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03/02/19

chi dice che : << Il maschio è un animale, le donne se ne facciano una ragione >> dice un mucchio di ... boiate



                   non insegnare a tua figlia ad essere preda
                   insegna a tuo figlio a non essere cacciatore
                       ( joumana haddad poetessa libanese  )






Scusa se ti chiamo stronzo - Mirko Spelta - ebookMi sa   che questo breve  componimento poetico  ,   da  me  riportato più volte  sui miei  social    ha  ragione  visto  il    perdurare  ed   aumentare   d'articoli    e  studi  o saggi misogini , sessisti   , rozzi    ed  accatto  come     questo  di  Mirko Spelta, – Scusa se ti chiamo stronzo, edizioni Piemme – nel quale sostiene di rappresentare la maggioranza assoluta dei maschi italiani. E di aver scritto questo saggio per aiutare le donne a capire la vera natura del maschio, in modo da non farselo sfuggire    Infatti    secondo     questo  articolo    preso    da questo   articolo   di   https://www.huffingtonpost.it/



01/02/2018 11:52
Il maschio è un animale, le donne se ne facciano una ragione



di Elisabetta Ambrosi Giornalista e scrittrice


L'uomo, tendenzialmente, non sa tenerselo nei pantaloni. E quello che lo fa eccitare è un corpo sexy, tette grosse, culo giusto, tacchi dodici e labbra rosse e turgide. Dal punto di vista sessuale, dunque, che una donna sia affascinante, brillante, coinvolgente e colta conta meno di zero. Perché quello che attrae il maschio è solo l'involucro.
Argomentazioni rozze di un produttore di film porno, piuttosto che di qualche isolato scrittore misogino? Per nulla. A sostenerle è un giovane professionista quarantenne, Mirko Spelta, in un libro – Scusa se ti chiamo stronzo, Piemme – nel quale sostiene di rappresentare la maggioranza assoluta dei maschi italiani. E di aver scritto questo saggio per aiutare le donne a capire la vera natura del maschio, in modo da non farselo sfuggire.
E dunque eccoli, i consigli che Spelta dà all'universo femminile. Le donne devono bene mettersi in testa che il maschio è "geneticamente programmato per la caccia", il che significa che è fatto per distribuire seme nella maggior parte di ventri possibili, mentre la donna "a livello istintivo e ancestrale" sarebbe tendenzialmente monogama e programmata per avere un partner alla volta. Questo, dice l'autore, è un problema, ma non per il maschio, sempre per la donna. La quale a quel punto ha l'incubo di "essere sempre la stessa. Cosa che, sessualmente parlando, è un problema".
Cosa può fare dunque la femmina per non lasciarsi scappare il maschio? La risposta è: "Tener sempre alta la guardia e cambiare", perché guai a pensare che l'uomo "vi appartenga". In soldoni? "Basta vestiti dai colori tristi, grigi, blu o neri, scarpe tacco basso, occhialoni da vista e unghie smangiucchiate". Benvenuti e, anzi, necessari, sono tacchi almeno dodici, vestiti, scarpe, trucco, parrucco e unghie perfette e curatissime. Non si tratta di un modo stupido per spendere i soldi ma al contrario "del miglior modo per venire incontro all'esigenza maschile".
Ma Spelta non si ferma qui. Sostiene anche che le donne debbano esagerare, e quindi se, per esempio, avete intenzione di rifarvi il seno, è cosa buona e giusta che vi facciate una quinta o sesta misura, "una benedizione di Dio". Altra imposizione: buttate via pigiami con gattini e cagnolini, via invece alla lingerie sexy in abbondanza, senza rischio di diventare volgari: anzi, la, volgarità eccita, per cui va benissimo. Ma c'è di più. Siccome l'uomo è come una pentola a pressione, è fondamentale tenere il suo livello ormonale sempre sotto la soglia di guardia. Come? Facendo spesso l'amore – non per il proprio piacere, ovviamente, ma perché lui non esploda, ndr – ma non solo... "quello che conta è che sia soddisfatto".
Come recita il titolo del libro, infine, l'uomo è tendenzialmente "stronzo", il che significa che la sua tolleranza con le donne è vicina allo zero. Ecco perché non dovreste mai appioppargli un guinzaglio corto – deve essere libero di avere ore settimanali per essere "autenticamente cretino, rozzo, sboccato" – né mai, nel caso vi capiti di sposarlo, "sedervi", dormire sugli allori, tirare troppo la corda "perché a un certo punto si spezza". Comunque se lui è stronzo, voi invece, si legge nel libro, non dovete esserlo, anzi vi tocca essere "sincere, spontanee, mai rompicoglioni". In sintesi, "comportarvi bene" e non guardare ai soldi, giammai, che a loro questo non piace.
In tutto il libro non c'è incredibilmente una sola parola su come gli uomini dovrebbero vestirsi e comportarsi. "È un libro per le donne", spiega l'autore. E tuttavia resta totalmente misteriosa la ragione per cui le donne, che sono all'opposto di come vengono dipinte, dovrebbero accattarsi questa specie di troglodita mai evoluto, che le costringe e spendere il loro certo non ricco stipendio per fare una vita d'inferno, sempre truccate e sui tacchi: al solo scopo, tra l'altro, non di fare almeno buon sesso – ma che sesso puoi fare con un uomo così? – ma di non perderlo. Come se non fosse meglio, un uomo così, perderlo piuttosto che trovarlo.
Veramente strabiliante poi è, nel libro, la costante e ossessiva attenzione al punto di vista maschile, nel totale disinteresse di ciò che potrebbe non dico fare felice una donna, ma almeno minimamente interessarla. Infatti, al termine della lettura, l'unica voglia che viene è quella, irresistibile, di diventare lesbica, e al tempo stesso trovare subito un modo per fare figli che sia alternativo alla penetrazione con un sub-uomo di tale portata. Spiega ancora l'autore che in realtà il libro vuole elogiare le donne. Ma così non è, visto che i consigli sono rivolti a loro, e ciò che viene consigliato farebbe impallidire il più incallito dei misogini.[....]  continua   nell'articolo originale

