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09/09/17

A Pieve di Soligo lezioni di arabo e Corano: per gli italiani sono gratis prove d'integerazione e confronto fra culture diverse che va oltre o stereotipo devono essere loro ad integrarsi a noi non loro a noi .



Leggendo l'articolo che segue



A Pieve di Soligo lezioni di arabo e Corano: per gli italiani sono gratis
Pieve di Soligo, i corsi di arabo e corano sono promossi dall’associazione marocchina “Noi ci siamo” Il sindaco: «Strumento di integrazione». Già cento adesioni per il mese di ottobredi Silvia Ceschin

 da   http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca   del  08 settembre 2017


PIEVE DI SOLIGO. Pievigini a lezione gratuita di arabo nei locali comunali della Casa delle Associazioni di via Battistella. Il Comune di Pieve di Soligo ha concesso l’utilizzo degli spazi pubblici destinati ai gruppi di volontariato locali, all’Associazione marocchina “Noi ci siamo” che promuove corsi non a pagamento per l’insegnamento e la diffusione della lingua e della cultura araba tra gli italiani.
«Si tratta di un gruppo che collabora con il Comune anche nell’organizzazione dell’annuale festa multietnica in piazza – spiega l’assessore Roberto Menegon – e ha avanzato la richiesta di utilizzare gli spazi di via Battistella per tenere un corso di insegnamento della lingua araba aperto a tutti.




L’amministrazione ha dato il benestare all’iniziativa come ulteriore via di integrazione». Uno «strumento di prevenzione» per il sindaco Soldan. Un primo corso, già concluso, si è svolto tutte le domeniche mattina prima del periodo estivo e un secondo sarà avviato a breve. Uniche forme pubblicitarie sono il passaparola e una piccola locandina fai-da-te esposta all’ingresso della Casa delle Associazioni di via Battistella: “Associazione Noi ci siamo organizza un corso di lingua araba gratuito presso il Centro Associazioni di Pieve di Soligo”. In chiusura il numero di telefono al quale gli interessati possono rivolgersi per avere informazioni. Risponde Mostafa Nawri, marocchino d’origine e fondatore dell’associazione nata ad aprile 2017. Ad aiutarlo nella traduzione è la figlia Fatine. «Stiamo ancora raccogliendo le iscrizioni – riporta la giovane – per i corsi di lingua araba che partiranno il primo ottobre».
Tre le classi per ora previste: una per i bambini dai 6 ai 9 anni, un’altra per quelli dai 10 ai 15 anni e un’ultima che raccoglierà la fascia più adulta.Un’ottantina le iscrizioni già raccolte per l'edizione in partenza a ottobre tra cui spuntano già diversi cognomi italiani. «Alle classi di bambini oltre alla lingua araba gli insegnanti madrelingua spiegano il Corano – continua Fatine – cosa che per gli adulti dovrà essere decisa insieme”. Tre ore di scuola la domenica mattina nelle tre aule della Casa delle Associazioni date in concessione dal Comune a “Noi ci siamo” a inizio 2017.
Trecento euro l’anno è la somma che Nawri ha dichiarato di versare per l’uso dei locali senza l’ausilio di nessun contributo pubblico. Gli stranieri che partecipano al corso pagano, gli italiani non devono versare nessuna somma per frequentare le lezioni di arabo e, se
interessati, di Corano. A fine settembre si chiuderanno le iscrizioni che hanno già raggiunto il centinaio. Numeri importanti per una realtà la cui esistenza è rimasta fin'ora semisconosciuta persino alle altre associazioni che si riuniscono nella struttura.




ho risposto cosi ad un commento  e    agli altri  tre   " mi piace  " all'articolo preso   dalla  la pagina facebook di geolocal ( https://www.facebook.com/gelocalcronacaitaliana ) 

Giovanna Bacchini Scusate, ma perché dovremmo imparare noi l'arabo? Devono integrarsi loro, non noi.

