(...) Orgoglio e dignità! Lontano dal telefono, se no si sa!
Eh, no! Un po' di serietà, aspetta almeno un attimo! (...)
Eh, no! Un po' di serietà, aspetta almeno un attimo! (...)
molti ( i soliti che leggono e non commentano direttamente qui o su fb ) nonostante abbia precisato con la storia di franca viola ( vedere post precedente) che esistono donne e donne continuano con una lettura distorta , ovviamente senza generalizzare, a considerare tutte le donne come ..... qualcosa da usare e buttare via o a sottovalutare i fatti del bunga bunga (ovvero le classiche orge),come fanno sui media e sulle tv di regime 1) http://ilmioblogpolitico.ilcannocchiale.it in questo articolo qui ., 2) o peggio giustificare la donna immagine dicendo come fa antonio ricci di stricia la notizia << meglio veline che giornaliste >> ( qui maggiori dettagli ) e al tempo stesso fare battaglie contro tale uso ed attaccando chi la usa come es il quotidiano la repubblica --- batttaglia giusta e leggittima se fatta 360 ° e non ideologicizzata e soprattutto senza guardare prima la trave nel tuo occhio ma la pagliuzza nin quello del tuo vicino ( un rivale del tuo padrone in questo caso ) .
Lo sò che dovrei ignorare simili elementi ma è , soprattutto per loro che scrivo nei due blog di tali argomenti
Lo sò che dovrei ignorare simili elementi ma è , soprattutto per loro che scrivo nei due blog di tali argomenti
Ecco a cosa mi riferisco a quando parlo di gatte morte ( metaforicamente parlando ) . Le vere donne non si comprano, si corteggiano..e un vero uomo dovrebbe saperlo e anche ,visto che le mele marce stanno sia nel paniere degli uomini che in quello delle donne certe donne che rispetto a loro hanno dei valori e della dignità
E’ vero che : << Nelle intercettazioni che riguardano l'ex meteorina Cagliaritana Alessandra Sorcinelli, finita nell'indagine su sesso e prostituzione che riguarda, tra gli altri, il premier Silvio Berlusconi, non si parla mai esplicitamente di rapporti a pagamento. Il quadro che emerge è quello di un suo legame stretto con il presidente del Consiglio e la consapevolezza di far parte di uno stuolo di ragazze che gravitano attorno a lui e che, periodicamente, si sentono abbandonate o scavalcate da altre. Ma che >> --- come dice l'unione sarda filo Berlusconiano del 25\3\2011 di cui riporto sotto ( insieme a quella del 26\3\2011 ) << non rinunciano, anche con insistenza, a chiedergli un aiuto per trovare lavoro o, direttamente, un'elargizione di contanti per far fronte alle difficoltà del quotidiano.>>
Ma secondo me anche questa ( pur non legata al sesso e alle sue prestazioni ) si tratta di prostituzione e di svendita della propria dignità e del pudore( scusate se metto nell’url il significato ovvio , ma è un concetto che negli ultimi 30 sta scomparendo anche se ancora fortunatamente non tutto sembra perduto visto che ci sono ancora delle " sacche di resistenza " etico\morale --- scambiate per moralismo ipocrita da i lachè padronali ---- come dimostrano i commenti a questa domanda rivolta in rete da amnesty international sezione Iitaliana ) e rispetto di se a alismo ipocr e del proprio corpo. ecco gli articoli di cui accenavo prima
il primo del 25\3\2011
(...)
È il 15 gennaio 2011, il giorno dopo le perquisizioni domiciliari e l'interrogatorio in Questura, quando la Sorcinelli parla al telefono con l'altra cagliaritana Barbara Faggioli. Si scambiano impressioni sul colloquio che quest'ultima ha avuto con Berlusconi e della sua richiesta di convocazione, ad Arcore, di tutte le ragazze finite nella lista della Procura.
Faggioli: «Mi ha detto che ci sono, che lui ha letto le intercettazioni, che sono cose brutte. Io non so però se è uscito sui giornali o se le ha lette lui».
Sorcinelli: «Non lo so».
Faggioli: «Ha detto, cose brutte che dicevamo su di lui».
Sorcinelli: «Tipo?».
Faggioli: «Io gli ho detto: guarda, può capitare, è nervosismo, quando non rispondi, chi ti è stato più vicino, gli ho detto, è uno sfogo umano, soprattutto tra ragazze di 23, 24 anni, no?».
Sorcinelli: «È giusto. Ma tipo, cose brutte?».
