Visualizzazione post con etichetta befana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta befana. Mostra tutti i post

05/01/18

come cambiano i tempi La Befana diventa "utile": nella calza meno giocattoli I dolci restano un punto fermo, ma gli italiani scelgono di approfittare dei saldi per fare doni funzionali

   Come dicevo nell'ultima puntata  della mia  guida  di sopravvivenza  alle festività natalizie  del  207\18  finalmente    si ritorna alla normalità   e le feste  finiscono  non se  ne poteva  più  d'abbuffate , di bufale    natalizie  ,  di strumentalizzazioni  nazionalistiche   \ identitarie    della nuova destra . 



In tempi di saldi, nella calza della Befana è meglio mettere qualcosa di funzionale a chi lo riceve piuttosto che frivolo. Fermo restando che qualche "dolcetto" non guasta mai, come vuole la tradizione.
Quasi 28 milioni di italiani faranno acquisti per l'Epifania, con un budget medio di 68 euro a persona, il 15% in più rispetto al 2017 e il valore più alto degli ultimi tre anni, con una spesa complessiva di oltre 1,8 miliardi di euro.
E' quanto emerge dall'indagine sui consumi e le abitudini degli italiani per le feste 2017-2018 condotta da Confesercenti con Swg, su un panel di 3 mila consumatori. Una calza più pesante, con meno giocattoli e più regali utili, complici anche i saldi concomitanti, spiega l'associazione. La festa si preannuncia positiva anche per il turismo: per il periodo dell'Epifania saranno in viaggio quasi 2,4 milioni di italiani, circa 500 mila rispetto allo scorso anno, con una spesa media di 665 euro a persona.
Saranno soprattutto dolci e doni utili le spese più gettonate. Se gli italiani che regaleranno la tradizionale calza piena di dolci sono il 64%, si registra un aumento di chi farà doni utili, che passa dal 17% dello scorso anno al 21% del 2018. Diminuiscono, invece, i parenti disposti a comprare giocattoli, passando dal 19% dell'Epifania 2017 al 15%. A livello nazionale sarà il 59% degli italiani a celebrare l'Epifania con un regalo ai più piccoli, percentuale che a Bari sale al 72%, la più alta d'Italia, seguita da Napoli (70%) e Roma (67%). Se Firenze si mantiene sulla media nazionale (58%), a Genova la befana arriverà solo per il 49% dei bambini, e a Milano solo per il 44%. In molte parti d'Italia iniziano a guadagnare popolarità anche i servizi di befana a domicilio, che permettono di far vivere ai bambini la magia di una visita della befana in carne e ossa nella notte tra il 5 e il 6 dell'anno.

Cosa regalerà in occasione della Befana (risponde chi farà un regalo)?
 20162017
la calza con i dolci6464
giocattoli1915
Regali utili1721
(valori %) dati riportati a 100 senza le non risposte



04/01/18

come sopravvivere alle feste di natale XIII la befana e finisce l'uso strumentale della festa . finalmente le feste sono finite e si ritorna alla normalità ed al tram tram quotidiano

Risultati immagini per epifania tutte le feste si porta viaDa qualche  anno il pensiero   populista  \ nazionalista    iniziato ( parafrasi di una famosa  canzone degli anni 90   post   prima repubblica )   in  : << [...] silenzio ai bordi della Milano da bere \ tra i padri di famiglia coi loro bot e le loro mercedes \timorati di Dio e delle tasse, elettori di Craxi e dei suoi \spaventati di perdere tutto se qualcuno li avesse sorpresi \ è continuato a Pontida in un grido di rabbia e paura \di geometri con lo spadone, di dentisti con l'armatura \decisi a difendere il Patrol e la villetta sulla tangenziale \[.... ] e  la loro evasione fiscale [... ] >> con la Lega  e  che   adesso  ha  preso  anche gli altri partiti   e non  è    più  un fenmomeno isolato sentire  dire  o trovare  scrittoin atti ufficiali o  semi ufficiali   befana  per  tutti i bambini italiani  . Il  becero episodio   recente   è capito a Trieste   qui sotto la cronaca  

da  globalist28 dicembre 2017






Un sindaco che toglie dal municipio lo striscione per Regeni, un assessore che regala giocattoli ma solo ai figli degli italiani, un consigliere che dice che il femminicidio è un'invenzione...Qualche problema a Trieste, con la giunta di centrodestra, ce l'hanno eccome. L'ultima idiozia è stata centrata dall'assessore comunale al Commercio e agli eventi correlati di Trieste, Lorenzo Giorgi, che su Fb ha lanciato un post per dire che il 6 gennaio sarebbe arrivata la Befana portando giocattoli ma solo ai bambini poveri italiani. Il post è rimbalzato sui social, di bacheca in bacheca, è diventato un caso nazionale, tanto che a Giorgi ha replicato Enrico Mentana. Che ha scritto :


