31/01/15

perchè non restituiamo i resti del cimitero islamico del 1914\1918 del Moschiag a quialche paese Mussulmano ?

Essendomi rotto delle solite bufale e dei soliti post islamfobici  che trovo  su facebook e  twitter   . Lancio una provocazione (  N,.b  chi mi conosce lo sa che non farei mai una cosa del genere   sa  he non la penso  cosi   )   :    1  ai  destrosi  ma  anche  non visto che tale  malattia   pè sempre  più diffusa   anche  in altri ambienti  culturali immuni    fino  30 ani fa    da  tale  "  virus  "  .,  2  )  agli     xenofobici ,   razzisti , ai  foibo islamici   soprattutot quelli aprioristici  e  acritici  . 

Perchè non chiedete allo stato italiano di restituire   a  qualche  stato islamico  , magari alle stessa  Croazia   in cambio    di nostri    cippi  e   resti  di caduti   nei  loro confini   i resti e i cippi di questo
 cimitero islamico  che  deturpa  il nostro  suolo italico

da https://www.facebook.com/tapum14.18 Sul Moschiag, il cimitero dei bosniaci, l'unico interamente musulmano in Italia. Almeno per ora. Notare le sepolture tra le buche delle granate.



IL RINNOVAMENTO FRASE 2 DI DYLAN HO TROVATO L'INCANALAMENTO GIUSTO ? [ Dylan Dog #341 - Al servizio del caos ]



Finalmente è arrivato il n 341"Al servizio del caos", di Dylan Diog con la prima apparizione di John Ghost scritto e sceneggiato da Roberto Recchioni e disegnato dal duo Daniele Bigliardo e Angelo Stano la copertina è del solito Angelo Stano . In esso ci si chiede
Perché la gente uccide per strappare di mano il nuovissimo Ghost 9000, un avveniristico smartphone, ai legittimi proprietari? Quale segreto racchiude lo strabiliante gioiello tecnologico? E quali segreti si celano nel passato di John Ghost, l'uomo a capo della produzione dell’iper-esclusivo dispositivo, una figura destinata a dare parecchio filo da torcere a Dylan Dog, cambiandone per sempre l’esistenza? Il caos: una forza primordiale che precede le stelle, il disordine di tutte le cose, l'inevitabile apocalisse, l'alpha e l'omega dell'universo stesso. Ma cos'è il caso per John Ghost?
Un datore di lavoro esigente e capriccioso. Capace di donargli grandi poteri ma anche enormi responsabilità. Perché è il caos che ha ucciso i dinosauri. E sarà sempre il caso a sterminare la razza umana e a fare la vita a qualcosa che ne prenderà il posto.
Potrà John Ghost trovare l'equilibrio tra i suoi interessi personali e l'indifferente orrore cosmico voluto dal suo capo? E riuscirà Dylan Dog a resistergli in qualche maniera?
Tutte domande che secondo pronmtoalaresa.blogspot.it ( il blog ufficiale di Recchioni ) troveranno le loro prime risposte nell'albo 341 dell'inedito mensile dedicato a Dylan Dog, in edicola a fine gennaio 2015. In questa storia assisteremo al primo incontro tra l'Indagatore dell'Incubo e quello che noi definiamo come un Agente del Caos e pur non volendo rivelare troppi dettagli per non rovinarvi il gusto della sorpresa, possiamo dirvi sin da subito che non esiste Bellerofonte senza la sua Chimera. E che tra i due non scorre mai buon sangue (ma cattivo sì, e anche parecchio). nalmente un cattivo un po moderno. i
nfatti come dice lo stesso lo stesso Angelo Stano << (...) Per la realizzazione grafica di questo personaggio, il nuovo arcinemico di Dylan Dog, che dovrebbe entrare nella galleria dei grandi "villain" del fumetto, ho cercato di rifuggire dai classici stereotipi dei cattivi, dai tratti marcati, sguardo arcigno, ghigno stampato sulla bocca, aspetto truce e via dicendo, puntando invece su una immagine più sfumata e ambigua.

Dietro suggerimento di Roberto, ho preso inizialmente spunto dal volto dell'attore Michael Fassbender, soprattutto nella rappresentazione del suo profilo, caratterizzato dalla fronte ampia e arretrata. Dei tratti frontali, ho conservato lo sguardo e il taglio della bocca. Per il resto ho preferito discostarmene.
 Ho aumentato la larghezza della mascella e diminuita quella del cranio. Le orecchie rientrano nell'ovale del volto. Ho rafforzato e inarcato le sopracciglia, i capelli corti sono da intendersi rossicci di colore.
La figura è slanciata, robusta e elegantemente abbigliata con un completo bianco (inizialmente era stato disegnato scuro), giacca abbottonata e fazzoletto nel taschino. Il tutto dovrebbe conferire al personaggio un'aura di uomo carismatico e sicuro di se. (...) >> qui in questo post della pagina facebookiana dedicata a John Ghost .
Confermare quanto già anticipato qui nel post : << il rinnovamento della gestione Recchioni di Dylan Dog è entrato nel vivo >> che da tiepido sto incominciando ad avere fiducia ed a sperare che quello di D sia un vero rinnovamento in profondità ( che peraltro andava fatto e non era più procrastinabile \ rinviabile visto il declino in cui da un paio d'anni stava cadendo e da cui << [...]
 Erank anni  che  DD     si portava  dietro   quest'ansia      di   rinnovamento   ma   non   riusciva    a liberarsi   degli stereotipi e  dei luoghi comuni  ma  alla  fine ci  è riuscito




Infatti  Gli albi della fase 2, finora, hanno introdotto innovazioni utili a ridare linfa vitale al personaggio, dopo che ormai i cliché della serie, le dinamiche interpersonali, erano corrose dal loro abuso. La nuova fase, inoltre, ha il pregio di portare Dylan nel nuovo millennio visto che, a differenza di altri personaggi contemporanei, la società in cui si muoveva sembrava un'eterna Londra da cartolina ferma agli anni '80. [....] >> ( da questo articolo di comicus.it   )
Declino evidente anche a chi ora si lamentano dicendo erano meglio i numeri vecchi e che darà i suoi frutti ( è questo sembra il primo ) . Una storia avvincente come non si vedeva dal un bel po' di tempo Alcuni  lo hanno trovato di difficile lettura e hanno ( sottoscritto compreso ) dovuto rileggerlo per capirlo meglio una seconda volta . Vista  la caratteristica di questo numero ciò  è buon segno . Infatti   è ' logico che il frontea  numeri  del genere   all'inetrno   dei fans ,  s'iniziano a vedere le prime crepe , nella spaccattura tra " Oldy Boy " e nuovi   fans  . Infatti prendo a caso alcuni commenti dalla pagigi na fb ufficiale di Dylan .


