30/03/20

beato chi riesce ad essere produttivo e creativo nella quarantena . io a malapena riesco ad mettere ordine in me e fra le mie cose . il caso di Murder Most Foul di bob dylan

“Era un giorno buio a Dallas, nel novembre 1963. Un giorno segnato dall’infamia. Il presidente Kennedy era su di giri, era una buona giornata per vivere e una buona giornata per morire”. Comincia così, con un attacco da manuale, il nuovo brano di Bob Dylan, pubblicato a sorpresa nella notte tra il 26 e il 27 marzo. 
S’intitola Murder most foul (L’omicidio più disgustoso, sembra una citazione dell’Amleto di Shakespeare) e dura quasi diciassette minuti. È il pezzo più lungo che abbia mai pubblicato ed è il primo inedito che fa ascoltare al pubblico negli ultimi otto anni.Murder most foul parla dell’assassinio del presidente statunitense John F. Kennedy, avvenuto a Dallas nel 1963. Parte da lì, ma poi si trasforma in una carrellata di istantanee in bianco e nero degli anni anni sessanta, il periodo nel quale Bob Dylan diventò una star internazionale della musica, in cui passò dall’essere il cantautore simbolo dei diritti civili all’inventore del moderno folk-rock.Il fatto che Dylan abbia deciso di pubblicare Murder most foul in questi giorni, nel pieno della pandemia globale di Covid-19, potrebbe non essere una coincidenza. Il messaggio del cantautore di Duluth sembra essere: era dai tempi dell’omicidio Kennedy che non mi capitava di vivere un evento così scioccante. Qualcuno potrebbe interpretarlo come un commiato dal suo pubblico perché sta male (non fare scherzi Bob), ma la cosa non risulta a nessuno al momento quindi è da escludere. Consiglio comunque di ascoltare il brano con il testo a fronte, altrimenti ci si perde e non lo si apprezza completamente. [....]  Ed  aggiungo  a quanto  detto  da  questo  toccante articolo  de  https://www.internazionale.it/  da    fare     per  chi      non conosce  o  conosce  a stento  ( come  me   )  la  profonda  ed  variegata  cultura  Usa  di   cui   non  tutto      , specie  quella  non commerciale  e  " specialistica "  ,      giunge  a noi   in occidente ,      con le note    soprattutto    quella  della traduzione    di    https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=60926&lang=it

Ecco che   

rinuncia o consapevolezza ? viste le brutture del codiv19 e di tutti i virus diffusi dall'animale all'uomo io dico la seconda . voi non so

la  conferma    a quello che dicevo   nel mio post  precedente sulla  consapevolezza (ma  non solo) sembra  trovare  conferma   , trovate  sotto  l'articolo  ,  nella  rubrica  di  Umberto Galimberti    su  D  di repubblica
  da  D  di repubblica  del  28\3\2020   

Infatti  La rinuncia rappresenta ciò da cui si può partire per provare a riflettere su una sfaccettatura dell’animo di ognuno di noi: un atteggiamento basato sulla rassegnazione, e al tempo stesso sulla consapevolezza che non è possibile cambiare l’evolversi delle cose  e quindi  non sempre   è  utile  per   creare  e  cambiare   anche se    d'essa    si può partire  per  farlo  

29/03/20

Isolamento da coronavirus? 10 consigli per prenderla con filosofia

da D di repubblica del 20 \3\2020



ELEONORA GIOVINAZZO



In un momento difficile e delicato come quello che stiamo vivendo, ossia l’affrontare l’angoscia, la paura e le conseguenze che l’emergenza Coronavirus porta con sé restando chiusi nelle proprie case, la filosofia può esserci d’aiuto. È quello che hanno pensato Maura Gancitano e Andrea Colamedici, fondatori del progetto filosofico Tlon, che in collaborazione con l’agenzia Piano B hanno organizzato per il 21 marzo una staffetta in streaming di 14 ore (dalle 10 alle 24 sia sul sito www.prendiamolaconfilosofia.it che su Repubblica.it) in cui si alterneranno alcuni dei nomi più importanti del panorama filosofico e culturale italiano: da Umberto Galimberti a Marco Montemagno, da Paola Maugeri a Laura Campanello fino a Roger-Pol Droit, consulente filosofico dell'Unesco, che ci offrirà alcuni dei suoi 101 esercizi di filosofia quotidiana. Non solo filosofi: prenderanno parte alla staffetta anche volti noti come Jovanotti, Alessandro Baricco, Vera Gheno e Roberto Saviano. Ci saranno anche dei concerti “filosofici” che vedranno protagonisti i cantanti Giovanni Truppi, La Rappresentante di Lista, AbaChiara e Vasco Brondi.


“Prendiamola con filosofia non è solo un modo di dire, vogliamo riempire quel metro di distanza con tutte le parole e le idee di persone che hanno fatto dell’etica, del corpo, dell’amore e della comunità, la prassi e il centro della loro speculazione filosofica”, spiegano Gancitano e Colamedici. “Vogliamo pensare quello che stiamo vivendo in modo critico e costruttivo per ripensare noi stessi e la nostra società”. L’obiettivo dell’evento è quello di creare una comunità inclusiva - virtuale e insieme reale - capace di arginare il più possibile la paura e il dolore per trasformarli in entusiasmo e intelligenza condivisi. L’incontro tra gli ospiti e il pubblico saranno, grazie alla dimensione digitale, ancora più stretti: chiunque vorrà potrà condividere i contenuti e aprire un proprio tavolo di discussione. “Spesso quando si parla di filosofia si ritiene che sia una speculazione intellettuale sui massimi sistemi, qualcosa che non ha a che fare con la vita reale”, spiega Gancitano. “In realtà in questo momento in cui ci mancano le risorse intellettuali ed emotive per capire cosa sta succedendo e far fronte alla situazione, la filosofia torna a essere un farmaco importante. Può aiutare a cambiare la prospettiva con cui si guardano le cose e trovare delle soluzioni”.


Dieci suggerimenti pratici per prendere la quarantena con filosofiaSuggeriti dai filosofi Maura Gancitano e Andrea Colamedici in esclusiva per D Repubblica

1. Non abbiate fretta. “Abbiamo l’ossessione di perdere tempo e che la vita sia breve, ce l’avevano già i romani al tempo di Seneca. Ma in realtà non viviamo quasi mai la profondità del tempo, viviamo solo con l’ansia di perdere del tempo prezioso. In questo momento le persone rischiano di fare scelte e cambiamenti non meditati, frutto solo della paura e dell’ansia. In Cina ad esempio c’è stato un picco dei divorzi del 23% in più. Tutte le scelte che hanno a che fare con cambiare lavoro, cambiare casa, lasciare il compagno o la compagna hanno bisogno di una comprensione vera: in questo momento si rischia di seguire solo l’istinto. Ma c’è anche un altro rischio: quello di fare per forza qualcosa, anche a livello social, solo perché tutti lo stanno facendo, senza che ci sia una vera esigenza o spinta, solo per paura di restare indietro. Ci si sbriga dunque a fare qualcosa di eccezionale, che spesso di eccezionale non ha nulla. Dunque meglio non avere fretta ed evitare di prendere ora decisioni importanti o trovare soluzioni a problemi complicati”.

2. Prendetevi cura di voi stesse. “La cura di sé è il punto fondamentale da cui nasce la filosofia, che originariamente era proprio ‘arte di vivere’. Prendersi cura di sé significa quindi prima di tutto cercare di capire quali sono i propri valori, cosa si desidera veramente, e si può fare solo mettendo in pausa la routine quotidiana. Ci si lamenta spesso di non avere abbastanza tempo per ascoltarsi e fermarsi, e adesso questo tempo è arrivato è bene approfittarne. Possiamo utilizzare questo tempo chiusi in casa per capire la nostra vocazione, cosa si desidera. Il filosofo che ha riportato al centro queste pratiche è Pierre Hadot, ricordando che la filosofia antica era pratica, che si trattava quasi di esercizi spirituali, legati a quella che i filosofi chiamano fioritura personale”.

