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11/09/19

11 settembre, la data che ha cambiato la storia, il film collettivo 11’09″01 – September 11 lo evidenzia

Semptember 11
https://antiwarsongs.noblogs.org/post/2013/09/11/verita-evidenti/
L'articolo che   riporto  oggi per ricordare  l'11 settembre   è  distante  dal mio  modo  di pensare  ma contiene  ( sono quelle   che ho evidenziato in ero   è sottolineato  )  delle cose  di fondo   giuste  e  non retoriche  ed  complottiste  ( pur i molti dubbi  e  la  versione farlocca  che  fa acqua da  tutte le parti su  tale eccidio )  su tale evento  .



da 

Se mai si dovesse continuare a studiare la storia dando importanza alle date, non c’è dubbio che l’11 settembre 2001 continuerà a segnare, e non solo agli occhi degli studiosi capaci di uno sguardo limpido e distaccato, l’inizio del conflitto in corso fra l’Islam – o quanto meno la sua ala fondamentalista – e l’Occidente, inteso come civiltà che ha ibridato religione cristiana e culto laico dei diritti civili e della tecnica.


11 settembre, il giorno che cambiato la storia

L’attacco alle Torri Gemelle e al Pentagono, simboli del potere economico e di quello militare del mondialismo di marca statunitense, ha segnato di fatto, sotto le insegna di Al Qaeda prima, e dell’Isis anni dopo, la reviviscenza del sogno musulmano del Califfato, con tutta la sua carica revanscista nei confronti delle Crociate, del Colonialismo, dello sfruttamento capitalistico. A dirla tutta, quella data ha segnato anche la ripresa della visione complottista della storia, se è vero che quell’attacco multiplo, a New York come a Washington, ha avuto i suoi dietrologi – soprattutto sui social, ma anche fra intellettuali e artisti in odore di eresia – i quali hanno agitato fantasmi fin troppo noti e abusato: la Cia, il Mossad, interessati a fabbricare pretesti per nuove crociate, stavolta laiche.

Un’apocalisse riletta da complotti e congetture

In attesa del giudizio che la storia, come sempre, partorirà molto lontano dagli accadimenti, in questo giorno che segna comunque una ricorrenza di lutto mondiale, di apocalisse sulle cui ceneri è ancora difficile provare a ricostruire, anche quest’anno ci si appresta ad archiviare il consueto rituale celebrativo, che ha visto contrapposti i negatori del conflitto di civiltà e coloro che nelle iniziative del terrorismo fondamentalista – ma anche nella gestione indiscriminata dei flussi migratori e della bomba demografica – vedono proprio un fenomeno molto simile ad una nuova guerra mondiale. Il cinema, allora, più e meglio forse di altri strumenti, ha raccontato per immagini questa spaccatura globalizzata: e su tutti, allora, vale la pena ricordare l’operazione corale presentata alla Mostra del Cinema di Venezia del 2002 intitolata semplicemente 11 settembre 2001. Una collettanea di sguardi che il mondo ha rivolto a quel giorni che ha cambiato la storia

Il film 11’09″01 – September 11

Il film, intitolato 11 settembre 2001 (11’09″01 – September 11 nella versione originale) è una coproduzione internazionale datata 20o2, composta da undici episodi diretti da 11 registi differenti (Samira Makhmalbaf, Claude Lelouuch, Yusuf Shanin, Danis Tanović, Idrissa Ouédraogo, Alejandro González Iñárritu, Ken Loach, Amos Gitai, Mira Nair, Sean Penn e Shōhei Imamura) e che assembla 11 episodi della durata di 11 minuti, 9 secondi e un fotogramma, che racchiudono uno sguardo sfaccettato sul dramma che accomunato il mondo.

