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08/04/18

Giro... vedo film ... vedo gente... mi muovo... conosco... faccio cose...leggo



parafrasando un famoso un famoso   film morettiano vi temngo agiornati   su di me  , facendo contenti  😁😘😜🤪  chi  mi  chiede    che  fine ha  fatto il tuo diario personale  .

 vedo  oltre report  , rai  storia  , ulisse   di piero angela  anche dei film  , l'ultimo La battaglia di Hacksaw Ridge   in streaming   in quanto risale  al 2016 . 


Un bellissimo    film  che dovrebbero vedere  anche i nazionalisti   anche  se  sarà duro per  loro  vedere  che  si  può " serive  la patria  "   anche senz'armi  . 
  Un  ottima  recensione  che  condivido è questa   di https://www.wired.it/play/cinema  che  afferma  : <<   il film   Hacksaw Ridge è un capolavoro, ma va affrontato senza pregiudizi .La retorica della guerra e dell’eroismo hanno tutta un’altra luce quando le affronta Mel Gibson, una che risplende di anticonformismo   . >>  Un   film bellissimo   anche  se  girato  (   ci sono cascato 😪😢non sono riuscito a tenere  separato  l'artista    dal suo privato )   :  dall'antisemita , razzista  , misogino  , Mel Gisbon
Esso   si basa   sulla storia vera del medico dell’esercito americano, Desmond Doss. L’uomo, un obiettore di coscienza che rifiutava l’uso delle armi, fu insignito della Medaglia d’Onore dal Presidente Harry S.Truman

Leggo   oltre  i quoridiani   di tutto . In questi giorni   ho  letto ,  in quanto  ho dimenticato  , non ricordo  dove ,  e  quindi lasciandolo a metà  ,  il libro di  jonny  di  Beppe  fenoglio  , questi due  libri  

due  fumetti  

Risultati immagini per orfani   sam n9

non riporto nessun commenti   aspetto che  sia  finita  la serie   per dare  un giudizio .gobale   sia ala  serie orfani  \  sam  , sia   all'intera  saga  Orfani    che si cncluderà salvo speciali  per  coprire  (  coperti dal romanzo Ringo: Chiamata alle armi Edizioni Multiplayer ) in versione   fumettistica    i buchi  di sceneggiatura  .


 Una donna sola nel vecchio West… Una donna giovane e attraente circondata da uomini rozzi e brutali, in un mondo governato dalla Legge della Colt. Non è una vita facile e Angela lo sa bene. Per questo ha imparato a muoversi in fretta, a blandire e sedurre, ma anche a colpire duro se ce n’è bisogno… Tutte qualità che le saranno utili quando – in seguito alla morte del marito – si troverà a vestire i panni dello sceriffo !

Un fumetto western  bellissimo  . non banale , non mitizzato(  o  almeno lo  è solo in parte  , cosa rara  quando si parla di un periodo storico   ormai  diventato mito e leggenda   )  anche  se  è latente       la nostalgia   epica  della frontiera  e del selvaggio west . Un  un western  non maschilista,  dove le  donne hanno un ruolo di  primo piano  rispetto alla  vulgata  (  storica  ,cinematografica  , ecc  )  che  le  fa passare  in secondo  piano   salvo eccezioni come  questa
 dellottimo sito   farwest.it    .
 Praticamente  si   è riusciti a mettere    su carta     e  addattarlo  al  femminile   il  film il Grinta   .  Difficile stabilire quale  versione  se  :  quella  del 2010 dei  fratelli Coen ., oppure   i due  classici  (  quello del 1969 e  il sequel   del 1975 )   con John Wayne affiancato da Katharine Hepburn. 
Un a scenggiatura postuma di  paolo morales   anche  se è    un western un po'   convenzionale .  una storia   bellissima  ed  intensa  , uno  dei pochi tentativi   di rottura  e  di decostruzione  del carattere  sessista   che  fa passare in secondo piano le donne  del west  

 due  libri  



Chi ha  ucciso  Rino  Gaetano  Il coraggio di raccontare: un'indagine tra massoneria ...  di Bruno Mautone  (  trovate  nell'archivio del blog  la mia  intervista   a Bruno   sul  suo   precedente  libro  “Rino Gaetano - La tragica scomparsa di un eroe"   )  . Un  libro meticoloso  ed approfondito   che  ha  lasciato  ,  di solito  ha  un carattere  ( vedere  la minaccia di denuncia   per  il libro precedente  ) spigoloso   ,   la  sorella  Anna  Gaetano  .  




 Altro   e  Altrove  del compagno di viaggio    Cristin Porcino 

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trovate qui sul blog una mia unervista ed alcuni suoi scritti . Un libro che raccoglie alcuni saggi dell’autore su diverse tematiche. Le riflessioni del filosofo impertinente sono pungenti, ironiche, polemiche, libere e toccano svariati episodi e personaggi come: George Michael, il testamento biologico, gli scandali in Vaticano, il ricordo di Lady D., l’assassinio di Giordano Bruno, la sessualità dei supereroi, il coraggio di Lady Oscar, l’omofobia, la parità di genere, l’infelicità, i programmi televisivi di Maria De Filippi, le canzoni di Francesco Gabbani e molto altro ancora. Porcino Ferrara c’invita ad andare oltre le apparenze e a soffermarci sul vero senso della vita.



