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01/11/19

I bambini disertano la scuola per un giorno per protestare contro la presenza di una compagna disabile. Il caso riguarda una scuola primaria di Cornegliano Laudense (Lodi)



di cosa stiamo parlando


BAMBINI CONTRO COMPAGNA DISABILE/ Senza fatica e attenzione la realtà ci sfugge
In casi come questo, è facile indignarsi per il sordo interesse di chi è più fortunato. Invece è meglio ragionare, per capire le cause di tanto distacco.





LaPresse



I bambini disertano la scuola per un giorno per protestare contro la presenza di una compagna disabile. Il caso riguarda una scuola primaria di Cornegliano Laudense (Lodi) nella quale i genitori hanno preso una decisione senza mezzi termini per contrastare il rischio che i figli venissero penalizzati nell’apprendimento scolastico. La presenza di una bambina con particolari difficoltà, a loro giudizio, avrebbe infatti comportato disagio e rallentato l’attività didattica.
Non è mancata la reazione del Collegio dei Docenti che in un comunicato ribadisce “con forza e determinazione che l’idea dell’inclusione, oggi più che mai, è parte integrante e fondante del corredo genetico di questa istituzione scolastica” e sottolinea il principio irrinunciabile di una “scuola aperta a tutti” secondo l’articolo 34 della Costituzione.
Difficile commentare la notizia senza sfoderare argomentazioni scontate che finirebbero per suggerire una separazione manichea: da una parte l’ottusa insensibilità di genitori indubbiamente da criticare e dall’altra l’illuminata difesa di diritti irrinunciabili propugnata dalla comunità scolastica da difendere a spada tratta.
In realtà le .... continua qui

Io non avrei saputo scrivere di meglio su tale problema . Un articolo illuminante e critico contro tali 💩🗣️🤬😡😖😠🤮 di genitori . Mi verrebbe d'augurargli la legge del contrappasso cioè a capitasse a loro o ai loro figli o nipoti quello che loro stanno facendo a lui e a quella famiglia . Soprattutto a quello pecora che dice sì è poi invece di sforzarsi per mettere in pratica quanto detto cosa fa ?! Appoggia quelle 💩 degli altri genitori e delle loro futili paure

18/02/19

storie di ordinaria discriminazione e di razzismo le dichiarazioni imbelli ( metaforicamente parlando ) di Silvia Sardone a piazza pulita del 15.2.2019

Leggo su



Abolizione del suffragio universale15 febbraio alle ore 17:52
Ieri sera è andata in onda una scena deprimente come poche a Piazza Pulita. La consigliera regionale Silvia Sardone, ex Forza Italia non amata perfino dalla Lega, una inseguita dalla Corte dei conti da anni per un danno erariale di 244 000 euro per una brutta storia legata alla sua presidenza in Afol, si è scagliata contro un’egiziana che vive in una stanzetta di pochi metri quadrati senza riscaldamento e piena di scarafaggi con i suoi figli di cui uno talassemico, piccolissimo, che dovrà subire un trapianto di midollo.

La stanza con pareti di legno è in un’ex fabbrica occupata, che a marzo Rania dovrà lasciare. E non può ottenere una casa popolare perché a Sesto San Giovanni, dove il sindaco è il marito della Sardone, le vengono richiesti documenti di complessa reperibilità in Egitto, che attestino che non ha ville o lingotti nascosti nel suo paese.
Vi prego di guardare come la tizia si scaglia contro questa donna piena di dignità.
E la tizia è stata la seconda più votata alle regionali in Lombardia eh.
Che brutta deriva.
Ma brutta davvero.

scusate  se   non commento   ma  due  parole  sono troppe  ed  una  è  poco

17/12/18

Omosessualità e aborto, le bufale pro-vita arrivano a scuola. È ora di dire basta

premetto  che  : 

1) sono  contro l'aborto specie  se  usato a  scopo   anticoncenzionale  . Ma  perchè  debbo    vietarlo  e    giudicando  o lanciando  ....  fango   chi lo pratica    costringendoli   all'aborto  clandestino o se   hai  soldi in svizzera  o cliniche  private .  Ma  sopratutto     condanno  è  mi fa  schifo :  chi lo  combatte  sia    con bufale  \  disinformazione  ed  falsità  ascientifiche     , ma  sopratutto     non rispettando  le  scelte  altrui ,  giudicando    , ed  additandole    come  criminali  .
2) Essendo  etero   mi danno fastidio   e  mi turbano   certi atteggiamenti   esibizionisti  e contro natura  , vedi utero in affitto  ,  del mondo  omosex  e  Lgbt . Ma  il ragionare   in quel modo   citato dall'articolo sotto riportato  ,  e  con teorie   prmai  arcaiche  ed  ascientifiche   mi  sembra   nn solo  omofobo  ma    sessualmente    discriminatorio    verso cooro   che hano  una sessualità   differente 










Omosessualità e aborto, le bufale pro-vita arrivano a scuola. È ora di dire basta





Alcuni avvenimenti degli ultimi giorni hanno coinvolto i movimenti pro-vita e i soliti alfieri dell’omofobia. Questi evidenziano non tanto la forza primigenia che agita quel mondo – l’odio per il diverso – quanto il metodo usato per far breccia nella società: la menzogna. Menzogna infarcita da una certa dose di mistificazioni. Vediamo perché.Cominciamo dal caso di Silvana De Mari, medico e scrittrice fantasy divenuta famosa per le sue dichiarazioni sulle persone Lgbt. In più occasioni la signora ha messo sullo stesso piano omosessualità e satanismo, gay e pedofili. Per questa ragione è stata portata in tribunale dal Coordinamento Torino Pride e Rete Lenford ed è stata condannata per diffamazione, poiché ha offeso “in più occasioni l’onore e la reputazione delle persone con tendenza omosessuale”. Un organo dello Stato ha dunque stabilito che mettere nello stesso calderone Satana, i pride e qualche prete che ha mal interpretato le parole di Gesù “lasciate che i bambini vengano a me” è un crimine. Sulla sua bacheca, tuttavia, si poteva leggere un’altra storia (il post è stato poi rimosso, come lei stessa spiega): e cioè che è stata assolta.

Adesso, è vero che tra i capi d’accusa, uno è caduto. Ma emergono due fatti:
1. è stata condannata a un risarcimento cospicuo. Non solo deve pagare la multa di 1500 euro – l’accusa ne aveva chiesti solo 1000 – ma anche risarcire le due associazioni che l’hanno denunciata con 2500 euro ciascuna;
2. la giustizia del nostro Paese condanna l’omofobia. Manda a dire a quelli come la signora che non c’è cittadinanza per discorsi come i suoi. Che il suo modo di pensare è apolide, in uno Stato di diritto. Questo De Mari non lo dice.