Federico Mele Bigliardo è sbalorditivo. Da sempre il mio preferito tra le fila di Dylan... Sfrutto l'occasione per fare un altro commento: è una mia impressione o dall'inizio del nuovo corso si è alzato nettamente anche il livello grafico della testata? I disegnatori sono sempre loro, ma noto una qualità e una dedizione che non è sempre scontato trovare in una testata mensile. E ne sono molto contento
Mi piace · Rispondi · 2 · 26 gennaio alle ore 16.40




Giovanni Romanelli Grazie ma anche no. Ridateci il nostro vecchio Old Boy!
Mi piace · Rispondi · 10 · 5 ore fa



Dylan Dog - Sergio Bonelli Editore Nessun problema, lo trovi nel Maxi Dylan Dog Old Boy
Mi piace · 33 · 5 ore fa


Pietro Chiusolo Jr. giovanni mi vuoi far credere che non ami dylan che passa tra 2 veicoli correndo su 2 ruote con l'auto di 007?? sei proprio il solito vecchio rimasto ai primi 100 numeri
Mi piace · 3 · 4 ore fa


Pietro Chiusolo Jr. e non chiamarlo piu old boy che non lo ha mai sopportato!
Mi piace · 2 · 4 ore fa · Modificato


Luca Svizzeretto Ma basta avete rotto! Se non vi piace non compratelo e fine. Ora la cosa sta diventando ridicola. Dylan Dog continuerà a vendere e la vita andrà avanti anche se a voi non sta bene. Doceva Sclavi nuncerompete
Mi piace · 4 · 2 ore fa


Pietro Chiusolo Jr. un giorno arriveremo a questo

Mi piace · 2 · 2 ore fa

Disegni ottimi , puliti  ,  che denotano  un nettissimi  miglioramento  di  Bigliardo e  fanno  vedere  che  con il rinovamento  si stann curando  di più anche i disegni e  i tratti   dei personaggi   . Io propongo   oltre  a quantro ho già proposto   in un precedente post    di   arruolare  , ovviamente  dopo la  fine  della saga  , lo staff  di Orfani  . Ottime  le battute  di  Groucho, poche  ma  incisive  ed  in linea  con gli avvenimenti   della  storia    .
  Una  velata  nostalgia  , con l'inevitabile   addio al vecchio ( quindi   secondo una mia personale  lettura    al creatore  Sclavi ) ,  nel personaggio di Marcus Irvine .
 Un Dylan    dei vecchi tempi Ottima la ripubblicazione all'interno del numero dell'albetto speciale datto  in omaggio nelle  fiere del settore ,  una dimostrazione   della   cura attenzione verso i fans che partecipano alle fiere manifestazioni fummettistiche e comprando i numeri speciali con le variant .   Un   DD  con ei personaggi bastard inside  ,  proprio come  ai vecchi tempi .  Infati    strano che  l'ambasciatore  inglese  visto  per  come tratta  (  anche  se    conoscendo  DD     da  diversi anni  ,  non  ha  quell'intenzione  di  attaccare  un popolo o  una  nazione )    l'inghilterra e le  sue istituzioni     non  si  sia  incazzato    con la Bonelli   o   con quello italiano o  non gli ne frega niente   o   sono  molto   diplomatici  . Se  dylan lo  avesse fatto con quelle italiahne  apriti cielo  .  Ottime le  battute di Groungho .  Bello  i riferimenti  all'addiodi Sclavi   rappresentato   nel personaggio Marcus  Irvine    Quindi     dopo alcuni   numeri  d'alti e bassi    sembra   che la  gestione Recchioni  abbia   trovato  ,  speriamo  , la strada del  tanto  ed  atteso  agoniato    rinnovamento  \ svecchiamento . Adesso    vedremo  come  procederà   dopo aver  abozzato i personaggi  principali  coprimari e l'amtagonista


Era il capo del Servizio centrale operativo della polizia nei giorni dell'irruzione alla Diaz. Sentenza a 3 anni e 8 mesi ma l'azienda di Stato l'ha chiamato a dirigere la sicurezza



Quasi quasi vado anch'io o a picchiare qualcuno o peggio a coprire con prove false ( ormai e assodato   come  e  successo vedi  vieo sotto    a  Genova  2001  )






 e magari mi promuovono in qualche ente statale o parastale . Queste  sono le uniche espressioni   che riesco a   dire   siu tale evento   preso   da  http://genova.repubblica.it/cronaca/2015/01/30/


 Finmeccanica affida una consulenza ad uno dei migliori amici ed ex colleghi del suo presidente. E fin qui potrebbe essere solo questione di stile. Che, l'ex capo della polizia Gianni De Gennaro, il presidente della più potente e strategica azienda di stato, dia un lavoro al suo compagno d'armi di un tempo, l'ex capo dello Sco (Servizio centrale operativo) della polizia Gilberto Caldarozzi
appartiene al sistema Italia, quello in cui gli amici non si scordano.
Ma che lo Stato affidi una consulenza ad un pregiudicato, condannato a tre anni e 8 mesi di carcere (scontati zero) per falso (ovvero uno dei reati più odiosi se commessi da un pubblico ufficiale) sembra interessare solo a pochi. Caldarozzi infatti è uno dei funzionari di polizia condannato per la brutale e fallimentare operazione della scuola Diaz al G8 genovese del 2001. Se ne sono ricordati solo i parlamentari di Sel 
 "E' sbagliata la consulenza nel settore sicurezza del Gruppo Finmeccanica a Gilberto Caldarozzi, ex capo del Servizio centrale operativo, condannato e interdetto per cinque anni dai pubblici uffici dopo il processo sull'irruzione alla scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001". Sinistra Ecologia Libertà ha presentato un'interrogazione parlamentare (prima firmataria Donatella Duranti) per chiedere al governo di attivarsi affinché Finmeccanica annulli il contratto. "Non si può affidare un incarico in un settore così delicato come quello della sicurezza in Finmeccanica, a chi si è reso responsabile di una delle pagine più buie della storia della Repubblica: il G8 di Genova". Lo dichiarano il deputato di Sel Ciccio Ferrara, componente del Copasir, e la capogruppo di Sel in commissione Difesa, Donatella Duranti. Importante la denuncia di Sel anche se lo stesso partito è in attesa da due anni della risposta del ministro dell'Interno Angelino Alfano ad un'altra interrogazione riguardante cosa ha fatto il ministero dell'Interno in tema di sanzioni disciplinari nei confronti dei poliziotti condannati per la scuola Diaz. Difficile attendersi una levata di scudi da parte del Pd sulla questione Caldarozzi visto che lo stesso premier Matteo Renzi, in un'altra occasione, aveva liquidato le condanne della scuola Diaz in questo modo minimalista: "A distanza di anni devo prendere atto che funzionari che semplicemente firmarono verbali sono stati condannati alla interdizione dai pubblici uffici e si sono dovuto trovare altri lavori, mentre i loro capi no".