E per concludere visto che faccio mlti errori di punteggiatura e di grammatica oltre che di spazie configurazione \ impaginazione del testo , oltre frasi fatte ed banalità assortite qui e sul mio facebook . Il libro di Claudio Giunta : Come non scrivere: Consigli ed esempi da seguire, trappole e scemenze da evitare quando si scrive in italiano
da https://books.google.it/ << Al lavoro: schede, memorandum, presentazioni. A scuola: temi, tesine, relazioni. Nel privato: post su Facebook, email personali, chat sul cellulare. Sarà anche l’epoca degli audiovisivi e della comunicazione in tempo reale, ma non abbiamo mai scritto tanto. E più dobbiamo scrivere, meno sembriamo capaci di farlo. Ma, mette subito in chiaro Claudio Giunta all’inizio del libro, «non s’impara a scrivere leggendo un libro sulla scrittura, così come non s’impara a sciare leggendo un libro sullo sci. Bisogna esercitarsi: cioè leggere tanto (romanzi, saggi, giornali decenti), parlare con gente più colta e intelligente di noi e naturalmente scrivere, se è possibile facendosi correggere da chi sa già scrivere meglio di noi». E quindi? Non potendo insegnare come si scrive, Claudio Giunta prova a spiegarci come non si scrive, passando in rassegna gli errori, i tic, i vezzi, le trombonerie e le scemenze che si trovano nei testi che ogni giorno ci passano sotto gli occhi: dall’antilingua delle circolari ministeriali alle frasi fatte dei giornalisti, dal gergo esoterico degli accademici e dei politici al giovanilismo cretino della pubblicità... Ma in questo slalom tra sciatterie e castronerie Giunta trova per fortuna il modo di contraddire la sua dichiarazione iniziale, perché insegnare Come non scrivere significa anche dare delle utili indicazioni su come si scrive: per ogni cattivo esempio se ne può trovare uno buono da opporgli, per ogni vicolo cieco argomentativo c’è una via di fuga creativa, e spesso basta un punto e virgola per risolvere una frase ingarbugliata. In questo anti-manuale spregiudicato, arguto e divertente, nella tradizione di Come si fa una tesi di laurea di Umberto Eco ma aggiornato all’era di Google, scopriamo che per scrivere bene bisogna ripartire da un po’ di affetto per la nostra bistrattata lingua italiana, ma soprattutto bisogna tenere a mente poche regole di buon senso: se scriviamo lo facciamo perché qualcuno ci legga, capisca quel che vogliamo dire e, se possibile, non si annoi a morte. Sembra facile, no? «Un vademecum istruttivo e divertente.» - Paolo Di Stefano, Corriere della Sera «Il bello scrivere? Imparalo da Borg.» - la Repubblica «Un anti-manuale che insegna a scrivere in modo corretto passando in rassegna gli errori, i tic e i vezzi dei testi che incontriamo ogni giorno... Ci aiuta a comunicare in maniera veloce ed efficace senza essere mai banali.» - Donna Moderna «Un testo ricchissimo in cui ragiona con autorevolezza, umorismo e senza arroganza su che cosa sia la lingua e come la trattiamo.» - Il Foglio «Sono convinto che la paura sia alla radice di quasi tutta la cattiva scrittura.» Stephen King «Se conosci la cosa di cui vuoi scrivere, le parole verranno da sole.» Catone il Censore «Ho letto il tuo racconto. Non mi sembra male, ma devi smetterla di usare troppi aggettivi.» Roald Dahl «La impegna di più un set con Lendl o un set con McEnroe?» «Mi impegna tutto, anche un set con mio nonno.» Bjorn Borg >>


15/03/18

L'ultima frontiera di C'è posta per te: rendere show il volto della crisi desolante spettacolo di Maria De Filippi. Che sbatte in prima serata storie di ordinaria desolazione. Non più fatti privati, ma vere e proprie colonscopie di un paese che soffre e viene ridotto ad attrazione nuda


ci manca  , ma mi sa  che  ci siamo vicini che  trasmetteranno in diretta  o  in differita     programmi   direttamente  dal cesso  , mentre  facciamo  .... plin plin oppure  ,popo popo   o   mentre  ...... copuliamo o  facciamo attività  onanistica  . Purtroppo  ha  ragione  La  Guzzanti  di cui  ho citato la canzone precedente  




 http://espresso.repubblica.it/visioni/2018/03/07/news/l-ultima-frontiera-di-c-e-posta-per-te-rendere-show-il-volto-della-crisi-1.319305?ref=RHRR-BE

Non c’è nessuna novità nel prendere 
i panni accartocciati dal cesto nello sgabuzzino e decidere di lavarli nella piazza televisiva. È talmente una solfa già vista che quasi non ci si fa più caso. Però quando l’Italietta desolante si ostina a volersi superare, come accade puntualmente tra una busta e l’altra 
di “C’è posta per te”, sorge il dubbio dell’accanimento terapeutico. Non basta più litigare davanti alle telecamere, spruzzare veleno familiare su tutto l’albero genealogico, denunciare corna 
e malefatte dopo l’arrivo del postino 
in divisa. La frontiera è stata ormai scavalcata. E si è passati a storie di ordinaria desolazione, dove la parola crisi si infiocchetta per la prima serata e viene regalata come un piatto ricco al buffet.





