mercoledì 24 giugno 2009
Senza titolo 1538
lunedì 19 maggio 2008
La destra italiana fa le prove di egemonia culturale?
<< Pare che a Michela Brambilla si rivolgesse con questi versi: Ignara bellezza/Rubata sensualità/Fiore reclinato/Peccato d’amore . Adesso che è ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi sembra voler fare sul serio e con la migliore delle intenzioni. Così ad Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera del 9 maggio: La cultura non è di destra o di sinistra. E’ la cultura e fin qui parzialmente d'accordo con i due articolisti in quanto la destra , almeno in Italia non ha creato una cultura originale ( salvo eccezioni come Verga,Croce, Imbriani, ecc e poi durante il fascismo Gentile , D'annunzio , e i futuristi , ecc ) ma ha contribuito durante il regime fascista anche se per un uso politico e strumentale a svecchiare e a rinnovare la nostra cultura vedere la creazione dell'istituo treccani ( qui maggiori news sulla sua storia e l'importanza che ha e ha avuto nella nostra cultura )
Ma non sono d'accordo L'onofri quando dice : << Umberto Eco aveva dato giudizi su Berlusconi che erano in realtà pregiudizi. Ma io non posso non avere profonda stima di Umberto Eco.>> perchè Umberto eco ha perfettamente ragione e le nomine dei ministri lo dimostrano in particolare quelle di Bondi ( io al suo posto ci avrei messo o Giordano Bruno Guerra o Marcello veneziani , che pur lontani come formazione culturale e politica dal mio modfo di vedere ono dei veri uomini dui cultura e non delle macchiette , ma staremo a vedere per dare un giudizio globale e complessivo e non aprioristico ) e della Carfagna . Infatti subito dopo il giornalista dice riportando la dichiarazione di Sandro bondi al Corriere della Sera ): << Ho visto tutti i film Nanni Moretti, e li ho amati >> ma ha dimenticato questo pezzo pezzo << li ho amati tutti. Tutti tranne “Il Caimano”: quello proprio non ce l’ho fatta. >>E ancora Onofri rifacendosi alle dichiarazioni di bondi << Sta per uscire sul Foglio una mia recensione molto favorevole all’ultimo libro di Eugenio Scalfari . Infine: apprezzo anche Arnaldo Pomodoro. Ammiro Renzo Piano. E so bene che Massimiliano Fuksas è uno dei più grandi architetti al mondo. Distinguo tra le parole che con sofferenza gli sento dire da Santoro e le sue opere >>. esprime le sue considerazioni che condivido in pieno : << La destra, e giustamente, stigmatizza l’egemonia culturale della sinistra, si prova a contestarla: ma in che altro modo prendere le parole di Bondi, se non come una conferma di quell’egemonia? Perché quel che preoccupa, di questa intervista, è proprio il conformismo culturale, l’idea politicamente corretta di cultura che ne emerge. Moretti? Eco? Pomodoro e Fuksas? Sono questi i miti e i modelli culturali che seducono la destra al governo? C’è da esserne preoccupati.>> concludo con questo video di toto
che ben s'adatta alla situazione culturale e politica che da circa vent'anni c'è nel nostro paese salvo lampi di Genio ormai morti e non più sostituiti da l'eccellenze e i eccelenti sono diventati mediocri
venerdì 16 maggio 2008
Senza titolo 541
Senza titolo 536
Sul Blog Censurato abbiamo spesso parlato di fumetti censurati e dello stesso Tex Willer, il cui nome sarebbe un caso di autocensura degli autori.
In questo post segnaliamo il sito web www.tinosimonetti.it ( trovate alla fine del post le pagine dirette su Tex più altri link per tutti coloro che desiderano approfondire su tex , sui fumetti Western , censura e altro trovate sotto ala fine del post una serie di link )
Gli anni Cinquanta furono un periodo difficile per i fumetti; inserite in un contesto generale di restaurazione e di moralizzazione "all'americana" furono ad essi rivolte accuse di immoralità e di corruzione dei ragazzi costretti a leggerli quasi clandestinamente
Pur senza raggiungere gli eccessi degli Stati Uniti, dove si bruciavano nelle piazze cataste di "comics", i fumetti erano da più parti criminalizzati e banditi. Nel 1951 due deputati democristian [ sempre loro ] presentarono un disegno di legge con il quale si intendeva istituire un controllo preventivo sulle pubblicazioni a fumetti; cioè ogni fumetto prima di arrivare nelle edicole doveva passare il vaglio di una apposita commissione. Il progetto di legge passò alla Camera ma non al Senato. Proposte analoghe furono presentate negli anni seguenti senza mai essere convertite in legge, ma misero in allarme gli editori che decisero di correre ai ripari. Alcuni di essi, tra cui Bonelli, stabilirono di adottare un codice di autoregolamentazione per le pubblicazioni a fumetti, identificando i fumetti realizzati nel rispetto di tale codice con il marchio di Garanzia Morale, che all'inizio degli anni Sessanta comparve sulle copertine di numerose testate."


Il termine scagnozzi è stato rimpiazzato da "uomini"
"Nelle storie inedite erano bandite le scene eccessivamente violente, i vestiti e le pose "sconvenienti", soprattutto per i personaggi femminili, il linguaggio crudo e scurrile (per cui era frequente che un malvivente disarmato o preso a pugni dall'eroe di turno esclamasse un improbabile "Accidempoli!" invece di ben altre più realistiche espressioni); inoltre doveva sempre trasparire il rispetto per la Patria, per le istituzioni, per i sani principi.
Per le pubblicazioni che ristampavano storie già edite in precedenza, come nel caso di Tex Gigante II serie, si trattava di modificare quanto, nei testi e nei disegni, non fosse rispettoso del codice morale di autoregolamentazione. E' a queste modifiche che ci si riferisce quando si parla di censure nei Tex II serie. Dato il contesto in cui si trovavano, gli editori erano sempre all'erta, per cui dopo una prima serie di modifiche, ritenevano opportuno rimaneggiare ulteriormente edizioni successive dello stesso albo, in una progressiva opera di autocensura. Esistono infatti edizioni diverse dello stesso albo di Tex, che si differenziano solo per l'entità delle modifiche apportate. Dal numero 15, "La montagna misteriosa", le modifiche furono apportate fin dalla prima edizione. I primi 14 numeri, invece, furono pubblicati in una prima edizione non censurata e furono poi modificati progressivamente nelle edizioni e ristampe successive. Non è semplice, perciò, riconoscere gli albi completamente non censurati. Vi sono però in essi delle vignette che furono probabilmente le prime ad essere modificate, per cui se esse sono non censurate anche l'albo relativo lo è, purchè esso risponda anche ai requisiti esposti nella sezione .


Nell'analisi delle censure nei primi 14 albi, saranno indicate le strisce e le singole vignette da esaminare per stabilire se l'albo è o no censurato. In ogni albo vi sono numerosi casi di censura. Si è cercato, di solito, di indicare i casi di più facile controllo, quindi per lo più le strisce all'inizio o alla fine di un albo..."