"Trieste è per storia e tradizione la più cosmopolita delle nostre città, è stata la terra di accoglienza per tanti, uno dei più grandi centri culturali d'Europa, il terrazzo sul mare dell'impero austroungarico prima di diventare italiana dopo la prima guerra mondiale, e poi teatro tragico della seconda (sotto l'occupazione nazista ospitò l'unico lager in terra italiana, luogo dell'uccisione di migliaia di ebrei e prigionieri politici).Nel dopoguerra - ancora Mentana - è stata a lungo divisa, ed è tuttora centro di confronto e luogo di frontiera, è una città che non si può non amare, respira storia, memoria e civiltà. È ben altro orgoglio che quello per cui un assessore scrive ITALIANI in maiuscolo per farsi dire bravo da qualche invasato mentre organizza una raccolta che ha il coraggio di definire benefica. I giocattoli e i bambini non hanno nazione".

Risultati immagini per epifania tutte le feste si porta via

Giorgi alla fine ha cancellato il post ma l'indignazione resta tutta nella città governata da Roberto Dipiazza che durante la diretta della trasmissione “Ring”, su Telenova, si è lasciato andare al saluto romano, accompagnandolo col canonico “A noi”, mentre scorreva la sigla d'inizio del programma. Lo stesso sindaco che ha fatto togliere dalla facciata del Municipio lo striscione di Amnesty per Regeni. Nel Consiglio Comunale, è bene rammentare, siede il leghista Fabio Tuiach che ha detto che "Il femminicidio è una invenzione della sinistra" e ha accostato Maometto alla pedofilia.

Neppure con la befana  fascista      s'era arrivati  a  tanto


Come fare    a non   cadere  nell'uso   strumentale   di cui parlava lo 'articolo prima citato ?

Risultati immagini per befana per adulti1) Accettando il fatto che la befana ( festa pagana e pre cristiana ) o epifania ( festa religiosa ) sono nate feste tradizionalmente feste per bambini di ogni nazionalità , sopratutto la seconda . Non dar retta a gli malpancisti (hater odiatori per usare un termine inglese che va tanto di moda ) salvinisti e simili., 2)  accettare  che  è  festa    per  tutti  e  che  in culo  a  gli   hater  ogni paese  ha  la sua  epifania    \  befana     e  vedere  come essa  unisce    tutti i cittadfini del mondo     migrantri compresi  
3)  far  finita  che  per  un a  giornata  non esistano odiatori ed  odio

Infatti ecco una  delle tante  favole e reinterpretazioni della  Befana 




C'era una volta ......
Giotto - Scrovegni - -18- - Adoration of the Magi.jpg
Una befana distratta e poco esperta che aveva smarrito la scopa . l'aveva cercata ovunque , sotto il letto in soffitta ,in cantina , in giardino . Il 24 dicembre , l'aveva portata a farla revisionare dal signore che aggiusta le scope magiche , ricordava solo questo . La befana era preoccupata e pensava come  avrebbe potuto fare per consegnare i doni , a tutti i bambini\e del mondo .Una bambina furba ed intelligente , dalla finestra della sua cameretta , con il suo telescopio , aveva osservato tutta la scena e allora decise di aiutare la povera befana . Chiamo tutti i suoi amici ed ogni con il proprio mezzo da trasporto : bici pattini , monopattini triciclo , ecc andarono a bussare alla porta della befana e le proposero di aiutarla . La befana felice come no mai legò tutti i sacchi pieni di calze, nei mezzi dei bambini , poi spruzzò in ogni uno d'essi un po' di polvere magica e così in un batter di ciglia , le calze piene di dolci e doni , venero consegnate a tutti i bambini del mondo . Da allora la befana ebbe sempre dei piccoli ma fantastici aiutanti per la consegna delle l calze , in quella giornata speciale la note fra il 5 e 6 gennaio



favola presa da un volantino natalizio del  Baby parking i puffi di tempio  Pausania


  recentemente    si  sta  diffondendo la moda   della  befana  anche per  gli adulti  ecco  alcuni suggerimenti  , oltre le mie  guide  degli anni passati  a  cui  rimando nell'archivio del blog     su cosa mettercv


