Nostra patria è il mondo intero e nostra legge è la libertà
1.3.25
Manuale di autodifesa I consigli dell’esperto anti aggressione Antonio Bianco puntata n XX COSA FARE SE :TI RAPINANO ,SE SIETE IN LUOGHI A RISCHIO NON DISTRAETEVI COL TELEFONO , SE SIETE IN PERICOLO ? REAGITE E URLATE
È importante sottolineare che non esiste una “reazione standard” e che ogni individuo può manifestare comportamenti diversi quando si trovadavanti a un aggressore.Spesso, per strada, si vedono ragazze incollate al cellulare non solo alla fermata dell'autobus,ma anche in movimento.Questo non fa che diminuire le capacità di capirene nell'immediato cosa sta accadendo intorno a noi.Prestate a!enzione a ciò che accade attorno a voi, evitando distrazioni eccessive come l'uso del cellulare, appunto.
Anche e sopratttto in ambienti poco frequentati è di fondamentale importanza evitare le distrazioni per poter familiarizzare con l!area in cui vi trovate, identificando le uscite,le zone ben illuminate,e i luoghi in cui poter cercare aiuto, come negozi, bar o stazioni di polizia.
Se notate comportamenti o situazioni sospette,affidatevi al vostro istinto. Meglio cambiare direzione o allontanarsi se percepite un potenziale pericolo.Organizzate il percorso prima di uscire, scegliendo itinerari che siano ben frequentati, per lo meno sulla carta, e illuminati.Se possibile, informate una persona fidata dei vostri spostamenti o utilizzate le apposite app che sono state create per la condivisione della posizione.Quando possibile, evitate di camminare da sole, soprattutto in orari o in zone isolate.La presenza di altre persone può rappresentare un deterrente per eventuali aggressori.Prendete in considerazione l'ipotesi di portare con voi un allarme personale o un Fischietto Questi strumenti possono attirare l'attenzione insituazioni di emergenza e scoraggiare un aggressore.Potete valutare anche l'ipotetico uso di strumenti come lo spray al peperoncino, naturalmente dopo averne appreso l'uso corretto. Partecipare a corsi di autodifesa può aiutare a imparare tecniche pratiche per reagire in situazioni di pericolo,migliorando sia le abilità fisichesia la fiducia in voi stesse.Se vi sentitemi n a c c i a t e ,usate un tono di voce decisoper esprimere il vostro dissenso o per chiedere aiuto. Infatti Sembra banale,ma non lo è: se vi trovate in una situazione di emergenza,attirate l’attenzione delle persone intorno a voi, urlando o attivando il vostro allarme personale, e allontanateviil più rapidamente possibile dal pericolo. Non rimanete passivi.
13.2.25
Manuale di autodifesa I consigli dell’esperto anti aggressione Antonio Bianco puntata n XIX farsi aiutare da persone fidate , non isolarsi ma rivolgersi a psicologi, terapeuti, mediatori familiari o centri antiviolenza che possono fornire strumenti pratici e supporto emotivo
Ma come aiutare una donna che è vitima di violenza prima che esso diventi femminicidio ? Bella domanda ecco cosa consiglia questo Vademecum per aiutare una donna che subisce violenza - della Casa delle donne per non subire violenza Bologna
Avere il sospetto o essere a conoscenza che una donna che conosciamo è vittima di violenza e/o stalking da parte di un uomo con cui è, o è stata, in una relazione affettiva ed intima, spesso provoca in noi sentimenti contrastanti.Non sappiamo come comportarci e ci chiediamo se sia giusto intervenire, soprattutto se conosciamo entrambi, la donna che subisce violenza e l’uomo che l’esercita. Spesso il sospetto o la certezza del maltrattamento subito da una donna che conosciamo può suscitare in noi sentimenti di rabbia o incredulità: potremmo non credere a ciò che ci viene raccontato o pensare che la donna abbia fatto qualcosa che la rende almeno in parte responsabile della violenza che subisce. Potremmo sentirci frustrati dalla sua difficoltà a cogliere l’aiuto che le offriamo.Fare i conti con la violenza nelle relazioni d’intimità comporta mettere in gioco i nostri sentimenti e pensieri, confrontarci con i nostri pregiudizi e prendere una posizione: cioè schierarsi dalla parte delle donne che subiscono violenza e non dalla parte di chi la esercita.
Come faccio a capire se una donna viene maltrattata?
Esistono degli indicatori (psicologici, comportamentali, fisici) che possono aiutarci a comprendere se una donna subisce violenza:
Esiste un solo modo per saperlo con certezza: chiederlo direttamente.E’ importante che la domanda sia posta in un contesto di calma e tranquillità. E’ fondamentale che la donna si senta a suo agio e al sicuro, perché possa parlare.Le donne sono reticenti a parlare per vergogna, per paura che il compagno lo venga a sapere, per timore di non essere credute, perché pensano che sia colpa loro. E’ molto importante ascoltare, offrire il proprio supporto, con atteggiamento non giudicante e non forzare a prendere decisioni.