3. Prendetevi cura della casa. “Non si parla di un fatto estetico, ma di un’attenzione che possiamo avere nei confronti di ciò che di solito trascuriamo. La casa è il nostro specchio, prendersene cura significa fare pulizia della propria mente, dei pensieri su cui rimuginiamo, e creare lo spazio che serve per affrontare il presente e il futuro. Non sappiamo davvero abitare, scriveva Heidegger, perché ci sentiamo sempre senza radici. Questo è un tempo in cui possiamo imparare ad abitare davvero le nostre case e, così facendo, imparare ad abitare la vita. Avere una ritualità, costruirsi una ritualità all’interno della casa, prendersi cura degli spazi in modo che ci rispecchino e siano in armonia con noi può essere molto utile per raggiungere questo obiettivo”.

4. Giocate. “Il gioco è il modo migliore per disinnescare ansie e paure, che ci succhiano tutte le energie e ci impediscono di agire, chiudendoci in un circolo vizioso. Fate ogni giorno dei piccoli giochi filosofici che possono cambiare il mood della giornata (ne trovi tanti sui social di Tlon con l’hashtag #prendiamolaconfilosofia). Vedrete che anche quei problemi che vi assillano vi appariranno da un’altra prospettiva, e magari troverete una soluzione davvero efficace. Un esempio di gioco può essere prendere un oggetto che avete in casa e far finta di non averlo mai visto. Cosa potrebbe essere? Elencate una serie di utilizzi assurdi e divertenti: state facendo un esercizio di fenomenologia husserliana”. Ci identifichiamo sempre molto con quello che facciamo e ci prendiamo troppo sul serio, il gioco aiuta ad alleggerirsi e a cambiare prospettiva.

5. Siate solidali. “Pensare solo a se stessi in questo momento rende ancora più ansiosi e spaventati, mentre aiutare qualcuno in una condizione di difficoltà può cambiare la prospettiva della propria condizione e far percepire che si è in grado di fare qualcosa di utile. “Evitare di stringere la mano, isolarsi quando necessario è la forma che oggi assume la solidarietà”, ha dichiarato il filosofo Slavoj Zizek ”. È importante dunque essere solidali anche nelle azioni. Stare a rimuginare su noi stessi spesso ci fa sentire impotenti, fare piccole cose per i vicini di casa o una telefonata ci fa sentire vicini e utili in questo periodo di distanza forzata”.

6. Prendetevi cura di chi amate. “In questo momento abbiamo bisogno di relazioni autentiche, di sentire le persone vicine a livello emotivo. Ora che abbiamo più tempo possiamo capire se abbiamo trascurato qualcuno, capire chi amiamo davvero, di chi vogliamo davvero prenderci cura, cercando di riportare al centro della nostra vita le relazioni. Il filosofo Emmanuel Levinas parla dello sguardo dell’altro: in questo periodo possiamo tornare a guardarci davvero”.

7. Scrivete su carta. “Quando vi rendete conto che state rimuginando tanto, anche solo per quanto riguarda questo momento, prendete carta e penna e scrivete. Ancora oggi scrivere a mano è il modo migliore per comprendere e tirare fuori senza censura le emozioni che si stanno vivendo. La filosofia Simone Weil ha usato molto la scrittura come chiave di comprensione di se stessa”.

8. Sperimentate. “L’esperto non è chi ha tante nozioni, ma chi ha alle spalle tante esperienze. Questo è il momento giusto per sperimentare e dunque diventare esperto in qualcosa. Quand'è l'ultima volta che avete fatto qualcosa per la prima volta? Pensateci bene. Quale cosa potete fare per la prima volta approfittando di questo tempo difficile eppure fertile?. Il sociologo Harold Garfinkel parlava di esercizi di rottura: rompono il nostro modo di vivere pesante e identificato con l’immagine che abbiamo di noi, con il nostro ruolo, e ci permettono di provare cose nuove”.

9. Allenate il cervello. “Fate una selezione di tutti gli stimoli che ricevete durante la giornata - l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha messo in guardia dall'infodemia, cioè dall'epidemia di informazioni che riceviamo in continuazione - e non abusate dei social network, ma nutritevi di suggestioni interessanti che possono aiutarvi a tenere il cervello in movimento; trovate la giusta misura, cioè il Katà Metron di cui parlavano i Greci: né troppo né troppo poco. Inserite durante la giornata degli spazi di apprendimento ma senza esagerare, cioè senza sviluppare ansia da prestazione”.

10. Annoiatevi e “fate vuoto”. “Abbiamo perso l'abitudine di stare in silenzio, e tendiamo a riempire ogni momento vuoto per paura di sprecarlo; il vuoto, al contrario, è un grande esercizio filosofico. Accettiamo il disagio di questo momento, accogliamo la meravigliosa noia e il potente smarrimento, senza però indugiare troppo nel malessere. Dicevano gli Stoici: se c'è qualcosa che puoi risolvere, risolvila. Se non puoi farci nulla, perché preoccupartene? Crea nelle tue giornate uno spazio protetto in cui tenere a distanza ogni connessione, ogni telefonata, ogni schermo, ogni intrattenimento. Trovate una bella finestra, ma va benissimo anche un muro o un soffitto, e concedetevi il lusso della noia, a cui il lavoro e l'intrattenimento ci hanno disabituati. Non ci prendiamo mai il tempo per annoiarci, abbiamo sempre la sensazione di dover riempire il tempo libero che abbiamo. Bisogna invece creare degli spazi vuoti”.


DI ELEONORA GIOVINAZZO20 Marzo 2020

non ne posso più di questo coronavirus , ma è necessario continuare a parlarne per non dimenticare e come antidoto alle polemiche e alle faq news ed disinformazione che circola

molti diranno che 🙄🤬😤quanti bla ... bla .... molti inutili non si parla d'altro che di coronavirus o covid 19 .Ma come non comprenderli , visto che pure io mi sento cosi , ma qui siamo davanti ad evento epocale come , anche se un un contesto diverso e con un livello di vittime almeno🤘😱 per ora minore sia come virulenza sia numero di vittime  , quello della famosa influenza spagnola altrimenti conosciuta come la Spagnola o la grande influenza, fu una pandemia influenzale che sconvolse il pianeta fra il 197\18 ed il 1920\21 e che in italia Si stima che le vittime furono almeno 600 000 .Ecco che  quindi a mio parere  , come  già espresso  nel titolo   di questo  post  , è  giusto parlarne  perchè   sia  ricordato   non solo per    :  le  polemiche ,  lo scarica  barile dei  politici   misure   giuste o ingiuste  , , ed   fake news   o news   da scenari  ucronici e  fantascientifici  \  apocalittici     del tipo  ,  l'hanno messa  gli Americani per  annientare  l'economia  Cinese  loro rivale  oppure  un virus  sfuggito  dai laboratori  o ivi  creato per  guerra  batteriologica  , ecc.  ma    per  storie    come questa  


  peer  chi non si   dovesse  accontentare  del   video    trova nell'articolo   di  https://www.thesocialpost.it/2020/03/28/  da me  riportato  sotto   ulteriori news  

poesie al tempo del coronavirus - codiv19 INDICAZIONI STRADALI SPARSE PER TERRA di Nedzad Maksumic poeta bosniaco


 poichè  secondo alcuni   considerano  tale  situazione  come una   guerra   mi  è venuta   anzi ritornata   in mente    questa poesia  che  lessi  mi pare    come  introduzione  al   cd  musicale  materiale resistente   poi  diventato  un film   documentario   per  i  50  anni   della  resistenza     


di Nedzad Maksumic  poeta bosniaco e regista del Lik Teatar


INDICAZIONI STRADALI SPARSE PER TERRA




Era un anno fertile per il grano come mai in passato, era tutto in abbondanza...
Quelli che erano malati cronici e che tanto desideravano la morte, consegnarono finalmente con un sorriso l'anima a Dio.
Nei giorni dei grandi temporali il cielo era rosso. La pioggia portava con sé la polvere dei deserti d'oltre mare. I vecchi dissero: ci sarà la guerra! Nessuno prestò credito alle loro parole. E nessuno fece nulle. Giacché, cosa si poteva fare contro la profezia! solo cantammo per intere giornate, fino a restare senza voce, per poter consumare tutte le vecchie canzoni, perché non ne restasse nessuna che venisse sporcata nel tempo.