Così accade che ci sia una moglie povera ma onesta che per esprimere il suo amore al coniuge si presti ad elencare 
nel dettaglio tutte le difficoltà economiche che l’hanno inaridita. 
Non più fatti privati, ma vere 
e proprie colonscopie di un paese che soffre e viene ridotto ad attrazione nuda 
e cruda. Uno show che si nutre dell’umiliazione dell’altro, mentre Maria passeggia elencando come le Pagine Gialle i sacrifici a cui costringe un’ordinaria esistenza di precariato: «Trentotto centesimi per tre pacchi di pasta lunga, 59 per quattro di pasta corta. E per Natale niente casa di Frozen per la bambina, costava troppo». Nessuna dignità, nello srotolare la storia dettaglio dopo dettaglio, navigando con leggerezza tra le lacrime scomposte dei protagonisti intimiditi dalle luci. E nessun ritegno quando i bambini ricchi entrano 
in studio con mosse provate e riprovate accompagnando l’ospite di turno per regalare assegni, canzoni e cotillon 
in mezzo a trionfali sorrisi. In sintesi, 
uno spettacolo indecoroso. 
Come se la tv fosse un pagliaccio ridente capace di risollevare animi e finanze con una risata, gongolando in attesa dei dati di ascolto del giorno dopo.
Un piccolo schermo col cerone e le scarpe buffe dove chi è preso di mira è quel lato debole dell’umano pubblico che ormai ridotto ai minimi termini si presta a perdere ogni senso della misura. 
Ma quel pagliaccio in realtà è il mostro 
di IT. E prima o poi lo lasceremo 
nella busta.





HO VISTO COSE BELLE
In fondo non si chiede poi tanto a un programma tv: solo di essere brillante, visivamente gradevole, capace di raccontare delle storie, in grado di farci sorridere e perché no, emozionare. Semplice. Ed è quanto ha fatto per 
la seconda stagione Riccardo Rossi con “I miei vinili”. Su Sky arte, 
con intelligenza a 33 giri.



HO VISTO COSE BRUTTE
Luca Tommassini perché 
lo hai fatto. Il passaggio 
da X Factor ad Amici sembra un gesto da marito di mezza età che per l’illusione di una facile giovinezza 
si butta tra le braccia di una blanda ventenne. Ma un curriculum solido come il suo che razza di bisogno 
aveva di essere immerso nell’arena degli urletti formato Instagram?







14/09/16

rettifica ad " Anche un uomo colto come Augias si piega al trash . sarà affiancato dalla bimbaminkia youtuber sofia viscardi"

  post   sotto  accusa
http://ulisse-compagnidistrada.blogspot.it/2016/07/anche-un-uomo-colto-come-augias-si.html

vedendo  la  prima puntata del programma  di  Corrado  Augias  e  di come   presenta  e   chiede  anche se nel  finale    all'esperto    ospite , non ricordo  i  nome   un parere  sule  figure  dei youtubers    come  da  titolo   smentisco  ciò che  avevo espresso  nel precedente  post 


  vedremo come  si comporterà con lei   nel  prossimo incontro settimanale

13/02/16

Il parroco: nei venerdì di quaresima digiuno da sms e chat Il singolare invito, rivolto in particolare ai più giovani, è stato lanciata da don Francesco Monetti, a Saonara

Leggendo  l'articolo che mi   viene in mente   mi   sono messo a  canticchiare



Lo so che essa è riferita al lavoro ma la sostanza non cambia se si analizza alcune strofe : 
<< (...) la salute non ha prezzo \ quindi rallentare il ritmo \ pausa pausa ritmo lento \ pausa pausa ritmo lento \sempre fuori dal motore, vivere a rallentatore . (...) Infatti aggiungiamoci nuove tecnologie è il gioco è fatto 



Il parroco: nei venerdì di quaresima digiuno da sms e chat

Il singolare invito, rivolto in particolare ai più giovani, è stato lanciata da don Francesco Monetti, a Saonara


                  

SAONARA. Rinunciare all’uso degli sms ogni venerdì, per tutta la durata della Quaresima. La singolare sollecitazione penitenziale arriva dalla parrocchia di Saonara, ed è rivolta in particolar modo ai giovani, assidui molto più degli adulti nell’uso di questo pratico ed economico metodo di comunicazione. Denominato “No sms day”, il “digiuno dagli sms” viene spiegato ai fedeli nel numero speciale del bollettino parrocchiale dedicato alle celebrazioni e iniziative quaresimali, e compare accanto ad altre forme di astinenza più consuete come cibarsi sobriamente, evitare le spese superflue, ridurre le ore passate davanti alla tv o a navigare in internet.

Don Francesco Monetti
Don Francesco Monetti

«Nei venerdì di Quaresima tutti siamo invitati a rinunciare all’uso degli sms», si legge nel foglio parrocchiale. «Un piccolo modo per sottolineare che le nostre dita sul telefonino contribuiscono a scrivere la storia di milioni di vite in Congo e per ricordare l’importanza di relazioni concrete e non virtuali con gli altri». Il riferimento al Congo ricorda che proprio da quella terra remota e poverissima adulti e anche bambini lavorano duramente per estrarre i minerali usati per la componentistica di smartphone e pc. Ma perché rinunciare proprio ai messaggini, e non del tutto all’uso del cellulare? «Vedo i ragazzi, e spesso anche i bambini, continuamente chini su quello schermo, a digitare messaggi sms e whatsapp sulla tastiera», risponde il parroco don Francesco Monetti. «Quindi ho pensato di proporre questo particolare tipo di “digiuno”, mutuandolo dall’esperienza di un’altra diocesi. Si tratta di un invito a un dialogo con le persone più diretto, e non soltanto mediato attraverso l’uso di strumenti tecnologici. Inoltre limitando l’uso di questi apparecchi si riduce anche lo sfruttamento delle persone, spesso bambini, che ne estraggono le materie prime».
Sinora questa inedita forma penitenziale è stata giudicata dai fedeli ben difficile da mettere in pratica. «Mi hanno detto che ci vuole molta attenzione per non inviare neppure un messaggio durante tutta la giornata», conclude don Francesco. Sembra insomma più facile digiunare che rinunciare a sms e WhatsApp.




alcuni ridono  ,  altri miei utenti  di facebook  :

