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17/12/18

Omosessualità e aborto, le bufale pro-vita arrivano a scuola. È ora di dire basta

premetto  che  : 

1) sono  contro l'aborto specie  se  usato a  scopo   anticoncenzionale  . Ma  perchè  debbo    vietarlo  e    giudicando  o lanciando  ....  fango   chi lo pratica    costringendoli   all'aborto  clandestino o se   hai  soldi in svizzera  o cliniche  private .  Ma  sopratutto     condanno  è  mi fa  schifo :  chi lo  combatte  sia    con bufale  \  disinformazione  ed  falsità  ascientifiche     , ma  sopratutto     non rispettando  le  scelte  altrui ,  giudicando    , ed  additandole    come  criminali  .
2) Essendo  etero   mi danno fastidio   e  mi turbano   certi atteggiamenti   esibizionisti  e contro natura  , vedi utero in affitto  ,  del mondo  omosex  e  Lgbt . Ma  il ragionare   in quel modo   citato dall'articolo sotto riportato  ,  e  con teorie   prmai  arcaiche  ed  ascientifiche   mi  sembra   nn solo  omofobo  ma    sessualmente    discriminatorio    verso cooro   che hano  una sessualità   differente 










Omosessualità e aborto, le bufale pro-vita arrivano a scuola. È ora di dire basta





Alcuni avvenimenti degli ultimi giorni hanno coinvolto i movimenti pro-vita e i soliti alfieri dell’omofobia. Questi evidenziano non tanto la forza primigenia che agita quel mondo – l’odio per il diverso – quanto il metodo usato per far breccia nella società: la menzogna. Menzogna infarcita da una certa dose di mistificazioni. Vediamo perché.Cominciamo dal caso di Silvana De Mari, medico e scrittrice fantasy divenuta famosa per le sue dichiarazioni sulle persone Lgbt. In più occasioni la signora ha messo sullo stesso piano omosessualità e satanismo, gay e pedofili. Per questa ragione è stata portata in tribunale dal Coordinamento Torino Pride e Rete Lenford ed è stata condannata per diffamazione, poiché ha offeso “in più occasioni l’onore e la reputazione delle persone con tendenza omosessuale”. Un organo dello Stato ha dunque stabilito che mettere nello stesso calderone Satana, i pride e qualche prete che ha mal interpretato le parole di Gesù “lasciate che i bambini vengano a me” è un crimine. Sulla sua bacheca, tuttavia, si poteva leggere un’altra storia (il post è stato poi rimosso, come lei stessa spiega): e cioè che è stata assolta.

Adesso, è vero che tra i capi d’accusa, uno è caduto. Ma emergono due fatti:
1. è stata condannata a un risarcimento cospicuo. Non solo deve pagare la multa di 1500 euro – l’accusa ne aveva chiesti solo 1000 – ma anche risarcire le due associazioni che l’hanno denunciata con 2500 euro ciascuna;
2. la giustizia del nostro Paese condanna l’omofobia. Manda a dire a quelli come la signora che non c’è cittadinanza per discorsi come i suoi. Che il suo modo di pensare è apolide, in uno Stato di diritto. Questo De Mari non lo dice.