Per Approfondire su tex , sui fumetti Western , censura e altro eccovi una serie di link
- www.tinosimonetti.it/TEX/Guida1.htm
- www.tinosimonetti.it/7.htm
- censurato.splinder.com/tag/fumetti
- Fumetti western
- Western
- Tex sul sito della Sergio Bonelli Editore
- Tex Willer su uBCFumetti.Com
- Tex Unofficial Site - Sito non ufficiale
- Tex Willer online - Sito non ufficiale con forum
- Tex Willer Space - Sito non ufficiale su Tex; Il forum di Tex Willer Space - Attivo e con autori Texiani
- Tex Killer - parte prima ; parte seconda ; parte terza
- Tex e il signore degli abissi (film)
martedì 26 giugno 2007
Senza titolo 1915

Ora per parafrasare una famosa fiction tv due parole sono troppe una è poca rinvio oltre a questo video di gooogle girato 2007-04-22 - San Martino Buonalbergo - Memoria di Don Lorenzo Milani che trovate qui sotto oltre che a dei post precedenti che trovate sotto la categoria Scuola, Don Milani,Barbiana e capirete perchè è ancora attuale e del perchè viene o fatto prioprio (e purtroppo talvolta strumentalizzandolo dalla destra e dalla sinistra )
unica cosa che posso consigliarvi sono di leggervi i suoi libri
Esperienze Pastorali
lettera ai capelllani militari ( che li causerà un processo )
L'obbedienza non è più una virtù Documenti del processo a Don lorenzo Milani
lettera a una professoressa
ulteriori per proffondimenti
Estratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Lorenzo_Milani
- L'obbedienza non è più una virtù - Documenti del processo a Don Lorenzo Milani
- recensione di pasolini di lettera ad una professoressa
- Centro formazione e ricerca Don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana
- sito dedicato a Don Lorenzo Milani,documentazione con audio-foto di incontri e convegni,proposte per la scuola, contatti
lunedì 25 giugno 2007
Senza titolo 1911
Leggendo il manifesto , mi sono accorto che era appena nato e allora visto che hanno molti punti in comune con il nostro blog come testimonia questo video del gruppo Disciplinatha che canta Up Patriots to arms di Battiato
ho deciso d'intervistare il fondatore Stefano Pierpaoli
1) come mai nel vostro programma : << non chiediamo denaro pubblico >> a cosa è dovuta questa scelta ? e come vi finanziate ?
Le classi dirigenti, attraverso i media e per mezzo delle scelte che operano, hanno stabilito come principio assoluto, ideologico e imprescindibile che siamo società di mercato. In questo contesto l’appartenenza al mercato è un dovere così come la partecipazione in qualità di produttori o consumatori è un diritto. Consequenze nasce per l’esigenza di esistere in questo ambito e la capacità aggregativa ci consente di essere produttori, distributori e consumatori in un ambiente condiviso e trasparente. Nello stesso momento in cui deteniamo spazi di espressione e riusciamo a comunicare con la cittadinanza è anche chiaro che riusciamo a produrre ricchezza. È evidente che i primi passi sono i più faticosi e questo vale per ogni tipo di impresa che comincia dal nulla. Noi non partiamo da zero e abbiamo già il prodotto, oltre a poter contare su un notevole bacino d’utenza. Non dobbiamo “finanziarci”, non nell’accezione consueta di questo termine. Viviamo in un Paese che costringe la maggior parte dei cittadini a tirare avanti in modo disagiato e con pochi soldi a disposizione. Credo sia peggio farlo in un quadro di approssimazione piuttosto in un’ottica di crescita collettiva e con un programma preciso su cui basare un progetto esistenziale, oltre che artistico. Possiamo stringere i denti per qualche mese ma sappiamo che questo ci porterà a competere e a vivere con meno patemi.Nel progetto di Consequenze il denaro pubblico avrebbe un valore marginale e produrrebbe i soliti schemi ricattatori e clientelari che hanno determinato la degenerazione italiana. Non abbiamo bisogno di soldi ma di spazi di espressione e di condivisione aperti a tutti. Il denaro pubblico è argomento molto più delicato di come viene trattato dalle nostre parti. Gli sperperi per soddisfare interessi privati hanno causato troppi danni. È il modello che è marcio. Nomine politiche, rappresentanti di corporazioni e delegati per convenienze di parte non possono garantire l’utilizzo del denaro pubblico in modo razionale né onesto. Non sapremmo a chi chiedere denaro pubblico senza rischiare di sporcarci le mani. Meglio affidarci spazi di attività, quindi di occupazione e di crescita, per permetterci di guadagnare soldi da soli. Il concetto di elite privilegiata non ci appartiene. Quello di Cittadini che devono guadagnare e pagarsi comodamente un affitto e vivere in modo dignitoso sì.
Non conosco a fondo la vicenda del Manhunt2 ma è pur vero che qualche paletto bisogna stabilirlo. Non mi piacciono gli sguardi dei ragazzini di oggi e per la prima volta nella storia non possiamo dire che i bambini di oggi sono più “svegli” di quanto lo fossero quelli di venti anni fa. Il metodo dell’esperienza è profondamente mutato nell’era tecnologica e non dobbiamo cedere alla tentazione di liberalizzare il messaggio tecnologico in modo indiscriminato. Gli elementi che condizionano la crescita risentono di variabili assai complesse e un bambino che non può annoiarsi smarrisce lo spazio della fantasia. Li abbiamo sovraccaricati di impegni e ora li bombardiamo con modelli dannosi. Definire poi un gioco alla stessa stregua di un’opera d’arte mi sembra davvero eccessivo e perverso. Non credo si tratti di censura quanto casomai di prevenzione.
3 ) come è nata l'idea dell'associazione e quindi del sito ? Nel 2004 avevo tentato ( qui e qui ) di mettere in piedi un progetto simile qui a Roma. Riunii molti artisti e cercai un dialogo con l’amministrazione cittadina. Non se ne fece nulla perché il periodo era ancora quello della sospensione sociale e dell’incapacità di iniziativa. Oltretutto le aristocrazie romane si guardarono bene dall’incoraggiare un progetto così poco italico. Oggi l’urgenza ha assunto dimensioni ben più avvertite dalla collettività. La lottizzazione ha raggiunto livelli tali da precludere ogni possibilità di partecipazione e di lavoro alle giovani generazioni. Il peso della nomenklatura italiana è asfissiante e l’incapacità politica nell’interpretazione dei bisogni e dei diritti è evidente. Anche per questo motivo l’idea di un singolo è stata condivisa in brevissimo tempo da migliaia di persone responsabili che avvertono l’emergenza e che hanno voglia di sentirsi protagonisti. Oggi questa iniziativa è un dovere civile verso noi stessi e nei confronti delle future generazioni. Molte necessità incalzanti convergono nel successo del progetto di Consequenze: superare la precarietà economica, ridare slancio all’arte, recuperare rapporto con la popolazione e l’armonia tra cittadini, creare spazi di libertà e indipendenza dai baronati, sentirsi protagonisti e partecipi in qualcosa di essenziale e moderno.
4) cosa ne pensate dela trasmissione musicale demo che dà spazio alle piccole produzioni indipendnti e che viene trasmessa su radio uno una delle poche cose non fagocitate dala banalità del nostro sistema culturale Se manca un progetto complessivo ogni iniziativa isolata costituisce un contentino inefficace. La frammentazione delle proposte è un nostro grande problema e nasce anche questo dalla burocratizzazione culturale. Richiesta al gestore, concessione difficile, realizzazione marginale. Denaro pubblico, manifestazione da consenso, messaggio parziale.Ecco perché Consequenze nasce da un’idea condivisa con un grande progetto culturale indipendente. Senza una programmazione razionale e ben inserita nel tempo che viviamo e nel mercato non è possibile raggiungere un obiettivo che tenga conto dell’interesse comune e dello sviluppo delle idee, della conoscenza e della fantasia.
