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03/04/19

eppure dicono che Casa Pound non è fascista il caso di Roma, protesta a Torre Maura: calpestano i panini destinati ai rom accolti nel quartiere

Roma, protesta a Torre Maura: calpestano i panini destinati ai rom accolti nel quartiere


"Fate schifo, zozzoni. E gli portate pure da mangiare". Decine di cittadini hanno protestato a Torre Maura, periferia di Roma, contro un addetto ai lavori che stava consegnando pane a una settantina di persone di etnia rom ospitati da una struttura di accoglienza della zona. L'uomo, spintonato dai manifestanti, ha lasciato cadere a terra i panini che sono stati calpestati dai residenti per evitare che venissero poi consegnati ai destinatari. 
La protesta è stata organizzata nel giorno del trasferimento di alcune decine di rom in uno stabile del VI municipio, risultato vincitore di un bando europeo come struttura di accoglienza.

Video H24, immagini Fabio Falanga


questa  invece  è il resenìconto  di   https://corrieredisiena.corr.it/ 03.04.2019 - 14:30  che  riporta  questa  a genzia  di  (askanews)
 Hanno calpestato i panini portati al centro accoglienza e poi in serata è scattata la guerriglia urbana, con cassonetti e auto dati alle fiamme, per protestare contro il trasferimento di 75 rom nel centro accoglienza di Torre Maura, periferia Est della Capitale.
Il gesto di disprezzo e rabbia è ripreso da una diretta Facebook di Mauro Antonini, responsabile per il Lazio di CasaPound.
"Guardate la popolazione, è indignata, si sono rotti le p... , gli stanno già apparecchiando la tavola. Qui la gente non li vuole, la misura è colma, Torre Maura non è un quartiere razzista, è un quartiere che ha sempre tollerato"
Il trasferimento dei nomadi, fra cui 33 bambini, era iniziato ieri pomeriggio. Diversi residenti del quartiere hanno iniziato a manifestare in strada chiedendo alla Polizia municipale di sospendere le operazioni. Inizialmente una trentina, con il passare delle ore sono diventati circa 300, controllati dal Reparto mobile della polizia.
"Questa merda qua stasera deve uscire. Dove cazzo sta la Raggi?", dice una residente infuriata.
Nella notte un vertice nel Municipio VI ha deciso di sospendere il trasferimento dei rom e CasaPound ha subito gridato alla vittoria. La sindaca Raggi ha commentato così il giorno dopo:
"Non possiamo cedere all'odio razziale, non possiamo cedere contro chi continua a fomentare questo clima e continua a parlare alla pancia delle persone, e mi riferisco a CasaPound e Forza Nuova"

Appena  ho sentito    questa  news    mi chiedo  chi  è  più merda   gli abitanti  di tale  zona   o  casa  ound   che  gli istiga  e  li sostiene  ?  
Ma  ppoi   quesa  elucubrazione     svanisce     nel  vento   . 
Ora   Capisco  gli abitanti  del quartiere   e le  loro  paure   ( anche se  dettate  al  90  %  da  pregiudizi  e  stereotipi  )  , cosi  come   la   destra   extra  parlamentare   che  deve per   radicarsi  (  o  confermare  la loro posizione  ) sul territorio   anche  se  lo  fa   puntando   sulla  paura  e  su  gli istinti   più bassi  .  Ma     tali persone  , la  stessa  cosa  direi  se  a  farlo  fossero   quelli della mia  parte  politica   ,  sono proprio delle  merde    .  
Lo so  cher non   dovei  insultare  delle persone e quindi contribuire  alla  diffusione  dellodio  , rischiando  di  scadere   \ abbassarmi all  loro stesso  livello  , oltre  che    essere  incoerente  con quanto  dicevo nne  miei  precedenti  post  critici   verso   gli  ....  odiatori  ....  in particolare in questo : << 
Cari haters.... ops ... odiatori [....] >>
https://ulisse-compagnidistrada.blogspot.com/2019/03/cari-haters-ops-odiatori-risposta-agli.html



Ma  davanti    a tale violenza   ,  cosa  bene  diversa da  un presidio  o  fash mob  ,    ed  odio  simile   non riesco a teacere   ed    andifnarmi ed  a  tirare  fuori  da  me  



se  proprio volevoano  fare    una protesta per fare situazione potevano  distruire  quel  pane   hai   bisognosi  , visto  che  sono  quelli che     gridano  #primagliitaliani   anzi che sprecarlo     e  rovinarlo  cosi    dimenticandosi    che  
  da    https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/calpestare-pane-calpestare-umanit

[....] quel pane. Il gesto del calpestare il pane, come fosse immondizia: «Così non mangerete». A Roma, Italia. Un Paese in cui molti hanno ancora la memoria del pane come cosa sacra, che, se avanza, non si butta, mai: si riutilizza, e magari le briciole vanno ai passeri, sui davanzali, ma non nei rifiuti.
Il pane non si butta: quasi tutti abbiamo ancora il ricordo di nonni e madri che bruscamente proibivano, nello sparecchiare la tavola, che si sprecasse il pane. Come se ci fosse in quello spreco un disprezzo del lavoro degli uomini, e una irrisione della fame; e quasi una tacita bestemmia. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, recita il Padre Nostro, e pure in una troppo ampia dimenticanza della fede cristiana rimane fra noi ancora, almeno negli adulti, e in non pochissimi giovani, la consapevolezza che il pane non è un cibo come gli altri, che il pane è cosa da trattare con religioso rispetto.
Per questo le immagini da Roma colpiscono come un pugno. Minacce aggravate da odio razziale, è l’ipotesi su cui indaga la Procura, mentre il ministro dell’Interno condanna l’accaduto, misurando come raramente accade le parole, senza eccessiva indignazione, e intanto promette per la fine del suo mandato «zero campi rom» – giacché ogni occasione è buona per questa continua, sfinente campagna elettorale. Ma al di là delle parole di giudici o ministri è la faccia segnata di quella madre rom accerchiata a restarci in mente, è quel pane che dei poveri hanno calpestato, l’altra sera a Torre Maura, perché non andasse a dei più poveri di loro. Un segno di imbarbarimento in questa Capitale sporca e trasandata.
Splendida in ogni pietra del passato, e così degradata nelle periferie dell’oggi: quasi che si fosse perso il senso del vivere insieme. Su questo malessere ormai di vecchia data soffia ora un vento che gonfia la rabbia e l’intolleranza. L’humus perfetto per promettere «ordine». Non avendo a cuore né gli inquilini degli scalcinati palazzi di Torre Maura, né tantomeno quei settanta scacciati, ma solo un proprio disegno di potere. E quanti, attorno, che applaudono. Il pane calpestato come l’icona, allora, di uno smarrimento di vita, di una smemoratezza di radici e speranze comuni.
cosi facendo dunque  perdono quel bricciolo   di ragione  e comprensione  .

