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lunedì 30 maggio 2011

Nord

Amministrative: il centrosinistra vince quasi dappertutto


E' anche centro, anche Sud. Napoli, per esempio. Però lasciatemelo godere, adesso, il Nord. Lasciatemi amare Milano. Il "mio" Milano (al maschile, come usava tra gli antichi abitanti).

Lasciatemelo amare da oriunda. Da una che ci è piovuta a caso, e non sa come. Mica facile, da amare, questo Milano. Lasciatemelo amare con le sue guglie d'oro antico, carolingio, squillante e rasserenato. Oro di guazza e di cieli meno ingombri.

Adesso lasciatemelo solo amare. Forse per la prima volta, da quando ero bambina, accompagnata da mio padre in piazza Duomo a comprare il settimanale "Il Milanese" e a sostare al Camparino. Io ero scura e mediterranea, poi ne sono seguiti altri, più scuri e mediterranei di me.

Sarebbe sbagliato affermare che "ha vinto Pisapia". E, forse, nemmeno (solo) la sinistra, com'è accaduto a Napoli e altrove. Un pochino, abbiamo vinto noi. Un pochino. L'inizio. Laura, Roberto P., Miriam, Rita, Giovanna e tanti altri, quel programma l'hanno stilato insieme, per la prima volta hanno assaggiato quella democrazia partecipativa propugnata per anni dagli umanisti.
Nell'elaborazione grafica, la Madonnina "arancione", colore dei sostenitori di Pisapia in questa tornata elettorale.

Nell'elaborazione grafica, la Madonnina "arancione", colore dei sostenitori di Pisapia in questa tornata elettorale.

Hanno già vinto, perché un barlume d'arcobaleno è per noi fierezza e vento. Ci ha commosso, Giovanna, la scorsa settimana, quando l'abbiamo udita affermare: "Per me Pisapia è anche una persona buona. La bontà non dovrebbe essere una categoria politica. Ma non mi vergogno a menzionarla. Perché in tutti questi anni, siamo stati governati dalla cattiveria". Cattiveria verso le minoranze, i diritti civili, i deboli, gli sconfitti, ma anche e soprattutto, semplicemente, i cittadini onesti. Nella legalità, nel rapporto con gli altri, nella diuturna resistenza nei confronti del "libero mercato" spersonalizzante e inumano.

Hanno vinto, con noi, Gina, Roberto, Luz: amici vissuti solo nella speranza, amici scomparsi nella fede, aspettando un domani che non hanno fatto in tempo a vedere. Amici che hanno lasciato i loro corpi in un(a) Milano all'apparenza distratta, affaccendata e indifferente; amici annoverati tra i mille morti giovani, catalogati da una fredda burocrazia. Corpi sepolti, ma anime salve, che hanno creduto senza aver veduto.

Mi piace vedere Pisapia a Niguarda (cfr. la sottostante foto). Abito nelle immediate vicinanze di questa periferia. Proprio alle spalle del neosindaco si staglia la lapide di un'altra Gina: la Galeotti Bianchi, partigiana, femminista, nome di battaglia Lia. Poco più in là ha sede un teatro popolare, ricordo dei tempi in cui la cultura andava alla ricerca dei poveri, li prendeva a braccetto, li accomodava sulle panche di legno e... forniva loro gli strumenti per raccontar/si.

Anche questo è Nord. Qui noi viviamo. Qui, ci apprestiamo non al potere, ma alla voce.

domenica 13 febbraio 2011

Ci siamo!

Nota. Per un improvviso problema alla pagina web, il testo, i link e quasi tutti i video di questo post sono andati perduti. Mi limito, pertanto, a riportare l'appello dei collettivi femminili del Nord Milano per l'importante manifestazione di oggi, a favore della dignità delle donne, che si svolgerà in tutte le piazze italiane e anche straniere. La delegazione umanista non mancherà all'appuntamento.




In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, pccupandosi di figli, mariti, genitori anziani. Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che - va ricordato nel 150° dell'Unità d'Italia - hanno costruito la nazione democratica.

Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile.

Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mète scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici. Questa mentalità e i comportamenti che ne derivno stanno inquinando la convivenza sociale e l'immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione. Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza.
Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni.
Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale.
Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? E' il tempo per dimostrare amicizia verso le donne. Lo chiedono anche, fra le tantissime aderenti famose, suor Rita Giarretta e Ouejdane Mejri, ricercatrice tunisina da anni in Italia, che assicura: "Anche le donne immigrate manifesteranno con le italiane" .
In verità, una risposta degli uomini, tardiva, insufficiente, è comunque arrivata, come dimostra l'appello "al maschile" di "Repubblica" : ma la loro voce è ancora flebile, e, prossimamente, ne analizzeremo le cause.
appuntamento per le/i milanesi è in piazza Castello alle ore 14.30. Sappiamo fin d'ora che saremo numerosissime/i.