Oltre  all'episodio (  di cui  avete  visto sopra il video ) Episodio #02: Francia Regia: Claude Lelouch  consiglio  

Episodio #03: "Egitto"[modifica | modifica wikitesto]

New York, 10 settembre 2001: il regista Yusuf Shahin sta concludendo le riprese di un film al World Trade Center, ma viene allontanato assieme alla sua troupe in maniera decisa da un poliziotto perché non ha l'autorizzazione per stare lì. Due giorni dopo, Shahin si presenta in una conferenza stampa, ma si dice sconvolto dagli attentati e chiede di poterla rimandare, scatenando la reazione piccata di una giornalista.
Mentre è sulla scogliera davanti a casa, gli appare il fantasma di un giovane soldato statunitense, morto nell'attentato alle forze multinazionali in Libano del 1983. Il soldato rivela a Shahin che lui è l'unico a poterlo vedere, perché è l'unico che riesce a sentire e comprendere ciò che succede intorno. I due affrontano un "viaggio" che li porta ad analizzare le radici dello scontro fra Stati Uniti e mondo arabo, partendo dalla casa del giovane arabo che fu il materiale esecutore dell'attentato. Dopo aver osservato la sua preparazione, Shahin discute con i genitori di lui, che si dicono fieri di ciò che ha fatto e passano a lamentare le costanti violenze subite dai palestinesi da parte di Israele.
Il soldato reagisce dicendo che, pur comprendendo gli attentati contro i soldati, non è comunque giusto sparare nel mucchio. Il regista controbatte mostrando la lista delle vittime degli interventi militari e delle guerre statunitensi dopo la Seconda guerra mondiale, non giustificando le violenze ma lamentando l'incapacità degli Stati Uniti di comprendere che la legittima difesa dei loro principi passa spesso per la distruzione di altri paesi. Il loro percorso termina al cimitero nazionale di Arlington, dove Shahin trova la fidanzata e il padre del giovane soldato, che si scopre essere il poliziotto che lo allontanò dalle Torri Gemelle e con il quale si riconcilia. Poco dopo, appare il fantasma dell'attentatore che con fare deciso rimprovera il regista di mostrarsi troppo buono con quel soldato. Shahin ribatte che entrambi sono vittime della stupidità umana, ma l'attentatore risponde ribadendo ancora una volta la sua posizione e mostrando di non voler comprendere, lasciando il regista resta di stucco di fronte alle sue parole intransigenti

Episodio #06: "Regno Unito" Regia: Ken Loach

Pablo, profugo cileno a Londra, scrive una lettera ai familiari delle vittime degli attentati dell'11 settembre 2001, ricordando loro il "suo" 11 settembre: quello del 1973, quando il generale Augusto Pinochet attuò un colpo di Stato (sostenuto dagli USA) contro Salvador Allende, presidente democraticamente eletto nel 1970. Pablo narra nella sua lettera del coinvolgimento statunitense nel finanziamento di gruppi di destra e di eversione, fino al golpe, e delle violenze e delle torture subite da lui e dai suoi connazionali. Costretto prima a cinque anni di prigione e poi all'esilio, dichiara di non poter più tornare in Cile perché la sua famiglia e i suoi figli ormai sono nati e cresciuti nel Regno Unito. Pablo conclude la sua lettera con l'auspicio che, così come lui si unirà nel ricordo delle vittime dell'11 settembre 2001, così loro si uniranno a lui nel ricordo delle vittime dell'11 settembre 1973.

Episodio #09: "India"[modifica | modifica wikitesto]

Una donna pakistana non ha più notizie del figlio Salman dal giorno degli attentati alle Torri GemelleCIA e FBI la interrogano ripetutamente, poiché ritengono che il giovane, di fede musulmana, possa essere collegato agli attentati. In particolare, fanno molte domande sul perché non si sia presentato al lavoro quel giorno e sul perché, nonostante avesse deciso di intraprendere la carriera medica e di abbandonare l'accademia di Polizia, detenesse ancora il tesserino di quest'ultima.
Mentre la donna non si rassegna alla scomparsa del figlio, i media iniziano a riferire la notizia di un suo coinvolgimento nell'attentato, cosa che non fa che acuire l'isolamento in cui la donna e la famiglia sono piombati. Solo dopo sei mesi, il resti del ragazzo vengono identificati fra quelli ritrovati fra le macerie e viene ristabilita la verità: si scopre che il giovane è morto mentre prestava soccorso sul luogo degli attentati. Durante l'elegia funebre, la madre denuncia il clima di sospetto che si è creato contro la sua famiglia e contro la comunità musulmana negli Stati Uniti.