E'  vero   ma  non del tutto    ci sono   anche  uomini    che  lottano  per   tenere  a freno questi   nostri istinti   e cercare un equilibrio  . E  c'è  chi  ci  si riesce   e  chi  no  .  Ma  qui  ad  esaltare questo istinto  e    dare  simili consigli alle  donne  ce  ne  passa  .  E'  come dire  che tutte le  donne  siano  ....   o   altro  .  infatti   e  sono  d'accordo   << avremmo avuto bisogno piuttosto di >>  come  suggerisce  la  stessa  giornalista, eccetto i corsivi  che   sono miei     << consigli su come far regredire o  tenere  a bada   la natura animale dell'uomo a nostro favore, specie in un periodo dove questa natura - tra molestie e violenza  fisica  e  psicologica sulle donne – è ogni giorno protagonista. [... ] >> Come  suggerito    dalla  stessa   giornalista     sarebbe interessante che Spelta  scriva  alquanto prima    un libro per gli uomini. Prospettandogli lo stesso scenario da incubo, rovesciato, 



che cerca di propinare alle  donne    << . Che ci sia parità editoriale, intanto >>  

05/01/19

amore ai tempi d'internet e gelosia

ecco un classico esempio     delle fregature    e delle stramberie     che può offrire l'amore in  rete



Torino, va al primo appuntamento con una ragazza in metrò. Ma lei lo snobba

Il ragazzo si sfoga sul social ambientalista "Torino sostenibile": "Bisogna superare questa mentalità"





"Non si va a un appuntamento in metro". E' la risposta che è arrivata a un ragazzo, Massimo, poco prima che la giovane con cui doveva incontrarsi gli tirasse "pacco". Rimasto solo ad aspettare, lui ha pensato bene di denunciare l'accaduto sul profilo Facebook di Torino Sostenibile. Come a dire, uno ci mette la buona volontà a usare i mezzi pubblici, ma poi la vita ti rema contro. E in pochi minuti ha ricevuto la solidarietà di decine e decine di utenti.
"Purtroppo è un problema anche di mentalità - scrive Massimo  - una ragazza di Torino mi ha tirato pacco perché candidamente le ho scritto che sarei arrivato prima all'appuntamento in piazza San Carlo perché avevo preso la metro. Mi ha risposto via cellulare che non veniva perché non si va a un appuntamento in metro. La ragazza ha 30 anni". I post che hanno fatto seguito alla "denuncia", per la maggior parte gli hanno dato ragione e spiegato che a non incontrarla ci aveva guadagnato, hanno per il resto lasciato spazio all'ironia. "Il primo appuntamento? In bicicletta". "Dovevi rispondere che avevi portato la Ferrari dal meccanico e la Lamborghini la usava tuo padre". "La suvista".

