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20.1.26

Gomorra le origini quando un prequel è un prequel e non qualcosa tanto per allungare il brodo

Lo so che dovrei aspettare la fine della serie  in questione    per dare un giudizio globale e definitivo                                                         
Ma quando hai visto : tutti   i lavori tratti  dal  libro  di Gomorra : il film  , tutte le stagioni della serie madre , lo spin-off e al tempo stesso midquel della serie televisiva Gomorra - La serie ovvero film L'immortale del 2019 co-scritto, diretto e interpretato da Marco D'Amore e oltre     al  trailer (  vedi sotto  )  e  i  primi tre  episodi   della  nuova  serie  Gomorra - le  origini   puoi      darne  un  giudizio   e  capire     quando  un prequel   vale  e quando no .


 
Infatti in  base  alla  mia  esperienza  😇😂 di  solito  i : prequel  , sequel,  spin off ,   reboot  ,  remarque  , ecc  di un  opera   sono  fatti  per  :1)   motivi economici   2) battere  il ferro finchè   caldo  ., 3  pressioni     di un  pubblico  abituato  ai finali ovvi  e  scontati   o    che  non  vuole  usare     la  fantasia  \  l'immaginazione   ed  farselo   lui   e preferisce    che  sia  l'opera    in questione   a  farlo  per  lui  ., e  chiedono che   l' opera   abbia  "un  continuo" anche  quando    rispetto all'opera  originale  ( vedere l IL    conte  di montecristo con  Sam Clafin   tramesso   dalla   rai  non  fornisce  pressuposti    . 
Ma  a  volte     capita  che     ci siano casi     in  cui  :  il  sequel   è necessario   (vedi le  mie  recensioni )  esempi  di  Miss playmen  (   più  i  due  url  precenti  )  e al   mostro   di Sollima  cosi come anche il prequel in questo caso .
Infatti Gomorra Le origini potrebbe sembrare, in apparenza, il classico prequel pensato per allungare  il  brodo e  spremere ulteriormente un prodotto di grande successo a serie TV ideata da Roberto Saviano, Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli, e invece l sorprende in positivo. Gli autori, con la supervisione artistica e la regia di Marco D'Amore e Francesco Ghiaccio, sono riusciti a confezionare un prodotto di valore, uguale ma diverso rispetto a Gomorra La Serie. E questo vale tanto nei pregi quanto nei difetti dell'opera. "Gomorra - Le Origini" è ufficialmente un prequel, in quanto torna indietro nel tempo per raccontare la giovinezza di Pietro Savastano negli anni '70, esplorando le origini della criminalità a Napoli ed i suoi mutamenti cioè il passaggio dal contrabbando alla droga e la formazione del personaggio prima degli eventi della serie principale. Ma  Può essere considerato anche uno spin-off poiché espande l'universo narrativo di "Gomorra - La Serie", approfondendo personaggi noti (come Imma e Scianel da giovani) e introducendone di nuovi, ma la sua funzione primaria è quella di prequel, creando un'origine per la saga.  Sintesi   è  Prequel: Racconta eventi accaduti prima della serie originale, concentrandosi sulla gioventù di Pietro Savastano.  ed  allo  stesso tempo  Spin-off: Amplia il mondo di Gomorra introducendo personaggi e dinamiche inedite, pur collegandosi alla trama madre. le presunte incongruenze: perché la data di nascita di Imma e la storia del padre di Pietro non sono secondo   https://www.fanpage.it/spettacolo/serie-tv  .
Infatti   il fandom di Gomorra si sia cominciato a dividere tra chi si gode lo spettacolo e chi, armato di taccuino e memoria ferrea, ha iniziato a scavare nelle pieghe della narrazione cercando quello che non quadra. E qualcosa, effettivamente, sembra non quadrare in Gomorra – Le origini. Almeno in apparenza. Di seguito, ecco i due casi che stanno più facendo discutere sui social e riguardano ovviamente i personaggi del giovane Pietro Savastano e della giovane Imma, che nella serie di Marco D'Amore, porta ancora il cognome da nubile, Ajeta.Ecco  come   ha  fatto  notare l'articolo     ( vedere  url  nelle righe  precedenti  )     di fan page   