Ancora, in un liceo di Monopoli è stato proiettato un video contro l’aborto. Si tratta de L’urlo silenzioso, un filmato del 1984 talmente cruento che è stato vietato ai minori di 18 anni. Il docente di religione, che invece ha usato il suo ruolo per fare ideologia contro l’autodeterminazione delle donne, lo ha fatto vedere in prima liceo. Senza il consenso dei genitori. Emerge anche che qualche giorno prima nella stessa scuola sia stato invitato il Movimento per la vita, che ha parlato dello stesso tema dicendo che “la pratica dell’aborto prevede che si estraggano pezzi di gambe e braccia di bambini già formati”. Non è la prima volta che avviene un caso del genere.
La cosa inquietante è che quel documentario è stato bocciato dalla comunità scientifica, in quanto “disseminato di inaccuratezze, affermazioni false e esagerazioni, scientifiche, mediche e giuridiche”. Nel film, infatti, si dice che il feto alla 12esima settimana emetta un urlo silenzioso nel momento dell’interruzione di gravidanza. I medici negano categoricamente tutto ciò, in quanto il cervello e l’apparato respiratorio non sono ancora sviluppati. A scuola non si insegnano le bufale. I supporter “pro-vita”, a quanto pare, ignorano questa disposizione. Per prolife et similia, le associazioni che cercano di fare educazione alle differenze a scuola veicolerebbero idee bislacche e ascientifiche, per non dire criminali. Tra tutte, che si può diventare uomini e donne da un giorno all’altro. Con lo scopo di pervertire le giovani generazioni. I percorsi di educazione alle differenze, sempre secondo tali personaggi, si farebbero in semiclandestinità, tenendo all’oscuro i genitori. E invece questi casi dimostrano che sono loro, i prolife, a usare queste “modalità”: ovvero bufale e azioni fatte senza il consenso delle famiglie.Sempre nella narrazione omofoba, i ragazzi che fanno i percorsi di educazione di genere, in cui si dice che non bisogna picchiare il compagno perché gay – loro, i prolife, parlano di “gender” in questi casi – tornerebbero poi a casa sconvolti. Ci hanno pure fatto un filmato, su questa cosa. I fatti di Monopoli parlano invece di adolescenti turbati proprio dal video imposto dal docente di religione. Il bue, insomma, dice cornuto all’asino. Si ha la sgradevole sensazione, insomma, di essere di fronte a personaggi che se fossero vissuti in altre e ben tristi epoche non avrebbero avuto problemi ad accendere la pira sulla quale sacrificare la strega di turno. Oggi, per fortuna, abbiamo ancora lo stato di diritto e l’azione di queste persone è limitata dalle leggi e dal vivere civile. Non potendo fare roghi di libri e esseri umani, bruciano sul patibolo delle loro credenze ragione e verità scientifiche. Forse sarebbe il caso che questa gente – compresi certi insegnanti di religione – venisse tenuta ben lontana dalle nostre scuole.

O quanto meno visto la delicatezza di tali tematiche parlarne in modo non ideologico e disinformato ma in modo informato e possibilmente con un contradditorio fra i pro ed contro cosi che ciascuno possa farsi una sua idea o decidere a quale aderire . Ma sopratutto evitare che se ne parli come qualcosa , in qiesto caso dell'aborto come una procedura chirurgica semplice e indolore. Ma purtroppo non è così perché lascia ciccartici profonde nell'animo delle donne che lo fanno. Una società civile dovrebbe essere in grado di offrire l'aborto come ultima scelta tra tante di vita. Purtroppo non è così, almeno in Italia, dove si smantellano i consultori e progetti che vanno in questa direzione lasciando sola  la  donna   o portandola  ad aborti clandestini   o  ad  abbandono   del neonato oppure nell'impossibilità d'eseritare il suo diritto d'abortire in quanto ipocritamente ( ovviamente senza generalizzare ) molti medici sono obbiettori . Infatti ----- secondo questo articolo di Di Silvia Nazzareni del 17 Dicembre 2018 - 16:08 per
https://www.thesocialpost.it/2018/12/17 ------ [....] A più di 40 anni dalla legge sull’aborto, sembra che siano stati fatti passi indietro anziché passi avanti sulla libertà femminile nei riguardi del proprio corpo. È difficile immaginare quali possano essere state le conseguenze a livello psicologico della visione di questo video da parte di ragazzi e ragazze di 14 anni, in un’età fragile e che vede i giovani già rapportarsi al sesso con numerose diffidenze e paure.
terzo mese gravidanza
Un feto alla fine del terzo mese di gravidanza
SEBASTIAN KAULITZKI/SCIENCE PHOTO LIBRARY
Nonostante sia stato ormai ri badito e assicurato a livello normativo che il diritto all’aborto debba essere garantito e preservato, sono ancora molte le associazioni che promuovono un terrorismo psicologico che porti i giovani ad avere paura del sesso e ad approcciarsi in maniera distorta e negativa al rapporto con sé stessi e con un possibile partner. Questo fenomeno, se non bloccato tempestivamente, rischia di portare allo sviluppo di generazioni impaurite, poco coscienti delle proprie libertà e dei prorpi diritti, e sicuramente male informate sui fatti.
IL video in questione non è un inedito degli ultimi tempi: si tratta di un breve documentario di circa mezz’ora girato nel 1984 e nel quale appare il medico pro-vita Bernard Nathanson. Il film ha il titoloIl grido silenzioso, ispirato all’ “urlo” che secondo il medico il feto cercherebbe di emettere, aprendo la bocca, negli istanti in cui avviene l’aborto. Il video non è adatto a un pubblico sensibile: oltre a spiegazioni estremamente enfatizzate e crude, sono presenti immagini di aborti veri e proprio praticati su alcune donne. All’epoca dell’uscita del documentario ci fu molta attenzione mediatica su di esso e si riunì anche una commissione medica organizzata da Planned Parenthood che ha concluso che il filmato, oltre ad essere molto inaccurato, veicolava dati falsi e molte bugie a livello medico-scientifico. Nel video Nathanson attribuisce un’anima molto definita e già complessa, nonché una sorta di personalità a un feto, il che è stato ritenuto falso e tendenzioso da un punto di vista etico-giuridico

