Visualizzazione post con etichetta alimentazione vegana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta alimentazione vegana. Mostra tutti i post

25/03/17

vegetariano , vegano , carnivoro , onnivoro ? ma che importnaza ha importante è il rispetto e il saper fare buon viso a cattivo gioco

 dopo   il mio post  molti   in chat   una persona   mi ha  chiesto ma tu sei   vegano o  carnivoro  ?     stavo per  rispondere  quando  alla  discussione  si è  unita  una terza  persona    e  ha detto :   <<  non è vegetariano  , basta  vedere le foto delle verdure   raccolte   nel suo orto che  posta  sul  suo facebook . 
Io  sono una terza   via   cioè onnivoro  (  ed  se  cercate  nell'archivio trovate   ,  " reportage  "  su   un pranzo  con amiic\che vegetariani e  vegani  )   mangio  di tutto compresa la carne ed  i latticini  , ovviamente  quando è possibile  quelli  allevati naturalmente    ed   non industriali .
rispetto ( i  commenti   riportati sotto  sono  presi   da http://invececoncita.blogautore.repubblica.it/  più  precisamente e qui 

  sia   la  scelta   Vegana 


CaterinaServi
La scelta vegana è dettata da un ragionamento molto semplice: non è giusto - perchè è un abuso, una prevaricazione violenta inammissibile - sfruttare e far soffrire una creatura vivente e senziente che - proprio come noi umani - desidera vivere in pace e a proprio agio. Se lo facciamo da tanto tempo non è una buona ragione per continuare a farlo: siamo gli animali più intelligenti e dotati di senso etico e morale? Allora agiamo di conseguenza. Siamo anche dotati di capacità empatica, quel meccanismo neurofisiologico che ci fa entrare in risonanza con la sofferenza altrui e che ci permette di essere adeguatamente e naturalmente compassionevoli. Gli animali "da macello" sono esseri sensibili e amorevoli come i cani e i gatti che vivono con noi e amiamo. Siamo indifferenti verso di loro soltanto perchè la loro atroce sofferenza e le torture che gli vengono inflitte non si vedono. 

sia  quella   carnivora 

Gabriele Bombardieri
Sono in medico e ricordo a tutti che l'uomo è per natura onnivoro(qualcuno può documentarsi sulle differenze tra l'intestino di un uomo è quello di una mucca o un cavallo?)ricordo che le nuove generazioni alimentate anche con proteine animali sono cresciute in statura media di circa 20 cm e probabilmente continuano a crescere.quanto alle cosiddette evidenze cancerogene di certi alimenti non esistono a tutt'oggi studi randomizzati(che sono gli unici che danno evidenze statisticamente significative)che dimostrino una evidenza clinica di cancerogenicita' di alimenti particolari tipo carni rosse .si è solo constatato che l'aumento di ceri tumori è proprio di certe popolazioni che si alimentano con quantità superiori di proteine animali di origine bovina.purtroppo come tutte le osservazioni superficiali ,non tengono conto del fatto che sono anche le più longeve e quindi più soggette a tumori

 riprendendo  l'argomenti trattato nel post   precedente  e  ripreso   anche  dall'articolo di concita    do ragione  a    questo  commento  anonimo  
Certo siamo un popolo strano leggevo di mamme che protestavano perché alla mensa davano ai suoi figli risotto con i porri, non si sa bene cosa devono mangiare questi poveri bambini io penso che una dieta equilibrata sia quella di mangiare di tutto. Questi integralisti vegani che oggi vorrebbero vietarmi di mangiare una bella bistecca alla fiorentina al posto di uno sformato di semi vari che al solo pensiero mi sento male domani magari mi vieteranno di mangiare gli insetti perché anche le cavallette soffrono. Siete persone pericolose perché non avete nessun rispetto per chi non la pensa come voi. Mentre noi onnivori vi lasciamo mangiare tutta l'erba e semi che volete lasciateci gustare un bel maialino al forno con patatine annaffiato con un buon Chianti.

Continuando a leggere  i vari commenti  dellla  diatriba    vegani \  vegetariani     contro   carnivori ho trovato  interessante  il commento  di Pino Lollo    che  più o meno  arriva  alle mie stesse  conclusioni

E' una guerra di religione. Mia moglie non mangia carne, io da tempo cerco di mangiarne poca, i figli 27 e 19 anni, per contrapposizione, appena possono mangiano carne.
Io capisco e condivido solo due argomentazioni verificabili e misurabili :
la carne non fa bene,
il ciclo produttivo degli animali da macello non è sostenibile.
Le altre argomentazioni animaliste/vegane mi sembrano fideistiche:
l'uomo è senziente anche l'animale è senziente quindi se uccido un animale è come uccidere un uomo e quindi è un assassinio.
Io dico, in quattro milioni di anni l'essere senziente uomo ha sviluppato forme di pensiero variegate ed evolute al punto di arrivare ad avere rispetto degli altri uomini e anche degli animali.
Ora per quanto ci è noto non esiste animale carnivoro che in questi 4 milioni di anni abbia costruito un pensiero e a partire da questo o abbia smesso di cacciare le sue prede.
Poi  la discussione  via    chat  è continuata  fra ****  e *****    e poi mi sono   rotto  e  gli ho  lasciati   in quanto  stava  diventando  noiosa    ed  improduttiva  del tipo