Le incongruenze che accendono il dibattito 

Il primo nodo riguarda Imma Savastano, la moglie di Pietro destinata a diventare una delle figure più tragiche e potenti dell'universo Gomorra. Sulla sua tomba, mostrata in Gomorra – La Serie, campeggia il 1970 come anno di nascita. Eppure in Gomorra – Le Origini, ambientata nel 1977, Imma è un'adolescente di sedici anni. I conti non tornano. La seconda questione è ancora più spinosa e riguarda il padre di Pietro. In Gomorra – Le Origini il genitore sembra non esistere: morto, scomparso, comunque del tutto assente dalla vita del figlio. Ma chi ha seguito Gomorra – La Serie ricorda bene quanto Pietro adulto, interpretato da Fortunato Cerlino, parlasse del padre come di una figura fondamentale, qualcuno da cui aveva imparato, accanto al quale era cresciuto.

Ora     Come si conciliano queste due versioni?  Intanto, una considerazione prima di gridare al buco di sceneggiatura. Il fatto che in tanti abbiano sollevato dubbi, non  sempre    è un fattore negativo. Tutt'altro. È un certificato di qualità. Quella stessa qualità che ha convinto anche Marco D'Amore a girare il prequel    Significa, infatti, che Gomorra ha raggiunto quel tipo di status che raggiungono solo le grandi narrazioni seriali. Siamo di fronte a un pubblico attivo a tutti gli effetti. Un pubblico che non si limita a guardare passivamente, ma studia, confronta e cerca le connessioni tra la serie madre e quella prequel. Un po' come avviene – mi si passi il paragone – con il Marvel Cinematic Universe. Il principio è lo stesso.Ecco   perché non sono, a mio  avviso  e  secondo  l'articolo     in questione  ,  errori (probabilmente)  La questione della data di Imma e dell'assenza del padre di Pietro hanno un elemento in comune: entrambe riguardano informazioni che potrebbero essere (e lo saranno sicuramente) sviluppate nel corso della serie. Non siamo di fronte a contraddizioni chiuse, ma a elementi aperti che attendono una risoluzione narrativa.Gomorra – Le Origini è solo all'inizio del percorso di formazione di Pietro Savastano. Siamo nel 1977, seguiamo un quindicenne che deve ancora diventare il boss che conosciamo. La sua storia criminale è appena iniziata, il suo rapporto con la famiglia – padre incluso – è destinato a evolversi. Pretendere che tutto sia già chiaro dopo  le   prime   due puntate significa ignorare la natura stessa di un prequel: mostrare come si arriva a quello che sappiamo, non confermarlo immediatamente Quanto alla data di Imma, l'ipotesi più semplice è che si tratti di un dettaglio destinato a trovare spiegazione nel corso delle stagioni. Gli sceneggiatori Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli, insieme a Marco D'Amore, hanno costruito questa serie con la consapevolezza che i fan avrebbero controllato ogni singolo riferimento alla serie originale. Difficile credere che una contraddizione così evidente sia sfuggita .


La pazienza come ricompensa

«Il punto è questo: Gomorra » –  sempre  secondo   fanpage  Le Origini  sembra  essere  non è pensata per esaurirsi in sei episodi. È  che  siamo   solo  all l'inizio di un percorso narrativo che, se il pubblico risponderà positivamente  come  ha fatto  con la  serie    madre , si svilupperà negli anni. E proprio come accaduto con Gomorra – La Serie, dove alcune questioni trovavano risposta a distanza di stagioni, anche qui bisognerà aspettare   [ almeno  alla  fine   della  probabile  prima  stagione   aggiunta  mia  ]   per avere il quadro completo.»

Comunque c'è di certo che ,  come  ho  già  detto  siu facebook  ,  non sempre le incongurenze sono negative, anzi spronano ad approfondire meglio un opera in questo caso televisiva . ecco perchè #gomorraleorigini potà avere più stagioni . 
C'è da dire anche che  Gomorra - Le Origini non è solo Pietro,comer potrebbe  sembrare  da  una lettura o  ascolto veloce   di trasmissionme tv    visto che in questo prequel conosciamo anche le versioni adolescenti di Donna Imma e di Annalisa Magliocca alias Scianel, i personaggi interpretati in Gomorra da Maria Pia Calzone e Cristina Donadio. Accanto a loro, però, emergono anche nuovi personaggi, ognuno con i propri sogni e le proprie strategie di sopravvivenza e potere in una Secondigliano spaccata in due e con diversi clan che si spartiscono il potere. Conosciamo meglio i protagonisti di questa storia.

  da  https://www.comingsoon.it/serietv/news/


I ragazzi di casa Caputo: Pietro e i suoi amici

Al centro del racconto c'è Pietro Savastano (Luca Lubrano), quindicenne cresciuto senza padre né madre insieme a una sorta di zia e ai suoi due figli, ai margini di Secondigliano e in condizioni di estrema povertà. Tra piccoli furti e lavoretti, Pietro sogna una vita fatta di lusso, rispetto e potere, ed è profondamente affascinato da Angelo ‘A Sirena, il giovane re del quartiere.