Oltretutto nel video si sente Nathanson parlare di pezzi di “gambe e braccia che vengono strappati”, frasi riportate anche dall’associazione pro vita Movimento per la vita, che si è occupata di introdurre il video alle classi e di argomentarlo. .[....] Ludovico Abbaticchio, garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza della regione Puglia, ha definito il fatto come “intervento deviante e terroristico nei confronti di minorenni”. Il garante ha anche dichiarato di volersi rivolgere alla procura dei Minori per andare in fondo alla questione.

25/11/18

quando l'obbiezione medica diventa omicidio Licenziato il medico obiettore nega l'intervento d'urgenza in ospedale. La donna aveva rischiato di morire

il  mio commento  alla  vicenda  del medico anti abortista   licenziato   (  vedere  linkl  sopra   )  perchè  non aveva praticato un aborto spontaneo  cosa ben  diversa  da   quello terapeutico )  ha  suscitato   molte polemiche e  malumori fra  i  alcuni  lettori   antiabortisti  ed  obbiettori  

 Risultati immagini per aborto spontaneo

  
Eccone  alcune  .  Cos'è per non fare  il servizio militare  la  esaltavi   , mentre  per un credo religioso    e una coscienza etico\  morale   lo condanni  ?   come   neghi un diritto  a chi non vuole  praticare  aborti ?   ma non eri contrario all'aborto  ?

Risultati immagini per altro e altrove cristian porcino Come ho già detto , nel post precedente ci  sono dei luoghi   (  l'ospedale  ed  il pronto  soccorso  )   e  momenti in cui obbiettare  rende  difficile  d'esercitare    la scelta  (  che per la maggiore parte  delle  donne   non è  a cuor leggero  ) d'abortire  , o crea  in caso d'aborto non terapeutico  rischi gravi per la  salute   e  la  psiche   della donna . Infatti  bisogna  ,  cosin  che  gli obbiettori   anti abortisti , sembra  non facciano   tra i  due  tipi  d'aborto  :  quello  terapeutico  e quello spontaneo   .  
La mia  posizione  sull'aborto   la conosciete  già (  se  non la conoscete   cercatevi nell'archivio  del  blog  i miei post  in merito )  ,  ma   qui     non si tratta   solo   d'essere   pro o cintro    l'aborto  , in quanto  nel caso contestato   non si tratta d'aborto  terapeutico ma d'aborto spontaneo 
Diritto  negato  ?   secondo me no   ed    lo spiega benissimo   quest'articolo    (  sopratutto  le parti da me  sottolineate  )     tratto  dal libro Altro e  Altrove   di Cristian  Porcino    (  copertina  a  sinistra  )    con il quale  abbiamo in comune   la scelta  del  rifiuto  delle  armi  e  del servizio militare  Cristian    ha  avuto la possibilità di  rifiutarlo   ed praticare  l'ìobbiezione   , io  sono stato scartato alla  vistia  perchè   sono  fabico opvvero   ho  il favismo 










Ecco quindi che  se  sei medico  anti abortista , ok  è una tua  scelta  etico \  morale ,    puoi esercitare   la  tua professione in un ospedale  privato  o pubblico religioso  , non  in quello   pubblico  nei reparti   di pronto soccorso (  dove  può  capitare  una donna  con aborto spontaneo  )   od  ginecologia   (  dove  si praticano    aborti  ) .   Si può essere     obbiettori    soprattutto   se lo si  è   realmente  e  non  per  opportunismomo di comodo  cioè   obbiettore  in pubblico  ma abortista  in privato ,   anche   senza  creare problemi  o conseguenze  gravi agli altri  .  Come  fece