.   

è un problema anche di mentalità.
ieri una ragazza di torino mi ha tirato pacco perchè candidamente le ho scritto che sarei arrivato prima all’appuntamento in piazza san Carlo perchè avevo preso la Metro.
Mi ha risposto via cellulare che non veniva perchè “non si va ad un appuntamento in Metro”🤦🏻‍♂️  

la ragazza ha 30 anni


A qualcuno che gli ha chiesto come mai da Settimo prendesse la metro, Massimo ha dato una spiegazione ineccepibile. . Fatto sta, che arrivare in anticipo, ma in metro, è stato visto dall'altra parte come una cosa negativa





I commenti su Facebook: “A non incontrarla ci hai guadagnato tu” –  Tanti i commenti apparsi sotto lo sfogo del giovane: in gran parte si tratta di commenti di solidarietà scritti da persone che hanno condannato il comportamento della donna e che, non rinunciando a un po’ di ironia, hanno “rincuorato” il giovane di Settimo spiegandogli che a non incontrarla ci aveva guadagnato lui. “Dovevi rispondere che avevi portato la Ferrari dal meccanico e la Lamborghini la usava tuo padre”, ha scherzato qualcuno. Massimo tra i vari commenti ha anche spiegato di trovarsi bene coi mezzi pubblici e quindi di preferire la metro all’auto in città. “Parcheggio sempre nei paraggi di Principi d'Acaja perché si trova posto, perché ho un abbonamento Gtt, perché cercar parcheggio quaranta minuti in piazza San Carlo non mi va”, ha chiarito spiegando appunto come aveva deciso di presentarsi all’appuntamento in centro, a questo punto mancato. “Mi ha fatto capire l’avversione ai mezzi pubblici di alcuni torinesi”, ha scritto ancora il ragazzo.

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Cambiando discorso ma  rimanendo   sempre  nel   tema  dell'amore  parliamo  di  Gelosia  .E  dell'intervento   stavolta    sensato   , ogni tanto  lo psichiatra   da  salotto      fra le  tante  stronzate  ne  dice  una giusta   e sensata  




Paolo Crepet: "La gelosia non è amore, ma possesso. Non fate le crocerossine, un uomo violento non cambierà mai"
Lo psichiatra e sociologo parla di femminicidio e violenza di genere: "Le madri devono insegnare alle figlie a dire 'no' al primo schiaffo".








Lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet sta pubblicando il suo nuovo libro, Passione, dedicato all'omonimo sentimento ed inventario di storie e riflessioni, attinte dalla propria esperienza esistenziale e professionale, che ruotano attorno a questa parola sacra, in tutte le sue accezioni e declinazioni. In un'intervista a Repubblica, Crepet ha voluto parlare di gelosia e violenza sulle donne.
.Dietro al femminicidio, si nascondono tante realtà molto diverse. Essenzialmente molti uomini hanno ancora difficoltà ad accettare la lunga coda della liberazione della donna, nonostante siano passati più di quarant'anni dalle tante conquiste, come il divorzio [...] Sono quelli che non hanno elaborato ciò che è avvenuto in questi anni, restando legati a un concetto di famiglia arcaica, che vede la donna ancora come sottomessa e l'uomo con un ruolo dominante.
Dietro il femminicidio e la violenza ai danni delle donne, si celerebbe una tara culturale difficile da eliminare.
Tiene a te, tanto è vero che ti controlla e arriva anche a picchiarti. Esiste un tipo di cultura che vede il maschio come un "protettore", nel senso di padre padrone, che vuole gestire e far sentire il suo potere sulla propria compagna. Non illudiamoci che sia un'attitudine che riguarda il '900, molti giovani la pensano ancora così e lo dico sulla base delle mia esperienze professionali, come psicoterapeuta, e quelle personali.
 
