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mercoledì 24 giugno 2009

Senza titolo 1538

Segnalo il Premio Nazionale Fabio Marletta per Poesia e Testi di canzone. Partecipate e passate parola



lunedì 19 maggio 2008

La destra italiana fa le prove di egemonia culturale?

Molto spesso  nei  giornali locali , in questo caso la nuova sardegna  del 19\5\008 , si trovano   degli interventi culturali  molto interessanti  .  Infatti  è  proprio     nella  rubrica  sua   "contromano  "    di Massimo Onofri che  c'è è un argomento  interessante .

<<   Pare che a Michela Brambilla si rivolgesse con questi versi: Ignara bellezza/Rubata sensualità/Fiore reclinato/Peccato d’amore . Adesso che è ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi sembra voler fare sul serio e con la migliore delle intenzioni. Così ad Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera del 9 maggio:  La cultura non è di destra o di sinistra. E’ la cultura  e  fin qui  parzialmente   d'accordo    con i due  articolisti  in quanto la destra , almeno in Italia  non ha  creato   una cultura  originale  (   salvo eccezioni  come Verga,Croce, Imbriani, ecc e poi durante  il fascismo  Gentile ,  D'annunzio , e i futuristi , ecc  )  ma  ha  contribuito   durante  il regime fascista  anche se per  un uso politico e strumentale  a  svecchiare   e a rinnovare  la nostra  cultura   vedere  la  creazione dell'istituo treccani    ( qui maggiori  news  sulla sua  storia e l'importanza che ha  e  ha  avuto  nella nostra cultura  )
Ma non sono  d'accordo  L'onofri  quando dice  : <<  Umberto Eco aveva dato giudizi su Berlusconi che erano in realtà pregiudizi. Ma io non posso non avere profonda stima di Umberto Eco.>> perchè  Umberto eco ha perfettamente ragione    e le nomine   dei ministri  lo dimostrano  in particolare  quelle di Bondi ( io  al suo posto ci  avrei messo o Giordano Bruno Guerra  o Marcello veneziani  , che  pur  lontani come formazione  culturale  e politica   dal mio  modfo  di vedere  ono dei veri  uomini dui cultura  e non delle macchiette , ma  staremo a vedere per dare un giudizio  globale  e complessivo e non aprioristico    )    e  della Carfagna  . Infatti  subito dopo  il giornalista  dice riportando  la dichiarazione di Sandro bondi 
al Corriere della Sera ): <<   Ho visto tutti i film  Nanni Moretti, e li ho amati >> ma  ha  dimenticato  questo pezzo  pezzo  <<  li ho amati tutti. Tutti tranne “Il Caimano”: quello proprio non ce l’ho fatta.  >>E ancora Onofri  rifacendosi  alle  dichiarazioni di bondi   << Sta per uscire sul Foglio una mia recensione molto favorevole all’ultimo libro di Eugenio Scalfari . Infine: apprezzo anche Arnaldo Pomodoro. Ammiro Renzo Piano. E so bene che Massimiliano Fuksas è uno dei più grandi architetti al mondo. Distinguo tra le parole che con sofferenza gli sento dire da Santoro e le sue opere >>. esprime le sue considerazioni  che condivido in pieno : <<   La destra, e giustamente, stigmatizza l’egemonia culturale della sinistra, si prova a contestarla: ma in che altro modo prendere le parole di Bondi, se non come una conferma di quell’egemonia? Perché quel che preoccupa, di questa intervista, è proprio il conformismo culturale, l’idea politicamente corretta di cultura che ne emerge. Moretti? Eco? Pomodoro e Fuksas? Sono questi i miti e i modelli culturali che seducono la destra al governo? C’è da esserne preoccupati.>> concludo con questo video   di toto 




che ben s'adatta alla situazione culturale e politica che da circa vent'anni c'è nel nostro paese salvo lampi di Genio ormai morti e non più sostituiti da l'eccellenze e i eccelenti sono diventati mediocri

venerdì 16 maggio 2008

Senza titolo 541

È davvero bello e commuovente vedere queste cose che stanno diventando sempre più rare in un mondo sempre più omologato e dipendente dale regole del mercato e quindi mercificato . La spontaneità e la capacità di tirare fuori se stessi in un luogo qualsiasi lasciando di se un suono, una melodia è la voce del nostro io più vero e profondo...una vera poesia. Grazie al compagnodioviaggio Mario pischedda

 





Senza titolo 536

dal cdv esterno  www.censurato.splinder.com riporto questo reportage interessante 

Sul Blog Censurato abbiamo spesso parlato di fumetti censurati e dello stesso Tex Willer, il cui nome sarebbe un caso di autocensura degli autori.


In questo post segnaliamo il sito web www.tinosimonetti.it ( trovate  alla  fine del post le pagine   dirette  su Tex  più altri link  per tutti coloro che desiderano approfondire  su tex , sui fumetti Western , censura  e altro trovate  sotto ala fine del post    una serie  di link  )
Gli anni Cinquanta furono un periodo difficile per i fumetti; inserite in un contesto generale di restaurazione e di moralizzazione "all'americana" furono ad essi rivolte accuse di immoralità e di corruzione dei ragazzi costretti a leggerli quasi clandestinamente
Pur senza raggiungere gli eccessi degli Stati Uniti, dove si bruciavano nelle piazze cataste di "comics", i fumetti erano da più parti criminalizzati e banditi. Nel 1951 due deputati democristian [ sempre loro ] presentarono un disegno di legge con il quale si intendeva istituire un controllo preventivo sulle pubblicazioni a fumetti; cioè ogni fumetto prima di arrivare nelle edicole doveva passare il vaglio di una apposita commissione. Il progetto di legge passò alla Camera ma non al Senato. Proposte analoghe furono presentate negli anni seguenti senza mai essere convertite in legge, ma misero in allarme gli editori che decisero di correre ai ripari. Alcuni di essi, tra cui Bonelli, stabilirono di adottare un codice di autoregolamentazione per le pubblicazioni a fumetti, identificando i fumetti realizzati nel rispetto di tale codice con il marchio di Garanzia Morale, che all'inizio degli anni Sessanta comparve sulle copertine di numerose testate."


 



 


Il termine scagnozzi è stato rimpiazzato da "uomini"


 




"Nelle storie inedite erano bandite le scene eccessivamente violente, i vestiti e le pose "sconvenienti", soprattutto per i personaggi femminili, il linguaggio crudo e scurrile (per cui era frequente che un malvivente disarmato o preso a pugni dall'eroe di turno esclamasse un improbabile "Accidempoli!" invece di ben altre più realistiche espressioni); inoltre doveva sempre trasparire il rispetto per la Patria, per le istituzioni, per i sani principi.
Per le pubblicazioni che ristampavano storie già  edite in precedenza, come nel caso di Tex Gigante II serie, si trattava di modificare quanto, nei testi e nei disegni, non fosse rispettoso del codice morale di autoregolamentazione. E' a queste modifiche che ci si riferisce quando si parla di censure nei Tex II serie. Dato il contesto in cui si trovavano, gli editori erano sempre all'erta, per cui dopo una prima serie di modifiche, ritenevano opportuno rimaneggiare ulteriormente edizioni successive dello stesso albo, in una progressiva opera di autocensura. Esistono infatti edizioni diverse dello stesso albo di Tex, che si differenziano solo per l'entità  delle modifiche apportate. Dal numero 15, "La montagna misteriosa", le modifiche furono apportate fin dalla prima edizione. I primi 14 numeri, invece, furono pubblicati in una prima edizione non censurata e furono poi modificati progressivamente nelle edizioni e ristampe successive. Non è semplice, perciò, riconoscere gli albi completamente non censurati. Vi sono però in essi delle vignette che furono probabilmente le prime ad essere modificate, per cui se esse sono non censurate anche l'albo relativo lo è, purchè esso risponda anche ai requisiti esposti nella sezione .





Nell'analisi delle censure nei primi 14 albi, saranno indicate le strisce e le singole vignette da esaminare per stabilire se l'albo è o no censurato. In ogni albo vi sono numerosi casi di censura. Si è cercato, di solito, di indicare i casi di più facile controllo, quindi per lo più le strisce all'inizio o alla fine di un albo..."



Per Approfondire su tex , sui fumetti Western , censura  e altro eccovi  una serie  di link





martedì 26 giugno 2007

Senza titolo 1915

Quarant'anni ad  oggi il 26\06\1967   moriva  don lorenzo milani ( al centro dela foto  riportata sotto  .