  da   la  voce    a lui dedicata  su  wikipedia 

DossDesmondT USArmy.jpg
Desmond Thomas Doss Lynchburg  7 febbraio 1919 – Piedmont 23 marzo 2006
 è stato un 
militare statunitense.È stato il primo di soli tre obiettori di coscienza 
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Desmond Thomas Doss
7 febbraio 1919 – 23 marzo 2006 (87 anni)
Nato aLynchburgVirginia
Morto aPiedmontAlabama
Luogo di sepolturaChattanooga National Cemetery
ReligioneChiesa cristiana avventista del settimo giorno
Dati militari
Paese servitoStati Uniti Stati Uniti
Forza armataUS Army
Unità77th Infantry Division
Anni di servizio1942–1946
GradoCaporale
GuerreSeconda guerra mondiale
CampagneBattaglia di Guam (1944)Campagna delle Filippine (1944-45)Battaglia di Okinawa
DecorazioniVedi #Onorificenze
Desmond Doss: The Real Story
voci di militari presenti su Wikipedia
Nacque a Lynchburg in Vir-ginia il 7 febbraio 1919, figlio di William Thomas Doss, un carpentiere, e Bertha E. Oliver.[3][4]  Arruolatosi volontariamente nell'esercito nell'aprile del 1942[5], si rifiutò di portare qualsiasi tipo di arma in quanto appartenente alla chiesa cristiana avventista del settimo giorno e diventò di conseguenza un soccorritore militare. Assegnato alla 77ª Divisione di fanteria, prestò servizio nel teatro di guerra del Pacifico e per le sue azioni sull'isola di Okinawa fu decorato con la Medal of Honor: si distinse per aver salvato, senza sparare un colpo, 75 uomini[6].È morto il 23 marzo 2006 a Piedmont in Alabama a causa di problemi respiratori.

In Memory of Harold Edward Doss, Brown Funeral Home. URL consultato il 1º agosto 2015.
Desmond T. Doss, su collegedale-americanlegion.org (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2014).
WWII Army Enlistment Records, su aad.archives.gov, 30 giugno 2005.
6 Richard Goldstein, Desmond T. Doss, 87, Heroic War Objector, Dies, su New York Times, 25 marzo 1991. URL consultato il 16 giugno 2013.
The Conscientious Objector, su imdb.com, 2013. URL consultato il 29 gennaio 2013.
8  Hacksaw Ridge (2016), su IMDb, 29 gennaio 2015

la cui stroria  è stata magistralmente raccontata : dal film La battaglia di Hacksaw Ridge (Hacksaw Ridge)  un film del 2016 diretto da Mel Gibson.  di cui  trovate  sotto   il  trailer  e    dal documentario intervista di Terry Benedict, tradotto e doppiato da Light Channel Italia che trovate qui su youtube
E poi  se  ci  si pensa  un medico   anche se  obbiettore    dovrebbe, quando si tratta    della salute   della  donna    che ha , come in questo caso , un aborto spontaneo  ,mettere  da parte \  accantonarte  le sue  convenzioni   scelte    etico   \  morale  per  il bene  comune  cioè applicare  il  giuramento  d'ipocrate cioè  fare  l'imnteresse    del malato   e  di chi  ha  necessità di  cure  , evitando per  egoismo  ideologico  che   una  persona    rischi la  vita   andando  anche " contro" il  suoi   stessi principi  anti  abortisti  . 

 Io  , e  qui  concludo   , non condanno in base alla libertà  di pensiero e  d'pinione   tale  obbiezzione   ma non la  condivido  e non l'accetto  innuna  struttura  pubblica  ,  se  proprio   sei obbiettore  antibortista    sia  che  lo sia  di comodo che  lo  sia  perechè lo pensui  davvero  ,  fallo in una struttura    privata  , in quantoi nel pubblico    crea  problemi  sia nel  far  rispettare  tale scelta  ( dolorosa  certo mica  la  si prende   a  cuor  leggero  o  mica    è semplice  prendersi la responsabilità di  far  nascere  e  crescere un figlio  down o con   una  grave  malformazione ,   mettere  al  mondo un figlio di uno stupro , di una violenza    o incesto , ecc   )  aborto  terapeutico , o quando  ciò  avviene  per  complicanze  della   gravidanza  ovvero   l'aborto spontaneo  .IL  rispetto  , come dice   il librio citato     nelle  righe recedenti  ,  dev'eser reciproco  non si puo  filosofeggiare   con la  vita  o  la mote o   ,  aggiunta mia  con la  sofferenza  nel caso   di rifiuto    di continuare le cure    in caso  di malattie  terminali    senza  speranza  o  il  voler morire  con dignita'  e non voler  vivere  come  un vegetale  dipendendo da  macchine  o   dagli altri in tutto   come per  e  sempio   nel caso , uno dei tanti  ,    di Dj  fabo  . 