31 gennaio 1969, Viareggio: ragazzi del "Fronte monarchico giovanile" rapiscono e uccidono il ragazzino ERMANNO LAVORINI

 Ringrazio il contatto fb   Riccardo Lenzi per   avermelo segnalato

Lo so  che mi contraddico   ma   questo fatto  successo  ogggi nel lontano 1969   non  è solo cronaca  nera   è la storia  del primo ragazzo rapito   in Italia  .  Vicenda  da cui , come  dirà  la canzone sotto riportata  ,  i media   maistream  (  ed  ora le pagine e gli account  fb   della gente   e  i  vari blog  e  siti  pseudo o veramente indipendenti )   hanno trattato alcune persone coinvolte risultate  innocenti  . Infatti  due moriranno uno suicida  e  l'altro  di crepa cuore  .







Non so cos'altro  dire  \ aggiungere  in quanto  : 1) non ho  per  limiti d'età vissuto direttamente  quegli avvenimenti  ., 2)  la canzone  di Trincale   riassume  in se la  triste  vicenda  . Quindi vi  lascio  qual'ora  vogliate   farvi voi un idea  ed  aprofondirla  ai seguenti  siti  ed  articoli

 http://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio_di_Ermanno_Lavorini  con un ottima  bibliografia e   con questi ottimi link :  
e   per  finire   http://www.raistoria.rai.it/articoli/il-sequestro-di-ermanno-lavorini/11947/default.aspx







30/01/15

chi lo dice che essere di nicchia \ poco noto , non voglia dire essere importanti \ fondamentali .Il cantante Maurizio Arcieri si è spento all'età di 73 anni. Una colonna storiaca dela musica italiana che se ne va

  Si come non ho  voglia   di fare  ricerche   intrte  e   copia&incolla    lascio che  a parlare  sia oltre a  quantoi detto nel titolo  ilmtribito musicale  sotto riportsato  



la  pagina  di wikipedia  a lui dedicata  

"A 70 anni faccio sesso 2 volte al mese" I falsi miti sull'età che spegne il desiderio


Una ricerca dell'Università di Manchester, che ha preso in considerazione l'esperienza di 7mila anziani, sfata i luoghi comuni sull'amore tra gli anziani.
La fiamma del desiderio si spegne con l'età. Falso. Almeno secondo una ricerca dell'università di Manchester, realizzata in collaborazione con il centro NatCen Social Research e appena pubblicata sulla rivista Archives of Sexual Behavior. Secondo lo studio, che ha coinvolto oltre 7mila anziani di
entrambi i sessi, al contrario di quanto recitano i luoghi comuni gli uomini e le donne rimangono sessualmente attivi anche a 70-80 anni e, per chi ha la fortuna di avere accanto un compagno amato, non mancano le effusioni che vanno oltre i semplici baci e le languide carezze. Parlando di numeri, oltre metà (54%) degli uomini e quasi un terzo (31%) delle donne over 70 coinvolte nello studio riferiscono di essere sessualmente attivi e un terzo di questi rivela di praticare il sesso abbastanza di frequente, almeno due volte al mese. Inoltre, è emerso anche che molti 70-80enni sono ancora affezionati al partner, con il 31% dei maschi e il 20% delle femmine che confermano di continuare a baciarsi e coccolarsi di frequente. L'età, comunque, causa inevitabilmente qualche problema. Quelli più frequenti lamentati dalle donne intervistate sono le difficoltà nell'eccitarsi (per il 32%) e nel raggiungere l'orgasmo (27%), mentre per i maschi l'ostacolo più grande resta la difficoltà erettile (39%).

29/01/15

José Pepe Mujica, "La felicità al potere". È italiano il primo libro del presidente più amato del mondo



da http://www.huffingtonpost.it/2015/01/28


“Per essere liberi bisogna avere tempo: tempo da spendere nelle cose che ci piacciono, poiché la libertà è il tempo della vita che se ne va e che spendiamo nelle cose che ci motivano”. È racchiuso in questa frase il senso profondo dell’incontro tra il presidente uruguayano José “Pepe” Mujica




e Cristina Guarnieri, direttrice editoriale di EIR, casa editrice indipendente italiana gestita da un gruppo di giovani tra i 27 e i 35 anni. Un incontro inaspettato e fruttuoso, da cui è nato La felicità al potere, il primo e finora unico libro firmato dal presidente Mujica, una delle figure politiche più amate degli ultimi tempi, in Sudamerica e nel mondo.Nel libro, pubblicato nei giorni scorsi da EIR e curato da Guarnieri insieme a Massimo Sgroi, c’è un’intervista esclusiva a “Pepe” Mujica, assieme ai
discorsi più importanti e famosi del presidente, tra cui spiccano il discorso sulla felicità – che dà il titolo al volume – proferito al G20 in Brasile nel giugno 2012, e altri discorsi che affrontano i temi della legalizzazione della marijuana, dei matrimoni gay, della lotta contro la mafia, il tema dell’autogestione delle imprese, il rapporto tra Mercosur e i paesi del Brics, l’Europa, il mondo globalizzato, la decrescita e la cura dell’ambiente.Può stupire che un leader di statura mondiale scelga di affidare il suo primo libro a una piccola casa editrice italiana, eppure la decisione si basa su almeno due motivazioni significative. Innanzitutto, il legame di Pepe con l’Italia: sua madre, infatti, era discendente di una colonia di italiani che emigrarono a Carmelo, in Uruguay. In secondo luogo, la EIR è una realtà di giovani che hanno scelto di mettersi in gioco malgrado l’apatia, la crisi e i monopoli del mondo editoriale. Dedicando il loro tempo – e dunque la loro “libertà” – a fare cose che “motivano”, al di là del ritorno economico.Nell’intervista Pepe racconta a Cristina cosa pensa dell’Italia – “un Paese divertente” – e degli italiani – “un popolo meraviglioso! […] aperto, solare, pieno di umorismo”. Non si sottrae a un commento sul premier italiano Matteo Renzi – attivo e concreto perché “più giovane” – e accetta il paragone con Papa Francesco: il “Mujica del Vaticano”, come l’ha definito la BBC. Di seguito pubblichiamo alcuni estratti dell’intervista, assieme al racconto di come è nato questo libro.

"Papa Francesco? È come parlare a un amico del quartiere"


“È un personaggio. Un personaggio che fa bene alla cristianità, e a questa America ancora di più […]. Bergoglio continua a essere un uomo austero come lo è stato per tutta la sua vita. E sta vivendo in modo completamente diverso da come hanno vissuto tradizionalmente i papi. Porterà un cambiamento importante nella vita della Chiesa […]. Ovviamente è un Papa singolare, ha tutte le chiavi della comunicazione, è come parlare a un amico del quartiere, e questo ha un certo vantaggio, apre le porte a una intimità. È un Papa che, se lo lasceranno fare, compirà una rivoluzione nella Chiesa in direzione dell'umiltà, della semplicità”.