Ora per parafrasare una famosa  fiction tv    due parole  sono troppe  una è poca  rinvio oltre  a questo  video   di gooogle  girato 
2007-04-22 - San Martino Buonalbergo - Memoria di Don Lorenzo Milani che  trovate qui sotto   oltre  che   a dei post precedenti   che trovate   sotto la categoria Scuola, Don Milani,Barbiana  e capirete perchè  è ancora  attuale  e del perchè  viene o  fatto prioprio (e purtroppo  talvolta  strumentalizzandolo    dalla destra  e dalla sinistra  )





unica cosa  che posso consigliarvi sono di leggervi  i suoi libri

Esperienze Pastorali
lettera ai capelllani militari ( che li causerà  un processo )
L'obbedienza non è più una virtù Documenti del processo a Don lorenzo Milani
lettera a una professoressa


per libri postumi e il suo  epistolario vedere qui e  nei  link sotto riportati



ulteriori  per proffondimenti

Estratto da   http://it.wikipedia.org/wiki/Lorenzo_Milani







lunedì 25 giugno 2007

Senza titolo 1911

Cercando   su youtube la  puntata   di anno zero in cui si parla el caso fortugno   e  a cui sono presenti  gli amici  (  purtroppo a causa di probelmi tecnici    fra linux ed explorer   , ecc   non sempre  riesco ad essere presentre nei loro sito  e forum )    ammazzatecitutti.org  ( vedere   banner  )  ho trovato  il  sito  www.conseguenze.org
Leggendo il manifesto   , mi sono accorto che era appena nato  e  allora  visto  che   hanno molti punti in comune    con il  nostro blog  come  testimonia questo video del gruppo  Disciplinatha che canta Up Patriots to arms di Battiato






ho deciso d'intervistare il fondatore  Stefano Pierpaoli


1) come mai nel  vostro programma  : << non chiediamo denaro pubblico >> a  cosa  è  dovuta  questa   scelta  ?  e come  vi  finanziate  ? 
Le classi dirigenti, attraverso i media e per mezzo delle scelte che operano, hanno stabilito come principio assoluto, ideologico e imprescindibile che siamo società di mercato. In questo contesto l’appartenenza al mercato è un dovere così come la partecipazione in qualità di produttori o consumatori è un diritto. Consequenze nasce per l’esigenza di esistere in questo ambito e la capacità aggregativa ci consente di essere produttori, distributori e consumatori in un ambiente condiviso e trasparente. Nello stesso momento in cui deteniamo spazi di espressione e riusciamo a comunicare con la cittadinanza è anche chiaro che riusciamo a produrre ricchezza. È evidente che i primi passi sono i più faticosi e questo vale per ogni tipo di impresa che comincia dal nulla. Noi non partiamo da zero e abbiamo già il prodotto, oltre a poter contare su un notevole bacino d’utenza. Non dobbiamo “finanziarci”, non nell’accezione consueta di questo termine. Viviamo in un Paese che costringe la maggior parte dei cittadini a tirare avanti in modo disagiato e con pochi soldi a disposizione. Credo sia peggio farlo in un quadro di approssimazione piuttosto in un’ottica di crescita collettiva e con un programma preciso su cui basare un progetto esistenziale, oltre che artistico. Possiamo stringere i denti per qualche mese ma sappiamo che questo ci porterà a competere e a vivere con meno patemi.Nel progetto di Consequenze il denaro pubblico avrebbe un valore marginale e produrrebbe i soliti schemi ricattatori e clientelari che hanno determinato la degenerazione italiana. Non abbiamo bisogno di soldi ma di spazi di espressione e di condivisione aperti a tutti. Il denaro pubblico è argomento molto più delicato di come viene trattato dalle nostre parti. Gli sperperi per soddisfare interessi privati hanno causato troppi danni. È il modello che è marcio. Nomine politiche, rappresentanti di corporazioni e delegati per convenienze di parte non possono garantire l’utilizzo del denaro pubblico in modo razionale né onesto. Non sapremmo a chi chiedere denaro pubblico senza rischiare di sporcarci le mani. Meglio affidarci spazi di attività, quindi di occupazione e di crescita, per permetterci di guadagnare soldi da soli. Il concetto di elite privilegiata non ci appartiene. Quello di Cittadini che devono guadagnare e pagarsi comodamente un affitto e vivere in modo dignitoso sì.

2)  cosa ne pensate  dela censura preventiva  attuata  dal ministro gentiloni sul videogioco Manhunt 2  ( qui maggiori dettagli )
Non conosco a fondo la vicenda del Manhunt2 ma è pur vero che qualche paletto bisogna stabilirlo. Non mi piacciono gli sguardi dei ragazzini di oggi e per la prima volta nella storia non possiamo dire che i bambini di oggi sono più “svegli” di quanto lo fossero quelli di venti anni fa. Il metodo dell’esperienza è profondamente mutato nell’era tecnologica e non dobbiamo cedere alla tentazione di liberalizzare il messaggio tecnologico in modo indiscriminato. Gli elementi che condizionano la crescita risentono di variabili assai complesse e un bambino che non può annoiarsi smarrisce lo spazio della fantasia. Li abbiamo sovraccaricati di impegni e ora li bombardiamo con modelli dannosi. Definire poi un gioco alla stessa stregua di un’opera d’arte mi sembra davvero eccessivo e perverso. Non credo si tratti di censura quanto casomai di prevenzione.
3 ) come   è nata l'idea  dell'associazione   e quindi del sito  ?                                                                                                
Nel 2004 avevo tentato ( qui e qui  di mettere in piedi un progetto simile qui a Roma. Riunii molti artisti e cercai un dialogo con l’amministrazione cittadina. Non se ne fece nulla perché il periodo era ancora quello della sospensione sociale e dell’incapacità di iniziativa. Oltretutto le aristocrazie romane si guardarono bene dall’incoraggiare un progetto così poco italico. Oggi l’urgenza ha assunto dimensioni ben più avvertite dalla collettività. La lottizzazione ha raggiunto livelli tali da precludere ogni possibilità di partecipazione e di lavoro alle giovani generazioni. Il peso della nomenklatura italiana è asfissiante e l’incapacità politica nell’interpretazione dei bisogni e dei diritti è evidente. Anche per questo motivo l’idea di un singolo è stata condivisa in brevissimo tempo da migliaia di persone responsabili che avvertono l’emergenza e che hanno voglia di sentirsi protagonisti. Oggi questa iniziativa è un dovere civile verso noi stessi e nei confronti delle future generazioni. Molte necessità incalzanti convergono nel successo del progetto di Consequenze: superare la precarietà economica, ridare slancio all’arte, recuperare rapporto con la popolazione e l’armonia tra cittadini, creare spazi di libertà e indipendenza dai baronati, sentirsi protagonisti e partecipi in qualcosa di essenziale e moderno.     
4) cosa ne pensate  dela trasmissione musicale demo  che dà spazio alle  piccole produzioni indipendnti  e  che viene  trasmessa  su radio uno
    una delle poche  cose   non fagocitate dala banalità  del nostro sistema culturale                                                                                 Se manca un progetto complessivo ogni iniziativa isolata costituisce un contentino inefficace. La frammentazione delle proposte è un nostro grande problema e nasce anche questo dalla burocratizzazione culturale. Richiesta al gestore, concessione difficile, realizzazione marginale. Denaro pubblico, manifestazione da consenso, messaggio parziale.Ecco perché Consequenze nasce da un’idea condivisa con un grande progetto culturale indipendente. Senza una programmazione razionale e ben inserita nel tempo che viviamo e nel mercato non è possibile raggiungere un obiettivo che tenga conto dell’interesse comune e dello sviluppo delle idee, della conoscenza e della fantasia.
5)
che ne pensate  della  tv  italiana ,soprattutto dela  rai ,  è proprio da buttare   come dice marco travaglio in questa bella e non retorica  intervista on the road  fattagli  dal creativo  nonche  mio compaesano e  copmapgnodistrada  mario pischedda  (  suo blog e la sua  scheda  di youtube )  e  quindi da fare una tavola rasa   e  ricostrttuire  oppure   come  nel film di troisi rincomincio da tre    c'è qualcosa di buono   da salvare
Per la Rai vale lo stesso discorso. È una struttura anacronistica e mastodontica la cui produzione perde qualità in modo progressivo. A fronte di qualche sempre più rara occasione di pregio l’offerta del servizio pubblico raggiunge spesso l’indecenza. È una fucina di sprechi e di clientelismo spinto. È una vecchia macchina da consenso e da indottrinamento che oltretutto ha sempre meno potere anche in questo senso. Il difetto sta sempre nel criterio del sistema. Troppa politica e poca onestà. Nessuna progettazione culturale e assenza di contenuti. Il pubblico considerato solo in quanto prodotto alla fine produce un effetto boomerang. L’autismo collettivo a cui siamo stati condannati si rovescia contro i gestori del potere mediatico. In questo contesto anche il buono che c’è da salvare ha un valore insignificante. Finchè ci saranno dinamiche perverse e oligarchie mafiose e clientelari il declino della Rai è destinato ad accentuarsi.

mercoledì 6 giugno 2007

UNO Ziqqurath IN SARDEGNA?