  Con questo    è tutto    continuate  ad  attaccarmi   pure    se  volete   tanto   non me  ne  frega   niente  


.

26/05/18

repliche e riflessioni su aborto e sul ruolo dei genitori davanti ai figli che usano canne ed altro




ho ricevuto critiche per i miei   mio interventi   sul blog  e  sul  facebook  il  primo  
sul    blog  il secondo  




ma cosa ne sai del perchè lo ha fatto , di quale problema c'era o c'è . Lo ha fatto per evitare guai peggiori , ecc .Ora capisco le dramma ma vogliamo evitare drammi come quello successo l'anno scorso a Lavagna dove un ragazzo s'era suicidato dopo che la madre credendodi salvarlo lo aveva denunciato alla guardia d finanza per poi pingerlo fra i sensi di colpa ed i rimorsi come dimkstra video sotto

la  denuncia  dev'essere  l'estrema  ratio   ovvero fino  a quando  un raqgazzo   non compie    la maggiore  età  una madre e un padre che devono essere << decenti con lui almeno finché non si sta in piedi. >>  (  cit   dal film  radio fereccia di Ligabue  )    e  tentare un dialogo  senza pregiudizi  e  preconcetti    cercare  di capire  senza giudicare perchè lo  fa  . La  denuncia    va  fatta   come     va bene   che  in alcuni  casi  può  e  funziona ma è come  un terno al lotto  perchè  devi trovare  chi sappia  aiutarti   e darti fiduzia .  Un altra  soluzione   potrebbe essere  poi  dipende  da  caso a  caso   quella  come quella   che  racconta  Lello Voce   e  che  riporto   integralmente    tratta  da il  fatto quotidiano  del  17 febbraio 2017
Ci ho messo tempo, tanto tempo a decidere se scrivere o menoqueste poche righe sui fatti di Lavagna. Se ho deciso di farlo è un po’ perché sento che mi riguardano da vicino, da troppo vicino, un po’ perché mi provocano un dolore insopportabile e, scrivendone, mi illudo che diminuisca.
Ma dirò poche cose, le mie posizioni antiproibizioniste non sono un mistero per nessuno.
Vede, signora, non voglio farle la morale e nemmeno giudicarla. In un certo senso, scrivere queste righe mi dà pena e imbarazzo.
Che fosse stato o meno partorito dal suo ventre, la morte di un figlio è il dolore più immenso che possa capitarci. Merita il rispetto di chiunque, anche di chi, come me, trova quanto lei ha fatto incomprensibile, per certi versi orrendo e assolutamente innaturale.
Voglio solo raccontarle una breve storia: la mia.
Tra i 20 e i 28 anni io sono stato un ‘junkie’, ho provato, con sostanze ben più pericolose e devastati della cannabis, a distruggere la mia vita. Oggi so perché e non mette conto parlarne qua.
Ma per quasi 6 anni, dal momento in cui se ne è accorta, ogni giorno mia madre mi è stata vicina, mi permetteva di farlo in casa, mi comprava siringhe pulite che i farmacisti a me non avrebbero dato, mi accompagnava, senza mai dar segno di vergogna, al Sertper prendere le dosi di Metadone.

Soffriva, soffriva immensamente, soffriva senza posa, senza respiro, ma è stata là ogni giorno, sempre con la mano tesa verso di me, armata di pazienza. Ha aspettato. Oh quanto ha aspettato: che io tornassi vivo la sera, che capissi quanto grande era il suo dolore, che trovassi la voglia e il tempo per dimostrarle il mio amore, che capissi che stavo uccidendomi.

Lei aspettava e io fuggivo. Ma, quando tornavo, era là. Se stavo troppo male per trovarmi da solo una dose, si metteva in macchina con me, mi accompagnava, stava attenta a che guidassi senza imprudenze, subiva di incontrare con me quelli che sulla mia vita lucravano, li odiava, ovviamente, ma aspettava con me che arrivassero, li pagava, mi riaccompagnava a casa. Incredibile vero? Ma continuava ad aspettare e a parlarmi, a farmi sentire che non ero solo, che un filo, un esile filo tra me e la realtà era rimasto e che se mi fossi attaccato a quel filo, avrei potuto risalire la china, essere di nuovo libero, riacquistare il diritto e la voglia di realizzare i miei sogni, che erano anche i suoi. E infine ha vinto lei.