Faggioli: «Oh, ma non lo so. Può capitare, stronzo, quello lì è uno stronzo che non risponde, cioè quello, non lo so, mi ha fatto questo esempio (ride), non so veramente che dirti, è una situazione più grande di me, io sono ancora sotto choc, cioè a me l'hanno combinata veramente troppo grossa. Troppo, mi hanno fatto la cosa più brutta che mi potevano fare in vita, mi hanno detto che è uscito il nostro giornale, il nostro nome sul Corriere. Con la foto, però non so cosa ci sia scritto, non ho guardato».
Sorcinelli: «Neanche io, Ba'... neanche io so cosa ci sia scritto... ieri mi hanno fatto tipo duemila domande, stavo scappando e l'unica cosa che posso dire è parlare bene, perché cosa devi fare, parlare male, amo'?».
Faggioli: «Va be', Ale, comunque hanno chiamate di mesi, mesi, questo mi è stato detto».
Ma come Alessandra Sorcinelli è finita dentro l'inchiesta che ha preso le mosse dalla telefonata del premier in Questura, per favorire il rilascio della giovane marocchina Ruby? Seguendo il percorso tracciato dalla Procura e le ricostruzioni attraverso telefonate, sms e messaggi mail, il rapporto tra la 27enne cagliaritana e il premier sarebbe di vecchia data. Lo provano anche i bonifici rintracciati dalla Polizia tra quelli emessi dall'ufficio Spinelli (nel quale Berlusconi ha la sua segreteria politica milanese), al quale erano demandati i pagamenti verso le ragazze che frequentavano la casa di Arcore. E a lui la stessa Sorcinelli si rivolgeva quando era in difficoltà economiche o se aveva bisogno di un aiuto per farsi strada nel mondo del lavoro televisivo.
Il 13 settembre del 2010 la showgirl cagliaritana viene intercettata al telefono con la sua amica Paola Ticca, originaria di Sassari, a sua volta protagonista di qualche apparizione sul piccolo schermo.
Sorcinelli: «Senti una cosa, ti faccio sapere domani, che domani è lunedì, io spero sia un giorno di risposte. Non so neanche se è a Roma o a Milano (riferita a Berlusconi)».
Ticca: «Ma tu hai provato a casa?»
Sorcinelli: «No amo', non voglio rischiare, a casa. No, al momento è così, non rischio. No, che domani, è lunedì, dato che adesso ha passato tutti i casini, magari si sblocca».
Ticca: «Perché io non avevo proprio capito un cazzo, comunque non lo so, io non ne posso più, almeno che ci vedesse una volta, Ale».
Sorcinelli: «No, ma tanto, amo'. Non risolviamo niente, siamo punto e a capo, dopo venti giorni Paola, neanche un mese, venti giorni».
Ticca: «Vabbè, intanto amo', ci salva la vita in questo momento».
Sorcinelli: «Ma cosa ti salva, che non riesci nemmeno a pagarti l'affitto? Ma cosa ti salvi? Sei peggio di... Ma non te lo dico, perché è anche così come sono io che... se non trovo un'alternativa non mi salva un cazzo, mi salverà mia madre».
Ticca: «Eh, ho capito. Ma adesso l'alternativa immediata non ce l'ho, devo paga'...».
Sorcinelli: «Sì ma, eh, amore mio, siamo un anno... senza alternativa perché non ci siamo date una smossa come due imbecilli ancora a credere, e se tu torni, ci continui a credere... e continui a perderci la testa e il tempo, l'esistenza e la salute».
Ticca: «Allora tu perché continui a chiamarlo?».
Sorcinelli: «No, io non continuo a chiamarlo, ho detto domani magari, lunedì si sblocca la situazione... parlo in generale, cerca di capire di tutti i casini... e quindi magari vedendo le chiamate si farà vivo. Sto pensando come ipotesi, non lo chiamo più io e non lo chiamo neanche più a casa, stai serena. Tanto, cosa faccio? Vivo con i telefoni... Mi aiuterà mia madre. Beh, mia madre non mi può aiutare, mi aiuterà mio nonno, mia zia, che cazzo ne so».
Ticca: «A me non mi può aiutare nessuno. Da i soldi, amo'. Ma stai scherzando? Mi dà 10 mila euro Maddalena? Non ce li ha, cioé non rischia neanche lei, li rivuole i soldi».
Sorcinelli: «Allora rivolgiti a Marden».
Ticca: «Non posso certo arrivare fino in India per chiedergli 10 mila euro».
Quello stesso giorno la Sorcinelli riesce a parlare con Spinelli, il responsabile della segreteria politica milanese di Berlusconi, responsabile dei pagamenti alle ragazze. E con lui si lamenta di un versamento promesso sin dal mese di luglio e invece mai arrivato sul conto del Banco di Sardegna intestato alla showgirl cagliaritana. «Ma c'è stato agosto di mezzo», si giustifica il contabile.