5) che ne pensate della tv italiana ,soprattutto dela rai , è proprio da buttare come dice marco travaglio in questa bella e non retorica intervista on the road fattagli dal creativo nonche mio compaesano e copmapgnodistrada mario pischedda ( suo blog e la sua scheda di youtube ) e quindi da fare una tavola rasa e ricostrttuire oppure come nel film di troisi rincomincio da tre c'è qualcosa di buono da salvare
Per la Rai vale lo stesso discorso. È una struttura anacronistica e mastodontica la cui produzione perde qualità in modo progressivo. A fronte di qualche sempre più rara occasione di pregio l’offerta del servizio pubblico raggiunge spesso l’indecenza. È una fucina di sprechi e di clientelismo spinto. È una vecchia macchina da consenso e da indottrinamento che oltretutto ha sempre meno potere anche in questo senso. Il difetto sta sempre nel criterio del sistema. Troppa politica e poca onestà. Nessuna progettazione culturale e assenza di contenuti. Il pubblico considerato solo in quanto prodotto alla fine produce un effetto boomerang. L’autismo collettivo a cui siamo stati condannati si rovescia contro i gestori del potere mediatico. In questo contesto anche il buono che c’è da salvare ha un valore insignificante. Finchè ci saranno dinamiche perverse e oligarchie mafiose e clientelari il declino della Rai è destinato ad accentuarsi.
mercoledì 6 giugno 2007
UNO Ziqqurath IN SARDEGNA?
unico in tutta Europa e in tutto il Mediterraneo:
è l'altare preistorico o Ziqqurath di Monte d'Accoddi,
una collina artificiale a pianta quadrangolare alta circa dieci metri,
simile appunto alle ziqqurath mesopotamiche.
Gli archeologi lo fanno risalire al IV millennio a.C., attribuendolo alla Cultura di Abealzu-Filigosa e con molta probabilità si trattava di un tempio dedicato ad una divinità celeste, forse al Dio Sole, come potrebbe confermare una sfera di pietra che simbolizza proprio il globo solare, sceso a giacersi sulla terra con la Grande sacerdotessa ossia la Dea Madre, chiamata anche dea della fertilità.
I riti sacri si svolgevano alla sommità della costruzione, alla quale si accedeva tramite una rampa - larga nove metri e lunga 41,80 metri .
Di fianco alla rampa stava, ma è ben visibile ancora oggi, un grande altare sacrificale di pietra calcarea.
Quello che vediamo oggi è un ziggurat di tipo orientale realizzato però non in argilla come quelli della Mesopotamia che sono stati quasi completamente distrutti dal tempo, bensì in pietra come tutte le costruzioni megalitiche della Sardegna.
Il Sito è visitabile tutti i giorni feriali e festivi (eccetto Natale e il primo dell'anno)
dalle ore 8:00 alle ore 17:00 (ottobre-marzo)
oppure dalle 9:00 alle 18:00 (aprile-settembre).
Leggi integralmente .......
sabato 12 maggio 2007
Senza titolo 1820
Un archivio di disperazione
scritto da topoandrea il
Saad Eskander lavora per proteggere la Biblioteca [Nazionale] dell’Iraq dalle bombe e dalla muffa. Saad Eskander è seduto alla sua scrivania color cioccolato, un'altra giornata in un posto promettente ma abbandonato.Dalla finestra rotta del bagno situato al piano superiore della Biblioteca e Archivio Nazionale dell'Iraq, di cui è direttore, la luce del sole penetra attraverso i fori causati dai proiettili. Al piano inferiore, le interruzioni di corrente hanno danneggiato i libri. La mattina del 5 marzo scorso, il direttore ha dovuto dire addio a un impiegato che, in seguito dell’uccisione del fratello, aveva deciso di lasciare la città.Alla destra del direttore, alcune vetrinette custodiscono i libri e i manoscritti più preziosi dell’edificio. Alla sua sinistra, delle grandi vetrate si affacciano sul mondo esterno. Alle 11.40 del mattino i vetri tremano. “Succede tutti i giorni”, spiega Eskander con voce dura. Si alza con calma e guarda dalla finestra la nebbia di fumo nero e carta bianca che si alza verso il cielo, a circa mezzo miglio di distanza. “Ce ne sono state di più ravvicinate. Ormai ho perso il conto delle bombe”.Dopo l’invasione del 2003 guidata dagli Stati Uniti, gli sciacalli hanno saccheggiato e bruciato la biblioteca. Oggi, alla vigilia del quarto anniversario della caduta di Saddam Hussein e dopo il lancio di nuove misure di sicurezza, Eskander e il suo staff stanno lottando per conservare i frammenti dell’antico patrimonio dell'Iraq, in un luogo che definisce“la memoria storica del Paese”.“Ciò che fa sì che un kurdo, o un sunnita, o uno sciita abbiano qualcosa in comune è una biblioteca nazionale", dice. "E' dove inizia l’identità di una nazione”.Oggi la biblioteca pullula di giovani dipendenti. Religione e politica vengono lasciate fuori. Ma i progressi della biblioteca stanno venendo rallentati dalle stesse forze che stanno facendo a pezzi l’Iraq: violenza, burocrazia, settarismo confessionale, rivalità politiche, e una mancanza di servizi di base.Eskander si allontana dalla sua scrivania, in cui conserva come ricordo alcune schegge di proiettili di mortaio, e controlla le vetrinette. "Stai lontano dalle finestre", raccomanda.Guarda di nuovo il fumo che si espande in lontananza. “Penso che venga da Mutanabbi Street”, dice.Mutanabbi Street era il cuore intellettuale di Baghdad, brulicante di librai e amanti della lettura. Eskander ci andava spesso per arricchire la collezione della biblioteca. Poco dopo apprende che l’autobomba che ha appena sentito fuori ha ucciso almeno 26 persone, tra cui un libraio che conosceva.Quindi, per tutelare il suo staff, ordina alle sue guardie di non far uscire nessuno dall'edificio. Dalle finestre, guarda le ambulanze che passano. Nei giorni seguenti, scriverà i suoi pensieri in un diario online. Segue su blogfriends
mercoledì 9 maggio 2007
Primo post
…And still we sing
“Ma come si fa ad essere giovani nel 2007 e leggere Platone?”
Davanti all’esaltazione suscitata in me da una particolarmente accurata edizione in greco de
Come se ad un tratto il peso immateriale delle pagine che stringevo, si fosse fatto fisico e percepibile dal corpo, ogni sillaba, nata per liberare lo spirito dalle costrizioni, sembrava ora afflitta dal peso di quelle stesse catene ed anche le mie braccia parevano a stento riuscire a reggere saldamente il volume.
Ma le catene di cui parlo, non sono certo strumenti di sofferenza, al contrario, sono la strada più sicura per la felicità, se con felicità indichiamo quel comune tendere ad un senso di benessere e certezza, o meglio, di benessere nella certezza.
Abbandonare il conforto e la sicurezza delle proprie convinzioni, significa cedere al dubbio, all’incertezza della sfumatura, significa spezzare uno per volta, gli anelli della catena che ci tiene relegati nell’oscurità del calore delle sicurezze sin dalla nascita.
Ebbene, leggere Platone è scegliere la luce invece che il buio, ma di certo non so dire se questa sia la scelta migliore.
Auguriamo ai nostri figli la più grande delle felicità, e ci prodighiamo affinché la ottengono, costruendo con zelo attorno al loro un microcosmo dall’aspetto di mondo, conformato solo da specchi, da opposti, da bianchi e da neri.
