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28.11.19

come sopravvivere al natale VI° presepe si o presepe no ., meglio il presepe o l'albero o entrambi ? oppure niente

di cosa stiamo parlando 


L’assessora regionale alla Scuola, Elena Chiorino (Fratelli d'Italia), ha invitato i dirigenti scolastici del Piemonte ad allestirlo. Ignorando che il laicato è un "valore identitario" italiano tanto quanto la tradizione natalizia Come ogni anno in questo periodo pre-natalizio, anche nel 2019 è arrivata puntuale la mobilitazione sovranista in difesa dei simboli della tradizione cristiana italiana. Una lettera a firma dell’assessora regionale alla Scuola, Elena Chiorino (Fratelli d’Italia), ha invitato i dirigenti scolastici del Piemonte a “valorizzare all’interno dell’istituto ogni iniziativa legata a questa importante Festività come l’allestimento di presepi o lo svolgimento di recite e canti legati al tema della Natività”. Il motivo, ovviamente, ha natura identitaria: “La ricorrenza natalizia e le conseguenti tradizioni come il presepe, l’albero di Natale e le recite scolastiche ispirate al tema della Natività sono parte fondante della nostra identità culturale e delle nostre tradizioni. Che la Regione Piemonte intende tutelare e mantenere vive.”  .....  continua  su  https://www.wired.it/attualita/scuola/2019/11/26/presepe-scuola-piemonte/




Lo so che almeno nelle festività di natale 🎅 dovrei tenere lontana la .... Ehm ..... evitare argomenti politici . Ma non riesco ( non  so  come   gli anni precedenti   qui  i  post   mi sia   trattenuta   o  sia  stato  , sarà  l'atmosfera natalizia   visto  che  i   post  cadevano    a  dicembre  ?   🤔❄☃ )   su tale  argomento     a non parlarne ed a provare disgusto per l'uso strumentale ovvero politico /politiko di quello che dovrebbe essere il simbolo del natale ,  di fede e di laicità 

Infatti


Giuseppe Scano
Ieri alle 08:27
News Republic 
Che palle ogni natale la stessa cosa. Ecco perché si perde lo spirito natalizio. Perché fanatici da ambo le parti ci rompono i maroni con queste diatribe futili e di lana caprina. Ecco che mi viene da replicare, forse un maniera populista /qualunquista così :Mentre voi promuovete i presepi i soffitti crollano”, una sorta di versione soft di “E allora i terremotati?” o “Parlateci di Bibbiano”

Anche quest'anno tocca sorbirci i crociati del presepe nelle scuole - Wired
L’assessora regionale alla Scuola, Elena Chiorino (Fratelli d'Italia), ha invitato i dirigenti scolastici del Piemonte ad allestirlo. Ignorando che il laicato è un "valore identitario" italiano tanto quanto la tradizione natalizia
Ora io non sto come mi hanno scritto nella   prima riga  

Augusto Galleri Giuse' stai minando la tua responsabilità famigliare. concordo su ciò che hai scritto. se invece ci interessassimo di più dell'andamento scolastico della deriva bullismo, sulla mala educazione e rispetto da ambo le parti nell'ambito scolare. E si tante cose belle che offuscano il principio del PRESEPE invece che elevarlo. Fiere del,..... associazioni... che si spellano le guance per apparire più....Il buon fratello FRANCESCO mi sa che si sia pentito di averlo inventato vista la mercificazione .