Condividono il suo percorso gli amici di sempre. Manuele Caputo (Mattia Francesco Cozzolino) è cresciuto sotto lo stesso tetto di Pietro ed è il più sveglio del gruppo, sempre pronto a trovare una soluzione. Lello Caputo (Antonio Del Duca), il fratello minore, sogna un futuro lontano dalla strada, magari su un campo da calcio con la maglietta del Napoli. Accanto a loro ci sono Toni (Junior Rancel Rodriguez Arcia), generoso e spericolato, e Fucariello (Antonio Incalza), il più piccolo, un orfanello irrequieto sempre in cerca di guai e di qualcosa da mangiare. Tutti insieme rappresentano l'innocenza che lentamente va scemando sotto il peso delle scelte e dell'ambizione.

Angelo 'A Sirena e i capi dei clan: il fascino e la violenza della periferia

Il grande modello di Pietro è Angelo ‘A Sirena (Francesco Pellegrino), giovane carismatico e magnetico che gestisce una bisca clandestina e un negozio di abbigliamento americano per conto dei Villa. Bello, audace e apparentemente invincibile, Angelo incarna il sogno di riscatto della periferia, ma vive sotto il controllo di un sistema che gli sta sempre più stretto. Antonio Buono, Ciro Burzo e Luigi Cardone sono rispettivamente Mimì, Tresette e ‘A Macchietta, amici di Angelo ‘A Sirena;


A dominare quel sistema è la famiglia Villa. Michele Villa, detto ‘O Santo (Renato Russo), è l'erede di una delle dinastie criminali più potenti di Napoli, strategico e ambizioso, pronto a tradire anche il padre pur di imporre la sua visione moderna del crimine. Don Antonio Villa (Ciro Capano), boss del centro storico, rappresenta invece la vecchia guardia, legata a regole e alleanze tradizionali. A completare il quadro c'è Corrado Arena (Biagio Forestieri), leggendario re del contrabbando di sigarette, figura rispettata da tutta la città e determinata a riscrivere gli equilibri criminali stringendo nuove alleanze.



Le ragazze di Secondigliano: Imma e Annalisa

Dall'altro lato di Secondigliano, dove c'è il corso principale della città e vivono anche le famiglie borghesi, emergono due figure femminili centrali. Imma Ajeta (Tullia Venezia) è una quindicenne brillante, figlia di gioiellieri, che frequenta il liceo, suona al conservatorio e sogna di studiare in America. Convinta che ogni sogno possa realizzarsi, si scontra presto con una realtà in cui non tutti hanno le stesse possibilità.


Più dura è la vita di Annalisa Magliocca (Fabiola Balestriere), futura Scianel, giovane madre e moglie di un uomo violento e intoccabile. Intrappolata in un matrimonio fatto di soprusi, Annalisa resiste rifugiandosi nei piccoli gesti quotidiani e nell’amicizia con Imma, in attesa di un riscatto che sembra sempre rimandato.


La camorra dietro le sbarre: ‘O Paisano e Anna

Un altro fronte del potere si sviluppa dietro le sbarre. ‘O Paisano (Flavio Furno), detenuto nel carcere di Poggioreale, diventa rapidamente una guida per gli ultimi e gli abbandonati dal sistema dei clan. Carismatico e visionario, predica una camorra nuova, senza schiavi e senza padroni, capace di parlare a chi non ha più nulla da perdere. La sua "messaggera" fuori dal carcere è Anna (Veronica D'Elia), sua sorella, figura all'apparenza innocua ma in realtà lucida e spietata. È lei a tradurre le idee di ‘O Paisano in strategie concrete, diventando una presenza con cui tutti i boss di Napoli saranno presto costretti a confrontarsi.