Platone è la scheggia sottile che riga ogni specchio, provoca un’immagine distorta capace di insinuare nella mente la folle e assurda idea che forse la verità restituita dagli occhi non è la reale verità, se non addirittura insinuare che esista una verità altra, separata e diversa da quella che conosciamo.
Leggere Platone rappresenta un terribile atto di auto-inflizione del dolore: significa andare in contro alla scheggia e lasciarsi rompere volontariamente, pur sapendo che ciò che si sta perdendo non potrà mai essere rimesso assieme, e che a nostra volta diverremo schegge.
Con il nostro inchiostro, con il nostro pensiero, siamo simili ad armi scariche o con la sicura ancora inserita, solo chi volontariamente porge lo sguardo verso di noi e tende l’orecchio ai nostri sussurri, viene ferito.
Per il resto, rimaniamo inermi, nel solo ruolo di testimoni, non certo per nostra volontà, ma come conseguenza del nostro ardire, la separazione, siamo così costretti ad essere solo testimoni, perché chi ancora vive relegato nel buio, non sente le nostre voci, o meglio le percepisce come fossero canti, ché le catene impediscono loro di percepire le urla che dietro di essi si celano, Kierkegaardianamente parlando.
Ed allora qual è il vantaggio che un giovane trae dalla lettura di Platone? E ci può essere un vantaggio nello scegliere la sofferenza, implicata in ogni riga che sfregia lo specchio, invece che il benessere della certezza? Io ho scelto la prima, e dal troppo cantare, quasi ho perso la voce, senza che nessuno abbia mai teso le orecchie oltre quelle semplici note. Ed allora a che scopo continuare a cantare?
(“And still we sing” fa riferimento alla canzone Magpie di Marienne Faithfull/Patrick Wolf dall’ultimo album The Magic Position)
domenica 29 aprile 2007
Senza titolo 1788
CERCO MATERIALE PER UNA RIVISTA VIRTUALE
HO UN APPELLO PER TUTTI I BLOGGERS! Vorrei realizzare una rivista virtuale e cerco materiale per un numero sperimentale. Se qualcuno vuole contribuire, non avrà soldi nè onore, inoltre i tempi saranno molto lunghi e forse il risultato sarà pessimo... Ma confido ugualmente nel vostro buon cuore! Chi vuole, può inviarmi qualunque tipo di materiale che ritenga interessante: racconti, foto, disegni, scritti, articoli e qualunque cosa che abbia a che fare con il tema "DIARIO", via email. Per informazioni potete lasciare un commento sul mio blog.
Grazie a tutti!!!
sabato 21 aprile 2007
Senza titolo 1771
IL 30 aprile alle ore 17.30 presso il Teatro “R. Gentile” di Cittanova (RC) si terrà “Soglia Infinita”, reading internazionale di poesia a cura di Jack Hirschman e Agneta Falk L’evento prevede un accompagnamento musicale live durante le letture di Hirschman e Falk (con contemporanea video-proiezione dei testi in italiano) e un libero dibattito con i due poeti.
Jack Hirschman è da molti considerato il più importante poeta americano vivente con all’attivo oltre cento libri di poesia, saggi e traduzioni da nove lingue. La sua lunga carriera letteraria intreccia frequentazioni con artisti come Ernest Hemingway, Charles Bukowski, Jack Kerouac, Allen Ginsberg e Lawrence Ferlinghetti. Attivista per i diritti civili, guerriero poetico a favore di poveri e emarginati (leggendaria la sua battaglia contro la guerra in Vietnam), è simbolo della lotta per la giustizia sociale e la libertà artistica. Nel 2002 ha ricevuto il Book Award Life Achievement dalla Before Columbus Foundation. Pochi mesi fa è stato insignito del titolo di Poeta Laureato da parte del Sindaco di San Francisco. Reggio Calabria è per Jack Hirschman la prima tappa europea di una rinnovata serie di reading fuori dai confini degli Stati Uniti. Tra i suoi libri ricordiamo A Correspondence of Americans (Bloomington: Indiana University, 1960), Black Alephs (Trigram Books, New York/London, 1969), Lyripol (City Lights Books, San Francisco, 1976), The Bottom Line (Curbstone Press, Willimantic, 1988), Endless Threshold (Curbstone Press, Willimantic, 1992), Front Lines (City Lights Books, San Francisco, 2002), I was Born Murdered (Sore Dove Press, San Francisco, 2004) . Sono stati recentemente pubblicati 12 Arcanes (12 Arcani) e I Wanted You to Know It (Volevo che voi lo sapeste) dalla Casa della Poesia/Multimedia Edizioni ed è in preparazione la pubblicazione di un libro che raccoglie gli “Arcani” scritti durante cinquant’anni di attività poetica in cui l’artista affronta temi intimi e personali (la morte del figlio ventenne) e argomenti di respiro internazionale (il dramma del Kossovo e l’attentato alle Torri Gemelle di New York).
Agneta Falk è un’affermata pittrice e poetessa anglo-svedese, unita a
Jack Hirschman da un comune modo di intendere la poesia e l’arte come impegno . Ha vissuto in Inghilterra dal 1969 dove ha insegnato teatro, comunicazione, letteratura e scrittura creativa. Dal 1992 al 1999 è stata co-direttore di Word Hoard,tanto da impegnarsi sia nella promozione della scrittura che nella comunità e nell’organizzazione di eventi poetici . Negli anni ‘90 ha avuto l’incarico di predisporre pezzi di descrizione creativa sulla costa del Lincolnshire e dello Yorkshire. Ha pubblicato parecchie raccolte di poesia e ha esposto in Francia, Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Divide il suo tempo tra San Francisco, l’ Inghilterra e l’Italia. Il suo ultimo stimolante libro “It’s not love, it’s love”, è uscito in edizioni bilingue presso la Multimedia Edizioni.
Per info rivolgersi a Giada Diano:
giada742000@yahoo.it
3398022713
Approfondimenti
- sugli autori in questione
File audio della loro lettura avvenuta il 18 OTTOBRE '05 e riportata da
- Agneta Falk legge "11 settembre" (in italiano Chiara Cretella) (2972Kb)
- Jack Hirschman legge "NY, NY" (553Kb)
- Jack Hirschman legge "Blue" (364Kb)
- sulla località e come arrvare e muoversi
www.cittanova.com/index.php
http://www.cittanovaonline.it/
sabato 24 marzo 2007
Senza titolo 1714
Una vita da mediano
una vita da mediano
a recuperar palloni
nato senza i piedi buoni
lavorare sui polmoni
una vita da mediano
con dei compiti precisi
a coprire certe zone
a giocare generosi
lì
sempre lì una vita da mediano
a recuperar palloni
nato senza i piedi buoni
lavorare sui polmoni
una vita da mediano
con dei compiti precisi
a coprire certe zone
a giocare generosi
lì
sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai stai lì
una vita da mediano
da chi segna sempre poco
che il pallone devi darlo
a chi finalizza il gioco
una vita da mediano
che natura non ti ha dato
nè lo spunto della punta
nè del 10 che peccato
lì
sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai stai lì
stai lì
sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai
finche ce n'hai
stai lì
una vita da mediano
da uno che si brucia presto
perché quando hai dato troppo
devi andare e fare posto
una vita da mediano
lavorando come Oriali
anni di fatica e botte e
vinci casomai i mondiali
lì
sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai stai lì
stai lì
sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai
finchè ce n'hai
stai lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai stai lì
una vita da mediano
da chi segna sempre poco
che il pallone devi darlo
a chi finalizza il gioco
una vita da mediano
che natura non ti ha dato
nè lo spunto della punta
nè del 10 che peccato
lì
sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai stai lì
stai lì
sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai
finche ce n'hai
stai lì
una vita da mediano
da uno che si brucia presto
perché quando hai dato troppo
devi andare e fare posto
una vita da mediano
lavorando come Oriali
anni di fatica e botte e
vinci casomai i mondiali
lì
sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai stai lì
stai lì
sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai
finchè ce n'hai
stai lì
Alcune news sull'autore tratte dalll'email di massimo dessena della libreria max 88 ( sito e blog ) --- una delle fucine che fanno si che tempio non muoia e che ci sia ancora in assenza di un cinema cultura -- con cui mi s'invitava alla presentazione del libro in questione :
<<
(....)
