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10/08/17

A 25 anni Gianluca Floris, di Villacidro, gestisce l'azienda zootecnica di famiglia dopo aver perso tragicamente i genitori pochi mesi fa.



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"La mia vita da pastore scelta per mamma e papà", la storia di Gianluca Floris

Oggi alle 13:35 - ultimo aggiornamento alle 14:10

                                              Gianluca Floris

La forza di rialzarsi subito forse gliel'hanno data proprio i suoi angeli custodi: mamma, Sebastiana Gioi, e papà Giovanni che hanno costruito un'azienda con oltre 1000 pecore, suini e un minicaseificio (avrebbe dovuto aprire proprio nel periodo dell'incidente stradale).
Gianluca continua ad occuparsene con amore anche se ora il carico sulle sue spalle si è fatto più pesante.
Sveglia alle 4, poi di corsa a mungere le pecore, svolgere le prime attività della giornata, controllare i terreni e poi la contabilità e i clienti fino alle 21.
Lo aiutano due dipendenti, più gli stagionali.
"Solo ad agosto - ammette il giovane allevatore - mi concedo un riposino dopo pranzo. Lo considero un po' come le ferie. Da ottobre a luglio invece si lavora solo con una pausa di un'ora per pranzo. Arrivo a fare 20 ore di lavoro al giorno".
Non è troppo?
"Non posso fare diversamente. Le pecore devono mangiare tutti i giorni. In campagna non ci sono pause. Ho delle responsabilità di cui mi sono fatto carico".
Non vorrebbe un'altra vita, più semplice?
"Mi piace tantissimo il mio lavoro altrimenti non avrei potuto reggere nemmeno un giorno. Non mi pesa così tanto fare sacrifici. Quando posso, dopo il lavoro vedo gli amici come qualsiasi altro ragazzo. La vera difficoltà è il periodo di crisi del settore".
Quali sono i problemi?
"Non c'è più un margine di guadagno. Ormai lavoriamo senza coprire nemmeno i costi. In altre nazioni, a differenza dell'Italia, si è riusciti a creare un meccanismo che permette di stabilizzare i prezzi. Da noi questo non succede. Se oggi il latte viene pagato 60 centesimi al litro e io ne spendo circa 70 al giorno per il fabbisogno alimentare di ciascuna pecora cosa mi resta? Ecco perché le aziende sono in rosso e i ragazzi abbandonano le campagne".
Non c'è guadagno?
"Non so quanti, come me, possono resistere con un reddito netto di 500 euro al mese. Io le altre risorse devo reinvestirle in azienda. Piuttosto che fare il pastore molti fanno le valigie. Io resto per salvare tutti gli insegnamenti che i nonni e i miei genitori mi hanno lasciato. Spero di averli resi orgogliosi. Magari dal cielo mi stanno guardando".
Stefania Pusceddu

01/11/12

patria e radici

continuando il discorso del post precedente sul  4  novembre    ,  non è  assolutamente  vero che io  odio il mio paese   ecco la mia  concezione  di patria 

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versione degli "Stornelli d'esilio" di Pietro Gori, interpretata da Franco Trincale nel vinile "Canti per la libertà". 

Dedicato di cuore a tutti i VERI anarchici.


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le altre due  non abbiano bisogna  di spiegazione   e presentazione  , ma  comunque trovate qui  qualcosa  

invece riprendo il tema  delle radici   gia  trattato  nei post precedenti di questo  blog   lascio la  parola a Gianluca Medas   e ad un pezzo  del suo spettacolo    tenuto  a  tempio  al festival dei sapori ( 15-21 ottobre   2012  )   vedere   post  precedenti  .

Gianluca Medas -- voce narrante
Andrea Congia -- chitarra classica

È un'alleanza stretta da tempo immemore quella dell'uomo con il Vino, e in omaggio  per celebrare la storia dello squisito nettare: Lunedì 15 Ottobre, alle ore 19:00,  Gianluca Medas  ha raccontato  di quando Dioniso danzava sulla terra rivelando ai mortali il segreto dell'inebriante bevanda  .Nel 
Reading letterario si è parlato della Storia del Vino, dietro la quale sono  (  cosi come  tutti  gli antichi 


da http://sardegna-del-sud.mondodelgusto.it/ in particolare  qui  dovete trovate maggiori news  su tali collana  


sapori  e mestieri    raccolti il lavoro e la cultura dell'uomo, proponendo la rievocazione dei miti e delle leggende che riguardano questa tradizione e appoggiandosi all'accompagnamento musicale della chitarra classica di Andrea Congia.
dalla rete 
Un Racconto che si arrampica su per i tralci arricciolati, seguendo la sinuosa curva degli acini per tuffarsi nelle fini nervature delle foglie a cuore: una storia che nasce nella notte dei tempi e che rivela come la preziosa coltivazione della Vite, in Sardegna, abbia preceduto persino l'arrivo dei fenici. Bevanda euforizzante, avvolgente, inebriante, il Vino rinvigorisce l'uomo, educandolo alla moderazione: chi voglia realmente possedere lo spirito di questa bevanda divina, sentiero che apre all'uomo la strada al rapimento estatico, non può concedersi eccessi, pena la perdizione e lo smarrimento. 
Il Mito, le Leggende, gli Dèi: echi di un mondo antico raccolti e raccontati da Gianluca Medas per riscoprire un sapore e un profumo della nostra Terra, l'aroma di un patto millenario sancito con la Natura rievocato in una Storia accompagnata dal suono di una chitarra stuzzicata dal tocco di Andrea Congia.

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