Oggi vi condurremo a 11 km da Sassari, sulla strada statale che conduce a Porto Torres per scoprire insieme un esempio architettonico di straordinaria importanza,
unico in tutta Europa e in tutto il Mediterraneo:
è l'altare preistorico o Ziqqurath di Monte d'Accoddi,
una collina artificiale a pianta quadrangolare alta circa dieci metri,
simile appunto alle ziqqurath mesopotamiche.

Gli archeologi lo fanno risalire al IV millennio a.C., attribuendolo alla Cultura di Abealzu-Filigosa e con molta probabilità si trattava di un tempio dedicato ad una divinità celeste, forse al Dio Sole, come potrebbe confermare una sfera di pietra che simbolizza proprio il globo solare, sceso a giacersi sulla terra con la Grande sacerdotessa ossia la Dea Madre, chiamata anche dea della fertilità.
I riti sacri si svolgevano alla sommità della costruzione, alla quale si accedeva tramite una rampa - larga nove metri e lunga 41,80 metri .
Di fianco alla rampa stava, ma è ben visibile ancora oggi, un grande altare sacrificale di pietra calcarea.
Quello che vediamo oggi è un ziggurat di tipo orientale realizzato però non in argilla come quelli della Mesopotamia che sono stati quasi completamente distrutti dal tempo, bensì in pietra come tutte le costruzioni megalitiche della Sardegna.



Il Sito è visitabile tutti i giorni feriali e festivi (eccetto Natale e il primo dell'anno)
dalle ore 8:00 alle ore 17:00 (ottobre-marzo)
oppure dalle 9:00 alle 18:00 (aprile-settembre).



Leggi integralmente .......

sabato 12 maggio 2007

Senza titolo 1820

Un archivio di disperazione



scritto da topoandrea il venerdì, 11 maggio 2007,22:46


Saad EskanderSaad Eskander lavora per proteggere la Biblioteca [Nazionale] dell’Iraq dalle bombe e dalla muffa. Saad Eskander è seduto alla sua scrivania color cioccolato, un'altra giornata in un posto promettente ma abbandonato.Dalla finestra rotta del bagno situato al piano superiore della Biblioteca e Archivio Nazionale dell'Iraq, di cui è direttore, la luce del sole penetra attraverso i fori causati dai proiettili. Al piano inferiore, le interruzioni di corrente hanno danneggiato i libri. La mattina del 5 marzo scorso, il direttore ha dovuto dire addio a un impiegato che, in seguito dell’uccisione del fratello, aveva deciso di lasciare la città.Alla destra del direttore, alcune vetrinette custodiscono i libri e i manoscritti più preziosi dell’edificio. Alla sua sinistra, delle grandi vetrate si affacciano sul mondo esterno. Alle 11.40 del mattino i vetri tremano. “Succede tutti i giorni”, spiega Eskander con voce dura. Si alza con calma e guarda dalla finestra la nebbia di fumo nero e carta bianca che si alza verso il cielo, a circa mezzo miglio di distanza. “Ce ne sono state di più ravvicinate. Ormai ho perso il conto delle bombe”.Dopo l’invasione del 2003 guidata dagli Stati Uniti, gli sciacalli hanno saccheggiato e bruciato la biblioteca. Oggi, alla vigilia del quarto anniversario della caduta di Saddam Hussein e dopo il lancio di nuove misure di sicurezza, Eskander e il suo staff stanno lottando per conservare i frammenti dell’antico patrimonio dell'Iraq, in un luogo che definisce“la memoria storica del Paese”.“Ciò che fa sì che un kurdo, o un sunnita, o uno sciita abbiano qualcosa in comune è una biblioteca nazionale", dice. "E' dove inizia l’identità di una nazione”.Oggi la biblioteca pullula di giovani dipendenti. Religione e politica vengono lasciate fuori. Ma i progressi della biblioteca stanno venendo rallentati dalle stesse forze che stanno facendo a pezzi l’Iraq: violenza, burocrazia, settarismo confessionale, rivalità politiche, e una mancanza di servizi di base.Eskander si allontana dalla sua scrivania, in cui conserva come ricordo alcune schegge di proiettili di mortaio, e controlla le vetrinette. "Stai lontano dalle finestre", raccomanda.Guarda di nuovo il fumo che si espande in lontananza. “Penso che venga da Mutanabbi Street”, dice.Mutanabbi Street era il cuore intellettuale di Baghdad, brulicante di librai e amanti della lettura. Eskander ci andava spesso per arricchire la collezione della biblioteca. Poco dopo apprende che l’autobomba che ha appena sentito fuori ha ucciso almeno 26 persone, tra cui un libraio che conosceva.Quindi, per tutelare il suo staff, ordina alle sue guardie di non far uscire nessuno dall'edificio. Dalle finestre, guarda le ambulanze che passano. Nei giorni seguenti, scriverà i suoi pensieri in un diario online.

 
Segue su blogfriends

mercoledì 9 maggio 2007

Primo post

questo è il mio primo post qui, grazie dell'invito!


…And still we sing


 


“Ma come si fa ad essere giovani nel 2007 e leggere Platone?”


 


Davanti all’esaltazione suscitata in me da una particolarmente accurata edizione in greco de La Repubblica platonica, un distinto uomo, sul cui volto capeggiavano i segni di un tempo che nemmeno per metà ho visto scorrere, mi porge questa domanda con sguardo sconcerto e in qualche modo turbato.


Come se ad un tratto il peso immateriale delle pagine che stringevo, si fosse fatto fisico e percepibile dal corpo, ogni sillaba, nata per liberare lo spirito dalle costrizioni, sembrava ora afflitta dal peso di quelle stesse catene ed anche le mie braccia parevano a stento riuscire a reggere saldamente il volume.


Ma le catene di cui parlo, non sono certo strumenti di sofferenza, al contrario, sono la strada più sicura per la felicità, se con felicità indichiamo quel comune tendere ad un senso di benessere e certezza, o meglio, di benessere nella certezza.


Abbandonare il conforto e la sicurezza delle proprie convinzioni, significa cedere al dubbio, all’incertezza della sfumatura, significa spezzare uno per volta, gli anelli della catena che ci tiene relegati nell’oscurità del calore delle sicurezze sin dalla nascita.


Ebbene, leggere Platone è scegliere la luce invece che il buio, ma di certo non so dire se questa sia la scelta migliore.


Auguriamo ai nostri figli la più grande delle felicità, e ci prodighiamo affinché la ottengono, costruendo con zelo attorno al loro un microcosmo dall’aspetto di mondo, conformato solo da specchi, da opposti, da bianchi e da neri.


Platone è la scheggia sottile che riga ogni specchio, provoca un’immagine distorta capace di insinuare nella mente la folle e assurda idea che forse la verità restituita dagli occhi non è la reale verità, se non addirittura insinuare che esista una verità altra, separata e diversa da quella che conosciamo.


Leggere Platone rappresenta un terribile atto di auto-inflizione del dolore: significa andare in contro alla scheggia e lasciarsi rompere volontariamente, pur sapendo che ciò che si sta perdendo non potrà mai essere rimesso assieme, e che a nostra volta diverremo schegge.


Con il nostro inchiostro, con il nostro pensiero, siamo simili ad armi scariche o con la sicura ancora inserita, solo chi volontariamente porge lo sguardo verso di noi e tende l’orecchio ai nostri sussurri, viene ferito.