Ora   pur essendo passato da praticante a laico /aconfessionale  ed  essendo cresciuto   nella frase  finale della guerra  fredda  ed  avendo fatto imprimi anni    di scuola   in epoca in cui non erano stata firmata la revisione dei patti lateranensi e quindi la religione cattolica è quindi il fare presepe era "obbligatorio " non mi da fastidio o che lo si faccia fare .Ma   mi da fastidio che
 1) Esso sia obbligatorio e non facoltativo. 2)  che  esso   viene  usato  come strumento ideologico    e di  propaganda  ovvero usato per  Far passare il concetto che coloro che difendono questi nostri simboli sono brave persone e bravi cristiani mentre il loro atteggiamento reale, le loro decisioni, le loro parole dimostrano l’ esatto contrario non può essere accettabile e va chiarito! Abbiano la coerenza di non servirsi del Cristo, della sua sofferenza e del suo amore per mascherare la realtà.  .  3 ) Quando la facoltà di scelta non è lasciata alla singole scuole, ma avviene attraverso stanziamento di fondi regionali o circolari di incitamento alla valorizzazione identitaria delle aule, si passa velocemente alla propaganda ideologica. 4) quando  insegnanti  o presidi   in buon a fede  o  succubi  della   propaganda  identitaria  per  l'ipocrita ( leggi l'obbrobrio termine buonista ) ed insensata paura che : i laicisti esasperati , i Mussulmani \ islamici o esponenti di altre fedi \ religioni possono offendersi . Ed ciò non mi sta bene perchè il presepe non è solo espressione della cultura cattolica e cristiana ma anche simbolo di laicità . Infatti esso ai cristiani e a chiunque abbia un altro credo \ fede ., Ai pellegrini di verità e ai mendicanti di speranza. Le statuine del presepe ci ricordano tutto ciò. Un viaggio antico, mai giunto al termine. 
Ben venga il presepe se è una scelta autonoma e serena, non per provocazione.
Come   questa   di questa  rappresentante istituzionale  . Infatti   : <<  (... ) Siamo di fronte a una giunta che utilizza le istituzioni per fini propagandistici e basta”, ha in effetti sottolineato Igor Boni, presidente dei Radicali. E ha ragione. Quelli che fanno crociate e convegni contro l’insegnamento di una fantomatica teoria del gender (che non esiste) nelle scuole, sono gli stessi che incuranti della laicità dello Stato fanno pressione ideologica e finanziaria affinché le scuole espongano i simboli della cristianità italiana. Nel paese che vorrebbe la destra italiana sovranista, lo spazio che le scuole italiane dedicano all’educazione sessuale, ai diritti civili compresi quelli Lgbt e quant’altro dovrebbe essere sostituito da crocifisso, presepi e recite natalizie, “i veri valori identitari italiani”.
La Costituzione, le leggi nazionali, ci ricordano però che l’Italia, la vera Italia, non è quella che ci viene raccontata nei congressi della famiglia di Verona o a Pontida. L’Italia è laica  >>  anche se     in modo  contraddittorio  ma    questa  è un altra storia    << . Ben vengano gli alberi di natale e i presepi, se le singole scuole ritengono opportuno metterli. Ma sia una libera e ponderata scelta d’istituto, non il frutto di pressioni politiche dal sapore identitario e sovranista.(....) >>(  dal  sito citato prima ) 
Quindi     farlo   o non farlo  , a  voi la scelta   . io non lo faccio  perchè  , ogni volta  che lo vedo (cosi  come le  altre decorazioni di natale )   in case private , in tv , o nei  negozi  mi  viene  la nostalgia   soprattutto  perchè mi ricorda  i  miei nonni  e l'infanzia passata  che non ritorna   se non come nostalgia  ed  rimpianti  , e poi quando le  smontano  la malinconia  . Eco   quindi  che    su tali argomenti  lascio che  a parlare  siano   a differenza  dei  post  precedenti    dove c'è  anche  un po'  di  esperienza  ,  i siti   che  trovate  sotto  



albero 

9.12.18

non fai il presepe e t'attaccano fai il presepe e ti attaccano cazz boh . il caso de "Il presepe dei profughi", nel Barese bufera sulla Natività di denuncia


per  approfondire   e  ecco  alcuni siti   da me    visitati  per    questo  articolo  




la gente dimentica che le tradizioni sono soggette ad oralità e quindi si modificano con le generazioni . ecco perchè io sostengo e concordo con quiesto sindaco ed i creatori di questo preseppe. Infatti : << (...) Generalmente, le tradizioni furono accettate dai più sempre acriticamente e talvolta anche senza un consapevole riferimento al contenuto storico dell'evento. Questo spiega la loro fragilità e, quindi, la loro dimenticanza. Anzi, alla crisi delle tradizioni, hanno concorso diversi fattori, quali le rapide trasformazioni di una società costantemente in evoluzione, l'individualismo, l'intellettualismo, gli influssi estranei di altre culture e civiltà  ( .... continua  in questo interessante articolo di  http://www.vastospa.it ) .. Va  bene  le  tradizioni   fanno parte  della  nostra   identità  , ma  essendo    come  già detto  prima    derivate  da  cultura  orale    è pressochè  impossibile      che  rimangano   fisse ed immutabili  in eterno  .  quindi    sempre  secondo   lo stesso  artiocolo  citato  prima  : <<  (....)  È un processo lento di recupero che deve partire da un risveglio spirituale, da una verifica introspettiva delle coscienze, da una ricerca di nuovi rapporti umani, basati sull'amore e sulla umiltà. 
A conclusione, noi confermiamo di voler credere fortemente nelle tradizioni, consapevoli che esse, allorché rispolverate ed adattate opportunamente alle attuali esigenze, continueranno a farci capire bene il passato, interpretare adeguatamente il presente, precostruire prudentemente il futuro. >>
Queto  presepe   in  cui  


"Il bambino nasce nel mare, dove con Giuseppe e Maria, profughi, non accolti da nessuno vive l’esperienza che molti migranti affrontano nel nostro Mar Mediterraneo. E il mare di plastica a fare da sfondalla Natività è un grido dall'allarme contro l'inquinamento". 

