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09/06/19

perchè programmi di merda come uomini donne ed & hanno molto successo


 
vedendo  tale video   ironico   ho capito   c ed  ho trovato la risposta alla mia elucubrazione su come ed  perchè   la gente continuasse a vedere programmi di .....💩🤔 . Anche  se  non in realtà   lo dicevo già a miei genitori che sconsolati nel vedere certe scene a blob,  TV Talk  di Massimo  Bernardini  o leggere  nelle cronache   non solo  nella pagina  dello spettacolo  sentire  ai tg   ed  pseudo approfondimenti   di polemiche   e  " scannamenti  "  trai i protagonisti  d tali programmi   si chiedevano come fa la gente a vedere programmi simili che se la gente gli piace la merda logico che la tv e la rete gli da merda.
  Infatti  ricordo ancora   di come  :  durante  un  uscita  con gli amici in cui si  parlava   di programmi   come  Amici , Tronisti   , Uomini & dinne   erano stupiti (     e  come  non darli  torto  visto  che  sono molto loquace  e  chiacchierone  )  , insomma   fece  scalpore ,  del  mio silenzio   (  dal  non intervenire  alla discussione )   che  durava     per più  di  di 10 minuti  

15/03/18

L'ultima frontiera di C'è posta per te: rendere show il volto della crisi desolante spettacolo di Maria De Filippi. Che sbatte in prima serata storie di ordinaria desolazione. Non più fatti privati, ma vere e proprie colonscopie di un paese che soffre e viene ridotto ad attrazione nuda


ci manca  , ma mi sa  che  ci siamo vicini che  trasmetteranno in diretta  o  in differita     programmi   direttamente  dal cesso  , mentre  facciamo  .... plin plin oppure  ,popo popo   o   mentre  ...... copuliamo o  facciamo attività  onanistica  . Purtroppo  ha  ragione  La  Guzzanti  di cui  ho citato la canzone precedente  




 http://espresso.repubblica.it/visioni/2018/03/07/news/l-ultima-frontiera-di-c-e-posta-per-te-rendere-show-il-volto-della-crisi-1.319305?ref=RHRR-BE

Non c’è nessuna novità nel prendere 
i panni accartocciati dal cesto nello sgabuzzino e decidere di lavarli nella piazza televisiva. È talmente una solfa già vista che quasi non ci si fa più caso. Però quando l’Italietta desolante si ostina a volersi superare, come accade puntualmente tra una busta e l’altra 
di “C’è posta per te”, sorge il dubbio dell’accanimento terapeutico. Non basta più litigare davanti alle telecamere, spruzzare veleno familiare su tutto l’albero genealogico, denunciare corna 
e malefatte dopo l’arrivo del postino 
in divisa. La frontiera è stata ormai scavalcata. E si è passati a storie di ordinaria desolazione, dove la parola crisi si infiocchetta per la prima serata e viene regalata come un piatto ricco al buffet.





Così accade che ci sia una moglie povera ma onesta che per esprimere il suo amore al coniuge si presti ad elencare 
nel dettaglio tutte le difficoltà economiche che l’hanno inaridita. 
Non più fatti privati, ma vere 
e proprie colonscopie di un paese che soffre e viene ridotto ad attrazione nuda 
e cruda. Uno show che si nutre dell’umiliazione dell’altro, mentre Maria passeggia elencando come le Pagine Gialle i sacrifici a cui costringe un’ordinaria esistenza di precariato: «Trentotto centesimi per tre pacchi di pasta lunga, 59 per quattro di pasta corta. E per Natale niente casa di Frozen per la bambina, costava troppo». Nessuna dignità, nello srotolare la storia dettaglio dopo dettaglio, navigando con leggerezza tra le lacrime scomposte dei protagonisti intimiditi dalle luci. E nessun ritegno quando i bambini ricchi entrano 
in studio con mosse provate e riprovate accompagnando l’ospite di turno per regalare assegni, canzoni e cotillon 
in mezzo a trionfali sorrisi. In sintesi, 
uno spettacolo indecoroso. 
Come se la tv fosse un pagliaccio ridente capace di risollevare animi e finanze con una risata, gongolando in attesa dei dati di ascolto del giorno dopo.
Un piccolo schermo col cerone e le scarpe buffe dove chi è preso di mira è quel lato debole dell’umano pubblico che ormai ridotto ai minimi termini si presta a perdere ogni senso della misura. 
Ma quel pagliaccio in realtà è il mostro 
di IT. E prima o poi lo lasceremo 
nella busta.