Io oggi ho 60 anni, sono vivo, non ho l’Aids, ho tutti i miei dentiin bocca, scrivo poesie e le metto in musica, insegno a splendidi ragazzi, ho una famiglia normale e un bellissimo figlio e non ho mai più sentito il desiderio di tornare indietro. Mai.
Quando ho pubblicato il mio primo romanzo, l’ho dedicato a lei, perché mi aveva partorito due volte.
Mia madre non ha mai nemmeno pensato di denunciarmi, sapeva bene che a uccidermi non era quella sostanza, ma il dolore, la solitudine, lo sperdimento. E contro il dolore non c’è Guardia di Finanza che tenga. Non si può vietare il dolore. Con il dolore e il disagio, soprattutto con quello dei propri figli, bisogna farci i conti, mi creda.
Non è la droga che uccide i nostri figli, gentile signora, è questo nostro modo di vivere, di convivere, questa nostra incapacità di parlarci, toccarci, stare insieme, condividere, anche e soprattutto in famiglia.
Non è certo colpa sua, se noi anziani abbiamo così poco da dire e da insegnare ai giovani: vivono in un mondo totalmente diverso dal nostro, almeno quanto quello dei nostri nonni era sostanzialmente simile al nostro, quando avevamo la loro età.
Ma, nonostante tutto, può una madre permettersi il lusso di chiedere aiuto, per fare la madre, a qualcuno che ha solo il compito di reprimere e punire? Prima che diventasse madre, signora, qualcuno le ha spiegato la differenza che c’è tra reprimere e educare? Cosa significa, per lei, il vocabolo ‘famiglia’? E quello ‘compassione’? Pensava davvero che qualche divisa potesse risolvere il problema che riteneva avesse suo figlio? Quando pronuncia la parola ‘droga’ sa a cosa si riferisce? Come avrebbe reagito, se suo figlio fosse tornato a casa ubriaco tutte le sere? In quel caso, denunciarlo non avrebbe potuto.
L’hanno chiamata ‘madre coraggio’: mi creda, ciò che le è mancato è stato proprio il coraggio, è per non aver avuto coraggio di essere madre sino in fondo che oggi sta soffrendo questa pena che immagino sia immensa.
Il coraggio vero, mi pesa dirlo, ma la penso così, sarebbe stato parlare con lui, riuscire a farsi dire quel dolore immenso che forse si portava dentro e che gli ha reso insopportabile, qualcosa che altri coetanei avrebbero potuto magari sopportare, magari non da soli.
Mi scusi se l’ho turbata più del dovuto. L’abbraccio, nonostante tutto.
Mi hanno accusato   d'essere 

 dal mio whatsapp

[13:13, 26/5/2018]

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Peccato che sei dalla sua parte.
sempre  dalla stessa persona    ho  ricevuto questa    foto 






un diavolo ed essere dalla sua parte e d'essere per l'aborto solo perchè ho gioito alla vittoria delle donne Irlandesi sul referendum dell' Aborto ( il 25 maggio ). Di non aver   rispetto  degli obbiettori   abortisti. 