Ancora, in un liceo di Monopoli è stato proiettato un video contro l’aborto. Si tratta de L’urlo silenzioso, un filmato del 1984 talmente cruento che è stato vietato ai minori di 18 anni. Il docente di religione, che invece ha usato il suo ruolo per fare ideologia contro l’autodeterminazione delle donne, lo ha fatto vedere in prima liceo. Senza il consenso dei genitori. Emerge anche che qualche giorno prima nella stessa scuola sia stato invitato il Movimento per la vita, che ha parlato dello stesso tema dicendo che “la pratica dell’aborto prevede che si estraggano pezzi di gambe e braccia di bambini già formati”. Non è la prima volta che avviene un caso del genere.
La cosa inquietante è che quel documentario è stato bocciato dalla comunità scientifica, in quanto “disseminato di inaccuratezze, affermazioni false e esagerazioni, scientifiche, mediche e giuridiche”. Nel film, infatti, si dice che il feto alla 12esima settimana emetta un urlo silenzioso nel momento dell’interruzione di gravidanza. I medici negano categoricamente tutto ciò, in quanto il cervello e l’apparato respiratorio non sono ancora sviluppati. A scuola non si insegnano le bufale. I supporter “pro-vita”, a quanto pare, ignorano questa disposizione. Per prolife et similia, le associazioni che cercano di fare educazione alle differenze a scuola veicolerebbero idee bislacche e ascientifiche, per non dire criminali. Tra tutte, che si può diventare uomini e donne da un giorno all’altro. Con lo scopo di pervertire le giovani generazioni. I percorsi di educazione alle differenze, sempre secondo tali personaggi, si farebbero in semiclandestinità, tenendo all’oscuro i genitori. E invece questi casi dimostrano che sono loro, i prolife, a usare queste “modalità”: ovvero bufale e azioni fatte senza il consenso delle famiglie.Sempre nella narrazione omofoba, i ragazzi che fanno i percorsi di educazione di genere, in cui si dice che non bisogna picchiare il compagno perché gay – loro, i prolife, parlano di “gender” in questi casi – tornerebbero poi a casa sconvolti. Ci hanno pure fatto un filmato, su questa cosa. I fatti di Monopoli parlano invece di adolescenti turbati proprio dal video imposto dal docente di religione. Il bue, insomma, dice cornuto all’asino. Si ha la sgradevole sensazione, insomma, di essere di fronte a personaggi che se fossero vissuti in altre e ben tristi epoche non avrebbero avuto problemi ad accendere la pira sulla quale sacrificare la strega di turno. Oggi, per fortuna, abbiamo ancora lo stato di diritto e l’azione di queste persone è limitata dalle leggi e dal vivere civile. Non potendo fare roghi di libri e esseri umani, bruciano sul patibolo delle loro credenze ragione e verità scientifiche. Forse sarebbe il caso che questa gente – compresi certi insegnanti di religione – venisse tenuta ben lontana dalle nostre scuole.

O quanto meno visto la delicatezza di tali tematiche parlarne in modo non ideologico e disinformato ma in modo informato e possibilmente con un contradditorio fra i pro ed contro cosi che ciascuno possa farsi una sua idea o decidere a quale aderire . Ma sopratutto evitare che se ne parli come qualcosa , in qiesto caso dell'aborto come una procedura chirurgica semplice e indolore. Ma purtroppo non è così perché lascia ciccartici profonde nell'animo delle donne che lo fanno. Una società civile dovrebbe essere in grado di offrire l'aborto come ultima scelta tra tante di vita. Purtroppo non è così, almeno in Italia, dove si smantellano i consultori e progetti che vanno in questa direzione lasciando sola  la  donna   o portandola  ad aborti clandestini   o  ad  abbandono   del neonato oppure nell'impossibilità d'eseritare il suo diritto d'abortire in quanto ipocritamente ( ovviamente senza generalizzare ) molti medici sono obbiettori . Infatti ----- secondo questo articolo di Di Silvia Nazzareni del 17 Dicembre 2018 - 16:08 per
https://www.thesocialpost.it/2018/12/17 ------ [....] A più di 40 anni dalla legge sull’aborto, sembra che siano stati fatti passi indietro anziché passi avanti sulla libertà femminile nei riguardi del proprio corpo. È difficile immaginare quali possano essere state le conseguenze a livello psicologico della visione di questo video da parte di ragazzi e ragazze di 14 anni, in un’età fragile e che vede i giovani già rapportarsi al sesso con numerose diffidenze e paure.
terzo mese gravidanza
Un feto alla fine del terzo mese di gravidanza
SEBASTIAN KAULITZKI/SCIENCE PHOTO LIBRARY
Nonostante sia stato ormai ri badito e assicurato a livello normativo che il diritto all’aborto debba essere garantito e preservato, sono ancora molte le associazioni che promuovono un terrorismo psicologico che porti i giovani ad avere paura del sesso e ad approcciarsi in maniera distorta e negativa al rapporto con sé stessi e con un possibile partner. Questo fenomeno, se non bloccato tempestivamente, rischia di portare allo sviluppo di generazioni impaurite, poco coscienti delle proprie libertà e dei prorpi diritti, e sicuramente male informate sui fatti.
IL video in questione non è un inedito degli ultimi tempi: si tratta di un breve documentario di circa mezz’ora girato nel 1984 e nel quale appare il medico pro-vita Bernard Nathanson. Il film ha il titoloIl grido silenzioso, ispirato all’ “urlo” che secondo il medico il feto cercherebbe di emettere, aprendo la bocca, negli istanti in cui avviene l’aborto. Il video non è adatto a un pubblico sensibile: oltre a spiegazioni estremamente enfatizzate e crude, sono presenti immagini di aborti veri e proprio praticati su alcune donne. All’epoca dell’uscita del documentario ci fu molta attenzione mediatica su di esso e si riunì anche una commissione medica organizzata da Planned Parenthood che ha concluso che il filmato, oltre ad essere molto inaccurato, veicolava dati falsi e molte bugie a livello medico-scientifico. Nel video Nathanson attribuisce un’anima molto definita e già complessa, nonché una sorta di personalità a un feto, il che è stato ritenuto falso e tendenzioso da un punto di vista etico-giuridico

Oltretutto nel video si sente Nathanson parlare di pezzi di “gambe e braccia che vengono strappati”, frasi riportate anche dall’associazione pro vita Movimento per la vita, che si è occupata di introdurre il video alle classi e di argomentarlo. .[....] Ludovico Abbaticchio, garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza della regione Puglia, ha definito il fatto come “intervento deviante e terroristico nei confronti di minorenni”. Il garante ha anche dichiarato di volersi rivolgere alla procura dei Minori per andare in fondo alla questione.

18/10/18

gli italiani e l'immigrazione tra buonismo , razzismo , severità eccessiva

Dall'amica  ed compagnadistrada   Daniela  Tuscano   apprendo  questa  news   : 

Questa Donna ha sgominato un traffico di prostitute, fatto arrestare una valanga di persone e collaborato con la Polizia a tradurre intercettazioni dall'albanese, siccome i nostri "tecnici della scientifica" conoscono tre lingue: il barese, il bolognese e il napoletano.
E nonostante tutto, siamo a QUESTO.
V-E-R-G-O-G-N-A-T-E-V-I. Voi, siete INDEGNI di avere la cittadinanza Italiana, altro che "Funzionari dello Stato. VOI.






 questa  è a mia risposta , datagli nel post   riportato  sulla  nostra pagina   fb   appendice di questo  blog 

Cara Daniela
  Non ti  biasimo e  non hai tutti  i  torti  . Ma non bisogna per questo prendersela solo con gli agenti ed i funzionari dello stato che in questo caso sono l'ultima ruota del carro .Infatti essi devono eseguire nolenti e o dolenti gli ordini \ le dirrettive possono solo ottenuarli come in questo caso https://bit.ly/2AhR0j8 (  chi  vuole    puo' anche  non  cliccare  sul link   e leggere  l'articolo   sotto  )  o ubbir  tacendo .





