venerdì 9 ottobre 2009
Le donne al tempo dei berluscones...
P. S.: Pochi giorni fa a due donne è stato assegnato il Premio Nobel per la Medicina, esattamente come alla Montalcini. Ma a Chiambretti & soci fa un baffo. Ben altre sono le femmine che gl'interessano, e che vogliono mostrare.
martedì 17 marzo 2009
IMMUNITA' ;-)
martedì 3 marzo 2009
venerdì 20 febbraio 2009
è carnevale , basta piangersi adosso ridiamno dei nostri politicanti e godiamoci il carnevali-i
Il carnevale in Sardegna ha mille volti affascinanti. Quello antico dei suggestivi carnevali barbaricini che con le loro ancestrali maschere antropomorfe e zoomorfe, le vesti di pelli di capra, orbace e campanacci, rievocano riti misteriosi, danze propiziatorie e un rapporto stretto tra uomo e animale. Quello vibrante dei carnevali a cavallo, come quello di Oristano ("Sa Sartiglia"), durante il quale i cavalieri devono infilare in corsa una stella di metallo, auspicio di buon raccolto, e quello di Santulussurgiu ("Sa Carrela 'e nanti") nei quali i cavalieri mostrano il loro valore, coraggio e abilità, sfidandosi in corse temerarie per il centro cittadino. Oppure quello irriverente di Tempio con il fantoccio di Re Giorgio processato e bruciato in piazza. La Sartiglia di Oristano La Sartiglia (Sartilla o Sartilia) è una corsa alla STELLA di origine medievale che si corre l'ultima domenica e il martedì di carnevale ad Oristano. È certamente il Carnevale più spettacolare e più coreografico della Sardegna. Ricordi sfumati di duelli e Crociate, colori spagnoleschi, echi di nobiltà decaduta e costumi agro pastorali si sovrappongono come se le sequenze di un film fossero state montate a casaccio. Carnevale di Mamoiada (NU) Il carnevale di Mamoiada è uno degli eventi più celebri del folclore sardo. Le maschere tradizionali di questo carnevale sono i Mamuthones e gli Issohadores, che fanno la loro apparizione in occasione della festa di Sant'Antonio tra il 16 e il 17 gennaio, poi la domenica di carnevale e il martedì grasso Le origini del carnevale di Mamoiada, conosciuto anche come "la danza dei Mamuthones", sono oscure, molte sono le ipotesi che sono state avanzate, nessuna effettivamente dimostrabile. Secondo alcuni il rito risalirebbe all'età nuragica, nato come gesto di venerazione degli animali, per proteggersi dagli spiriti del male o per propiziare il raccolto. Carnevale di Ottana (NU) Il carnevale di Ottana affonda le sue radici nel mondo sardo arcaico e nei suoi valori agropastorali, e perpetua una tradizione mai interrotta. È una delle ricorrenze più attese dalla popolazione che partecipa attivamente dimostrando un profondo senso di appartenenza alla propria cultura. Le maschere descrivono, attraverso spontanee interpretazioni che si sviluppano in una sorta di canovaccio, personaggi, ruoli e situazioni della vita dei campi, quali l'aratura, la semina, il raccolto; la cura, la domatura, la malattia, la morte degli animali. Carnevale di Tempio Pausania la mia cittadina[ex sassari ora un nuovo carrone provinciale Olbia-Tempoio ] Il carnevale di Tempio comincia il giovedì grasso con l'entrata trionfale in città del Re Giorgio, rappresentato da un fantoccio. La domenica si celebra il matrimonio tre Re Giorgio e la popolana Mannena, di solito abbigliata in modo audace; come vuole la tradizione, Mannena darà al re un figlio che sarà Re Giorgio per il successivo carnevale. Per sei giorni Re Giorgio è osannato, onorato e adulato, ma il martedì grasso, colpevole di rappresentare tutti i mali della città, viene processato e bruciato sulla pubblica piazza. Si ripete così l'antico rito del fuoco che preannuncia la fine dell'inverno e l'arrivo della primavera. Carnevale a Santu Lussurgiu (OR) Il Carnevale di Santu Lussurgiu è caratterizzato dalla corsa a pariglie detta "Sa Carrela 'e nanti" ("strada che si trova davanti": la corsa ha preso il nome della via dove tradizionalmente si svolge l'evento, un tempo strada principale, oggi via Roma). Tra le più spericolate e spettacolari dell'isola, la corsa dei cavalli di Santu Lussurgiu chiama intorno a sé l'intera comunità: non vi è solo lo spettacolo offerto dalle audaci acrobazie equestri, ma anche la partecipazione della folla che in massa si apre un attimo prima dell'arrivo dei cavalli in corsa per richiudersi subito dopo il loro passaggio. Le tradizioni equestri, come Sa Carrela 'e nanti, sono molto antiche, risalgono ai tempi dei Giudici di Arborea e dei viceré spagnoli che incrementarono l'allevamento razionale dei cavalli, tanto da ottenere razze speciali per le corse. Nelle corse a pariglia che si svolgono durante il Carnevale a Santu Lussurgiu, i cavalieri mostrano una grande abilità equestre e molta compostezza, come impongono le regole di questo genere di manifestazione che ha origini nelle esercitazioni e nelle tradizioni delle cavallerie leggere.