06/01/19

riflessioni a freddo Massimo Asquini Assessore leghista a Monfalcone e del vicesindaco leghista di Trieste, Paolo Polidori sono razzisti oppure no ?


per  approfondire
il mio precedente post


ed atri due  articoli  (  Lo  so  che sono  vecchi  cronologicamente  ma   più attuali  che mai )  da  un  giornale   particolare



nel primo caso

   si lo è  perché   quando gli stereotipi   su una determinata  " categoria   , regione , religione   , gruppi etnici  ,  popolazioni  , ecc  vengono ripetuti     finiscono per  diventare  razzismo o  ( ma  no  questo   per  fortuna il  caso in questione  )  antisemitismo . E poi   quando lui  riponde   che non ha detto niente  di  male  lo pensano  tutti  , purtroppo  è  vero ,  ma la   pensano   perchè   dpo anni   di martellante propaganda    gli  viene  inculcato



L'immagine può contenere: 1 persona, occhiali e testo



Nel  secondo  fato


Si lo   è   ma  allo stesso tempo  può anche non esserlo  perché  accertarsi   visto  il  suo ruolo   come si stava procedendo  con quella persona   o persone   evitando  o arrampica ture  sullo specchio



o  mia  culpa  di circostanza

Entrambe le  vicende   soprattutto la prima  non tengono conto  che  esiste , ed  è  come un   fenomeno  carsico    anche un  Italia   che  non a pensa   cosi     ed  dove  ogni giorno  in  alternativa   al  loro modello    si  tessono e  si   portano avanti    vecchie  e nuove   reti di   solidarietà  ed  a  farlo non sono quelli che   loro (  e non solo  )    chiamano    radical chic    come dimostra questo aggiornamento

da https://www.repubblica.it/cronaca/2019/01/06/


La solidarietà dei cittadini di Trieste dopo il gesto del vicesindaco, portano al clochard coperte e maglioni

La solidarietà dei cittadini di Trieste dopo il gesto del vicesindaco, portano al clochard coperte e maglioni
"Ti chiediamo scusa a nome della città di Trieste", scrivono su un cartello


Dopo il gesto del vicesindaco di Trieste, il leghista Paolo Polidori, che si è vantato di aver buttato la coperta di un clochard che dormiva per strada, arriva la solidarietà dei triestini. Nella serata di sabato, quando il termometro era sceso vicino allo zero, alcuni cittadini hanno portato in via Carducci, la via centrale dove il clochard si era rifugiato, una serie di coperte e maglioni e un cartello scritto su un cartone per esprimere solidarietà all'uomo.
Sul cartello c'è scritto: "Caro amico, speriamo che questa notte tu soffra meno il freddo. Ti chiediamo scusa a nome della città di Trieste. Ps. In caso di mancato ritiro non gettare nulla, provvederemo al recupero entro domani, grazie".


Il vicesindaco leghista si è difeso dicendo di non essere razzista. Mentre l'opposizione ne ha chiesto le dimissioni, il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza (Forza Italia), non sembra intenzionato a prendere provvedimenti nei confronti di Polidori, secondo quanto scrive oggi il quotidiano della città, Il Piccolo.
Non è chiaro se dopo l'episodio l'uomo sia ancora a Trieste o se abbia lasciato la città.

25/11/18

per la giornata contro la violenza sulle donne meglio una campagna shock che una banale e ridicola come quella di quest'anno



leggi anche
effetti dell'analfabetismo funzionale e fake news su una provocazione per sensibilizzare la battaglia contro il femminicidio e la sua cultura


AVVISO ALLE FEMMINISTE E NON Da leggere tutto, altrimenti si scambia aglio per cipolla come è successo per l'iniziativa di Nantes ( vedi url sopra ) .

Ora veniamo al post vero e proprio .


Eccoci come ogni anno alla giornata contro le violenze sulle donne . Un' altra giornata ipocrita puli coscienza . E ai soliti , salvo eccezioni , dei soliti post \ foto simbolo di scarpe rosse ed altre amenità. Poichè immagino già , sono lungimirante 😂😜😊😁, che ci sarà ancora qualcuno\a che . nonostante l'abbia chiarito più volte in precenti articoli ( I II ) mi accuserà e mi dirà che sminuisco le lotte delle donne contro i femminicidi neanche rispondo e ci perdo tempo a in spiegazioni , si rileggano gli articoli linkati nelle righe rprecedenti .
Ora mi chiedo << [...] Ogni anno sento nomi nuovi nell’elenco infinito delle vite perdute e mi chiedo: cosa celebriamo se non cambia mai niente? [...] >> ( continua qui sulla bacheca di
Alessandra Cicerano ) Proprio come questo inervent intervento preso dalla rete di un familiare di una donna uccisa dal marito davanti ai figli e i traumi creati ai sopravvisuti .