Ecco la mia risposta  

Ribadisco   ancora  per chi non l'avesse  capito     io  sono  contro l'aborto   in quanto lo considero  un   omicidio , ancor  di più quando  è  usato    come pratica contraccettiva e che le motivazioni che spingono a tale scelta siano, di fatto, frutto di egoismo e mancanza di responsabilità . Però  la  IVG ( interruzione  volontaria  di gravidanza  ) dev'essere  regolamentata dalla legge  e  Quindi  la  194  va benissimo  . Infatti   molte gravidanze indesiderate, e quindi a rischio di aborto, non avrebbero luogo se venissero attivate delle serie politiche di educazione sessuale e di educazione alla contraccezione. Si ritiene che il calo delle IVG sia anche e particolarmente
 dovuto alla legittimazione della contraccezione e alla sua diffusione, anche se in realtà questa diffusione risulta tuttora piuttosto limitata, in particolare in Italia così come in molti altri paesi in particolare sottosviluppati o in via di sviluppo. In particolar modo si sostiene quindi la necessità di un'approfondita educazione sessuale e sanitaria agli adolescenti già a partire dalle scuole medie cosa  che  manca  . Altre misure in tal senso sono state sperimentate anni fa, quale ad es. l'istituzione dei distributori automatici di profilattici, che oltre a impedire gravidanze indesiderate evitano il diffondersi di malattie sessualmente trasmissibili. Si sostiene quindi la necessità di inserirli anche in alcuni locali o punti di ritrovo, come le discoteche o i pub, o anche nelle scuole.
Risultati immagini per obbiezione ospedalieraInoltre la donna  dev'essere  libera  di :  scegliere   se   farlo  ed  di fsarlo in sicurezza   , ma soprattutto  non dev'essere : 1)  condannata nè giuridicamdente  nè moralmente  , non basta  il senso     di colpa    che  gli viene  quando fa  una cosa del genere  .,  2)  che  se  lo fa  possa farlo in sicurezza  
Per quanto  riguarda    gli obbiettori     della  194\78  e del testamento bioogico   la penso si come il branon  di   cristian pocino  da  me precedntemente  citato nel post   della polemica  ( vedere  url  ) perchè  <<   l’inatteso moltiplicarsi degli obiettori nei pubblici ospedali, infatti, ha messo all’angolo l’esercizio del diritto delle donne, tanto da spingere ultimamente la Regione Lazio a bandire un concorso per due posti di ginecologia all’ospedale romano San Camillo da affidare a medici non obiettori, insufficienti a soddisfare le richieste di interventi abortivi. Insufficienza man mano aumentata, al punto che oggi gli obiettori a livello nazionale sono assai più numerosi dei ginecologi assenzienti.
L’iniziativa della Regione Lazio ha suscitato nel mondo cattolico il solito vespaio, quasi che l’impegno a rendere funzionali e funzionanti le strutture ospedaliere fosse il prodromo dell’abrogazione del diritto all’obbiezione di coscienza.Congettura perfino ridicola >>    sempre  secondo   http://www.nuovasocieta.it/obiezione-di-coscienza-e-coscienziosita/<< sarebbe l’equivalente pensiero di abolire il diritto delle donne, magari tentando di renderlo nominale grazie all’esorbitante numero di obiettori. La chiesa rimanga --  pure ostile all’aborto: nessuno glielo impedisce, ma si rassegni al fatto che, in uno Stato democratico e laico come sembra ancora l’Italia, esso sia praticabile, rispettando la già angosciosa situazione di chi deve affrontarlo.[....]>>. Inoltre l'obbiezione , specialmente  quella  che  avviene nella pratica medica a   è  vera  ed  autentica   quando  non è ( per  alcuni generalizzerò  ma non riesco a  spiegarmi    come  mai   ci sono  più obbiettori   che   abortisti  nelle  strutture pubbliche  ) che  penalizza   chi decide  di  fare una scelta  diversa    e gli si permette  d'esercitarla .Vedere il film La battaglia di Hacksaw Ridge (Hacksaw Ridge) è un film del 2016 diretto da Mel Gibson. Esso  Racconta la storia vera di Desmond Doss, primo obiettore di coscienza dell'Esercito Statunitense a ricevere la medaglia d'onore dal presidente Harry S. Truman per avere salvato 75 soldati a Hacksaw Ridge. E' vero  che che  si   è vero  riguarda  l'obbiezione in  ambito miitare  ma   può  essere  applicato anche a  quello medico   .  Almeno  fin  'ora   l'obbierziione medica   è  solo (  poi  dipende  da  casdo  a  caso )   un facile mezzo per fare carriera, o un escamotage per non ritrovarsi in situazioni noiose, come a volte capita di fronti a dottori che fanno gli obbiettori nel pubblico onde per poter  lavorare  in  ospedali  vicino  al vaticano  o alla chiesa   e se ne dimenticano nelle case di cura private.  Solo,   eliminando  questa  contraddizione  ci  sara un vero rispetto  sia   di chi decide   d'obbiettare   sia  chi decide il contrario . Quindi  nessuna  cancellazione  della 194\78  ma  apllicarla  nella sua interezza   e  modificando le  contraddizioni  in ambito dell'obbiezione  

19/05/16

TENTAZIONE MARCO di © Daniela Tuscano


Mannaggia che scherzo, Pannella.