"Il presepe dei profughi", nel Barese bufera sulla Natività di denuncia

Ad Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari, il comitato Feste patronali ha realizzato un presepe di denuncia con il sostegno dell'amministrazione comunale. Non sono mancate le polemiche dei "tradizionalisti", sui social e sui quotidiano di destra la provocazione è stata definita come "ridicola". Replica il sindaco Davide Carlucci: "Vi sarebbe piaciuto vietare questa installazione, vi sarebbe piaciuto dar sfogo a pruriti fastidiosi. Ad Acquaviva c'è ancora la libertà, c'è ancora la democrazia. Fatevene una ragione"

23.7.18

chi lo ha detto che per essere beata o santa debba essere un uomo \ donna di chiesa . il caso di chiara corbella petrillo.





Qualche giorno fa ho sulla pagina facewbook la cronaca italiana pagina  che  fa   riferimento  al gruppo geolocal ho letto dell'avvio del processo di Beatificazione di Chiara Corbella ed in curiosito sono andato a cercarmi la storia ( vedere url sopra ed  i collegamenti  all'interno del post  ) 
  estrappolato  dal video  del   1  url sopracitato    che  riporta
un video  del canale  youtube ufficiale 

 © chiaracorbellapetrillo.it)
 Tale storia a prima vista potrebbe sembrare una storia di fondamentalistici pro life , ma poi continuando nella lettura dei vari siti internet ( fra cui quello della famiglia di parte  forse  , ma  

l'aver scritto : << Nessuna foto, immagine o pensiero di Chiara utilizzati per raccogliere fondi o fare 
LE IMMAGINI SONO VINCOLATE DA COPYRIGHT ed è severamente vietata la riproduzione sia a mezzo cartaceo che web, tutti i diritti sono riservati a norma di legge >>  è segno di Garanzia   ) in particolare quest'articolo di repubblica  tratto dalla pagina fb la  cronaca italiana 

propaganda politica di alcun genere sono stati autorizzati dalla famiglia.
da https://it.aleteia.org/
M'accorgo   che  non  lo  è .  Essa   è una storia  che dimostra un fortssimo senso  di  vita  , e   di  come  dala morte  possa  nascere  la  vità stessa  .. La sua vicenda ha commosso e affascinato il mondo , me  compreso  , e molti la pregano già come santa. Ora, a sei anni dalla morte della serva di Dio Chiara Corbella Petrillo, la diocesi di Roma ha fatto il primo passo verso la sua beatificazione, pubblicando l’editto che avvia, di fatto, il processo.  Da  laico  credente  \ cattolico  critico affermo   che la beatificazione   è  più che  meritata  . Infatti   «la sua oblazione rimane come faro di luce della speranza, testimonianza della fede in Dio, Autore della vita, esempio dell’amore più grande della paura e della morte». si legge nell’Editto che sarà affisso in Vicariato.  Anch'io come il  marito , leggendo  i suoi scritti  e la sua  storia    ho intuito che forse c’era molto di più rispetto ad una guarigione fisica . Chiara era affetta da un tumore, ma la notizia che avrebbe potuto partorire un bambino sano era troppo per ignorarla. Così ha rifiutato tutte le cure. Per mesi, ha permesso al suo tumore e al bambino di crescere. Entrambi si evolvevano nel corpo di lei, insieme, la vita e la morte. E vita e morte è stata. Francesco è nato in salute, perfetto. Ma il tumore si è portato via Chiara. Il percorso verso la beatificazione è stato avviato, e se davvero esiste un altro luogo, Chiara probabilmente guarda suo figlio crescere, e sorride. da  questo  articolo di  https://internapoli.it/
Infatti per me  è già santa  di per  se   senza   alcun bisogno  d'istituire  alcun processo  \  iter  . Così come  quelle persone   che  danno la propria  vita  o rinunciano  ad  adessa  per  gli altri  e  con la loro soferenza e  sacrifcio  creano ulteriore vita  c ioè permettono che la  vita continui  e non s'interrompe . Alcuni , leggendo  di  simili cosie od  il suo sioto    potrebbero dire  :   poteva  curarsi , abortire  o farlo crescere malato  tanto  ne  ha  cresciuto  due   ama  molto  la  vita l'accetta  cosi  come viene  . Ma  evidentemente   ignorano la  sofferenza   che una  donna  ha  nel mettere  al mondo  un figlio\a  con tali problemi e  soprattutto  dopo die  tentativi  ne  vorrebbe  uno sano . Ma  soprattutto s'ignora  la difficile (  per esperienza   diretta  una  zia  morta  di tumore )  guarigione   se non impossibile   e   l'incognità  di  un 'altra  possibilità  di poterci riprovare   di nuovo .