La campagna di querst'anno per tale fgenomeno è ridicola è poco incisiva chiunque a parole si potrebbe mettere un trucco e dire sono contro la violenza sulle donne . Una campagna che non mette in risalto la base culturale ed antropologica del femminicidio e non provoca , reazioni e riflessioni come quella di due anni fa la quale dimostra che la : << [.... ] lotta contro la violenza sulle donne, l'Italia ha ancora molta strada da fare. Non basta la nuova legge contro il femminicidio, non bastano le campagne organizzate in occasione del 25 novembre, non bastano i testimonial vip, gli incontri e le conferenze. Quel che serve, come ha detto il premier Enrico Letta e come ci ha raccontato l'avvocato Antonietta Confalonieri, è «un cambiamento culturale».[..] >>
Infatti la campagna di quest'anno con soliti vip politici che sono buoni solo a parlare ma quando si tratta d'agire dal punto di vista delle leggi o di proporre modelli culturali alternativi sui media ( vedere come gli esperimenti sociologi vengano presi sul serio e scambiati come reali ) perchè di una battaglia culturale ci vuole non solo fesserie ipocrite e come quella di quest'anno o scarpe rosse non fanno niente di concreto . meglio una vecchia campagna di sensibilizzazioned ripetuta all'infinito , quando i creativi e chi le commissiona non ha idee ( infatti quest'anno non è stata ripetuta ma ne hanno fatta una più blanda per paura di scioccare \ shoccare )





Se proprio si vuole sensibilizzare , anche se sono convinto che si debbba andare oltre affrontando il problema alla radice e non solo in maniera pulisci coscienza ed ipocrita , ecco un campagna secondo me incisiva fatta in giappone .
In quanto anche l'alcool incide pesantemente , vedere l'ultimo fatto di cronaca dove un padre alcolizzato e manesco verso la moglie ha ucciso ,knendiandone la casa , il proprio figlio .







lo so che bisognerebbe andare  oltre  le  campagne  di  sensibilizzazione    ed  i  soliti enunciati . Ma  fin quando   ci saranno tabu ipocriti   che  relegano   quei pochi programmi intelligenti e ben   fatti  ad orai  assurdi   , vedere  il caso  di  quela  puntata   della trasmissione  presa  diretta  di Iacona  in cui la  parte  in cui   si parlo del cyber   e   del sexy bullismo  venne   spostata    alle  23  .  Le  mie soluzioni    per  anniettare    tale  fenomeno   sono  cosi ovvie   e  sotto gli occhi  di  tutti  , compresi quelli che  ben  pensano  e  poi razollano male   e  sono causa  del persistere    e del durare  di tale  situazione   che  non capiscono  che  i  tempi stanno cambiano e   che  tali  tabù  (    vedi la  cultura   da  family dauy  e  antigendere  oppure    quando    se ne parla   a  scuola   senza  tabu' viene  accusato  de'essere comnista o  di fare  poitica  )  e concezioni      debbano essere   accantonate  se  si vuole   fare  un vera LOTTA   \ BATTAGLIA  CHE  è  UNA   BATTAGLIA  CULTURALE      e  di  civiltà .


concludo con questo soffondo musicale di una canzone di Michele Amadori che poi è anche la colonna sonora del post d'oggi








08/10/18

perchè le femministe vedono in una battura stronza e piena di luoghi comuni del sessismo ? Il benzinaio sessista e i cappelletti

leggendo la storia riportata da concita de gregorio sulla rubrica del 7\10\2018 mi chiedo e chiedoale mie amiche femministe e non solo ed ai noi uominiche lottiamo contro le discriminazioni di genere : perchè vedete il sessimo ovunque ? è vero potrebbe essere ed è visto che l'imbelle non si è scusato ne ha ammesso l'errore sempre uno stereotipo , la donna in cucina o brava in cucina inetta in altre faccende.perchè vedete il sessimo ovunque ? è vero potrebbe essere ed è visto che l'imbelle non si è scusato ne ha ammesso l'errore sempre uno stereotipo , la donna in cucina o brava in cucina inetta in altre faccende.perchè vedete il sessimo ovunque ? è vero potrebbe essere ed è visto che l'imbelle non si è scusato ne ha ammesso l'errore sempre uno stereotipo , la donna in cucina o brava in cucina inetta in altre faccende.






a voi ogni giudizi in merito


  • Il benzinaio sessista e i cappelletti

    Francesca non ne può più di sorrisetti e battute sessiste
    Francesca non ne può più di sorrisetti e battute sessiste
    Grazie a Francesca Mazzotti, Ferrara
    "Voglio raccontare un breve episodio di maschilismo quotidiano (uno dei tanti). Dopo aver provato a far rifornimento alla macchina al distributore di via Wagner a Ferrara e aver constatato che l'erogatore del carburante non funzionava, decido di chiedere aiuto al benzinaio di turno in quel momento, che alla mia richiesta risponde: ‘Sai fare i cappelletti? Tu puoi farmi i cappelletti e io ti faccio rifornimento’. (Mi chiedo se non mi debba considerare fortunata di aver ricevuto questa proposta, in fondo avrebbe potuto chiedermi una prestazione di ben altro tipo in cambio di fare il lavoro per cui è pagato)"."Mi avvalgo quindi della facoltà di non rispondere a cotanta cafonaggine e aspetto allora che l'illuminato signore mi mostri come devo fare per mettere il carburante, perché deve aver pensato che il solo fatto di avere delle protuberanze sul petto mi impedisca di eseguire i passaggi come sono chiaramente elencati sul cartello affisso alla pompa"."Il Giudizioso arrivato a questo punto è riuscito a constatare che il problema non era causato da una mia ipotetica demenza ma da un malfunzionamento tecnico della pistola erogatrice. Ovviamente Messer Villanzone non ha preso nemmeno in considerazione l'ipotesi di porgermi delle scuse, eppure io qualcosa da  dire, a lui e al signor Cliente becero che ha riso di gusto alla sua battutina sessista invece di dirgli quel che si meritava, ce l’ho: i cappelletti li so fare, perché fortunatamente mia nonna ha dedicato amore e passione a trasmettermi quest'arte prima di andarsene, e sicuramente non la condividerò mai con lei signor Villanzone, così come so pulire la casa ed i vestiti, rammendare i calzini e fare una serie di altre azioni che evidentemente lei valuta di poco valore e quindi crede debbano fare le donne mentre io le reputo molto dignitose; però so anche intonacare una parete ed imbiancarla, usare il decespugliatore, il trapano, guidare la moto, parcheggiare la macchina e tante altre cose che per lei forse sono troppo maschili inadatte ed incompatibili ad una giovane persona di sesso femminile, ma per me no!"."Giorno dopo giorno tutte noi donne ci ritroviamo faccia a faccia con queste situazioni, e la cosa peggiore che può accadere, e che purtroppo accade, è considerare tutto questo normale, ma normale non è, e per questo non lo possiamo e non lo dobbiamo accettare. La sfida più grande che ci dovremmo porre in quanto donne è pretendere che valgano anche nei nostri confronti le più semplici regole di rispetto, a partire dai piccoli gesti, a partire dalle parole che usiamo e che vengono usate per rivolgersi a noi"."Sono stanca di dover subire giorno dopo giorno questi atteggiamenti, che sembrano insignificanti, ma che a forza di non essere contrastati sono diventati una piaga che si annida nella nostra società e  si trasforma in forme di non-rispetto verso le donne. Non-rispetto  che troppo spesso finisce con la violenza. Io non me ne starò mai zitta davanti a tutti questi atteggiamenti, e come me tante altre donne non lo faranno, quindi, mi rivolgo a tutti i maschi sessisti che fino a ora hanno creduto di poter dire qualunque cosa su di noi, sappiate che le cose cambiano, sì questo atteggiamento cambierà!”.