Calza della Befana per adulti







concludo l'ho scoperto solo ora  esiste  una tradizione goliardica  della befana    si chiama   La tradizione del Befano





Il territorio della Valdichiana è pieno di tradizioni popolari che si tramandano da molte generazioni e che hanno accompagnato la vita delle campagne durante i secoli della mezzadria, fino a sopravvivere in forme più o meno simili nei nostri giorni. Alcune di queste tradizioni popolari sono comuni con aree geografiche o culture confinanti, mentre in altri casi ci troviamo di fronte a elementi unici e particolari, che possono essere considerate come dei tratti distintivi dell’identità della Valdichiana.

Una tradizione fortemente legata alle festività natalizie e particolarmente circoscritta al nostro territorio è quella del Befano. Ancora oggi è possibile sentir dire da famiglie delle campagne o dei borghi della Valdichiana frasi come “Comportati bene, oppure ti fanno il Befano” o espressioni più generiche relative all’usanza di “Fare il Befano”. Anche chi non ha mai vissuto in prima persona questo tipo di tradizione, probabilmente, ne ha sentito parlare in qualche espressione dialettale.

La burla del Befano

La tradizione del Befano è stata riscontrata nella zona della Valdichiana (soprattutto nei paesi e nelle campagne di Chiusi, Montepulciano, Torrita e Sinalunga) fino alla fine del XX secolo. L’usanza prevedeva il confezionamento di un fantoccio di paglia e stoffa, con sembianze umane, nella notte tra il 5 e il 6 Gennaio, ovvero la notte dell’Epifania. Il fantoccio poteva avere sembianze maschile o femminili, più simile alla Befana tradizionale oppure a un pupazzo di Carnevale. Il Befano così preparato veniva appeso a un albero, ai fili della luce o del telefono, o comunque a una sporgenza che potesse essere difficilmente raggiungibile dalla persona presa di mira, ma facilmente visibile dagli abitanti del paese o delle campagne.
Lo scopo dell’usanza era quello di burlarsi di una persona (o, più raramente, di un’istituzione). Lo scherzo del Befano cercava di mettere in ridicolo la persona a cui era destinato, ed era solitamente accompagnato da cartelli con scritte satiriche, poesie o allusioni volgari. I destinatari del Befano erano principalmente i ragazzi e le ragazze che avevano subito una delusione amorosa, che erano stati lasciati dal partner o non erano riusciti a conquistarsene uno durante l’anno; tra i destinatari c’erano anche gli scapoli e le zitelle, oppure le donne che venivano considerate di facili costumi. Meno spesso il Befano colpiva persone che presentavano difetti fisici o morali, oppure veniva utilizzato per scopi politici per mettere in ridicolo enti e istituzioni locali.
Nei suoi studi sul territorio, Ilio Calabresi ci tramanda altre usanze collegate al Befano: altre burle che si svolgevano nella notte del’Epifania erano quelle di scambiare le insegne delle botteghe, con usanze più tipiche del Carnevale, oppure di spargere fave e lupini dalla casa di una donna presa di mira fino al suo Befano appeso.
Epifania e Befanate
Comprendere i significati profondi dell’usanza del Befano è arduo, perché si tratta di un’usanza 
circoscritta e di cui abbiamo poche testimonianze etnografiche; le interpretazioni di cui siamo in possesso sono parziali, ma questo non ci impedisce di affrontare una riflessione generale su questa tradizione popolare e sulla sua possibile sopravvivenza locale.
dalle  stories  (   versione  fb  per  mobile  )   di  fb  
Si può infatti notare una forte forma di continuità con le altre festività del calendario agrario invernale: per quanto l’usanza sia caratteristica della notte dell’Epifania e la sembianze del fantoccio richiamino quelle della Befana, la burla e gli scherzi alla base dell’usanza fanno subito pensare alla Vecchia di mezza quaresima e al Carnevale; i gruppi sociali impegnati nella realizzazione del Befano, in contesti paesani come quelli della Valdichiana, potrebbe essere stati gli stessi impegnati nelle altre feste popolari.
Il territorio del Befano è circoscritto alle zone interessate dalla bonifica, e non abbiamo altre testimonianze all’infuori dei casi di Trequanda e San Giovanni d’Asso; come fa notare Mariano Fresta, quest’usanza non si è sviluppata in forma di dramma itinerante a differenza delle “Befanate”del grossetano o della Garfagnana, forse per via della sua somiglianza con la Vecchia di mezza quaresima.
Spesso i Befani erano volgari e le burle potevano essere difficili da sopportare, soprattutto nei casi in cui colpivano gli insuccessi amorosi. In questo contesto, la pressione sociale esercitata nei confronti delle persone a cui era dedicato il fantoccio potrebbe essere vista come un’usanza volta a perpetuare la società contadina, accentandone riti e consuetudini: una spinta a trovare un partner e a sposarsi, per evitare di diventare gli zimbelli del paese.
Se la minaccia del carbone portato dalla Befana poteva essere un deterrente nei confronti dei bambini più monelli, quindi, il timore di ricevere un Befano poteva diventare altrettanto efficace per gli adolescenti e gli adulti della Valdichiana.