Conosceremo man mano tutti questi personaggi decisivi nella formazione e nelle scelte di Pietro.

Concludo con : « [...]  Forse è in una eccessiva frammentazione narrativa che, col passare degli episodi, Gomorra Le Origini rischia di inciampare, soprattutto sul finale: la storia è chiaramente pensata per essere spalmata in più stagioni, ed è per questo che le 6 puntate rappresentano perlopiù un antefatto per qualcos'altro che dovrà essere sviluppato in futuro. La sua natura transitiva è quindi l'unico elemento che, al termine della visione di tutti gli episodi, potrebbe lasciare un retrogusto dolceamaro: se ne vorrebbe di più, augurandosi che il riscontro nei confronti del pubblico possa giustificare [ come  credo visto    che ha  superato   in  percentuali    di  pubblico  anche   una  grande  prudizione    come  M -figlòio  del secolo  corsivo   mio  ]  la lavorazione di una futura ed eventuale stagione 2.» ( da Gomorra - Le origini recensione: state senza pensieri, è un ottimo prequel  di  https://serial.everyeye.it/   ) chi vi virà vedrà .






30.4.16

Ma Saviano si può criticare? O è un oracolo inattaccabile?

la stessa cosa  che  mi chiedio anch'io ogni volta  che leggo  i suoi articoli o lo sento  parlare  .  Mi  ero sempre pèpsto questa  dmanda  ma poi è caduta nel  vuoto  , perchè  nessuno ,  salvo i faziosi e lachè   n se  lo chiedevano . ;Ma  poi quiesto interessante    ed  obbiettivo articolo mi  ha  fatto ripensare  e quindi  la   faccio qui pubblicamente . Voi  cosa ne pensate    ?

http://manrico.social/attualita/item/177-ma-saviano-si-puo-criticare-o-e-un-oracolo-inattaccabile.html

Ma Saviano si può criticare? O è un oracolo inattaccabile?

Una argomentata risposta alle capziose analisi di Saviano dove si dimostra l’inconsistenza di tante sue tesi. Le sue analisi sono romanzesche teatrali istrioniche (spunti ideali per la serie TV ispirata al suo romanzo) ma in termini pratici poco utili per la lotta alla criminalità organizzata ed alle mafie