L’insegnamento della prigionia


“Noi [Mujica e la moglie, ndr] abbiamo dovuto vivere per molti anni prigionieri, e non avevamo quasi nulla. Poi, quando siamo usciti dal carcere, ci siamo resi conto che per vivere non avevamo bisogno di tante cose, ma di poco. Quindi non ci serviva una casa grande, non ci servivano i domestici, vivevamo come vive una persona comune in una famiglia comune del popolo uruguayano. E quando sono diventato presidente, ho continuato a vivere come prima; e quando non sarò più presidente, continuerò a vivere come prima. Perché lottiamo per essere liberi e non mi stancherò mai di spiegare che per essere liberi bisogna avere tempo: tempo da spendere nelle cose che ci piacciono, poiché la libertà è il tempo della vita che se ne va e che spendiamo nelle cose che ci motivano. Mentre sei obbligata a lavorare per sopperire alle tue necessità materiali, non sei libera, sei schiava della vecchia legge della necessità. Ora, se non poni un limite alle tue necessità, questo tempo diventa infinito. Detto più chiaramente: se non ti abitui a vivere con poco, con il giusto, dovrai vivere cercando di avere molte cose e vivrai solo in funzione di questo. Ma la vita se ne sarà andata via… Oggi la gente si preoccupa di comprare, in una corsa infinita […].E allora non ha più tempo per le cose elementari, che sono molto poche e sono quelle di sempre, le uniche: le relazioni fra genitori e figli, l'amore, gli amici… Per tutto questo c'è bisogno di tempo!”




"Perché regalo il mio stipendio? Ho settantotto anni, dovrei forse mettermi ad accumulare soldi?"



“Ho settantotto anni: dovrei forse mettermi adesso ad accumulare soldi? Un giorno o l'altro potrei morire per un attacco di forfora e… [Mujica ride] Non avrebbe senso! Te ne rendi conto? E non riesco a capire tutta quella gente che si affanna e fa qualunque cosa per accumulare denaro. L'unico motivo che mi spingerebbe ad accumulare soldi sarebbe l'esistenza di un mercato dove poter comprare la vita. Se ci fosse questo tipo di commercio, direi: «Ehi, dammi cinque anni in più di vita». Eh! Allora sì! La cosa cambia, cambierebbe tutto! Ma questo commercio ancora non esiste, purtroppo… Dico purtroppo, perché la vita è bella… Malgrado tutto, è meravigliosa”.



La vita è un paesaggio straordinario



“A volte può capitare che uno passi davanti a un paesaggio e non lo veda. La vita è un paesaggio straordinario, ma bisogna vederlo. E per questo bisogna avere tempo. Beh, quando uno è prigioniero, immerso in una grande solitudine, deve inventarsi delle cose per continuare a campare. E pensa molto. Si abitua a parlare con ciò che serba dentro di sé. E c'è una vera e propria personalità dentro, sai? Però bisogna scoprirla. Oggi ci si rivolge al fuori, con twitter, con Facebook; ma così uno non parla con quello che ha dentro di sé. Mandi messaggi alla gente di fuori, ma a quello che hai dentro?
 
 
"La natura è il mio altare"


“Io credo molto nella natura, adoro la natura. Se è Dio, allora questo è il mio Dio: l'amore che ho per la natura, l'ammirazione, direi persino la devozione. La natura è il mio altare: le anatre parlano, le foglie parlano, la natura biologica è un permanente canto alla vita… e alla morte, tutto insieme. Ci sono persone che credono che vivendo nel campo ci sia solitudine; ma la solitudine è dentro di loro! Lì non esiste solitudine, il campo è l'emporio della vita, che va e viene, un luogo in cui tutto fa segno, ogni cosa manda segnali. Il problema è poterlo vedere, permettere che ti raggiunga: ogni fogliolina, i trifogli, tutto si sta accomodando per trovare il miglior angolo d'incidenza. Questa è magia, una magia permanente. Esiste il mondo dell'idrogeno, il mondo minerale, ed esiste il mondo biologico, fatto di mondo minerale. L'universo è prevalentemente minerale, fisico e silenzioso, pieno di energia. La vita è un miracolo. Non ci rendiamo conto che nella magnificenza dell'universo a noi è toccato vivere in una macchietta di terra”.



Il coraggio di donarsi all’amore… e quella malinconia per i figli che la prigionia gli ha impedito di avere



“L’amore con la moglie nacque in “un momento di clandestinità, eravamo perseguitati, tanta gente moriva, e quando ci siamo trovati eravamo soli, in fuga dalla morte. Erano morti molti compagni, una cosa curiosa… quando si è vicini alla morte gli uomini e le donne si donano di più all'amore […] Non ho avuto figli, perché per me e per mia moglie non c'è stato il tempo di vita necessario, eravamo in carcere quando era possibile averli; ma ci sono molti ragazzi da poter aiutare…”.




"Progetti per il futuro: creare a casa mia una scuola di agricoltura per i giovani"



“Adoro la terra, ho il trattore e varie altre cose che servono a lavorarla. Voglio insegnare questi lavori ai ragazzi poveri e soprattutto insegnar loro a vendere, perché se ti insegno a produrre ma non sai vendere, te ne puoi pure andare! Viviamo in un mondo molto crudele”.




La mia eredità, il mio messaggio per i giovani

“Se dovessi consigliare un giovane che abbia voglia oggi di fare politica, gli direi che è meraviglioso lottare per ciò che uno pensa, per quello che sente. È necessario imparare a vivere coerentemente con quel che si pensa. Non dimenticartelo! Vivi come pensi, altrimenti finirai per pensare come vivi. Se ti portano a vivere in un altro modo, al tavolo del gran buffet, perché ti sorridono, ti fanno un contratto da segretaria, ti valorizzano come braccio destro e ti riconoscono un prestigio, non dimenticare però che quel tavolo non è il tuo. Se devi lavorare lavora, ma mantieni i tuoi valori, le tue decisioni. Non farti trasportare dal mondo! Questo è molto difficile nell'epoca contemporanea”.




Una lezione per la sinistra



“Bisogna imparare a tollerarsi, a negoziare e a unirsi. La disgrazia della sinistra è che non riesce a unirsi. Noi abbiamo imparato a farlo quaranta anni fa, e così siamo divenuti un centro d'attrazione e siamo riusciti ad arrivare al governo. Ci sono anime molto diverse, ma nonostante questo alziamo la mano tutti insieme, anche se dissentiamo, perché negoziamo. Governiamo con disciplina nel partito come se fossimo uno, ma non siamo uno: perché l'esperienza ci ha insegnato che chi se ne va perde. Chi lo richiede è la massa; ci siamo trasformati in una alternativa reale perché la gente accompagna solo quel che ha creduto essere forte, che le dà l'impressione di poter fare veramente qualcosa. Per essere forti, i deboli devono unire molti pezzi, ma per farlo devi essere aperto, tollerante, negoziatore, e avere programmi minimi, medi. Non bisogna cercare di mettersi d'accordo in una utopia o in un modello ideale, questo è impossibile. Ci si deve accordare in misure più piccole, di volta in volta. Bisogna abituarsi a camminare insieme, poi questa abitudine si trasforma in tradizione. Il problema della sinistra è sempre stato la questione dell'unità. Hitler ha instaurato il suo potere in Germania perché il partito socialista e il partito comunista si dedicavano a farsi la guerrra fra loro. Se avessero fatto un fronte comune, Hitler non sarebbe mai arrivato dove è arrivato. La fine della Rivoluzione Francese è stata quando la sinistra si è unita con l'estrema destra contro il centro: in quel momento la rivoluzione è stata liquidata. La sinistra non può mai unirsi con la destra e ancor meno contro il centro! Deve sempre dialogare con il centro”.