1. Quando intravedono il primo cadavere per la strada, le persone voltano la testa, vomitano e perdono i sensi. Senti il tremore per primo nelle ginocchia, poi ti manca l'aria, ti gira la testa. Sono di aiuto in questi casi l'acqua fredda, leggeri schiaffi. Se lo svenuto non rinviene, sdraialo sulla schiena e sollevagli le gambe in aria.
Se il cadavere di quel giorno era un suo parente o comunque un vicino, non permettergli di avvicinarsi e di guardarlo. Le ferite causate dalle granate sono in genere causa di un nuovo svenimento. E non si ha tanto tempo a disposizione. E' raccomandabile piangere, fa bene al cuore. Ma neppure per questo c'è tanto tempo a disposizione.

2. Se la città è in stato d'assedio, occorre mandare i più coraggiosi a tentare di portare i sacchi di plastica opachi per i cadaveri. Se questi non tornano, bisogna avvolgere i morti in lenzuoli bianchi. Non è raccomandabile seppellirli senza. Ciò fa diffondere il panico e la paura della morte diventa facilmente la paura di finire sepolti allo stesso modo.

3. La sepoltura si svolge di notte, per motivi di sicurezza. Perciò, prima della sepoltura, bisogna accertarsi per bene dell'identità del defunto. Nel caso di corpi dilaniati, bisogna stabilire con precisione i pezzi che appartengono a ciascun corpo. Se si verificano ugualmente degli errori, è meglio evitare di ammetterlo successivamente. Tanto per i morti è lo stesso. Se vicino alla persona che è stata sepolta, sul posto dell'uccisione, si trovano altre parti di corpo, e si è però già provveduto alla sepoltura, non bisogna gettare i resti nella spazzatura, poiché lì in genere si radunano i cani affamati.
La cosa migliore, se si ha tempo e voglia, è di raccogliere in un sacchetto tutto quello che è rimasto e di seppellirlo in superficie vicino alla tomba. Bisogna stare attenti che non se ne accorgano i familiari, perché loro concepiscono il cadavere come un tutt'uno e tale frammentazione rappresenterebbe per loro una ulteriore dolorosa frustrazione.

4. In guerra nessuno è matto. O almeno ciò non si può asserire nei confronti di nessuno. Molti di quelli che erano matti prima della guerra, in guerra si mettono in mostra molto bene. Come combattenti coraggiosi, convinti delle idee dei loro capi.

5. In guerra nessuno è intelligente. Non devi credere alla verità di nessuno. Le lunghe disquisizioni sull'insensatezza della guerra del professore di una volta, in un batter d'occhio si trasformano in un selvaggio grifo di guerra, appena egli viene a conoscenza del fatto che il suo bambino gli è morto per la strada.

6. Non ricordarti di nulla. Prova a dormire senza sonno. Devi ornarti di amuleti e abbi fede nel fatto che ti aiuteranno. Abbi fede in qualsiasi segno. Ascolta attentamente il tuo ventre. Agisci secondo le tue sensazioni. Se pensi che non bisogna camminare per quella strada, allora vai per un'altra.

7. Non avere paura di niente. La paura genera nuova paura. Ti blocca. Devi crede fermamente di essere stato prescelto a restare vivo.

8. Non lasciare lavori compiuti a metà. Salda i debiti. Devi essere pulito. Non fare nuove amicizie. Già con quelle vecchie avrai abbastanza preoccupazioni.

9. Proteggi i tuoi ricordi, le fotografie, le prove scritte del fatto che sei esistito. Se tutto brucia, se perdi tutto, se ti prendono tutto... dovrai dimostrare anche a te stesso che una volta eri.
Ammassa tutto nei sacchi di plastica, seppellisci nella terra, mura nelle pareti,, nascondi, e solo ai tuoi più cari svela la mappa per raggiungere il tesoro.

10. Non ti legare alle cose, alla terra, ai muri, alle case, ai gioielli, alle automobili, agli oggetti d'arte, alle biblioteche... Trasforma in denaro tutto ciò che ha ancora un prezzo. E tuttavia, non legarti in alcun modo al denaro. Appena puoi, scambialo con la tua libertà.

11. Adoperati per il bene delle persone. Sempre. Il più delle volte non lo meritano, ma tu fallo ugualmente. Non aspettarti alcuna riconoscenza. Non chiedere per chi fai il bene. Non legarti alle tue azioni.

12. Non dire ciò che pensi. Non essere così stupido a tal punto. Perché appena pensi non appartieni più a loro. Non tacere, perché non possano pensare che pensi a qualcosa. Parla, così, giusto per parlare.

13. Se ti imbatti nel pericolo, non essere coraggioso, anche spinto dalla disperazione. Tenta di sopravvivere. Fai tutto quanto è nelle tue possibilità. Soltanto devi stare attento a non mettere altri in pericolo con i tuoi tentativi. Finché non sei morto sei vivo. Sembra comprensibile. Non togliertelo mai dalla testa. Se devi sacrificarti, fallo per le persone cui vuoi bene, non farlo mai, in nessun modo, per delle idee. Il tuo sacrificio verrà giudicato dagli altri sempre in maniera scorretta, a seconda della loro coscienza e della loro prospettiva. Le idee passeranno, si rovineranno, diventeranno comiche. Se resti vivo, vedrai quanto sarà difficile continuare a credere in loro.

14. Non supplicare per nessun motivo. Non supplicare nessuno. Neanche se c'è di mezzo la vita. E' una questione di buon gusto. Pensa solo cosa vuol dire vivere sullo stesso pianeta con una persona che ti ha risparmiato la vita.


16. Non devi stupirti di nulla. Di ogni possibile prodigio. Non devi farti deprimere da nessuna cosa. Anche prima erano tutti fatti così, solo che le condizioni erano diverse da quelle di adesso. Questa è la prima occasione per mettersi alla prova. Così tanti sono delusi da sé stessi che in confronto la tua delusione è un nonnulla. Se qualcuno ti tradisce una volta, non lasciargli la possibilità di farlo un'altra volta.

17. Cerca di essere sempre prudente. Se hai bisogno di una buca in cui ripararti, scavatela da solo. Se qualcun altro lo fa per te, la buca potrebbe rivelarsi troppo piccola.
 18. Non hai il diritto di adirarti con nessuno. E tuttavia, non devi dimenticare nulla. Quando tutto è finito, decidi di cosa non vuoi più ricordarti. Se tutto è passato. Non dimenticare gli esami che alcuni non hanno superato.

19. E però, non fondarti su questo. Non aspettare l'occasione per poterti rivelare. La vendetta ti deve essere estranea. Una questione che appartiene ad altri. Se sopravvivi, vivi per te e per quelli che sono sopravvissuti insieme a te.

