunione e Liberazione?
5. Apprendo da comunicazioni di amici che «Il Giornale» di proprietà dei Berlusconi, un giorno sì e l’altro anche chiede la mia sospensione a divinis, e questa è la prova che ormai il giornale del padrone ha perso la sinderisi se si sente minacciato (?!) da un parroco del centro storico di Genova e pretende che tutti osannino e s’inchinino al passaggio di sua bassezza (riferito alla statura – absit iniuria verbi! – ), senza se e senza ma. Poiché non leggo giornali pornografici, non leggo codesto foglio, anche se ogni tanto qualcuno mi passa qualche appunto che regolarmente cestino. Sono ansioso di essere ricevuto dal mio vescovo per potere leggere insieme a lui i miei scritti e verificarli alla luce della dottrina e della morale della Chiesa. Informo comunque per buona pace degli scribi berlusconiani che finora non sono stato mai richiamato né ho avuto appunti da parte dell’autorità di riferimento perché quello che scrivo e dico è perfettamente lecito e non sconfinano affatto dai due ambiti di competenza che sono appunti la dottrina e la morale. Ho l’impressione invece che «Il Giornale» non goda di buona fama presso gli ambienti seri, anche dentro la Chiesa.


lunedì 25 giugno 2007

nessun crack ha violato Harry Potte

nessun crack ha viilato  harry potter   . 


 da http://punto-informatico.it/

Roma
 "Hanno craccato Harry Potter", "Svelato il finale dell'ultimo Harry Potter", "Gli hacker (?) sconfiggono il mago": se ne potrebbero citare tanti di titoli con cui in tutto il Mondo in questi giorni è stato annunciato che un'email infetta ha consentito ad un hacker di accedere al testo dell'ultimo volume della saga di Harry Potter contenuto sui server della Bloomsbury Publishing fino a pubblicarne il finale, un "super-spoiler" apparentemente destinato ad impattare negativamente sulle vendite dell'ultima fatica dell'autrice. Una notizia-bomba, vista la popolarità della saga, che però non ha fondamento: il libro non è stato... craccato.
L'intera vicenda è infatti il prodotto di un'opera di sana disinformazione, quella studiata per mettere in allerta pubblico e giornalisti su quanto facilmente una news del tutto fasulla possa conseguire le prime pagine, e quanto poco ci voglia perché una bufala diventi un dato di fatto per milioni di utenti. Non è certo il primo esperimento del genere ma, vista la eco mediatica ottenuta dalla vicenda, è sicuramente uno dei più riusciti nel recente passato. "In meno di 48 ore - raccontano gli autori - una notizia fasulla è uscita su 200 quotidiani, 10mila blog, è stata oggetto di reportage televisivi dall'India all'America Latina".

In un messaggio di "smentita" spedito dagli autori di questo attacco mediatico si parla di un evento attuato utilizzando metodologie psicologiche militari (note come psyop(s)). "Vogliamo che la gente sappia - spiegano gli autori - quanto spesso sono vittime di attività psyop mascherate da parte di governi e grandi lobby economiche".