Come posso aiutarla?
Informati sulle dinamiche della violenza di genere sulle donne, non azzardare consigli ma documentati sull’argomento e chiama un centro antiviolenza. Si tratta di situazioni complesse e spesso pericolose.Non pensare di trovare soluzioni rapide, definitive, semplici.In caso di reale pericolo non metterti in pericolo anche tu, ma chiama le forze dell’ordine.
Che atteggiamento tenere?
Assicurati di avere tutto il tempo per ascoltare il suo racconto.Rassicurala che credi a ciò che ti sta raccontando.Non stupirti del fatto che il racconto può far emergere sentimenti della donna verso il compagno molto diversi fra loro: amore e paura, stima e odio, volontà di chiudere la relazione e speranza di una riconciliazione.Dille che non c’è nessuna giustificazione alla violenza, che è una responsabilità di chi l’agisce.Fai domande per capire da quanto tempo avviene la violenza, se è aumentata nel tempo e nella gravità, se ci sono armi in casa. Ti serviranno per capire la pericolosità della situazione e l’urgenza di una soluzione. Non sottovalutare le sue paure. Non farle domande tipo: “perché non te ne sei andata prima/non lo lasci?”. Si sentirà giudicata e non compresa nella complessità della situazione che sta vivendo.Evita di dare giudizi e consigli su quello che deve fare. Sarà lei stessa a dirti ciò di cui ha bisogno. Non prendere iniziative senza accordarsi con la donna stessa.Spesso al maltrattamento si associa un forte isolamento e una chiusura verso l’esterno. La tua vicinanza e solidarietà sono molto importanti.Una delle minacce usate più frequentemente dal maltrattatore per ricattare la donna vittima delle sue violenze è quella di dirle che perderà i figli in caso di separazione o denuncia. Aiutala a capire che non è una “cattiva” madre se cerca di proteggere i suoi figli e che la violenza a cui assistono può essere destabilizzante per loro.Sostieni le sue decisioni e rimandale forza. Ci sono sempre rischi legati a ogni decisione presa da una donna maltrattata ed è stata molto coraggiosa ad aprirsi e a raccontarti. Rassicurala che non rivelerai al suo compagno quanto ti ha esposto:ciò potrebbe recarle ulteriori rischi. La fase della separazione, in caso di maltrattamento, può essere molto pericolosa.Dalle il numero di telefono del centro antiviolenza più vicino. Rassicurala del fatto che lì sarà ascoltata, troverà informazioni utili, non verrà forzata a prendere decisioni e che le sarà garantita la riservatezza.
In caso di emergenza chiamare:
Linea di aiuto sulla violenza, multilingue e attiva 24 ore su 24 in tutta Italia: 1522, chiamata gratuita.
Carabinieri: 112
Polizia: 113
Emergenza sanitaria: 118
20.11.24
come è difficile per noi uomini parlare di femminicidio . un tema che viene strumentalizzato vedere la presentazione del libro «Le vite delle donne contano - Lola, Pamela, Desirée, quando l’immigrazione uccide» (pubblicato dalla casa editrice di estrema destra , CsaPound ,Altaforte edizioni)
(Adnkronos) - "104 morte di Stato, non è l'immigrazione ma la vostra educazione" e "Valditara fai schifo, non può patriarcare per sempre, dimettiti": sono le scritte apparse nella notte sui marmi della facciata del ministerodell'Istruzione di viale Trastevere a Roma. Ancora ignoti gli autori delle scritte, accompagnate da una stella a 5 punte e dal simbolo anarchico della freccia nel cerchio. Le frasi sono un chiaro riferimento alle parole di lunedì del ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara relative al patriarcato e all'incremento dei fenomeni di violenza sessuale legato in qualche modo all'immigrazione illegale.
Infatti il tema è talmente complesso che è pressochè impossibile evitare oltre alle strumentalizzaioni ideologiche e e banalità se non vivi in prima persona tali problemi . Ciò non vuol dire da parte mia che smetta di lottare e mettere indiscussione ed lottare con il mio maschio alfa . Infatti proverò dopo questa settimana a fare come suggerisce questa iniziativa : « 1522, NO alla violenza sulle donne » della Coop intitolata “Il Silenzio Parla”, in collaborazione con Differenza Donna per divulgare informazione e sensibilizzare in vista della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.Un podcast in sei puntate che racconta episodi di violenza contro le donne attraverso le voci degli uomini che ne sono stati testimoni perché figli, genitori, fratelli, amici di donne che le hanno vissute. Il racconto di quest’anno è affidato alle voci di Francesco Migliaccio, Edoardo Barbone e Giacomo Ferraù per sei nuovi episodi che si affiancheranno alle sette storie vere di donne sopravvissute alla violenza raccontate nel 2023 da Valentina Melis, Cinzia Spanò e Ludovica Pimpinella.
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