20. E ancora, non credere mai di essere il Signore della Verità. Nessuno lo è. A te è sembrato in questo modo. A un altro è sembrato diversamente. Mantieni per te il pezzetto della tua verità. Servirà soltanto a te. Rinuncia al diritto di scrivere al diritto dell'assedio. Non contrapporti ai nomi di quei morti che sono stati scelti come eroi. Non sperare di riuscire a mettere a posto qualcosa, neanche un'ingiustizia rimasta in sospeso. In quel momento, quando hai intravisto il primo cadavere sulla strada, la storia del dopoguerra era già scritta. Poi ci metteranno solo i nomi delle persone, delle città, delle montagne, i baluardi che si sono gloriosamente difesi e i baluardi che sono gloriosamente caduti. Non c'è posto qui per la tua verità.
Ora che sai tutto questo, prova a proteggere te stesso e forse a salvarti la testa. Se non ti riesce, almeno non ti annoierai.

traduzione a cura di Igor Pellicciari

28/03/20

GIANFILIPPO BANCHERI, PRIMO CITTADINO DI DELIA, SU FACEBOOK SI È ARRABBIATO CON CHI SCRIVE «ANDRÀ TUTTO BENE» E POI ESCE DI CASA CON OGNI PRETESTO. UNA SFURIATA APPLAUDITA ANCHE ALL’ESTERO.

   di solito  considero i cazziatoni  pubblici  come   una  forma  di ipocrisia ed  pulisci coscienza    ma   in una  situazione  di gravissima emergenza  come questa   che stiamo affrontando   . Ed  è per  questo  che  condivido  ed  mi piaciuto , perchè dimostra serietà ( poi non sono del luogo e  qui  non saprei se vera  o  solo di facciata   \  apparenza     )  in  tale  situazione   ,  quella   di Gian Filippo Bancheri   
Primo cittadino (  sindaco  )     di  Delià  un piccolo paesino di  quattro mila  anime  della  Sicilia   .  Ecco  la  sua   intervista    all'ultimo  numero del settimanale  oggi  (  foto  sotto a   sinistra  )

Cos’è il genio? È fantasia,intuizione, decisione e velocità d’esecuzione», direbbe il conte Mascetti di Amici miei. Sulla velocità di esecuzione ci sarebbe  da cavillare - il video che l’ha reso famoso dura 8 minuti e 17 secondi  (un’eternità, per i social) - ma Gianfilippo  Bancheri, 38 anni, possiede in
abbondanza tutte le altre virtù. Settimana  scorsa, il giovane sindaco di Delià, 4 mila anime in provincia di Caltanissetta, ha spedito via Facebook un video messaggio ai compaesani
per censurare episodi di varia disobbedienza alle limitazioni imposte dal decreto anti-Coronavirus. Perché c’era
chi faceva venire il parrucchiere a  domicilio («Ma questi capelli fatti a cosa servono?»), chi si è scoperto podista
per poter uscire di casa («Ma se l’ultima volta che avete corso eravate alle elementari!»), chi organizzava feste
di condominio («Ma tutto ‘sto buon  Lei è finito persino sui telegiornali  spagnoli, ormai è una celebrità internazionale: sarà  contento…
«Contentissimo, e sa perché, dottore? Non per la fama, che passerà, ma perché quel video voleva, mi passi l’esagerazione, salvare vite umane: intendevo dare un megafono alle prescrizioni del governo, richiamare i superficiali all’etica della responsabilità  ».
Nel resto d’Italia e sui social il suo sfogo è stato un trionfo…
«Mi hanno chiamato anche da Germania,Francia, Canada. I deliani  vicinato c’è, a Delia?»). Una sfuriata memorabile, un cazziatone che sta tra  il pezzo comico alla Johnny Stecchino  e la raffinata inchiesta sociologica,perché individua con incredibile precisione una manciata di vizi italici: la
convinzione che obbedire alle regole sia un atto di eroismo; l’inclinazione  per la coreografia fine a se stessa  («Tutti ‘sti cartelloni con su scritto “Andrà tutto bene” a che servono se andate in giro?»); la velocità nel trovare l’inganno alla legge perché da noi la necessità aguzza più la furbizia che l’ingegno. Il video ha avuto milioni di visualizzazioni, Bancheri è diventato una star.
Sindaco, si aspettava questo pandemonio?
«Minchia, no! Il mio messaggio era indirizzato ai compaesani, anzi a quella parte di cittadinanza che non rispetta le regole. Era “local”, a chilometro zero, ma con i social è straripato  nel mondo. Dopo 10 minuti ho  visto che c’erano già 800 condivisioni: mi sono spaventato, ho pensato fosse andato in tilt il sistema di contabilizzazione ».
Lei è finito persino sui telegiornali spagnoli, ormai è una celebrità internazionale: sarà contento…
«Contentissimo, e sa perché, dottore? Non per la fama, che passerà, ma perché quel video voleva, mi passi l’esagerazione, salvare vite umane: intendevo dare un megafono alle prescrizioni del governo, richiamare i superficiali all’etica della responsabilità ».
Nel resto d’Italia e sui social il suo sfogo è stato un trionfo…
«Mi hanno chiamato anche da Germania,Francia, Canada. I deliani  sono ovunque».
Ma in paese come è stato accolto?
«Benissimo. I compaesani sono orgogliosi di me, la stragrande maggioranza è virtuosa: siamo tra i primi in Sicilia per la raccolta differenziata,abbiamo vinto decine di premi. Purtroppo,come in ogni realtà, c’è una piccola fetta che vanifica lo sforzo delle moltitudini».
È servito, il cazziatone?
«Le manderò le foto: non c’è nessuno in giro. Strade e piazze sono vuote.E pure nei paesi limitrofi è così. Ma la cosa importante, dottore, è che sono  vuote le case. Perché in molti qui hanno preso quel motto - “Io resto a casa” - e ci hanno aggiunto un pezzettino:“Io resto a casa con i parenti,
gli amici, i vicini”. Al chiuso, che è ancora più pericoloso!».
Quante telefonate ha ricevuto?
«Il primo giorno 2.500. Ho una applicazione che le conta. Senza calcolare i whatsapp, altri 2 mila messaggi. Mi ha chiamato il collega di Palermo Leoluca Orlando, so che il presidente della Regione Nello Musumeci, che per me è un modello, e Rita Dalla Chiesa hanno condiviso il mio video.
Ha avuto 10 milioni di visualizzazioni.Poi l’hanno ripreso anche i fashion blogger».
Chi, scusi?
«I fashion blogger, quelli che fanno le mode sui social».
Intende gli influencer ?
«Sì, esatto: gli influencer. Scusi, dottore:con l’inglese… ».
Se l’è presa con i podisti della domenica.
«Infatti. Gente che se fa 5 minuti di  camminata veloce gli viene l’infarto. Io, che sono un vero runner, do l’esempio:non sa quanto mi servirebbe adesso, una corsetta,ma resto a casa. E faccio
tutto da remoto, anche le ordinanze: in digitale, formato Pdf».
Lei è al secondo mandato.
«La prima volta che mi sono  messo la fascia tricolore avevo 30 anni. E sono stato rieletto con il 98,2 per cento delle preferenze. Di estrazione sono di centrodestra.Mi piace molto Giorgia Meloni».
La vogliono presidente della Sicilia, al nord si augurano un sindaco come lei: il suo Comune
le starà stretto.
«No, io vivo per Delia e i deliani. Però sono laureato in Scienze Politiche, e mi sono specializzato in
Scienze delle Pubbliche  Amministrazioni».
E quindi?
«Quindi gli studi ce li ho. Mi piacerebbe rappresentare territori più vasti, fare un passo avanti. Ma la
politica è imprevedibile».
Un esempio di questa imprevedibilità è il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Le piace?
«Lui deve mantenere l’aplomb, è il premier:  uno sfogo come il mio non se lo può permettere.
Però un po’ più di spontaneità  non guasterebbe,il linguaggio burocratico è meno efficace».
Ci va sul balcone a cantare?
«No, sono troppo impegnato a lavorare. Però tutti i sabati mando in giro un’autovettura che diffonde
l’inno di Mameli. A palla».
E nel tempo libero cosa  fa?
«Quale tempo libero? Ho sempre lavorato 15 ore al giorno, ora di più. Non ho il giorno di  ricevimento,sto sempre a disposizione,sono sindaco h24. Riposerò quando sarà possibile,
anche se le occhiaie mi  arrivano alle mandibole».
Lei è in giro coi vigili,in prima linea: a parte  gli obblighi del mestiere,si è messo in quarantena?
«Sì, sono a casa con mio padre. Ed è da giorni che non bacio la mia fidanzata Fabiola. Stiamo insieme da 12 anni. Quando faccio le ronde, e passo sotto il suo balcone, suono il clacson,le telefono, la guardo negli occhi».
Dodici anni sono tanti: la sposi, Fabiola!
«Eh, stiamo pensando di programmare una data plausibile».
Scusi, sindaco, ma…“pensando di programmare una data plausibile” è una frase da Conte, non da Bancheri. Non è che fa “melina”?
«Ma no. Guardi che c’è pure il lato economico.Cosa pensa che guadagni il sindaco di un paesino?».

