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13.1.26

La differenza la fa chi resta

 


















Non aiuti un ragazzo togliendogli qualcosa.

Lo aiuti dando qualcosa che spesso gli manca: una presenza che non si spegne.

Perché un adolescente non cerca un’app.

Cerca qualcuno che regga il suo mondo quando trema.

Qualcuno che non cambia strada se lui è confuso, agitato, arrabbiato o silenzioso.

A volte ci illudiamo che basti limitare gli schermi, controllare gli accessi, ridurre le ore online.

Ma un ragazzo non si salva spegnendo un telefono.

Si salva quando capisce che non deve urlare per essere ascoltato.

Che non deve recitare una parte per essere accettato.

Che non deve ferirsi per essere visto.

Un ragazzo si salva quando trova un adulto che rimane.

Che si siede accanto anche quando non sa da dove iniziare.

Che lascia spazio alle parole ma anche ai silenzi.

Che non giudica, non minimizza, non si spaventa delle sue emozioni grandi.

A volte basta un gesto semplice:

un “sono qui se vuoi”

detto con sincerità, non per dovere.

Perché quando un adolescente percepisce che qualcuno c’è davvero — non di passaggio, non a metà — allora inizia a respirare diverso.

Allora capisce che il mondo fuori può essere duro, ma non è tutto così.

Che esiste un posto dove non deve essere perfetto.

Un posto dove può essere fragile senza sentirsi sbagliato.

Questa è prevenzione:

non controllo, ma cura.

Non regole, ma relazione.

Non distanza, ma presenza.

Restare accanto non risolve tutto, è vero.

Ma fa la differenza tra sentirsi soli e sentirsi al sicuro.

E per un ragazzo, questo cambia tutto.

L' Eco del Silenzio 

 

8.8.22

IL RIMORSO DI EATHERLY (Il pilota di Hiroshima)

  ho aspettato  prima  di scrivere    tale  post   perchè   nella  mia  ingenuità credendo che   vista  l'attualità  della  guerra    che  su  tale  evento  ormai storia     ci  fossero  il solito  classico    fiume  d'inchiostro   celebrativo invece    è  passato   quasi  in silenzio   .Ma quel  che  è  peggio   che   si  è, solo parlato  dei  fatti  più noti     di tale evento  ,  ma  si   ci  si  dimentica   come spesso succede     dei retroscena   come  (  esempio  vedere    slide  a sinistra  )    quello  della    vicenda  del  2  pilota      protagonista della vicenda    storica avvenuta   nel  lontano  6\8\1945 . Ma  ora   basta    con  i Pipponi  ,  vi lascio    sulle  note    della struggente  e  bellissima  il Pilota  di Hiroshima  dei Nomadi

Articolo di Rosella Reali  da Email:Info@Viaggiatoriignoranti.It
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IL RIMORSO DI EATHERLY (Il pilota di Hiroshima)
Nella vita non bisogna avere dubbi, non bisogna mostrarsi scettici, né tantomeno deboli...
Metti la bomba atomica sganciata su Hiroshima il 6 agosto 1945...
Paul Tibbets fu il pilota che sganciò la bomba... a distanza di anni commenterà: “Non mi posi un problema morale, feci quello che mi avevano ordinato di fare. Nello stesse condizioni lo rifarei”.
Lasciò l'aeronautica a cinquantun'anni anni col grado di generale di brigata e morì a novantadue anni.
Claude Eatherly invece, fu il pilota mandato in avanscoperta per scegliere l'obiettivo, in base alle condizioni atmosferiche, tra Hiroshima, Kukura e Nagasaki. Una volta dato l'ok per Hiroshima si allontanó, come da disposizioni ricevute, ma non abbastanza. Quello che vide non lo abbandonerà più.E fece l'errore più grande: si pentì.



Finita la guerra si congedò, rifiutò la cospicua pensione e dispose che quei soldi fossero devoluti alle vedove dei suoi compagni morti in guerra. Tentò diverse volte il suicidio, il suo rimorso fu "curato" negli ospedali psichiatrici. Dopo un lungo rapporto epistolare col filosofo tedesco Günther Anders, si convinse a scrivere una lettera di scuse ai superstiti di Hiroshima. Questi gli risposero che in fondo anche lui non era che una vittima della bomba atomica. Solo in quel momento la sua situazione psichica migliorò. Morirà a sessant'anni per un tumore. Due piloti, due uomini. Se l'eroe Tibbets fu inserito nella National Aviation Hall of Fame, per Eatherly ci sarà solo il perdono dei nemici.Il suo mondo che era pronto ad onorarlo per la sua partecipazione al massacro, si rivolse contro di lui. Il pentimento fu la sua condanna.