Cristiano Cavina è nato a Casola Valsenio, in provincia di Ravenna, nel 1974. Cresce con la mamma e i nonni materni in "un appartamento striminzito"delle case popolari: si traveste da pirata a carnevale, si sfianca sul campo di calcio, macina chilometri e chilometri in bicicletta. Ascoltando i racconti dei vecchi, sviluppa una passione viscerale per le storie: i liqui bri diventano presto la sua seconda casa.Senza esagerare con gli studi e lavorando dove capita, attraversa incolume gli anni bui e comincia a sua volta a raccontare. Vince qualche concorso letterario; il racconto Il Babbo Natale di Viale Neri arriva prima compare nell'antologia Il quarto re magio, edita da Marcos y Marcos nel 2002,accanto ad autori come Heinrich Böll, Pier Paolo Pasolini e Vittorio Tondelli. Pochi mesi dopo esce il suo romanzo "Alla grande",il quale Grazie all'accoglienza molto favorevole della critica, e
Infatti dall'uscita del romanzo a oggi, Cristiano non ha mai smesso di ricevere inviti da scuole, circoli di lettura, festival letterari e librerie, conquistando il pubblico con la sua forte carica umana .
Egli sbarca il lunario sfornando pizze nella pizzeria di famiglia ma anche facendo mille altri lavori e quindi corre a scrivere appena può .
IL suo secondo romanzo "Nel paese di Tolintesàc",uscito nel 2005,riesce a mantere cosa rara nella letteratura d'oggi,la freschezza del primo e offre una prospettiva ancora più vasta, più generale . Una mamma innamorata della campagna, che concepisce suo figlio per opera del sole e del grano. Uno zio turbolento, un po' ladro e un po' eroe, specializzato in scomparse e riapparizioni. Una zia corteggiatissima,raffinata e cagionevole, che si attira il malocchio. Un nonno capace di mille travestimenti.
Mitologia comica e sognante di una stirpe contadina,dell'Italia più autentica, nelle parole di una nonna che fino alla morte non smette di raccontare. E di un nipote che raccoglie il testimone, travolto da tanta ricchezza. Per non perdere la memoria, per salvare ciò che veramente importa .
>>
Ora analiziamo il libro in questione .
Ho trovato il libro di Cristiano Cavina molto coinvolgente tanto da farmi immedesimmare nel protagonista,un libro certo scritto con il cuore ma npn stucchevole \ melenso da essere abbandonato dopo le prime pagine ( pesante insomma )
Un libro profondo , emozionante , profondo gioioso , commovente , struggente,semplice, diretto, un po' nostalgico ( ma nel giusto senza eccedere e piangersi addosso ) .
Finalmente un romanzo che vede il calcio non più e non solo come panem et circenses o calciopoli , ma come metafora dela vita , una passione che t'aiuta a non morire lentamente e che andrebbe fatta riscoprire ai giovani in modo che a giocare nelle nostre squadre di A e di B non siano solo , come avviene negli ultimi 20 giocatori stranieri , e ricostituireuna nazionale vera che non vince di culo i mondiali , ma li vince lottando continuamente e non una partita si e una no .
Infatti :
SPOLLER ( Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell'opera ) << "Eravamo una squadra che suscitava un sacco di allegria, in trasferta.Almeno prima del fischio d'inizio.
Le nostre maglie blu erano sbiadite da infiniti lavaggi e i numeri si scucivano dopo pochi minuti.Alcuni di noi avevano le scarpe di qualche misura in più, per non doverleri comprare nuove ogni anno.Poi si cominciava a giocare, e saltava fuori che non era per niente facile batterci.Non che fossimo dei fenomeni, a parte il Grande Poggio. Ma eravamo affamati del pallone. Gli davamo la caccia, come predatori. Eravamo nati per quello.Nell'ecosistema dei campionati giovanili,eravamo in cima alla catena alimentare".Erano tredicenni d'assalto: mettevano il calcio sopra ogni cosa. Il Dio del Calcio era il loro dio. E il Mister il suo profeta. L'estate macinavano polvere nel campetto di ghiaia. Appuntamento alle sette del mattino per la prima partita, e avanti fino a sera. Stava per cominciare la terza media, ma è solo un dettaglio.Era il calendario delle partite a scandire le tappe di un'avventura.
Sprofondavano nella Bassa,sotto un cielo esagerato,circondati da milioni di peschi. Si inerpicavano tra i monti, su campetti gelati, in fondo a tornanti interminabili. Per scardinare squadre di geometri ben pettinati,che li disorientavano con finte, passaggi di prima e triangoli di perfezione assoluta. Per sopravvivere agli attacchi di Elliot il Drago, che aveva le cosce di Rummenigge, e quando cambiava passo staccava le zolle di terra dal campo. Scortati dalla Regina dello Sterrato, il furgoncino di George Balducci e una testa di cinghiale imbalsamata. Un tunnel che porta dritto a Borgo Ghibellino, una filiale dell'inferno. In una finale epica, dove ci si gioca il campionato e molto di più.Era il calcio che giocavano allora. Bruciava nel loro sguardo, e li faceva uscire dagli spogliatoi con i borsoni in spalla, fieri come i paracadutisti.
Spoller
Inoltre esso mi ha fatto ritornare la passione per il calcio ( credo che riandrò allo stadio a seguire il tempio che gioca in serie D ) , passione venuta meno e diventata apatia , odio a causa delle violenze degli ultrà e la corruzione , il marcio di cui calciopoli ( non indagata affondo e in pieno ) , lo scandalo doping , lo scandalo scomesse , ecc
per avermi fattoconoscere otimi scrittori Ringrazio Massimo Dessena e la sua libreria ( è quello con la maglietta bianca ) per avermi fattoconoscere otimi scrittori
lunedì 5 marzo 2007
Senza titolo 1682
Ha ragione uin commento su blogfriends : << Una vergogna che domenica mattina c'era solo un micro trafiletto su Repubblica e l'ho saputo così... :"( >> ora lo so che direte che sono cinico , ma meglio un po' di cinismo che essere indifferente , scometto che se morisse qualcuno di noto come pippo baudo o eros ramazzoti vengono versati i classici fiumi d'inchuiostro sui giornali e super speciale in raimediaset Poichè le lacrime mi stanno bagnando gli occhi , e m'impediscono di continuare a scrivere e poi per evitare frasi fatte o bieca \ stucchevole retorica , metto qui un video per ricordarlo grazie youtube .