Rispondi
4
2 h
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Giuseppe Scano perchè non entrambi noi la nostra cultura e le nostre usanze e leggi , e noila loro , questa e è vera integrazione o meglio coesistenza @Davide Civero ,@Melissa Droghetti , @Angela Piscopo , @Rosy Toretti

RispondiAdesso


 eccludendo quelli razzistici   xenofobici  e   volgari    con cui  non vale la pena  perdere  tempo  ,  perchè è  come darte le perle  ai porci   o lavare  la testa all'asino    con il sapone  . Ma  che  riporto per  dimostrare  il  clima  di chiusura    nazionalistica  \  campanilistica   e mentale    verso  la  cultura  non propria  che  c'è  , oltre   alla moda   \  accettazione  passiva     della  cultura  non nostra  

Ottavio Turi Prendetelo in c....

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1
2 h
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Maurizia Cragnaz Xchè noi italiano dovremmo imparare l'arabo 😡

Rispondi8 min
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Davide Civero Ditemi che non è vero!!!😨😨😨
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Salvatore Gugliuzza Portaci tua madre stronzzzzz

Rispondi1 h
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con questo è tutto . attendo le vostre opnioni in merito

24/03/17

mamme carnivore picchiano mamma vegana perchè la sua bimba di 7 anni racconta ai compagni cosa pensa su carne e pesce


in sottofondo  vegano intollerante di  valentina  rubini 




di solito visti i precedenti



Milano, Cruciani sfida gli animalisti vegani con un salame in mano: aggredito in radioIl conduttore della Zanzara Giuseppe Cruciani vittima dell'assalto in redazione di un gruppo di animalisti vegani dell'associazione "Fronte animalista" che si sono sentiti presi di mira durante le sue trasmissioni. Il video documenta il presidio degli attivisti, che sono poi riusciti a entrare con la chiara intenzione di pestare il conduttore, costretto a scappare dopo essersi presentato con un salame in mano. "Chi predica violenza e sopraffazione e in più deride e porta in studio animali condannati a morte si deve aspettare solo una reazione forte e decisa degli animalisti", è il messaggio via Fb dell'associazione, che annuncia: "Non finisce qui"









sono, ovviamente senza generalizzare perchè conosco direttamente vegani che non arriverebbero mai a certi situazioni , i vegani più intolleranti a reagire cosi . Ma stavolta secondo questa storia riportata da http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/ del 23\3\2017 è l'inverso


La sua bimba di 7 anni racconta ai compagni cosa pensa su carne e pesce e alcuni genitori strattonano e minacciano la mamma







di Francesca Ferri




Frutta fresca servita in una mensa scolastica (foto d'archivio)

GROSSETO. Circondata dalle altre mamme, strattonata, bloccata e minacciata: «Di' a tua figlia di smettere di parlare in quel modo ai nostri bambini». «Quel modo» è semplicemente la constatazione, da parte di una bambina di 7 anni, che l’hamburger nel piatto del compagno di classe una volta era un vitello e i bastoncini impanati erano un pesce. Una verità “scomoda” che ha insinuato nei piccoli qualche dubbio sulla loro alimentazione carnivora. E per questo alcune adirate genitrici hanno deciso di farla pagare alla mamma della bambina.
immagine simboloCosì lei stessa racconta questa storia che sembra uscita da un altro mondo o per lo meno da un’altra epoca. Il culmine del clima di tensione che si trascinava da tempo è arrivato nel pomeriggio di mercoledì 22 marzo, quando la signora è andata a scuola a riprendere la figlia, in un paesino del Grossetano. Il nome della donna, così come quello della scuola e il paese non possono essere rivelati nel rispetto della legge che tutela i minori sulla stampa.«Io sono vegana e mia figlia è vegetariana – spiega la donna – e per questo motivo non siamo mai state accettate dal resto della classe. Con la scuola, invece, non ci sono mai stati problemi: alla mensa le servono un pasto vegetariano».La piccola è una bambina sveglia e curiosa, racconta la mamma, «e a volte capita che vada da un compagno o da una compagna e dica: “Ma lo sai che quel che stai mangiando era un animale e ora è morto ?