    22/01/18

    Essere Altro e altrove. Il nuovo libro di Cristian A. Porcino Ferrara

    Il nuovo libro di Cristian A. Porcino Ferrara arriva a due anni di distanza da “Canzoni contro l’omofobia e la violenza sulle donne” che ha ricevuto diversi apprezzamenti istituzionali. “Altro e altrove” raccoglie un sapere ‘eretico’ che spinge il lettore verso una consapevolezza dimenticata. Il filosofo impertinente affronta tante tematiche e in ogni riflessione si intravede l’anima dell’autore. Porcino mette al centro delle sue elucubrazioni proprio l’umanità. Non ama giudicare i suoi simili, e ritiene addirittura uno ‘scandalo’ la parola tollerare perché nessuno deve sentirsi sopportato da altri umani. In tal senso il capitolo che dà nome al libro è significativo per comprendere il mondo interiore del filosofo catanese. L’autore si scaglia contro un finto moralismo sempre più elaborato e debordante nella nostra società. Analizza e scardina stereotipi e luoghi comuni, critica i desideri indotti dalla pubblicità, le fantomatiche teorie gender, gli abusi sessuali del clero ai danni dei bambini, l’inganno della religione, la musica contemporanea giunta quasi al crepuscolo e la diffusione incontrollata delle fake news. Il suo pensiero non risparmia nessuno, nemmeno papi, santi e supereroi. Sugli eroi dei fumetti si trova un delizioso capitolo che affronta con ironia la sessualità di Superman e company. Il libro svela un pensatore irriverente con un senso morale spiccato, una vis polemica non indifferente e una sferzante ironia. In effetti Porcino Ferrara è davvero altro e altrove, e per capirlo occorre leggerlo senza preconcetti e con una mentalità davvero aperta.

    Marco Gismondo

    Il libro è in vendita su Amazon al seguente link: https://www.amazon.it/Altro-altrove-Cristian-Porcino-Ferrara/dp/0244660042/ref=sr_1_2?s=books&ie=UTF8&qid=1517466099&sr=1-2&keywords=Altro+e+altrove

    23/11/15

    6 Canzoni contro l’omofobia e la violenza sulle donne”. di Cristian Porcino “ con prefazione di Daniela Tuscano. recensito da Ada Romano

                        Un libro contro la violenza sulle donne e l’omofobia

    Curiosando su amazon ho scoperto il libro “6 Canzoni contro l’omofobia e la violenza sulle donne”.
    Libri che trattano queste piaghe sociali sono ben pochi e solitamente scritti con una terminologia accademica, diciamo per addetti ai lavori. Porcino, invece, utilizza un linguaggio diretto, colto ma non ridondante. Io non ho fatto l’università e mi sono fermata al diploma. Purtroppo a quei tempi
    restare incinta in giovane età non permetteva grandi avanzamenti culturali e lavorativi alle donne della mia generazione. Però non ho mai smesso di leggere e documentarmi. Ho così appreso tante curiosità seminate nelle canzoni spiegate nel libro e ascoltate per tanti anni con troppa leggerezza e quindi non capite fino in fondo. Non avevo mai compreso Madonna e le sue canzoni; la consideravo solo una provocatrice. Mentre scopro, con sorpresa e interesse, la sua battaglia in favore dell’emancipazione delle donne. Utili gli aneddoti  storici racchiusi nei brevi excursus che aprono il volume. Così come ho apprezzato il progetto educativo ideato dall’autore per essere attuato nelle scuole italiane. Mi permetto quindi di consigliare questo volume che “ha il pregio delle grandi opere….è appassionante, suasiva e agile ma al tempo stesso dura e corposa” come scrive Daniela Tuscano nella Prefazione. I nostri figli, specialmente i figli maschi, devono crescere con la consapevolezza che gli stereotipi e i pregiudizi offendono la loro intelligenza. Soprattutto quel
    machismo imperante che deve essere definitivamente estirpato dalla nostra cultura.

    Ada Romano

    24/05/15

    l'omerta non è solo dei sardi e de su d d'italia fncl agli stereotipi dei media



    da un mio amico di facebook


    Chicco Fresu
    Nessun compagno di classe al funerale di Domenico Maurantonio, studente padovano morto in circostanze misteriose mentre era in gita assieme a quelli che non si sono presentati. Com'è che non si leggono sparate sulla culture dell'omertà a Padova? E' lontanuccia da Orune...


    non aggiungo altro perchè due parole sono poche ed una è troppo

    22/05/15

    e chi lo dice che il carcere non cambia le persone oi carcerati hanno troppi privilegi da dei detenut nel carcere di BADU 'E CARROS, SPOT DEI DETENUTI CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE

    Nel carcere di Badu 'e Carros alcuni detenuti hanno ideato e realizzato uno spot contro il femminicidio. 