                                                             Alessandro Penna

27/03/20

Coronavirus, M5s contro Lega calcio: “L’Italia lotta per la vita, loro chiedono l’abolizione del divieto di pubblicità sull’azzardo”


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Coronavirus, il calcio italiano sfrutta l’emergenza come scusa per ottenere adesso ciò che lo Stato non ha concesso in passato

lo so che , la canzone consigliata ( e di cui riporto sotto il testo ) per il post d'oggi si paragona il calcio alla religione per considerarlo   come  un  nuovo oppio dei popoli e  delle  masse  



SANTA MARIA DEL PALLONE - MCR

E' un oppio che mischia il sudore con l'incenso per chiudere gli occhi e per scacciare i guai le candele e la partita, i santini e le bandiere è un'estasi mistica, rapisce il cuore. Un popolo prega Signora Santità ha bisogno di una giuda e adesso chiede protezione a chi vede, provvede e protegge dai guai. Santa Maria del pallone E' tutto fermo, tutto dorme, stasera tutto tace è una droga leggera e si dimentica il passato di ladri e di briganti, di ciccioni e lesotofanti quando arriva il sacerdote è tutto cancellato e l'uomo in cappuccio accende una candela sorride per il popolo della televisione guardate comprate, adorate il vostro Dio Santa Maria del pallone E' uno scandalo, il terzino ha messo a terra il centravanti entusiasmo tra le folle per un dribbling fulminante un inchino alla moviola, il Padre Nostro è sul rigore e alla fine tutti pronti per andare in processione e l'uomo in cappuccio sta a capo del corteo ha scritto un nuovo articolo della costituzione guardate e pregate per Santa Maria guardate e comprate per Santa Maria guardate e votate per Santa Maria
Santa Maria del pallone

 Ma purtroppo questa è la realtà dello sport quello ufficiale ed agonistico . Infatti Ormai , come traspare dal titolo on esiste più il calcio ( e non solo ) di una volta ora è tutto € ovvero business . Infatti rimpiango , anche se non l'ho vissuto direttamente \ in prima completamente per questioni anagrafiche sono cresciuto con quello , nonostante alcuni grandi campioni che

corrotto degli anni 80 , quello delle origini di cui parlano i documentarti e con nostalgia pur odiandolo i miei genitori . Infatti leggo sul ilfattoquotidiano.it d'ieri quest'articolo    che conferma     la  canzone   dei  Mcr   sopracitata. Ecco  l'articolo citato






Mentre all’estero il sistema sta cercando di trovare al suo interno le risorse, il primo istinto dei nostri presidenti è stato quello di bussare alla porta del governo per battere cassa. Non per avere soldi, ma provvedimenti funzionali a racimolare qualche milione
                                di Lorenzo Vendemiale




Da una parte il calcio, fermato dal Coronavirus, terrorizzato dalle perdite milionarie e da un futuro sempre più incerto. Dall’altra la politica, che ha un Paese intero in ginocchio a cui pensare e non può permettersi di fare regali a nessuno, tantomeno a una banda di presidenti ricchi e litigiosi che anche nell’emergenza stanno dando il peggio di sé. Così la “lista della spesa” del mondo del pallone rischia di trasformarsi in un autogol. Come il ritorno delle sponsorizzazioni da scommesse, su cui il Movimento 5 stelle (che quel divieto l’aveva fortemente voluto) è già contrario: “C’è un Paese che lotta contro il coronavirus con medici, infermieri, e tantissimi lavoratori in prima linea, a rischio della loro salute e vita, e cosa fa la Lega Calcio? Chiede che venga abolito il divieto di pubblicità sull’azzardo”, la dura critica dei parlamentari Francesco Silvestri, Massimo Baroni, Giovanni Endrizzi e Matteo Mantero.
Le dichiarazioni dei parlamentari 5 stelle[  una  delle poche   cose  buone   che    hanno  fatto  e   stanno facendo     corsivo mio   ]  aprono le polemiche sugli aiuti al calcio. Le pretese del pallone CESIM - Centro Studi e Iniziative di Marineo: D. PASSANTINO, PANEM ...del resto non potevano passare inosservate. Da quando è stato sospeso il campionato, i patron si sono messi a fare i conti su quanto perderanno e come superare la crisi, specie quelli che già di solito hanno bilanci tenuti in piedi per miracolo con debiti e plusvalenze fantasiose. Il n.1 della Figc, Gabriele Gravina, si è preso l’onere di raccogliere le istanze e fare sintesi, ma non è semplice. La Serie A non ha mai brillato né d’iniziativa, né di generosità: mentre all’estero il sistema sta cercando di trovare al suo interno le risorse (in Inghilterra la Lega dei campionati minori ha subito messo a disposizione 50 milioni di sterline; in Spagna la Federazione sta studiando un piano da mezzo miliardo di prestiti agevolati con le banche), il primo istinto dei nostri presidenti è stato quello di bussare alla porta del governo per battere cassa.
panem-et-circenses-graficanera | ~ gabriella giudiciIl calcio in realtà non vuole soldi. O meglio, qualche presidente vorrebbe pure quelli, ma visto che non è aria si sono fatti più furbi: provano a ottenere provvedimenti che generino ricavi. Ma a volte le proposte sono discutibili. La prima è il ritorno degli sponsor da betting. In passato almeno la metà delle squadre di Serie A aveva un partner nel mondo delle scommesse (la Lazio con un main sponsor arrivava fino a 7 milioni l’anno). Poi è arrivato il decreto Dignità: la Lega ha lamentato una perdita di 100 milioni, probabilmente sono meno considerando che nella più ricca Premier League il giro d’affari è di circa 80 milioni, ma comunque cifre notevoli. Da allora i club erano tornati più volte alla carica, scontrandosi però sempre con la contrarietà del governo. Adesso con la scusa del coronavirus i club tornano alla carica e incassano l’ennesimo no dei 5 stelle: “L’azzardo di massa è una illusione che drena miliardi di euro dall’economia reale e produttiva, non ci sono parole per commentare una iniziativa simile”.

Panem et circenses – Enterprises…
Le scommesse non sono l’unico provvedimento controverso: si parla anche di una nuova legge sugli stadi, più permissiva (come se fosse quello il vero motivo per cui non si fanno impianti in Italia, e non i troppi tentativi di speculazione…). Addirittura di riforma della Legge Melandri, per tornare alla vecchia vendita soggettiva che faceva la fortuna solo dei grandi club, o eliminare il divieto di esclusiva (ma cosa c’entrano i diritti tv col Covid?). È giusto che in nome dell’emergenza si approvino riforme strutturali che in condizioni normali non verrebbero prese nemmeno in considerazione. Il dibattito è aperto. Per il presidente del Coni Giovanni Malagò la richiesta è ragionevole: “In un momento in cui si prendono misure senza precedenti, è buona logica provare a chiedere qualcosa che prima non si era riuscito ad ottenere, visto che le risorse non potranno esserci per tutti. Su questo il ministro è stato molto chiaro”.
Già, cosa ne penserà Vincenzo Spadafora, sulle scommesse (che non piacciono al suo partito) e sul resto? Per ora aspetta di vedere le richieste, ma fin qui il ministro ha sempre sottolineato la sua volontà di aiutare tutto lo sport, senza lasciare nessuno indietro, e questa potrebbe essere anche la direzione dei suoi interventi: misure complessive, rivolte all’intero movimento piuttosto che a una singola disciplina. Anche perché difficilmente il ministro sarà in vena di regali nei confronti di un mondo, quello del pallone, con cui si era scontrato solo poche settimane fa , quando si trattava di sospendere i campionati. Il calcio qualcosa otterrà (anche perché nella lista preparata da Gravina ci sono anche diverse proposte di buon senso). Ma farà meglio a non chiedere troppo.