Per chi non spesse niente di lui e per chi c'era ( anche se di striscio come me che sono del '76 ) e vuole far vedere ai nipoti o figli o perchè no rivedere ecco un url con una serie di video di youtube delle sue trasmissioni tinyurl.com/3bb9v7 che stavolta grazie a tynyurl sono riuscito a rendere cliccabili a differenza degli altri presewnti nei post precedenti ma lo sapete su soluzioni non c'è risposta e la redazione di splinder continua a fare lo gnorri Leggo ora su Dylan Dog Horror club n°246 che come Osvaldo e morto nell'indifferenza generale proprio il giorno della vigilia di natale un altro grande disegnatore e sceneggiatore di fumetti Gino D'antonio dopo una carriera di ben 60° e famoso non solo in Itlia ( vedere ulr nelle righe sucessive ) .
Voglio ricordarlo citando l'elogio funebre tratto
da Dylan Dog Horror club : << (...) tutti giù il cappello c'è da rendere onore ad un autore che se ne è andato velocemente in punta di piedi nell'indifferenza dei media nazionali la vigilia di natale (...) e come ha detto un commossoi Sergio Bonelli nel renderli omaggio durante la cerimonia funebre " era il più bravo di tutti . Cerrto lo si duice sempre di chi muore , ma vi giuriamo sul nostro onore che che mai come questa volta è vero . (.... ) >> . Essoi era famoso per " La storia del West " una saga , di cui trovate un disegno a sinistra durata ben 75 album . Essa è : << ( ... ) 1967-1980| Esce, edita da Bonelli (la cui casa editrice ora ha assunto il nome di Edizioni Araldo) la Storia del West, l'opera più ambiziosa di D'Antonio.Progettata assieme a Renzo Calegari (che avrebbe dovuto collaborare anche ai testi ma che poi limitò il suo apporto alla sola parte grafica), durante la loro collaborazione con lo studio Dami, l'idea iniziale prevedeva la pubblicazione settimanale di brevi episodi di 24 pagine integrati da articoli di approfondimento sull'epopea western, ma lo stesso Bonelli convinse gli autori a optare per il classico albo mensile di 96 pagine. Per ospitare la serie viene varata la Collana Rodeo (e questo accorgimento permetterà, in seguito, di diluirne ulteriormente la
periodicità, alternandola nella collana con episodi di altre serie alle quali D'Antonio non collabora) e vengono chiamati altri disegnatori alla realizzazione degli episodi, tutti scritti dal solo D'Antonio. Nei 73 numeri di cui è composta la serie in origine (su 162 numeri totali della Collana Rodeo) si sono alternate, oltre a quelle di D'Antonio e Calegari, le matite di Renato Polese, Sergio Tarquinio, Giorgio Trevisan, Erminio Ardigò e Luis Bermejo Rojo >> ( dal portale Ubcfumetti in una pagina a lui dedicata continua qui . Per tutti coloro che volessero saperne di più posso trovare maggiori news : 1) qui ( in Italiano ) ., 2) qui ( in inglese più precisamente la voce della Comiclopedia of Artists ) .
Non so cos'altro dirvi allla prossima
domenica 25 febbraio 2007
la tv oggi
Mia madre oggi a ptranzo si è meravigliata , perchè di solito me ne sto a leggere ed ascoltare la radio che ancora anche se distanza di anni luce per i cambiamenti di costume dagli anni '70 mantiene ,soprattutto quelle via web , quello che cantava Finardi qualche tempo fa : << Amo la radio perché arriva dalla gente entra nelle case e ci parla direttamente| se una radio è libera ma libera veramente | piace anche di più perché libera la mente >> o a leggere fumetti , libri o il giornale .

dallìagenda Smemoranda ( www.smemoranda.it 16 mesi 2007 Liberi di essere liberi
Mi ha detto : << che strano tu di solito guardi i noir , i simpsons , la squadra e dei film in dvd \ dvx e ogni tanto vai ad Olbia ---- visto che sono ormai due\ tre anni che nella mia città manca un cinema --- a vedere i film >> .
lunedì 4 dicembre 2006
Senza titolo 1518
Questo è l'ombelico del mondo
dove si incontrano facce strane di una bellezza un po' disarmante
pelle di ebano di un padre indigeno e occhi smeraldo come il diamante
facce meticce da razze nuove come il millennio che sta arrivando
questo è l'ombelico del mondo e noi stiamo già ballando
questo è l'ombelico del mondo.
questo è l'ombelico del mondo dove non si sa dove si va a finire
e risalendo dentro se stessi alla sorgente del respirare
è qui che si incontrano uomini nudi con un bagaglio di fantasia
questo è l'ombelico del mondo senti che sale questa energia
questo è l'ombelico del mondo.
questo è l'ombelico del mondo è qui che c'è il pozzo dell'immaginazione
dove convergono le esperienze e si trasformano in espressione
dove la vita si fa preziosa e il nostro amore diventa azioni
dove le regole non esistono esistono solo le eccezioni
questo è l'ombelico del mondo.
questo è l'ombelico del mondo è qui che nasce l'energia
centro nevralgico dell'universo da qui che parte ogni nuova via
dalle province del grande impero sento una voce che si sta alzando
questo è l'ombelico del mondo e noi stiamo già ballando
questo è l'ombelico del mondo.
Con l'apertura dela nuova categoria " aggiornamento faq " intendo non solo come dice la parola stessa aggiornare la serie dele Faq , ma risposndere a chi mi dice che le risposte sono invcomplete ma rispondere ad altre domande che mi arrivano via email o via sms o da altri amici conoscienti aiu quali ho publicizzato il mio blog .
In particolarte in questi giorni mi è arrivata l'ennesime domande : 1) come mai ami prediliggi i vinti \ i perdenti ovvero gli sfigati come si desume dalla canzone [ l'inno di frigidaire che prima o poi mi deciderò a rimettere ] che apre il tuo blog ? sei anche tu uno sfigato , hai una esistenza fallita ? ; 2) come fai ad uccidere l'io insmma a viaggiare conla mente e co il pensiero senza usare alcool e droga ?
Prima domanda
E' vero e innegabile ho sempre avuto una certa simpatia e predilezione perdenti\vinti ( overo quelli che vengono chiamati sfigati ) perchè spesso sono migliori di noi e << (....) i perdenti più adatti ai mutamenti (...) >> per parafrasare una canzone da me citata più volte e che è all'origine di questo blog ( trovate qui il testo con gli accordi ) e poi perchè l'ultima puntata della serie i Bis bis di Pippo saranno stati pure ai margini della storia ma non hanno creato guerre ( salvo che per guere non s'intenda rivolte e ribellioni contro il potere e le prepotenze ) , hanno sempre avuto buoni rapporti rapporti con il loro prossimo , anzi spesso possono averlo ( come è il casoi di Max Stirner ) aiutati ad a concvepire grandi idee . E se tutti avessero fatto comer loro la storia sarebbe diversa dsaa quekllo che è stata oggi .
Tale affermazione troverebbe conferma in molta letteratura in particolare : 1) il ciclo dei vinti ( malavoglia e mastro don gesualdo ) di Giovanni Verga Una sorta di operazione analoga - su una tematica leggermente diversa - verrà compiuta molti anni dopo, nel Novecento, negli Stati Uniti dallo scrittore statunitense Erskine Caldwell con quello che verrà definito il suo Ciclo del Sud ( La via del tabacco,ecc.) ; 2 ) in Manzoni nella storia della colonna infame e nei i promessi sposi : 3) L'italo - americano John Fante o la Beat generation .
Un altro esempio di questa mia identificazione con gli ultimi che è nata si è originata ( insieme al passaggio da una cultura bellica a una pacifista e non violenta ) con la lettura e con lo studio scolastico --- ai miei tempi ce le faccevano studiare a memoria --- della poesia la guerra che verrà Di bertold brecht trovate sotto testo originale e una traduzione
Der Krieg, der kommen wird
Ist nicht der erste. Vor ihm
Waren andere Kriege.