Ora   C non manca di analizzare   e vede   non  a  torto    tale   tematica strettamente connessa  a quella della gelosia  . Ma  lo  fa     solo  come    qualcosa  di negativo  . E'    vero    che  la gelosia, ad esempio,   debba  essere    considerata   come prova dell'intensità amorosa, di una passione da dimostrare psicologicamente e fisicamente. Ed   Quindi si ritiene che faccia parte integrante di ogni relazione sentimentale e che quando viene sollecitata, possa anche scatenare reazioni violente sia  fisiche  che  psicologiche     ed   porta   se sempre sciagure e drammi.  .  Ma      dir e come     fa lo stesso crepet    nell'articolo sopracitato    che <<   bisognerebbe insegnare ai giovani a non considerarla come un sintomo dell'amore, perché non lo è mai. E va detto a scritte capitali che la gelosia non è una forma d'amore, ma solo di possesso, perché l'amore è rispetto innanzitutto. Ti amo, dunque ti rispetto.>> in quanto  : 


Paolo Scatolini la gelosia esiste e se non degenera in ossessione di possesso non fa danni, quando degenera è perchè non c'è amore. Chi ti ama non ti opprime. Amore vuol dire fiducia reciproca e passione reciproca che impedisce alla gelosia di diventare ossessiva, chi ti ossessiona e ti opprime con la gelosia non ti ama davvero. Il confine tra amore e ossessione esiste non è così labile 

Concordo  , se    er  questo sminuire    e  fa òpassre  in secondo  piano   le responsabilità    che  sono poi   quelle maggiori    di  noi uomini   ,   con lui  ed   il suo monito   in  quanto   Il confine tra amore ed ossessione è labile


Il problema è che cosa tolleri della violenza, perché noi alcuni aspetti tendiamo a sopportarli, proprio per il discorso di educazione che stavamo facendo prima, che porta a spacciare la gelosia come amore. Bisogna capire che quando qualcuno cerca di controllarti, quel sentimento cessa di essere amore e diventa manipolazione e ossessione. Quindi viene a mancare il rispetto dell'altro, perché non ti vedo più come una persona ma come una cosa di mia proprietà. Alla base della violenza e del femminicidio, c'è sempre l'idea di considerare le donne come oggetti, non come individui. Io ti uccido perché tu sei una cosa mia [...] Si fa fatica ad accettare che una ragazza oggi possa fare le stesse cose e la stessa vita di un maschio suo coetaneo. Queste pari opportunità scatenano rabbia, gelosia e invidia negli uomini frustrati, perché una donna così è libera, può scegliere e quindi non è controllabile.
L'educazione contro la violenza passa anche dalla famiglia d'origine, anche per quanto riguarda le donne.
Le madri devono dire alle figlie di lasciare immediatamente il fidanzato al primo accenno di uno schiaffo, facendo capire loro che non è una 'prova che tiene a te', anzi è tutto il contrario, ed è un comportamento che non va tollerato né discolpato. Il problema è che molte madri hanno incassato per anni con il marito, mandando giù rospi, non solo in termini di violenza, ma anche di incomprensioni e sottomissioni. E quindi, per non mettersi in discussione, questo loro atteggiamento lo tramandano alle loro figlie.

concludo    citando  ancora     questa frase   

01/01/19

La riflessione di Gramsci è forse la cosa più bella che sia stata scritta sul Capodanno



Iniziamo ,  oltre  agli auguri di rito  ,  il primo del 2019 con questa riflessione di Gramsci è forse la cosa più bella che sia stata scritta sul Capodanno


Antonio Gramsci, 1 gennaio 1916, Avanti!, edizione torinese, rubrica Sotto la Mole.
Questa lunga riflessione di Antonio Gramsci è molto più che un pensiero intorno al Capodanno. È un inno alla ricchezza della vita, alla sua poliedricità, all'importanza fondamentale che ogni giorno rappresenti nella vita di un uomo una deadline con cui confrontarsi: perché ognuno di noi renda conto a se stesso in ogni attimo e non solo nei buoni propositi di fine e inizio anno. Riporto qui   il testo integralmente:




Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno.
Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un'azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date.
Dicono che la cronologia è l'ossatura della storia; e si può ammettere. Ma bisogna anche ammettere che ci sono quattro o cinque date fondamentali, che ogni persona per bene conserva conficcate nel cervello, che hanno giocato dei brutti tiri alla storia. Sono anch'essi capodanni. Il capodanno della storia romana, o del Medioevo, o dell'età moderna.
E sono diventati così invadenti e così fossilizzanti che ci sorprendiamo noi stessi a pensare talvolta che la vita in Italia sia incominciata nel 752, e che il 1490 0 il 1492 siano come montagne che l'umanità ha valicato di colpo ritrovandosi in un nuovo mondo, entrando in una nuova vita. Così la data diventa un ingombro, un parapetto che impedisce di vedere che la storia continua a svolgersi con la stessa linea fondamentale immutata, senza bruschi arresti, come quando al cinematografo si strappa il film e si ha un intervallo di luce abbarbagliante.
Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo nell'animalità per ritrarne nuovo vigore.
Nessun travettismo spirituale. Ogni ora della mia vita vorrei fosse nuova, pur riallacciandosi a quelle trascorse. Nessun giorno di tripudio a rime obbligate collettive, da spartire con tutti gli estranei che non mi interessano. Perché hanno tripudiato i nonni dei nostri nonni ecc., dovremmo anche noi sentire il bisogno del tripudio. Tutto ciò stomaca.
Aspetto il socialismo anche per questa ragione. Perché scaraventerà nell'immondezzaio tutte queste date che ormai non hanno più nessuna risonanza nel nostro spirito e, se ne creerà delle altre, saranno almeno le nostre, e non quelle che dobbiamo accettare senza beneficio d'inventario dai nostri sciocchissimi antenati.

02/02/15

una mela al giorno , specie se senza pesticidi , toglie il medico di torno . il caso di Malles ( bolzano ): il primo Comune italiano libero dai pesticidi


  canzone  consigliata  \  in sottofondo    AltrItalia - Modena City Ramblers

http://www.italiachecambia.org/2014/09/malles-venosta-primo-comune-no-pesticidi/ 

Lo so che  la notizia  e  vecchia  ( settembre  \ ottobre  2014  )   ma    i media ufficiali \ maistream  l'hanno subito  fatto  scomparire   quello  che  è successo a  Malles Venosta 


da https://www.facebook.com/tzetze.politica
 : <<  un comune italiano di 5.123 abitanti dell'alta Val Venosta della provincia autonoma di Bolzano in Trentino-Alto Adige. da Wikipedia >>
  da  https://www.google.it/
Ora   Speriamo che tale  esito del referendum   non sia  reso vano  e ritardato  da  garbugli  burocratici leggislativi  e forti pressioni   dei  grupi di potere   e  di politicanti lobbistici nel caso di quello sull'acqua e  sul caso  della fecondazione assistita   fatto fallire    ipocrtiti  \ opportunisti  falsamente  cattolici  e ligi   quand  gli conviene  ale gerarchie ecclesiastiche  che non solo lo  hanno fatto fallire  ma poi  cercano scuse  per  fare  i decreti attuativi  e nonapplicare le leggi e le sentenze     che    hanno smantelllato  la legge incivile    .  Speroamo cjhe tale fatto   sia  seguito anche  da  altri  comuni  , soprattutto del sud   che hanno  caratteristiche  produzioni  e  artiginali  
  da  

 Come è successo che un paese di cinquemila persone, prossimo al confine austriaco e svizzero, sia diventato un faro per il futuro dell'agricoltura ecologica in Europa? Semplice: i residenti non potevano più tollerare di vedere spargere pesticidi, stagione dopo stagione, intorno alle loro case, ai loro orti e campi. Alla fine, il comune ha ceduto alla crescente pressione sul problema e ha indetto un referendum: il 75% dei cittadini votanti ha scelto il bando di tutti i pesticidi dall'intero territorio comunale!