Musica in sottofondo : "Mamoiada" dei Tazenda, cantata dall'inconfondibile e indimenticabile voce di Andrea Parodi.
martedì 10 febbraio 2009
Tra foglio e matita...
Il bello del disegno è che libera la mente e spazia tra temi vari senza difficoltà e costrizioni...
La punta di una matita passa dove il dito non riesce...e TRA FOGLIO E MATITA...esistono infiniti mondi...
Venite a trovarmi...
VI ASPETTO!!!
domenica 16 novembre 2008
L'ultimo tabù
L'immagine della ragazza crocifissa sul letto, che Telefono Donna di Milano ha lanciato per la ricorrenza del 25 novembre, ha scosso i nervi all'assessore Cadeo (Maurizio, non Cesare), di Alleanza nazionale. Secondo quest'ultimo, il ritratto offenderebbe la tradizione cristiana.
nto di resa invitante. La frase 'Chi paga i peccati dell'uomo?' è sovrapposta al pube". Questa lunga citazione non manca di sorprendere, data la sua completa consonanza col giudizio ben più grossolano, ma senzainfingimenti,dell'assessore Cadeo.
Anche Cristo era nudo; il Crocifisso di Santo Spirito, opera giovanile di Michelangelo, lo è poi totalmente. Privo persino di quel nubente e arioso panneggio che svela più di quanto vorrebbe celare e che si confonde con le tenere e lattee carni d
el Redentore. La casta virilità del Buonarroti non poteva accettare questi eufemismi pittorici: maschi o femmine, indistintamente, avevano per lui un'essenzialità spartana e sacrale. Via tutto, nel segno del definitivo incontro con Dio, di fronte al quale ognuno compare irrimediabilmente disadorno.
che ne ha fatto una sorta di icona: curiosando sul web ho trovato questa breve carrellata, piuttosto accurata anche se non vi compare un piccolo gioiello della cinematografia contemporanea, il Sebastiane di
Derek Jarman).
olto reverendo dove l'avrebbe collocata, dato che si parla di stupro.
senza Ratzinger, da cardinale, combatté vigorosamente. Anche qui, per lo stesso motivo: la donna non è degna di rappresentare Dio.
L'immagine della ragazza crocifissa sul letto, che Telefono Donna ha lanciato per la ricorrenza del 25 novembre, ha tolto il sonno all'assessore milanese Cadeo (Maurizio, non Cesare), di Alleanza nazionale. Secondo quest'ultimo, il ritratto offenderebbe la tradizione cristiana.
suo corpo. E' posta nuda su di un letto invitante, soffice, con cuscini collocati in modo da insistere sulla forma della croce. Ha i capelli scomposti, ma non le alterano il volto. Il richiamo alla croce è evidente, ma l'atteggiamento della donna è attraversato da una intensa sensualità, accentuata da un atteggiamento di resa invitante. La frase 'Chi paga i peccati dell'uomo?' è sovrapposta al pube".
alcuni osservatori, pare evidente.
llo spirito balzano e ridente di Leonardo, dal cui San Giovanni trapelano fantasiose estasi ambigue, estri da soubrette, capricci di santi. E' il cielo, in fondo, a sfuggirci come un tinnulo monello. Per non parlare di San Sebastiano: presentissimo nelle pale d'altare, oggi dimenticato dai devoti (ma recuperato dalla cultura gay che ne ha fatto una sorta di icona: curiosando sul web ho trovato questa breve carrellata, piuttosto accurata anche se non vi compare un p
iccolo gioiello della cinematografia contemporanea, il Sebastiane di Derek Jarman).
Non dubitiamo della forza degli scatti della Luttringer, ma crediamo che il dolore sia necessariamente spudorato, altrimenti diventa a sua volta menzogna e violenza.
domenica 2 novembre 2008
Per il movimento il referendum è solo una trappola
Subito dopo l'approvazione al Senato del decreto legge n.137/08, mediaticamente noto come decreto Gelmini, il segretario del Partito Democratico Walter Veltroni ha dichiarato che promuoverà un referendum per abrogare tale decreto. Inoltre ha "lanciato lappello a tutte le forze della scuola e dell'università , alle famiglie interessate, alle forze politiche perché partecipino alla raccolta delle firme per il referendum promuovendo comitati in tutte le città italiane".Giusto per completare il quadro è meglio rendersi conto che anche se tutte le classi prime del prossimo anno fossero a 24 ore, saranno circa 28.000 (21.000 a tempo normale e 7.000 a tempo pieno), produrrebbero un taglio di 8.000 docenti. Il piano programmatico prevede per il prossimo anno nella scuola elementare un taglio di 16.300 docenti (12.300 su posto comune e 4.000 specialisti).