Episodio #10: "Stati Uniti d'America"[modifica | modifica wikitesto]

Un anziano trascorre la sua vita da solo in un appartamento oscurato dalle Torri Gemelle. L'uomo, rimasto vedovo, sfoga la sua solitudine parlando con la sua defunta moglie come se fosse ancora in vita e coltivando il suo vaso di fiori, appassiti per la mancanza di luce. Il crollo delle Torri finalmente permette alla luce di inondare l'appartamento e rivitalizza all'improvviso i fiori. L'anziano, felice per l'accaduto, fa per mostrare il vaso alla moglie, ma la luce "svela" l'illusione in cui ha vissuto fino ad allora. Fra le lacrime, rimpiange che la moglie non sia lì a vedere finalmente il vaso rifiorire.



oppure se volete vedere in tale giorno della commemorazione, diversi  punti di vista  oltre   quello ufficiale  : scontro di civiltà , lotta  al terrore  ,  ed  l'ultima sovranisti contro globalisti   (I  II  )  ed  andare  oltre  alla  guerra  e  alla paura



  ecco i migliori film per non dimenticare e guardare alla tragedia dell’11 settembre con occhi diversi.
 Infatti  sono trascorsi 18 anni dagli attentati perpetrati l’11 settembre 2001, che hanno radicalmente cambiato il corso della storia moderna. La caduta delle Torri Gemelle ha segnato il diffondersi di un clima di terrore in tutto il mondo, con cittadini terrorizzati dall’idea che chiunque potesse essere potenzialmente un terrorista. Il mondo non dimentica, non potrebbe farlo, e intanto prova a comprendere ed esorcizzare attraverso la letteratura e il cinema quanto avvenuto. Svariati i film portati in sala, che hanno affrontato il tema in maniera diversa, a seconda del taglio registico. Ecco i  film compreso quello citato prima  altri film  da poter recuperare :

11 settembre 2001 (11'09"01 - September 11)
Fahrenheit 9/11
World Trade Center
United 93
Molto forte, incredibilmente vicino

11 settembre 2001 (11'09"01 - September 11)

Un progetto particolarmente interessante, giunto in sala l’11 settembre 2002. Un anno dopo l’attentato sono stati proiettati 135 minuti di un film particolarmente drammatico, frutto del lavoro dei seguenti registi: Youssef Chahine, Amos Gitaï, Alejandro González Iñárritu, Shohei Imamura, Claude Lelouch, Ken Loach, Samira Makhmalbaf, Mira Nair, Idrissa Ouedraogo, Sean Penn e Danis Tanovic. Svariati punti di vista, un gran numero di attori, per undici episodi differenti, ognuno della durata di 11 minuti, 9 secondi e 1 fotogramma, ovvero 11’09’’01.


Fahrenheit 9/11, 2004


Michael Moore porta in sala nel 2004 il suo Fahrenheit 9/11, documentario di 110 minuti che tenta di spiegare al pubblico perché mai gli Stati Uniti siano finiti nel mirino del terrorismo. Analisi di documenti e interviste, andando a evidenziare il legame tra la famiglia dell’allora presidente George W. Bush e Osama Bin Laden. Un diretto attacco ai piani alti, al potere USA, sottolineando come la tragedia sia stata strumentalizzata a livello internazionale.

World Trade Center, 2006

Oliver Stone seleziona un ricco cast per la sua pellicola drammatica dedicata al racconto della tragedia delle Torri Gemelle. Sfrutta il punto di vista dei soccorritori, eroi che hanno dato la propria vita per tentare di arginare l’immane tragedia. Il cast comprende nomi come Nicolas Cage, Maggie Gyllenhaal, Michael Shannon e Jon Bernthal. Due agenti della Port Authority di New York sono rimasti sepolti sotto le macerie ma, contro ogni probabilità, sono ancora in vita. Le macerie delle Torri Gemelle li sovrastano e ha inizio una corsa contro il tempo per salvarli.
United 93, 2006
Mentre il mondo osservava con terrore le Torri Gemelle crollare al suolo in una gigantesca nuvola di fumo, in volo i passeggeri dello United Airlines 93 lottavano contro i dirottatori. Un atto di puro eroismo, raccontato dal regista inglese Paul Greengrass. In scena le storia dei passeggeri, dell’equipaggio e dei controllori di volo, raccontando nel dettaglio quel tremendo giorno, rendendo omaggio a tutti i presenti su quel Boeing 757 diretto a San Francisco, il quarto aereo dirottato.