Per approfondire:

Ilio Calabresi, Strade, storie, tradizioni popolari nella Valdichiana senese, 1987

Mariano Fresta, La tradizione del Befano nella Valdichiana senese meridionale (sito web)
Associazione Culturale Ottagono, Di qua dal fosso. Parole chianine raccolte fra Torrita di Siena, Sinalunga, Acquaviva, Montepulciano Scalo e Montallese, Effigi 2010.

buona  Befana   epifania   che  tutte le feste  si porta  via  , a  fanculo ad  un altro natale .  Finalmente  si ritorna  alla  normalità   non se  ne poteva  più  come dicevo dal titolo  e nella  puntata precedente  di questa  guida  

05/01/16

Befana, il parroco invita i bimbi a distruggere le armi giocattolo

  da  http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/    del  4\1\2016  

Aulla, il messaggio Don Roberto Turini: "Atto simbolico per dire che siamo contro ogni conflitto e contro la violenza"
                                      di Gianluca Uberti



AULLA. Da oltreoceano arrivano, sempre più spesso, notizie terribili di gente ammazzata con armi da fuoco e le guerre davvero non mancano nel globo. E se restiamo in Lunigiana, proprio negli ultimi giorni i fatti di cronaca parlano di furti nelle case, con sottrazione di pistole che vanno a ingrossare, probabilmente, un mercato nero basato sulla violenza. Però, c'è chi prova a opporsi a questa spirale come il parroco di Quercia di Aulla, don Roberto Turini, storico promotore della Pro Loco “La quercia d'oro”, che organizza, per il 27esimo anno, la kermesse “La Befana a Quercia”, incentrata su quella che era la calza più lunga del mondo, che scende per ben 25 metri dal campanile della chiesa del borgo di Quercia, entrata anche nel guiness dei primati. Infatti, don Roberto invita i bambini a portare la sera di martedì 5 le loro armi giocattolo sotto la grande calza, con l'auspicio di un disarmo globale, un segnale forte dedicato ai signori della guerra che verrà lanciato dai più piccoli, i quali distruggeranno le loro armi giocattolo a martellate.
“Si tratta di un atto simbolico – commenta il parroco di Quercia – per dire che siamo contro ogni conflitto e contro la violenza, perché proprio adesso c'è più bisogno di una cultura della pace”. La distruzione delle armi giocattolo ci sarà dopo la santa messa delle ore 20, che sarà impreziosita dai canti della corale “Ars Antiqua”, diretta dal maestro Piero Barone, e dopo la fiaccolata per la pace "Una luce per il mondo", con i bambini che porteranno in processione l'immagine del Bambino Gesù di Praga

02/01/16

La mia guida al natale e alle festività 2015\2016 [ come sopravvivere alle festività ] parte 2 III ° befana \ epifania FINE

sulle  note  del brano strumentale    festa  -  Giacomo  Spano   ecco  che  anche  per  quest'anno  l'ultima  puntata  della  guida  del 20126  su come sopravvivere al natale .
Nei link sotto     trovate   alcuni spunti    sull'epifania e  sulla befana



Veniamo  al ost  vero e proprio  .
Dopo l'ultimo dell'anno che
tra un anno passerà eccoci alla  befana  o meglio all'epifania    che 



« L'Epifania
tutte le feste le porta via

poi arriva san Benedetto

che ne riporta un bel sacchetto. »