Roberto Saviano ormai ha assunto le sembianze di quel personaggio radiofonico di Arbore, interpretato da Bracardi, che ad ogni piè sospinto urlava “in galeraaaaa!”.Lo dico dopo aver letto un suo articolo su la Repubblica in cui srotola la solita noiosa parabola del Sud abbandonato, del Sud che muore della contiguità tra camorra e politica e bla e bla e bla.Senza offrire ricette ma solo una denuncia pessimistica e dolorosa.Quando la prima ricetta che potrebbe suggerire potrebbe essere il suo impegno diretto, la sua candidatura in qualche Comune ad alta intensità camorristica, il suo spendersi quotidianamente nella guerra al malaffare.Preferisce invece pontificare sui giornali e sulle TV, protetto da uno schermo di computer o di uno schermo televisivo e chiedendo agli altri quel difficile impegno a cui egli rifugge.E’ vero che Saviano è minacciato dalla camorra ma non sono meno minacciati, anzi, persone come Cantone che contro i Casalesi non hanno scritto libri di successo ma hanno portato a sentenze definitive di condanna gli esponenti del clan dei casalesi, persone come Cantone, dicevo, non sono scappate ma si impegnano direttamente.Ed è davvero singolare – come scrive Valter Verini in riferimento a Davigo -- “lasciare intravedere uno scenario di indistinti atteggiamenti, negli ultimi vent’anni, tra centrodestra e centrosinistra. Non c’è bisogno di spendere troppe parole per demolire questa semplificazione: basta rileggere con serenità e obiettività le norme approvate dalle maggioranze di centrodestra e quelle sostenute dal centrosinistra.”Ed è ormai noioso ma obbligatorio ricordare quali sono queste norme.E parliamo della “ripenalizzazione” del falso in bilancio, della introduzione del reato di autoriciclaggio, della legge sugli ecoreati, delle pene più severe per i reati di corruzione e contro la pubblica amministrazione. E parliamo anche dell’ormai prossimo aumento dei termini della prescrizione bloccata fino ad oggi da un Senato che per fortuna in futuro non ci sarà più.Ed a queste misure va aggiunta una riforma strutturale quale quella del codice degli appalti che è un colpo alle pratiche corruttive attraverso procedure più rigorose e soprattutto attraverso un ruolo importante in tutti gli appalti (piccoli e grandi) della Autorità Nazionale di Cantone (che ha direttamente sbugiardato Sergio Rizzo che ha provato a sminuire questa riforma).Si possono certamente fare osservazioni critiche a questo o a quell’aspetto di queste riforme ma non riconoscere la profonda diversità del governo Renzi dai suoi predecessori e soprattutto dall’epoca Berlusconi è una carognata che dimostra il vero obiettivo dei Guru tipo Saviano.Oggi si approvano queste riforme, in nemmeno due anni, ai tempi di Berlusconi invece si facevano leggi ad personam e si invocavano legittimi impedimenti.Invece nell’articolo vengono scritte cose pesanti e non vere sul PD e su Renzi, riassunte nella chiosa finale che afferma apoditticamente “A Palazzo Teti Maffuccini, a Santa Maria Capua Vetere, Garibaldi accolse il documento di resa delle truppe borboniche. Ora quel palazzo sembra accogliere la resa del Pd al meccanismo criminale.” (non vuol dire nulla , ma quanto è romanzesco, teatrale, istrionico!!!)Ma di quale resa parla? Di quale abbandono del sud sta pontificando?Parliamo invece di un governo che sta dando ai magistrati tutti gli strumenti necessari (li abbiamo elencati prima) per sconfiggere il malaffare. E che, come ha affermato il ministro Orlando rispondendo ad una legittima richiesta dei Magistrati, sta predisponendo, tra le tante difficoltà economiche e di bilancio, una soluzione alla carenza di personale al fine di non dare alibi a chi non riesce mai a portare i processi a sentenza.Ma Saviano va oltre ed accusa l’intera politica del governo sul Mezzogiorno e lo fa proprio nei giorni in cui Matteo Renzi va a siglare i Patti con 15 realtà territoriali proprio del Sud.E la sua presunzione, la presunzione di un intoccabile che può dire tutte le bugie che vuole, lo porta ad affermare che Renzi non si è accorto della inaffidabilità di molte classi dirigenti meridionali. Quando invece il meccanismo dei Patti che si stanno firmando dimostra che Renzi ha ben chiara questa inaffidabilità, inaffidabilità che ha portato in anni ed anni allo spreco di enormi risorse pubbliche.Saviano dice delle cose palesemente false perché con i Patti che si stanno firmando in questi giorni Renzi ha sottratto alle Regioni ed ai Comuni la gestione unica dei fondi UE, e non solo UE, ed ha stabilito un meccanismo in cui il ruolo del governo centrale diventa importante (attraverso una unica cabina di regia con tutti i soggetti istituzionali necessari) sia nella gestione sia nel controllo (e non solo attraverso l’ANAC).E questo proprio perché ha ben chiaro la consistenza di molte classi dirigenti del Sud. Tant'è che Emiliano, l'omone a cui piacciono le cozze pelose, si ribella proprio per questo e lo stesso fa De Magistris.Bisognava forse aspettare il completo rinnovo delle classi dirigenti meridionali (compito epocale e che non riguarda certo solo la politica e che in ogni caso non si fa in due anni) per avviare opere attese da anni, opere che si chiamano Ecoballe, si chiamano Bagnoli, si chiamano bonifica dell’Ilva, si chiamano Pompei e Reggia di Caserta (con la cultura si mangia), si chiamano la TAV Napoli Bari, si chiamano fine della telenovela Salerno Reggio Calabria, si chiamano investimenti strutturali sulle strade siciliane e tantissimo altro?Nell’articolo poi c’è la solita solfa dei Partiti che non sono in grado di combattere a priori le infiltrazioni mafiose (prima la solfa era che il PD non espelleva gli indagati pesantemente e siccome adesso lo fa si alza il tiro).E’ indubbio che dappertutto c’è la necessità di stare con gli occhi aperti e captare adesioni e movimenti strani. Ma bisognerebbe ricordare che viviamo in una società liquida, dove i legami sociali si sono sgretolati, dove la società si è frammentata, dove è venuto meno il potere ordinamentale della società e delle istituzioni, quel potere che impediva la reversibilità di senso oggi tanto in voga. E questa nuova conformazione sociale senza gerarchie valoriali rende difficilissima (anche se non impossibile) qualsiasi azione di prevenzione politica.E l'esempio stesso che Saviano porta ne è una dimostrazione (e si ritorce contro le sue affermazioni) laddove accenna a quelle organizzazioni anticamorra che si è poi scoperto essere state create dalla camorra stessa. E solo a posteriori ci si è accorti (tutti) della loro vera natura.I Partiti devono svolgere il compito della Politica perseguendo obiettivi alti e nobili, sapendo — come scrive Rondolino - “che non esiste un altro sistema per consentire ad una comunità civile di autogovernarsi, imporsi regole comuni, rispettare le minoranze e garantire i diritti delle maggioranze”.Ed i Partiti non debbono e non possono trasformarsi in magistrati (e non dovrebbero farlo neanche giornalisti o guru prestigiosi come Saviano) ma debbono fornire gli strumenti ai magistrati per colpire la cattiva politica, come tra l’altro il governo Renzi sta facendo con le leggi sopra ricordate.E che tutto il ragionamento di Saviano sia capzioso lo dimostrano alcune argomentazioni minori inserite nell’articolo (ma si sa che nella costruzione di un frame tutto fa brodo).La prima, incomprensibile, quando parla dell’affidarsi al giglio magico. Non la commento perché non è commentabile, non c’entra nulla con il resto (ma ormai fa figo parlare di giglio magico quando si vuole attaccare Renzi).La seconda, falsa, quando parla dell’investimento Apple a Napoli per la formazione di 600 sviluppatori. A tal proposito Saviano scrive che si tratta di un banalissimo corso a pagamento.Banalissimo, capite?Tim Cook, il CEO di Apple, viene in Italia ed annuncia un investimento per creare a Napoli una scuola per sviluppatori di App e Saviano (che non sa evidentemente di cosa sta parlando) parla di un banalissimo corso di formazione.Dare la possibilità ai ragazzi del mezzogiorno di specializzarsi con la Apple (con la Apple, capito?) nello sviluppo delle Applicazioni (uno dei settori in grandioso sviluppo nelle corporation informatiche) significa dare a questi ragazzi certamente qualcosa di più di un posto di lavoro e cioè uno strumento ed una specializzazione che pochissimi avranno al mondo 