Cristina Guarnieri: "Vi racconto com'è nata La felicità al potere"



“Questo libro nasce dal discorso di Mujica al G20 in Brasile: ascolto quelle parole e rimango estasiata”, racconta all’HuffPost Cristina Guarnieri. “Attraverso l’ambasciata in Italia, cerco di contattare il presidente. Assieme all’altro curatore, Massimo Sgroi, proponiamo le prime domande. Mentre mi trovo in Argentina per lavoro, decido di provarci: mando una lettera alla presidenza. Poco dopo arriva la risposta: ‘Ci vediamo dopodomani a Montevideo’. A questo punto inizia il mio viaggio della speranza, tra navi, scioperi e carri bestiame. Fortunatamente faccio in tempo. Con il suo misto di ironia e malinconia, Pepe rimane colpito dalla storia della nostra casa editrice, una realtà ‘corsara’ in un tempo di crisi, che si ispira alla storica Editori Riuniti e alla cultura della sinistra negli ’60 e ’70”. Così prende forma “La felicità al potere”






28/01/15

La "lista" del liceo Manzoni e la storia di Edoarda ed Gli ebrei italiani nella Grande guerra: prima patrioti, poi discriminati

Lo so   che  sarete studi di leggere  post  sulla  giornata  della memoria   \ dela shoah  ma   certe cose  oltre  a non avere data    sono     ( primo caso    )  storie  incredibili o  smontano miti  ( nel secondo  caso )   quel del  nazionalismo fascista  e dell'esaltazione   della  grande  guerra

entrambe le cose  sono tratta da


http://www.famigliacristiana.it/ del  28\1\2015

28/01/2015  A 11 anni è stata espulsa a causa delle leggi razziali del 1938 dal ginnasio che frequentava a Milano. Insieme ad altri 70 ragazzi ebrei. Proprio oggi compie 88 anni e ieri, in occasione della Giornata della Memoria, Edoarda Flack ha ricevuto il diploma nello stesso liceo che l’aveva cacciata allora, il Manzoni di Milano.

di




«Ogni anno, in occasione della Giornata della Memoria, cerchiamo di promuovere delle iniziative per coinvolgere gli studenti e insegnare loro a ricordare. Ricordare è l’unica cosa da fare».


Come aveva scritto Primo Levi in “se questo è un uomo”: Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario. Così, quest’anno, in occasione della celebrazione dei 70 anni dalla liberazione di Auschwitz, la professoressa Olivia Merli del Liceo Classico Manzoni di Milano, insieme all’ex collega Zelia Grosselli e al marito professor Gian Guido Piazza, insegnante presso un altro rinomato classico milanese, il Parini, e soprattutto insieme alla dirigente Milena Mammani, hanno pensato di invitare l’ex allieva Edoarda Flack Cavalieri per conferirle, alla presenza degli allievi della scuola, il diploma di maturità honoris causa.
Quel diploma che allora non riuscì a prendere, cacciata insieme ad altri settanta ragazzi ebrei dal ginnasio che frequentava e poi sfollata nella vicina Svizzera, per sfuggire alla deportazione. Oggi Edoarda, o meglio Dada come la chiamano le persone care, compie 88 anni. La stessa età del marito, il dottor Renato Cavalieri, anche lui ex alunno del liceo Manzoni, al suo fianco in quest’occasione speciale, emozionato nel ricordare i terribili eventi di quegli anni.
Anche gli studenti sono emozionati nell’ascoltare le loro parole, nel cogliere i loro sguardi. Felici di poter essere presenti per quel piccolo tributo, quella “riparazione” da parte della scuola che li aveva cacciati tanti anni fa.
“Non ce l’ha fatta, invece, la compagna di banco e amica del cuore di Dada, Regina Gani”, spiega il professor Piazza. “Sfollate, le due ragazze hanno continuato a scriversi, per raccontarsi la loro tristezza e consolarsi a vicenda. Edoarda conserva ancora alcune di quelle lettere. Poi, purtroppo non ne seppe più nulla. Con la sua famiglia fu denunciata e deportata nel campo di sterminio di Auschwitz. Di loro non tornò più nessuno”. Proprio il professor Piazza con la moglie Zelia Grosselli, hanno fatto delle ricerche per anni insieme agli studenti per recuperare le storie di quei settanta ex studenti cacciati dai banchi di scuola. E ne hanno seguito le tracce. «La storia di Regina l'abbiamo ritrovata su Il libro della memoria», spiega ancora il professore. «In onore del suo nome abbiamo dedicato la biblioteca del Manzoni. C’è una targa per ricordare questa ex allieva sfortunata. Cacciata dalla scuola a 11 anni, proprio come Edoarda, morì a 18 ad Auschwitz durante le terribili “marce”»
  


26/01/2015  Una mostra al Museo ebraico di Roma racconta la partecipazione al conflitto della comunità israelitica. Partirono per il fronte in 5.000, ma il loro patriottismo non li rese immuni dalle leggi razziali del 1938

  di 

 


  “ Il vostro pensiero deve essere sempre rivolto al Buon Dio, alla Cara nostra Italia, alla famiglia. Sarò contento il giorno che saprò che avete fatto il vostro dovere verso la nostra Cara Patria (e di questo ne sono sicurissimo)”. Sono parole del giugno 1915 scritte da un padre al figlio impegnato al fronte durante la prima guerra mondiale. Lo scrivente è Prospero Anticoli. Il figlio Gabriele, classe 1889, era bersagliere nel 54° battaglione. Sono parole di affetto sincero per la patria. Nel 1916 Gabriele resterà anche gravemente stordito dallo scoppio di una granata, ma riuscirà a recuperare l'uso della parola e nel dopoguerra troverà un lavoro in Comune, a Roma. Eppure anche lui, combattente di guerra, cresciuto in un famiglia di sentimenti patriottici, non avrà sconti. In quanto ebreo, nel 1938 Gabriele Anticoli verrà cacciato dal posto di lavoro e nel 1943 riuscì a fuggire in Sudamerica, salvandosi così dalle persecuzioni razziali e forse anche dalla deportazione. La sua storia, con foto, lettere e altri documenti d'epoca, è raccontata nella mostra Prima di tutto italiani ospitata fino al 16 marzo al Museo Ebraico di Roma. Così, nell'anno del centenario dell'ingresso dell'Italia nella prima guerra mondiale, il Museo rende omaggio agli ebrei italiani che