Infatti il   giorno dell'Epifania ha nei secoli assunto la peculiarità di terminare il ciclo delle feste dell'anno liturgico, mentre il giorno dedicato a san Benedetto richiamava l'attenzione su quelle successive appartenenti al ciclo pasquale.
L'antichità del proverbio è attestata anche dal fatto che la festività di san Benedetto è stata spostata dal 21 marzo al 11 luglio, quindi dopo molto tempo dalla creazione del proverbio  . Oppure  
quest'altro  trovato online cercando qualcosa per questo post

« Befania
tutte le feste manda via

e santa Maria

tutte le ravvia. »

Puretroppo nolenti o dolenti  Dopo il 6 Gennaio si ri torna tutti (o quasi, visto che molti, come  il curatore   del sito http://www.bafan.it/featured/ecco-arriva-la-befana-tutte-le-feste-si-porta-via/  da  cui  come  mio  solito   ho deliberatamente  tratto      l'introduzione del ost  d'oggi  non hanno mai smesso) a lavoro, chi a scuola, chi in fabbrica e chi in ufficio,  o in cerca d'esso  , in attesa dei bagordi carnevaleschi !  e alla solita  routine   \  tram tram quotidiano ..... 
Un momento! Niente fretta! Manca ancora l’ultima delle magiche visite del triduo natalizio (Santa Lucia, Babbo Natale e .. ) : la Befana appunto !



Questa che viene è la sua notte, la notte in cui dolce o carbone, frutta e qualche dono  tecnologico  e  non dipende  da quanti  €  ci     sono rimasti verrà lasciato nelle calze appese ai camini ed alle finestre dai bambini  e  a  quelli cresciuti  :-)  !

da  https://www.facebook.com/befana.italiana1/



infatti  quanti pensieri   e  .....  pensano e  vedendo immagini  moderne   come  esempio queste  due  
   per  gentile  concessione di  Loredana Sofia







  da  https://www.facebook.com/befana6gennaio/?fref=photo
Infatti  l'epifania  o festa della  befana  , come potete vedere  anche  da  questi url   sotto riportati  





 ha diverse sfaccettature   :   religiose  ( pagane  e   cattoliche  ,  ancestrali   della tradizione contadina in alcune  zone d'italia   ) , laiche  ( bambini  e  adulti )  , politica    adiamo  ad  affrontarli singolarmente  