Non è sorpreso dell'esito del referendum Claudio Porrini, entomologo dell'Università di Bologna, esperto che lavora nella zona e conosce la situazione: "Gli apicoltori sono disperati per le morie che hanno falcidiato le arnie e che sono legate a un uso molto intenso dei pesticidi. E poi quelle sono valli strette, con i frutteti che si alternano a scuole, impianti sportivi, boschi".
"Per poter convivere bisogna ridurre progressivamente l'uso di fitofarmaci. Il trattamento con i pesticidi frena l'aggressione dei parassiti ma apre altri problemi. I fitofarmaci vengono distribuiti con botti: ne esce uno spray che solo in minima parte va a colpire il bersaglio, il resto si diffonde nell'ambiente. È chiaro che, se i frutteti stanno vicino alle case, l'opposizione cresce". - ha detto
 da greenpeace
 Porrini recentemente intervistato da La Repubblica. È facile quindi capire perché gli abitanti di Malles preferiscano rafforzare la produzione biologica piuttosto che continuare ad utilizzare pesticidi. Una decisione di così vasta portata incoraggia e incrementa il turismo sostenibile, permette di creare percorsi ciclistici ed escursionistici nella valle e le visite alle aziende agricole, facendo crescere i benefici per gli abitanti nella vallata.
E ancora più importante è l'esempio dato ad agricoltori europei che ancora usano pesticidi: applicare le pratiche dell'agricoltura ecologica per coltivare cibo sano in armonia con la natura è possibile.
Il Consiglio comunale di Malles dovrà ora valutare i necessari cambiamenti del regolamento municipale in seguito al referendum. Non sarà semplice, dato che come sempre arriveranno le pressioni - a colpi di diffide e diatribe legali - promosse da chi non vuole cambiare lo stato di fatto, ma è chiaro che la consultazione popolare potrebbe avere, in ogni caso, un effetto domino sull'intero distretto delle mele nel nord Italia. Ci congratuliamo quindi con la popolazione di Malles che ha
https://www.google.it/
promosso e vinto il referendum e speriamo che questa iniziativa sia solo la prima di molte altre in Italia e nel resto dell'Europa. Per il territorio di Malles questo significa mele sane e un ambiente privo di residui di pesticidi, per il beneficio delle persone, delle api, dell'agricoltura e del nostro ambiente. (Fonte)
Infatti secondo  Greeenpeace ( la  finte  dell'artiolo precedente  ) 
(...) 
È facile quindi capire perché gli abitanti di Malles preferiscano rafforzare la produzione biologica piuttosto che continuare ad utilizzare pesticidi. Una decisione di così vasta portata incoraggia e incrementa il turismo sostenibile, permette di creare percorsi ciclistici ed escursionistici nella valle e le visite alle aziende agricole, facendo crescere i benefici per gli abitanti nella vallata.
E ancora più importante è l’esempio dato ad agricoltori europei che ancora usano pesticidi: applicare le pratiche dell’agricoltura ecologica per coltivare cibo sano in armonia con la natura è possibile.
Il Consiglio comunale di Malles dovrà ora valutare i necessari cambiamenti del regolamento municipale in seguito al referendum. Non sarà semplice, dato che come sempre arriveranno le pressioni - a colpi di diffide e diatribe legali – promosse da chi non vuole cambiare lo stato di fatto, ma è chiaro che la consultazione popolare potrebbe avere, in ogni caso, un effetto domino sull’intero distretto delle mele nel nord Italia.
Ci congratuliamo quindi con la popolazione di Malles che ha promosso e vinto il referendum e speriamo che questa iniziativa sia solo la prima di molte altre in Italia e nel resto dell’Europa. Per il territorio di Malles questo significa mele sane e un ambiente privo di residui di pesticidi, per il beneficio delle persone, delle api, dell’agricoltura e del nostro ambienteChi sarà il prossimo?

                   Federica Ferrario, Responsabile Campagna Agricoltura Sostenibile

 

05/03/14

ma che .... in italia si tenta di combattere la pirateria cinematografica riducendo il passaggio dal'home video alla tv trasmettendo la grande bellezza e già si scatenano polemiche

