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Giuseppe Scano
Sonia Ripamonti ripeto era riferito all'attività non alla persona . in quanto non la cnosco personalmente
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Nostra patria è il mondo intero e nostra legge è la libertà
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«Parole gravi e fuori luogo quelle pronunciate in un video da Roberto Saviano a commento dell'assalto al furgone portavalori in Toscana, in cui offende tutti i sardi» dice Michele Pais, ex presidente del Consiglio regionale -. Penso che sia obbligo delle Istituzioni sarde difendere l'onorabilità di un Popolo che merita rispetto sempre, non solo durante le dorate vacanze estive per godere della bellezza della nostra Terra e della generosità di cui siamo capaci. Verso tutti. Anche di chi si permette di offenderci. Ma ancora più insopportabile è la circoscrizione di categorie criminali nei confronti dei Sassaresi e Desulesi, come se fossero ceppi antropologici criminali o clan di organizzazioni malavitose. Mi chiedo come si possa permettere fare simili affermazioni. Da sardo e da sassarese mi sento profondamente offeso. Mi attendo delle scuse, secche, senza giustificazioni, per delle parole pronunciate con eccessiva leggerezza. Anche se non cancellerebbero l'offesa, sarebbe il gesto minimo di educazione che Saviano, con umiltà, dovrebbe fare».
Assalti ai portavalori, Roberto Saviano: «La Sardegna produce criminali, non mafia»Queste le parole di Michele Piras, segretario di Sinistra italiana per la provincia di Nuoro nonché deputato: «Perché potete pensare ciò che volete di lui, ma potrete constatare voi stessi che non ha descritto tutti i sardi come criminali, nemmeno tutti i sassaresi né tutti i desulesi, così come non ha puntato il dito contro tutti i cerignolesi e i foggiani. Ragionando sul caso di Livorno ipotizza semmai una tecnica di assalto ai portavalori che caratterizza le azioni di questo tipo condotte da bande isolane e traccia un profilo quasi criminologico sull’approccio dei sardi alla criminalità, escludendo che si possa configurare come fenomenologia mafiosa e che vi siano rapporti strutturati fra la criminalità sarda e le mafie. Insomma sostiene che esiste una tecnica e un approccio “sardi” alla rapina ai portavalori, così come a suo tempo gli studi criminologici distinsero il sequestro di persona in Sardegna da quello delle bande calabresi, per fare un esempio non positivo. non positivo.
«Oggi il mio paese ha avuto un risalto nazionale,
Non entro nel merito di indagini e di vicende delle quali si occuperanno le istituzioni competenti», scrive Giuseppe Frau, desulese, vice presidente consiglio regionale.
«Da desulese però, a maggior ragione di chi in questo momento siede nelle istituzioni, mi preme sottolineare il fatto che non si possa e non si debba mai generalizzare, mi sento dunque di difendere l’onorabilità di Desulo e della comunità dove sono nato e cresciuto, fatta di gente onesta e laboriosa, orgogliosa delle proprie radici e dell'identità».