31.12.17

chi lo dice che i mussulmani o islamici odino e dia fastidio il presepe ed il natale ragiona con luoghi comuni "A Natale non ci sono pelle, né lingua né cultura che non entrino nell'abbraccio di Dio". il caso Ad Aleppo anche i musulmani vogliono il presepe

ringrazio l'amica   e  utente  di  questo blog  Daniela  Tuscano (   che mi manda  tutti i suoi articoli da pubblicare   e che  pubblico     causa difficolta  con google e  blogspot  )  e della nostra  pagina facebook ( dove  li  pubblica  )    per  avermi segnalato   questo articolo  .



Gli Occhi della Guerra sostiene i cristiani di Aleppo. Se anche tu vuoi farlo Dona online o tramite bonifico Iban: IT67L0335901600100000077352 Banca Prossima Causale: ilgiornale per i cristiani
Per conoscere tutti i progetti per aiutare i cristiani di Aleppo, guarda qui

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In un’epoca in cui si parla spesso (troppo spesso) di scontro di civiltà fra islam e cristianesimo, la Siria ha rappresentato da sempre un esempio di convivenza millenaria fra fedi diverse. Il terrorismo di matrice salafita ha cercato di distruggere il mosaico siriano inserendo nel Paese il germe di un odio interreligioso che non esisteva, anche grazie alla politica del clan Assad che ha governato la Siria per decenni e che ha protetto questa costruzione nazionale dalla deriva estremista religiosa. La guerra civile e l’avanzata del terrorismo islamico hanno sicuramente ferito la Siria, così come la pacifica convivenza fra le comunità religiose presenti sul suo territorio. Ma cristiani e musulmani, in molte parti del Paese, ancora convivono: e il Natale di quest’anno ne è stato la dimostrazione.Come già descritto in questa testata, ad Aleppo è il secondo Natale senza guerra, festeggiato fra chiese riaperte, altre mai chiuse, alberi addobbati, processioni festose e presepi. Ma, come ricordato su Italia Oggi da monsignor Georges Abou Khazen, padre francescano della Custodia di Terra Santa e vicario apostolico di Aleppo, la povertà, la mancanza di lavoro e le macerie rendono la situazione ancora estremamente complessa. Ma è proprio nella tragedia che la convivenza fra cristiani e musulmani si è fatto più forte. «Durante il conflitto abbiamo sviluppato nuovi modi di incontro tra cristiani e musulmani. E oggi grazie a questo siamo impegnati insieme in molti progetti per aiutarci a vicenda». Monsignor Khazen, intervistato dalla testata italiana, parla di un Natale di gioia, nonostante tutto, in cui sono gli stessi musulmani a manifestare sentimenti di amicizia verso i cristiani. «I musulmani in questi giorni di Natale vengono da noi e ci dicono: perché non avete ancora fatto il presepe? Girano ogni chiesa per visitarli con le loro famiglie, desiderano profondamente vivere anche loro la gioia del Natale. Che non è una sfida all’altro, ma la festa di tutti gli uomini».La convivenza fra comunità religiose è quello che vuole rimarcare padre Georges Abou Khazen. “È una convivenza e una collaborazione che continua. La guerra, i morti, le tante difficoltà ci hanno messi insieme e ci sono molti progetti d’ aiuto che facciamo insieme a loro”. Fra questi progetti, anche quello di “Una goccia di latte per Aleppo”, progetto benefico di Aiuto alla Chiesa che soffre cui ha aderito anche Il Giornale. La tragedia della guerra non ha fatto distinzioni fra musulmani e cristiani. E non sono fatte distinzioni neanche per la ricostruzione. Cristiani e musulmani devono tornare a convivere, anche se le ferite della guerra e del terrorismo islamico hanno scalfito la bellezza del vivere insieme fra cristiani e musulmani. Molti cristiani sono fuggiti e non torneranno, molti sono morti, e sarà difficile ricostruire la comunità cristiana di Aleppo. Ma il ritorno alla normalità si vede anche in questi piccoli gesti, nel ritorno del Natale. “In alcune parti della città, quelle non distrutte, sono state ornate di luci le case, davanti al municipio è stato messo un grande albero di Natale” dice monsignor Khazen a Italia Oggi, “il Natale non è una sfida ai non credenti. Anche i musulmani lo aspettano, guai se non facciamo i presepi, ci vengono a dire: perché non lo avete fatto? Il Natale è una festa di pace, gioia e speranza per tutti. I musulmani vengono a visitare le nostre chiese, vogliono sentire e toccare la stessa gioia che viviamo noi”. Un miracolo di Natale? No, non è una favola, ma è il miracolo della Siria. Un Paese che ha resistito a una guerra orrenda e che cerca disperatamente di nuovo la pace. Hanno provato a distruggere il suo mosaico di culture, ma non ci sono riusciti. Ed ora Aleppo, da emblema della devastazione, torna a essere simbolo di speranza.
 e  per questo  suo intervento  sui fatti  accaduti  , uno dei tanti sempre  più frequenti purtroppo  in italia ,   stavolta  alla scuola primaria Beato Odorico da Pordenone di Zoppola