Riprendendo  il  titolo mi chiedo   ma   allora   che  cavolo bisogna    fare  per  contrastare  la pirateria informatica \  artistica  spesso in mano ( vedere il caso di megavideo  ) in mano  a quella  che  molti economisti  ad iniziare  da Loretta  napoleoni chiamano economia canaglia   sol  reprime e proibire   ? Tutta  questa polemica   per una delle rarissime   volte chela  tv  o il biscione non trasmette cag**te o  film no stra visti  e  rivisti  o  film  di   mio nonno .
Ma  ritorniamo a noi  .
Mi sembra strano che  canale  5   abbia  trasmesso  un film  contenente  : <<   uno spaccato della nostra società, vuota , insignificante, becera, fasulla, ipocrita.... pur avendo molti politici osannato questo "capolavoro" non si sono resi conto che Sorrentino li ha fotografati , per  non dire   volgarità gratuita  ed  ovvia   , per benino?' Insomma questa è la verità sulla nostra società. Più che GRANDE BELLEZZA, direi GRANDE TRISTEZZA  >> (  da https://www.facebook.com/natalina.garavaglia  )  .
  Un  'opera   che  si prende  gioco  anche  se  implicitamente    dal suo capo e  della sua  greffa  anzi peggio  dei salotti   intellettuali  e  mondani    ( vedere cafonal di dagospia  )  .
 Un film  pesante  lento  e  soporifero come  ho  già  avuto modo  dirlo  in un precedente post   a  cui rimando per maggiori dettagli .
Infatti rivedendone l'inizio , mi è  venuto l'abbiocco   come  giustamente  dice   questo post  virale    su  facebook 


  (  vedere per  ulteriori  dettagli  mia recensione )  . Le  ipotesi sono due  :  o mediaset  ha  bisogno di far cassa e  quindi  continuare  a rimanere  in vita  oppure  essendo proprietaria dei diritti ha deciso    come   s'evince  dall'articolo , sotto   riportato  , per  contrapporsi a  Sky Tv .



Nonostante le polemiche suscitate dalla decisione di mandare in onda "La grande bellezza" di Paolo Sorrentino, nel giorno successivo al trionfo agli Oscar, Mediaset conferma che il film sarà trasmesso in prima serata su Canale5 martedì 4 marzo.
Proprio la probabile vittoria dell'Oscar come miglior film straniero aveva indotto gli esercenti cinema, riuniti nelle sigle Anec, Anem, Fice Acec, a protestare contro la scelta editoriale del Gruppo Fininvest che, attraverso la casa di produzione e distribuzione Medusa, dispone dei diritti della pellicola.
Decisione che, secondo gli esercenti, penalizzerà "l'ulteriore sfruttamento dell'opera all'interno della filiera audiovisiva", considerando che il film è ancora in proiezione in 14 cinema italiani con buon riscontro di pubblico, e che l'effetto Oscar avrebbe sicuramente aumentato gli accessi nelle sale. Prima di approdare in
"Un indubbio valore promozionale per la serata televisiva - aveva affermato Lionello Cerri, presidente dell'Anec - che rischia tuttavia di tradursi in una forte attenuazione del potenziale cinematografico, e non solo, del film, oltre a stravolgere la prassi che vede approdare alla tv generalista un'opera cinematografica a circa 24 mesi dalla prima uscita in sala, dopo lo sfruttamento in home video, in video on demand, pay per view e pay tv". Il film, aveva aggiunto Carlo Bernaschi, presidente Anem, "ha già incassato oltre 7 milioni di euro ma si avvia a diventare un successo longevo, considerando inoltre che concorrerà ai David di Donatello che saranno assegnati ai primi di giugno".Scelta editoriale, quella di Mediaset, non estranea alla competizione con Sky. Non è un segreto che il gruppo di Murdoch punti al monopolio sullo sport e sul cinema, così, dopo aver avuto l'esclusiva su Sochi, Formula1 e Moto Gp, ha programmato una serata all'indomani degli Oscar interamente dedicata al capolavoro di Sorrentino. L'opportunità di sabotarla potrebbe aver tentato Mediaset più degli ascolti che, è prevedibile, saranno altissimi.A "La Grande bellezza" Canale5 farà anche seguire “This Must Be the Place”, altro film diretto da Sorrentino e altra prima tv assoluta. Dopo l'accoppiata con Servillo gli spettatori potranno così vedere il regista all'opera con un altro grandissimo attore: Sean Penn.

03/06/13

TATUAGGI PERICOLOSI PER LA SALUTE? LO STUDIO DI UN RICERCATORE SARDO

È partito da un ricercatore di Jerzu lo studio sulla pericolosità dei tatuaggi. Si chiama Giorgio Usai, il preparatore atletico che ha lanciato l allarme sulla incompatibilità tra i tatoo e le prestazioni sportive degli atleti.