 concludo   il post  sulle  note  una  vita  da mediano  di Ligabue     e  con  questo  elenco    che  è la  mia  colonna  sonora  del post   d'oggi






approfittiamo della quarantena , se non lo facciamo già , per trasformare in conflitti in buone energie insomma qualcosa costruttiva

Abituato a leggere , senza preconcetti di tutto  , anche  le  riviste   femminili  e le  riviste  di  parrucchiere  , riporto  qui un  articolo  tratto     ( eccetto  il  corsivo    \  neretto che  riporta  la  mia esperienza    della  mia  guerra  quotidiana  con l'ansia   ) da  una  di  esse   preso   da un canale  dell'app di telegram  .
Infatti   con la  questa pandemia    e quindi  questa  quarantena  La sfida è grande. Ma per  alcuni –per chi è predisposto (  come  il sottoscritto  )  ed  anche non   lo  può  diventare  in  situazioni come  questa   , all'ansia   – lo è di più.
Ce lo ricorda Gary W. Small,esperto di neuroscienze e comportamento umano,nonché coautore di La scienza della personalità (Feltrinelli),che suggerisce ,  ed  vengono  riportati  da  Elle Italia  (  foto a  sinistra  )   sul  n 12  del 4\4\2020   del  settimanale italiano di moda femminile, bellezza, salute e intrattenimento Elle  Italia  ( https://www.elle.com/it/ )  ovvero   l'edizione italiana della rivista francese Elle, sette consigli per gestire al meglio possibile queste giornate di convivenza forzata e cattive notizie. 
1 Restare dinamici e ragionevoli  (si riduce lo stressa anche la diffusione  ed  l'aggravarsi di sintomi psicosomatici).
2 Scegliere un canale informativo affidabile e tenersi aggiornati solo con quello  a meno che   non diffidiate  di un  unica  informazione . Ma  attenzione  alle  fake news   ed  alla propaganda 
3 Imporsi pause “mentali" leggendo o ascoltando nuove storie, e distogliendo il pensiero dalla pandemia. Un po  difficile quando a  causa   di  gente  scriteriate  e  politiche  improvvisate   è  arrivato  vicino    a  dove  abiti o  hai   come  nel mo caso parenti   che  lavorano  in un ospedale     focolaio   del nord  
4 Cercare di essere positivi:l’ottimismo è socialmente “infettivo” e può aiutare tutti.  Infatti  canto  ogni  giorno il ritornello  di  tale  canzone 


5 Stare in contatto con gli amici via social, fare quotidianamente un po' di yoga o meditazione.
6 Cercare dimantenere una routine equilibrata di sonno e pasti, non bere troppo alcol.  *  facile a  dirsi ma  difficile  a   metterlo in atto fisso    ,  ma  ci  lotto  quotidianamente   
7 Concedersi ogni tanto di sfogare la propria ansia  con persone fidate.  io  lo  faccio  con tutti\e 

Concludo questo  post     rispondendo   a  chi    nel reale  e nel virtuale  ride  di me  o  si meraviglia  se   un uomo  che legge ed  riporta  articoli di     riviste  femminili o  post    (  vedere  la nostra pagina  fb   e  la pagina fb  con cui  collaboro  )   sappia che  in molte  cose  le  donne   riescono meglio di noi  e  reagiscono  meglio  davanti agli urti della  vita    ed  non è   una questione   d'essere  effeminato o di  disconoscere   la mia  identità   maschile  \  il mio   essere  maschile   ma   di completarlo con     quella  femminile     ed  accettare  che     pur  nella  loro diversità  le donne    hanno  le nostre stesse   ( ed  a  volte   di  più   )  potenzialità  ed  riescono ad  esprimerle  meglio   di  noi uomini    

26/03/20

oltre ai medici ci sono anche le cassiere ed i cassieri esposti al coronavirus ma ....

... i media non raccontano le  loro storie  .  Meno male    c'è qualcuno che  lo fa    e  che lo riporta

Ma prima  di iniziare  il post  vorrei riportarvi una  poesia  secondo me  adatta   a  tale  situazione

 «...di questa sorprendente vita quaggiùe degli strani clown che la controllano
(Lawrence Ferlinghetti, da Usi della poesia)

dal sito  https://www.peopleforplanet.it/coronavirus-immagine-del-giorno/  e  dalla sua pagina Facebook




Milo Manara ha dato vita a una nuova immagine simbolica di quest’emergenza coronavirus: un omaggio a una categoria che, in questi giorni di quarantena, continua a lavorare, per assicurare a noi tutti la fornitura di beni primari. Una giovane cassiera, rigorosamente con guanti e mascherina, lavora nonostante la paura del nemico invisibile che potrebbe nascondersi dietro l’angolo del supermercato.L’artista commenta così sulla sua pagina Facebook: “Grazie a tutte quelle persone che devono avere coraggio anche per noi, in questi giorni.

storie d'italia fra corona virus e e spopolamento dei piccoli paesi \ borghi

    da  https://www.valsusaoggi.it/ e     da    del https://torino.repubblica.it/cronaca/ 25\3\2020



VALSUSA, È NATA AURORA MARIA: UNA NUOVA RESIDENTE A MONCENISIO

La piccola Aurora Maria, bimba di Moncenisio
MONCENISIO – “Questa notizia è bella in questo periodo, ma lo sarebbe stata comunque: la bimba è la 40esima residente di Moncenisio, il segno che il paese è vero e vitale”. Con queste parole il sindaco Mauro Carena commenta la nascita della piccola Aurora Maria, venuta al mondo all’ospedale di Rivoli dall’amore di mamma Jonica e papà Enrico. Dopo 7 anni di attesa, Moncenisio ha così una nuova residente. “Il papà è il capo degli antincendio boschivi – aggiunge il sindaco – ed è stato l’ultimo alunno a da andare da solo nella scuola comunale. Questa è una storia di gente che ci crede, e dimostra che qui ci sono radici”.E’ una bella notizia la nascita di una nuova bimba della Valsusa, ma soprattutto per il piccolo villaggio di Moncenisio. Un raggio di sole in mezzo a queste giornate di difficili, che ci fa capire ancora una volta che la vita vince sempre e che la speranza a volte ha gli occhi bellissimi, proprio come quelli di Aurora Maria

Nel secondo paese più piccolo d'Italia nasce una bimba dopo sette anni: Aurora
con la  madre 
Aurora Maria pesa tre chili e mezzo ed è il raggio di luce che ha illuminato Moncenisio, il secondo più piccolo comune d'Italia, al confine della Francia che, dato Istat 2019, prima della sua nascita registrava 39 abitanti. E da sette anni non vedeva nascere un bambino. Aurora, per molti un simbolo di speranza in un un momento difficile in cui tutto il Paese sta combattendo l'emergenza Coronavirus, è nata martedì notte, intorno alle 2, nel giorno del 37esimo compleanno di suo padre Enrico. "È stato il mio regalo", dice sorridendo. È venuta alla luce all'ospedale di Rivoli dove la mamma Jonida è stata trasportata (e non a Briancon come da programma proprio le limitazioni degli spostamenti). Il padre ha dovuto attendere a lungo prima di vederla, sta aspettando la sua famiglia a casa, tra la neve a 1.500 metri di quota: hanno già fatto scorte e preparato tutto per l'arrivo di Aurora Maria con la felicità di viversi il momento nonostante la difficoltà di farlo in questi giorni complicati. "È la nostra prima bimba, spero già venerdì di portarla a casa - spiega il padre Enrico Perottino -. Mi hanno fatto entrare in sala parto per poco, poi ho dovuto aspettare fuori. Siamo molto felici"."È una bellissima bambina che rappresenta un avvenimento particolarmente felice per la famiglia e per tutto il nostro paese. Un segno di vitalità di Moncenisio - sottolinea il sindaco Mauro Carena - e una grande gioia in un momento in cui abbiamo ancor più bisogno di raccontare cose belle. Un bel segnale che si inserisce in un progetto che c'è per il nostro Comune, una realtà vera specie oggi dove si sta riscoprendo la natura". Ora la comunità l'aspetta a braccia aperte, vicinanza virtuale perché dovrà attendere ancora a lungo prima di festeggiarla ma la bella notizia ha fatto in poche ore il giro della decina di casa, dando a tutti un segnale di speranza
la seconda  storia   invece  è    tratta  dalla  nuova  sardegna   e   dall'ansa  sardegna  e nazionale  dei  gioirni  scorsi   a  Meana sardo un piccolo paese  all'interno della sardegna    dove   ancora  qualcuno  va   a  cavallo all'asino  . 