e' lercio (n giornale satirico ) o non è lercio ? Il bambino sardo di dieci anni che vuole combattere con l'Isis

   canzone consigliata   oltre  la  guerra e la  paura   - Modena City Ramblers
 Vi  potrebbe interessare  una interessantissima discussione  su tale  news  avvenuta  sula mia bacheca  di facebook    http://goo.gl/vmdV6o


ma  fatevi quattro risate  . Spiegateli  come stanno le cose  ed  magari navigate  con loro    invece di parcheggiarli come si  faceva  con la tv    anzichè invocare filtri e censure    della rete per poi lamentarvi \  scandalizzarvi   se  da  internet o parelando  \  scherzando con gli amichetti     trae queste cose 

  da  unionesareda.it   d'oggi

La drammatica storia raccontata a Famiglia Cristiana dal padre Giovanni.
"Come si diventa islamici? Mi piacerebbe arruolarmi nell'esercito jihadista". A pronunciare queste frasi, davanti a un padre esterrefatto, è un bimbo sardo di 10 anni, che ha anche espresso il desiderio di imparare a sparare col fucile in modo da diventare, da grande, un ottimo cecchino.
Il genitore, Giovanni, ha raccontato la sua storia al settimanale Famiglia Cristiana. "Alle prime, io e
Un video di propaganda dell'Isis in cui compare un bambino
mia moglie non abbiamo dato troppo peso a quelle frasi, ma la mattina in cui, accompagnandolo a scuola, mi ha recitato, senza interruzioni, l'intera formula di giuramento di non so che rito iniziatico jihadista, mi sono preoccupato davvero,considerando anche il fatto che il ragazzo non aveva mai manifestato particolare entusiasmo di fronte a una poesia da imparare a memoria". Inoltre il bimbo dimostra di conoscere molto bene il nuovo modello di fucile mitragliatore in uso ai gruppi terroristici di al Qaeda e dell'Isis. "Sono andato subito a verificare su internet - continua Giovanni - e ho dovuto constatare, con spavento, che le informazioni in suo possesso erano corrette". Ma, si chiedono lui e sua moglie, chi o cosa può aver alimentato un interesse simile in un bambino della sua età? I genitori cominciano a indagare nell'ambito scolastico: "Grazie soprattutto all’interessamento del preside dell'istituto frequentato da mio figlio - dice il padre - scopro che un suo compagno, che contrariamente a lui ha libero accesso alla rete, aveva scaricato una grande quantità di video sull'Isis e le sue attività, e su altri gruppi estremisti islamici e li aveva condivisi con mio figlio e altri ragazzini". Il preside quindi è intervenuto, ma le fantasie e i discorsi del bambino non sono cambiati molto, arrivando, pochi giorni fa, a commentare i fatti di Parigi e la strage alla redazione di Charlie Hebdo: "La colpa di quanto accaduto è di noi occidentali che abbiamo preso in giro il loro Dio".
Giovanni ha deciso di raccontare la sua storia "allo scopo di allertare tante madri e padri, perché questo fenomeno è più diffuso di quanto si creda, e il primo filtro sta in famiglia". "Non ci pare affatto - conclude - di essere quel tipo di genitori assenti che non vigilano sui propri ragazzi. Pensi che una cosa del genere non possa capitare a tuo figlio, e invece...".

MA LA FINiTE DI GETTARE MERDA OPS FANGO SULLE DUE COOPERANTI ED OCCUPATEVI DI COSE PIU' SERIE

  per  i bufalisti incalliti e  per  queli occasionali    potrebbe inrteressare  \  essere utile questo mio  vademecum  ( che  aapplico  , non immune ,  contro le  bufale  )

 Sarebbe bello    se  i familiari    delle   due ex  cooperanti   denunciassero 'sti sciacalli che  ancora  si divertono ( ma non hanno un  cacchio da fare .  ma   gli occhiali almeno gli  mettono  ?    )   a  gettarli addosso  tanto rancore  Per  giunta con delle news  false  e distorte    che poi vengono smentite


 Infatti  mi    fa  meraviglia  che    : a denunciarne la  bufala sia   un  giornale  (www.unionesarda.it) Berlusconiano


Mercoledì 28 gennaio 2015 17:21
Fa il pieno di condivisioni l'immagine di una giovane armata attribuita a una delle due cooperanti rimaste prigioniere in Siria. Ma è l'ennesima bufala...
"Vergogna! Ecco la foto che inchioda una delle due ragazze italiane liberate! Abbiamo
la foto bufala
pagato un riscatto all'Isis per prenderci una sua combattente!". Questo il messaggio che accompagna la foto di una giovane con in spalla un fucile da guerra, diffusa sul web e che sta facendo il pieno di clic e condivisioni tra i tanti utenti che sostengono la teoria del complotto sulla vicenda di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo o che si dicono indignati per il (presunto) riscatto pagato. Peccato, però, che si tratti di una gigantesca bufala. A smascherarla è stato il Post. L'immagine infatti, non ritrae né Vanessa né Greta. Bensì una giovane soldatessa dell'esercito curdo, che da mesi sta combattendo in prima linea per fermare l'avanzata dello Stato Islamico assieme alla Coalizione internazionale guidata dagli Usa. L'ennesimo di una lunga serie di "granchi" insomma, il più celebre dei quali resta sicuramente quello preso dal senatore Maurizio Gasparri, che aveva dato credito alle voci (anche in questo caso rivelatesi completamente prive di fondamento) di presunti rapporti sessuali consenzienti tra le due cooperanti e i loro carcerieri.



  che   ci sia  gente    che  invece  di  verificare   prima  di usare  il tasto mi piace   , mette  mi piace a  simili bufale  ( metaforicamente  )  e  non verifica 