 ***** ma   i vegetali che  voi   mangiate  e  raccogliate  soffrono anche loro come  gli agnelli che   ci   accusate  di mangiare   .
**** Uccidere animali per mangiarli non é assolutamente necessario. Comunque, risposta alla tua battutina   asserire che un cetriolo(  per  citare  una verdura   a caso )  possa soffrire quanto un agnello sgozzato é una cosa talmente ipocrita che non meriterebbe risposta. Pota un cespuglio e dimmi se riusciresti secondo coscienza a tagliare la zampa di un cane sostenendo che sia la stessa cosa. Inoltre, se tu credessi veramente a quello che hai scritto (ma non é certo cosí ) e ti preoccupassi per davvero della sofferenza delle piante, dovresti a maggior ragione essere vegetariano. Per allevare per anni gli animali da abbattare é necessaria una quantitá di alimenti di origine vegetale enormemente superiore che se te ne cibassi invece direttamente. Perché non mi indigno con il leone? Beh tanto per cominciare perché uccide per sopravvivere e non per sfizio...

perchè la  penso    come 


3 ore fa
Eugenio Bacchini
Ahimè, quando una dieta diventa un'ideologia, sorgono i problemi. Anch'io sono stato vegetariano per un periodo della mia vita, ma erano altri tempi (fine anni 70): nessuno mi ha mai rotto le scatole, tutt' al più erano curiosi di sapere cosa mangiavo, né io mi sono mai sognato di dare dell'assassinio ai miei amici carnivori, o sentirmi superiore per via della mia dieta. Questo mi sembra più tifo calcistico...


ora     sia  che il vegan   sia   una moda  o  una  scelta  \  principio  mortale    (   principalmente quelle  persone    che   conosco  lo    sono  per   scelta      sono  d'accordo  con 


Elisa Cip
Attenzione che il veganesimo non è' una scelta, ma un principio di etica e di morale. Non è' estremismo, non è' una dieta, non è' una moda. I giornalisti, prima di esporsi in un articolo di giornale dovrebbero informarsi, perché il concetto di veganesimo è' ormai noto.
 
Cioncita  avrebbe dovuto   prepararsi  meglio  o  forse  come  sostiene



Francesco Chiantese
Concordo che non sia una moda; ma "tecnicamente" è una dieta (forse lei intendeva "non è una dieta dimagrante" ma è ovviamente una dieta, almeno in italiano) ed è una "scelta" nel senso che si sceglie, per etica e morale come lei giustamente ricorda, di non mangiare alcuni alimenti e di adeguare alla propria etica e morale la propria dieta alimentare. 

Concludo  con  questa  domanda  . Ma per un onnivoro che è abituato a mangiare carne, ma ANCHE vegetali (si spera, altrimenti sarebbero pasticci seri per la sua salute), quale sarebbe il problema se, occasionalmente, una volta ogni tanto, si fa un singolo pasto di soli vegetali, senza mangiare carne?








una grigliata di zucchine e melanzane, sono oltraggiosi? 

25/12/14

Il boom dei vegani d'Italia ora arriva anche in farmacia . speriamo non sia solo per moda \ omologazione culturale ma che sia una scelta coerente


repubblica  del  24 dicembre 2014
Il boom dei vegani d'Italia ora arriva anche in farmacia

Niente carne, niente uova, solo cibi "etici". E anche medicinali su misura. Sono ormai 700 mila nel nostro paese, un fenomeno in costante crescita
di MICHELE BOCCI