Cose belle che a Salvini non piacciono (di Giampaolo Cassitta)Cose belle che a Salvini non piacciono (di Giampaolo Cassitta)


Postato da: Giampaolo Cassittail: ottobre 15, 2018 In : https://www.sardegnablogger.it/



Viaggio settimanalmente sul treno Sassari-Cagliari e con me, in maggioranza, ci sono ragazzi extracomunitari. Molti di loro scendono a Chilivani, altri ad Oristano, molti arrivano sino al capolinea. E’ un viaggio che faccio ormai da circa tre anni e quasi mai mi sono imbattuto in persone che non pagano il biglietto. Tutti, extracomunitari compresi, mostrano al controllore il loro documento di viaggio obliterato. Mi è capitato di leggere che sul treno Iglesias- Cagliari sette emigranti sono stati fatti scendere da una capotreno che li ha sorpresi senza biglietto. Avevano torto perché il biglietto si paga. L’altro giorno però ho assistito a qualcosa di incredibile e che solo in Italia può capitare. Il capotreno chiede il biglietto a tutti. Davanti a me un ragazzo extracomunitario che mostra il suo. Il controllore osserva la validità e subito si rende conto che quel biglietto è scaduto. Il ragazzo aveva acquistato il biglietto qualche giorno addietro ma non l’aveva utilizzato. Con le nuove regole – secondo il mio parere assurde – quel biglietto è emesso in una data giornata e vale solo per ventiquattro ore dall’acquisto. Poi, è da buttare. Il ragazzo, visibilmente ansioso, dice che lui non lo sapeva, che il biglietto lo aveva regolarmente pagato e che non era riuscito, quel determinato giorno ad utilizzarlo. Probabilmente è vero. Ha una faccia convincente. Il capotreno vacilla tra la dura lex ed il buonsenso. Si guarda intorno e attende che qualcuno gli suggerisca qualcosa, si aspetta quasi che qualcuno dica “lasci perdere”. Sono tentato di dirgli di provare a soprassedere, quando afferma che dovrà mettergli la multa: sessanta euro. Che il ragazzo non ha. Il capotreno si guarda intorno e quei pochi presenti lo osserviamo come sospesi. Ci sembra un moderno arbitro in attesa di una risposta da parte del VAR. Risposta che, ovviamente, non arriva. Ci pensa lui, da arbitro di vecchi tempi a risolvere la questione. “Quanti soldi hai?” chiede al ragazzo. “Dieci euro” risponde quello, sconsolato. “Bene. Stiamo per arrivare a Macomer. Scendi e fai il biglietto per Cagliari. Costa 11 euro. Te ne manca uno”. Lo dice guardandomi distrattamente, ma lo dice per cercare complicità. Chiaramente porgo l’euro al ragazzo che scende alla stazione e velocemente si reca in biglietteria per il biglietto lasciando tutta la sua roba sul sedile. Comincio ad essere un po’ ansioso. Chissà se riesce in tempo a farsi emettere il biglietto. Magari c’è la fila, magari qualcuno gli fa perdere tempo, il treno riparte e lui rimane a Macomer e le sue cose sul sedile. Poi, mi rendo conto che il capotreno, sornione, è sulla porta del treno che lo aspetta. Solo quando lo vede arrivare fischia e il treno riparte.
Il ragazzo rientra e sorride. Porge il biglietto al capotreno che appone la sua formale vidimazione. Lo fa guardandomi con sincera e fiera complicità. Sorrido e mi viene in mente in un attimo, la locomotiva di Guccini: “trionfi la giustizia proletaria”. E’ solo un vecchio rigurgito giovanile ma lui, il capotreno, lo vedo come un piccolo eroe che è riuscito, degnamente, a risolvere un piccolo problema. E intanto corre corre la locomotiva…


Molti   salvinisti    e  non mi riproveranno    dicendo  che   dovrebbero pagare  il  biglietto     e che  hanno rispetto ai noi italiani troppi privilegi   e  che  è giusto   che   la legge  è uguale per  tutti .  e  fare quello che  ha  fatto   questa bigliettaia   è  giusto 

                                             


CAGLIARI. "Onore a questa capotreno che, in Sardegna, fa scendere un gruppo di scrocconi! Il clima è cambiato, tolleranza zero con i furbetti, anche con un uso massiccio delle Forze dell’ordine. Se vuoi viaggiare, paghi come tutti i cittadini italiani perbene!". Con questo messaggio social (facebook e twitter) il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha commentato il comportamento della capotreno che stamattina sul convoglio da Villamassargia a Cagliari ha fatto scendere oltre trenta stranieri a bordo, senza biglietto.  

 

Certo  è giusto tutti  siamo uguali davanti alla legge  senza  distinzione  di  etnica  ,  religiosa  o altro   .  Ma   : 1)   la legge  va applicata   tutti  non solo  agli stranieri  ,    sapessi  quanti  ce  ne  sono  d'italianio che non pagano  sui  mezzi pubblici    danno false  generalità    con nomi  d'altri  o  inventati  .,  2)  c'è modo  e  modo    di  farlo   si  può  o essere  duri  senza perdere la tenerezza    ed  essere  rispettosi     degli altri   , infatti treniitalia  sta  indagando  sullle  espressioni  ed  il modo usato  da  questa  bigliettaia   .,   3) fare  una  soluzione  intermedia    come  quella  raccontata    da  Giampaolo Cassitta    nel post  sopra  


22/06/18

Coppia israeliana dà 5 a un albergo di Pavia e riceve mail razzista

 CANZONE   CONSIGLIATA
Brunori Sas - L'uomo nero (audio ufficiale) 

Sia  che  siano  stati  pessimi  clienti    non  si dovrebbe nai scadere  nel razzzismo e nella  discriminazione  .  Anche  mandare  Fncl  è  un arte    che  va  saputa  fare  .
Cerrti  fatti   , come  quello che  riporto sotto  ,   ti  tolgono  le  parole  e  ti sconfortano ancora  di più  soprattutto   quando   un popolo ha  subito  ( ed  ancora  subisce )   un odio   e le  conseguenze  di capro  espriatorio  per  milleni .   Inizialmente. per  astruse teorie   religiose  e pseudo scientifiche  ed  ora  causa  di politicanti  imbelli che  applicano    a gli altri     quello  che  il loro popolo ha  subito   nel corso della storia

Da https://www.msn.com/it-it/notizie/italia/
.