Daniela Tuscano A parte il fatto che in Perù sono cristiani, mi domando - da docente e se le vicende si sono svolte davvero come riportato nell'articolo - perché la scuola permetta che in cattedra salgano persone ignoranti e incompetenti. Screditano l'intera categoria. I bimbi stranieri non c'entrano, state attenti a non cadere nel tranello. Sono un pretesto. "Gesù" non dà fastidio a loro. Dà fastidio alla maestra laicista e politicorrOtta. Se conoscesse veramente la storia, saprebbe che i musulmani rispettano moltissimo Gesù e, se non considerano il Natale una festa religiosa, però la ritengono significativa in quanto ricorda la nascita d'un profeta e celebra pure Maria, profetessa anch'essa (e unica donna menzionata nel Corano). La vera laicità aggiunge, non toglie; del resto, i musulmani stessi - perché era questi che voleva ingraziarsi la maestrina, gli altri non fanno testo - non hanno alcun rispetto per chi rinnega il proprio background. Se amasse veramente ciò che insegna, saprebbe che il non credente Pasolini si definiva "figlio delle chiese e delle pale d'altare", perché senza il cristianesimo non si può comprendere né l'arte, né la letteratura, né la filosofia, né la musica né la stessa politica dell'Italia (e dell'Europa). E non solo: poiché il cristianesimo ha pur sempre origini in Medio Oriente e censurare adesso Gesù, quando siamo in presenza di una forte immigrazione copta da Egitto e Corno d'Oro, non è solo suicida ma stupido. La verità è che sono questi nichilisti a voler abolire il Natale in nome d'un indifferentismo idiota, d'un sincretismo plastificato di estrazione nordamericana. È pertanto bene vengano alla luce tali episodi, nella loro miseria morale e intellettuale, e si prendano i dovuti provvedimenti.








ed concludo facendo miei , anche se credenbte ma non più praticante come un tempo , le parole de il patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, con la celebrazione della Santa Messa nella Basilica di San Marco  a natale  del 2017   : << A Natale Dio raggiunge ogni uomo e ogni popolo, - ha commentato - anche i più abbandonati e vilipesi. Non si dà, così, più razza o popolo esclusi dal gesto di Dio. Se Dio si rende presente nell'umanità, allora, nessuno più potrà sentirsi escluso e potrà escludere nessuno; non c'è colore della pelle, non c'è lingua, non c'è cultura, non c'è razza, non c'è continente che non entrino nell'abbraccio di Dio e dei suoi discepoli.>>  (  dall'app mobile    aggregatore  di  news http://www.newsrepublic.net/ )













25.12.17

presepe simbolo di fede ma anche di laicità usato in maniera strumentale e farisea ( la mussolini e i teocon ) e da una parte male per una politica buonista e politicamente corretta a tutti i costi ( oresidi che lo vietano per non offendere gli immigrati o di religione diversa )



 per  chi  mi leggesse  da poco o per la prima  volta (  gli alri  posso  saltare    questo spiegone  ) . Sappia   che   non sono   contro  chi  fa il presepe  a scuola  .