 Non che non lo prevedessi. Stavi malissimo, un galeone spiaggiato. Esibivi rughe e capelli bianco-giallognoli, proprio da vecchio. E sembrava d’avvertirne il tipico odore, pungente e tiepido. Ma li tenevi raccolti in un codino piratesco, a rammentare ch’eri sempre lì, sulla breccia, a combattere.
Tutto, in te, era fisicità. Sempre col toscanello in mano. Sempre pronto a sgusciar via. Ma anche, all’occorrenza, prolisso e ampolloso. Da parte d’un altro non l’avremmo tollerato più d’un minuto. In verità non tolleravamo nemmeno te: spessissimo ci facevi incazzare. Però ci tenevi tutti lì, ancorati ai tuoi labbroni, alla tua voce suadente che negli ultimi anni s’era fatta catarrosa. Perché alla fine qualcosa da dire l’avevi sempre. Da contestare, magari. Ma risponderti a tono non era facile.
Pannella l’eretico, come tutti gli eretici, fu la tentazione della gioventù. Ero ragazzina quando irrompevi nelle tribune politiche in bianco e nero, negl’ingessati studi televisivi, nelle strade, nelle piazze e pronunciavi parole innominabili: divorzio! aborto! erba libera! obiezione militare! lotta al nucleare! disarmo! fame nel mondo! eutanasia! omosessualità! Pannella l’erotico, ché eri pure affascinante (e lo sapevi), mica tanto per le scelte sconsiderate di candidar le ciccioline, ma perché le tue non erano solo grida, ma un tentativo – sperticato, contestabile, d’accordo – di svecchiare l’Italia, di renderla più europea e meno chiesastica (ah, le pruderie democristiano-comuniste, gli sputi di Gian Carlo Pajetta…). Pannella l’antipolitico, o meglio, l’antipartitico: ma poi, eri di sinistra? Secondo i canoni classici, no. Liberista e liberale lo sei rimasto. Lotta di classe? Ma va’. Per te la lotta cominciava in camera da letto e in tal caso, sì, eri di sinistra, se sinistra significava spregiudicatezza e parità. Per quella femminile hai lottato seriamente.
Talvolta hai preso dondate pazzesche: la peggiore, la scarcerazione di Toni Negri. (E sì che la lotta intrapresa era sacrosanta: la giustizia giusta, la democrazia dal basso…). L’impresa più nobile: la campagna per Enzo Tortora, per una detenzione più umana.
M’hai tentato, dicevo. Ciò che portavi avanti tu, non lo faceva nessun altro. Certo non il vecchio Pci, spesso tanto perbenista nelle faccende intime. Quando sarò grande voterò Pannella, ripetevo alla fine dei ’70. Poi non fu così. Giunse la maggiore età e mi fiondai su Berlinguer. Che peraltro morì proprio quell’anno. No, meglio andar sul sicuro, soprattutto sulla sinistra-sinistra. Inaccettabile, per me, il liberismo. E poi la rivoluzione, eh…
Non me ne pentii, in verità. Zdanovismo, per me, era termine astruso. Poi ci fu la fine di tutto. Specialmente dei partiti. Il tuo no, continuava a languire, tante volte ha rischiato di soccombere, ha flirtato con tutti… ma senza mai perdere l’onestà di fondo. Gliela riconobbe Pasolini. Vi trovarono casa Sciascia e Modugno. E anche per questo tanti, i più disparati, sono venuti in suo soccorso: Morricone e Vasco Rossi, Vittorio Gassman e Gigi D’Alessio, Renato Zero e Monicelli, Lattuada e Paolo Villaggio… Sempre un po’ liquido e movimentista.
E tu, agli scioperi della fame e della sete, credevi davvero. Alla fine t’hanno minato il pur robusto fisico.
Idealista? Sì. Convinto, coerente. Prendevi seriamente la laicità. Anticlericale accanito, negli ultimi tempi avevi speso parole d’apprezzamento per papa Francesco. T’invitavano ai ring televisivi sperando di trovarti schierato per l’utero in affitto e dimostravi d’ascoltare le ragioni degli oppositori. No, non era pentimento senile. Chi l’ha affermato dimostra di non aver capito nulla di te. Applicavi il principio democratico fino alla fine, semmai. Quindi ascoltavi tutti. Poi ti sei battuto per Welby, per Coscioni. No, io non potevo accettare l’eutanasia, né la cannabis free, né un sacco d’altra roba, ma hai posto sul piatto il problema, costringendo i tuoi avversari politici a non nascondersi dietro l’italica, pretesca ipocrisia…
Non ci sei più. Auguro a te, uomo d’eccessi, un funerale sobrio. Sei sempre stato asciutto davanti alla morte. Ora vi sei entrato. A poco a poco, con andamento misterico. Te ne vai, scompare un tratto della mia gioventù, impallidisce la mia tentazione. Già. Senza quella tentazione non sarei cresciuta.

© Daniela Tuscano