HO VISTO COSE BELLE
In fondo non si chiede poi tanto a un programma tv: solo di essere brillante, visivamente gradevole, capace di raccontare delle storie, in grado di farci sorridere e perché no, emozionare. Semplice. Ed è quanto ha fatto per 
la seconda stagione Riccardo Rossi con “I miei vinili”. Su Sky arte, 
con intelligenza a 33 giri.



HO VISTO COSE BRUTTE
Luca Tommassini perché 
lo hai fatto. Il passaggio 
da X Factor ad Amici sembra un gesto da marito di mezza età che per l’illusione di una facile giovinezza 
si butta tra le braccia di una blanda ventenne. Ma un curriculum solido come il suo che razza di bisogno 
aveva di essere immerso nell’arena degli urletti formato Instagram?







02/06/17

A Bergün, piccolo paese dei Grigioni tra St. Moritz e Davos, firmata la delibera: divieto di scatti, pena multa di 5 franchi. E il sindaco fa appello alla Nasa: "Cancellate le nostre foto dall'alto"

va bene porre un argine al trash fotografico e telematico , e allo sfruttamento commerciale € delle proprie bellezze naturalistiche come ha fatto il comune di San quirico borgo del Senese
Ma  qui  si  esagera  e  si rischia  di scendere  nel  ridicolo  . Speriamo che la Nasa   glki risponda  con una sonora  risata  e peggio un  Vaff
La singolare iniziativa del paesino svizzero di Bergun, che ha vietato ai turisti con delibera comunale di scattare foto nel suo territorio per non "rendere infelici quelli che vedono le nostre foto e non ci hanno visitato" non si ferma. In un video , vedere  sotto , del sindaco Peter Nicolay ha radunato tutti gli abitanti per fare un appello alla Nasa: "Sappiamo che avete nostre foto dal satellite. Cancellatele, grazie" 

Infatti  


A Bergün, piccolo paese dei Grigioni tra St. Moritz e Davos, firmata la delibera: divieto di scatti, pena multa di 5 franchi. E il sindaco fa appello alla Nasa: "Cancellate le nostre foto dall'alto"

di GIACOMO TALIGNANI

Così belli da causare infelicità negli altri. Con un po' di supponenza e molta strategia di marketing un piccolo comune svizzero di 507 abitanti ha deciso di vietare a chiunque lo visiti di scattare foto del suo paesaggio (e non solo). Pura trovata pubblicitaria? Non del tutto, dato che la questione è diventata legge: da poche ore il consiglio comunale di Bergün (noto come Bergün/Bravuogn) ha infatti ufficialmente votato a favore della delibera che vieta "di fare e pubblicare foto del comune e dei suoi paesaggi", pena una multa simbolica di 5 franchi.  

Venticinque chilometri di innevate piste da sci, altre per il fondo, splendidi scorci montani per escursioni e con il suo centro situato a meno di 40 chilometri da Sant Moritz o Davos, Bergün - nel mezzo del cantone dei Grigioni nella regione dell'Albula - è convinta con la sua "straordinaria bellezza" possa far male a chi si imbatte in una qualsiasi fotografia che la ritrae.



"E' scientificamente provato che belle foto delle vacanze sui social media rendono gli spettatori infelici perché non possono essere lì” scrive l'ufficio del turismo cittadino nella sua campagna anti "Fomo". Questa sigla sta per  "Fear of missing out" ed è una sindrome legata alla "paura di perdere un evento o qualcosa", insomma il "terrore" di essere tagliati fuori da qualcosa di bello a causa delle migliaia di foto postate sui social network.  
In pratica, con questa curiosa motivazione, quelli di Bergün sono sicuri che chiunque si imbatta in uno scatto delle loro splendide vallate senza essere lì o averle visitate almeno una volta nella vita, possa soffrirne. Ci credono talmente tanto che - con indubbia trovata pubblicitaria - gli abitanti del villaggio sindaco in testa si sono ritrovati a fare un video appello persino alla Nasa: "Non fotografateci nemmeno dall'alto e cancellate le nostre foto" dice il primo cittadino in inglese fornendo le coordinate geografiche del suo villaggio.  
Passata la legge, in men che non si dica dai profili social di Bergün sono scomparse molte delle fotografie del paese. "Bergün/Bravuogn è un bellissimo posto e noi non vogliamo rendere infelici le persone al di fuori della nostra comunità. Dunque anziché attraverso le foto, invitiamo chiunque a venirci a vedere dal vivo" ha spiegato orgoglioso il sindaco Peter Nicolay.  Premesso che la multa difficilmente verrà applicata ("è più che altro simbolica") è lampante come l'operazione sia parte di una strategia di marketing per attirare turisti, ha ammesso anche il direttore del turismo Marc-Andrea Barandun, ricordando però che "la legge è reale e in vigore". 
Da Facebook a Twitter non sono mancate le prime critiche da parte dei viaggiatori da ora in poi a secco di selfie: c'è chi ha paragonato la scelta alle rigide leggi della Corea del Nord e  chi ha scritto che "allora non visiterò mai questo paese".  Lo stesso ufficio del turismo si è detto consapevole che la decisione "non piacerà a tutti" ma difende la sua scelta. Una scelta che, seppur differente, richiama ad esempi casi come quelli di San Quirico D'Orcia che impose una sorta di copyright sulle sue valli ultra fotografate (e sfruttate come immagini). 

