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16.1.26

C'era una volta in Italia gli anni 80 i paninari intervista a Bircide paninaro pseudonimo di Ramon Verdoia,

Il post intervista d'oggi è nato da lettura in Enrico Deaglio C'era una volta in Italia. Gli anni Ottanta ( foto di copetrtina   sotto    al centro )   la  parte  riguardante    i  Paninari (  qui alcune news e  definizione del movimenti  su  PANINARO |Facebook )    soprattutto quando parla e rimanda a Bircide pseudonimo di Ramon Verdoia, inventato negli anni '80 dietro ai banchi di scuola, durante una noiosissima lezione di Religione, non ha un significato preciso e non esiste nel vocabolario di nessuna lingua al mondo ! . « Oggi Bircide è conosciuto nel web come il fenomeno PANINARO, quindi legato strettamente al personaggio reale che viene impersonato da me stesso !
Questo e' un gruppo di riferimento dei Paninari legati fedelmente agli anni '80 prevalentemente conservatori del movimento! è un personaggio reale 😎 attivo e presente nel web conosciuto per il fenomeno Paninaro 🍔🍟 Testimonial TIMBERLAND 🇺🇸 per rappresentare la subcultura nel Docufilm 50° 🎬 protagonista nel 2024 del 7° Ep. di FACCENDE COMPLICATE su Rai Tre 📺 »


   la  parte  rigiuardante    i  Paninari *   soprattutto quando parla e rimanda a Bircide pseudonimo di Ramon Verdoia, inventato negli anni '80 dietro ai banchi di scuola, durante una noiosissima lezione di Religione, non ha un significato preciso e non esiste nel vocabolario di nessuna lingua al mondo ! . « Oggi Bircide è conosciuto nel web come il fenomeno PANINARO, quindi legato strettamente al personaggio reale che viene impersonato da me stesso !
Questo e' un gruppo di riferimento dei Paninari legati fedelmente agli anni '80 prevalentemente conservatori del movimento! è un personaggio reale 😎 attivo e presente nel web conosciuto per il fenomeno Paninaro 🍔🍟 Testimonial TIMBERLAND 🇺🇸 per rappresentare la subcultura nel Docufilm 50° 🎬 protagonista nel 2024 del 7° Ep. di FACCENDE COMPLICATE su Rai Tre 📺 »

Si parla di un ritorno dei panari è : nostalgia o nuova moda visto che molti siti efinisco i paninari come influencer ante litteram dei marchi di successo di oggi tu come la vedi ? 

  Sembra assurdo affermare una tale ipotesi, ma per me i Paninari ci sono sempre stati ancor prima che nascessero ufficialmente nei primissimi anni 80 a Milano, ognuno di noi dentro di se ha un qualcosa di Paninaro che può oscillare da uno 0,1% ad un 100%, un truzzo lo si riconosce anche sotto la doccia, così come un Paninaro in spiaggia, senza sbirciare la marca del suo costume s'intende, perché Paninari si nasce e difficilmente lo si diventa ! La nostalgia è sicuramente complice del ritorno allo stile da cui il fenomeno ha avuto origine, credo che tutto sia ripartito con il mio primo mediometraggio IL RITORNO DEI PANINARI pubblicato nel 2010, era un periodo in cui attorno a noi non c'era nulla di Paninaro, solo qualche pallido Moncler appeso e le solite Timberland negli store ufficiali, ma niente di più... l'impatto di quel film nel web fu per me fu la prova che qualcosa si poteva ancora dare al Paninaresimo, tutto nacque un po' per gioco, ma negli anni a seguire divenne per me quasi una sfida; iniziai a godere nel vedere risollevare l’interesse in tanti ex-Paninari sparsi in tutta Italia e non solo, molti sguardi spenti dei miei coetanei iniziarono nuovamente a brillare come negli anni 80! Con il tempo iniziai a suscitare l'attenzione al nuovo fenomeno che io definii nei primissimi anni ’10 “Rinascimentale” dei Paninari, i mass media e le Radio, oltrechè i Giornali iniziarono a dedicare intere Pagine sulla storia del fenomeno nato a Milano, e se vogliamo risorto da un volenteroso sognatore del Torinese. Il Paninaro rimane anche oggi fedele a quello spazio temporale in cui si è velocemente evoluto, partendo senza saperlo agli esordi con un semplice Bomber MA-1 e delle Timberland Chukka di colore arancio, fino ad arrivare al Barbour sul finire del decennio che stava per spegnere purtroppo questa ardente fiamma, passando attraverso il Moncler e l'Henri lloyd, insomma, la nostra oggi è oramai un etichetta dal quale liberarsene è veramente difficile e molto improbabile, cambiare immagine vestendo marchi diversi dagli storici brand è un qualcosa di inimmaginabile, specie per i conservatori come il sottoscritto, d’altronde Dark, Punk, Metallari ci si traveste, mentre Paninari ci si veste!