Religiose  

 fra  i siti  più dettagliati   ecco   cosa  dice  wikipedia  https://it.wikipedia.org/wiki/Befana
L'origine fu probabilmente connessa a un insieme di riti propiziatori pagani[5], risalenti al X-VI secolo a.C., in merito ai cicli stagionali legati all'agricoltura, ovvero relativi al raccolto dell'anno trascorso, ormai pronto per rinascere come anno nuovo, diffuso nell'Italia Centrale e meridionale, quindi successivamente in tutta la penisola, attraverso un antico Mitraismo e altri culti affini[6], legati all'inverno boreale.Gli antichi Romani ereditarono tali riti, associandoli quindi al calendario romano, e celebrando, appunto, l'interregno temporale tra la fine dell'anno solare, fondamentalmente il solstizio invernale e la ricorrenza del Sol Invictus[7]. La dodicesima notte dopo il solstizio invernale, si celebrava la morte e la rinascita della natura attraverso Madre Natura. I Romani credevano che in queste dodici notti (il cui numero avrebbe rappresentato sia i dodici mesi dell'innovativocalendario romano nel suo passaggio da prettamente lunare a lunisolare[8], ma probabilmente associati anche ad altri numeri e simboli mitologici[9]) delle figure femminili volassero sui campi coltivati, per propiziare la fertilità dei futuri raccolti[10], da cui il mito della figura "volante". Secondo alcuni, tale figura femminile fu dapprima identificata in Diana, la dea lunare non solo legata alla cacciagione, ma anche alla vegetazione, mentre secondo altri fu associata a una divinità minore chiamata Sàtia (dea della sazietà), oppure Abùndia (dea dell'abbondanza).Un'altra ipotesi collegherebbe la Befana con una antica festa romana, che si svolgeva sempre in inverno, in onore di Giano e Strenia (da cui deriva anche il termine "strenna") e durante la quale ci si scambiavano regali.La Befana si richiamerebbe anche ad alcune figure importate della stessa mitologia germanica, come ad esempio Holda e Berchta, sempre come una personificazione al femminile della stessa natura invernale.
Rappresentazione di tre befane, ognuna sulla propria scopa.
Già a partire dal IV secolo d.C., l'allora Chiesa di Roma cominciò a condannare tutti riti e le credenze pagane, definendole un frutto di influenze sataniche. Queste sovrapposizioni diedero origine a molte personificazioni, che sfociarono, a partire dal Basso Medioevo, nell'attuale figura, il cui aspetto, benché benevolo, fu chiaramente associato a quella di una strega: non a caso, fu rappresentata su una scopa volante, antico simbolo che, da rappresentazione della purificazione delle case (e delle anime), in previsione della rinascita della stagione, fu successivamente ritenuto strumento di stregoneria[11], anche se, nell'immaginario, la Befana cavalca la scopa al contrario, cioè tenendo le ramaglie davanti a sé.
L'aspetto da vecchia sarebbe anche una raffigurazione simbolica dell'anno vecchio: una volta davvero concluso, lo si può bruciare, così come accadeva in molti paesi europei, dove esisteva la tradizione di bruciare dei fantocci vestiti di abiti logori, all'inizio dell'anno (vedi, ad esempio, la Giubiana e il Panevin o Pignarûl, Casera, Seima o Brusa la vecia, il Falò del vecchione che si svolge a Bologna a capodanno così come lo "sparo del Pupo" a Gallipoli, oppure il rogo della Veggia Pasquetta che ogni anno il 6 gennaio apre il carnevale a Varallo in Piemonte). In molte parti d'Italia, l'uso di bruciare o di segare in pezzi di legno un fantoccio a forma di vecchia (in questo caso pieno di dolciumi), rientrava invece tra i riti di fine Quaresima. In quest'ottica, anche l'uso dei doni assumerebbe, nuovamente, un valore propiziatorio per l'anno nuovo. Secondo una versione "cristianizzata" di una leggenda risalente intorno al XII secolo, i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una signora anziana. Malgrado le loro insistenze, affinché li seguisse per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa per accompagnarli. In seguito, pentitasi di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, senza riuscirci. Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù. Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare.[12].I bambini usarono poi, mettere delle scarpe e/o delle calze fuori dall'uscio di casa, proprio perché sarebbero servite come ricambio durante il lungo errare della vecchietta; ma, se quest'ultima non ne avesse avuto bisogno, le avrebbe lasciate lì, riempite appunto di dolci.

Condannata quindi dalla Chiesa, l'antica figura pagana femminile fu accettata gradualmente nel Cattolicesimo, come una sorta di dualismo tra il bene e il male. Già nel periodo del teologo Epifanio di Salamina, la stessa ricorrenza dell'Epifania fu proposta alla data della dodicesima notte dopo il Natale, assorbendo così l'antica simbologia numerica pagana.
La Befana a Gubbio
Il carbone - o anche la cenere - da antico simbolo rituale dei falò, inizialmente veniva inserito nelle calze o nelle scarpe insieme ai dolci, in ricordo, appunto, del rinnovamento stagionale, ma anche dei fantocci bruciati. Nell'ottica morale cattolica dei secoli successivi, nella calze e nelle scarpe veniva inserito solo il carbone come punizione per i soli bambini che si erano comportati male durante l'anno precedente.                                           Il nome "befana" poi, inteso come il fantoccio femminile esposto la notte dell'Epifania, era già diffuso nel dialettale popolare del XIV secolo, specialmente in Toscana e nel Laziosettentrionale, quindi utilizzato per la prima volta in italiano da Francesco Berni nel 1535, quindi da Agnolo Firenzuola nel 1541.[13] Nel XVIII secolo una Istoria delle Befane fu scritta dall'erudito fiorentino Domenico Maria Manni. Nei secoli più recenti, innumerevoli e largamente diffuse sono le rappresentazioni italiane della Befana, spesso si tratta di un figurante che si cala dal campanile della piazza di un paese, oppure di vecchiettine travestite per distribuire dolci e doni ai bambini. Vi sono ancora taluni rari luoghi in cui è rimasto, nel linguaggio popolare, il termine Pefana come, per esempio, nel paese di Montignoso, nel resto della Provincia di Massa-Carrara, in quella della Spezia nonché in Garfagnana e Versilia, con tradizioni non in linea con le consuete celebrazioni dell'Epifania [14] 
[....  ]  e sempre dalla stesa fonte https://it.wikipedia.org/wiki/Epifania