Molto forte, incredibilmente vicino, 2012

Pellicola diretta da Stephen Daldry, con Tom Hanks, Sandra Bullock, John Goodman, Jeffrey Wright e Viola Davis, tra gli altri, tratta dall’omonimo romanzo di Jonathan Safran Foer. Al centro della scena vi è l’undicenne Oskar Schell, che ha perso suo padre nell’attentato dell’11 settembre 2001. Ciò che gli resta di lui sono i suoi ultimi messaggi, ma un giorno entra in possesso di una chiave misteriosa. Apparteneva proprio al genitore defunto, il che dà il via a un viaggio per le strade di New York, alla ricerca di quello che potrebbe essere l’ultimo lascito di suo padre. Lungo la via incontrerà un gran numero di persone, tutte sopravvissute in qualche modo all’attentato, fisicamente, moralmente e psicologicamente.


09/09/19

serve una rivoluzione del linguaggio è questa la strada per combattere i femminicidi e l'odio ....

che stanno avvelenando e dividendo il paese peggio degli anni 60\80 . Infatti come testimonia questa reinterpretazione \ riadattamento di una famosa canzone di Rino gaetano uno che aveva capito tutto e che guardava avanti e lontano (ed  è  per questo che credo   che  lo abbiano fatto fuori come dice l' avvocato salernitano Bruno Mautone solleva, nel suo secondo libro sulla strana morte di Rino Gaetano, fino a chiedere alla magistratura romana di riaprire le indagini sulla scomparsa del cantante, morto nella capitale il 2 giugno 1981, a soli trent’anni di età, dopo esser stato investito da un camion) 


  qui  l'originale 

Iniziamo     a riusare il termine  Buono  anziché  il termine  Buonismo    per  esempio .  come  sembra  suggerire     questo  buon  editoriale    dell'ultimo  numero di IoacquaeSapone 


  e solo  cosi potremo   uscire  dal pessimismo   (  mica  tanto   però  )   indicato da

Giulietto Chiesa: incombe una rivoluzione, come attuarla?