to è necessario che ad ogni banchetto di raccolta sia sempre presente per esempio un consigliere comunale o provinciale che si occupi di questa operazione. Per ogni firma raccolta è necessario richiedere il certificato elettorale del firmatario che viene rilasciato dal comune di residenza e dal comune in cui vive. Sembra banale, ma raccogliere firme per esempio in una città come Milano comporta la richiesta di certificati elettorali non solo nella provincia di Milano, ma del Paese intero. Ad ogni modulo di raccolta firme devono essere allegati i certificati elettorali di tutti quelli che hanno firmato quel modulo.venerdì 31 ottobre 2008
BINETTI (PD). BENE LA CHIESA SU PRETI GAY, COSì SI COMBATTE LA PEDOFILIA

venerdì 24 ottobre 2008
Lettera (anticipata) a Babbo Natale

mercoledì 6 agosto 2008
morire giovani


In questi giorni sia che su questo blog sia su quello di splinder a causa della morte di un compaesano amico di amici ( conoscente insomma ) in un incidente di moto non riwesco a scrivere niente e quindi mettero foto di una mia amica che considero come una compagni di viaggio ( esternma nocioè non splinder ) .
Non ricordo dove sono state prese in quanto lei è una girovaga
le altre le trovate http://www.flickr.com/photos/redbeppe
venerdì 11 gennaio 2008
Senza titolo 40
Ringrazio chi nelle mail mi appella ancora giornalista, ma per scelta di vita non lo farò più, mi sono bastati i dieci anni di cronaca in Provincia di Caserta, ho avuto le mie soddisfazioni. Premetto che sono separata legalmente, convivo col padre di mio figlio ma ho una forte fede tramandatami dai miei genitori. Gente semplice che mi rende ricca con il loro amore e già amano la creatura che porto in grembo. Per questa forte fede in Dio ho fatto un voto alla Madonna che se fà nascere e vivere il mio bambino io rinuncio a fare la giornalista. In fondo si può comunicare in tanti modi e si possono utilizzare anche altre persone per dire al mondo la verità.E non è che sia una grande perdita per il giornalismo italiano.
Romilda
sabato 14 luglio 2007
Senza titolo 1939
Paranà - San Paolo 0 - 1 (rete del portiere Rogerio Ceni su calcio di rigore)..praticamente Rogerio Ceni ha giocato "LA PARTITA PERFETTA" (the perfect game)..infatti non ha subito goal ed ha segnato..in pratica ha vinto da solo..questa,come altre partite in cui il portiere non subisce nessuna rete e segna il goal decisivo,nel calcio può essere considerata "LA PARTITA PERFETTA-THE PERFECT GAME"..come accade in altri sport..non è vero?Bisogna indagare su altre partite terminate con lo stesso risultato..Voglio che la mia venga considerata 1 statistica,anche se non ufficiale!Lo so che 1 solo giocatore non può vincere senza compagni,ma 1 portiere che non subisce goal anche se sventa miracolosamente tiri a raffica (vedi Ducadam nella finale di Chamoins League in cui la sua Steaua Bucarest non ha subito gol contro il grande Barcellona per 120' e ai rigori li ha parati tutti e 4...1 altro esempio è il mitico Yashin,portiere imbattibile...ma questi sono esempi senza in cui avvenga 1 goal del portiere) e che segna 1 o + goal per la sua squadra (Rogerio Ceni ha segnato anche + di 1 goal nella stessa partita...sono innumerevoli gli esempi in questo senso riguardanti Rogerio Ceni e non starò qui ad elencarveli,potete tranquillamente ricercarli nel web x maggiori informazioni!) ha effettivamente vinto la partita da solo,e merita questo raro riconoscimento! Come esiste nel calcio la statistica non ufficiale secondo la quale,chi batte il Campione del mOndo in carica diventa il nuovo campione,pùò benissimo esistere questa!Infatti se le Far Oer avessero battuto l'Italia sarebbero gli attuali Campioni del Mondo (la squadra + forte del globo!).Quindi può benissimo esistere , anche se poco + che goliardicamente, questa mia statistica! Per favore,scrivete cosa ne pensate ed appoggiate questa mia campagna!!!!!
BRIAN MERCURY
domenica 15 aprile 2007
Senza titolo 1756
ecco perchè non bevo più , se non raramente , bevande gassate in primis cocacola
venerdì 30 marzo 2007
Senza titolo 1726
In esso ho trovato, oltre notevolissime concordanze con il mio spirito ribelle e libertario , un ottimo video ( che trovate sotto ) -- ancora oggi, nonostante risalga al 1965,attuale in tempi come questi le cui ingerenze interne ed esterne , sempre esistite nel nostro paese dall'unità, sono notevoli più che mai in cui un grande della Letteratura Italiana ( ancora attuale nonostante sia morto 32 anni fa ) Pier Paolo Pasolini, mettendo da parte ogni pregiudizio ideologico intervista Ungaretti un altro grande della letteratura italiana del secolo scorso . Inoltre le parole introduttive al documentario sono ancora valide : << Appurato che gli Italiani , di fronte a delle domande generali oppongono una serie e un po' di balordi NO COMMENT . ( ...) >> infatti esistono al 90% certi tabù o altarini in detterminati argomenti come questo qui dell'omosessualità
Concludo con "Andrea" del grande Fabrizio De André
Andrea s'è perso, s'è perso e non sa tornare.