Per il resto, rimaniamo inermi, nel solo ruolo di testimoni, non certo per nostra volontà, ma come conseguenza del nostro ardire, la separazione, siamo così costretti ad essere solo testimoni, perché chi ancora vive relegato nel buio, non sente le nostre voci, o meglio le percepisce come fossero canti, ché le catene impediscono loro di percepire le urla che dietro di essi si celano, Kierkegaardianamente parlando.


Ed allora qual è il vantaggio che un giovane trae dalla lettura di Platone? E ci può essere un vantaggio nello scegliere la sofferenza, implicata in ogni riga che sfregia lo specchio, invece che il benessere della certezza? Io ho scelto la prima, e dal troppo cantare, quasi ho perso la voce, senza che nessuno abbia mai teso le orecchie oltre quelle semplici note. Ed allora a che scopo continuare a cantare?


 


(“And still we sing” fa riferimento alla canzone Magpie di Marienne Faithfull/Patrick Wolf dall’ultimo album The Magic Position)

domenica 29 aprile 2007

Senza titolo 1788

CERCO MATERIALE PER UNA RIVISTA VIRTUALE


HO UN APPELLO PER TUTTI I BLOGGERS! Vorrei realizzare una rivista virtuale e cerco materiale per un numero sperimentale. Se qualcuno vuole contribuire, non avrà soldi nè onore, inoltre i tempi saranno molto lunghi e forse il risultato sarà pessimo... Ma confido ugualmente nel vostro buon cuore! Chi vuole, può inviarmi qualunque tipo di materiale che ritenga interessante: racconti, foto, disegni, scritti, articoli e qualunque cosa che abbia a che fare con il tema "DIARIO", via email. Per informazioni potete lasciare un commento sul mio blog.


Grazie a tutti!!!


sabato 21 aprile 2007

Senza titolo 1771

Ricevo via email  ed inoltro


IL  30 aprile alle ore 17.30 presso il Teatro “R. Gentile” di Cittanova (RC) si terrà “Soglia Infinita”, reading internazionale di poesia a cura di Jack Hirschman e Agneta Falk  L’evento prevede un accompagnamento musicale live durante le letture di Hirschman e Falk (con contemporanea video-proiezione dei testi in italiano) e un libero dibattito con i due poeti.

Jack Hirschman è da molti considerato il più importante poeta americano vivente con all’attivo oltre cento libri di poesia, saggi e traduzioni  da nove lingue. La sua lunga carriera letteraria intreccia frequentazioni con artisti come Ernest Hemingway, Charles Bukowski, Jack  Kerouac, Allen Ginsberg e Lawrence Ferlinghetti. Attivista per i diritti civili, guerriero poetico a favore di poveri e emarginati (leggendaria  la sua battaglia contro la guerra in Vietnam), è simbolo della lotta per la giustizia sociale e la libertà artistica. Nel 2002 ha ricevuto il  Book Award Life Achievement dalla Before Columbus Foundation. Pochi mesi  fa è stato insignito del titolo di Poeta Laureato da parte del Sindaco di San Francisco. Reggio Calabria è per Jack Hirschman la prima tappa europea di una rinnovata serie di reading fuori dai confini degli Stati Uniti. Tra i suoi libri ricordiamo A Correspondence of Americans (Bloomington: Indiana University, 1960), Black Alephs (Trigram Books, New York/London, 1969), Lyripol (City Lights Books, San Francisco, 1976), The Bottom Line (Curbstone Press, Willimantic, 1988), Endless Threshold (Curbstone Press, Willimantic, 1992), Front Lines (City Lights Books, San Francisco, 2002), I was Born Murdered (Sore Dove Press, San Francisco, 2004) .
Sono stati recentemente pubblicati 12 Arcanes (12 Arcani) e  I Wanted You to Know It (Volevo che voi lo sapeste) dalla Casa della Poesia/Multimedia Edizioni ed è in preparazione la pubblicazione di un libro che raccoglie gli “Arcani” scritti durante cinquant’anni di attività poetica in cui l’artista affronta temi intimi e personali (la morte del figlio ventenne) e argomenti di respiro internazionale (il dramma del Kossovo e l’attentato alle Torri Gemelle di New York).
Agneta Falk è un’affermata pittrice e poetessa anglo-svedese, unita a Jack Hirschman da un comune modo di intendere la poesia e l’arte come impegno . Ha vissuto in Inghilterra dal 1969 dove ha insegnato teatro, comunicazione, letteratura e scrittura creativa. Dal 1992 al 1999 è stata co-direttore di Word Hoard,tanto da impegnarsi sia nella promozione della scrittura che   nella comunità e nell’organizzazione di eventi poetici .
Negli anni ‘90 ha avuto l’incarico di predisporre pezzi di descrizione creativa sulla costa del Lincolnshire e dello Yorkshire. Ha pubblicato parecchie raccolte di poesia e ha esposto in Francia, Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Divide il suo tempo tra San Francisco, l’ Inghilterra e l’Italia. Il suo ultimo stimolante libro “It’s not love, it’s love”, è uscito in edizioni bilingue presso la Multimedia Edizioni.

Per info rivolgersi a Giada Diano:
giada742000@yahoo.it
3398022713


Approfondimenti


  •  sugli autori  in questione



File  audio    della loro lettura  avvenuta il   18 OTTOBRE '05  e riportata  da

dal portale  www.modoinfoshop.com/   ( per  chi  i volesse  maggiori news  su  quell'evento le trova qui )


- Agneta Falk legge "11 settembre" (in italiano Chiara Cretella) (2972Kb)
- Jack Hirschman legge "NY, NY" (553Kb)
- Jack Hirschman legge "Blue" (364Kb)




  • sulla  località   e come  arrvare  e muoversi


www.cittanova.com/index.php
http://www.cittanovaonline.it/




sabato 24 marzo 2007

Senza titolo 1714



Proprio mentre m'acingo a scrivere questo post  mi  viene da canticchiare il ritornello ( che trovarte qua sotto   )  della famosa  canzone di Ligabue che  funge da colonna    sonora   del post  d'oggi 




                                Una vita da mediano 

una vita da mediano
a recuperar palloni
nato senza i piedi buoni
lavorare sui polmoni
una vita da mediano
con dei compiti precisi
a coprire certe zone
a giocare generosi

sempre lì
una vita da mediano
a recuperar palloni
nato senza i piedi buoni
lavorare sui polmoni
una vita da mediano
con dei compiti precisi
a coprire certe zone
a giocare generosi

sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai stai lì
una vita da mediano
da chi segna sempre poco
che il pallone devi darlo
a chi finalizza il gioco
una vita da mediano
che natura non ti ha dato
nè lo spunto della punta
nè del 10 che peccato

sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai stai lì
stai lì
sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai
finche ce n'hai
stai lì
una vita da mediano
da uno che si brucia presto
perché quando hai dato troppo
devi andare e fare posto
una vita da mediano
lavorando come Oriali
anni di fatica e botte e
vinci casomai i mondiali

sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai stai lì
stai lì
sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai
finchè ce n'hai
stai lì

lì nel mezzo
finchè ce n'hai stai lì
una vita da mediano
da chi segna sempre poco
che il pallone devi darlo
a chi finalizza il gioco
una vita da mediano
che natura non ti ha dato
nè lo spunto della punta
nè del 10 che peccato

sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai stai lì
stai lì
sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai
finche ce n'hai
stai lì
una vita da mediano
da uno che si brucia presto
perché quando hai dato troppo
devi andare e fare posto
una vita da mediano
lavorando come Oriali
anni di fatica e botte e
vinci casomai i mondiali

sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai stai lì
stai lì
sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai
finchè ce n'hai
stai lì





IL  16 Marzo  a tempio  pausania   lo scrittore Cristiano Cavina al Cotton Club   bar   musicale  e letterario  ( ne vedete  la  foto   dei tavolini  scatta  prima   che  venisse  l'autore  sopra  )   ha  presentato  il suo ultimo romanzo " Un'ultima stagione da esordienti ". con  l'introduzione  di Michele Acciaro (Ex presidente dell'unione sportiva Tempio ed esperto di calcio giovanile )  e Luca Raineri (ex giocatore e allenatore delle  giovanili del US Tempio  )   che trovate  nella  foto sotto  con l'autore 


Alcune news   sull'autore   tratte  dalll'email   di massimo dessena  della libreria  max 88    ( sito  e blog  )  --- una delle  fucine   che   fanno si  che tempio  non muoia  e che ci sia  ancora in assenza di un  cinema  cultura  --   con cui mi s'invitava  alla  presentazione  del libro  in questione  :
 <<
(....)