     Coppia israeliana dà 5 a un albergo di Pavia e riceve mail razzista

© Fornito da La Repubblica Il chiostro della Cerosa di Pavia,
 nell'omonimo comune a pochi km da Pavia 

Una coppia israeliana soggiorna in un hotel di Certosa di Pavia. Al momento di lasciare un feedback su Internet non si mostra troppo soddisfatta. Il voto è 5. Non appena il voto viene pubblicato all'indirizzo mail della signora arriva una email in inglese dai toni minacciosi che dice: "Voi ebrei non siete mai contenti. Non Non lamentatevi allora se in Europa stanno tornando i nazisti e i fascisti. La ragione esiste: voi".
"Tremavo quando ho letto il messaggio", ha raccontato al giornale israeliano Yediot Ahronot Bella Nudelman che, insieme al marito Boris e a una coppia di amici, ha pernottato nell'hotel durante un recente viaggio.




Boris and Bella Nudelman

La signora, tra l'altro, ha spiegato al quotidiano di aver assegnato quel voto "erroneamente e senza prestare attenzione" per un soggiorno che invece è stato "buono e piacevole" .Ne è nato un caso. Il giornale israeliano [ trovate   qui  l'articolo    da    cui  ho preso  la  foto   dei due  protagonisti   ]
 ha contattato la direzione dell'hotel, che si è scusata e ha detto di aver sospeso il dipendente, autore della mail, in modo da risolvere i "suoi problemi comportamentali". Intanto Booking.com ha chiuso sulla propria piattaforma l'accesso alle prenotazioni dell'albergo.







proprio tale vicenda , la punta dell'icerbeg di quello che sta succedendi in europa ed in italia , mi ha portato a vedere ( avevo perso tale  puntata e l'ho rivista con rai replay ) la 1 puntatadella trasmissione inchiesta in 6 puntate “La difesa della razza” di Gad Lerner dedicata a gli  ebrei.  Una   puntata istruttiva  che mi permesso di  approfondire  alcune  cose    ed  apprenderne altre   e ha  rafforzato il mio antisemitismo pur  rimanendo  critico   (  antisionista  come  mi chiamano altri  )  verso il sionismo   e  lo stato   d'israele  come ho confermato  nelle righe iniziali 




13/04/18

razzismo subdolo Nessuno vuole affittare una casa alla famiglia di origine pakistana





da http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2018/04/11/news

Nessuno vuole affittare una casa alla famiglia di origine pakistana


«Ci dicono che la casa è disponibile, ma appena diciamo che veniamo dal Pakistan trovano qualche scusa per non affittarcela»: Mina, che è pakistana ma che nella parlata non ha alcuna inflessione





PADOVA. 

«Ci dicono che la casa è disponibile, ma appena diciamo che veniamo dal Pakistan trovano qualche scusa per non affittarcela»: Mina, che è pakistana ma che nella parlata non ha alcuna inflessione straniera, non riesce a trovare una casa per lei e la sua famiglia: mamma, papà, un fratello piccolo e un cugino. Continua a cercare fra gli annunci e a chiamare, ma niente. Al telefono va tutto bene, ma quando rivela le sue origini le cose cambiano.«Non vogliono avere a che fare con noi. Si inventano mille scuse per non affittarci la casa». Eppure il papà di Mina lavora con un contratto a tempo indeterminato. «Nemmeno questo basta. E così, ora che siamo stati sfrattati dalla casa di via Manara, dove viviamo, non sappiamo come fare». Un caso purtroppo non isolato. Ce ne sono molti di simili, come evidenzia l’Adl Cobas, che ieri mattina insieme a Sportello Meticcio ha organizzato un sit-in proprio davanti all’Ufficio Casa di via Tommaseo, per riportare sotto i riflettori l’emergenza abitativa. 

Purtroppo il fenomeno della casa e degli affitti non riguarda sono i nuovi italiani o exstracomunitari . Infatti sempre secondo questi articolo

Un caso purtroppo non isolato. Ce ne sono molti di simili, come evidenzia l’Adl Cobas, che ieri mattina insieme a Sportello Meticcio ha organizzato un sit-in proprio davanti all’Ufficio Casa di via Tommaseo, per riportare sotto i riflettori l’emergenza abitativa. «Oltre ai casi come quello della famiglia di Mina, ce ne sono moltissimi di difficili. Soprattutto quando si parla di case dell’Ater e del Comune» spiega Riccardo Ferrara di Adl Cobas. «Stiamo assistendo a un preoccupante ritorno degli sfratti per morosità, quando ci sono 600 alloggi pubblici vuoti, di cui 500 dell’Ater, e 1200 famiglie in attesa, a fronte di 80 assegnazioni l’anno». Questo, secondo il sindacato, a causa di una mancanza di  
discussione e accordo tra Ater e Comune. «L’Ater preferisce lasciare vuoti i propri alloggi, mettendone a disposizione 20 rispetto ai più di 2 mila disponibili. Così blocca le le assegnazioni. La graduatoria ferma al 2015 parla da sola»


16/03/16

Bimbo russo orfano e malato, la legge gli vieta un “padre” Quello naturale non lo vuole: il piccolo sta con il compagno della madre, morta 3 anni fa. Attesa a metà aprile la sentenza del Tribunale dei Minori che deciderà il suo destino

Complimenti ai retrogradi , cattolici opportunisti , e alle manovre politike \ populiste che hanno ricattato perchè fosse tolta la stepchild adoption adozione del figlio del partner . La mancata approvazione crea storie come questa . E quui mi fermo perchè se continuo finisco dentro o sotto processo i potenti che hanno permesso simili schifezze hanno il coltello dalla parte del manico . A voi ogni ulteriore giudizio .

  da  http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/  del 16 marzo 2016

Bimbo russo orfano e malato, la legge gli vieta un “padre”

Quello naturale non lo vuole: il piccolo sta con il compagno della madre, morta 3 anni fa. Attesa a metà aprile la sentenza del Tribunale dei Minori che deciderà il suo destino
di Silvia Bergamin




Il piccolo con il "papà adottivo"