Gli autori spiegano come il metodo seguito per "colpire" con la storia di Harry Poter si sia fondato sull'utilizzo di un argomento superficiale quanto popolare per il quale in tutto il mondo si nutrono aspettative. In più ci si è messa dentro una insalata di religionel'impossibilità per l'editore di smentire la notizia ("altrimenti tutti avrebbero pensato che allora è vero"). A funzionare anche il fatto che la "notizia" sia stata "distribuita" su una mailing list utilizzata perlopiù da esperti di sicurezza e hacker e che sia arrivata da un'indirizzo email di una free webmail con una connessione protetta da Tor.
Per dirla con gli autori: "Metti insieme tutti gli ingredienti, incollali con l'inglese stentato del wannabe annoiato medio e con un minimo di descrizione tecnica del furto, anonimizza la connessione con Tor, crea un account su una free webmail e pubblica il messaggio in certi ambienti. Poi aspetta che appaia sui media mainstream, potendo contare sul fatto che Harry Potter è un argomento ben noto a gente di ogni genere, che i giornalisti amano le notizie su hacking e dintorni e che la motivazione religiosa è anche attraente".
La dimostrazione della bufala è stata inviata nelle scorse ore non solo a giornali e associazioni per i diritti umani ma anche a bugtraq ed esperti di sicurezza, per dimostrare la "potenza" delle azioni psyop, "ampiamente utilizzate da governi non democratici di molti paesi nel mondo e dalle grandi lobby politico-economiche nei paesi occidentali". "Il nostro scopo - spiegano gli autori della bufala - è stato fornire ai cittadini del mondo una prova della vulnerabilità della società dell'informazione di oggi, e di spingerli a ragionarci sopra seriamente".
A detta degli autori, dunque, psyop vengono condotte regolarmente e di continuo in tutto il Mondo, spesso con schemi assai più complessi: "Possiamo distinguere ciò che è vero da ciò che è manipolato? Sei consapevole che la guerra dell'informazione è una cosa reale e non solo un buon tema per il best seller di qualche scrittore?". Sull'intera questione degli psyop gli autori hanno pubblicato quattro PDF, disponibili qui, qui, qui e qui.
In conclusione, dicono gli autori della bufala, rivolgendosi all'autrice della saga di Harry Potter "o a chiunque altro sia interessato", se quanto accaduto fa loro piacere e se ritengono utile il nostro metodo, allora possono fare una donazione a EFF, Free Software Foundation o Tor. (l'hacker citava il Papa e un suo vecchio riferimento al maghetto della Rowling), di tecnologie e linguaggio e su tutto questo giocava

martedì 22 maggio 2007

Senza titolo 1847

Grazie STUDIO APERTO .. come faremmo senza di te



Questo è il video (tratto da scuolazoo) che ieri studio aperto ha mandato in onda dicendo che una ragazza a scuola sniffava cocaina... vedetelo e vedrete che per l'ennesima volta questo fantastico tg ha detto una cazzata!!! Questi ragazzi, infatti, fanno vedere all'inizio del filmato che la coca non centra niente... è solo creatina! Certo, sniffare creatina è comunque una cazzata ma è solo una goliardata  e niente più! Poi  ci si lamenta  dell'allarme  bullismo  .


sabato 25 marzo 2006

Senza titolo 1204

  visto lom sciopero dei tg  oggi l'unica  fonte resta indymedia  (  www.italy.indymedia.org  )   dove trovo  questa   news  essendo però dubbioso  mi chiedo  e vi chiedo  è realmente censura  o  è solo una trovata pubblicitaria  per   far   farsi pubblicità indiretta     (  cioè  parlarne pure anche  male  purchè   ne parli  )  a  un giornale in crisi di vendite  ?  Aspettandomi  censure del link  citato  riporto la vignetta  incriminata 

Dal Mucchio Selvaggio




"La copertina del "Mucchio Selvaggio" di aprile "avrebbe" dovuto riportare un disegno di uno storico personaggio del fumetto italiano. Il "catzillo" è un fumetto underground, molto famoso negli anni Ottanta, che l'autore Gianfranco Grieco ha modificato per noi facendolo assomigliare a Berlusconi, ovviamente legato a un lungo articolo che mette in guardia sul votare "Forza Italia" alle prossime elezioni politiche. Abbiamo usato il verbo "avrebbe" perché il distributore nazionale (Parrini) si è rifiutato di fare uscire il giornale in edicola. Non vuole correre il rischio di denuncie penali. Il giornale verrebbe comunque boicottato da molti distributori locali non di sinistra, il tipografo nicchia, la par conditio, rapporti con il potere etc etc. Insomma paura. Paura di ritorsioni legali, economiche e magari anche fisiche da parte del soggetto raffigurato nel disegno. La redazione trova ciò un atto di censura inqualificabile. La satira è un diritto affermato dalla nostra Costituzione ("Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione" - Art. 21). Se si va con la memoria indietro nel tempo a copertine, molto più feroci e provocanti, di giornali come il "Male", "Frigidaire" o "Cuore" ci si rende conto di come è peggiorato il rapporto tra la stampa e il potere e di quanto la libertà di espressione sia sempre meno garantita. La censura è sempre stata usata come strumento di repressione e negazione di valori e tematiche "scomode". La copertina "censurata" è scaricabile a questo indirizzo qui (  chi  sà  ancora  per  quanto , la  lasceranno )  http://www.ilmucchio.it/images_static/berl.jpg


Comitato di redazione del "Mucchio Selvaggio".

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