06/9 • IDEE •
Da tempo ho capito che quello che si sogna è quello che si spera, ma che in politica non si deve sognare. Siamo di fronte a un popolo confuso e inquieto, da troppo tempo sballottato e insultato, che ha perduto anche le sue speranze. Un popolo che non ha gli strumenti per capire, senza guida. Nemmeno quella della propria coscienza, perché anche la sua coscienza è stata corrotta. Perché – come ha scritto Antonio Scurati nel suo davvero memorabile “M” – sono troppi i nostri contemporanei ad essere «sopraffatti da un’esistenza che non capiscono». Dunque occorre prudenza per giudicare un popolo, grande di numero, e per proporsi di aiutarlo a discernere il bene dal male. È vero, verissimo, che non c’è una guida, un partito, un movimento che lo guidi e lo difenda, questo nostro popolo. Ma la constatazione porta con sé la domanda: come si fa a creare questa guida? E l’altra domanda: è ancora possibile? Questo è il punto. La mia risposta, personale, è che sia ancora possibile. Ma richiede quella che Antonio Gramsci individuava come una necessità imprescindibile: una profonda «riforma intellettuale e morale» del nostro paese. È un compito da far tremare le vene ai polsi, perché richiede uomini nuovi, intrepidi, competenti e saggi, che non vedo all’orizzonte.
Quindi il primo compito, per chi ragiona come me, è quello di individuarli, censirli, convincerli a camminare insieme: perché solo in questo modo si potrà creare una massa critica sufficiente a rovesciare il corso delle cose. Queste donne e uomini ci sono; non sono numerosissimi, ma ci sono. Sono in gran parte isolati e fuori dalla politica (e sono tali proprio perché la politica attuale li esclude e li isola, temendoli). Il fatto più serio, tuttavia, è che non c’è ormai quasi nulla che possa unirli. Non c’è una visione comune della crisi epocale in cui viviamo. Che non è “italiana”, né “europea” soltanto. È mondiale, è globale, è universale. Per essere compresa richiede nuovi paradigmi, visto che quelli vecchi sono ormai inutilizzabili. Il mondo brucia e il tempo stringe. Dunque quello che manca è una comune interpretazione della crisi, che è crisi dell’Uomo e della sua collocazione nell’Universo. È questo quello che manca e che, a mio avviso dev’essere costruito. Non ri-costruito, ma proprio costruito. Senza questo passaggio non ci può essere alcun movimento o partito capace di avviare la trasformazione. Si resterà divisi, ciascuno a contemplare il proprio tassello di sapere. Che, in quanto tale, sarà inutile.
È una rivoluzione quella che incombe. Senza una teoria, non sarà possibile compierla. Altrimenti essa non sarà certamente guidata dall’Uomo, perché sarà immensamente più vasta e potente di lui. All’uomo resterà il compito di comprenderla, se ne sarà capace, e di adattarvisi, se vuole sopravvivere. Ecco perché ci vuole adesso molta pazienza e umiltà, per cominciare a costruire quello che manca. La politica farà il suo corso miope e superficiale, ma non potrà affrontare quello che incombe. Ecco perché non credo alla fretta, alle fughe in avanti, alle speranze senza fondamento, a una palingenesi rapida e indolore. Penso che l’impatto con forze enormi, che l’Uomo ha evocato irresponsabilmente, provocherà dolori immensi e aiuterà a temprare gli spiriti molli che questa società umana ha lasciato putrefare. Il che significa rimboccarsi le maniche e mettere ordine nelle nostre idee, prima di tutto. Solo dall’ordine, dalla saggezza e dalla solidarietà tra sapienti e popolo può venire il riscatto.
(Giulietto Chiesa, estratto del post “E’ una rivoluzione quella che incombe. Senza una teoria, non sarà possibile compierla”, pubblicato su “Megachip” il 1° settembre 2019. Il testo integrale, in risposta a una lettera di Enrico Sanna, si apre con una citazione biblica dal Libro dei Re: “Concedi al tuo servo un cuore prudente, capace di giudicare il tuo popolo innumerevole e discernere il bene dal male”).
Da tempo ho capito che quello che si sogna è quello che si spera, ma che in politica non si deve sognare. Siamo di fronte a un popolo confuso e inquieto, da troppo tempo sballottato e insultato, che ha perduto anche le sue speranze. Un popolo che non ha gli strumenti per capire, senza guida. Nemmeno quella della propria coscienza, perché anche la sua coscienza è stata corrotta. Perché – come ha scritto Antonio Scurati nel suo davvero memorabile “M” – sono troppi i nostri contemporanei ad essere «sopraffatti da un’esistenza che non capiscono». Dunque occorre prudenza per giudicare un popolo, grande di numero, e per proporsi di aiutarlo a discernere il bene dal male. È vero, verissimo, che non c’è una guida, un partito, un movimento che lo guidi e lo difenda, questo nostro popolo. Ma la constatazione porta con sé la domanda: come si fa a creare questa guida? E l’altra domanda: è ancora possibile? Questo è il punto. La mia risposta, personale, è che sia ancora possibile. Ma richiede quella che Antonio Gramsci individuava come una necessità imprescindibile: una profonda «riforma intellettuale e morale» del nostro paese. È un compito da far tremare le vene ai polsi, perché richiede uomini nuovi, intrepidi, competenti e saggi, che non vedo all’orizzonte.

su   https://www.libreidee.org/


concludo  segnalando questi   due  articoli correlati  \  collegati a tale argomento

  1. https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/09/09/elisa-pomarelli-le-parole-della-stampa-sono-un-atto-politico-una-dichiarazione-di-guerra/5440251/
  2. https://www.facebook.com/anonimafemministe/posts/483810342173612



08/07/19

credevo che le donne sapessero controllare meglio l'acido dello stomaco ma mi sbagliavo . chi Ornella Mariani Forni la donna che ha denunciato la la Gip del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, per avere scarcerato Carola Rackete

a  voi  ogni  commento .   Io mi astengo non perchè sia un pusillanime ma  per  non abbassarmi al  suo livello  di  volgarità    nel risponderle  ed   alimentare polemiche  in modo  che  aumenti  i suo  fans  non bastano  i  commenti  in suo  favore  in particolare  quelli riporti  qui sotto    https://www.sassate.it/mariani-scrittrice-denuncia/  e  ne  video sotto    riportato