Il giorno dopo Alessandra Sorcinelli riesce finalmente a parlare col presidente del Consiglio e il pagamento viene sbloccato.
ANTHONY MURONI
IL secondo del 26\3\2011
Dai messaggi ritrovati dal reparto informatico della Polizia sul materiale sequestrato il 14 gennaio scorso, tra Barbara Faggioli e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi emerge più un sentimento d'affetto genuino che un rapporto legato al passaggio di soldi e comprato attraverso regali di valore. Comunicazioni che testimoniamo di come, per un certo periodo, Barbara Faggioli è stata in un certo senso la "favorita" del premier.
Ma quale affidabilità può avere il materiale ritrovato dagli uomini della Polizia giudiziaria? Sarà attorno a questa distinzione che verterà gran parte del procedimento giudiziario che, oltre al premier, riguarda il giornalista Emilio Fede, il consigliere regionale della Lombardia Nicole Minetti e l'agente di spettacolo Lele Mora. Questi ultimi tre sono accusati, a vario titolo, di essersi incaricati di gestire i rapporti tra Berlusconi e uno stuolo di giovani ragazze, che nell'ipotesi della Procura si prostituivano all'interno della villa di Arcore.
Che ruolo ha avuto Barbara Faggioli, partita da Cagliari per cercare fortuna a Milano, studentessa con un legame strettissimo con il fondatore del Pdl? I magistrati milanesi hanno tratto le loro conclusioni analizzando gli atti depositati nei giorni scorsi.
La prima conversazione presa in esame dai pm Bocassini, Forno e Sangermano è datata 16 ottobre 2010 e vede protagonisti Emilio Fede e Barbara Faggioli.
Fede: «Barby, Barby. Ciao amore, scusami come si chiama lì, la fatidica, ragazzetta rompicazzo. Quella turca, greca, quella lì, quella che ci ha creato i problemi».
Faggioli: «No, Montenegro».
Fede: «Ma non quella, no Caterina, quella lì, quella...».
Faggioli: «Ah, Ruby. La marocchina?».
Fede: «Ruby si chiama, non ti ricordi il cognome?».
Faggioli: «No, perché non è il suo vero nome, il suo vero nome non lo so».
Fede: «E chi lo sa? Nicole?».
Faggioli: «Lei a noi si è presentata come Ruby, però ha un altro nome strano».
Fede: «Va bè, domani sera ci vediamo, credo».
Faggioli: «Domani è domenica? Oddio, sai che non lo so, ma penso di no. Io so che voleva rimanere in Sardegna, domani, con i nipoti».
Fede: «Credo che c'è un contrordine, poi lo saprai».
Faggioli: «Poi tanto non so se mi chiamerà, martedì ho gli esami».
A ottobre 2010 i rapporti tra la Faggioli e il premier si sono però già raffreddati, visto che quest'ultimo ha mutato atteggiamento e mostra di preferire altre compagnie. Cose che possono succedere. Ma la Procura ci vede la prova del fatto che il rapporto tra i due fosse anche economico. E questo lo desume da alcuni stralci di conversazioni, a loro volta allegate agli atti.
È il 30 settembre 2010 quando la Faggioli è al telefono con il consigliere regionale della Lombardia Nicole Minetti.
Faggioli: «Tu hai news? Niente».
Minetti: «Nessuna. L'ho sentito, ho provato a chiamarlo per il compleanno, gli ho mandato il messaggio di auguri».
Faggioli: «Idem, proprio».
Minetti: «A noi non ci ha avvisato, ma all'altra festa erano 13, 14. C'era la Silvia Trevalini, la Miriam che è venuta su con una sua amica, c'era un po' di gente, insomma».
Faggioli: «Ascolta, che faccia quello che vuole, andare a pregare no».
Rapporti raffreddati, come emerge dall'intercettazione della conversazione dell'11 ottobre successivo, tra la Faggioli e l'amica di Velletri Ilaria Cramerotti.
Cramerotti: «Si sente tantissimo la mancanza qui, proprio. Noi siamo disperate».
Faggioli: «Anch'io sono disperata, adesso è tre settimane che provo a chiamarlo e che non lo sento. Ma più o meno qua siamo tutti uguali, eh».
Cramerotti: «Pensa che io non lo vedo da agosto».
In quella stessa giornata Barbara Faggioli esplicita la mancanza di denaro parlando al telefono con la madre. E quest'ultima la invita a rivolgersi «a chi sai tu» per ottenere i pagamenti.