e Tim Cook (in accordo con Renzi) ha dato ai ragazzi napoletani questa enorme possibilità.

18.1.15

nonostante i tentativi d'edulcoranti di Fazio Gomorra è andata in onda sulla Rai

Ieri notte  in un sabato  casalingo ( sono rafreddato )   ho visto la    2  puntata   puntata della serie  tv  Gommorra  perchè qui  cazzoni , ecc  (  scusatemi il  termine  ma  per   problemi vari    in questi  gorni   non  ho avuto modo di  guardare  i  giornali  )  non lo hanno  pubblicizzato   bene   quando i  sarebbe iniziata  . Meno male     che  i mie  (  anche se  a non tutti noi piace  granchè      stavano guardando  Fazio  . Ma   per  fortuna  c'è rai replay  .


da 

Altro che le normali serie  buoniste  su : polizia , carabinieri , commissari, ispettori  , ecc  .
Erano anni  che non vedevo  una fiction ( a parte  il film  Acab ) cosi   " politicamente  scoretta  "  più precisamente  da tempi dell'ultima stagione ( cioe'  dal  2011  )   di spaccanapoli la nuova squadra   de    la  squadra una serie televisiva poliziesca italiana andata in onda sempre  su  Raitre dal 2000 al 2007.
Nonostante  il tentativo di  boicotttaggio  \ congiura del silenzio dello sdraiato Fabio Fazio e dalla stessa rai ( non si fa andare in onda una cosa cosi importante in seconda serata il sabato sera quando davanti alla tv ci sono solo vecch i e pensionati o qualche sfigato , visto che la gente esce a farsi un
da http://it.wikipedia.org/wiki/La_squadra_%28serie_televisiva%29