  • si deve rinunciare proprio a ciò che ci piace di più....non a quello che non ci serve.
  •  😊 Giusè sei sempri fora di lu stegliu 😊 Infatti si deve rinunciare proprio a ciò che ci piace di più....non a quello che non ci serve 

 Secondo me , bisogna anche rinunciare ciò da cui siamo dipendenti Infatti  siamo  , parlo anche per me  ,  nel bene  e nel male     troppo  connessi   dale  nuove  tecnologie  Ogni tanto  un periodo  , chiamalo  pure  rinuncia  ,  di lontananza  dalle tecnologie  , quando è possibile  ,  non può che fare bene alo spirito  e  al corpo  . E può aiutare  a  riscoprire  le  vecchie  cose   della vita   pre  -internet    e  pre  sociale   e  cellulari .  Infatti   l'altra sera   ho visto   in tv   su la7 , il film   Django  ( quello  originale  non il remake  ottimo   tra  l'altro di Tarantino ) . Ma   questa  è un altra storia 

22/01/16

Bonolis, il re del trash si butta sull'omofobia ed xenofobia pur di far audience . Fare gli idioti e rendere tutti più idioti


Leggo  ormai    sempre  più   sconfortato    su  http://www.lettera43.it/cultura/ che  

Ciao Darwin di Bonolis torna. E chiama anti-gay e razzisti. Una tivù deprimente. In cui il conduttore sguazza. La sola regola è alzare l'asticella dell'osceno.

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21 Gennaio 2016
Il diverbio con insulto omofobo tra Mancini e Sarri durante Napoli-Inter di Coppa Italia.
(© Ansa) Il diverbio con insulto omofobo tra Mancini e Sarri durante Napoli-Inter di Coppa Italia.
Se c'è un caso in cui tutti, o quasi, fanno i froci col culo degli altri, è questo.
Primo il Sarri, il compagno Sarri, fisiologicamente a favore dei diritti, dei deboli, che si lascia andare a insulti da osteria, ma così, insouplesse, come a dare del “democristiano” (immaginarsi che sarebbe successo se fossero usciti da altre bocche, con meno expertisesociopolitico).
Poi l'altro, il Mancini che ne fa un caso di salute pubblica e non per solidarietà, visto che in passato si è concesso più o meno gli stessi epiteti, ma pro domo sua e comunque non si capisce se sia parte lesa, se gli piacciano le donne o che accidenti altro.
GIOVANNE D'ARCO ALLE SPECCHIO. A ruota i vari soggetti e soggettini che cavalcano la tigre e così parlano di se stessi, Giovanne d'Arco allo specchio.
Fingendo, tutti, di non sapere, di non capire che a bordo campo, e sugli spalti, questo si sente dal primo al novantesimo minuto, recupero compreso, perché il mondo del calcio a dirla tutta è una bella suburra culturale, ma poi finisce lì e non è il caso di farne una tragedia greca.
E AI GAY NEL CALCIO CHI PENSA? Mentre il problema dei calciatori gay - che ci sono e sono tanti, ma temono di uscire allo scoperto -, quello sì che viene rimosso: quando il compianto Carlo Petrini lo sollevò nei suoi libri, con la sua schiettezza brutale, venne accusato di specularci sopra.
Per ultimo, a proposito, arriva Bonolis, Paolo Bonolis.
Figuriamoci se poteva lasciarsi scappare una simile occasione.

L'idea meravigliosamente squallida di Ciao Darwin

Paolo Bonolis durante una puntata di ''Ciao Darwin''.
Paolo Bonolis durante una puntata di "Ciao Darwin".
Bonolis si è messo in testa questa idea meravigliosamente squallida: provinare un mucchio selvaggio di omofobi e razzisti per la nuova edizione di Ciao Darwin.
IL SOPRAVVALUTATO. Questo Bonolis è un tipico rappresentante dell'intrattenimento cosiddetto per famiglie, strapagato, sopravvalutato, uno di quei conformisti che si ammantano di trasgressione: seleziona (e irride) la peggio umanità, però se lo interpelli ti risponde che lui è «assolutamente» in favore di tutto e di tutti.
Assolutamente, come tutti quelli che non credono a quello che dicono.
E magari viene a dirti che lui gli omofobi e i razzisti li convoca in fama di reprobi, per esporli al pubblico ludibrio, alla gogna televisiva.
UTILE SOLO ALLA SHARE. Ma è una grandiosa palla, gli servono per far cassa e cassetta e del resto non gli importa, non si cura di eventuali conseguenze, di significati reconditi, della mortificazione di chi davvero ha ragione di soffrirne e non ha voce per protestare.
Lui è uno che da un quarto di secolo campa sulla schiuma e ci si trova alla grande.
Se capita una concorrente vistosa, che di cognome fa “Puppinato”, ci sguazza a forza di borbottii, occhiate sgranate, mezzi commenti: «Eh lo dicevo io...».
PESANTEZZA DEPRIMENTE. E la gente ride, lo trova simpatico e questo sarebbe il trash, che si è sdoganato per conto suo come una profezia che si autoadempie nel nome di una presunta leggerezza che non è mai esistita, questa spazzatura televisiva è di una pesantezza deprimente, non ha neppure l'autoironia delle commediacce Anni 70 con Lino Banfi e Alvaro Vitali.