Andrea aveva un amore, riccioli neri,
Andrea aveva un dolore, riccioli neri...
(...)
Occhi di bosco, contadino del regno, profilo francese;
occhi di bosco, soldato del regno, profilo francese.
E Andrea l'ha perso, ha perso l'Amore,
la perla più rara ;
e Andrea ha in bocca un dolore, la perla più scura... ".
una delle più poetiche evocazioni dell'amore fra uomini apparse finora. Secondo uno studio fatto fino al 1986 di Giovanni dall'orto delle canzoni italiane : << Le parole sono maliziosamente ambigue, di modo che molti non si sono mai accorti del vero tema della canzone: l'amore di Andrea per un ragazzo morto nel corso della Prima guerra mondiale.>> La cui registrazione che potete trovarla nel cd " ed avevamo gli occhi troppo belli " del 2001 ( foto della copertina al centro ) edito da A una rivista Anarchica per maggiori dettagli in merito se nel caso volete saperne di più acquistarlo andate qui

P.s
ogni riferimento alla situazione italiana attuale è puramente casuale ed involontario

venerdì 4 agosto 2006
Senza titolo 1393
in questo ultimo mese estivo oltre al tragico 26° anniversario dellan della strage alla stazione di bologna ( vedere foto qui al lato una delle foto che troverete sul collegamento ipertestuale e qui per chi vuole ricordare o non conosce tale evento ) da poco celebrato , si celebra anche il ventennale di Dylan Dog il fumetto più longevo della Sergio Bonelli editrice dopo i suoi classici come Tex,Zagor e anche Mister No . Esso è stato ( e lo è tutt'ora ) il mio bagaglio di viaggio . E grazie a lui che ho imparato ( anche se non sempre riesco a metterla in pratica ) a rispettare la sensibilità degli altri , a non giudicare per il loro passato e le loro scelte , ad inizare ( è ancora in corso ) il percorso dell'anti razzismo e dela non violenza .
Dall'anterprima del sito non ufficiale Ubcfumetti ( qui l'articolo sconsigliabile a chi odia le anticipazioni ) desumo che da qui a ottobre ne vedremo dele belle . Infatti anche il quotidiano l'unita pubblichera da sabato a puntate La storia di Dylan Dog Zed ( la prima storia che me lo ha fatto scoprire ) L´ha scritta e sceneggiata Tiziano Sclavi e l´ha disegnata Bruno Brindisi, una delle migliori matite italiane, dal tratto elegante ed accurato. È stata pubblicata per la prima volta nell´albo n. 84 della serie mensile, uscito nel settembre del 1993. Come tutte le storie dell´«indagatore dell´incubo» è il trionfo della citazione. Ve ne svelo due: una riguarda il personaggio di Scout le cui sembianze sono quelle dell´attore francese Christopher Lambert; l´altra le creature dei Morloch e gli Eloi che abitano la magica terra di Zed, «copiate» dal romanzo La macchina d
el tempo di H.G.Wells, in particolare nella versione cinematografica di George Pal dal titolo L´uomo che visse nel futuro (1960). Ce ne sono altre e scoprirle è un gioco che lascio a vopi miei cdv , Dylan stesso è una citazione: ha la faccia e il corpo agile dell´attore inglese Rupert Everett, come pure una citazione è il suo fido aiutante Groucho Marx, identico nel nome e nell´aspetto al celebre comico e, come lui, inesauribile fonte di battute e freddure. Citazione è la via dove abita Dylan Dog, Craven Road, omaggio al regista horror Wes Craven. Per questo «citazionismo» Dylan Dog è stato definito il primo fumetto postmoderno: per questo suo pescare ( anche se adesso sta perdendendo un po' di smalto ) nei generi letterari e cinematografici ma anche nella musica, nella tv, nei cartoon e ovviamente nel fumetto, costruendo un linguaggio di linguaggi, una narrazione di narrazioni. Tiziano Sclavi, il suo inventore, dice, citando (e come sennò) Totò, che «tutti sono capaci di fare, è copiare che è difficile!». E ha ragione, perchè nelle storie di Dylan Dog scritte da lui (e dai molti suoi allievi, a cominciare dal bravissimo Mauro Marcheselli,e paola Barbato che hanno ben imparato la lezione) non c´è nulla di scontato ( o quasi ) e il «già visto» ( più che il «già detto», perché il fumetto è linguaggio essenzialmente visivo ) lo vede chi vuole e sa vedere. Qui c´è una delle chiavi dell´enorme successo di questo fumetto nato nel 1986: nell´essere un testo ricco di sottotesti che possono essere letti e goduti da età, culture e sensibilità diverse.