  da  http://www.serie-in-tv.it/la-nuova-squadra/default.asp

giro anche se senza un € vedi crisi e tasse) la prima puntata della fiction tv Gommorra viene trasmessa . E faccia Boom .
Infattti    <<  Aldo Grasso sul Corriere tv parla della scelta di trasmettere “Gomorra – La serie” su Raitre. “La Rai è fuori dai cardini, e adesso vi spiego perché. Su Raitre, sabato in seconda serata, viene trasmessa Gomorra. La serie tratta dal libro omonimo di Roberto Saviano e diretta, coordinata, dal grandissimo Stefano Sollima. Perché è fuori dai cardini ?
Perché fino a pochi giorni prima tutti i vertici aziendali avevano detto che “noi non trasmetteremo mai una serie come Gomorra, che trasmette il Male… che rappresenta il punto di vista del Male… non è compito del servizio pubblico fare questo, etc etc… Poi, siccome è una serie di successo, viene trasmessa. >>
Io ci aggiungerei pressionmi dei  fans  amanti  di tali generi che non ha  sky o  per  questioni d'utili  e di €.  Infatti    non dimentichiamoci  che  siamno a gennaio  e   a fine mese  scade il canone  rai   e quind per  invogliare   gli spettatori a  pagare il balzello ,  sempre più evaso  oltre a  ridurre il prezzo  bisogfna  cercare  d'invoogliarlo  .
Lo stesso  Grasso  --- sempre  secondo http://www.blitzquotidiano.it/ ---   si  chiede   giustamente   <<    Ma come viene trasmessa ? Si chiede al povero Fabio Fazio di fare una specie di “profilassi”  ( leggasi   paraculismo   N.B corsivo  mio )  della serie. Di spiegare come è fatta, intervistare Saviano, intervistare i vari protagonisti… Insomma in qualche modo si cerca di edulcorare l’impatto di una serie come Gomorra.
Ma il vero problema è che Gomorra ( una serie fatta benissimo, girata benissimo, la quale affronta il problema del Male, cioè il problema della complessità, della diversità, di quello che nella vita di tutti giorni in qualche maniera ci tormenta) dovrebbe essere un principio cardine del servizio pubblico.
Invece il servizio pubblico preferisce quella fiction agiografica, buonista, in cui tutti sono degli eroi, in cui tutti sono dei santi, in cui tutti sono dei navigatori. Questa è la vera grande contraddizione: la Rai, suo malgrado, è costretta a trasmettere Gomorra“. >>
Infatti  due fiction bastarde , di cui  Alddo Grassio sembra  esersi scordato  anche se  non allo stesso livello  di gomorra  ,  le  ultime  due  \ tre de la squadra    che  stava per   diventarla  e     spaccanapoli la nuova  squadra    proprio bastard in side   dal  suo inizio    sono state chiuse     la prima    dopo  7 stagioni ,  la seconda    nonostante  ci fossero  ascolti stabili ed  altre vicende  dei protagonisti in sospeso    dopo  sole  3  stagioni  .Dalla    1 puntata   vista    posso dire   che  nonostante i  tentativi di  d'addolcimento  e  di sminuire la potenzialità   della serie,   proposti da fazio  essa   ha mantenuto  e  speriamo continui   anche   nella seconda stagione   come  dsi dice  su http://it.wikipedia.org/wiki/Gomorra_-_La_serie .  E credo  che   saremo accontentati perchè il potere  ha   tutto l'interesse   che  il popolo  trovi  sfogo in    cose  bastarde ( otre  che nei  consuenti   discordi malpacisti ) scendere in piazza  contro di loro  .  Mi  è piaciuta  una serie tv (  sarò  più dettagliato dopo aver visto le  altre  3  puntate  )  bella , fiera , indigesta  , e  bastard  inside   proprio come  piacciono a me   altro che quelle  nìtroppo buoniste e quyindi saporire  .

19.5.09

Senza titolo 1497

Un piccolo gesto di generosità che non costa nulla: DEVOLVIAMO IL 5 X MILLE ALL’ASSOCIAZIONE ANTIMAFIE “AMMAZZATECI TUTTI”.

Sono i ragazzi che hanno avuto il coraggio di ribellarsi pubblicamente alla ‘ndrangheta sfidandola con l’ormai famoso striscione “E adesso ammazzateci tutti” esposto durante il funerale del vice presidente del Consiglio Regionale calabrese Francesco Fortugno.


Oggi questo movimento è diventato una grande associazione presente in quasi tutte le regioni d’Italia, con migliaia di giovani – e meno giovani – aderenti.


Aiutiamoli a realizzare i loro percorsi di educazione alla legalità nelle scuole di tutta Italia, le loro piccole e grandi battaglie di giustizia, il
loro sostegno a tutti i familiari di vittime di mafia ed ai testimoni di giustizia, la loro meravigliosa testimonianza antimafia.