martedì 12 ottobre 2010

una via di mezzo fra scemo ed ingenuo

"La tua vita adesso puoi cambiare solo se sei disposto a camminare,
gridando forte senza aver paura contando cento passi lungo la tua strada"
Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi! ''

 Oltre  un pezzo riportato sopra   tratto  dalla famosa  cento  passi dei Mcr   come   colonna  di sottofondo   sonora  d'oggi  ne  uso due  . La prima  è Geometrie  dell'anima     di Paolo fresu  di cui riporto  sotto il video  e con cui  le note dell'animo umano si sciolgono sulla melodia di questa incantevole e sublime melodia





la  seconda è  non  è tempo per  noi  di Ligabue    di cui    trovate   qui  un bellissimo  video   che non metto  onde  evitare  un troppo appesantimento nell'aprire  la pagina  del blog  a chi  ha  nel pc  poca ram  , con troppi video  nel  post

Ma Priam d'inizare  il post  d'oggi . è doveresa una precisazione
 N.B 
non metto i nomi e  d'essi sono   coperti  da  ***** (  chi già  causa di miei comportamenti inqualificabli e da  c... su facebook  lo sà ,  chi  non lo sà pazienza 
)   non per   censura  o d'autocensura  ,  ma perchè , chi  ha letto il manifesto del blog  e  le  faq  ( con relativi tag  d'aggiornamenti )  dvrebbe  saperlo  rispetto  è  uno dei cardini  dei questo  blog e  ( anche  se  non sempre  ci sono riuscito nel corso dela mia opera  d'arte  fin qui  realizzata  in quanto  consideravo questo  "  equazione  "  privato=pubblico privato=pubblico ) della mia pagina di Facebook (  in cui  i  post  del blog  vanno in automatico ), ma  soprattutto perchè  fa  parte del rispetto non fare  nomi e  cognomi  di persone  che non hai davanti o  metterle  alla berlina  ( cem spesso ho fatto nele pagine di facebook  ,  a scopo provocatorio  per  attirare loro  l'attenzione  e per  il motivo  sopracitato )   e  fanno  in  maniera  cannibale  i media  )    , metaforicamente parlando  , quando  non  sono o  diventate  ,  personaggi pubblci, oltre  che   problemi riguardanti la loro riservatezza  quella  che   ipocriticamente  il potere  chiama  privacy  
Lo sciocco non perdona e non dimentica. L’ingenuo perdona e dimentica. Il saggio perdona, ma non dimentica.(  proverbio cinese  )  
 foto   tratta  dala pagina    di facebook   un pò angelo e un pò diavolo


Dal proiverbio  sopra  riportato e  dalla prima  canzone  dela  colonna sonora  d'oggi   mi  è venuto  in mente    ed  ho trovato il coraggio per  parlare  di  una   tappa    del mio viaggio .
Prima  ero sciocco poi dopo i casi  di **** e ***** che usavo la come arma  contro  i torti  della vita   non il perddono , ma la vendetta  e  fotunatamanrre   che  sono diventat non violento (  altra tappa  del mio viaggio  ne  ho parlato nei post  precedenti  di questo  blog  , mi pare  se non erro nel  2006\7 )  altrimenti continuando cosi  sarei finito  come  la sto storia  in parte  vera    ma in maggior  parte  leggendaria  di  il bandito e campione     di  Costante  Girandego (  campione di ciclismo )  \ Sante Pollastri (  il bandito )    narrata  in vari  libri  e   nella  canzone     iL bandito ed il campione  e  ora  recentemente in un fiction tv . Poi mi son detto ma che c... sto facendo perchè mi creo rimorsi inutili . D'allora    dopo  oil male  che  ho fatto  ad   ******   e recentemente  a  ******* mi sto incamminando definitivamente , un percorso che avevo già iniziato prima dell'ultimo caso   ma che procedeva a tentoni , e ora procede rettilineo nella mia  strada fatta di curve ( perchè la retta  via  è per chi ha fretta  come dice  una famosa  canzone    contemnuta  nel ll'ultimo cd tabula rasa elettrificata   degli ex Csi  )  fatta di cadute e riprese , fino a farmi diventare  almeno per  ora  poi chi sà ,dato che  l'opera  d'arte \  bviaggio  si  sà quando inizia   ma non quando  finisce  una via di mezo tra l'ingenuo e il saggio . Adessoi la prossiam tappa e la saggezza . Ma per il momento , meglio  , uan via di mezzo in quanto gli antichi dicono In medio stat virtus In altre parole è il proverbio il meglio è nemico del bene  soprattutto da me  che cerco ancora  perdonatemi l'ultima citazione   musicale   ancora  una canzone di Ligabue   una  vita  da mendiano 


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