Cristiano Cavina è nato a Casola Valsenio, in provincia di Ravenna, nel 1974. Cresce con la mamma e i nonni materni in "un appartamento striminzito"delle case popolari: si traveste da pirata a carnevale, si sfianca sul campo di calcio, macina chilometri e chilometri in bicicletta. Ascoltando i racconti dei vecchi, sviluppa una passione viscerale per le storie: i li
qui bri diventano presto la sua seconda casa.Senza esagerare con gli studi e lavorando dove capita, attraversa incolume gli anni bui e comincia a sua volta a raccontare. Vince qualche concorso letterario; il racconto Il Babbo Natale di Viale Neri arriva prima compare nell'antologia Il quarto re magio, edita da Marcos y Marcos nel 2002,accanto ad autori come Heinrich Böll, Pier Paolo Pasolini e Vittorio Tondelli. Pochi mesi dopo esce il suo romanzo "Alla grande",il quale Grazie all'accoglienza molto favorevole della critica, e all'entusiasmo (visto io  numero elevato di vendite   che ancora  continuano )  dei librai, "Alla grande " ha toccato da vicino moltissimi lettori anche me ( nonostante  abbia letto  solo  i  risvolti  in copertina )  che  sono solito non giudicare mai--- anche  se non sempre  ci riesco   completamente ---  a scatola  chiusa  ovvero quello  che in filosofia  viene chiamato  aprioristicamente  le  opere letterarie e artistiche  ed in maniera  particolare le persone
Infatti dall'uscita del romanzo a oggi, Cristiano non ha mai smesso di ricevere inviti da scuole, circoli di lettura, festival letterari e librerie, conquistando il pubblico con la sua forte carica umana .
Egli sbarca il lunario sfornando pizze nella pizzeria di famiglia   ma  anche   facendo  mille altri lavori  e quindi corre a scrivere appena può .
IL suo secondo romanzo "Nel paese di Tolintesàc",uscito nel 2005,riesce a mantere cosa rara nella letteratura  d'oggi,la freschezza del primo e offre una prospettiva ancora più vasta, più generale . Una mamma innamorata della campagna, che concepisce suo figlio per opera del sole e del grano. Uno zio turbolento, un po' ladro e un po' eroe, specializzato in scomparse e riapparizioni. Una zia corteggiatissima,raffinata e cagionevole, che si attira il malocchio. Un nonno capace di mille travestimenti.
Mitologia comica e sognante di una stirpe contadina,dell'Italia più autentica, nelle parole di una nonna che fino alla morte non smette di raccontare. E di un nipote che raccoglie il testimone, travolto da tanta ricchezza. Per non perdere la memoria, per salvare ciò che veramente importa .

>>
 
Ora  analiziamo il  libro  in  questione  .
Ho  trovato il libro  di Cristiano Cavina molto  coinvolgente tanto   da farmi immedesimmare nel protagonista,un libro  certo scritto con il cuore  ma npn stucchevole \ melenso  da essere  abbandonato  dopo  le prime pagine ( pesante insomma )
Un libro profondo , emozionante , profondo gioioso , commovente , struggente,semplice, diretto, un po'  nostalgico ( ma   nel  giusto   senza  eccedere  e piangersi addosso )  .
Finalmente un romanzo che vede il calcio  non più  e non solo come panem et circenses  o calciopoli , ma  come metafora dela vita   , una passione   che t'aiuta  a non morire lentamente   e che  andrebbe  fatta riscoprire  ai giovani  in modo che a giocare nelle nostre squadre di A  e  di  B non siano solo  , come avviene  negli ultimi 20  giocatori  stranieri  , e ricostituireuna  nazionale  vera  che non vince di culo  i mondiali , ma li vince  lottando   continuamente  e  non una partita si  e una no    .
 Infatti  :
SPOLLER   ( Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell'opera ) << "Eravamo una squadra che suscitava un sacco di allegria, in trasferta.Almeno prima del fischio d'inizio.
Le nostre maglie blu erano sbiadite da infiniti lavaggi e i numeri si scucivano dopo pochi minuti.Alcuni di noi avevano le scarpe di qualche misura in più, per non doverleri comprare nuove ogni anno.Poi si cominciava a giocare, e saltava fuori che non era per niente facile batterci.Non che fossimo dei fenomeni, a parte il Grande Poggio. Ma eravamo affamati del pallone. Gli davamo la caccia, come predatori. Eravamo nati per quello.Nell'ecosistema dei campionati giovanili,eravamo in cima alla catena alimentare".Erano tredicenni d'assalto: mettevano il calcio sopra ogni cosa. Il Dio del Calcio era il loro dio. E il Mister il suo profeta. L'estate macinavano polvere nel campetto di ghiaia. Appuntamento alle sette del mattino per la prima partita, e avanti fino a sera. Stava per cominciare la terza media, ma è solo un dettaglio.Era il calendario delle partite a scandire le tappe di un'avventura.
Sprofondavano nella Bassa,sotto un cielo esagerato,circondati da milioni di peschi. Si inerpicavano tra i monti, su campetti gelati, in fondo a tornanti interminabili. Per scardinare squadre di geometri ben pettinati,che li disorientavano con finte, passaggi di prima e triangoli di perfezione assoluta. Per sopravvivere agli attacchi di Elliot il Drago, che aveva le cosce di Rummenigge, e quando cambiava passo staccava le zolle di terra dal campo. Scortati dalla Regina dello Sterrato, il furgoncino di George Balducci e una testa di cinghiale imbalsamata. Un tunnel che porta dritto a Borgo Ghibellino, una filiale dell'inferno. In una finale epica, dove ci si gioca il campionato e molto di più.Era il calcio che giocavano allora. Bruciava nel loro sguardo, e li faceva uscire dagli spogliatoi con i borsoni in spalla, fieri come i paracadutisti.
Spoller
Inoltre esso mi  ha  fatto  ritornare  la passione per  il calcio ( credo che  riandrò allo stadio a  seguire  il tempio  che gioca  in  serie D   ) , passione  venuta  meno  e  diventata  apatia  , odio  a causa  delle  violenze   degli ultrà  e la corruzione  , il marcio  di cui calciopoli  ( non indagata  affondo  e in pieno )  , lo scandalo doping , lo scandalo scomesse  , ecc 




 per  avermi fattoconoscere  otimi scrittori Ringrazio  Massimo Dessena  e la  sua libreria   (  è quello  con la maglietta  bianca   )  per  avermi fattoconoscere  otimi scrittori


lunedì 5 marzo 2007

Senza titolo 1682

Nella  più  completa indifferenza  è morto   sabato 4 marzo  2007  alla veneranda  età di 87  il   Grande Osvaldo Cavandoli.Esso  : <<  è stato un animatore e autore di fumetti italiano, cittadino onorario di Milano. È famoso per il suo cartone animato La Linea.Cavandoli è nato a Maderno, sul lago di Garda, ma si è spostato a Milano all'età di due anni. Dal 1936 al 1940 ha lavorato come designer tecnico all'Alfa Romeo. Appassionato fin da bambino ai fumetti si è avvicinato a questo mondo all'età di 23 anni, ha cominciato poi a lavorare con Nino Pagot. Nel 1950 ha cominciato a lavorare solo come direttore e produttore. Diviene poi famoso con La Linea, apparso la prima volta nel 1969 come carosello. Nel 1978 e nel 1988 ha creato due nuovi personaggi: sexlinea ed eroslinea.  >> (  news  tratte dalla  sua voce  su  wikipedia.it 
Ha  ragione uin  commento  su  blogfriends :   << Una vergogna che domenica mattina c'era solo un micro trafiletto su Repubblica e l'ho saputo così... :"( >>  ora lo so che direte  che  sono cinico , ma  meglio un po'  di cinismo che  essere indifferente  , scometto che se morisse   qualcuno   di noto   come  pippo  baudo  o eros  ramazzoti vengono  versati   i  classici fiumi d'inchuiostro  sui  giornali  e  super speciale  in raimediaset  Poichè le  lacrime  mi stanno bagnando  gli occhi , e m'impediscono di continuare  a  scrivere e poi  per  evitare  frasi fatte o  bieca  \ stucchevole retorica   , metto qui un  video  per  ricordarlo   grazie  youtube .