Bambini a una mensa scolastica

Lo sai che quello era un maialino”, e così via». Informazioni che, tra l’altro, a 7 anni dovrebbero essere acquisite. «Insomma, pare che gli altri bambini abbiano cominciato a farsi delle domande – continua a raccontare la mamma – e i genitori sono “avvelenati” con me».I rapporti si sono guastati, dice la signora, alla fine dello scorso anno scolastico, quando lei aveva proposto un pranzo a casa propria. 
Grosseto. Lei vegana, la figlia vegetariana: "Io aggredita dalle mamme fuori dalla scuola"
«Proposi un burger vegetale – racconta – ma mi dissero che volevano il barbeque di carne e che non dovevo “imporre” la mia alimentazione. Figuriamoci...». Da lì niente è stato più come prima. «Ho dei messaggi sul cellulare del tipo: “Stai attenta”», dice la signora.Ma il peggio doveva venire. Ed è accaduto mercoledì 22 marzo. «Sono arrivata a scuola in auto, erano circa le 16.10 – racconta la donna – e quattro o cinque mamme mi hanno bloccata per non farmi uscire. Prima mi hanno aggredita verbalmente, poi una mi ha rigato la fiancata lato guida con le chiavi. Poi strattoni, offese, capelli tirati, spinte. Una faceva molto la grossa. Erano arrabbiate perché la bambina racconta ai loro figli la verità su quel che mangiano». E qualcuno di loro comincia a rifiutare bistecche e filetti.Eppure, dice la signora, non è l’unica verità che i piccoli imparano a scuola. «A mia figlia in classe le hanno detto che la fatina dei dentini non esiste, che Babbo Natale non esiste, le hanno tolto tutta la fantasia ma non è che vado ad aggredire gli altri genitori», spiega la signora. Il brutto episodio non passerà comunque in cavalleria. La signora presenterà infatti denuncia ai carabinieri.comunque in cavalleria. La signora presenterà infatti denuncia ai carabinieri.


10/01/16

H&M finisce nel mirino per la sciarpa “ebraica” che somiglia al Tallit che fissazioni ci sono in giro



.... e che c... non si può più fare nulla d'innovativo o di sperimentale che succede quello  di ci  parla
 http://www.blog-news.it/post/finisce-nel-mirino-per-sciarpa-ldquo-ebraica-rdquo-che-somiglia-tallit




IL  colosso svedese si scusa: «Non era nostra intenzione offendere nessuno. Le righe sono una delle tendenze di stagione ed è a questo che ci siamo ispirati». Ma intanto su Twitter fioccano le critiche
H&M finisce sotto accusa per una sciarpa che, secondo gli utenti dei social media, richiama nei colori e nei motivi, il tallit, il tradizionale scialle di preghiera ebraico bianco, a strisce nere e con le frange.

TALLIT H&M: LE POLEMICHE SU TWITTER

La sciarpa ha una tinta beige, con strisce nere e viene venduta sul sito a 14 euro e 99 centesimi. Su Twitter, molti utenti si sono sentiti offesi dalla scelta del brand.


LE SCUSE DI H&M

Il colosso si è scusato: «Siamo davvero dispiaciuti se con il nostro capo abbiamo offeso delle persone. Da noi chiunque è il benvenuto, e non abbiamo mai preso una posizione politica o religiosa. Non era nostra intenzione offendere nessuno. Le righe sono una delle tendenze di stagione ed è a questo che ci siamo ispirati».


COME IL PIGIAMA DI ZARA

La vicenda ricorda un po’ quello che accadde a Zara, qualche anno fa, quando distribuì un pigiama a righe con una stella che ricordava quella di David. «Chiediamo veramente scusa ma il capo era ispirato alla stella dello sceriffo dei classici film western. Ora non è più disponibile nei nostri stores», spiegò l’azienda dopo le critiche ricevute sui social.

come l'amica   \ compagna  di strada  Tina  Galante       , mi  chiedo  





Tina Galante tramite BlogNews
42 minuti fa
Ma voi vi rendete conto di quanto sia stupida l'umanità?
Spero di sì

03/12/08

Senza titolo 1068

Comunicato Stampa
Gianni  Geraci
Gruppo del Guado – Cristiani Omosessuali
Via Soperga 36 – Milano
Telefono 347 73 45 323 – Email: gruppodelguado@gmail.com


Quando le immagini degli omosessuali [minorenni, vedi foto sotto, n.d.r.] che il regime iraniano ha condannato a morte hanno fatto il giro del mondo abbiamo atteso che la Santa Sede dicesse qualche cosa per difendere la vita di questi giovani che venivano impiccati solo perché erano omosessuali. Abbiamo atteso, ma la diplomazia vaticana ha osservato un assordante silenzio.