«Tutti mobilitati per le cooperanti.[ed i Marò' ] << Per mia figlia nessuno si muove>>. il caso del Rapimento Houda Emma

  per  saperne di più

da   http://www.sostenitori.info/

  27 Gennaio 2015 – «Il ministero degli Esteri mi ha risposto che in quella zona non abbiamo margini di movimento, ma quando ho sentito che sono state liberate le due cooperanti rapite in Siria, e di questo sono felice sia chiaro, ho pensato a mia figlia. Per lei non ci sono margini di movimento?». Alice Rossini ha la voce ferma e decisa, ma il dolore per la perdita della figlia trapela da ogni singola parola. Non vede la piccola Houda Emma dal 18 dicembre 2011, quando il padre l’ha rapita e porta in Siria. Anni di angoscia e silenzi, interrotti solo da sporadici contatti con l’ex marito che non ha mai voluto riportare Emma dalla mamma. Eppure la piccola, che il 20 marzo compirà 5 anni, è cittadina italiana a tutti gli effetti. Il padre, Mohammed Nadeen Kharat, non ha mai registrato in Siria il suo matrimonio con Alice e neppure la nascita della figlia. Di fatto, Emma si trova in un paese straniero, in parte sotto il controllo dell’Isis, da clandestina. L’uomo è arrivato a chiedere all’ex moglie anche
un riscatto di 300mila euro per riconsegnare la bimba. Una storia terribile che, nonostante gli appelli lanciati in rete, le richieste d’aiuto fatte arrivare alle istituzioni, interrogazioni parlamentari, una lettera alla presidente della Camera e l’interessamento del Coordinamento internazionale associazioni per la tutela dei diritti dei minori (Ciatdm) e l’intervento dei media, da anni non arriva alla conclusione. Dal 20 gennaio al 20 marzo proprio il Ciatdm ha organizzato una sorta di flash mob virtuale su Facebook, invitando chi partecipa ad inviare una e-mail con la propria foto e con un cartello in mano con la scritta «io sono Houda Emma», da inoltrate poi al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.
Alice, da quanto non vede sua figlia?
«Non vedo Houda Emma dal 18 dicembre 2011. Il mio ex marito ed io eravamo in fase di separazione. Durante uno dei giorni in cui gli era consentito vederla l’ha portata via. Da quel momento è iniziato il mio incubo».
Lei e il padre di sua figlia quando vi siete lasciati?
«Ci siamo separati ad agosto 2011, dopo mesi di guerre e denunce. Andavo dai carabinieri a dire che mi minacciava. Mi cercava al lavoro dicendomi: “Stai attenta perché se non stai con me tu e la bimba siete morte”. Oppure alla nove di sera suonava alla porta per vedere la bambina, pur sapendo che lei dormiva e che non era il giorno di visita. Ad un certo punto è cambiato di colpo, diventando un padre perfetto e accettando persino la separazione consensuale. Prendeva la figlia nei giorni prestabiliti e la riportava a casa. Era tutto organizzato per farmi tranquillizzare. Il giorno prima del rapimento ha portato a casa la bambina con regali di Natale anche per me. Il giorno dopo è scappato.

Mentre ero dai carabinieri ricevo un sms: ora voglio vedere cosa fai. Siamo in Siria e non ci vedi più».
Il suo ex marito è di religione musulmana?
« Definirlo così è un’offesa per i musulmani. Era credente a suo piacimento: non pregava mai, beveva, fumava e osservava il Ramadan quando gli pareva».
Esclude che possa essere arruolato tra le file dell’Isis?« Io non credo sia con l’Isis, perché lui è un coniglio e un fifone, anche se raccontava che all’asilo gli hanno insegnato a lanciare le bombe. Risulta vivere nelle zone controllatedallo Stato islamico, ma non credo abbia contatti con loro».
Mohammed è cittadino italiano?
« No, aveva il permesso di soggiorno e stava per ottenere la cittadinanza. Ora ha un mandato di cattura internazionale per sequestro di persona. Non è irreperibile, perché la trasmissione televisiva “Le Iene” in 2 settimane lo ha trovato».
In che modo è stato rintracciato?
«Ha dato i contatti alla trasmissione, così come ho fatto con il ministero degli Esteri e con l’Interpol. Mi è stato risposto che in quella zona l’Italia non ha margine di movimento. Nessuno mi ha contattata e nessuno mi ha mai detto che sarebbero iniziate le ricerche. Quando ho sentito che le due cooperanti (Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, ndr) erano state liberate, sono stata felice. Ma per me e mia figlia perché non ci sono margini di movimento?».
Alice ha idea di dove si trovi sua figlia adesso?
«La bambina non è con il padre, ma è stata affidata ai nonni paterni che sono anziani e malati».
 A.P.
(fonte Francesca Musacchio su Iltempo )

27/01/15

Ma chi lo ha eletto uno come Giovanardi: “Nessun olocausto dei gay. Dai nazisti solo persecuzione”


Lo striscione di Militia esposto fuori dal parco Rabin a Roma (ansa)
Come se  non bastassero i soliti  imbecilli  di Militia  e  simili ( vedere   nella  note  cosa  è successo a Roma foto a destra  )   ci  manca  anche  'stro cretino ,è a dir poco ,di Giovanardi   con le suie insulse  dichiarazioni  .Ora lo  so che parlare di questo imbecille è come sparare sula croce rossa ma  non riesco a rimanere impassibile a tali fesserie ed ignoranze . Infatti << leeggo  sul sito  di Gaywawe.it    più precisamente qui  <<   (... ) la posizione dei Radicali, che senza mezzi termini invitano Giovanardi a tacere una buona volta: “Noi di fronte a questa ennesima esternazione non possiamo che dire a Giovanardi: facevi meglio a stare zitto, almeno su questo >>




 Infatti

Dopo le dichiarazioni in cui venivano equiparati un bacio fra due donne al reato di atti contrari alla pubblica decenza,l'ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio è tornato sul tema dell'omosessualità, con una ricostruzione storica 'personale'.
“L’Olocausto dei gay non c’è mai stato. C’è stata invece, questo sì, una persecuzione dei gay. Ma per essere chiari di Olocausto ce n’è stato uno solo, ed è stato quello del popolo ebraico, anche dal punto di vista legislativo, normativo; tutti elementi che hanno costituito l’unicità di questo terribile dramma storico”. Dopo le dichiarazioni in cui venivano equiparati un bacio fra due donne al reato di atti contrari alla pubblica decenza, il deputato del Pdl Carlo Giovanardi è tornato con una lezione di storia sugli omosessuali durante una intervista al programma Klaus Condicio condotto da Klaus Davi.                                                                                        [....]




Lo so   che rispondere   con  dei link   a   chi come Giovanardi e suoi simili (   rappresentati da questa  poesiola  sotto riportata  )

Quelli che...olocausto uguale foibe oh yes....
quelli che....mai stato l'olocausto..oh yes...
quelli che....per non scordare di ricordare ciò che non si deve dimenticare...oh yes...
quelli che....ma sarà vero? oh yes....
quelli che....metto il nastro nero..oh yes...
quelli che....rosa rossa su sfondo grigio..oh yes....
quelli che....il filo spinato...oh yes....
quelli che....quando c'era lui...oh yes....
quelli che....contrapposizione...oh yes...
quelli che....rosso o nero sempre morte è...oh yes...
quelli che....auschwitz non è una canzone..oh yes...
quelli che....revisionismo storico..oh yes...
quelli che....vuoi sapere la verità?...oh yes...
quelli che....islam uguale ISIS...oh yes...
quelli che....Salvini ha ragione...oh yes...
quelli che.....lo ha detto il TG1..oh yes...
quelli che.....c'era scritto su facebook...oh yes...