Per chi  non  spesse  niente  di lui  e per  chi  c'era   ( anche se di striscio come   me  che sono del '76 )  e vuole  far vedere  ai nipoti o figli  o  perchè  no rivedere    ecco un url con una serie  di video di youtube  delle sue trasmissioni
tinyurl.com/3bb9v7  che  stavolta  grazie  a tynyurl   sono riuscito  a rendere  cliccabili   a differenza  degli altri  presewnti nei post precedenti   ma  lo sapete su soluzioni  non c'è   risposta    e la redazione di splinder  continua a fare lo gnorri  Leggo ora  su Dylan Dog Horror  club n°246   che come Osvaldo  e morto   nell'indifferenza  generale proprio il giorno della  vigilia di natale  un altro grande disegnatore   e sceneggiatore di fumetti  Gino D'antonio   dopo una carriera  di  ben  60° e famoso  non solo in Itlia  ( vedere  ulr  nelle righe sucessive  )  .

Voglio ricordarlo  citando  l'elogio  funebre  tratto  
  da Dylan Dog  Horror  club  : <<   (...)  tutti giù il cappello c'è da rendere  onore ad un autore   che se ne  è andato velocemente in punta di piedi  nell'indifferenza dei media nazionali  la  vigilia di natale  (...) e come ha detto un commossoi Sergio Bonelli  nel  renderli omaggio   durante la cerimonia funebre  " era il più bravo di tutti  . Cerrto  lo si duice  sempre  di chi  muore  , ma  vi giuriamo sul nostro onore  che   che mai come    questa  volta  è vero  . (.... ) >> . Essoi era  famoso  per  " La storia del West  "  una saga  , di cui trovate  un disegno a sinistra  durata  ben  75  album . Essa è : << (  ... )  1967-1980| Esce, edita da Bonelli (la cui casa editrice ora ha assunto il nome di Edizioni Araldo) la Storia del West, l'opera più ambiziosa di D'Antonio.
 Progettata assieme a Renzo Calegari (che avrebbe dovuto collaborare anche ai testi ma che poi limitò il suo apporto alla sola parte grafica), durante la loro collaborazione con lo studio Dami, l'idea iniziale prevedeva la pubblicazione settimanale di brevi episodi di 24 pagine integrati da articoli di approfondimento sull'epopea western, ma lo stesso Bonelli convinse gli autori a optare per il classico albo mensile di 96 pagine. Per ospitare la serie viene varata la Collana Rodeo (e questo accorgimento permetterà, in seguito, di diluirne ulteriormente la periodicità, alternandola nella collana con episodi di altre serie alle quali D'Antonio non collabora) e vengono chiamati altri disegnatori alla realizzazione degli episodi, tutti scritti dal solo D'Antonio. Nei 73 numeri di cui è composta la serie in origine (su 162 numeri totali della Collana Rodeo) si sono alternate, oltre a quelle di D'Antonio e Calegari, le matite di Renato Polese, Sergio Tarquinio, Giorgio Trevisan, Erminio Ardigò e Luis Bermejo Rojo >> (  dal portale  Ubcfumetti  in una pagina  a lui dedicata   continua qui  .
P
er  tutti  coloro che  volessero saperne di più   posso trovare   maggiori news  : 1) qui ( in Italiano )  ., 2)  qui ( in inglese più precisamente  la  voce  della  Comiclopedia of Artists .

  Non so  cos'altro dirvi allla prossima

domenica 25 febbraio 2007

la tv oggi

ISabato sera    , essendo  i miie amici  tutti  con l'influenza  ,  mi sono  visto  ( anxzi rivisto in quanto   oltre le repliche  non c'è  niente  d'interessante  c  diverso  dal cabaret  e avanspettacolo )  la  trasmissione  speciale  fatta  da Piero Angela  su Garibaldi .
Mia  madre oggi a  ptranzo   si è meravigliata  , perchè   di solito me  ne  sto  a leggere  ed  ascoltare  la radio  che ancora  anche  se   distanza di anni luce  per i cambiamenti di costume   dagli anni  '70 mantiene  ,soprattutto quelle via web  ,  quello che cantava  Finardi qualche tempo  fa  : <<  Amo la radio perché arriva dalla gente entra nelle case e ci parla direttamente| se una radio è libera ma libera veramente | piace anche di più perché libera la mente >>  o  a leggere  fumetti , libri  o il giornale  .


dallìagenda 
Smemoranda ( www.smemoranda.it 16 mesi 2007  Liberi di essere liberi

Mi ha detto   : <<  
che strano tu di solito  guardi  i noir , i simpsons  ,  la  squadra   e dei  film in dvd \ dvx    e ogni tanto vai ad Olbia  ----  visto che   sono ormai  due\ tre  anni che nella mia città  manca  un cinema  --- a vedere   i film   >> .

Come  potete notare,  soprattutto  coloro che mi seguono  dall'inizio    ciò non significa che io odi la tv   infatti : 1) oltre i programmi  citati prima   guardo anche   i programmi , anche  se registrati  visto che raramente  vanno in onda in orari decenti  di storia  e  di cultura   ; 2)  guarda la trasmissione ssatellittare  artè   , altro  che  quelle  italiane  dove  per cercare  le perle  devi rovistare  nel fango ( metaforicamentte parlando )  ; 2) seguo il  news groups  it.media.tv  . E che la penso   come Tiziano Terzani  : <<  non c'è più nemmeno bisogno della dittatura  , ormai , perchè la dittatura   è quella dela scuola  , della  televisione  , di  quello che  t'insegnano  . Spegni il televisore  e guadagni libertà >>  anche  se  non in misura  cosi radicale  perchè hai il telecomando , soprattutto il  tasto del silenziatore , o quello di spegnimento  . * usasiamolo *  come  dice la  vignetta riporta ta  nelle  righe  precedenti

lunedì 4 dicembre 2006

Senza titolo 1518

Oltre  alla canzone  che  trovate tra la prima  e la  seconda risposta  un'altra  canzone  che  rappresenta  il  mio perchè mi schiero ed  a volte mi considero  tale , con i  perdenti\i vinti   ed è  L'ombelico Del Mondo di  jovanotti  alias  Lorenzo Cherubini

Questo è l'ombelico del mondo
dove si incontrano facce strane di una bellezza un po' disarmante
pelle di ebano di un padre indigeno e occhi smeraldo come il diamante
facce meticce da razze nuove come il millennio che sta arrivando
questo è l'ombelico del mondo e noi stiamo già ballando
questo è l'ombelico del mondo.
questo è l'ombelico del mondo dove non si sa dove si va a finire
e risalendo dentro se stessi alla sorgente del respirare
è qui che si incontrano uomini nudi con un bagaglio di fantasia
questo è l'ombelico del mondo senti che sale questa energia
questo è l'ombelico del mondo.
questo è l'ombelico del mondo è qui che c'è il pozzo dell'immaginazione
dove convergono le esperienze e si trasformano in espressione
dove la vita si fa preziosa e il nostro amore diventa azioni
dove le regole non esistono esistono solo le eccezioni
questo è l'ombelico del mondo.
questo è l'ombelico del mondo è qui che nasce l'energia
centro nevralgico dell'universo da qui che parte ogni nuova via
dalle province del grande impero sento una voce che si sta alzando
questo è l'ombelico del mondo e noi stiamo già ballando
questo è l'ombelico del mondo.


Con l'apertura dela nuova  categoria " aggiornamento faq " intendo  non solo come  dice  la parola stessa aggiornare   la serie dele  Faq  , ma risposndere   a chi mi dice  che  le risposte  sono invcomplete  ma  rispondere ad altre domande  che mi arrivano via   email o via  sms o  da altri amici  conoscienti  aiu quali   ho publicizzato il mio blog  .
In particolarte  in questi giorni  mi  è arrivata  l'ennesime domande  : 1) come mai ami prediliggi i  vinti  \ i perdenti ovvero   gli  sfigati come si desume  dalla canzone 
[ l'inno di frigidaire    che prima o poi mi deciderò  a rimettere   ]  che apre il tuo  blog  ?  sei anche  tu  uno  sfigato  , hai una esistenza  fallita  ? ; 2)  come  fai ad uccidere  l'io  insmma  a viaggiare conla mente e co il pensiero  senza usare  alcool e  droga  ? 