Un presepe Infatti   io   sono  cresciuto  ed   hofatto i primi studi   ( elementari  ed  medie  )   nel periodo  intermedio  tra :   il concordato    del  1929 (  i  patti Lateranensi di   Benito Mussolini e il segretario  vaticani   Pietro Gasparri )  e  il   concordato   1984  (  Villa Madama, a Roma,dall'allora presidente del Consiglio Bettino Craxi, per lo Stato italiano e dal cardinale Agostino Casaroli Segretario di Stato Vaticano )   .  Inoltre   i  nonni  , speciamente  qelli  paterni  ultra  cattolici   ho conosciuto  il presepe sia  a casa  che  a scuola  (  elementari e  medie )    non   me la sento di  proibirlo o  d'imporlo    forzatamente   .   E vero     che  il presepe    sia  in  forma  clasicca  e povera  sia  in forma  ricca  ed opulenta     fa parte  della  nostra  tradizione    ed  usanza     e  dovrebbe   come suggerisce   Il vescovo di Trieste Giampaolo Crepaldi  come  riportato   da  

dall'agregatore    news  mobile    http://www.newsrepublic.net/ 


«Carissimi fratelli e sorelle, come i pastori anche noi dobbiamo portarci alla grotta di Betlemme per incontrare Maria e Giuseppe e il Bambino adagiato nella mangiatoia. Come? Sono certo che molti di voi hanno allestito il presepio dentro la propria casa. È anche questo un modo, semplice e diretto, per testimoniare la fede cristiana di fronte a quelli che, in nome di un laicismo insipiente e arrogante [  buonismo  d'accato come preferisco  chiamarlo io  ], pretendono che oggi il presepio non s'ha da fare. A questo proposito il nostro Consiglio Comunale, con il voto unanime dei suoi 34 componenti, ha deliberato che il presepio venga allestito anche nei luoghi pubblici come le scuole. È un fatto che onora il Consiglio e la nostra Città di Trieste».Il vescovo di Trieste Giampaolo Crepaldi incentra sul presepe il suo messaggio di Natale ai fedeli: «Il presepio è come un libro aperto, pieno di insegnamenti necessari per condurre una vita buona. Ci insegna la sacralità della vita umana nascente, della maternità della donna e della famiglia fondata sul matrimonio. Ci insegna che le persone umili, i pastori, sono privilegiate perché chiamate per prime ad incontrare Gesù. Ci insegna la pace (“Pace in terra agli uomini di buona volontà”) e l'accoglienza di altri popoli (i Magi venuti dall'Oriente). Ci insegna il rispetto per la natura e per gli animali creati da Dio: per rendere viva la rappresentazione della Natività, nel presepio, in genere, non mancano mai le stelle, le campagne, i monti, i corsi d'acqua e il bue, l'asinello e le pecorelle. Ci insegna, soprattutto, quanto sia bello incontrare Gesù».«Papa Francesco ci incoraggia a seguire questa direzione - aggiunge Crepaldi -: "...fermiamoci a guardare il presepe... Entriamo nel vero Natale con i pastori, portiamo a Gesù quello che siamo, le nostre emarginazioni, le nostre ferite non guarite, i nostri peccati. Così, in Gesù, assaporeremo lo spirito vero del Natale: la bellezza di essere amati da Dio. Con Maria e Giuseppe stiamo davanti alla mangiatoia, a Gesù che nasce come pane per la mia vita. Contemplando il suo amore umile e infinito, diciamogli semplicemente grazie: grazie, perché hai fatto tutto questo per me". Buon Natale a tutti! ».
Come capisco    chi  come  i  neo  teocon    (  vedi il video   al lato    )  ,   reagiscono  in maniera   chiusa e  propogandistica  : <<  Da quest'anno da alberista divento presepista". Giorgia Meloni invita tutti gli italiani a seguirla: "Ho deciso di farlo da quando nessuno nelle scuole lo fa più. Come fa ad offenderti Gesù bambino? Come può offendere la nostra cultura ? Quello che io sono è in questo simbolo", conclude la leader di Fratelli d'Italia, "e voglio che Ginevra, mia figlia, lo sappia. A Natale noi celebriamo questi valori. Quest'anno prendiamo il pastorello e facciamo la rivoluzione del presepe  >>
Infatti la vera laicità è quella di lasciare libertà di farlo o di non farlo , di dire a me non piace a me si , ecc o di farlo perchè lo si sente davero o in maniera ipocrita e conformista come affermava il poeta trilussa ( 1871-1950 )

.