Als der letzte vorüber war
Gab es Sieger und Besiegte.
Bei den Besiegten das niedere Volk
Hungerte. Bei den Siegern
Hungerte das niedere Volk auch.
La guerra che verrà
Non è la prima. Prima
ci sono state altre guerre.
Alla fine dell’ultima
C’erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente
faceva la fame. Fra i vincitori
faceva la fame la povera gente egualmente
e che si è ampliata \ estesa con lo studio sul West e sugli indiani d'america ( ueccovi un sito interessantissimo www.farwest.it/ ) fatto fare dal prof di storia alle superiori per il 500 anniversario dela scoiperta delle americhe la lettura del fumetti della Bonelli ed in particolare di Mister No,Dylan Dog,Ken parker Con i cartoni animati ( che ancora con mio cuginetto di 2 grado o quando non c'è niente in tv li guardo ancora ) e le storie\i fumetti della disney in particolare tutte quelle che hanno per protagonisti o comprimari Paperino,Paperoga,Ciccio,Pippo,Gambadilegno,Amelia perchè hanno in comune con me la testardagine , la sfiga , la tenacia , il raporto ossessivo con il cibo -- di cui prima o poi ve ne parlerò -- l''essere una frasca ( imbranato nel mio dialetto ) , l'avere sempre la testa fra le nuvole , ecc . Inoltre ci sno anche i cartoni di Tom&jerry
e quelli Willy Coyote ed infine la lettura ( e le riduzioni tv cartoini e film ) di Le Avventure Di Tom Soyers'' e ''Le Avventure Di Hack Berry Finn '' di Mark Twain ; con un bellissimo anime Conan il ragazzo del futuro (in giapponese: 未来少年コナンMirai Shōnen Konan) diretto da Hayao Miyazaki e trasmesso per la prima volta nel 1978 e il romanzo dizo di fantascienza da cui è tratto (The incredible tide, tradotto in italia dalla Kappa Edizioni ) di Alexander Key.Essa ha avuto la conferma dal fatto che molto spesso chi è considerato un fallito perchè non è classificabile secpondo detterminatwe categorie ed anticonformista ( maledetto ) e quindi un minore , molto spesso , come il caso di Friedrich Nietzsche e del filosofo che sto studiando per l'esame di storia dela filosofia Max Stirner autore de l'unico e la sua proprietà che ha lasciato la sua impronta , come dice il prof Enrico Ferri nel
suo libro la città degli Unici ( trovater sotto la destra la foto dela copertina ) influenzando i filosofi successivi ( Marx ed Engels o Bakunin in questo caso) insieme ad altri pensatori scomodi del secolo scorso considerati sfigati o pazzi perchè s'erano schierati dalla parte degli ultimi ( Gioovanni XXII Giovanni paolo II don primo mazzolari , don tonino bello , padre ernesto balducci don lorenzo milani , malcomnx , madre terresa di calcutta , gandhi martin luter king , peppino impastato , il capitanoi ultimo ecc ) . Ecco che questo mio interesse può essere risassunto da questa creaziopone aertistico letteraria trovata cercando nel motore di ricerca di splinder più precisamentre su questo discreto ( almeno ad una prima occhiata ) http://modulo.splinder.com/ che s'intitola appunto I perdenti
Nella società dei vincenti,quella odierna,
un posto sotterraneo, in galleria,
occupa la schiera di chi invece perde.
Subiscono offese, minacce,castighi,
forse provano a ribattere,
ma senza forza né coraggio.
E’ dunque una lotta impari,
che termina ben presto
sul pavè di una strada di periferia,
in una casa fatiscente,
nei bordi della società delle chimere.
Chi perde, dunque,sembra non aver compreso.
E invece,povero,ricurvo,ha già un accesso:
quello dell’oltremondo dove ancora
sarà diverso.
Io seguo il detto delle sacre scriutture : << beati gli ultimi perchè saranno i primi >> . E poi io , come tutti , ho un esistenza che alterna fasi di sfiga e fasi di fotuna . Mi ha descritto bene nel commento cancellato insieme al post in quanto era in word progres ( me ne scuso con tutti\e ed in particolare con l'autore il cdv comicomix ) : << Ricordiamoci de: La città vecchia, del grande De André Buon tutto ! >> le quali insieme ad alcune canzoni di Brasens , Boris vian , Mustachi fatte studiare a scuiopla dal prof fidi francese e A Gaber , Mia martini , ecc hanno costituito la base per questa mia passione . Proprio , quando avevo finito di rispondere alla prima domanda casualmente viene trasmessa dalla radio proprio in sifatto momento e che può essere colonna sonora del post d'oggi
La città vecchia
Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi
ha già troppi impegni per scaldar la gente d'altri paraggi,
una bimba canta la canzone antica della donnaccia
quello che ancor non sai tu lo imparerai solo qui tra le mie braccia.
E se alla sua età le difetterà la competenza
presto affinerà le capacità con l'esperienza
dove sono andati i tempi di una volta per Giunone
quando ci voleva per fare il mestiere anche un po' di vocazione.
Una gamba qua, una gamba là, gonfi di vino
quattro pensionati mezzo avvelenati al tavolino
li troverai là, col tempo che fa, estate e inverno
a stratracannare a stramaledire le donne, il tempo ed il governo.
Loro cercan là, la felicità dentro a un bicchiere
per dimenticare d'esser stati presi per il sedere
ci sarà allegria anche in agonia col vino forte
porteran sul viso l'ombra di un sorriso tra le braccia della morte.
Vecchio professore cosa vai cercando in quel portone
forse quella che sola ti può dare una lezione
quella che di giorno chiami con disprezzo pubblica moglie.
Quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie.
Tu la cercherai, tu la invocherai più di una notte
ti alzerai disfatto rimandando tutto al ventisette
quando incasserai delapiderai mezza pensione
diecimila lire per sentirti dire "micio bello e bamboccione".
Se ti inoltrerai lungo le calate dei vecchi moli
In quell'aria spessa carica di sale, gonfia di odori
lì ci troverai i ladri gli assassini e il tipo strano
quello che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano.
Se tu penserai, se giudicherai
da buon borghese
li condannerai a cinquemila anni più le spese
ma se capirai, se li cercherai fino in fondo
se non sono gigli son pur sempre figli
vittime di questo mondo.