Ma c´è altro. C´è una capacità narrativa e di sceneggiatura che ha pochi eguali, anche se non tutte le 239 storie uscite fino ad oggi, come succede alle ciambelle, sono riuscite col buco. C´è ritmo e montaggio come nel miglior cinema, spesso con finali che non chiudono ma aprono al dubbio e alla «scrittura» dello spettatore che, se vuole, può mettere lui la parola fine. C´è o ci potete trovare simboli, allusioni, metafore e, se proprio volete - com´è sacrosanto - soltanto divertirvi, potete abbandonarvi al «piacere della lettura».
E poi ci sono i «segni». I disegni, insomma, ormai diventate «icone», come Dylan e la sua mise: jeans, camicia rossa, giacca nera e scarpe Clarks. Su Dylan Dog sono nati, si sono esercitati e sono cresciuti grandi talenti. Claudio Villa che ha definito i tratti grafici e fisici del personaggio e che è stato l´autore delle copertine fino al n.41; Angelo Stano che ha raccolto l´eredità delle copertine e che, aveva disegnato il primo numero L´alba dei morti viventi, con quel suo stile inconfondibile che cita Egon Schiele; e poi Giampiero Casertano, Corrado Roi, Bruno Brindisi, Giovanni Freghieri, il duo Montanari&Grassani, Luigi Piccatto e tanti altri ed è questo che continuo a comprarlo anche se mi sta piacendo sempre meno per : 1) monotonia ; 2) modello centralizzato imposto dalla casa editrice , ne sono un esempio certe storie che sembrano più adatte a Martn Mystere . 3) paura di rinnovare il personaggio , come es , perchè non farlo rientrare a ScotIand e dargli un ufficio che si occupi dei casi Xfile ( proprio come l'omonima serie tv ) , o magari fare delel storei del passato in cui Dylanm era ancora un poliziotto e gli si presentano casi Xfile . Se continuano a comprarlo è perchè : 1) e proprio come me alla continua ricerca di un centro di gravità permanente ; 2) per sapere se si risolvono i misteri che ancora lo caraterizzano , l'origine del suo flauto , il perchè suona ( anche se ora sempre di meno ) il trillo del diavolo di Giuseppe Tartini ( qui una guida all'ascolto di tale autore ) . Inoltre ciò che cartatterizza Dylan Dog sono anche gli oggetti, le pose, le situazioni, le frasi ricorrenti, i «tormentoni» insomma. Dylan che suona il clarinetto e costruisce un veliero che non riesce mai a finire; il campanello della sua casa che non suona ma lancia un uaarghh!, urlo terrorizzante che sveglia il vicinato; il maggiolino di Dylan, una scassata Volkswagen con la targa Dyd 666 (il numero del demonio); la paga giornaliera da investigatore (50 sterline più le spese); l´imprecazione preferita da Dylan (Giuda ballerino!); e le infinite battute di Groucho.
Dylan Dog ha a che fare con la violenza umana e disumana, ma non è un violento, non porta la pistola e, se proprio è costretto ad usarla, la chiede al fido Groucho che sta sempre lì pronto a lanciargliela. Non ama l´alcol. In compenso ama molte donne e ad ogni storia ci finisce a letto; qualche volta si è innamorato per davvero. Risolve tutti i casi ma non ha ancora risolto, come molti di noi, il rapporto con il padre e la madre. Che si affacciano ogni tanto nelle sue avventure sotto le forme diaboliche e fatate di Xabaras e Morgana. Nel numero 100 e nel 200 ci ha rivelato qualche cosa di quei rapporti (anche di quello con l´amico e rivale ispettore Bloch). Chissà se nel numero 300 ci farà capire chi è veramente Dylan Dog ? Io Spero di Si
Voglio concludere il post con un'intervista che trovate in versione cartacea ( o online fra gli articoli scelti se siete registrati ) sull'edizione dell'unita di oggi 4\8\2006 fatta Tiziano Scalvi :
<<
<< Sclavi: «Io e Dylan anarchici a fumetti >> di Renato Pallavicini
Vent´anni di Dylan, vent´anni a fumetti ma, anche vent´anni di vita. Che cosa è cambiato, da allora, nel personaggio e nel suo autore?
«Io sono di vent´anni più vecchio di lui, purtroppo. I personaggi dei fumetti, nella maggioranza dei casi, hanno sempre la stessa età (nel caso di Dylan circa 33 anni, cioè quanti ne avevo io quando l´ho inventato), e per loro cambia ben poco. Per me è cambiato tutto, sono successe mille cose. Ma non voglio annoiarvi con la mia storia: quelle di Dylan sono, spero, molto più divertenti».
Come, dove e quando nacquero idea e personaggio?