  che  affermano simile idiozie accertate dalla storia  sarebbe come dare le perle ai porci : Ma  me  ne frego e ricordo ed insisto fornendogli materiale  su tale  argomento  ( vedere  sotto  di più per ricordare il 27 gennaio nella sua diversità e a 360 ° non solo di un determinato gruppo etnico religioso  


 da  http://www.olokaustos.org/argomenti/homosex/index.htm   suddiviso  in   


  in particolare  io    riporto qui il 4  



Le porte dei campi di concentramento si aprirono per gli omosessuali molto presto: nel 1933 abbiamo i primi internamenti a Fuhlsbuttel, nel 1934 a Dachau e Sachsenhausen. Molte centinaia furono internati in occasione delle Olimpiadi di Berlino del 1936 per "ripulire le strade".
Tuttavia le cifre - se confrontate con l'enormità dello sterminio degli ebrei europei - mostrano un atteggiamento apparentemente contraddittorio da parte delle autorità naziste. Vi è concordanza sulle cifre degli omosessuali morti nei campi di concentramento tra il 1933 ed il 1945: circa 7.000. Si trattava per la quasi totalità di omosessuali di nazionalità tedesca, poiché, a differenza degli Ebrei e degli Zingari, i nazisti non perseguitarono o cercarono di perseguitare gli omosessuali non tedeschi.
Campo di Sachsenausen: internati omosessuali (1938)

Sempre tra il 1933 ed il 1945 le persone processate per la violazione del Paragrafo 175 furono circa 60.000, di questi circa 10.000 vennero internati nei campi di concentramento. Gli altri furono condannati a pene detentive. 
Come si spiega questo apparente trattamento "mite"? 
I nazisti distinguevano tra "cause ambientali" che avevano condotto alla omosessualità e "omosessualità abituale". 
Nel primo caso il carcere duro, i lavori forzati, le cure psichiatriche e la castrazione volontaria erano ritenuti provvedimenti utili al reinserimento nella società. Nel secondo caso invece l'omosessualità veniva considerata incurabile. 
Il tasso di mortalità degli omosessuali nei campi fu del 60% contro il 41% dei prigionieri politici ed il 35% dei Testimoni di Geova. Un altro dato significativo è dato dal fatto che due terzi degli omosessuali internati morirono durante il primo anno di permanenza nei campi. 
Campo di Sachsenausen: internati omosessuali (1938)
Una transessuale tedesca che lavorava all'Eldorado. Ricadendo nella categoria degli "omosessuali abituali" e quindi incurabili, le transessuali furono le vittime più faciliQuesti dati portano a due conclusioni ancorché provvisorie. 
La prima: tra gli omosessuali internati un considerevole numero doveva essere rappresentato dalla fascia di "omosessualità abituale" più evidente e cioËdalle transessuali. La seconda: l'omosessualità "abituale" veniva considerata una malattia degenerativa della "razza ariana" e, per questo motivo, sugli omosessuali vennero condotti con particolare intensità esperimenti pseudoscientifici quasi sempre - come vedremo - mortali. In più, come emerge dalle testimonianze, l'accanimento delle SS contro gli omosessuali era particolarmente violento. 
Una transessuale tedesca che lavorava all'Eldorado. Ricadendo nella categoria
 degli "omosessuali abituali" e quindi incurabili, le transessuali furono le vittime più facili
A questo si aggiunga che i detenuti omosessuali - a differenza delle altre categorie --- secondo le numerose testimonianze assumevano un atteggiamento di rinuncia alla sopravvivenza con un tasso di suicidi (gettandosi sul filo spinato elettrificato dei campi o rifiutando il cibo) estremamente elevato.                              Più di altri prigionieri gli omosessuali subivano un crollo psicologico profondissimo. In un primo tempo gli internati in base al Paragrafo 175 erano costretti ad indossare un bracciale giallo con una "A" al centro. La "A" stava per la parola tedesca "Arschficker", sodomita. Altre varianti furono dei punti neri o il numero "175" in relazione all'articolo di legge. Soltanto successivamente, seguendo la rigida casistica iconografica nazista venne adottato un triangolo rosa cucito all'altezza del petto.
La vita nei campi di concentramento per i "triangoli rosa" fu terribile e seconda soltanto ai prigionieri ebrei. 
La storia di Heinz Heger in questo senso è illuminante. Heinz Heger era uno studente ventiduenne dell'Università di Vienna senza alcun impegno politico, non era membro dell'associazione studentesca nazista né di qualsiasi altra organizzazione. 
Cresciuto in una famiglia cattolica osservante ciononostante trovò in sua madre comprensione e accettazione per la sua omosessualità. Heinz non fece mistero con nessuno della propria omosessualità e gli effetti non tardarono a manifestarsi. Il padre venne licenziato e intorno alla famiglia si fece il vuoto a causa dell'arresto di Heinz per violazione dell'Articolo 175. A seguito dell'arresto il padre si suicidò lasciando un biglietto per la moglie con queste parole: "E' troppo per me. Perdonami. Dio protegga nostro figlio".
Arrestato nel 1939 Heinz venne processato e condannato a 6 mesi di prigione. Il partner di Heinz non venne giudicato per "disordini mentali". Trascorsi i 6 mesi ad Heinz venne notificato che su richiesta del Dipartimento Centrale di Sicurezza non sarebbe stato scarcerato ma trasferito al campo di concentramento di Sachsenhausen. Qui dopo essere stato malmenato come benvenuto e lasciato ore in piedi nel campo in pieno inverno venne sistemato nel blocco degli omosessuali che all'epoca ospitava 180 persone. In omaggio all'idea nazista che attraverso il lavoro duro si otteneva la "purificazione" i prigionieri erano adibiti a lavori pesanti senza senso come spazzare la neve a mani nude trasportandola su un lato della strada per poi essere costretti a portarla tutta sul lato opposto. 
A maggio del 1940 venne trasferito al campo di concentramento di Flossenburg dove rimase sino alla fine della guerra. 
 Con la liberazione dei campi da parte degli Alleati paradossalmente  ---- ma  questa  è un altra storia    sempre  di  brutture  che va   pero  al di la   dell'olocausto nazista iniziata  nel  lontano 187  e  finita  nel 1994   dopo  l'unificazione della Germania e l'abolizione del famigerata legge "Paragrafo 175"    --- [ corsivo  mio   ] i triangoli rosa non riacquistarono la libertà. Americani ed Inglesi non considerarono gli omosessuali alla stessa stregua degli altri internati ma criminali comuni. In più non considerarono gli anni passati in campo di concentramento equivalenti agli anni di carcere. Ci fu così chi, condannato a otto anni di prigione, aveva trascorso cinque anni di carcere e tre di campo e per questo venne trasferito in prigione per scontare altri tre anni di carcere.


 E  se   tali persone   prima d'aprire  quel cesso di bocca  oltre a  collegare il cervello  quando parlano    volessero saperne di più  ecco  un altro sito  su  tale argomento  ( cvioè l'olocaustoi nhellgay  nie lager nazisti  )   la pagina di di http://it.wikipedia.org/