GAZZO PADOVANO. Ha perso la mamma, è malato e ha bisogno che il papà - non quello naturale, ma quello che lo ama e accudisce - possa prendersi cura di lui senza vincoli burocratici. Vive appena al di là del confine fra le province, a Lanzè di Quinto Vicentino, confinante con Villalta di Gazzo Padovano, un bambino russo di nove anni che è affidato al marito della mamma, morta il 10 luglio 2013 per un male terribile. La sua storia sta commuovendo tutti i paesi vicini: anche il bambino ha gravi problemi di salute, ha una forma molto aggressiva di malattia ed è in trattamento a Oncologia pediatrica a Padova; è rimasto con il marito della mamma, il 40enne Carlo, perché tra loro s’è creato un rapporto di grande affetto, un legame più forte della genetica.
Il padre biologico del bambino vive in Russia, a Orenburg: ogni atto burocratico (banalmente, firmare una pagella del figlio) competerebbe a lui, anche se da tempo ha mostrato di non tenerci affatto a esercitare la patria potestà. Ma la situazione è complicata dalle leggi che regolano questa materia delicatissima. Difatti tutto ora dipende dal Tribunale dei minori: i giudici si esprimeranno il 15 aprile sul futuro del bambino che, qui in Italia, ha trovato una vera famiglia, ma che secondo le leggi dovrebbe tornare nel Paese d’origine e farsi curare là.
Toccata dalla vicenda di questo piccolo, che non può certo rinunciare alle terapie già avviate da tempo a Padova e rivelatesi più efficaci per curare la sua malattia, si è attivata la deputata Pd Daniela Sbrollini: «Ho parlato con il ministero: stanno seguendo da vicino la questione; per prassi, devono aspettare la sentenza di appello. In base all’esito, sia il Parlamento sia il Governo sono pronti a intervenire immediatamente perché il bambino rimanga in Italia con il padre Carlo». Il Governo sta seguendo la partita sia con il Guardasigilli sia con la Farnesina; in queste settimane il dialogo diplomatico tra Italia e Russia si sta intensificando. Sbrollini, con l’associazione Team For Children, si è da subito messa in moto.
Una storia che fa riemergere la mancata approvazione della normativa sulla stepchild adoption: «Carlo avrebbe potuto adottarlo e il pericolo che il bimbo possa tornare in Russia senza garanzia delle cure mediche e della vicinanza del padre non si sarebbe presentato. Questa vicenda ci deve far riflettere sull’urgenza di alcuni
provvedimenti sulla famiglia, sui diritti e sulle adozioni e di come la politica deve imparare al più presto a far squadra per aggiornare velocemente e nel migliore dei modi le leggi così garantire i diritti a tutti i cittadini», conclude la deputata dem.

16/02/15

Messa? Sì, grazie. Non è un Paese per atei

  ti potrebero interessare 

Va bene  che il nosro paese   ha radici cristiane   , cattoliche in particolare  ,  ma    ultimanente    ci stiamo   traformando da paladini per le libertà   e tolleranza  religiosa  , in cui era ben distinta  (   anche  se  poi  il  potere politico   e poi le  dittature  populiste  e fasciste   facevano a gara  nel concedere privilegi ed  invasione    della  chiesa   nella  vita  pubblica  e  privata  )   ma  soprattutto   lotta per  separare    il potere  temporale   ( quello  politico  )  da  quello religioso ,  in uno stato confessionale  .   ottenuto  dopo  quasi un milenio di roghi , crociate  , guerre di religione  . Se  prima tale  fenomeno   era  contenuto  o quanto  meno   ristretto  adesso   sta  dfiventando  sempre più massiccio . E sono ben pochi     queli che si ribellano  .
Ho  già spiegato che   non sono ateo  , ma credente  anche  se    non in maniera   ufficiale  , ma  un paese  che si dica realmente democratico dovrebbe   garantire  anche il diritto di chi non crede    oltre che quello delle minoranze religiose  Ma soprattutto  non dovrebbe imporre a  forza  e discriminare   chi non crede  . Come sta  avvendendo secondo    questo articolo del settimanale  l'espresso

Messa? Sì, grazie. Non è un Paese per atei

Sono centinaia le segnalazioni dell’associazione Uaar di intrusioni e sconfinamenti confessionali nella vita degli italiani: funzioni in orario di lavoro, celebrazioni obbligatorie per i militari e il “bollino di buon cattolico” in caso di affidamento e adozioni. E nella scuola, laica sulla carta, nessuna alternativa all’ora di religione

di Michele Sass 


Sono piccoli gesti quotidiani, interferenze nella vita delle persone che passano quasi per scontate: la messa in orario di lavoro per società pubbliche e imprese private, cerimonie e picchetti obbligatori per gli uomini e le donne delle forze armate, la celebrazione annuale della municipalizzata capitolina Ama della Madonna della strada, “patrona presso Dio dei netturbini romani”.
Un lungo elenco di intrusioni che non risparmiano neppure i viaggi: sui voli charter con destinazioni sensibili come Fatima e Lourdes gli equipaggi sono costretti dalle comitive di pellegrini presenti a bordo a sorbirsi  preghiere ad alta quota.
Anche fare il volontario non è esente da interferenze confessionali, se decidi di dedicare il tuo tempo in associazioni come l’Avis.
Sconfinamenti che, a volte, possono prendere la forma di domande imbarazzanti: gli assistenti sociali incaricati dell’affido chiedono ad una coppia il battesimo obbligatorio per la bambina.
Sono centinaia le segnalazioni arrivate allo sportello laicità dell’ Uaar , l’unione degli atei e degli agnostici razionalisti.
Attacchi alla laicità sono all’ordine del giorno anche dove dovrebbe essere un valore condiviso: nelle scuole.
Lo scontro è aperto tra il cardinale Angelo Bagnasco e l’ufficio della presidenza del Consiglio antidiscriminazioni razziali, che la scorsa primavera ha diffuso tre libretti per “Educare alla diversità" con le linee-guida per combattere l’omofobia in classe. Apriti cielo. Bagnasco ha attaccatto a testa bassa: «Quei libretti instillano concetti contro la famiglia e la fede religiosa» Concetto ribadito anche nell’ultimo consiglio della Cei, la Comunità episcopale italiana, l’assemblea permanente dei vescovi che decide i rapporti da tenere con lo Stato italiano.
Così mentre i vescovi continuano a pensare che l’educazione sia una cosa loro, tra i banchi l’assenza di alternative a l’ora di religione è la normalità. Chi si oppone, in nome della libertà di insegnamento, della libertà religiosa, della laicità dello Stato e toglie il crocefisso in aula, viene punito .
Da Bolzano a Palermo si celebrano senza problemi messe durante l’orario scolastico, benedizioni Urbi et Orbi e feste di fine anno organizzate tra le mura dell’oratorio. A nessuna latitudine si è al riparo: a Bologna il prete di una parrocchia ha avuto l’ok dal consiglio scolastico per entrare nell’istituto comprensivo Venti e benedire studenti, insegnanti e genitori prima delle prossime vacanze pasquali.