2 cercando cosi per rinfrescarmi quela cultura in cui sono anche se di striscio essendo del 1976 con paninari oggi ho trovato su Ai mode di google :
marchi simbolo (Moncler, Timberland, Levi's) sono diventati icone di lusso, anticipando il potere dei brand e dello street style, ma il "paninaro" si è anche evoluto nello "street fooder" moderno, come i chioschi romani di "ciriola", che offrono panini gourmet e locali, mantenendo vivo lo spirito del cibo di strada e del gusto regionale. Eredità e Nostalgia: Gruppi di Fedelissimi: Persistono comunità online e offline di nostalgici che ricreano look e atmosfere anni '80, a volte ancora indossando i capi originali o rivisitati. Influenza sulla Moda: I paninari hanno sdoganato il valore dei marchi, anticipando tendenze attuali, con brand come Moncler, Timberland e Levi's oggi posizionati nel settore del lusso, come riporta FashionUnited. Evoluzione nel Cibo di Strada (Street Food): Il "Paninaro" Moderno: Il concetto di paninaro si è trasformato nello street food di qualità. A Roma, ad esempio, locali come Dar Ciriola offrono "ciriola" (pane tipico) farcite con ingredienti romani tradizionali, combinando gusto e modernità. "Lixae" e Food Truck: Il paninaro storico, chiamato un tempo "lixae", è considerato un antenato dei moderni food truck, che portano il cibo di strada in giro, sottolineando la continuità di questa tradizione. In Sintesi: Mentre i fast food originali dei paninari non esistono più, il fenomeno vive attraverso la nostalgia, la riproposizione dei marchi di moda e l'evoluzione dello street food, che oggi celebra ingredienti locali e creatività, mantenendo vivo l'iconico spirito del paninaro, ma con un occhio al contemporaneo, come evidenziato da  : 2night e Roma.Com. che ne pensi ?

 ha  ragione Bircide      quando   dice    che « In questa domanda ci sono troppi riferimenti al cibo, cosa che non era di vitale importanza per i Paninari, soprattutto per i primissimi che si ritrovavano al Bar Al Panino nei pressi di Piazza del Liberty a Milano, solamente perché quello fu il loro primo luogo di incontro non significa che si cibassero esclusivamente di Panini, la cosa importante era avere un punto preciso per aggregarsi, quella Piazza è un quadrilatero, quindi era molto utile in quanto li proteggeva anche da eventuali assalti da parte dei cinesi, è vero che quel locale era una Paninoteca, ma sarebbe potuto essere anche una Birreria, successivamente dal Bar Al Panino ci si spostò nei primi Fast Food, tra l’altro italianissimi, erano dei locali con forti riferimenti al continente a “Stelle e strisce” dal nome molto anglosassone, ovvero “Burghy”! ».Ma  qui al sud o nelle isole , la sardegna nel mio caso  regione  ancora  nonostante  La costa smeralda   era non solo    nell'interno ancora  conservativa  ..   Infatti ,  parlo della mia breve esperienza , avevo 14 anni quando si esaurisce prima di riemergere come un fenomeno carsico il movimento dei paninari , ho conosciuto il movimentio direttamente solo nell'aspetto dei fast food e nel personaggio di braschi . Ecco    che  « I Paninari »  sempre  secondo Bircide «  erano dei giovani che si evolvevano molto velocemente all’interno della società, non solo nel look, quel modo di mangiare fu semplicemente una transizione che abbracciò il fenomeno, ma fondamentalmente quei locali, quali le case del Panino, divennero dei luoghi di riferimento, dei punti d’incontro come tanti altri, sino ad allora gli adolescenti si ritrovavano nei classici Bar come accadde per i loro sapiens (genitori), quindi il Fast Food fu la novità del decennio per i giovani del momento! L’abbigliamento come già accennato partì dal classico Bomber e le Timberland Chukka, ma l’evoluzione del Paninaro era molto veloce, seppur il fenomeno morì dissolvendosi solo dopo una manciata di anni, i marchi che i Paninari resero propri, come Moncler e Timberland in primis, oggi hanno seguito altre orme, Moncler è diventata un azienda per la fascia medio-alta, mentre Timberland per quella medio-bassa, ma le origini non si dimenticano, infatti nel 2023 Timberland dedicò nel suo docufilm, in occasione del suo 50° anniversario, una parte al sottoscritto, il quale raccontò davanti alle telecamere dell’azienda americana l’importanza che ebbero queste calzature per i giovani negli anni 80, e non solo per i Paninari! Oggi la maggior parte delle storiche marche utilizzate dai Paninari è ancora presente, come Schott, Avirex, Best Company, Americanino, Sebago, Paraboot, Uniform, etc… sono cambiati un po’ gli stili, i colori e i materiali, ma noi Paninari ormai ultra cinquantenni, non abbiamo perso la verve di un tempo, nonostante i decenni volino inesorabilmente…»