Adesso che i Paesi europei hanno presentato alle Nazioni Unite una mozione in cui si raccomanda agli Stati membri di depenalizzare l'omosessualità ci saremmo attesi, da parte della Santa, Sede parole di incoraggiamento e di sostegno. Abbiamo invece letto le dichiarazioni del rappresentante del papa presso le Nazioni Unite in cui si sostiene che una tale mozione è da rifiutare perché porterebbe, prima o poi, al riconoscimento delle unioni omosessuali.


 

Ha detto in sostanza monsignor Migliore che: o si sta con i paesi che, come la Francia e come la Spagna, hanno fatto del rispetto della persona umana e della sua integrità fisica e psicologica il paradigma di riferimento delle loro politiche; o si sta con i paesi che, come l'Iran e l'Arabia Saudita, ancora puniscono con la pena di morte le persone che hanno rapporti omosessuali. E dopo aver diviso il mondo in due parti ha dichiarato che il Vaticano, dovendo scegliere tra le democrazie europee e le teocrazie mediorientali, sceglie queste ultime.

Noi ci sentiamo Europei e siamo orgogliosi di esserlo.


Ci sentiamo omosessuali e siamo contenti di essere così.

Ci sentiamo credenti e, pur ringraziando Dio per il dono della Fede, proviamo vergogna per questa Chiesa che confonde il suo potere teocratico con il messaggio del Vangelo e uccide la speranza di tante donne e di tanti uomini a cui il Signore l'ha mandata.



Chiediamo allo Spirito Santo di illuminare le menti dei vertici vaticani, ormai ottenebrate dalla paura e ricordiamo al papa e ai suoi collaboratori che un giorno anche loro dovranno rendere conto al Signore delle tante parole sbagliate che hanno pronunciato quando hanno parlato di omosessualità.
 

 

 

 

16/11/08

L'ultimo tabù

L'immagine della ragazza crocifissa sul letto, che Telefono Donna di Milano ha lanciato per la ricorrenza del 25 novembre, ha scosso i nervi all'assessore Cadeo (Maurizio, non Cesare), di Alleanza nazionale. Secondo quest'ultimo, il ritratto offenderebbe la tradizione cristiana.















"Il seno è nudo - annota Stefano Rossi di "Repubblica" - la bella ragazza bruna è sdraiata sul letto..."; sul medesimo quotidiano don Andrea D'Asta, gesuita e critico d'arte, è più dettagliato: "C'è una donna bella e attraente che assume innegabilmente la posizione della croce ma che contemporaneamente ricorda la posa ammiccante della protagonista torbida del film American Beauty. Fotografata dall'alto, per insistere sul suo corpo. E' posta nuda su di un letto invitante, soffice, con cuscini collocati in modo da insistere sulla forma della croce. Ha i capelli scomposti, ma non le alterano il volto. Il richiamo alla croce è evidente, ma l'atteggiamento della donna è attraversato da una intensa sensualità, accentuata da un atteggiamento di resa invitante. La frase 'Chi paga i peccati dell'uomo?' è sovrapposta al pube".