Dopo un quarto di secolo il presentatore è alla frutta

Paolo Bonolis.
Paolo Bonolis.
Cosa significa selezionare gente che ce l'ha coi “froci”, i “negri”, le donne, gli immigrati, insomma per tutti i gusti, che mette insieme un rosario di cliché subculturali, e farli sfilare per un programma televisivo?
Far capire che l'Italia è ancora questa, fare della sociologia d'accatto, pretendere di far riflettere un pubblico che, al contrario, rischia di rispecchiarsi, perché il pubblico di Bonolis questo è?
TROVATINA STUPIDA. Sì, d'accordo, non sarà il caso di farla lunga come la Regione Piemonte, a suon di esposti e di segnalazioni all'Unar, che sarebbe l'ufficio contro le discriminazioni, non sarà il caso di istituzionalizzare una trovatina stupida, una provocazione che si commenta da sé.
Però è proprio il livello della pensata a lasciare sconcertati: uno che dopo un quarto di secolo di esperienza televisiva non sa trovare altro per rilanciare il suo programma, non è alla frutta?
VOLGARITÀ DELIRANTI. Non trascina ancora più giù una televisione che sembra non trovare limite al suo peggio, alle sue volgarità deliranti e del tutto autoreferenziali, lo sporco per lo sporco, la rissa per la rissa?
Succede nell'intrattenimento leggero come nell'informazione, nei talk show da gambetta accavallata come nei programmi sportivi, per non parlare dei reality dove la regola è alzare l'asticella dell'infame e dell'osceno altrimenti si va tutti a casa.
C'è un limite o il limite è solo l'inferno?
CORRIAMO VERSO LA MISERIA. Non sarà per Bonolis che gli italiani si riscopriranno migliori o peggiori, ma il Bonolis di turno si propone come punta avanzata di un livello che subito altri tenteranno di superare in una corsa ormai incontrollabile verso l'umana miseria.
Ma pare che le pulsioni più fisiologiche, più imbarazzanti (un tempo) siano particolarmente apprezzate, la mutazione genetica di chi la televisione la fa e la guarda è sempre più nel segno del “diciamoci tutto, facciamoci tutto”, la discrezione è ipocrita, il pudore borghese, la misura non paga, la decenza non porta da nessuna parte.
Insomma siamo alla regressione orgogliosa.
Ciao Darwin, ma alla rovescia. O meglio, alla lettera.
 
Twitter @MaxDelPapa




ha ragione Alessandro Gilioli ( qui il suo curriculum ) su 

http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it del 21\1\2016
Poche cose sono indicative dello stato dei media in Italia come la notizia dell'annuncio con cui la trasmissione "Ciao Darwin" cercava «persone contrarie all'integrazione degli stranieri» e «persone contrarie ai diritti dei gay»: insomma, seppur detto meglio, razzisti e omofobi.La questione, tuttavia, non sta nelle specifiche tipologie ricercate in questo caso (peraltro piuttosto diffuse in un Paese dove sei persone su dieci non leggono neppure un libro all'anno: che bisogno c'era di mettere un annuncio?).La questione, si diceva, sta altrove.Sarebbe stata infatti la stessa identica cosa se avessero cercato, chessò: proseliti del veganesimo, rabbini contrari all'evoluzionismo, favorevoli al ritorno dei Savoia, vessilliferi della vita su Marte o delle virtù terapeutiche del riso canadese.Insomma, macchiette.La televisione italiana vuole macchiette, per portare la realtà al massimo della semplificazione. La televisione italiana odia la complessità, detesta la sfumatura, è terrorizzata dai toni grigi. Specie se in questi grigi c'è uno straccio di ragionamento.E mica solo Bonolis.Anche i talk show politici sono costruiti quasi tutti così. Ciascuno deve recitare una parte: oggi, tendenzialmente il renziano o l'antirenziano, sulla falsariga del ventennio in cui bisognava fare i berlusconiani contro gli antiberlusconiani. Ma sono ammessi anche macchiettisti minori: l'ex grillino deluso, il vetero di sinistra rimasto negli anni 70, il cinico blu che non crede più a niente, l'uomo della strada che odia la casta, il contestatore della moneta unica, lo startupparo digital-ottimista. Eccetera eccetera.Più sei etichettabile, banale e ortogonale - nella posizione che interpreti - più hai probabilità di essere invitato.Gli ospiti lo sanno e, nel 90 per cento dei casi, quando vanno in tivù rendono il loro pensiero il più possibile etichettabile, banale e ortogonale, allo scopo di farsi reinvitare: del resto un'assidua presenza in tivù presenta per loro una discreta quantità di vantaggi collaterali.Così si verifica lo strano fenomeno che ho riscontrato più volte: quello di politici e opinionisti che quando li incontro di persona rivelano una pacatezza argomentativa, una ricchezza di pensiero e una complessità di ragionamento che poi spariscono completamente quando li rivedo in tivù, a interpretare il ruolo loro assegnato.A volte mi chiedo se siano gli stessi. O se prima andare in tivù si calano qualcosa. Invece no: semplicemente, quando sono on air svolgono con diligenza il compito per il quale sono invitati. Cioè evitare la complessità e mettere in fuga il ragionamento.Fare gli idioti e rendere tutti più idioti.


24/01/15

anche un polpettone come ritorno a Could Montain ti tiene compagnia durante l'influenza

  Musica  consigliata   quando si guardano  film  d'amore  simili  è You Will Be My Ain True Love  in particolare  in   questas versione  
 
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 Quando si è a casa  da quasi  una settimana  tutto il giorno per l'influenza oltre  a leggere , cazzeggiare al pc   e cercare materiale per il blog , guardo anche un po'  di tv  . Ecco  che ieri sera  ho visto  su rai3  Ritorno a Cold Mountain (Cold Mountain) è un film del 2003, basato sull'omonimo romanzo di Charles Frazier. La sceneggiatura e la regia sono di Anthony Minghella.
Nonostante  sia  un film  che abbia  ricevuto  numerosi premi ,  è stato il motivo principale   oltre a :  1) non riuscendo  fra una cosa e  l'altra  a vederlo   prima ., 2)  l'averlo  già  classifficato    come   si sarebbe  svolto  fin dal primo  promo  ., 3 la mancanza  di meglio in tv    che ha  influito  sulla  mia scelta    di vederlo  .  