NESSUNA ALTERNATIVA ALL’ORA DI RELIGIONE

La scelta di non frequentare durante l’ora settimanale di religione non dovrebbe essere un problema, e neppure essere discriminante per chi decide di fare altro. Sono parole ripetute in leggi, sentenze della Corte costituzionale, circolari ministeriali, ma rimaste inapplicate. Negli istituti con il simbolo della Repubblica il diritto all’ora alternativa è spesso negato, o soggetto a limitazioni arbitrarie, con disagi per le famiglie e gli studenti.
Significativo il racconto di una madre con il proprio figlio iscritto in una scuola elementare del Ravennate: «Dall’inizio dell’anno ad oggi hanno fatto l’ora alternativa una sola volta. Troppo spesso l’insegnante che doveva seguirli è stata chiamata a fare supplenze e loro sono rimasti in classe a fare dei disegni, in fondo all’aula».
Le testimonianze dei genitori per la cosiddetta “ora alternativa”, che per legge dovrebbe avere pari dignità, è un cahier de doleance. «Ho deciso di non farne una battaglia, per non mettere in mezzo mia figlia - racconta una mamma - ma so per certo che l’ora alternativa non viene quasi mai rispettata. Certo, è stato molto peggio alla materna, quando mi accorsi che nonostante avessi chiesto l’esonero la bimba rimaneva a fare religione. Me ne sono accorta quando ho visto i disegni di madonnine con il bambinello e, sopra, Dio in aereo. Protestai, ma non abbastanza, consapevole di rinunciare a un mio diritto».
Tante storie fotocopia, come racconta Massimo, un padre di Ragusa: «Ho dovuto minacciare un’azione legale alla preside per fare in modo che mio figlio non fosse parcheggiato in una “classe parallela” e gli fosse garantita un’attività. I motivi del rifiuto erano imbarazzanti: non ci sono soldi e i pochi che abbiamo sono destinati al sostegno per i ragazzi disabili. Mi sembrò una cosa meschina. La preside stava cercando di addebitare a me la responsabilità di mettere a repentaglio altri servizi indispensabili e solo con le spalle al muro trovò una soluzione».
Tanti genitori, sfiniti da questa situazione, per evitare problemi decidono di iscrivere i propri figli a l’ora di dottrina cattolica pagata dallo Stato.

SE VUOI ADOTTARE MEGLIO PRATICANTE

Anche per le delicate pratiche di adozione e affido il terreno è minato: nel colloquio con gli assistenti sociali viene chiesto espressamente come requisito necessario (anche se a livello informale) una solida educazione religiosa. Come è successo a una coppia alle prese con la possibilità di affido di una bambina: «Gli assistenti sociali hanno posto come condizione, per espresso desiderio della madre che l'ha abbandonata, l’impegno a battezzarla. Anche se il servizio dell’affido è laico, il gesto è stato valutato positivamente, perché ritengono che la bambina ne possa trarre giovamento dato che anche i quattro fratelli sono stati battezzati dalle nuove famiglie. Ci siamo rifiutati categoricamente: non possiamo iniziare un rapporto con una persona che ha bisogno di affetto, stabilità e sicurezza, con una menzogna colossale».
È assurdo che per aiutare una minorenne ad uscire da una situazione disastrata lo Stato italiano ponga come condizione che due persone, considerate idonee a gestire situazioni difficili quale è un affido, debbano snaturarsi e sottostare ad una condizione di questo genere.

VIETATO ESSERE ATEO E MILITARE

Le lettere dei militari e appartenenti alle forze armate raccontato come gli ufficiali non siano gentiluomini sul terreno delle libertà personali. «Oggi il capitano che comanda la mia compagnia ha affisso in bacheca un documento con la lista dei nominativi che dovranno partecipare alla messa natalizia tra cui compare il mio nome», scrive un militare anonimo. «Io sono ateo e non me la sento di assistere a una funzione religiosa perché ritengo che non si possa agire sulla coscienza delle persone, soprattutto su decisioni che appartengono alla sfera spirituale, ma la lettera è firmata in calce e ha valore di comando che non posso non eseguire».
Tutti i militari sono sottoposti a dosi massicce di messe, picchetti e rappresentanze in funzioni civili e religiose. Il motto “Dio, patria e famiglia” sotto le armi è considerato inappellabile. «Anni di scuole e cerimonie mi hanno mostrato le indigeribili ingerenze legalmente contemplate che la religione cattolica nelle sue svariate forme istituzionali sfoggia all’interno delle istituzioni, proprio quelle Repubblicane che io difendo», racconta un ufficiale di carriera. «La mia prima reazione, per quanto fermamente “non credente”, fu di comprensione che presto mutò in rancore quando il mio desiderio pur fermo di non partecipare alle cerimonie fu autoritariamente osteggiato e ignorato. E al primo accenno di lamentela, quando ho fatto notare che sulla mia scheda personale era scritto sotto la voce “religione” la parola “ateo”, la risposta era sempre la stessa: “È un ordine”».

LA MADONNA DEI NETTURBINI

Dalle caserme alla società a controllo statale o comunale il copione non cambia. Ecco il caso dell’Enav, la società del ministero dell’Economia incaricata della gestione del traffico aereo civile in Italia, un colosso con oltre quattromila dipendenti.
«In Enav in ogni periodo festivo c’è l’abitudine di organizzare funzioni religiose nella sala conferenze dove, col benestare della direzione, si riunisce buona parte del personale per assistere alle funzioni con conseguente perdita di ore lavorative e senza nessun obbligo di recupero. Fatto salvo il naturale diritto di credere in ciò che più si ritiene adatto da parte di ogni lavoratore, un’abitudine può essere considerata un’attività lecita e liberamente praticabile dalla direzione? È legittimo che in un ente che svolge servizio pubblico vengano organizzate tali cerimonie?», si chiede sconsolato questo anonimo dipendente.
Anche per la municipalizzata Ama, la società capitolina che si occupa di igiene urbana, al centro dello scandalo di Mafia Capitale, la linea da seguire è dettata da Oltretevere più che dal Comune.
Basta leggere questo documento, un atto d’amore per la fede cattolica: «Quello tra gli operatori Ama e la Madonna della strada è un rapporto di straordinaria devozione, consolidato progressivamente nel corso del Novecento e rimasto intenso fino ai nostri giorni. Un sentimento che ha trovato un suggello ufficiale nel 2003, quando con il decreto emesso dalla Congregazione per il Culto Divino veniva concesso di celebrare e venerare la Beata Vergine Maria con il titolo Madonna della strada, “patrona presso Dio dei netturbini romani”».
E anche la visita annuale di Papa Giovanni Paolo II alla statua di Maria (nello stabilimento aziendale di Rocca Cencia) e al presepe dei netturbini sotto Natale per ventiquattro anni di fila diventa la normalità. Da posto di lavoro a luogo di culto.


Ora  molti voi  ma  non è vero  c'è  l'articolo  7  della costituzione italiana  . Balle  l'articolo  7    dice   in particolare  il primo comma  : << Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.>>
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi.
Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

E poi c sono  anche  sentenze  costituzionali    che  dicono    che  quello  che si sta  facendo , vedi articolo  sopra    è  al limite della legalità , se  non addirittura   illegale  .  Infatti  la  libertà di scegliere  o meno se  avvalersi   dell'ora  di religione   è anche accettata    dalla riforma   dei patti lateranensi . Ora   chiedo  ai veri  credenti  o ai credenti  per opportunismo \  convenienza    se   nel nostro paese  ci fosse  unaltra religione   tradizionale  e  vi  vietano e   ve la  impongono  a  scapito della  vostra     vi farebbe piacere ?