Questa lunga citazione non manca di sorprendere, data la sua completa consonanza col giudizio ben più grossolano, ma senzainfingimenti,dell'assessore Cadeo.  
Non ci si attende, dall'assessore Cadeo, una conoscenza approfondita di Storia dell'arte. D'altro lato, giacché si proclama così ligio alla tradizione cristiana, si sarà pure accorto, anche distrattamente, anche sbadatamente, della presenza di numerose immagini licenziose nelle chiese, soprattutto antiche. Riguardo alla ragazza nuda l'accostamento con Guido Reni, rilevato da alcuni osservatori, pare evidente.
Anche Cristo era nudo; il Crocifisso di Santo Spirito, opera giovanile di Michelangelo, lo è poi totalmente. Privo persino di quel nubente e arioso panneggio che svela più di quanto vorrebbe celare e che si confonde con le tenere e lattee carni del Redentore. La casta virilità del Buonarroti non poteva accettare questi eufemismi pittorici: maschi o femmine, indistintamente, avevano per lui un'essenzialità spartana e sacrale. Via tutto, nel segno del definitivo incontro con Dio, di fronte al quale ognuno compare irrimediabilmente disadorno.

Nelle opere di Michelangelo si ravvisa sempre una perentorietà scultorea. Ben diversa da quello spirito balzano e ridente di Leonardo, dal cui san Giovanni trapelano fantasiose estasi ambigue, estri da soubrette, capricci di santi. E' il cielo, in fondo, a sfuggirci come un tinnulo monello. Per non parlare di San Sebastiano: presentissimo nelle pale d'altare, oggi dimenticato dai devoti (ma recuperato dalla cultura gay che ne ha fatto una sorta di icona: curiosando sul web ho trovato questa breve carrellata, piuttosto accurata anche se non vi compare un piccolo gioiello della cinematografia contemporanea, il Sebastiane di Derek Jarman).

Di fronte a questi Cristi in deshabillé, martiri discinti,profeti scollacciati la "tradizione cristiana" si è sempre devotamente genuflessa, compresi i principi della Chiesa che solo in uno dei momenti più bui della loro storia hanno pensato di ricorrere al "Braghettone" per cancellare, con la nudità dei corpi michelangioleschi, il proprio morboso tarlo.

Che l'assessore teocon, per nulla turbato dalla quotidiana esibizione di veline e ninfette da parte delle tv del suo potente alleato, lo ignori platealmente, non può meravigliare. Stupirebbe, semmai, che la sua "valutazione" sia sostanzialmente condivisa da uno stimato critico d'arte. In realtà, il paesaggio di formazione dei due è in fondo il medesimo.

Quanto a don D'Asta, solo un temperamento creativo, o, al contrario, molto occhiuto, poteva concepire associazioni di idee tanto ardite: la ragazza martirizzata ma bella (il prete ne preferiva una brutta, evidentemente), sul letto "soffice" (demoniaci languori, forse era meglio un rozzo tavolaccio), e, suprema empietà, quella frase "sovrapposta al pube": e a questo punto verrebbe da chiedere al padre molto reverendo dove l'avrebbe collocata, dato che si parla di stupro.

Il vero motivo di questa levata di scudi non è stato ravvisato, a mio parere, nemmeno dal pur ottimo Michele Serra, che preferisce soffermarsi sullo scandalo suscitato dalla Croce. Non che tale scandalo smetta di accecare: il guaio è che agli attuali farisei mancano persino gli occhi, e gli è rimasta solo la stoltezza. Quando la croce si reimpossessa del suo significato profondo è inevitabilmente legata al corpo, e al corpo nudo, straziato, certo, ma anche polposo, estenuato e serico come i quadri di Reni, perché anche in essi palpita il murmure dell'innocenza violata. La croce è sangue e terra, disfatta e rinascita della carne umana. Appartiene all'umanità, vi si identifica.



Ebbene. Cristo, san Sebastiano, san Giovanni e pureilre Davide (quello che danzava svestito davanti all'arca del Signore) erano spogliati, dolenti, languidi, ammiccanti, sanguigni o siderei, ma tuttavia maschi.

La donna crocifissa, dunque - peraltro non la prima in assoluto, un'immagine simile comparve sulla copertina dell'"Espresso" negli anni '70, in occasione del dibattito sull'aborto - traumatizza l'incolto Cadeo e l'erudito D'Asta perché essa stessa bestemmia. Scandalizza non la sua sensualità, ma il suo sesso.