Un film a metà tra un semi  polpettone cinematografico  e  un mediocre feulleton (I II  )   romanzo rosa .Una  dele poche  cose  belle  del film sono  le immagini e  le  musica  . Buona l'idea   ed   è quyesto che mi ha fatto resistere    nel vederlo fino alla fine   , nonostante  gli abiocchi   , di unire  tre storie \ tre  diverse fasi interiori  insieme in unica storia  .  Troppo cuore  e  poca mente  Forse dosando meglio anzi usandoli entrambi  gli elementi  si sarebbe  otteneuto qualcosa  in più  .  Voto 4.5  . ho  visto film  migliorima  in mancanza  d'altro   bisogna  accontentarsi di quel che passa il    convento      di quel poco che rimane    di quello che una volta  si chiamava    servizio pubblico televisivo

20/05/14

cari giornalisti di rai e mediaset



Cari giornalisti seri e non seri di raimediaset . la volete finire con questo sciacallaggio e.lasciare in pace i parenti e conoscenti delle vittime e noi tempiesi ? Speriamo che gli arrestino gli altri due \ tre della banda . Cosi almeno questo feticismo mediatico e e la morbosità mista ad ipocrisia e falsità della gente finirà . Ormai è sempre più un apparire a tutti i costi , infatti in piazza 'è il camion fisso della rai , tanto da far saltare il mercatino della coldiretti , e la gente bramosa d'essere intervistata o d'apparire in tv appostata . videocraty insegna




. Ce si ritorni nei bar e negli altri luoghi alle vecchie e a volte anche noiose discussioni .

13/07/12

Addio ad Alfredo Provenzali voce storica di "Tutto il calcio"

Addio ad Alfredo Provenzali voce storica di "Tutto il calcio"peccato , mi mancheranno le sue cronache , anche se odiavo il calcio dei salotti mediatici .

Audio Le sue cronache, da Messico '68 a Calciopoli

Nato nel 1934 a Genova, con Ciotti e Ameri ha segnato l'epoca d'oro del programma radiofonico domenicale sul campionato, dal 1966 come inviato sui campi e dal 1992 come direttore

25/03/12

iniziative di pace in medioriente dal basso . dialogo fra iraniani e israeliani , tra istraeliani e palestinesi We Love You - Iran & Israel


Sforzo Netroots lanciata da Tel Aviv coppia ispira migliaia di persone.
RonnyAndDaughter.jpg
Incontro con Ronny Edry: un graphic designer israeliano, marito, padre di due figli, e come di pochi giorni fa, amico del popolo iraniano. Edry, 41 anni, e sua moglie, Michal Tamir, 35, sono gli israeliani responsabili della recente iniziativa on-line intitolato semplicemente, " gli iraniani, We Love You ".La scorsa settimana, Ronny ha creato un poster digitale con questo messaggio, e ha aggiunto questa riga:. "Non riusciremo mai a bombardare il paese" Lo scenario include una foto di Ronny teneva cinque anni, figlia, Ella, che si tiene una piccola bandiera israeliana. Ha postato l'immagine sulla pagina Facebook della scuola preparatorio per la progettazione, puntina da disegno Mehina, che corre con la moglie a Tel Aviv.

Con " Loose Talk "della guerra tra Israele e Iran Esplode la moda, il manifesto ha colpito un nervo tra gli israeliani. Molti iniziarono inviando le proprie immagini, creando più manifesti che poi condivisi su Facebook. Messaggi di sostegno versato dentro E poi gli stessi iraniani hanno iniziato a rispondere, in primo luogo nei messaggi privati ​​Ronny e Michal, e poi con i propri manifesti, con le loro parole di pace e di amore per gli israeliani.
E 'impossibile contare le centinaia di manifesti che sono stati condivisi su Facebook e le migliaia di messaggi che sono stati scambiati tra israeliani e iraniani solo negli ultimi giorni. Lo scorso fine settimana, mentre sedevo con la coppia, messaggi e richieste di amicizia provenienti da tutto il mondo in streaming alla loro casella di posta, decine ogni mezz'ora.
"Questo è un messaggio dal popolo per il popolo", Ronny mi spiegò. "Noi non vogliamo la guerra. Non importa ciò che i governi hanno da dire, su entrambi i lati, siamo contro di essa, dal momento che saremo quelli che lottano .... penso che sia importante che noi alziamo le nostre voci".
Alzare la voce è più facile in questi giorni, in particolare attraverso i social media. "Siamo in grado di minare l'uomo medio, i politici", ha detto Ronny. "Non sto affrontando Ahmadinejad. Oggi possiamo raggiungere l'Iran e che ci possono raggiungere."
Tuttavia, sia Michal e Ronny sono ancora stupito che il loro messaggio ha ottenuto all '"altro lato" così in fretta. Michal è chiamandola la caduta del secondo Muro di Berlino. "Stiamo rompendo i confini e stati d'animo, uscendo da questa gabbia chiamato 'Israele'".
"Noi fisicamente non può andare" in Iran, ha aggiunto, "ma il nostro messaggio d'amore è lì, più veloce di qualsiasi ambasciatore."





LovePeaceFromIran.jpg
"Ho centinaia di iraniani [Facebook] amici ora", Ronny intervenne con un sorriso. "Sono probabilmente l'israeliano con gli amici più iraniani".Alcuni dei commenti di israeliani, specialmente nel primo giorno, erano scettici e più di un paio erano graffiante. Qualcuno li ha chiamati a cuore sanguinante di sinistra, out-of-touch Avivites Tel, gli amici del nemico, odiatori di Israele. Altri hanno criticato la scelta delle parole.