«Dylan è nato in modo molto semplice. La Bonelli veniva da una serie di tentativi purtroppo falliti in altri campi dell´editoria (per esempio la rivista Pilot, che io avevo diretto), e si è deciso di tornare a concentrarci sui nostri classici albi, da Tex a Zagor> a Mister No, creandone possibilmente qualcuno nuovo. Io, seguendo una mia passione di sempre, ho proposto il tema dell´horror, subito accettato dall´editore, altro fanatico del genere. Il personaggio poi è nato a tavolino, con molte discussioni tra Sergio Bonelli stesso, il direttore Decio Canzio e me. In realtà non mi interessava molto chi fosse, se avesse una spalla comica o meno, se agisse a New York o a Londra. La mia aspirazione, indubbiamente ambiziosa, era di creare un linguaggio nuovo, e di infrangere la vecchia barriera tra "fumetto d´autore" e "fumetto popolare". Il pubblico e la critica (Giorello, Faeti, Eco...) hanno detto che ci sono riuscito».
Dopo un avvio in sordina, Dylan Dog è esploso come fenomeno editoriale e di costume, portandosi dietro anche qualche polemica assurda (che oggi appare ancora più assurda). Come autore le ha mai pesato questa popolarità e, in un certo senso, questa responsabilità?
«Prima di tutto Dylan Dog non è mai, dico mai, stato oggetto di nessuna polemica. Ben più di una polemica hanno suscitato invece i suoi imitatori, che nascevano come funghi: hanno provocato addirittura un´interrogazione parlamentare in puro stile maccartista contro i fumetti horror, e la cosa che più mi è dispiaciuta è che a firmarla ci fossero anche uomini di sinistra. Un solo commento: vergogna. Quanto alla responsabilità, l´ho sentita moltissimo. Più le vendite aumentavano, raggiungendo quote vertiginose, più avevo paura. Paura di sbagliare, di non essere all´altezza, di esagerare con lo splatter e le scene violente suscitando anch´io l´ira ottusa da caccia alle streghe. È stato un periodo bellissimo, certo, ma anche molto angosciante».
Si è mai stancato di Dylan Dog?
«No, e non ho mai capito, per esempio, perché Conan Doyle sia arrivato a odiare così tanto il suo Sherlock Holmes da volere ucciderlo in una storia. Dylan mi è simpatico, abbiamo molte cose in comune (non le fidanzate, purtroppo) e il nostro modo anarchico di vedere il mondo è molto simile».
Dylan Dog si è sempre confrontato con temi civili e in più di un´occasione ha manifestato il suo impegno. Pensa che il fumetto, in generale, debba assolvere anche a questo compito?
«Il fumetto deve soprattutto divertire, la sua funzione è questa. Se poi, mantenendo il divertimento, si riesce a infilarci qualcosina in più, tanto di guadagnato. E il pubblico ha mostrato di gradire. Anzi, a poco a poco, l´elemento sociale (non diciamo politico) è diventato uno dei principali motivi di successo».
Nel numero 100, per la prima volta, in conclusione alla storia, al posto del tradizionale «fine dell´episodio», c´era solo la parola «Fine». Ma poi è venuto il numero 101, 102, 103 e... siamo arrivati al numero 240, in edicola in questi giorni. Pensa che un giorno vorrà definitivamente chiudere con Dylan?
«No. O almeno non io. Mi spiego: come dicevo prima, un eroe di carta ha sempre la stessa età, mentre l´autore invecchia e, anche se nel mio caso lo ritengo improbabile, muore. E molto spesso l´eroe sopravvive al suo creatore. Ecco, mi piacerebbe che andasse così. Avrei lasciato un piccolo, piccolissimo segno nel mondo».
C´è un´idea, un nuovo personaggio che tiene nel cassetto?
«Alcune idee ci sono, sì, ma ripeto che sono vecchio, e la fatica di mettersi a scrivere, dopo più di trentacinque anni di questo lavoro, è spesso insormontabile. Ho usato "spesso" come parola di speranza: spesso, non sempre...».
Che cosa le va di dire ai lettori de «l'Unità?» che da domani si troveranno Dylan Dog sul loro giornale?
«Oddìo, mi sento come il condannato che deve dire una frase storica prima di mettere la testa sotto la ghigliottina! E allora citerò un episodio scritto dal mio amico Fruttero e dal povero Lucentini: c´era appunto un condannato che avrebbe voluto dire qualcosa di importante prima di andarsene, ma era un operaio, un uomo semplice, incolto. Avrebbe voluto dire probabilmente «Lavorate tutti insieme per un mondo migliore, l´utopia, se si vuole veramente, si può realizzare». Ma le parole non gli uscivano, e l´unica cosa che gli venne in testa fu: «Sarti, fate bene le asole per i vostri bottoni». Mi sembra una cosa commovente e bellissima».