 3 oggi ci sono comici , cantanti , film che li descrivono ? 
Oggi il fenomeno Paninaro è un fenomeno molto di nicchia, parliamo di migliaia di nostalgici nei social, purtroppo nel corso degli anni non siamo riusciti a tramandare alle nuove generazioni questo stile, oggi noi Paninari della generazione X ci incontriamo a Torino e Milano un paio di volte l’anno in occasione dei Raduni ufficiali, usciamo e interagiamo quotidianamente grazie ai social e sporadicamente organizziamo delle uscite in gruppo, qualche giovane sotto ai trent’anni si è avvicinato al nostro movimento storico, ma attualmente siamo talmente pochi che non suscitiamo più l’interesse dei mass media, ogni tanto veniamo ricordati, come se oggi non esistessimo più, dalle riviste di moda o in qualche articolo di giornale, ma nessun comico, nessun Produttore o Regista si sognerebbe mai di investire su questo lontano ricordo appartenente agli anni 80 purtroppo… Personalmente, attendo che l’intelligenza artificiale si evolva a tal punto da permettermi di realizzare una serie web che custodisco da tempo nel mio cassetto dei sogni. Ho già pensato anche al titolo: “Happy Burger”. L’idea è quella di costruire ogni puntata attorno a flashback capaci di riportare in vita i nostri ricordi e i fasti di quegli anni, per raccontare alle nuove generazioni cosa hanno rappresentato per noi adolescenti dell’epoca gli indimenticabili anni Ottanta.
4 Enrico deaglio  nel libro sopracitato   ti definisce un collezionista di materiali del mondo paninaro e un custode molto attent e scrupoloso della memoria del fenomeno paninaro . Un vero vaso di pandora d'immagini . quindi ti chiedo se ti senti antropologo o archeologo ?

Essere l’uno, per me non esclude l’altro, mi spiego meglio… mi sento un po’ antropologo perché per me il Paninaresimo è ancora una cultura in vita, seppur di nicchia, noi in poche centinaia di migliaia siamo sparsi in tutta Italia, seppur poco ci siamo evoluti, perché personalmente sento di appartenere a quello spazio temporale, se ci fossimo evoluti negli anni 90 e 2000 forse avremmo cambiato lo pseudonimo… mentre ancora oggi siamo Paninari ! Quindi concluderei questa prima parte all’ultima domanda che mi sento soprattutto un antropologo, con metodo da archeologo, però non dimentico le origini, i frammenti, gli oggetti, le fotografie, ogni giorno attraverso i miei social, principalmente Facebook, Instagram e YouTube, riporto alla luce i ricordi e custodisco con passione ardente la cultura Paninara che ritengo ancora molto viva, mi sento più un conservatore di immaginari che un semplice collezionista, d’altronde la moda passa mentre i codici restano, amo l’aggregazione e questo per me è un modo per rimanere un gruppo, la memoria nasce quando finisce l’innocenza, oggi per me le vecchie immagini vincono sulle parole, concludo dicendoti che il paninaro è diventato memoria culturale perché non ci dice più cosa indossare, ma ci spiega chi eravamo e perché siamo così oggi



Curare con erbe e fuoco non è folkore sono pratiche antiche . La loro forza empatia e contatto umano la spiegazione dell'antropologo TiraGallo

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