"Ci hanno chiesto: perché hai scelto di dire: 'Noi non ti bombardare' Perché non 'Non vogliamo bombardare tu'? Perché la risposta logica sarebbe 'Non vogliamo bombardare, ma dobbiamo '", ha spiegato Ronny. "Io non volevo uscire con mezze misure. Non sono il primo ministro. Io non sono un politico. Come cittadino, io non bombardare gli iraniani".
Il messaggio d'amore diretto sul fondo dei manifesti, inoltre, doveva essere sottolineato. Ronny e Michal sono consapevoli del fatto che il primo passo verso la guerra è la demonizzazione e la disumanizzazione dell'altro lato. "Il messaggio è esseri umani amano l'un l'altro, come esseri umani", Michal mi spiegò. "Gli iraniani vedere tutti questi volti israeliani e dire, 'Hey, questo è quello che un israeliano assomiglia!'"
"Tutti sono contro la guerra, e per la pace", Ronny e Michal ha detto, alimentando a vicenda di energia, spesso finendo l'uno le frasi. "E 'molto più difficile dire' ti amo '. Pensateci - è la cosa più difficile per un essere umano per dire ... è la paura del rifiuto, di guardare come un pazzo ma in realtà non ci amiamo indietro "..
La lettera Ronny attaccato al suo manifesto originale on-line questo semplice enunciato, idea potente: "Perché ci sia una guerra tra di noi, prima dobbiamo avere paura l'uno dell'altro, dobbiamo odiare Io non ho paura di te, don. 't ti odio. io non ti conosco nemmeno. No iraniano mi ha mai fatto nulla di male. Non ho mai incontrato un iraniano .... Solo uno a Parigi in un museo. tizio Nizza. "
MichalAndSon.jpg
In profondità nella prima notte, dopo i primi manifesti hanno cominciato a circolare intorno a Facebook, Ronny ha ricevuto il primo messaggio da un iraniano. Ha detto che ho la pelle d'oca su tutto il corpo e quasi si mise a piangere. "Andai subito a svegliare Michal, per mostrare il suo", racconta Ronny. "Ho pensato che era così incredibile. Non avevo idea che gli altri avrebbero seguito".Dire che gli altri iraniani seguito è un eufemismo. I messaggi vengono ricevuti in Israele, che Ronny e Michal ripubblicare tramite la pagina Mehina puntina da disegno, sono notevoli per la semplice umanità che trasmettono. È possibile scegliere qualsiasi a caso, da Toronto, New York, Sydney, Teheran, e al di là - tutti, senza eccezione, è sentita e toccante:

Io sono una donna iraniana. Ho appena visto il tuo messaggio caldo e bello per i miei compagni paese. Leggendo il tuo messaggio portato le lacrime agli occhi e il calore al mio cuore. Volevo solo assicurare voi, noi tutti gli iraniani sento lo stesso, vogliamo solo la pace e bellezza sulla terra, noi odiamo la guerra e la macellazione, noi tutti sono le parti di un corpo ...
E questo:
Un mio amico ha condiviso il tuo messaggio sul suo muro e vi assicuro, ha reso la mia giornata! Come un iraniano, un quadro molto scuro e il male di Israele è stato raffigurato per me fin da quando ero un bambino e credo sia stato lo stesso per il tuo popolo .... Entrambi sono vittime dei nostri governi, siamo entrambi sono esseri umani che cercano una vita migliore, cercando di costruire un mondo migliore.
E questo:
Volevo farvi sapere che il vostro messaggio di amore e di pace ha attraversato. Guardando tutte le foto sul muro fece venire le lacrime agli occhi. Non dobbiamo permettere che i nostri governi ci trattengono dal conoscere l'altro. Sogno di un giorno che voi e sarò in grado di soddisfare a Tel Aviv o Teheran e recuperare il ritardo su tutto ciò che è stato trattenuto per tanto tempo. Credo sinceramente, che quel giorno arriverà. TO popolo di Israele: WE LOVE YOU, TOO!
WelcomeToShiraz.jpg
Ronny e Michal sono profondamente consapevoli dei rischi assunti dai loro nuovi amici iraniani. La coppia ha ricevuto dei messaggi che spiegano i rischi politici e di sicurezza di comunicazione con gli israeliani, soprattutto per coloro che vivono in Iran. Mentre la maggior parte delle comunicazioni sono venuti da iraniani in esilio, che non è certo esente da pericoli, gli altri sono provenienti dall'interno del paese. Il fatto che molti iraniani stanno raggiungendo fuori a grave rischio personale dà Michal, Ronny, e gli israeliani dall'altro lato la motivazione aggiunto - di continuare a parlare, a continuare a diffondere il messaggio.A partire da questa scrittura, la campagna virale è esploso su Facebook e altrove su Internet. Il prossimo passo per la coppia è quello di raccogliere fondi e comprare spazi pubblicitari su importanti quotidiani internazionali e locali (si pensi a New York, Times Square) per visualizzare i manifesti.

E 'impossibile sapere se la campagna effettivamente fare la differenza, se riuscirà a evitare una guerra disastrosa. Per Ronny e Michal e le migliaia di israeliani regolare e iraniani che hanno diffuso questo messaggio di amore reciproco e comune umanità, almeno sapranno hanno cercato.
Neri Zilber è un Istituto di affari del mondo in carica di scrittura collega con sede in Israele. In secondo luogo poster, con iraniano manifestante Green Movement, dal Amore e Pace pagina Facebook trovate qui .