    Servizio di Graziano Canu Gli intervistati sono: CARLA CIAVARELLA DIRETTRICE CARCERE ''BADU 'E CARROS'' NUORO, GIANFRANCO OPPO GARANTE DETENUTI COMUNE DI NUORO

    02/05/15

    IL MARE A MILANO

    Tradizione rispettata. Nubi spesse, aria frizzante. Riecco la Milano degli stereotipi. Forse si mostra così perché i suoi soli abitanti possano capirla. E valla a capire. Ma è bella lo stesso, da oggi di più. E, all’improvviso, il miracolo. La Darsena in abbandono è diventata un porticciolo da fiaba, con tanto di moli, vele, gagliardetti, alberi fronzuti. Che par di sentirli, i marinai, coi loro crepitii di parole salmastre; o i puffini dell’Adriatico immersi in un arioso nulla.
    Invece non ci sono marinai ma i Canottieri Olona; i germani reali al posto dei puffini; il Naviglio è una fresca mano verde inghiottita dalla pietra dei ponti, solcata dai battelli come un tempo dalle chiatte. Di qua montagne di case, di là l’imbarcadero lacustre. Ai lati deliziose e ancor spoglie salette galleggianti, serre d’acqua, robivecchi e cassettoni. E poi le corti, edere spenzolate come le lacrime che il cielo si ostina a trattenere, lupi di mare metropolitani. Milano celebra la sua voglia di leggerezza. Non si cura dell’aria grigia, vuol sentirsi paese. Urla di vogatori e odori di ossobuco, è tutta una contraddizione questa città, negazione continua, cambio di passo, non puoi starle dietro ma seguirne l’onda, lasciartene modellare. Non sei che grano d’arenaria, anonimo e irrinunciabile. E sei niente e solitudine e per questo devi uscire, voltar l’angolo, allora la città saprà regalarti un ruvido bacio, il labirinto mutevole delle sue vie, il mare e le lavandaie, i grattacieli e gli orti, la chiesa secentesca e la ferrovia. A patto che ti fidi e ti lasci guidare. Non è facile, pencolare sul vuoto. Ma, a Milano, non hai alternative.

                                          Daniela Tuscano

    17/05/14

    THE BUTLER UN NUOVO FOREST GUMP ?



    Come musica  di sottofondo   Giacomo  Spano -Eremo 2014 
      ti potrebbe   interessare  

    http://it.wikipedia.org/wiki/Eugene_Allen (il protagonista  che ha ispirato il film  ) 

    In uno  dei miei  noiosi  sabati     sono riuscito a  vedere   ( ogni  volta  che lo chiedevo a noleggio , non mi  va   di vedere  un film  appena  uscito   in streaming  o scaricato  dala rete , aspetto possibilmente    che esca  in dvd  o  ache  sia  pssato massimo 4\5 mesi  prima di  vederlo  in rete  )  )  questo film  

     trailler  ufficiale


    in italiano  

     devo dire che l'ho trovato bellissimo e molto emozionante…..un cast di attori veramente fantastico…..bravissima a mio parere Oprah Winfrey nei panni della moglie del maggiordomo…..da vedere in silenzio…..e  con i  sottotitoli  per  non perdere  una  virgola   ....  per capire la storia d America ed imparare ad accettare etnie diverse dalla nostre…..perchè in tutti noi c e' un qualcosa di bello, nonostante il colore diverso della pelle….. Cast ed interpretazione degli attori eccezionali! Un film emozionante,commovente,significativo...insomma bellissimo! 
    Un giovane bambino un tempo era schiavo nei campi di cotone di Macon, Georgia. Qualche anno dopo sarebbe entrato alla Casa Bianca e avrebbe servito 7 presidenti degli Stati Uniti, per 34 anni. Si chiamava Eugene Allen  ( vedere  url opra  )  e il suo nome è ormai entrato nella storia.
    “The Butler – Un Maggiordomo alla Casa Bianca”, con il suo cast stellare sa toccare l’anima di chi lo guarda, facendogli vibrare per un solo ma intenso istante il cuore.
    Un film molto bello! uno di quei film che ti fa capire che nazione e l'america dove conta la meritocrazia e i sacrifici vengono ripagati.
    gli argomenti trattati in sottofondo sono tantissimi ( il kkk,l'uccisione  di Martin Luter king e  di Malcom X  , il  vietnam  ,  l'avvento delle black panther, l'apartheid, le presidenze controverse di johnson  e  nixon ), premettendo che il film mi è piaciuto molto, ho trovato qualche leggerezza nel trattare la figura di kennedy, dipinto come un bonaccione in preda alle sue lune o l'anima magnanima di johnson, cosa sulla quale si può dibattere parecchio ( ma non mi sembra  il caso ) .Ma  il  film  è  è ben fatto, anche se  nel finale si dilunga un po' troppo, ma  ma  ciò  non toglie  niente  anzi   è  un valore  aggiunto  .Emozionante se fosse finito qualche minuto prima, comunque è cosigliato, come al solito il trend è quello di un film americano, con tutte quelle sviste forzate su alcuni temi, è un film che vuole far forza sull'emozione per ribadire un concetto, non sempre è una strategia vincente per le nuove generazioni, al tempo l'ultima parola




    colonna   sonora  

    CD: 1
    1. Rodrigo Leao - Louis Leaves
    2. Gladys Knight - You And I Ain'T Nothin' No More
    3. The Meditation Singers - I'M Determined To Run This Race
    4. Faye Adams - Hurts Me To My Heart
    5. Dean Martin - Ain'T That A Kick In The Head
    6. Shorty Long - Function At The Junction
    7. Patti Drew - Tell Him
    8. Dinah Washington - I'Ll Close My Eyes
    9. James Brown - Out Of Sight
    10. Fantasia - In The Middle Of The Night
    11. People'S Choice - Party Is A Groovy Thing
    12. Gladys Knight - You And I Ain'T Nothin' No More

      azzeccattisima  e non ovvia    e scontata  (  come è  avvenuto per   forest  Gump  )   come   nota  dalla   scerlta dai titoli  . Peccato  solo  Soul  e Gospel . 