Marco Dessì: "Dobbiamo stare attenti, non ho mai visto una cosa così"

Fake news, l'ex analista Cia: Cindy Otis, ex analista Cia, specialista di fake news e autrice del libro "True or False" "Conoscere fonte delle informazioni. Mai accontentarsi

ELICOTTERI che spargono disinfettante dal cielo, soldati di potenze straniere pronti ad approfittare dell’emergenza sanitaria per avviare un colpo di Stato, e naturalmente complotti di scienziati più o meno folli, decisi a conquistare il mondo a cavallo di virus incontrollabili. Fra social network e ansia di informazione, il vortice di notizie false, leggende metropolitane e teorie della cospirazione ha avuto un’accelerazione parossistica. Un’esperta come Cindy Otis, ex analista della Cia e autrice del libro “True or False” (Vero o falso) in uscita negli Stati Uniti da McMillan, può aiutare a trovare una bussola per sopravvivere al bombardamento di bugie.

Signora Otis, con la pandemia che infuria sarebbe essenziale poter distinguere tra notizie vere e false. Secondo la sua esperienza, quale potrebbe essere il metodo?
“In un momento come questo è fondamentale sapere di poter disporre di buone fonti. L’approccio corretto prevede prima di tutto di conoscere l’origine delle informazioni: è un sito Web del governo, un organo di stampa che conosciamo, o semplicemente il post sui social media di un account che non cita da dove trae informazioni? Non ci si deve accontentare se qualcuno scrive ‘Ho sentito che...’, ma bisogna sempre chiedere da dove provengono le informazioni, voci e pettegolezzi non sono fonti affidabili. Dobbiamo anche guardare la data di un articolo, per assicurarci di avere le notizie più recenti, e non fermarci al titolo di un articolo. Chi usa i social media deve assicurarsi di seguire esperti con esperienza nel proprio settore, non account casuali che affermano di “sapere”. Online si può affermare di essere chiunque si desideri, è indispensabile prendere il tempo necessario per controllare le persone, prima di condividere i loro post. Molti contenuti falsi diventano virali, solo perché le persone condividono senza pensare”.

Un'emergenza globale sulla salute, come quella per il coronavirus, sembra spingere le persone a diffondere notizie false ancora più del solito. Perché?
“Durante una pandemia le nostre emozioni sono intense. Quando questo succede è più probabile che condividiamo informazioni false o sbagliate. Cerchiamo di condividere ciò che abbiamo sentito con tutti quelli che conosciamo, per aiutarli a prepararsi, ma anche per non sentirci soli in una situazione spaventosa. Ma è proprio in queste situazioni che false informazioni, bufale e voci non provate diventano virali”.

Quali potrebbero essere i pericoli legati alla diffusione di informazioni false sui temi della pandemia?
“Ci sono molti potenziali pericoli. Informazioni false potrebbero creare un livello ingiustificato di isteria, tale da travolgere gli ospedali, i negozi di alimentari, o da portare alla violenza. D’altro canto lato, informazioni false possono minimizzare un evento che invece dovrebbe essere preso più sul serio. In eventi come questo, online circolano costantemente anche false terapie, che possono davvero essere pericolose. E i governi stranieri che cercano di influenzare altri Paesi amano approfittare di tempi caotici come questo per diffondere false informazioni per esacerbare la divisione politica”.

Esiste un riscontro economico nella creazione di notizie false? Quali sono gli interessi, quali i guadagni?
“C'è chi fa affari con le notizie false. C’è un crescente settore della disinformazione mercenaria, e sempre più persone usano queste tecniche a scopo di lucro. In una pandemia come questa, queste persone possono usare informazioni false per attirare il traffico su un sito Web e guadagnare più denaro dagli annunci pubblicitari. Potrebbero anche vendere false terapie, usando false informazioni per indurre le persone a comprarle”.

Nei Paesi in cui i media non godono di libertà le teorie del complotto e le informazioni false sembrano avere più presa. Pensa che un sistema di comunicazione sano possa essere una soluzione? O, al contrario, dobbiamo accettare la presenza delle notizie false, come piccolo prezzo da pagare per la libertà di stampa e la libertà di parola?
“Nei Paesi senza libertà di stampa, il governo di solito usa la propaganda come ‘stampa’. Ma le società democratiche con stampa libera sono anche focolai di teorici della cospirazione, media di parte e notizie false, perché non c’è censura. Un solido sistema di comunicazione ha un ruolo enorme da svolgere nel combattere le informazioni false. Così come funge da controllo per i politici, denuncia la corruzione, eccetera, può anche aiutare a denunciare chi diffonde notizie false. Credo che dovremo misurarci sempre con una certa quantità di false informazioni, ma questo significa che è più importante che mai sostenere il buon giornalismo, costruire una società alfabetizzata ai media e rendere responsabili sia le piattaforme tecnologiche che i politici”.

Un lettore ordinario potrebbe immaginare i creatori di notizie false come disadattati, che lavorano in una sottoscala buio, arruolati a seguire interessi stranieri per esigenze di vendetta personale. È davvero così? Si può disegnare un ritratto antropologico di un "tipico" creatore di bugie?
“Il panorama dei creatori di notizie false è abbastanza vario. Ci sono quelli che cercano di guadagnarci: anche se usano contenuti politici fasulli, potrebbero non essere ideologicamente motivati. Nel 2016, per esempi, un gruppo di adolescenti macedoni hanno varato siti Web di notizie false sulla politica americana. Volevano fare soldi e non gli importava chi avesse vinto le elezioni presidenziali. Poi ci sono aziende in tutto il mondo che offrono servizi di ‘disinformazione a noleggio’, per esempio offrono una fattoria di troll sui social media per aiutare un cliente. Ci sono quelli che sono ideologicamente motivati, vogliono aiutare il loro partito o il loro candidato a vincere un’elezione. Possono agire da soli o come parte di un gruppo. Un esempio è il BJP indiano, che durante le ultime elezioni ha usato le cosiddette ‘celle IT’, grandi reti di account di social media falsi e reali, per diffondere contenuti in gran parte falsi, inclusi video, meme e immagini modificate. Infine, anche i governi usano notizie false per influenzare eventi interni e all'estero”.