E' chiaro: l'uomo, nudo o vestito che sia, è immagine di Dio. La donna, no. Malgrado tardive e ipocrite dichiarazioni di principio, Dio, secondo la tradizione cattolica, continua ad avere un sesso ben preciso e quel sesso è maschile: in un maschio Dio si è incarnato, un maschio celebra e benedice, in persona Christi, dall'altare. Il recente Sinodo dei vescovi, ignorando alteramente le richieste d'una maggior partecipazione delle donne alla vita della Chiesa, ha presentato come "novità" la concessione alle femmine d'accedere al lettorato e di distribuire la comunione: compiti che, in verità, esse svolgono da molti anni. In compenso è riaffiorata l'antica contrarietà papale alle chierichette, la cui presenza Ratzinger, da cardinale, combatté vigorosamente. Anche qui, per lo stesso motivo: la donna non è degna di rappresentare Dio.



"Dio è certamente padre, ma è anche e soprattutto Madre": queste dolcissime parole, pronunciate dal dimenticato Giovanni Paolo I, riecheggiano in realtà numerosi passi biblici, in cui il Signore stesso si paragona a una donna incinta, a una chioccia, a una casalinga accorta. Ma Ratzinger, seguendo, in ciò, la linea del suo predecessore, ha ritenuto opportuno rimettere tutti (e tutte) in riga, decretando: “Madre non è un appellativo con cui rivolgersi a Dio”.

Se la donna non è in nessun modo accostabile a Dio, figurarsi il suo corpo, naturalmente peccaminoso e tentatore. Non per nulla il padre D'Asta puntualizza: "Paula Luttringer, fotografa argentina sequestrata ai tempi della dittatura militare, parla della violenza delle donne desaparecidas fotografando semplicemente dettagli delle carceri in cui avvenivano le sevizie. Queste immagini mostrano il grande pudore e discrezione di un'artista che denuncia, suggerendo 'frammenti' di un dolore sconvolgente .








01/09/08

Toc Toc...C'è qualcuno in casa?

 



E' da poco tempo che uso internet. Sono una persona che pensa molto. Prima scrivevo i mie pensieri su carta, oppure li discutevo con mia figlia studentessa universitaria. Poi lei ha preso la laurea in Lettere Moderne ad indirizzo cinematografico, che naturalmente non le è servita a nulla e se ne è andata a vivere a Bologna.



La mia attività cerebrale non ha smesso di funzionare ed allora ho deciso di cimentarmi con internet ed aprire un blog. Mi ha anche aiutato il fatto di aver conosciuto, nel centro diurno dove svolgo volontariato, una donna speciale completamente disabile ma con un grande cervello e ho aperto un blog suo.



Ma torniamo al mio. Sono una persona che riflette molto sugli eventi e che si pone continuamente delle domande e l'ingiustizia, la stupidità, l'immobilismo, le stupidaggini, mi fanno incazzare e ciò mi rende spesso provocatoria.



Ho scritto post molto pesanti:



- Ho chiesto cosa si prova a stuprare una donna e perchè lo si fà. (2 commenti)



- Ho esortato i giovani a scendere in piazza, di smettere di usare le mani su internet ma di incominciare ad usare la voce (1 commento di mia figlia)



- Ho ironizzato, con un senso di ingiustizia più o meno celato, che Dio ha creato un uomo a sua immagine esomiglianza che però stranamente possedeva un pene (2 commenti)



- Ho fatto alcune recensioni di libri sconosciuti ma bellissimi (o commenti)



- Ho cercato di descrivere che questo pianeta è un contenitore di cose al femminile (0 commenti)



- Ho scritto due "poesie" (1 commento)



- Ho mandato a fannculo il 55% degli italianti che hanno votatato Berlusconi (2 commenti)



Quando ho aperto questo blog pensavo di poter discutere su queste cose, anche di essere contestata, di aprire dei rapporti.



Tra l'altro ho  il P.C. Windows vista e la chat non mi funziona. 



Rimane il fatto che incomincio a pensare di riprendere in mano i miei fogli di carta e continuare a scrivere su di essi.