    Un film  sublime  . commovente  . cupo  . malinconico .Alcuni  lo considerano  un feuleitton  come  questa recensione su http://www.mymovies.it/  ma in realtà se  si  guarda  fino in fondo    non lo è per  niente e   se lo è non è  né melenso  né  sdolcinato  . Infatti  : <<  se  la definizione di genere  narrativo è di  per se   piuttosto problematica  >>  in  a partire  da   Aristotele  ci sono   con alterno successo arrovvelati  >>  
    <<  di fatto  >> -- come  dice   ancora  GianMaria Contro  nel'introduzione dell'ultimo album le  storie    della Bonelli -- << chiunque  s'avventuri    su quest sdrucciolevole   terreno   finisce  per  illustrare [ come sto  facendo io   ]  i proprio punto di vista   appoggiandosi   alla  provvidenziale stampella  di esempio  concreto >> e facendo dei confronti   spesso impropri  come faccio io  nel  titolo del post  




    25/11/13

    imbecillità e solidarietà in tempo di crisi e davanti ai fenomeni alluvionali come quella del 18\19 novembre





    musica in sottofondo :








    oltre l' imbecillita  a cui  questa lettera   di  Maria Caterina Dore e quella  di roberto vecchioni ala nuova  sardegna del 22\11\2013    hanno  tispostyo  come si deve      o provocazione mancata( per le altre    vedere questi   post precedenti    I II  III     li trovate sotto il tag alluvione sardegna 18\11\2013  )  sfociata in insulti di alcune persone in particolare questa prontamente segnalata a google dove l'imbelle ha il blog e a facebook dove ha pagina e dove scrive ( scrivere e una parola grossa è quella più giusta sarebbe vomita ) tali cose

    ( segnalato a facebook e la google dove ha il blog  si  libertà  di parola  ma  non d'insulto   e che cazzo   ) che mi ha bloccato ed impedito di commentare il post insultante ( non riporto l'url perchè tale pudibondo essere non
    merita ulteriore pubblicità  basta  ed  avanza  aver  menzionato quel  suo  ...  di blog  \  pagina facebook   ) verso noi sardi e verso chi ha subito tale tragedia eppure non sono stato cafone come altri commenti che hanno lasciato (n se li meritava però . perchè se vuoi rispetto devi rispettare anche gli altri ) . c'era un post non so se c'è ancora in cui si diceva che la cultura e l'unica cosa che crea dipendenza , e io gli avevo commento di andare allora a informarsi sula cultura e la storia del popolo sardo .

    Ma  ora   vediamo  alla  solidarietà  oltre  alcuni commercianti di alimntari e non   che   ha  dato gratuitamente  (  chi se  ne frega  se per  farsi pubblicità  )  pane  e generi di prima necessità , stivali , guanti  , ecc   i cinesi   che ribassano ulteriormente i prezzi  , e  una  cittadina  tedesca   che ha salvato tre   vite ,    cittadini dele altre  città   del sassarese  e del cagliaritano   e  di tempio che mettono da parte  il loro campanilismi e vanno ad  aiutare   come possono  , gente  che offre  casa e  hotel  e BB    , assistenza  ,  ecc    


       scusate  se  riporto : 1)  gli articoli principali .,  2)    solo  i file  Png   anziché il classico  copia ed incolla   ma   questo ...  di brachet   mi  crea  mal di testa   

     dalla  nuova  ed   Gallura  del 24\11\2013
    Olbia. Centinaia di volontari sono arrivati dalla Sardegna e dalla penisola per aiutare la popolazione olbiese colpita dall'alluvione. In queste immagini, i volti di alcuni dei tanti che si sono impegnati in questi giorni (foto Giovanna SannaA Olbia e  non solo  l’aiuto e l’affetto degli angeli del fango le  altre  foto le  trovate qui   nella  fotogalleria della nuova sardegna  





      dal'unione sarda del 25\11\2013

    Un progetto spontaneo sul web per informazioni e aiuti

    Storia dell'ingegnere ignoto che gestisce gli angeli digitali

    Lavorano a loro spese, giorno e notte, con un telefono e un pc, fiato lungo e occhi gonfi. Li chiamano «angeli digitali»: esperti di social network che hanno allestito una macchina straordinaria per coordinare le comunicazioni sull'emergenza, indirizzare gli aiuti, dare informazioni.“AllertameteoSAR” è il nome del progetto che «nasce dall'esigenza di gestire in modo ordinato il flusso confuso di informazioni sull'alluvione», spiega @insopportabile , pseudonimo su Twitter di un giovane ingegnere, ormai famoso in rete, che ha avviato l'iniziativa. Tutto è nato con la creazione di un hashtag (#allertameteoSAR), poi la pagina facebook (facebook.com/allertameteoSAR).Non è la prima volta che un social network scavalca i canali istituzionali in occasione di catastrofi. È accaduto con l'alluvione delle Cinque Terre, o il terremoto in Emilia. «Tutte le notizie pubblicate sono verificate», assicura @insopportabile, «e abbiamo scremato il rumore di fondo: non prendiamo in considerazione le dichiarazioni di cordoglio, ma solo le informazioni utili a fronteggiare l'emergenza». Così per esempio è possibile sapere che a Olbia serve una ruspa per bonificare via Apulia, o idropulitrici per togliere il fango dalle case. A Bitti, invece, ai pastori manca fieno per il bestiame. Informazioni complete e coordinate, con i numeri per le emergenze, le informazioni sulla viabilità, una lista di ingegneri a disposizione.
    Funziona così: nella pagina facebook si può compilare il modulo sul link https: //sardsos.crowdmap.com e inserire offerte di aiuto, richieste di soccorso, problemi del traffico, danni e luoghi inagibili. «Abbiamo ancora il problema di ricevere in modo dettagliato le informazioni sulle necessità dei Comuni», conclude @insopportabile. «Il meccanismo accetta solo le comunicazioni dei volontari certificati, non quelle dei tanti informatori spontanei che si attivano in questi casi».
    Mauro Madeddu

    dalla nuova sardegna del  24\11\2013





























    19/07/13

    se in campania si elogiano musicalmente i boss di cammora in sardegna si lo facciamo con i sequestratori come graziano mesina

    mia solidarietà a gli orgolesi che si sono ribellati a tale ..... ignorante che elogia e  celebra Graziano Mesina 