Politica \ cuturale


il 6 gennaio è riconosciuto come festività anche agli effetti civili. salvo che nel periodo 1978 / 1985) forse perchè si evocava brutta ricordi . Infatti Nel 1928, il regime fascista introdusse la festività della Befana fascista, dove venivano distribuiti regali ai bambini delle classi meno abbienti. Dopo la caduta di Mussolini, la Befana fascista continuò ad essere celebrata nella sola Repubblica Sociale Italiana.Ma  forse  per una politica  di  austeritàche  cancello  molte feste religise , fino ad arrivare ad  un compromesso   del1985    che  ne ristabili alcune   :  1 -2 novmbre  ,  8 dicembre , 6  gennaio ,  più i santi patroni    dei singoli comuni  .

 Laica   \ La festa  dei bambini e   bambinoni 


  ecco alcune  consigli su calze  fai da  te    se  siete tradizionalisti   e  aderenti allo spirito natalizio  e  non solo  commerciale  come negli ultimi  40 anni lo è diventato . Infatti  al  tempo dei nostri bisnonni e  nonni  ( almeno  fino a  gli anni 70  \80 ) nelle case si aspettava la Befana appendendo al camino una calza di lana fatta a mano con i ferri dalle mamme o dalle nonne. Essi, da piccoli, credevano molto alla Befana; le scrivevano una lettera esprimendo i loro desideri che, per lo più, non venivano esauditi perché c'era molta povertà. Quando arrivavano i doni della Befana, tutti i bambini erano molto contenti perché era l'unica festa in cui ricevevano dolciumi.Nella calza i bambini trovavano poca roba: qualche mandarino, caramelle di orzo fatte in casa, castagne, noci e lupini; essi sapevano che dovevano essere buoni almeno due mesi prima della festività, altrimenti avrebbero ricevuto carbone, cenere, cipolla, aglio e carote.
Nella calza non si trovavano giocattoli, se non bamboline di stoffa cucite dalle mamme o dalle nonne. Non si preparavano piatti particolari in quel giorno, ma in alcune famiglie ci si riuniva per mangiare castagne, noci e frittelle. In occasione di questa festa, in alcuni paesi venivano dati dei buoni alle famiglie più bisognose per prendere le cose più necessarie, come pane, pasta, zucchero...


prese da 

Come fare una calza della Befana fai da te

Per chi vuole confezionare una maxi calza con le proprie mani, si scrive di seguito cosa occorre:
2 m di stoffa* (colore a scelta)
1 rocchetto di filo per cucire dello stesso colore della stoffa
1 m di stoffa per la banda superiore di un colore a scelta di 15 cm di larghezza
1 rocchetto di filo per cucire dello stesso colore della banda
1 m di nastro colorato
1 ago
1 pennarello
1 paio di forbici

* Oltre alla stoffa potete utilizzare il pannolenci o la iuta.
PROCEDIMENTO
Pieghiamo la stoffa a metà, in modo di avere un metro per lato;
disegniamo la sagoma della nostra calza con il pennarello considerando di farla più grossa di almeno un centimetro per le cuciture;
tagliamo la sagoma e cuciamo lungo il disegno ad una distanza di almeno 1 cm dal bordo (ricordarsi di non cucire la parte superiore);
rigiriamo la calza e cuciamo intorno al lato superiore la banda di stoffa che abbiamo comprato;
cuciamola 2 volte ad 1 cm dal bordo superiore e ad 1 cm dal bordo inferiore;
vedremo, così, di avere ottenuto 2 asole da cui, ora faremo passare il nastro colorato (servirà a chiudere la calza dopo averla riempita).

E ora ... la nostra calza per una Epifania perfetta è pronta!!!

   

 Sempre    con calza  fai da    te  http://www.amando.it/natale/befana-fai-da-te.html  oppure    sempre  dallo stesso sito   con   i calzini spaiati


Non buttate via i calzini spaiati o troppo piccoli dei vostri bimbi, ma realizzate in pochi minuti una calza della Befana fai da te



"La Befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte..."inizia così la famosa filastrocca sulla Befana. E se i bambini l'aspettano con impazienza perchè è l'ultima occasione per ricevere regali e caramelle, gli adulti sperano di avere i cioccolatini e i dolciumi che più amano.Se non avete ancora pensato a che calza della Befana far trovare alle persone care, ma volete lo stesso regalare qualcosa fatto da voi, non disperate: in pochi minuti e con materiale semplice potete sorprendere tutti!