  Posso dire  solo    che  è nata  prima in sordina    ora  non più   una  nuova  Oriana Fallaci. anche   se  il paragone   potrà sembrare inopportuno perchè un minimo di cultura anche  se  nella  sua boria    ella l'aveva  .    Questa  , sembra  che non ne  abbia

29/06/19

cosa serve per rimanere umani davanti a questo clima d'odio ?

per sentirci umani è necessario che ogni giorno s'abbatta su di noi una ( o più ) storia di disumana che rende tutti colpevoli o presenti ovvero il famoso  verso poetico  : 𝓟𝓮𝓻 𝓺𝓾𝓪𝓷𝓽𝓸 𝓿𝓸𝓲 𝓿𝓲 𝓬𝓻𝓮𝓭𝓲𝓪𝓽𝓮 𝓪𝓼𝓼𝓸𝓵𝓽𝓲 \𝓢𝓲𝓮𝓽𝓮 𝓹𝓮𝓻 𝓼𝓮𝓶𝓹𝓻𝓮 𝓬𝓸𝓲𝓷𝓿𝓸𝓵𝓽𝓲 .
Infatti    


IL post   sembra  chiuso qui  , poi come  per  magia    una delle  cose  imprevedibili   e curiose  della  vita   un mio amico di fb   è  arrivato  anche se per  un altra strada  alle  stesse  conclusioni  . Infatti  ha  postato questa  foto   di un murales  di Orgosolo


Infatti 

Cogito ergo non credo al populismo
7 h
Le avete augurato lo stupro.
Avete messo in giro bufale su suo padre trafficante d'armi.
Avete esultato all'arresto.
Le avete gridato di farsi scopare dai cazzi negri perché tanto le piace, come se fosse un problema che ad una donna possa piacere il sesso con uno o più individui di pelle diversa.
Avete minacciato di farci scappare il morto se qualche immigrato fosse sceso da quella nave.
Volevate affondare una nave in pieno Mediterraneo.
Esultate perché una volontaria umanitaria è stata arrestata, mentre l'Italia cade ecomicamente a picco e il sistema si sta avviando verso un collasso socio-culturale.
Esultate perché il vostro capitano si è fatto valere, quando nel frattempo altre carrette del mare sbarcano indisturbate a Lampedusa, ma non sono ONG da attaccare per qualche voto e un pizzico di distrazione in più.
Per voi chi salva vite umane è diventato il capro espiatorio, il delinquente da perseguitare, il nemico dello stato, mentre chi spara alle spalle ad un ladro per difendere un incasso diventa un eroe: chi uccide è un martire, chi si fa arrestare per salvare vite in nome della legge del mare è un criminale.
La situazione della Sea Watch e la mossa forte di Carola hanno diviso molto a livello politico e giuridico.
Ma la certezza è che abbiano contribuito a stanare ulteriormente i mostri che vivono intorno a noi.
Quelli senza un vero pensiero, i più pericolosi.
Quelli che vivono di puro istinto animale.
Quelli che in gruppo si sentono più forti.
Quelli che una volta si vergognavano.
Quelli che degli altri non gliene frega un cazzo, basta che non disturbi me.
Quelli che adesso si sentono legittimati a fare sentire la propria voce, perché la politica parla e vomita come loro.
Quelli che continueranno a dimostrare senza ombra di dubbio quanto facciano schifo.
                                  Andrea Bertuccelli

12/04/19

Tanto rumore per nulla – cimiteri e religione il caso di Pieve Di Cento

credevo    che    tali  fatti    come    affermato   sulla mia  bacheca  di  facebook   fossero 


LOL Gli effetti della paura del diverso e dell'odio verso le culture estranee che creano allucinazioni o rincoglimento iniziate nel lontano 1993 a Lla periferia della Milano da bere e poi diffusi in tutta Italia anche al sud ed ora legalizzata . O esiti /risultato del buonismo d'accatto ?!
io credo non avendo trovato altri riscontri ( ne voi ne avete benvegano farò il crucifige ) sono per la prima ipotesi


Poi  cercando    in rete      cercando    verifiche  in rete   la  notizia   non è  propria   una  bufala   ma   ingigantita   montata dalla destra ( sia extra parlamentare sia parlamentare \ in doppietto )