 



26/07/08

"Noi Siamo Chiesa" replica al nervoso intervento di Padre Federico Lombardi sulla "Humanae Vitae"

"La Chiesa riconosca i suoi errori invece di demonizzare l’associazionismo cattolico di base che si richiama al Concilio"


Comunicato Stampa



Il portavoce di “Noi Siamo ChiesaVittorio Bellavite, che ha diffuso oggi il documento del proprio movimento sul quarantennale della Humanae Vitae, ha rilasciato la seguente dichiarazione:



“Leggo ora su agenzie di stampa il nervoso commento del Direttore della Sala Stampa vaticana Padre Federico Lombardi alla Lettera aperta al Papa pubblicata oggi sul “Corriere della Sera”, con la quale 59 associazioni cattoliche, americane ed europee (tra le quali Noi Siamo Chiesa), invitano il Papa “ad avviare un processo di riforma, restando fedele agli aspetti positivi della dottrina cattolica sulla sessualità ed abrogando la proibizione della contraccezione”. Padre Lombardi forza il testo della lettera e non entra nel merito dei veri problemi che la Humanae Vitae pone alla Chiesa e ai cattolici da quaranta anni. Nella Lettera aperta al papa non si dice “che la posizione della Chiesa è la causa della diffusione dell’AIDS” ma solo che essa “ha esposto milioni di persone al rischio di contrarre l’AIDS”. Sono due cose un po’ diverse. E chi può contestare che il divieto dei preservativi ha creato grandi problemi nella prevenzione dell’AIDS ? Demonizzando sbrigativamente i firmatari (“noti per le posizioni contestatrici e in antitesi al magistero della Chiesa”) Padre Federico Lombardi non fa un servizio alla Chiesa come non lo fanno quelle gerarchie ecclesiastiche che si rifiutano di dialogare con essi. Padre Lombardi dovrebbe intervenire nel merito del problema :



1) è vero o non è vero che il punto centrale della Humanae Vitae (proibizione della contraccezione) non è stato recepito dalla gran parte del popolo di Dio ? e che questa non recezione, che dura da quaranta anni, pone problemi dal punto di vista sia teologico che pastorale ?


2) è vero o non è vero che la “scelta secondo coscienza” in materia di contraccezione fu sostenuta da molti Padri al Concilio e dalla grande maggioranza dei membri della Commissione costituita ad hoc da Paolo VI ?


3) è vero o non è vero che la credibilità del magistero viene messa in discussione da questa ostinata difesa di una posizione, continuamente discussa e contestata, silenziosamente o apertamente, sia ai vertici che alla base del mondo cattolico?



Un’ultima constatazione : gli aderenti alle associazioni firmatarie, in particolare a Noi Siamo Chiesa, sono parte integrante ed attiva della Chiesa, nelle parrocchie e nelle diocesi e hanno rapporti positivi con i tanti che nella Chiesa chiedono che si ritorni al processo riformatore avviato col Concilio Vaticano II. Solo da questo punto di vista, quello di una grande fedeltà alla Chiesa ed alla sua missione evangelizzatrice, essi possono essere considerati critici dell’orientamento prevalente con l’attuale pontificato.



Siamo sicuri che, in un futuro non troppo lontano, il magistero dovrà dimenticare o superare la Humanae Vitae, l’errore più grave di Paolo VI. Quanto all’accusa, piuttosto volgare, di Padre Lombardi sul “chi vi paga? I mercanti di preservativi?” sappia il Direttore della Sala Stampa della S. Sede che tutte le associazioni di base si autofinanziano e che nessuna ha a disposizione neanche una briciola delle consistenti risorse economiche di cui può disporre il Vaticano e, in Italia, la Conferenza Episcopale (dimentica dell’evangelico “gratis accepistis, gratis date”)”.




Roma, 25 luglio 2008










(Nota della redattrice: Anche il card. Martini, fra gli altri quasi mai nominati dalla grande stampa - si pensi all'Abbé Pierre - recentemente ha manifestato
serie perplessità circa la Humanae Vitae. Pertanto le accuse di Padre Lombardi si dimostrano, una volta di più, pretestuose e prive di fondamento.)












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