A me   non importa  e lo  fai  per omologazione   e  ipocrisia ( vedere i primi minuti  del    video  sopra  )  o perchè ci credi  ,mi  da  fastidio       che   lo si  imponga  :   con  la  scusa della pseudo   laicità ( uno  stato  o  dittatura    che  impongono e  rendono  obbligatorio  una  fede  , qualunque  essa    sia   non  è laicità  )    sia  ce lo  si  proibisca perchè  sei ateo   o   specialmente  per  il  laicismo insipiente  \  buonismo d'accato dettato da : ignorannza , disinformazine , luoghi comuni , mancanza di dialogo e confrontoi fra culture diverse . Infatti fa più notizia quei lupi travestiti d'agnello cioè dirigente scolastico che proibisce o non fa celebrare il natae nel senso religios: non c'è un musulmano( o almeno sono pochisssimi e fondamentalisti quelli contro ) che sia uno che abbia mai detto beh contro il presepe; ci sono invece decine o forse centinaia di casi di persone di fede islamica che hanno collaborato ad allestirlo. Per essi Gesù è un grande profeta, e la sua mamma è degna di venerazione. Ma tant'è -  come dice questo articolo  preso da   http://www.ilsussidiario.net/  ---   con l'ignoranza e il pregiudizio le fake news vanno a nozze e diventano mentalità diffusa.

 qualunque  posizione   abbiate ancora    buon     natale 

26.2.17

piccole cose ed insignificanti per gente normale grandi cose e intense per gente speciale

potrebbe  interessarvi
http://ilcamminodelperdono.eu/

Canzone  suggerita   è pane  e  sale  di  zucchero 

I due video più popolari e condivisi nei  giorni scorsi , sui  giornali di informazione on line e  su  i social  , sono stati i seguenti: quello dei Nas girato da una telecamera a circuito chiuso dell’Ospedale Loreto mare di Napoli in cui si vedono dipendenti strisciare anche venti badge di colleghi, infermieri radiologi medici, che così risultavano presenti ed erano invece, per esempio – è un dato reale, il caso di un primario – a giocare a tennis. Ciascuno di noi è stato o ha avuto parenti in ospedale, un ospedale pubblico, e ha anelato l’incontro anche fuggevole, anche in corridoio, con il medico curante oppure  in  ufficio pubblico o segreteria   e  sa  di cosa  si parla  .  Non servono commenti, mi fermo qui  altrimenti scado   nei (spesso mi capita  ) nel populismo  e  nel qualunquismo sterile    \  malpancismo  . Il secondo mostra due dipendenti di un supermercato di Follonica, amena località della toscana marittima, che filmano ridendo due donne sorprese a frugare nei cassonetti e da loro chiuse a chiave nella gabbia dei locali dell’immondizia. Non essendo frugare nei cassonetti qualcosa che si possa desiderare per piacere, che non si faccia se non in casi di estremo bisogno, anche in questo caso non direi altro ci  ha  già  pensato qualcuno  con un suo editoriale     e  c'è ancora  qualcuno\a    che  non ha  mandato  come si  diceva  un tempo  il cervello all'ammasso   e  che  risponde    colpo  su  colpo  😄😇😛  a  Salvini    e  ai  suoi seguaci  



Giuseppe Scano ha condiviso il post di Daniele Sensi.
Lidl potrà anche licenziare i due dipendenti. Ahinoi, non potrà licenziare l'impunita, inaccettabile, strumentale disumanità di Matteo Salvini.
Commenti
Serra MaryeRino Se Lidl , si permette di licenziare i dipendenti, perderanno un cliente da almeno svariati centinaia di € mensili........già inviato mail alla Lidl italia.........

Augusto Gal non avrei mai immaginato una deriva sociale di queste dimensioni . Istigare certi elementi peraltro deboli a delinquere è da incoscienti . speriamo che la gente prenda le distanze da queste derive sociali.

Lorenzo Mattana Siamo messi male, ormai il razzismo va di moda ed è sdoganato. Ma per quanto mi riguarda il messaggio che questi due hanno fatto bene a rinchiudere le due rom, a fare il video e sbeffeggiarle, non passerà mai. Idolatrarli per un gesto quanto meno di cattivo gusto (per essere clementi) non mi sembra da persone civili e di buon senso.

(  vedere  in merito   i mie post sulle palme e i banani in piazza duomo a Milano ) : mi rimetto -- come suggerisce Concità de Gregorio su repubblica  del  25\2\2017 ---- a sette secondi di riflessione silenziosa, se potete. Molte migliaia di condivisioni on line, hai visto questo, like.
In quanto  non trovo  le parole   anzi  : <<   Ho perso le parole ....ho perso le parole di fronte alle ingiustizie, alle guerre....ho perso le parole di fronte a troppi politici corrotti e corruttori, che ci stanno togliendo giorno dopo giorno sogni, speranze e futuro.....ho perso le parole...... >> ( il commento di Robin Hood   a  questo    video di  ho perso le parole  di Luciano Ligabue  )   quindi   non riuscendo   a dirla  con parole mio  concordo  con   il mio amico  




Stamane, appena accesa la radio, ho sentito l'audio di risate di uomini che sovrastavano urla di donne. Non riuscivo a capire di che si trattava, tanto più che li percepivo come suoni scomposti e fastidiosi.
Solo poi il giornalista ha riportato la notizia di questi dipendenti della Lidl di Follonica che hanno rinchiuso due donne rom trovate a rovistare tra i cassonetti: riprese, irrise e, ovviamente, subito condivise sul web.
Io non mi riconosco più in questa (dis)umanità. ne ho orrore.
Io so che questa è la banalità del male.
Io, stamattina, ho pianto.