>>
con questo è tutto all'uscita del numero in edicola
giovedì 11 maggio 2006
Senza titolo 1274
lo so che alla mia età , 30 anni , darmi da fare a finire l'università è smettere di cazzegiare , soprattutto quando ho vicino un esame agiografia ma non riesco a non : << Mi recai nei boschi perché desideravo vivere come volevo io, affrontare solo i fatti essenziali della vita, e veder se potevo imparare ciò che aveva da insegnarmi, e non, giunto alla morte, scoprire di non aver vissuto. Non volevo vivere ciò che non era vita, la vita è cosi cara; né volevo praticare la rassegnazione se non fosse stato assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente e succhiare tutto il midollo della vita, robustamente come gli spartani e sgominare tutto ciò che non era vita, falciare un'ampia zona e raderla a zero, mettere la vita in un angolo e ridurla ai minimi termini, e, se si fosse dimostrata meschina, afferrarne la intera e genuina meschinità e proclamarla al mondo; o, se fosse stata sublime, sperimentarla direttamente ed esser capace di darne un vero resoconto nella mia prossima escursione. >> come diceva un famoso poeta non vi dico chi per : 1) non dare le perle ai porci come mi accusano alcuni cdv , da intendersi non utenti del blog ; 2) e provare per una volta a non darvi la pappa pronta ma invitarvi \ spronarvi ad informarvi e a non essere pecore . Ma comunque per chi volesse sapere chi è eccovi un url http://snipurl.com/q5c2 dove potete scoprire o riscoprire chi è ( cercando chi è fra i vari poeti ) . Dalla Nuova Sardegna edizione di olbia\ gallura del 30\4\2006 :
<<
TEMPIO. “Senza buio, senza paura. Viaggio attraverso i pensieri, le visioni e gli sguardi dei ragazzi”. E’ questo il titolo di una mostra fotografica aperta dal 2 al 10 maggio nel salone del palazzo Pes dei Villamarina, affacciato su piazza Gallura.
I lavori presentati sono stati realizzati da un gruppo di studenti della seconda SPT del locale liceo scientifico in attuazione di un progetto tendente a far acquisire agli allievi l’utilizzo della macchina fotografica quale strumento per comunicare sentimenti, emozioni, pensieri e paure. Le foto - che sono di grande effetto visivo - sono state realizzate sotto la guida della fotografa Stella Ciotti (esperta esterna del progetto) e saranno accompagnate da un lavoro di approfondimento e ricerca artistica e letteraria curato dalle professoresse Lucia Naitana e Velia Sechi.
>>
Infatti tale mostra ha sia una base psicologica che pedagocica in quanto si propone come messaggio etico , un inno alla vita , un tentativo di esorcizzare le proprie paure ed angosce ,le brutture del mondo , d' insegnare a convivere con la morte , una funzione catarchica insomma . Essa è una comparazione \ contaminazione fra le arti , infatti ha visto coinvolti prof ed esperti di diverse materie
Mi è piaciuta talmente tanto che ci sono ritornato più volte per rivedermi e scolpirmi nella memoria certe imnmagini e certe poesie scritte ( quando non sono di nessun autore dai ragazzi stessi ) e per sentire ogni volta una spiegazione diversa , alcune volte anche dagli autori stessi delle foto . Hanno azzeccato in pieno il loro intento che era quello : << di favorire e stimolare la lettura , produrre , sviluppare , tradurre in atto dele esperienze interiori , attraverso , un testo poetico , un opera pittorica e un immagine fotografica . Educare alla comprensione di un testo .Potenziare la sensibilità estetica . educare all'immagine . [...] Creare,cosa insuale ,una quadreria dedicata al visitatore al fine d'invitarlo oltre che alla cvisione della mostra , al piacere dela lettura, di ulteriori testi poetici , alla visione di altre opere d'arte ,[...]. Gli allievi hanno voluto e potuto scegliere tra una rosa di poeti e di artisti , le opere e i testi che più hanno sentito consoni al loro stato d'animo , alle loro emozioni , pensieri , paure , e che hanno poi ,tradotto in immagini con una macchina fotografica . >> (dal volantino della mostra ) . Ottimo e riuscito il tentativo di mettere in atto la teorie estetiche M.Marangoni dimenticato e poco citato dalla critica ufficiale salvo che nei testo per specialisti e universitari .
Le opere di questa mostra sono meglio di quelle d'artisti professionisti che molto spesso si danno tante arie e sono ridondanti di boria ; . E molto spesso appena qualcuno\a alle prime armi non s'omologa al gusto corrente lo bolla e lo etichetta come dilettante recependo le loro opere come insulse . Gli autori delle opere esposte dimostrano una capacità di mettersi in discussione ( cosa sempre più rara in una cultura omologata alla tv e al conformismo imperante ) di non chiudersi come fanno molti intellettuali ed artisti in una torre d'avorio o peggio nell'attendismo e nell'omologazione . Un energia vitale , una potenza espressiva , un senso di plasticità . << [...] Un qualcosa capace di fotografare ciò che va oltre l'aspetto visivo e può dipingere i colorio dell'anima , la nostra anima Noi anime e vite diverse , con storie ed esperienze diverse , ma con una caratteristica comune
la paura
Quella che può farti
tremare
piangere
soffocare
ma non solo .....