Matteo Salvini
Pieve di Cento (BO), sindaco PD. Si parla di un "sistema motorizzato" al cimitero per coprire croci e altri simboli cristiani che potrebbero urtare le altre religioni. Se vero, è IDIOZIA,questa sinistra che ha paura delle nostre radici e della nostra cultura non si smentisce mai. https://t.co/iYMEk4bVl5
Twitter09/04/19 12:25


e  ruota       a  pappagallo   tutti i  siti     di destra ( pochi   in buona  fede   ) 





 e gli analfabeti funzionali  che    affermano 



Giuseppe Calì Ok per rispettare le altre religioni, ma cazzo volete rispettare anche la nostra? Visto che siamo a casa nostra?


La modalità selezionata è Più pertinenti, pertanto alcune risposte potrebbero essere state filtrate.

Ecco  il  perchè      

Al cimitero oscurano i crocifissi per non urtare le altre religioni

Questo il titolo dell’articolo pubblicato su Il Giornale online dopo la denuncia social di Galeazzo Bignami (deputato di Forza Italia eletto in Parlamento dal 2018).Il post di Bignami è questo:

Ecco l’ultima trovata del sinistrati che in un comune della provincia bolognese annunciano fieramente, in un giornaletto preelettorale, il restauro del Cimitero e “…per riti o cerimonie laiche anche di altre religioni, il progetto prevede l’installazione di un sistema di oscuramento motorizzato con teli di tessuto che appunto consentiranno all’occorrenza di coprire temporaneamente le immagini sacre e le tombe di famiglia situate all’interno della Cappella”.

Credo che la notizia si commenti da sola.I sinistrati per non mancare di rispetto alle altre religioni offendono i Valori Cristiani e ancor più la memoria dei nostri morti nascondendoli dietro delle “tende motorizzate” in un cimitero per non offendere le altre religioni.
Il tipo di dialettica usata la dice lunga sul modo di fare politica che si è scelto di usare sui social.

  Quindi    come  potete   vedere   si    si tratta, sempre  dalla  parte  della  destra    di  disinformazione  ed  uso strumentale populista     della presenza  ormai   sempre   più  presente   degli  stranieri in italia  ,come dice  ancora    quest articolo di butac.it( uno dei pochi articoli ben fatti ed obbiettivi in merito : << (....) si tratta di un ipotesi di progetto, non di qualcosa di già deciso, votato e realizzato. Il progetto sarà completato e presentato ai cittadini quest’estate. Sarà la nuova giunta comunale a decidere cosa fare dello stesso, visto che a breve ci saranno le elezioni amministrative, in contemporanea con quelle europee.Lo stesso S indaco di Pieve spiega a Repubblica: “Un progetto importante – dice il sindaco – in questo ambito il tecnico incaricato ha ipotizzato la possibilità di inserire nella cappella del cimitero, che non è mai stata consacrata, un sistema a tendine che all'occorrenza possa rendere la cappella uno spazio bianco. Non stiamo parlando di funerali di musulmani che hanno cimiteri a loro dedicati non a Pieve“
Il cimitero di Pieve di Cento è comunale, la Cappella non essendo consacrata è l’equivalente di una sala, all’interno del cimitero, di proprietà del Comune stesso. Usata per tenere riti e commemorazioni funebri su richiesta, magari anche di soggetti che non si riconoscono nella religione cristiana (o nella religione in generale). Non è chiaro se il cimitero sia multi-confessionale o meno, ma non è importante, ci sono laici e atei che possono preferire una sala meno religiosa. E non sarebbe un caso unico, a Bologna, nel cimitero della Certosa, oltre alla Cappella cattolica, abbiamo la “Sala d’Attesa” Pantheon dove da qualche anno (se si eccettua la pausa per il consolidamento post terremoto) si tengo riti funebri, commemorazioni, ma anche spettacoli e concerti.(...) >> 
Infatti non ricordo se ad leggo al tgcom24 il sindaco di Pieve di Cento, Sergio Maccagnani, sulla questione ha affermato: «In periodo di elezioni c’è chi cerca di strumentalizzare certe questioni, credo si possa risolvere tutto con una discussione civile».