Rispondo alla seconda domanda
Dopo le esperienze negative dovute alle sbronze e alle canne e alla bulimia , mi sono accorto che mi stavo distruggendo ovvero stavo toccando il fondo e che avrei potuto scivolare giù con facilità allla fine non è successo per fortuna . Infatti il mio non volermi arrendere ed andare in analisi oltre il caso ( fra cui quello d'aver prima fatto una ML\Nw insieme all'ex Cdv danny che si chiamava Danny-beppe una sorta di cenacolo e poi l'aver aperto questo blog ) mi sono venuti in aiuto e mi hanno fatto scegliere la strada delo scrivere e dela fantansia . Infatti , dopo aver letto La leggenda del santo bevitore di Joseph Roth ( qui news sull'autore e sul libro ) e dell'esperienza con gli AA (alcolisti anonimi ) fatta da Tiziano Scalvi il padre del fumetto Dylan Dog , mi sono accorto che mimstavo buttandfo via e iniziai a chiedermi che senso avesse un esperienza diventata solo distruttiva . Fu allora che Incominciai a capire che le porte dela percezione << Se le porte della percezione fossero sgomberate, ogni cosa apparirebbe così com’è, infinita . >> scriveva William Blake ( senza sapere che influenza avrebbero avuto anni dopo queste parole sul giovane Jim Morrison, che di li a poco avrebbe dato vita all’esperienza letterario-musicale dei Doors ) che possonoi essere aperte con la fantasia e l'immaginazione . unico neop e che devo anche impoarare a dosarla perchè : 1) a volte ironizando sui tutto\i , me compreso , la gentee parenti ( ma non è questo il problema principale perchè alla fine ti abitui ) mi prende sul serio e mi giudica scemo , e ferisco le persone nei loro sentimenti profondi ( è questo il problema ) ; 2) uso l'immaginazione ovvero fantastico un po' troppo a volte azzeccandoci altre volte prendendo fischi per fiaschi e facendo
figure barbine e meschine metaforicamente parlando e vengo accusato di dietrologia o preso in giro cercate sulla reteed inm particolare nei Ng l'ispettore scanau /( ma ormai ci ho fatto il callo ) .Scommetto che vi e mi chiederete come faccio a mettere in pratica cio , la risposta è semplice con un po' d'allenmamento mentale e cercando di mettere in pratica: << Immagina, certo. Ma non è come dirlo.Immaginare vuole dire che le immagini te le devi fare tu. E come fai a fartele tu, le immagini, se di solito te le ritrovi bell’e pronte, confezionate dagli immaginatori di professione che te le mitragliano addosso? Le immagini che ti fai tu in principio sono timide e fuggevoli, hanno bisogno di una camera oscura e tiepida, una specie di incubatore, per venire fuori. Hanno bisogno di silenzio e di qualcuno che faccia lo sforzo amoroso di vederle e ascoltarle. Ma se vengono scaraventate subito in mezzo alle altre immagini, quelle sgargianti e rumorose fatte in ditta e in serie, allora si dileguano in fretta >> Marina Terragni in >> "Un'immaginazione dietro l'altra" scritto per Smemoranda 16 mesi 2006 che ha come tema Immagina che... << Il problema è che quando non puoi immaginare perché vieni immaginato dagli altri, allora la scorza della realtà diventa talmente dura che non si può neanche scalfire, e ti sembra di non potere mai cambiare niente di quello che c’è, del già dato una volta per tutte, anche se non ti piace. Se invece continui a immaginare, tieni la scorza della realtà morbida e malleabile, non le dai il tempo di ispessirsi, la puoi lavorare e perfino bucare e farci passare dentro le cose più strane. Le immagini fatte in serie, quelle preconfezionate, non sono come le immagini dell’immaginazione, non fanno che riprodurre la realtà all’infinito e moltiplicarla e farla sembrare più reale e di quello che è. Come gli specchi, senza mai il minimo scarto, contribuiscono a indurire la realtà e a farla apparire invincibile.
Immagine è una parola di etimologia incerta, il che vuol dire che non si sa molto bene da dove viene e quale sia precisamente la sua storia.
Ma quando una parola ha un’etimologia incerta può essere anche più bello seguirne il filo a ritroso, perché allora fai lavorare l’immaginazione, rompi la scorza dura della parola e provi a fecondarla con altre parole, la smuovi e la fai crescere.
Si può immaginare anche sulla parola immaginazione. A me per esempio piace immaginare che immaginazione abbia la stessa radice di mago e di magia, e che l’immaginazione sia una specie di impollinazione della realtà con la magia, e dunque di ciò che è con ciò che potrebbe essere. Una specie di lievito che cambia la forma della realtà.[proprio come l'immagine di Chito sotto riporta tratta come questo articolo dall'agenda smemoranda 2006 il cui archivio si trova online sul sito di smemoranda , più precisamente snipurl.com/14cbf ]

Qualcosa dentro di me prende misteriosamente forma, nutrito dai bisogni e dai desideri, dal corpo e dall’anima, che poi sono una cosa sola. Qualcosa di istintivo e di magico si affaccia timido a quella che chiamiamo mente, che le dà una forma intelligibile e comunicabile.
E poi di lì, dai marchingegni della mente, viene spinto fuori, come un bambino che nasce, e che non può essere scaraventato nudo e inerme nel mondo. Bisogna accompagnarlo, stare attenti che le immagini bell’e fatte e invidiose non se lo mangino, proteggerlo e irrobustirlo.
Ma quando sarà pronto ad andare con le sue gambe non somiglierà a nessun altro, avrà in sé la magia e la forza dell’aurora.
Ci vuole pazienza, in principio, ma dopo un po’ si impara, un’immaginazione dietro l’altra, ed è come avere dentro un crogiolo sempre attivo che crea nuove realtà a ciclo continuo, ed è come svegliarsi in un mondo nuovo ogni mattina.
Dopo un po’ dentro di te prende forma una realtà talmente viva che quella fuori comincia ad apparirti meno reale, sbiadita, non più invincibile. E dopo ancora un po’ è la realtà fuori ad apparire assurda e fantasmatica, e la tua immaginazione la sbaraglia.
Per alimentare questa rivoluzione continua e non violenta bisogna essere un po’ pazzi, un po’ artisti e un po’ bambini, il che in fondo è sempre la stessa cosa.
Ma è necessario anche essere vigili e pronti, e spegnere la tv ogni volta che appare la contessa De Blanck. >> .
3) usando cuore&mente anche se non sempre ci riesco essendo refretario e dire sempre anche a costo di ferire quello che penso senza usare filtri o giri di parole .
Non so più che altro dire anche perchè mi calano le palebre e morfgeo mi chiama
LINK
Max stirner
- testo integrale www.filosofico.net/unicoeproprieta.htm
- una sua scheda http://it.wikipedia.org/wiki/Max_Stirner
- periodico in linea dedicato alle idee di Stirner http://www.nonserviam.com/
- un'altra sua scheda http://acrataz.oziosi.org/article.php3
- recensioni de la citta degli unici del prof Enrico Ferri : umanità nuova e Diorama
Conna sonora
- Tutta la discografia di de andrè ( www.viadelcampo.com )
- l'intero disco l'albero di lorenzo cherubini alias Jovanotti www.soleluna.com/discografia.php?item=25
- IL cd La terra la guerra una questione privata degli ecx Csi it.wikipedia.org/wiki/La_terra,_la_guerra,_una_questione_privata
- La canzone Le déserteur (1954) di Boris vian ( Il disertore, in italiano cantata, tra gli altri, da Ivano Fossati ) e che potete trovare lka storia e la traduzione originale qui
Libri
- ce ne srebbero tanti per il momento mi viene in mente questo noir che mi hanno regalato ( e amncora non ho letto per intero ) il manulae del perdenti qui maggiori news
Le vene aperte dell'America latina di Eduardo Galeano snipurl.com/14bfc
tutti i libri di Pino Cacucci
i libri di fantozzi scritti da Paolo Villagio
i libri di Peppone e don camillo dio Giovannino Guareschi
Film
queli che in questo momento , mentre iniziano a calarmi le palebre degli occhi sono :
- I vinti (Traumulus), film diretto da Carl Froelich (1936)
- I vinti, film diretto da Michelangelo Antonioni (1953
- La saga di Fantozzi qui ( recensione dei vari episodi della saga ) e qui news sul suo personaggio
- la saga di Peppone e don camillo qui la filmografia e il rapporto con i tresti del guareschi ed altri anedoti
N. B a causa dei soliti probelmi con linux imsiti sottolineati in neretto sono dei collegamenti ipertestuali potewte cliccarci sopra se volete vciagiare