    Econdo l'unione sarda  online  : 

    Il rapper (  foto a destra  )  finito al centro delle polemiche per la canzone su Graziano Mesina si difende: 
    "Polemiche ingiuste". questo    quanto cdichiarato al tg  di videolina ( il video ) «Certe volte mi domando come mai la mia canzone abbia suscitato tutte queste critiche». Fabrizio Cabras, 20 anni, in arte Bo$$, nuovo volto della scena rap antiochense, davvero non si capacita del polverone di polemiche sollevato dalla pubblicazione in rete del suo ultimo singolo "Graziano Mesina". Secondo quanto riferito in un'intervista con Serena Cirina, pubblicata sull'Unione Sarda in edicola, la canzone non vuole offendere il paese della Barbagia ma "ricordare per sempre il suo nome".


    poi ci lamentiamo se persistono nel resto dell'italia i luoghi comuni e gli stereotipi su noi sardi . Ma c.. stiamo diventando ovviamente senza generalizzare perchè anche se minimo un 5 % di buono c'è , come la nuova musica neomelodica napoletana che elogia i boss di camorra  come denuncia   sia  : 1)   la  famosa  saga   del 2008\2009  di Giggino e Totore  qui ulteriori  news  e  i video  http://anticamorra.altervista.org/ ., 2)  sia  il libro  Napoli ....  serenata  calibro 9  di Marcello  Ravveduto









    06/03/13

    sessimo inculcato fin da piccoli ? il caso Spot del Consorzio del Salame Cacciatore Dop

    Incuriosito da  questa lettera  (  ne   trovate il png  a sinistra  )  repubblica  d'oggi sono andato a  vedermi il video  ---lo trovate  sotto  --- della pubblicità  accusata  d'essere. IL video in se  non mi fa  indignare  più di tanto  perchè ormai siamo  assuefatti (  il che non significa   i differenti  o mandare  come si diceva un tempo i cervello all'ammasso  altrimenti non sarei  qui a parlarne  )  come  dimostra   anche la canzone di Guccini Nostra signora dell'ipocrisia   musica  di sottofondo al post ) . Ma  ciò che  m'indigna  è il fatto che siamo  buoni solo a parlarne  , per  giunta  con le  lettere  anonime  (  quando non è necessario perchè è come lanciare il sasso  e poi nascondere la mano )  o   a  commentare   giustamente  che  è sessista , ecc .( vedere qui  gli altri   )   i commenti   lasciato al video in questione . L'unico  che prende seriamente la cosa  è questo di  Roberta Gardosi scritto 4 mesi  fa  : <<  Ragazzi, siamo nel 2012 ! Questo spot è ripugnante, dovremo avere ancora le "graziosine" che con un bel faccino si guadagnano da mangiare? E l'uomo cacciatore... davvero non ci sono parole. Non comprerò più i vostri prodotti, cari signori del consorzio del salame, e inviterò tutti i miei amici a seguire il mio esempio >>


    Concludo come  dicevo prima invece di lamentarci a parole iniziassimo tutti\e  a mettere in pratica  gesti  come  suggeriti nel commento  prima citato )  cioè   a boicottare quei prodotti a tartassare di email lettere , ecc l'azienda del prodotto dicendoli che a causa della pubblicità sessista -- anche se qui è   rispetto ad  altre  più esplicite   velata quasi nascosta da un gioco fra ragazzini di 8 anni . Insomma : << qui c'è ben poco di creativo, perché il detto "L'uomo è cacciatore" è vecchio come il cucco... tanto che ci fa scambiare gli stereotipi con "la realtà", quella "brutale" che si perita di trasmettere questi stereotipi sessisti (che è già diverso dal "machismo", si può essere sessisti anche senza machismo) sui bambini... >> commento  al video  di   http://www.youtube.com/user/SocialMediaEducation  --  non  si comprano i loro prodotti e soprattutto la facciamo girare in rete s'otterebbe qualcosa . FNCL a   chi mi dice  che sono bigotto , conservatore ,  antiliberale  , ecc . Ma  qui  non si tratta  di essere  progressisti o conservatori ( bigotti )  ma  di civiltàè rispetto  delle persone  ad non essere usati come merce  e  a non vedere  trasformati i sentimenti  come  merce  per  vendere  prodotti d'uso quotidiano 



    17/12/12

    non sempre la chiesa discrimina i gay il caso di Arino

    dalla mia amica di facebook leggo  questa news



     
      
    L'omosessuale Arino: la chiesa mi accoglie per come sono.

    [...] «Ogni volta che affermo di essere contro il matrimonio, contro l’adozione, gli attivisti LGBT mi indicano come reazionario, fascista e omofobo, che nel mio caso è paradossale! Al contrario, quelli che mi conoscono dicono: “E ‘fantastico quello che dici”, ma non osano fare il grande passo. Molti temono di perdere gli amici. Hanno paura a parlare». Ha poi proseguito l’omosessuale: «Un bambino ha bisogno di un padre e una madre»
    qui il resto del'articolo   da  http://www.uccronline.it/