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dalla pagina fb di Città di Tempio Pausania Pagina istituzionale |
Sonia Ripamonti, milanese di nascita ma isolana nel dna da parte di mamma siciliana, è una giovane imprenditrice trasferita a Olbia con una storia che colpisce dritto al cuore. Una combinazione di coraggio, determinazione e amore per l’arte e l’artigianato locale, che l’hanno portata a scegliere, come casa, la Sardegna.La sua storia parte da Milano. Un lavoro faticoso e logorante, che ha bisogno di continue pause per ricaricarsi. Per Sonia, la Sardegna, non era mai stata una destinazione turistica da prendere in considerazione. Nel suo immaginario, si trattava di un’isola la cui fotografia non era altro che che quello che si leggeva sui giornali di gossip d’estate.Dopo aver lasciato il suo impiego nel settore marketing di una multinazionale a Milano, con la sua Smart carica di bagagli, di determinazione ed energia da vendere, sbarca in Sardegna. La sua voglia di scoprire lo sport del kitesurfing la porta a San Teodoro, dove conosce il suo futuro datore di lavoro, che la porterà a organizzare, nel suo locale in spiaggia, eventi per più stagioni. Il mestiere lo conosce bene: a Milano, aveva combinato il suo lavoro diurno ad un’attività di PR nei locali della provincia.“Una delle esperienze più belle della mia vita – ricorda Sonia – un luogo meraviglioso che non ha nulla da invidiare ai Caraibi”. Negli anni a seguire ha sfruttato la sua esperienza e ha realizzato, proprio nel settore eventi, tante belle iniziative, con grande soddisfazione personale. “Se hai bisogno di un posto che ti riconcili con la vita, la Sardegna è la meta perfetta – ribadisce -. In questo luogo, le persone sono calorose, sorridenti, accoglienti“.Nel 2020 arriva la pandemia, e tutto si ferma. Inizialmente, lo sconforto pare avesse preso il sopravvento. “Cosa mi invento, ora”, pensa Sonia. Mette in ordine le idee e riparte con un progetto imprenditoriale focalizzato sulla sostenibilità ambientale.Nel 2019, con la sua agenzia Special Occasion Services, operativa ancora oggi, Sonia aveva organizzato il Green Christmas Market: “Educavo il cliente negli acquisti natalizi, scegliendo qualcosa creato con le mani di un artigiano, prodotti a chilometro 0, opere d’arte, oppure indirizzarlo nella scelta di un’azienda che mira al rispetto della natura“.Poi, con l’apertura di uno spazio temporaneo, a Olbia, inizia a coinvolgere artisti e artigiani locali che avevano voglia e interesse a mostrare il proprio lavoro. Parte il progetto e apre uno showroom commerciale The Green Life: “Vedevo troppo egoismo, troppo disinteresse verso il destino del pianeta, troppo consumismo e commercio di cose inutili, troppa produzione di sciocchezze o di articoli che fingono di far del bene. Senza etica. Decido di utilizzare gli eventi per fare qualcosa di buono, per lasciare un messaggio positivo, per educare e sensibilizzare. Per dare il mio contributo ad un mondo migliore”, ribadisce Sonia.L’obiettivo di Sonia è chiaro: dare valore a chi crea e sostenere le piccole realtà era la missione principale. Ma anche educare all’acquisto senza polemizzare sul prezzo di un articolo perché dietro c’è la vita, la passione e il lavoro di una persona. L’acquisto fa del bene al produttore, al pianeta e a chi lo riceve.Uno dei principali valori che emerge dalla storia di Sonia è la sua autenticità. Lei stessa vive e respira i principi che promuove attraverso il suo business, dimostrando che è possibile avere successo senza compromettere l’etica e l’impegno verso il bene comune. Attraverso il suo lavoro e le sue iniziative, Sonia promuove anche l’empowerment femminile, donando voce, spazio e visibilità alle talentuose donne artigiane e creative della Sardegna.Lo showroom The Green Life si trova nel cuore di Olbia, in via Cavour angolo Piazza Regina Margherita: un luogo dove potersi rifugiare nel bello, teatro di eventi sociali, laboratori e workshop dedicati, spazio per fare acquisti con il giusto spirito green.
Anche il sito internet è una vera oasi digitale: si possono acquistare prodotti per il benessere, abbigliamento, vintage, accessori moda e anche pezzi di arredamento. Tutto rigorosamente sardo. “Il mondo – scrive Sonia nella sua pagina – è anche tradizioni, mestieri, sapere, arte e cultura. Interpretiamo il futuro e difendiamo il patrimonio del passato. Mondo è anche tradizioni, mestieri, sapere, arte e cultura. Interpretiamo il futuro e difendiamo il patrimonio del passato. Il nostro mondo è anche tradizioni, mestieri, sapere, arte e cultura. Interpretiamo il futuro e difendiamo il patrimonio del passato. Il nostro mondo è anche tradizioni, mestieri, sapere, arte e cultura. Interpretiamo il futuro e difendiamo il patrimonio del passato”.