Esistono altri mondi di cui si parla meno, che circolano meno on line ma che ci sono, formidabili, nella realtà , ma  che   se  non ci sono   vip  o personaggi dello  star  system   nazionale  ed  internazionale   passano  in secondo piano  e  vengono  " censurati   e   nascosti "  nelle pagine  interne   di cronaca  o edizioni locali  .
Ecco  due  storie  . La prima    tratta    della  rubrica http://invececoncita.blogautore.repubblica.it
del 25\2\2017

(..... ) 

Leggo la mail di Gabriele Parrillo che mi invita alla quarta edizione del Cammino del Perdono. Un titolo che da solo mitiga un poco il disagio dello stare in questo mondo suscitato dall’eco dei due video di oggi, domani ce ne saranno altri due. Il Cammino del Perdono non è niente di religioso, non nel senso confessionale. E’ proprio – è stato negli anni - una salita a piedi verso il Castello di Canossa. 

Risultati immagini per il cammino del perdonoNon so se ricordate dalla scuola: l’imperatore attese tre giorni e tre notti, scalzo e con un saio, di essere ricevuto e perdonato dal Papa con l’intercessione di Matilde. Andare a Canossa, si dice.
Un sacco di gente, ma proprio tanta, parte ogni anno e sale, sale, ciascuno per i suoi motivi, su fino alla cima del monte, fino alla cripta a cielo aperto e lì ascolta suonare, danzare, recitare. Shakespeare, Pascoli, Kafka, Lorca. Quest’anno il Cammino non sale ma scende, mi scrive Parrillo, giù nella cripta del Duomo di Reggio Emilia “e dentro noi stessi, cercando un cielo”. Sabato prossimo 4 marzo, alle nove di sera: Luigi Lo Cascio leggerà la lettera al padre di Kafka, Daniela Savoldi suonerà il violoncello, ci saranno canti e danze di Ambrose Laudani e del maestro Hal Yamanouchi, grandissimo coreografo.
C’è un’incredibile quantità di persone, mi raccontava qualche giorno fa Padre Marino del Convento francescano della Regola, Valle Santa, provincia di Rieti, che arriva ogni giorno a chiedere di fermarsi coi frati qualche tempo. Ragazzi con gli zaini, giovani coppie in viaggio di nozze, donne sole, gruppi. Ci sono più di seimila persone che solo lì, in quel luogo nascosto e magnifico, ogni anno camminano lungo i sentieri di San Francesco portando con sé il libretto della Regola dei Frati minori. La prima regola dice: vivere ‘sine proprio’, senza nulla di proprio. Non cercano qualcosa fuori di sé né una vocazione, no – dice padre Marino - cercano, in primo luogo, silenzio. Calma, condivisione. Mi piaceva raccontarvelo, oggi. Piccole cose, esistono anche queste.

La   seconda   presa  qualche  giorno  fa  da  l'unione  sarda

CRONACA » FRANCIA



Merah senior: "Giro la Francia a piedi per espiare le colpe di mio fratello terrorista"

Lunedì 20 Febbraio alle 14:56 - ultimo aggiornamento alle 16:59

Abdelghani Merah
Abdelghani Merah, il fratello maggiore di Mohamed, il killer di Tolosa che nel 2012 uccise tre militari, tre bambini e un insegnante in una scuola ebraica, sta attraversando la Francia a piedi.
Una sorta di ammenda per le colpe del fratello e, allo stesso tempo, un modo per predicare "l'uguaglianza contro il razzismo" e la necessità di combattere l'Islam estremista.
Partito da Marsiglia, Abdelghani percorre, zaino in spalla, dai 25 ai 40 chilometri al giorno e dorme di notte ospite di enti di assistenza e associazioni.
"Cammino per dare l'esempio ai giovani musulmani, che oggi ascoltano più la propaganda Isis dei consigli della polizia".
Dopo gli attentati e l'uccisione di Mohamed ha scritto un libro, intitolato "Mio fratello, il terrorista".
Mohamed Merah
Mohamed Merah

e riportata  su   https://www.facebook.com/compagnidistrada/  appendice  Facebookiana   del blog
Non son  che altro dire se non per lasciarsi  con questa  canzone ora  in oda   alla radio