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( idem citazione precedente ) Infatti in tale mostra il vocabolo paura viene riportata alla giusta dimensione : cioè aiuta a comprendere che i nostri timori , piccoli o grandi che siano non appartengono solo a noi . Con questo progetto ho avuto modo di capire , di iniziare ( o ricominciare ) il piacere d'ascoltare gli altri\e , di poter finalmente tirare fuori ( cosa che in queste periodo non sto più facensdo in quanto cadevo nell'errore di considerarlo come i miei genitori o critici elucubrazioni mentali ) ciò che è dentro di noi .Ho imparato ulteriormente che il merito va sia ai detratori ( fra cui ex cdv e utenti di questo blog ) sia da chi nonostante le divergenze culturali , politiche , continua a scrivere o a commentare sulo blog o a scrivermi via email , a fermarmi in strada o sms al cellulare che mi hanno seguito o mi seguono tutt'ora anche non commentando che mi hanno e continuato a seguirmi attivamente o passivamente , in questo piccomi9 ha gentilmente messo su cdlo , ma dolce e fecondo pezzetto di vita \ strada . Ringrazio quindi i curatori dell'esposizione perc è grazie a loro che posso affermare ( anzi riaffermare ) con gioia e soddisfazione d'essere riuscito ( e di ricominciare a percorrere la strada che avevo smarrito ) a ridimensionare le mie paure e dare loro il giusto peso e a non crearmene inutili . Un Grazie anche per avermi fatto vincere ricredere da quel pregiudizio pessimistico che questa generazione fosse solo una generazione di pecore e omologata ed incapace di uscire dal gruppo per parafrasare romanzo Jack frusciante è uscito dal gruppo di Enrico Brizzi
. Infatti ecco cosa dice l'edizione di Olbia \ gallura della nuova sardegna edizione Olbia del 23\5\06 :
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TEMPIO. Ha saputo cogliere nel segno e ottenere molti consensi la mostra che gli studenti di una seconda classe del Liceo psicopedagogico di Tempio hanno realizzato e allestito nei giorni scorsi al Palazzo Pes. La mostra è stata anche il risultato di un progetto didattico cui studenti e insegnanti hanno voluto dare un titolo suggestivo in grado di raccogliere il senso delle esperienze maturate e della carica sentimentale trasferita nella produzione dei lavori. “Senza buio e senza paura” (titolo dell’esposizione) è stata, come hanno potuto riconoscere i visitatori, una mostra come poche altre, e non solo perché ad averla realizzata, malgrado la sapiente partecipazione di insegnanti (Lucia Naitana e Velia Sechi) ed esperti (la fotografa Stella Ciotti), siano stati dei ragazzi che da poco più di un anno si sono affacciati nel mondo delle scuole superiori. Della mostra ha colpito,in particolare, l’intensità della ricerca individuale che i giovani autori hanno messo in luce, scavando nei propri vissuti e facendo emergere con coraggio ed onestà le attese e le comprensibili paure del tempo che vivono. Con i loro scatti gli studenti hanno rappresentato un mondo che non sempre appare così come realmente lo vivono e percepiscono. La paura è stata perciò il leitmotiv della mostra: la paura che nasce dal complesso rapporto con gli altri, la paura che comporta l’azzardo di scelte che non si possono non compiere, la paura che negli altri ci sia solo sopraffazione e indifferenza. Ma anche la paura che, in una sala d’ospedale, si confonde con la speranza. Il buio e l’oscurità hanno costituito la linea cromatica per le immagini realizzate. Come commento e termine di confronto gli studenti hanno utilizzato opere di grandi artisti (Boccioni, Cezanne, ad esempio) e liriche di poeti come Neruda e Satta. Il risultato finale è stata la descrizione, tanto psicologica quanto artistica, di un universo inquietante e minaccioso di cui è sempre bene raccogliere e non rigettare mai la sfida. La mostra, che si è chiusa nei giorni scorsi, avrà presto un seguito. A giorni sarà allestita nei locali dell’aeroporto di Fertilia (luogo quanto mai indicato per incrociare sguardi, filtrare paure, osservare ciò che di solito sfugge alla vista) e prossimamente farà capolino anche in due scuole di Firenze e Lodi, dove insegnanti e dirigenti scolastici hanno chiesto di ospitarla. (g.pu.)
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Un vero peccato che non ho potuto , SIC , usare la mia macchina fotografica perchè un giono avevo le pile scariche e gli altri giorni perchè me la dimenticavo . Pero ho provveduto : 1) riportando l'url (http://snipurl.com/q404 se nel caso fosse cancellato o non più presente in quanto è un autore oltre che profilico in continuo movimento e in word progres eccovelo qui a sinistra direttamente dal mio pc