"Ma per noi l'importante è che si parli di Bergün"  ha precisato Barandun confermando la parte di trovata pubblicitaria dell'operazione, anche se sui social alcuni gruppi di appassionati di fotografia avrebbero già deciso di annullare il loro viaggio nella zona. Gli svizzeri comunque non mollano. "Al fine di rendere tutti consapevoli della bellezza del nostro paese di montagna oggi abbiamo bisogno di metodi coraggiosi e ne abbiamo scelto uno. Grazie per la vostra comprensione e saluti da Bergün". Chiaramente, solo testo e niente foto-cartolina di corredo.

Guardate queste foto, potrebbero essere le ultime immagini di Bergun che vedete. Perchè questo paesino di 507 anime incastrato fra le montagne svizzere, a soli 40 chilometri da Sant Moritz, è talmente convinto di essere "così bello da causare infelicità in chi vede le nostre foto" che ha deciso di vietare ai turisti di fare foto nel suo territorio.



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Tramite delibera comunale è stato infatti vietato ai visitatori di scattare immagini del paesaggio, che di solito venivano poi pubblicate sui social network. Cinque franchi di multa per chi non rispetta la legge. Una sanzione più che altro simbolica, dato che si tratta in parte di una trovata di marketing. Proprio dalla pagina Facebook del turismo di Bergün sono già state rimosse decine di fotografie, tranne quelle qui pubblicate. Ne compaiono invece di nuove: il cartello con il divieto di fotografare e sindaco e abitanti felici con delibera appena firmata in mano.





20/09/16

a che punto siamo ridotti ci s'indigna se un vip va a fare la spesa la domenica mentre non ci s'indigna per cose serie


Anche il più amato dagli italiani insultato sui social per aver fatto la spesa la domenica, alimentando il consumismo e lo sfruttamento dei lavoratori invece di andare a messa. E alla fine Gianni ha chiesto anche scusa. Dopo un dibattito pretesto per fanatismo e livore, liberatorio dell’istinto ferino dei repressi e dei vigliacchi che in Rete vanno a caccia di prede . Infatti  a migliaia di utenti Twitter non è certo sfuggita la polemica innescata dai fan di Gianni Morandi, 

 
 
 
 
delusi e arrabbiati perché il cantante di Monghidoro ha fatto la spesa di domenica ("Ma ai lavoratori non pensi?"). Se il diretto interessato si è stupito e scusato di aver provocato tanta ira, su Twitter sono partiti gli ovvi #jesuisgiannimorandi o #iostocongiannimorandi, ma anche una buona dose di ironia e sarcasmo: c'è chi vede ormai la spesa domenicale alla stregua di uno sport estremo e chi si chiede se forse, per giustificare un tale polverone, Morandi anziché la spesa abbia fatto una rapina...
Penso che   dal web passi il  90  % della fogna di questo paese. Qualunque esaltato, carico di una rabbia repressa per motivi che non riguardano la società, ma lui stesso, scarica su chiunque, sempre, a tutte le ore, tonnellate di bile, di livore. Attenzione, alimentando la moderna suburra si vincono le elezioni o quantomeno si  ha  un grosso  seguito   e  c può anche scappare  come successe  nel secolo scorso una  dittatura
 E' successo anche  a me  una  cosa  simile a   quella  di  Morandi  con attachi ma  anche difese   e  cancellazione di contatti .  Reo  di      : 1) aver  riportato - condiviso   una notizia bufala   presa  per  vera senza  verificare la  fonte e  vedere se il sito  è   farlocco  \ acchiappa link o una di quelle  pagine  facebook che  hanno cambiato  proprietari e  gestione   in maniera  più o meno   truffaldina perchè mi  sono  fidato  di una mia   utente ,  giudicandola   affidabile ,  visto che la conosco  dal 2010 circa   ., 2)  e   per   aver  condiviso un post   rozzo  e  volgsarte   per  provocazione ma   scambiato come un mio pensiero reale   .
Come se  fosse  facile   semplice    visto che  ci  cascano anche  giornali e siti seri . Esempio ?  La clamorosa bufala sui Rolling Stones a Cuba