Il boom dei vegani d'Italia ora arriva anche in farmacia
NON è solo una questione di dieta. Chi decide di diventare vegano cambia le sue abitudini anche quando si tratta di comprare un giubbotto oppure curarsi. In Italia ci sono tra le 400 e le 700mila persone che hanno fatto questa scelta e il loro numero aumenta a un ritmo del 10-15% all'anno. Si tratta di consumatori, molto consapevoli ed esigenti, ma pur sempre consumatori. E così chi gestisce una tipologia di esercizio commerciale tra i più attenti ad intercettare le esigenze di chi compra sta pensando a loro. Sono già conclusi infatti i primi corsi per farmacisti che vogliono diventare vegano, ma anche vegetariano, friendly , cioè in grado di dare suggerimenti a chi sceglie non solo di non mangiare animali ma anche di non consumare prodotti che prevedano il loro sfruttamento. Il mercato c'è, e sempre più dottori farmacisti chiedono di fare la formazione necessaria ad ottenere l'attestato che assicura questo tipo di clienti. Sono già 120 i negozi abilitati dalla società Pharmavegana, che per 2.900 euro all'anno fornisce quattro anni di corsi (ma dopo il primo si ha già il "bollino" per la farmacia), e a marzo dell'anno prossimo saliranno fino a 300. E sta per partire con un progetto simile anche l'associazione Assovegan, e non è da escludere che nel futuro prossimo si muova anche qualcun altro. Così nel giro di un paio d'anni gli esercizi in grado di accogliere i vegan cresceranno in modo esponenziale.
"Tutto parte da un gruppo di farmacisti  -  spiegano da Pharmavegana  -  Ci hanno chiesto loro di dargli una mano per imparare a confrontarsi con queste persone, che hanno una serie di richiesta salutistiche di vario tipo. Così abbiamo messo in piedi il nostro programma di formazione". Anche integratori e prodotti fitoterapici o erboristici possono non andare bene per questo tipo di clienti, perché alcuni contengono lattosio, propoli o miele ma anche gelatine o grassi di origine animale. "I vegan non possono prenderli e hanno bisogno di qualcuno che li consigli consapevolmente riguardo a possibili alternative  -  dicono sempre dall'azienda  -  Per curarsi o anche per supportare la loro alimentazione". Tutto questo teoricamente non riguarda i medicinali. Tutti i prodotti in vendita, anche larga parte di quelli omeopatici, sono testati su animali e così sono tutti inadatti per i vegan. Ma un farmacista consapevole delle esigenze di quel tipo di cliente può anche fargli capire che se ha una malattia importante, per guarire deve per forza prendere un farmaco.
Pharmavegana è legata a Sitar, un'azienda che produce alimenti. "Ma non sono specificamente per vegani", dicono dalla società: "Noi ci siamo mossi perché ce lo hanno chiesto i professionisti". Intanto hanno preparato anche un codice etico dove si legge, tra l'altro, che "il farmacista Pharmavegana si impegna a rispettare le esigenze del cliente vegetariano e vegano e a segnalare, nei limiti delle sue conoscenze, i prodotti per cui non viene effettuata sperimentazione animale. Allo stesso modo il farmacista s'impegna a un consiglio mirato sui prodotti finiti per cui non è stata effettuata sperimentazione animale, e a informare il cliente su prodotti sperimentati in passato sugli animali".
Quanto il settore sia in crescita lo dimostra la nascita di una seconda organizzazione che intende formare farmacisti. Nasce dall'associazione Assovegan, che fino a poco tempo fa collaborava con Pharmavegana ma poi per divergenze di vario tipo ha deciso di fare da sola. "La nostra è una visione etica  -  spiega la presidente Renata Balducci  -  e infatti tutti coloro che fanno i nostri corsi, nutrizionisti, medici, pediatri, sono loro stessi vegani". E così è iniziata anche la concorrenza.
 
 
 sempre su   repubblica      nela stessa   data  c'è  quest'altro  articolo interessante  . speriamo  ncome  ho  già deto  nel  titolo  .  speriamo non sia   solo per moda  \  omologazione culturale ma  che sia   una scelta  coerente  


La voglia di cambiare il mondo a cominciare dalla nostra tavola

«COSA c'è di male nel latte?». Il vegano sa che susciterà stupore spiegando perché, al di là degli spietati metodi della produzione intensiva, il bianco nutrimento materno non sia in principio destinato a noi: ma a un cucciolo, allontanato dalla mamma, quindi ucciso. Come in una rivelazione, l'interlocutore distinguerà la mucca da una gettoniera capace di produrre a comando la bevanda. Vegan, vegano; prima suonava extraterrestre, oggi invece piace e convince, tanto da diventare sinonimo del più vasto concetto di cruelty free. Senza crudeltà verso ogni specie, a maggior ragione la nostra. Se il vegetariano infatti ripudia il sacrificio altrui, allontanando da sé le proposte estreme degli acconciatori di cadaveri ( così Plutarco definì i cuochi), ma non quanto deriva dallo sfruttamento animale, il vegano salta il fosso e unisce le proprie sorti al resto del vivente. Egli intuisce bene e salvezza in quella che altri chiamano austerità, ritrova le proprie ragioni nell'essere liberamente essenziale.
Il difficile sforzo di coerenza all'interno del sistema consumistico ci mostra che ancora, a differenza dei polli in batteria, possiamo scegliere. Disattendere all'obbligo di consumare senza tregua, cambiare passo, anche se solo il nostro, rispetto alla corsa verso la distruzione del Pianeta, ci allontana dalla primitiva idea che la soluzione alle nostre paure sia nella sopraffazione dell'altro — cibo, pelli, vivisezione. Il vento cambia. Giovani vegani assaltano la politica, mentre tramontano le invenzioni linguistiche — vegetaliano? — dei virtuosi che rinunciano alla bistecca, ma non al pesce. Di VegFest, festival della veganità, è piena quell'Italia che spera nel riscatto di luoghi, salute e bellezza, intanto che governanti smarriti predicano l'insostenibile crescita sotto lo sprone delle multinazionali.


Margherita D'amico 

Archivio blog

Si è verificato un errore nel gadget