12/02/15

occhio ai bufalisti che le loro bufale razziste posso diventare reato . partono le prime segnalazioni del'Unar ( ufficio nazionale anti discriminazioni )

Finalmente  era  ora    che  anche  l'ufficio  nazionale antidiscriminazioni (  http://www.unar.it/ ) se ne accorgesse  , non se  ne poteva più  . Capisco   una bufala  in cui possiamo incorrere  tutti  , sottoscritto compreso  , ma   non  le menzogne     cioè quelle  usate  come  esempio   questa   a  scopo  politico \ ideologico . eccone  un esempio preso  tramite  oknews   dal sito http://www.butac.it/  -  https://www.facebook.com/BufaleUnTantoAlChilo
 
Matteo Salvini: una ne fa, cento ne pensa. Anche a questo giro ci ha regalato una piccola nota disinformativa sul profilo Facebook e Twitter.
 elpaissalvini

La notizia di El Pais la trovate qui, ma la parola kamikaze non viene mai usata: l’articolo parla solo di come tra gli immigrati possano anche nascondersi elementi che viaggiano con documenti falsi forniti dai jihadisti. Documenti direttamente prodotti dall’ISIS.
El Pais oltretutto identifica tre percorsi con i quali questa gente sembra arrivare in Europa, ma nessuno dei tre vede l’Italia protagonista.
  • Ruta terrestre desde África.
  • Con escala brasileña
  • Desde Asia oriental
La mayor parte de las personas procedentes de esos países en conflicto salen por tres vías. Una africana, que es fundamentalmente terrestre y que culmina en el Centro de Estancia Temporal de Inmigrantes (CETI) de Melilla. Otra sudamericana, que hace escala en Turquía o Grecia, pasa por Sudamérica y aterriza en España para despegar hacia otros países del norte de Europa. Y una tercera europea, que culmina en Reino Unido, pero que hace escala en otros países europeos.
La maggior parte delle persone provenienti da questi paesi in conflitto arriva in tre modi. Un africano, che è principalmente terrestre e finisce presso il Centro di permanenza temporanea di immigrati (CETI) a Melilla. Un altro sudamericano, che si ferma in Turchia e Grecia, passando per il Sud America e da li in Spagna per poi traslocare in altri paesi del nord Europa. E un terzo europeo, che si conclude con la Gran Bretagna, ma si ferma anche in altri paesi europei.
Insomma l’Italia non viene nominata da El Pais, i kamikaze neppure, sebbene si accenni alla possibilità di una presenza di veterani.
Ma allora, che cosa dice Salvini?
Matteo, tu sei un europarlamentare. Sulla tua bacheca vorrei leggere più spesso come vadano le riunioni dell’Europarlamento. Vorrei sapere se avete discusso di quote latte, se avete elaborato nuovi piani per il futuro del nostro paese. Questi vomiti di odio religioso e xenofobo 24 ore su 24, sinceramente, stancano. Sei pagato da noi per partecipare a quelle riunioni – profumatamente, aggiungo. Smettila di fare l’attivista politico senza direzione né causa.
Ogni mese dovresti stare almeno una settimana a Strasburgo per le riunioni del parlamento. Lo fai? Dovresti far sentire la voce italiana, dare la tua opinione da politico e non da urlatore. Lo fai? La politica non è un gioco da social network: si fa lavorando, non urlando. Io non ce l’ho con la Lega o con qualcuno in particolare, ma quando vedo scene così mi viene seriamente il latte alle ginocchia.

 
lo so che  da libertartio mi secca  che lo stato   intervenga    a fare  lui una cosa  delg enere  che dovrebbe  essere  fatta   dai noi cittadini  . Ma  amali estremi mali rimedi   . Se noi cittadini , non importa  che ragruppamento politico  sia   non  sappiamo regolarci  da soli e   giusto chje sia  qualcuno d'esterno  che lo faccia per  noi  . Come  sta  facendo  L'unar 







Perchè  stiamo rischiando una brutta  deriva che  va  ben al di la  dela semplice  difesa    delal propria identità contro una  globalizzazione neo liberista ( relativismo culturale  )   che  distrugge   o anzi peggio omologa

23/09/14

"Sfavorita perché non faccio la chemio" La storia Giuditta doi Matteo insegnante di 47 anni malata di cancro

"Questo articolo non vuole invitare nessuno a servirsi della cura di cui si parla. È solo la storia di una donna che vuole essere libera di curarsi come crede senza per questo perdere buona parte del suo stipendio, senza il quale non potrebbe pagarsi la cura né vivere dignitosamente". Infattti l'Italia è  strano paese "La legge italiana tutela solo i malati di cancro che si curano con la chemioterapia - dice - Perché mi viene negato il diritto di curarmi come voglio?".    si  -. Infatti si da  l'ok   a pseudo cure fatte da ciarlatani come Vanoni il metodo stamina ( cercate in archivio i mie precedenti post ) e si penalizza chi fa cure alternative aver provato quelle ufficiali ( chemioterapia e trapianto di midollo osseo ) . Ora la terapia di Genson anche he se , a differenza con la stamina , con pochissime basi
Corsia di un ospedale ( immagine simbolo )
scientifiche sarà anche un effetto placebo , ma perchè punire in quel modo la persona ? Ok lo stato non ti garantisce il rimborso per quella curae lamette a carico del paziente e fin qui d'accordo perchè << Secondo una notizia divulgata dalla BBC nella clinica dell'Istituto in Messico vengono offerte "istruzioni terapeutiche" ad un costo di 4.900 dollari la settimana, mentre nel documentario Dying to Have Known Steve Kroschel (autore dello stesso) afferma che il costo è di 1.000 dollari. Alle cliniche, presenti in diverse località, si aggiungono le attività di formazione e le conferenze a pagamento, condotte in tutte le parti del mondo, che fanno della diffusione di questa presunta terapia, priva di riscontri scientifici, un'impresa economicamente importante.>> ma perchè discriminare non dando la possibilità di lavorare , come nel caso di riportato sotto , per potersela pagare ?

 La storia di questa donna e il suo appello - chiede che anche chi sceglie ure alternative per il cancro possa per esempio avere un'estensione del periodo di malattia retribuito al 100%

daunione sarda del 23\9\2014  


26/05/12

se anche chi deve distribuire cibo ai poveri inizia a discriminare siamo messi bene

 chiunque  si a  , visto lo scarica barile  e la mancanza  d'assumersi  la responsabilità  dell'iniziativa  discriminatoria (  vedere  articolo sotto tratto  dal  quotidiano la Stampa )    perchè ci sono altri sistemi per  discernere (  di qualunque etnia e nazionalità  siano)  i  finti poveri  e  scrocconi  : <<  tanto c'è la Caritas  o la parrocchia o i servizi  sociali  >>  da  chi   , spesso più dignitosi  e modesti , veramente  soffre   e ha difficoltà  a tirare  avanti , siamo proprio  vuol dire  che  :



  da  La pellicola 'Bianco Rosso e Verdone' realizzata nel 1981 segna la seconda esperienza registica per l'attore romano Carlo Verdone.