Prima domanda 
E'  vero e innegabile  ho  sempre avuto una certa simpatia  e predilezione perdenti\vinti  ( overo quelli che   vengono chiamati   sfigati  )  perchè  spesso sono migliori di noi e  << (....)  i perdenti più adatti ai mutamenti  (...)  >>   per parafrasare  una  canzone  da me citata  più  volte  e che  è all'origine di questo blog  (  trovate qui  il testo con gli accordi ) e poi  perchè    l'ultima puntata   della  serie i  Bis  bis  di Pippo   saranno stati pure  ai margini della storia  ma non hanno creato   guerre ( salvo  che per  guere  non s'intenda rivolte e ribellioni contro il potere   e le prepotenze  ) , hanno sempre  avuto buoni rapporti  rapporti con il loro prossimo  , anzi spesso  possono averlo  (  come  è il casoi di Max Stirner  ) aiutati ad a concvepire grandi idee . E se tutti avessero fatto   comer loro la storia sarebbe  diversa  dsaa quekllo che  è stata  oggi .
Tale affermazione   troverebbe conferma  in  molta  letteratura  in  particolare : 1) il ciclo dei vinti ( malavoglia  e mastro don gesualdo ) di  Giovanni Verga   Una sorta di operazione analoga - su una tematica leggermente diversa - verrà compiuta molti anni dopo, nel Novecento, negli Stati Uniti dallo scrittore statunitense Erskine Caldwell con quello che verrà definito il suo Ciclo del Sud ( La via del tabacco,ecc.) ; 2 ) in Manzoni  nella storia della colonna infame  e nei i  promessi sposi  : 3) L'italo - americano    John Fante   o la  Beat generation
Un altro esempio  di questa  mia identificazione con gli ultimi che  è nata   si è originata  (  insieme al passaggio da una cultura  bellica  a una   pacifista  e non violenta   )   con la lettura  e  con lo studio   scolastico --- ai miei tempi   ce le faccevano studiare  a memoria ---  della poesia  la  guerra  che verrà  Di bertold brecht trovate sotto testo originale  e una traduzione

Der Krieg, der kommen wird


Ist nicht der erste. Vor ihm
Waren andere Kriege.
Als der letzte vorüber war
Gab es Sieger und Besiegte.
Bei den Besiegten das niedere Volk
Hungerte. Bei den Siegern
Hungerte das niedere Volk auch.


La guerra che verrà


Non è la prima. Prima
ci sono state altre guerre.
Alla fine dell’ultima
C’erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente
faceva la fame. Fra i vincitori
faceva la fame la povera gente egualmente


e che  si  è  ampliata  \ estesa  con  lo studio sul  West e sugli  indiani d'america ( ueccovi un sito interessantissimo www.farwest.it/  ) fatto fare dal prof  di storia alle  superiori    per  il 500  anniversario dela  scoiperta   delle americhe    la lettura  del fumetti della   Bonelli ed in particolare di Mister No,Dylan Dog,Ken parker Con i cartoni animati ( che ancora con mio cuginetto di 2  grado o quando  non c'è niente in tv  li guardo ancora  )  e   le storie\i fumetti  della disney  in particolare tutte quelle che hanno per protagonisti o comprimari Paperino,Paperoga,Ciccio,Pippo,Gambadilegno,Amelia  perchè hanno in comune  con me  la testardagine , la sfiga  ,  la tenacia , il  raporto ossessivo con il cibo --  di cui prima o poi   ve ne  parlerò --  l''essere una  frasca (   imbranato  nel mio dialetto )  , l'avere  sempre la testa fra le nuvole , ecc .                                            Inoltre ci sno  anche i cartoni di Tom&jerry  e quelli   Willy  Coyote ed infine   la lettura  ( e le riduzioni tv  cartoini e film  )  di Le Avventure Di Tom Soyers'' e  ''Le Avventure Di Hack Berry Finn ''  di  Mark Twain ;   con un bellissimo anime Conan il ragazzo del futuro (in giapponese: 未来少年コナンMirai Shōnen Konan)  diretto da Hayao Miyazaki e trasmesso per la prima volta nel 1978 e il  romanzo dizo di fantascienza  da cui  è tratto  (The incredible tide, tradotto in italia dalla Kappa Edizioni ) di Alexander Key.
Essa  ha avuto la conferma   dal fatto che  molto spesso chi è considerato un fallito  perchè  non  è classificabile  secpondo detterminatwe categorie  ed  anticonformista  (  maledetto )  e quindi  un minore  , molto spesso , come il caso di Friedrich Nietzsche e  del filosofo  che sto studiando  per l'esame di storia dela filosofia   Max Stirner  autore   de l'unico e  la sua proprietà  che
ha lasciato  la sua   impronta , come dice  il prof Enrico Ferri nel  suo libro  la città degli Unici  (  trovater sotto la destra la  foto dela copertina )   influenzando i filosofi  successivi  ( Marx ed Engels  o Bakunin   in questo caso)  insieme ad  altri pensatori scomodi  del  secolo scorso  considerati  sfigati o pazzi perchè s'erano schierati dalla parte degli ultimi   ( Gioovanni  XXII  Giovanni paolo  II don primo  mazzolari , don  tonino bello ,  padre ernesto  balducci  don lorenzo  milani  , malcomnx  , madre terresa   di calcutta , gandhi  martin luter king , peppino impastato , il capitanoi ultimo  ecc  )   . Ecco  che questo mio interesse può essere risassunto  da  questa creaziopone aertistico letteraria  trovata   cercando  nel motore di ricerca  di splinder più precisamentre  su questo  discreto ( almeno  ad una prima occhiata  ) http://modulo.splinder.com/ che  s'intitola appunto 





I perdenti


Nella società dei vincenti,quella odierna,
un posto sotterraneo, in galleria,
occupa la schiera di chi invece perde.
Subiscono offese, minacce,castighi,
forse provano a ribattere,
ma senza forza né coraggio.
E’ dunque una lotta impari,
che termina ben presto
sul pavè di una strada di periferia,
in una casa fatiscente,
nei bordi della società delle chimere.
Chi perde, dunque,sembra non aver compreso.
E invece,povero,ricurvo,ha già un accesso:
quello dell’oltremondo dove ancora
sarà diverso.


Io seguo  il detto delle sacre scriutture : << beati gli ultimi perchè saranno i primi >> . E poi   io , come tutti  ,  ho un esistenza che alterna fasi di  sfiga e  fasi di fotuna   . Mi ha descritto  bene  nel commento  cancellato insieme al post    in  quanto era in word  progres  ( me ne  scuso con tutti\e  ed in particolare con l'autore il  cdv  comicomix  ) : <<  Ricordiamoci de: La città vecchia, del grande De André Buon tutto !  >>   le quali insieme ad alcune canzoni di   Brasens  ,  Boris vian  , Mustachi  fatte  studiare  a scuiopla  dal prof  fidi francese   e  A Gaber  , Mia martini  , ecc hanno costituito la base  per questa mia passione  . Proprio  , quando avevo finito  di rispondere alla prima domanda  casualmente    viene trasmessa  dalla radio proprio in sifatto momento e  che  può essere colonna sonora del post  d'oggi


La città vecchia
Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi
ha già troppi impegni per scaldar la gente d'altri paraggi,
una bimba canta la canzone antica della donnaccia
quello che ancor non sai tu lo imparerai solo qui tra le mie braccia.
E se alla sua età le difetterà la competenza
presto affinerà le capacità con l'esperienza
dove sono andati i tempi di una volta per Giunone
quando ci voleva per fare il mestiere anche un po' di vocazione.
Una gamba qua, una gamba là, gonfi di vino
quattro pensionati mezzo avvelenati al tavolino
li troverai là, col tempo che fa, estate e inverno
a stratracannare a stramaledire le donne, il tempo ed il governo.
Loro cercan là, la felicità dentro a un bicchiere
per dimenticare d'esser stati presi per il sedere
ci sarà allegria anche in agonia col vino forte
porteran sul viso l'ombra di un sorriso tra le braccia della morte.
Vecchio professore cosa vai cercando in quel portone
forse quella che sola ti può dare una lezione
quella che di giorno chiami con disprezzo pubblica moglie.
Quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie.
Tu la cercherai, tu la invocherai più di una notte
ti alzerai disfatto rimandando tutto al ventisette
quando incasserai delapiderai mezza pensione
diecimila lire per sentirti dire "micio bello e bamboccione".
Se ti inoltrerai lungo le calate dei vecchi moli
In quell'aria spessa carica di sale, gonfia di odori
lì ci troverai i ladri gli assassini e il tipo strano
quello che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano.
Se tu penserai, se giudicherai
da buon borghese
li condannerai a cinquemila anni più le spese
ma se capirai, se li cercherai fino in fondo
se non sono gigli son pur sempre figli
vittime di questo mondo.