02/07/16

Anche un uomo colto come Augias si piega al trash . sarà affiancato dalla bimbaminkia youtuber sofia viscardi


Mi fa meraglia   che  un uomo di cyultura  di Augias   non si ribelli  ai ditak  rai   che  pur   di fare  ascolti specie   fra la  fascia  giovanile   dia credito  alla culturta  dei bimbiminkia  ed ai  personaggi  
che   se  non fosse  per  i sociale  youtube   ( mi sa  che  Umberto eco  non aveva  tutti i torti  ) non ,i  considerebbe nessuno  .  Ecco   chi   verrà affiancato  ad  Augias  

                                                                        dal suo canale   di youtube  

 meditate gente    meditate    e  datemi  pure  del retrogrado     se  volete  . Ma  a me    questa  mi sembra  incultura  e non cultura  .  E la  canzone  che  ho  scelto.,  sangue su sangue   di de gregori   descrive, anche se   fermandosi  solo al sangue  e  allo splater  gratuito  e  non alla  merda    benissimo i media  televisivi  anticipando    queko  che poi  è diventata la rete  

10/04/16

volete ridere o indignarvi ? non potete perdervi l'inno della famiglia di Mario Adinolfi

da  http://www.meltybuzz.it/
Aggiornato il 10/apr/2016 15:18:35
Ecrit par MauroZap

Mario Adinolfi: Il Popolo della Famiglia ora ha un innoIl trash cattolico torna con uno dei suoi più grandi classici: gli inni brutti dedicati ad eventi, manifestazioni o partiti politici




L'unica ipotesi possibile è che il notevole impegno profuso per la propria famiglia non consenta di curare al meglio i video promozionali. Non ci sono altre spiegazioni per l'ennesimo video che eufemisticamente potremmo definire trash e che ha la funzione di propagandare le idee dell'ala più reazionaria della politica cattolica. Dopo l'indimenticabile spot contro la fantomatica Teoria del Gender ed il notevolissimo filmato a favore del Family Day, ecco che finalmente vede la luce (siamo pronti a scommetterci, con metodi del tutto naturali) l'inno del Popolo della Famiglia, il partito di Mario Adinolfi. I temi trattati nella canzone sono quelli che potete immaginare e lo stile lascia a desiderare proprio come preventivato. La prima frase, del resto, sembra avere un intento programmatico: “Alzati e cammina, dice a noi ora Cosa ne pensate del video




che potete trovare al termine del paragrafo? Diteci la vostra, se vi va, o qui   oppure  ai miei account  di :  facebook   twitter   whatsapp (  3286849962 )   gooogleplus

L'unico  cosa  che  qui  mi sento dire  è che  :  1  )  sono contento di averlo eliminato dai miie contatti di fb :, 2)   i crociati sono tornati . come se il rinascimento e l'illuminismo e i valori delle rivoluzioni laiche dell' 1800 ( 1830 e il 1848 in francia ed in europa ) non fossero mai successe .Mi sembra d'essere ritornati a quanto descritto da With God on our side   di bob  dylan 

  cover  italiana Traducanzone di Andrea Buriani - Canzone Contro la Guerra





l'originale     ancbe  se  inversione live  con testo




in  onda  non ricordo la stazione  alla radio  mentre  finisco   questo post

25/03/12

la cultura oggi










a chi mi dice perchè metto e lascio mettere film e musica sia qui che sul mio blog multiautore rispondop cosi : << Sai, al momento se non ci sono tre fighe tettone ( magari rifatte e siliconate ) che sorridono, un comico che tira due scoregge e l'ulltimo cantante di Amici, la cultura è sono considerata roba da cervellotici e da snob.>>