Perchè un conto  e   controlli  per  tutti\e  indipendentemente  dall'etnia  , un conto  è  se  esso viene  fatto  solo per   una detterminata categoria  . allora  questo si chiama discriminazione 

CRONACA
26/05/2012 -

"Niente cibo a rom e clandestini"


Don Gianfranco Carlucci smentisce la paternità dell’iniziativa: «È tutto stato trascritto dalla segretaria sotto dettatura»

Il "decalogo" per gli aiuti ai
poveri scritto da un parroco.
Il sacerdote: sono le regole
del Banco Alimentare

GIUSEPPE LEGATO
MONCALIERI
Il decalogo è scritto - forse per caso - in un foglio intestato alla parrocchia di Santa Giovanna Antida, borgo San Pietro, quartiere popolare di Moncalieri.
Tra i dieci punti «richiesti per la consegna del pacco viveri agli indigenti» che viene fornito alle parrocchie dal Banco Alimentare, ci sono due condizioni, due discriminanti che sono finite al centro di un autentico caso. Si legge che i pacchi di beni di prima necessità (pasta, pane, sugo etc..) possono essere consegnati «ma non ai nomadi» e - per deduzione - nemmeno ai clandestini perché «se extracomunitari - si legge nel testo - è necessaria la copia del permesso di soggiorno».
Critiche pesanti 
Non solo. Tra le condizioni utili ad accedere ai pacchi di alimenti ci sono anche: «la copia del documento d'identità, del codice fiscale, dell' Isee, dello Stato di Famiglia, del Cud (se pensionati) del Red (se lavoratori a basso reddito)».
Questo decalogo l'ha consegnato don Gianfranco Carlucci ai parroci dell’Unità Pastorale 56 qualche settimana fa. Ne è venuto fuori un pandemonio.
Don Aldo Salussoglia parroco della chiesa di Nostra Signora delle Vittorie è saltato sulla sedia: «Principi inaccettabili» ha detto. Don Aldo, come don Paolo Comba parroco della Collegiata (e tutti gli altri preti), hanno preso le distanze da quei due punti «che rischiano di rovinare un lavoro di anni e contraddicono lo spirito cristiano di aiuto e assistenza».
Don Salussoglia, in particolare, dice di non essere «d' accordo con nessuno di quei punti. Io i poveri li conosco, i nomadi a volte li ho ospitati nelle stanze della parrocchie, ho consegnato dei pacchi anche quando non era strettamente necessario per dare una boccata d'ossigeno a chi li chiedeva. Il documento, va detto - aggiunge don Aldo non dipende dai parroci, ce lo ha dato don Gianfranco».
Don Paolo Comba spiega come «quei dettami siano incondivisibili in tutto e per tutto. Non possiamo rischiare di far annegare la carità nella burocrazia, men che mai nella discriminazione».
Scritto contro voglia D’accordo, ma chi ha scritto questa lista di condizioni? Don Gianfranco Carlucci, estensore della nota spiega che «quel foglio è frutto di una dettatura, parola per parola, fatta dagli ispettori del Banco Alimentare alla mia segretaria. Per quanto mi riguarda - dice - non condivido quasi nessuno dei punti riportati. Pensi che, per sicurezza, ho anche richiamato per capire se ci fossero state interpretazioni o aggiustamenti. Niente di niente. Era tutto dettato».
Il giallo resta. Perché Roberto Cena, direttore del banco Alimentare che destina ogni anno 120 mila kg di cibo a 1900 indigenti (solo a Moncalieri) smentisce categoricamente qualsiasi coinvolgimento dell’ente in quel decalogo.
«Siamo noi - spiega Cena gli unici titolati a dare disposizioni e non ne abbiamo date. Ma crede davvero che avrei scritto di non consegnare i pacchi ai nomadi e ai clandestini? Due nomadi lavorano qui con noi, ogni giorno, al banco. Questo documento è opera, del tutto personale, di un parroco. Noi siamo dell’avviso opposto. La nostra storia parla da sé».


28/10/09

Ira

 

Questo edificante video è andato in onda domenica scorsa, durante il contenitore tv Domenica 5 (Canale Cinque), in fascia protetta e in un orario di massimo ascolto. Ecco come i cittadini di Montalto di Castro (Viterbo) commentano lo stupro di una ragazzina, avvenuto un paio d'anni fa:

Aggiungiamo, a titolo puramente informativo, che uno dei "bravi ragazzi" è casualmente nipote dell'esimio Sindaco, il progressista Salvatore Carai, il quale ha pagato le spese legali per tutti, a partire dal caro congiunto. E i "bravi ragazzi" ora son fuori, a godersi la vita.

D'altro lato, secondo il Primo Cittadino del Pd (la misoginia è molto democratica e se ne impipa del colore politico), non esistono stupratori italiani: chi brutalizza le donne sono solo i romeni, che - testuali parole - "lo stupro ce l'hanno nel sangue". Conclusione del fine sillogismo? La solita: la femmina se l'è cercata. E si divertiva pure!

Su Facebook sono sorti molti gruppi spontanei anche per sostenere Iride Allegri, l'unica cittadina montaltese che, per aver preso le difese della vittima (vale a dire, la ragazza: visto come siamo ridotti, occorre essere precisi), è stata quasi linciata dalla folla inferocita.


Qui di seguito si possono trovare i link dove indirizzare la propria protesta e richiedere le immediate dimissioni del "Sindaco". Finora non abbiamo ricevuto risposta dal novello segretario del Pd, l'on. Bersani, né ci pare d'aver letto proclami di solidarietà da parte di associazioni che si battono per gli emarginati, le minoranze sessuali, ecc. Ma non si sa mai. Non è mai troppo tardi. Il guaio è che lo è già, tardi.


COMUNE DI MONTALTO DI CASTRO: Sindaco (Salvatore CARAI): http://www.comune.montaltodicastro.vt.it/canale.asp?id=288

Proposte e suggerimenti: http://www.comune.montaltodicastro.vt.it/canale.asp?id=8

CARFAGNA - Ministro Pari Opportunità
m.carfagna@governo.it

PAGINE FB DIRIGENTI PD – il partito del sindaco di Montalto

BERSANI – segretario PD http://www.facebook.com/pages/Pierluigi-Bersani-Pagina-Ufficiale/127457477096#/pages/Pierluigi-Bersani-Pagina-Ufficiale/127457477096

ANNA FINOCCHIARO – presidente senatori PD e già oppositrice di Carai http://www.facebook.com/pages/Pierluigi-Bersani-Pagina-Ufficiale/127457477096#/pages/Anna-Finocchiaro/10538186002

ROSY BINDI - http://www.facebook.com/search/?q=rosy+bindi&init=quick#/pages/Rosy-Bindi/59109988600?ref=search&sid=1051504122.470120650..1

ANNA PAOLA CONCIA – duputato PD attiva sui temi violenza, razzismo e discriminazione di genere http://www.facebook.com/home.php#/annapaolaconcia?ref=mf

Nel video qui sopra, al minuto 7.17, l'amico Tony Troja traccia un quadro limpido e spietato dell'italica ignavia di fronte allo stupro di Montalto. E non solo, certo; affronta anche altri temi, su cui anch'io tornerò, statene certi. Ma sono poi altri o non, alla fine, risvolti d'un'unica, sozza medaglia?

Parafrasando un noto aforisma, gran brutta malattia il maschilismo. Più che altro strana: colpisce gli uomini, ma fa fuori le donne.

Daniela Tuscano