13/02/12

uguaglianza nella diversità 2

"depurando"  tale  articolo  tratto   da  http://www.qelsi.it/ poco rispettoso   verso chi non crede  e  verso i laici


Per favore, niente benedizione cristiana a scuola. Siamo ottusamente ‘tolleranti’
Posted: 12 Feb 2012 07:20 AM PST
Sicuramente oggi avrete letto della notizia su Libero Quotiano. Sulla pagina di Qelsi è passata più volte e dunque — vincendo la tentazione di non leggerla, per non arrabbiarmi — alla fine ho aperto la pagina dell’articolo.
L’antefatto è presto detto (così vi evito di aprire subito l’articolo per capire esattamente di cosa si tratta). In una scuola milanese (in quel di Pisapia, dunque), il consiglio di istituto ha impedito la benedizione cristiana degli alunni. Il motivo? Ma è ovvio, è sempre quello: tolleranza, pari dignità fra tutte le religioni, e via dicendo. Secondo i maestri/professori della scuola, la benedizione cristiano/cattolica non s’ha da fare per non offendere gli alunni delle altre religioni, come se — badate — una benedizione possa davvero offendere qualcuno. Se un islamico mi benedice in nome di Allah, io non mi offendo di certo. E non credo affatto che gli islamici o gli ebrei o persino i buddisti possano o debbano offendersi se un prete cattolico benedice i loro figli in nome del Dio cristiano.
Ma nella scuola Erasmo da Rotterdam, a quanto pare, hanno un concetto tutto loro di tolleranza e di pari dignità fra tutte le religioni. Ed è il solito concetto trinaciruto secondo il quale per considerare pari tutte le religioni è necessario cancellare la propria identità culturale e religiosa, e anche gli usi e i costumi propri della società italica. La tendenza, dunque, è livellare; è annullare le differenze e rendere la società italiana insipida: né carne né pesce, ma un miscuglio etnico dal vago sapore new age dove ci sta tutto e il contrario di tutto. Un pastone sociale senza sapore.
Eppure non me la sento di incazzarmi del tutto con il consiglio di istituto. Per quanto il loro punto di vista sia assolutamente privo di pregio, ritengo che stiamo ricevendo — come italiani — quello che meritiamo. Abbiamo voluto un’uguaglianza che calpesti la nostra identità? Bene, e allora stiamo zitti. Abbiamo per anni (e tuttora continuiamo) a ridicolizzare, dileggiare e persino demolire la cristianità e i suoi valori morali ed etici? Bene, e allora stiamo zitti se qualcuno dichiara di voler togliere i crocifissi dalle aule. Del resto, chi mai vorrebbe un uomo morto in croce, offeso e sbeffeggiato, in un’aula scolastica o di tribunale? Nessuno. I cristiani vogliono un Dio e non uno sfigato crocifisso dai romani. E poi, i primi a non volere Cristo, sono proprio i cristiani stessi, spinti da un’errata interpretazione evangelica, secondo la quale il concetto di accoglienza cristiana importa e comporta l’annullamento della presenza della propria fede nella società! E poi ci sono gli ostili della cristianità, coloro che hanno un odio verso la religione stranamente a senso unico: contro la cristianità, guardandosi bene dall’offendere o criticare la presenza o le intemperanze delle altre religioni (e in particolare quella islamica).Non possiamo lamentarci dunque. Stiamo raccogliendo quello che abbiamo seminato. Vogliamo e difendiamo l’immigrazione irregolare e selvaggia? E allora stiamo zitti. Abbiamo votato politici che difendono questo assurdo concetto di uguaglianza che non tiene conto nemmeno delle minime differenze identitarie di un popolo, come se queste differenze fossero non solo inutili, ma persino pericolose? Zitti e muti come pesci. Il risultato poi si vede: le altre religioni non dicono nulla, ma sotto i baffi sghignazzano di soddisfazione. I cristiani si stanno suicidando da soli. Demoliscono giorno dopo giorno la loro identità, la loro fede e la loro cultura. Dove non sono riusciti i mori, riescono i pronipoti arroganti e ottusi dei crociati.

  c'è  un fondo di verità    a  voi   vedere  qual'è  .  Ditemi qual'è   e  io vi dirò  la  mia