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01/02/12

Fronte del video di Maria Novella Oppo .Quelli che non credono alla voce di Himmler

La giornata della memoria in tv ha offerto molti tremendi spunti di riflessione, attraverso testimonianze di sopravvissuti allo sterminio, documenti e filmati. Molte immagini le conoscevamo ma non smettono di tormentarci. Soprattutto quella dei bimbi che mostrano i numeri sulle braccia. Ma la cosa più nuova e atroce l’abbiamo sentita su Rainews: era la voce di Himmler, che impartiva istruzioni sullo sterminio sistematico e totale degli ebrei e su quello della popolazione della Russia invasa. Per la vittoria nazista, Himmler ordinava l’appropriazione da parte delle truppe tedesche di tutte le risorse vitali russe, considerando che quelle popolazioni fossero costituite da «animali umani». Cosicché i negazionisti, se non vogliono credere ai sopravvissuti, possono andare alla fonte tedesca e verificare che le istruzioni - precise - furono eseguite alla lettera. Quelli che invece, pur senza negare l’olocausto, considerano la giornata della memoria una celebrazione retorica, possono renderla concreta e viva ponendosi obiettivi attuali. Per esempio chiudere CasaPound.

11/02/09

Sciacalli

Sulla scia del post precedente,di cdv,propongo il post che ho scritto oggi,per puro caso sullo stesso tema.Leggete fino in fondo...


 “ci sono gli avvoltoi che aspettan già…”



In questi giorni tanto se ne è parlato su vari blog,ognuno con il suo punto di vista,le sue idee,tutti comunque,associaibili ad una delle due fazioni opposte,ovviamente parlo del caso Eluana.


Non mi sono espressa in proposito,nè con post,nè tantomeno nei commenti di dove leggevo. E non intendo farlo ora,per un semplice fatto: non se ne può più.


E allora,piuttosto di parlare del caso Englaro,o di esprimersi riguardo ad una qualunque delle questioni di etica che porta a discutere viene in mente il comportamento vergognoso tenuto non solo dai media,ma anche dalla gente stessa.


 


Torniamo indietro un attimo,partiamo dall’inizio.


Focalizziamo il nostro mondo,la nostra realtà,ognuno fa la propria vita,interagisce con le persone,ha affetti ed antipatie. Ognuno di noi  insegue,ed ha diritto ad inseguire,il proprio concetto di benessere,felicità. Ma come sappiamo,noi che abbiamo visto abbastanza da non credere più nelle persone,non è certo così facile. C’è chi crede che la felicità sia far soldi per potersi comprare tante cose (ma io dico che i soldi non fan la felicita,ma di sicuro aiutano!) c’è chi non ha niente e forse è più felice di altri,c’è chi non ha niente ed è triste. La felicità è un concetto soggettivo,e forse molti di noi nemmeno saprebbero dire che cosa rappresenta la felicità,inseguono tutta la vita qualcosa,per rendersi conto che poi,magari,felici veramente non lo sono stati mai.


Immaginiamo per adesso il nostro modo di interagire con la realtà: usciamo,leggiamo il giornale,o in casa ascoltiamo il telegiornale. Ci interessa,in qualche modo sapere cosa succede fuori,al di là del nostro piccolo mondo,il motivo non lo so,e non mi interessa. C’è chi direbbe che è giusto tenersi informati,che bisogna conoscere per cambiare le cose,sorvoliamo,non è questo di cui voglio parlare.


Guardiamo un attimo le notizie. Fate un esperimento adesso,accendete la tv,aprite il giornale a caso,andate su un qualunque sito giornalistico. Qual è l’argomento in prima pagina? Non occorre diciate nulla,sono convinta che è una polemica,o una brutta notizia di qualunque genere.


Noi viviamo bombardati da informazioni esclusivamente brutte. Noi,del mondo la fuori,quello che vogliamo conoscere standocene seduti in poltrona,conosciamo esclusivamente i fatti brutti.


Eh,mi direte voi,ma le belle notizie non interessano a nessuno,non fanno audience…


Non fanno audience fermiamoci a riflettere,fermiamoci a riflettere.


Smettiamo di guardare la realtà,immaginiamo ora,un mondo,anzi,un giornale che da più rilievo alle belle notizie,immaginiamo un mondo di belle notizie.


Eh,fantascienza vero?


Un giornale (un mondo) così non può esistere. La gente non lo leggerebbe,non venderebbe 10 copie. E allora adesso torniamo al presente. Torniamo a noi a voi,a quando avete iniziato a leggere questo post. Eccoci, si parla del caso Eluana Englaro. Le tv,i giornali,sembra non trasmettano altro. Su 9 canali almeno sei trasmettevano contemporaneamente un servizio su di lei. Fra la tarda sera e la nottata del 9 febbraio la maggior parte delle emittenti televisive ha cambiato i propri palinsesti per trasmettere un servizio speciale sulla morte della ragazza. E la gente,guarda ascolta.


Ora,torniamo alla mia affermazione del primo paragrafo...


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03/04/08

Senza titolo 400

  sempre  dall'amico  www.censurato..splinder.com




Stavolta  la  censura  mi sembra immotiviata ed ipocrita  oltre che ingiusta 


Un'inquietante pubblicità progresso tedesca nata per sensibilizzare la società all'aiuto verso i bambini vittime di abusi sessuali, i quali sono destinati a portarsi dentro questo dramma fino alla morte. Non si tratta di uno spot censurato, ma in Italia non si è mai andati così a fondo su questo problema a livello mediatico. Noi del Censurato riteniamo sia giusto pubblicarlo su queste pagine.