C'è qualche soluzione possibile, che non metta in pericolo le libertà democratiche?
“La soluzione deve coinvolgere tutti: le normative del governo, le piattaforme di social media, gli accademici, le organizzazioni no profit e le scuole, che aiutano a formare i cittadini nell'alfabetizzazione mediatica. Più che per ogni altro problema di sicurezza nazionale, il rimedio contro le notizie false è educare all’informazione. I cittadini medi sono quelli che più spesso creano le informazioni false e le diffondono senza volere: per questo devono essere la prima linea di difesa, diventando consumatori responsabili dell’informazione”.

la mia libertà al tempo della quarantena da corona virus

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Se  fino a qualche giorno  fa   la  mia  ora  di libertà  in questa  quarantena   (  vedere  i leggi anche   )  oltre il lavoro , anche se  solo la  mattina  visto che all'orto  può lavorare    ed  andare  solo una persona  ,   era l'uscita  in un clima spettrale   per prendere  i  giornali    ed la loro  lettura  di sera  insieme  alla  tv ( ovviamente    cercando le  perle   tra  la spazzatura   e all'ossesione   del coronavirus  )  , allo  streaming   cinematografico  a   manetta  grazie  a  vari  gruppi di telegram . Adesso oltre a queste cose che ho un leggero raffreddore da reflusso la mia ora di libertà sono : aiuto nelle corvée domestiche , ma soprattutto la radio  (  dove    sembra  un po'    facile  la  scelta  di  cui  parlavo prima   visto  l'ottima  radio tre   che fa oltre  cultura   informazione  ed  approfondimento   dei  fatti nazionali     ed  internazionali  senza  ossessione   e con un smontaggio  delle fake news  )   perchè 




Infatti   :   Con la radio si può scrivere  \ Leggere o cucinare  \Non c'è da stare immobili  \Seduti lì a guardare  \ E forse proprio questo  \Che me la fa preferire  \  È che con la radio non si smette di pensare


Ecco quindi    che  oltre (    non sto   cambiando  religione \  cultura   ma ,  perchè  In un’epoca in cui l’estremismo ed  il fondamentalismo   dilaga il confronto tra le fedi è un modo   per ottenere la pace , mi  sto aprendo  ad  un  altra   cultura con cui  ci sono    oltre  le diversità  ed  differenze molti punti  di contatto come  dice questo interessantissimo articolo  https://it.zenit.org/,   i soliti esercizi    per   rafforzare  nella pratica  ed  apprendere  ulteriormente  (  non si  finisce  mai   di farlo  ) l'arte  d'imparare  da  ogni cosa  ovvero   ad essere    ed  applicare  la  consapevolezza  .  Ora  molti mi  chiederanno  spiegazioni i merito a  tale  termine   ecco la bellissima definizione  di  https://www.channelhealing.it/


Che cos’è la consapevolezza? Se ne parla a proposito di crescita personale, olismo, spiritualità; sia le discipline olistiche, sia quelle psicologiche, sia chi tende al conseguimento del risveglio spirituale, hanno a che fare con la consapevolezza. Ma che cos’è esattamente? Ci avete mai pensato?
Chiarire che cos’è può servirci a delineare meglio il nostro cammino evolutivo, a conoscere più a fondo noi stessi.
Consapevolezza è propria dell’essere umanoLa consapevolezza è propria dell’essere umano, e lo distingue dalle altre forme di vita di questo pianeta. Se osservate un sasso, un fiore, un animale, noterete che ci sono; se la vostra consapevolezza è abbastanza evoluta, noterete che una sola vita, un solo Essere scorre all’interno di ciascuna di queste creature; tuttavia, esse non sono consapevoli di sé, solo l’essere umano può esserlo.
Ogni essere umano possiede la consapevolezza? Potenzialmente sì. La consapevolezza contraddistingue la natura umana, se con questo termine intendiamo la vera natura, l’essenza, e non la condizione umana, soggetta all’ego, e alle fluttuazioni della mente e delle emozioni.
La consapevolezza è innata nell’uomo a livello potenziale, sia nell’essere più evoluto, sia in quello meno evoluto; nel primo caso, essa è semplicemente più sviluppata, espansa e perciò evidente, nel secondo caso è nascosta o latente: essa attende di essere svelata. Per alcuni, ci vogliono più vite per scoprire la consapevolezza; ecco perché si dice che le anime giovani -quelle che si sono incarnate poche volte come esseri umani- hanno da passare attraverso ripetute esperienze che servano a indirizzarli verso la consapevolezza, per poter scoprirla e incominciare a vivere in connessione con essa. [...] continua  qui in questo interessante articolo del  già citato https://www.channelhealing.it/ ] 


Esercizi  che mi aiutano   a non peggiorare  la mia  complessa  (  chi  mi segue    qui o sui  social  ,  sa  di cosa  parlo ed  i  nuovi  e  saltuari lettori    ne  hanno   avuto  anche   testimonianza   recente    leggendo questi due  articoli :   I ) il  fatto  II )   la  rettifica \ le precisazioni   chi     la  conosce  ) psicologica     ed  applicare  \  usare  cuoe& mente  per non essere  d'assente  .  con questo è   tutto    dalla quarantena  . Un po' triste   perchè  


 vorrei essere    al limbara  (  venti minuti di machina  da  casa  )   o  al massimo anche  se   è  solo nevischio  a   giocare  con la neve  . Ma la  vita   bella  o brutta , perfetta  o non perfetta  è troppo importante   per buttarla  via  o complicarsela   nel migliore  elle ipotesi   per  una  cosa  da poco  . Io sono qui  citazione  fumettistica bonelliana 





24/03/20

Da Olbia al resto d’Italia sul camion per garantire la merce nei nostri supermercati al tempo de coronavirus


da  https://www.galluraoggi.it/cronaca  24\3\2020 



Da Olbia al resto d’Italia sul camion per garantire la merce nei nostri supermercati


Il racconto di Massimo alla guida del suo tir.

Il coronavirus ha modificato la vita di molti. L’unico modo per sconfiggerlo, come si sa, è fermarsi, stando in casa e uscendo solo in caso di vera necessità. Ci sono però alcuni che non hanno la possibilità di fermarsi, di stare a casa con le proprie famiglie, ma devono sacrificarsi per il bene comune, come i medici, gli infermieri, le forze dell’ordine.O per non far mancare i cosiddetti beni di prima necessità. Questi sono gli autotrasportatori, che ogni giorno sono sulle strade facendo centinaia e centinaia di chilometri per permettere che i banchi dei supermercati siano sempre riforniti.Come si vive questo delicato momento sulle strade ce lo racconta Massimo, un autotrasportatore che, come molti altri suoi colleghi viaggia con il suo tir avanti e indietro dalla Sardegna fino alla Penisola.”In questo periodo particolare il nostro lavoro è indispensabile per andare avanti e garantire che ogni giorno i supermercati vengano riforniti e non manchino i beni essenziali. La mobilità, il cercare di rendersi utili e far star bene gli altri mi appaga, sono contento di lavorare, nonostante mi piacerebbe passare più tempo con la mia famiglia che non vedo da giorni”, ci dice Massimo, che ci espone le sue preoccupazioni nel mondo del suo lavoro in questo periodo: ”Cerco di seguire al meglio le regole di prevenzione fornite per tutelarmi e tutelare la mia famiglia quando torno a casa dopo esser venuto a contatto con tanta gente per via del lavoro. Non nego che sono preoccupato perché io so di me, ma non posso sapere se dall’altra parte anche le altre persone seguono le regole in maniera corretta”.Massimo, stando fuori per giorni dorme all’interno del suo tir, la sua seconda casa e prende tutte le precauzioni necessarie per tutelarsi. ”Utilizzo i guanti e la mascherina agli scarichi della merce e quando entro a contatto con le altre persone mantengo le distanze di sicurezza – prosegue Massimo -. Quando mi trovo all’imbarco al porto mi richiedono sempre l’autocertificazione, che dichiara il motivo dei miei spostamenti e in molti stabilimenti dove vado a caricare o scaricare la merce con il termometro mi misurano la temperatura corporea”.                                           Massimo ci espone anche le difficoltà che molte volte un autotrasportatore riscontra mentre percorre lunghe tratte e ha bisogno di fare una sosta. ”Quando posso cerco di non fermarmi nelle aree di servizio per entrare il meno possibile a contatto con le altre persone, però ho notato che in tante aree di sosta molti servizi sono ormai chiusi, come i bagni dove poter lavarsi le mani, la faccia, lasciandoci completamente abbandonati noi stessi”, raccontaPoi lascia un ultimo messaggio: ‘State a casa, noi autotrasportatori garantiamo il necessario per poter farvi vivere in maniera serena senza farvi mancare nulla dello stretto necessario”.