Occorrente:
calzini spaiati
nastro adesivo colorato (washi tape)
una gruccia di plastica
mollettine di legno
nastrini
forbici

Per prima cosa, abbellite la gruccia con il nastro adesivo colorato. 




Io ho scelto le righe rosse e bianche perchè le trovo molto festose, ma potete scegliere qualsiasi fantasia vi piaccia.



Legate un nastrino di raso da una parte all'altra della gruccia, come un filo da stendere...

… sul quale attaccare i calzini appesi con delle mollette di legno.

Io ho scelto una gruccia piccola e i calzini da neonato e da bimbo, in modo da aver calze della befana poco capienti, ma voi potete scegliere le dimensioni dei calzini adatte ai regali che intendete metterci dentro.

Ora dovete solo riempire i calzini con tutti i dolcetti che volete.

La vostra calza della Befana è pronta per essere appesa e stupire i vostri bambini.


Di Alessandra Parlagreco, 06/01/2015 © Riproduzione Riservata




Dopo  che  la  calza \e sono pronti cosa mettere  ?    sia  che la  si faccia  per i bambinoni , partner  , genitori  (  ogni uno\a  un donodi  verso  http://www.amando.it/natale/cosa-mettere-calza-befana.html  )  potete  iniziare  con


Carbone dolce fatto in casa
Passiamo ora al carbone, siete ghiotti del dolce carbone e i vostri bimbi qualche marachella l’hanno combinata? Bene, provate a produrre da soli il carbone da inserire nella calza, sarà economico e sicuramente più salutare di quello trovato in commercio!
Ingredienti
Carbone dolce fatto in casa


1 kg di zucchero
300 grammi di acqua
colorante alimentare nero
1 albume di uovo
zucchero a velo

Preparazione
Fate bollire un kg di zucchero, in 300 grammi di acqua, aspettate che inizi a caramellizzarsi, inserite del colorante nero, aggiungete il bianco d’uovo e lo zucchero a velo, girare bene e spegnere il fuoco. Appena inizia a indurirsi rompere a blocchetti il composto.


poi  continuate  a vostro gusto  o  riempendola  con dolci  comprati  o avanzati   dalle feste  o  altro  


Per il partner  

 Per Lei  

No  il solito calzettone di lana antisesso !Credo che se trovasse calze come quelle che vi sto presentando, forse, forse le verrà di risistemarsi il look per il prossimo anno ed a quel punto il suo arrivo in orari notturni sarà già di per sè una dolce delizia!Calze autoreggenti, parigine, francesine, calze da burlesque, calze a rete, calze velate e sexy collant… non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Music legs propone: Cuban Hell “Love me – Kiss me”
Unknown-1                            Unknown
o ancora Thigh Hi Nurse e French Maid.
4780(T747RBOW-PC080)aaa Calze_Cameriera_Sexy_05

Tra le proposte di Leg Avenue avrei scelto qualche campione spiritoso e bucolico ma il marchio ne produce anche di molto sexy!
LA6115_Calze_FIORE_ROSA_01LA6254_Calze_MARGHERITA_01

Meno romantiche e fantasiose ma indubbiamente in grado di far esplodere ardite fantasie, quelle fetish proposte da Lolitta e Saresia
warmUp                 4608_leggings-schwarz-a18035-1-aOK

e altra biancheria  sex  , vedere  post   sul natale  sexy  . Oppure  creme  , trucchi e  profumi 

Per   lui  scegliere cose che userà, quindi evitate boxer con i pupazzetti ed altri stili che possono apparire simpatici ma che non indosserebbe se dovesse andare in palestra o a giocare a calcetto con i

 
colleghi! Puntate sul classico slip o boxer, come quelli in vendita su Asos e Zalando. Il primo sito mette a disposizione slip Emporio Armani a 21,61€, mentre Zalando ha dei bellissimi boxer Benetton a 15€. Se il vostro lui lavora in ufficio, potete puntare anche su una bella cravatta, ma vale lo stesso discorso della biancheria: non esagerate con i colori e i disegni, difficilmente potrebbe indossarla! Se poi volete renderlo in vostro “befano” per un giorno, niente di meglio di un set di calze…in spugna! Il sito La Redoute ne vende 10 pezzi a 9,95€!





buona  epifania  a tutti\e