    Calendar 4 dicembre, 2012

    Abbiamo già parlato in precedenza delle numerosi voci contrarie alla legge che verrà varata dal governo Hollande tra un paio di mesi, che aprirebbe il matrimonio e l’adozione alle persone dello stesso sesso con relativa abolizione dei termini “mamma” e ”papà” per evitare presunte discriminazioni nei loro confronti
    Tra i vari psicologi, giuristi e filosofi abbiamo citato anche l’omosessuale (e non credente) Xavier Bongibault, presidente dell’associazione Plus gay sans mariage, il quale ha affermato: «Il piano del governo è tutt’altro che unanime nella comunità gay. Contrariamente a quanto dicono i mezzi di comunicazione, la richiesta non viene dalla maggioranza degli omosessuali. La maggior parte non è interessata, ma l’influenza del movimento LGBT è tale che molti non osano dirlo». Una conferma, dunque, della violenza dell’intollerante lobby gay: «Ogni volta che affermo di essere contro il matrimonio, contro l’adozione, gli attivisti LGBT mi indicano come reazionario, fascista e omofobo, che nel mio caso è paradossale! Al contrario, quelli che mi conoscono dicono: “E ‘fantastico quello che dici”, ma non osano fare il grande passo. Molti temono di perdere gli amici. Hanno paura a parlare». Ha poi proseguito l’omosessuale: «Un bambino ha bisogno di un padre e una madre».Un’altra voce omosessuale importante che è tornata a far sentire la propria contrarietà è quella di Philippe Ariño, giovane docente di spagnolo e affermato saggista, il quale ha appena pubblicato il suo ultimo libro: L’Homosexualité en vérité . Intervistato da Famillechretienne , Ariño ha affermato: «Il desiderio omosessuale appare in contesti in cui la libertà umana è stata ridotta, o c’è stata una mancanza di incarnazione della personalità. In particolare nei casi in cui non vi era alcuna forza in termini di personalità, vale a dire, nelle fasi dell’adolescenza, quando siamo a corto di identità. Ma c’è anche un desiderio di fuggire da se stessi, una mancanza di libertà e la mancanza del riconoscimento delle differenze fondamentali dell’umanità, compresa la differenza sessuale».Parlando della posizione della Chiesa cattolica, il giovane omosessuale ha proseguito: «La Chiesa ha capito l’omosessualità. Davvero! Senza saperlo, sono gli stessi omosessuali a darle ragione perché associano, come dice la Bibbia, l’omosessualità ad una idolatria. La Chiesa cattolica mi riconosce innanzitutto come persona, e non mi chiede di negare l’esistenza del mio desiderio omosessuale, ma piuttosto di valorizzarlo offrendolo pienamente a Dio, che mi ha amato fin dall’inizio per quello che sono, con i miei punti di forza e di debolezza». Ha quindi biasimato coloro che «applaudono chi fa coming out e le coppie gay che pensano di non essere i benvenuti nella Chiesa!».Come Ariño, anche in Italia alcuni noti omosessuali cattolici hanno voluto smontare l’errata idea che vuole una Chiesa contro le persone omosessuali. Ad esempio, Nichi Vendola, leader di Sel, ha affermato: «E’ stato forse più facile dire la mia omosessualità ai preti che al partito. Ho parlato della mia omosessualità con molti preti, con uomini e anche con donne di Chiesa. Non mi sono mai sentito rifiutato. Sono state anzi interlocuzioni belle, profonde. La Chiesa è un universo ricchissimo e complicato, non riducibile a nessuna delle categorie politiche che usa la cronaca». L’opinionista gay Alfonso Signorini, ha invece spiegato con maggior turbamento: «Essere cattolici e gay non è facile, non perché la chiesa non accolga i peccatori, Dio è accoglienza, è più mamma che papà. Ma è il fatto che ogni volta devi avere un confronto con il sacerdote che imbarazza sempre un po’» .Questa apertura da parte della Chiesa è nota a Crema, dove c’è una specifica pastorale per le persone omosessuali, lo stesso ha voluto a Cremona il vescovo mons. Dante Lafranconi, a Palermo è attivo un dialogo intenso, così come è stato quello tra il grande poeta omosessuale Giovanni Testori e il movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione. A Torino il vescovo Nosiglia, ha chiaramente affermato: «Non c’è alcuna volontà di identificare l’omosessualità con una malattia da curare. La nostra Chiesa continua a perseguire un atteggiamento di incontro e accoglienza delle persone omosessuali, credenti e non, come finora si è fatto con frutto attraverso un tavolo di studio composto da due sacerdoti delegati dal Vescovo e alcuni rappresentanti di gruppi di credenti omosessuali». Negli USA è noto l’impegno del cardinale John O’Connor, arcivescovo di New York fino al 2000, nei confronti degli omosessuali malati di AIDS, ma anche nei Paesi meno sviluppati la Chiesa è una delle uniche autorità a difendere gli omosessuali, come accade ad esempio in Cile e in Uganda. Il motivo di questa doverosa accoglienza è stato ben specificato da mons. Juan José Asenjo, vescovo di Siviglia (Spagna), quando ha spiegato che gli omosessuali sono «figli di Dio, che la Chiesa li abbraccia e vuole accompagnarli. Sono figli di Dio e fratelli miei, devo amarli, il che non significa necessariamente che devo canonizzare le loro azioni, che secondo la dottrina della Chiesa hanno uno specifico carattere morale». Infatti, come affermato dal cardinal Ratzinger, quando era a capo della Congregazione per la dottrina della fede, «la Chiesa insegna che il rispetto verso le persone omosessuali non può portare in nessun modo all'approvazione del comportamento omosessuale oppure al riconoscimento legale delle unioni omosessuali».Questo corrisponde all’invito del Catechismo della Chiesa cattolica che, mentre definisce gli atti di omosessualità come «intrinsecamente disordinati» chiede che le persone omosessuali siano accolte «conrispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione». Una prescrizione che sembra proprio essere rispettata, tanto che secondo un recente studio il 38% degli omosessuali frequenta abitualmente servizi liturgici (la stessa percentuale della popolazione cattolica generale).

     che fa capire come l'omosessualità non è , ma non tutti la capiscono , un qualcosa d'ideologico da usare a proprio vantaggio . E che all'interno de movimento LGT c'è anche chi come questo caso non è d'accordo con il matrimonio e l'adozione dei bambini . Insomma anche fra i Gay ci sono dei tabù e chi li smonta e  critica  quella  che ormai è diventata  ( ovviamente  senza  per  questo  condannare ,   eè lontano  da me  e voi tutti\e lo sapete  , attaccare  \  criminalizzare  gli omosessuali e  il movimento  LGT .In tempi come  questi   e vista la facilità  con cui si possono manomettere le parole   è  sempre meglio precisare ) viene emarginato e\o attaccato