Rispondo alla seconda   domanda
Dopo  le esperienze negative  dovute  alle sbronze  e alle canne e alla  bulimia , mi sono accorto che mi stavo distruggendo ovvero  stavo  toccando il fondo   e che avrei potuto   scivolare giù con facilità  allla fine non è successo  per fortuna  . Infatti il mio non volermi arrendere ed  andare in analisi  oltre il caso ( fra cui quello d'aver prima fatto una  ML\Nw  insieme all'ex Cdv  danny  che si chiamava  Danny-beppe  una  sorta di cenacolo  e  poi l'aver  aperto questo  blog  )   mi sono venuti in aiuto  e mi hanno  fatto scegliere  la strada   delo scrivere e dela fantansia  .  Infatti  , dopo aver letto  La leggenda del santo bevitore di  Joseph Roth  ( qui news  sull'autore e sul libro ) e  dell'esperienza  con gli AA (alcolisti anonimi ) fatta  da  Tiziano  Scalvi il padre del fumetto Dylan Dog  , mi sono accorto  che mimstavo  buttandfo via  e iniziai a chiedermi che senso avesse  un esperienza diventata solo distruttiva  . Fu allora   che Incominciai  a capire  che le porte  dela  percezione << Se le porte della percezione fossero sgomberate, ogni cosa apparirebbe così com’è, infinita . >>  scriveva William Blake (  senza sapere che influenza avrebbero avuto anni dopo queste parole sul giovane Jim Morrison, che di li a poco avrebbe dato vita all’esperienza letterario-musicale dei Doors )  che  possonoi essere aperte con la fantasia  e l'immaginazione  . unico neop  e che devo anche  impoarare a dosarla  perchè : 1)  a volte  ironizando  sui tutto\i , me compreso , la gentee parenti   ( ma non  è questo il problema principale perchè alla fine  ti abitui  )  mi prende sul serio  e mi giudica scemo ,  e  ferisco le persone nei loro sentimenti  profondi    ( è questo il problema  )  ; 2)   uso  l'immaginazione  ovvero  fantastico un po'  troppo   a volte  azzeccandoci altre  volte  prendendo fischi per   fiaschi e  facendo  figure   barbine e  meschine metaforicamente parlando   e vengo accusato  di  dietrologia   o preso  in giro  cercate  sulla reteed inm particolare    nei Ng   l'ispettore  scanau /( ma  ormai ci ho fatto il callo )  .
Scommetto che vi e  mi chiederete  come faccio   a mettere in pratica  cio   , la risposta  è semplice  con un po' d'allenmamento  mentale  e  
cercando di mettere in pratica: << Immagina, certo. Ma non è come dirlo.Immaginare vuole dire che le immagini te le devi fare tu. E come fai a fartele tu, le immagini, se di solito te le ritrovi bell’e pronte, confezionate dagli immaginatori di professione che te le mitragliano addosso? Le immagini che ti fai tu in principio sono timide e fuggevoli, hanno bisogno di una camera oscura e tiepida, una specie di incubatore, per venire fuori. Hanno bisogno di silenzio e di qualcuno che faccia lo sforzo amoroso di vederle e ascoltarle. Ma se vengono scaraventate subito in mezzo alle altre immagini, quelle sgargianti e rumorose fatte in ditta e in serie, allora si dileguano in fretta >>  Marina Terragni in  >> "Un'immaginazione dietro l'altrascritto per  Smemoranda 16 mesi 2006 che ha  come  tema Immagina che...  << Il problema è che quando non puoi immaginare perché vieni immaginato dagli altri, allora la scorza della realtà diventa talmente dura che non si può neanche scalfire, e ti sembra di non potere mai cambiare niente di quello che c’è, del già dato una volta per tutte, anche se non ti piace. Se invece continui a immaginare, tieni la scorza della realtà morbida e malleabile, non le dai il tempo di ispessirsi, la puoi lavorare e perfino bucare e farci passare dentro le cose più strane. Le immagini fatte in serie, quelle preconfezionate, non sono come le immagini dell’immaginazione, non fanno che riprodurre la realtà all’infinito e moltiplicarla e farla sembrare più reale e di quello che è. Come gli specchi, senza mai il minimo scarto, contribuiscono a indurire la realtà e a farla apparire invincibile.
Immagine è una parola di etimologia incerta, il che vuol dire che non si sa molto bene da dove viene e quale sia precisamente la sua storia.
Ma quando una parola ha un’etimologia incerta può essere anche più bello seguirne il filo a ritroso, perché allora fai lavorare l’immaginazione, rompi la scorza dura della parola e provi a fecondarla con altre parole, la smuovi e la fai crescere.
Si può immaginare anche sulla parola immaginazione. A me per esempio piace immaginare che immaginazione abbia la stessa radice di mago e di magia, e che l’immaginazione sia una specie di impollinazione della realtà con la magia, e dunque di ciò che è con ciò che potrebbe essere. Una specie di lievito che cambia la forma della realtà.[proprio come l'immagine di Chito  sotto riporta  tratta come   questo articolo dall'agenda  smemoranda  2006  il cui archivio si trova  online  sul  sito  di smemoranda  , più precisamente  snipurl.com/14cbf ]

Qualcosa dentro di me prende misteriosamente forma, nutrito dai bisogni e dai desideri, dal corpo e dall’anima, che poi sono una cosa sola. Qualcosa di istintivo e di magico si affaccia timido a quella che chiamiamo mente, che le dà una forma intelligibile e comunicabile.
E poi di lì, dai marchingegni della mente, viene spinto fuori, come un bambino che nasce, e che non può essere scaraventato nudo e inerme nel mondo. Bisogna accompagnarlo, stare attenti che le immagini bell’e fatte e invidiose non se lo mangino, proteggerlo e irrobustirlo.
Ma quando sarà pronto ad andare con le sue gambe non somiglierà a nessun altro, avrà in sé la magia e la forza dell’aurora.
Ci vuole pazienza, in principio, ma dopo un po’ si impara, un’immaginazione dietro l’altra, ed è come avere dentro un crogiolo sempre attivo che crea nuove realtà a ciclo continuo, ed è come svegliarsi in un mondo nuovo ogni mattina.
Dopo un po’ dentro di te prende forma una realtà talmente viva che quella fuori comincia ad apparirti meno reale, sbiadita, non più invincibile. E dopo ancora un po’ è la realtà fuori ad apparire assurda e fantasmatica, e la tua immaginazione la sbaraglia.
Per alimentare questa rivoluzione continua e non violenta bisogna essere un po’ pazzi, un po’ artisti e un po’ bambini, il che in fondo è sempre la stessa cosa.
Ma è necessario anche essere vigili e pronti, e spegnere la tv ogni volta che appare la contessa De Blanck. >> .
3)  usando  cuore&mente   anche se non sempre ci riesco  essendo refretario  e dire sempre  anche a costo di ferire   quello che penso  senza usare  filtri o giri di parole  .

Non so  più  che altro dire  anche perchè mi calano le palebre  e  morfgeo  mi   chiama 
 


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Max stirner



 
Conna  sonora 


 Libri

  • ce ne srebbero tanti  per il momento  mi viene  in mente  questo noir  che mi hanno regalato ( e amncora non ho letto  per intero  )   il manulae del  perdenti  qui maggiori  news


  • Le vene aperte dell'America latina  di Eduardo  Galeano snipurl.com/14bfc




  • tutti i libri  di Pino Cacucci




  •  i libri  di  fantozzi scritti da Paolo Villagio




  • i libri di Peppone e  don camillo dio Giovannino Guareschi




Film 
 queli che  in questo momento  ,  mentre  iniziano a calarmi le palebre degli occhi   sono  :


  • I vinti (Traumulus), film diretto da Carl Froelich (1936)

  • I vinti, film diretto da Michelangelo Antonioni (1953

  • La saga di Fantozzi  qui ( recensione  dei vari episodi della saga ) e qui news   sul suo personaggio

  • la saga di Peppone e don camillo  qui la filmografia  e il rapporto con i tresti del guareschi  ed altri anedoti


N. B  a causa dei  soliti  probelmi   con  linux    imsiti sottolineati  in neretto sono dei collegamenti ipertestuali   potewte cliccarci sopra  se volete vciagiare 

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