Faggioli: «Mi servono 400 euro, ne ho 8 mila da pagare e nel conto ho solo 200 euro».
Madre: «Tu la porti dall'amministratore di chi sai tu e gliela fai pagare direttamente».
Faggioli: «Certo, se ci riusciamo prima che mi arrivi un'altra diffida perché io i soldi li ho finiti perché l'altro affitto lo devo pagare di tasca mia. Chi lo vede?».
Madre: «Vai dall'amministratore».
Tutto dev'essere precipitato un mese e mezzo prima, a cavallo del Ferragosto.
È proprio il 15 agosto quando la venticinquenne cagliaritana parla al telefono con Nicole Minetti, rivelandole di essere nella casa sul lago del premier, impegnata a studiare: «Lui lavora tutto il giorno, ora smetto, in attesa di andare a fare la passeggiata con lui». Ma anche quel giorno «lui» ha chiamato «l'altra e non me».
Faggioli: «Se la situazione è questa dobbiamo incolpare solo noi stesse, ce la siamo cercata».
Minetti: «È uno stronzo, ma a me non interessa perché io non ho bisogno di niente. Io un uomo ce l'ho, che mi porta in vacanza e mi fa fare la vita della signora».
Faggioli: «È colpa nostra, abbiamo sempre chiesto favori, la preferita è quell'altra, perché lei non ha mai chiesto niente. Ce la siamo cercata: abbiamo sempre lamentato problemi e fatto richieste».
Minetti: «Non è vero, e comunque noi non siamo calamite per problemi».
Faggioli: «Sto male, piango, lui non si rende conto del bene che gli voglio».
Minetti: «Io sono molto pragmatica, non mi pongo il problema».
Faggioli: «Comunque lui si comporta così perché è preso da un'altra».
I rapporti tra la ragazza sarda e il premier si vanno raffreddando. E la conferma arriva nel corso di una telefonata del giorno successivo, sempre con la Minetti.
La Faggioli rivela che «lui è andato via con quella nuova (Roberta, miss Torino): « fisicamente è una "figa", ha fatto danza classica ed è a posto. Caratterialmente è una stronza ». La Minetti risponde, gelida: « A me hanno detto che è bruttissima ». La Faggioli è invece furibonda: « Ho sentito che diceva a lui che le altre sono volgari e fanno schifo e lui era disgustato dalle altre e guardava solo lei, che ballava ». (continua domani)
ANTHONY MURONI
E qui mi fermo perché : A) rischierei di fare sconfinare nel gossip ., B) due esempi sono più che sufficienti tra le tante versione tutte uguali che pensano solo al si salvi chi può e tendono al negare l’innegabile arrampicandosi sugli specchi pur di rimanere a galla e non perdere il loro ruolo ormai già compromesso nel becero ( ovviamente chi si salva si conta sulle punta delle dita ) mondo dello show business
Concludo indicando la colonna sonora adatta a questo post.
Oltre le due canzoni qui presenti e le due del post precedente ( vedere l'url del post ) ci metto anche 1) bocca di rosa di Fabrizio de Andrè., 2) bella stronza di Marco masini ., 3) Rimmel di de Gregori ed in parte queste ultime due : disperato erotico stop di Lucio Dalla e canzone Raiot\la mia patria di Sabina Guzzanti
Approfondimenti
G. Debord, 'La società dello spettacolo' Film e libro
qui maggiori news http://www.filosofia.it/argomenti/g-debord-la-societa-dello-spettacolo
Oltre le due canzoni qui presenti e le due del post precedente ( vedere l'url del post ) ci metto anche 1) bocca di rosa di Fabrizio de Andrè., 2) bella stronza di Marco masini ., 3) Rimmel di de Gregori ed in parte queste ultime due : disperato erotico stop di Lucio Dalla e canzone Raiot\la mia patria di Sabina Guzzanti
Approfondimenti
G. Debord, 'La società dello spettacolo' Film e libro
qui maggiori news http://www.filosofia.it/argomenti/g-debord-la-societa-dello-spettacolo
http://www.giornaledifilosofia.net/public/scheda.php?id=48 saggio pubblicato in “I saperi sull’umano il saper umano la consulenza filosofica” a cura di Vanna Gessa Kurotschka, pubblicato sul sito dell’ Università di Cagliari, il testo è protetto da licenza creativecommons .
Dignità umana e pena nella filosofia di Kant di Cattaneo Mario A. Editore: Giuffrè 1981 ISBN: 8814035350 \ ISBN-13: 9788814035357