Basta indicare il codice fiscale  9 0 0 1 8 6 6 0 8 0 4  e mettere una firma nello spazio riservato alle Associazioni.
E’ un piccolo gesto simbolico che però si traduce in un atto concreto di lotta per la legalità!
 


16.1.09

PERSEPOLIS GOMORRA VALZER CON BASHIR TUTTO ILMONDO E' PAESE



Miei cari amati  blogger,
Oggi riflettevo su tre bellissimi film,   di cui due realizzati dal fumetto all'animazione (Persepolis e Un Valzer con  Bashir) e il terzo, l'Italianissimo "Gomorra" di Garrone, unico dei tre in pellicola. La drammaticità dei contenuti e delle rispettive storie territoriali, li accomunano, mentre si differenziano per stile, nazionalità e appartenenza culturale intesa come  tradizioni e retaggi storici.
Arrivo alla riflessione nata da un luogo comune: "Tutto il mondo è paese".
Nel 2007 esce nelle sale italiane, distribuito dalla BIM il bellissimo film "Persepolis" di Mariane Satrapi. (oggi distribuito in dvd dalla 01) La regista Iraniana anni prima,  aveva scritto in un romanzo a fumetti  la dura storia della sua vita , nell'arco di 16anni, quella di un paese che dal giorno alla notte, cambia in tutto per via del' fondamentalismo islamico" salito al potere, dopo la caduta dello Scià, nell'allora Persia, oggi Iran. 
Già la prima scelta di raccontarsi in un romanzo  a fumetti la trovai geniale, unica e originalissima, poi arriva la seconda felice intuizione, ridurre il tutto e farne un film d'animazione.  Una scommessa dura e coraggiosa, vinta e ripagata dal successo internazionale di pubblico.
Anche il film mi piace moltissimo. Fa riflettere, avvince, non annoia mai, è delicato e profondo. Ricco d'ironia, inoltre la scelta di raccontare una tragedia storica di quelle proporzioni, (specialmente per le donne a cui si negava e si nega ancora oggi, la loro stessa essenza di persona) con il leggero tocco dell'ironia  femminile, e della semplicità, pur essendo profondo, non faceva che nobilitarne la creatività unica dell'autrice per un evidente innovazione stilistica e storica del mezzo, cinema per il mondo intero.

(trailer Italiano di Pesepolis)






Ora il senso del post non è quello di fare la recensione a  Persepolis di cui avevo già parlato e a lungo in precedenza, ma di chiedermi perchè, per Persepolis non si è scatenata a tutta forza la stessa macchina  giornalistico mediatica, che è scesa in campo per l'altrettanto bello, ma secondo in tutto: come "Un Valzer con  Bashir" per originalità e scelta stilistica, nel senso dell'animazione.Mi spiego meglio. Nel 2008 Persepolis venne candidato all'Oscar come miglior film d'animazione e non lo vinse. In Italia non ci fu una grande campagna pubblicitaria e d'informazione, se si esclude quella della stessa distribuzione del film la (BIM) a ridosso dell'uscita in sala.Persepolis è stato in assoluto il primo film d'animazione a raccontare una storia vera con abilità innegabili, a scegliere uno stile narrativo decisamente originale per raccontarla, un modo per far capire anche ai bambini fatti storici orribili e assurdi, con il sorriso sulle labbra. Dove la violenza si percepisce arrivando direttamente al cervello, senza passare per gli occhi. Di gratuito non c'è mai nulla.E allora perchè per il fim "Un Valzer con Bashir" si grida al miracolo, evidenziando la scelta dell'animazione per raccontare la guerra come una novità assoluta mai fatta prima?! .. Perchè lo stesso entusiamo manifestato dai nostri critici cinematografici e dai loro colleghi giornalisti nel presentarlo è così "profondamente diverso" rispetto a Persepolis che nemmeno nominano? .. Forse convinti del fatto che, l'hanno visto in pochi quel film, e a torto, (ha avuto anche un buon riscontro al botteghino) O semplicemente perchè, la macchina pubblicitaria di un "Valzer con Bashir" è molto più ricca e organizzata?.Non contesto la bellezza del film, ma la sua presentazione. Non è affatto originale, ma viene fantasticamente decantato da chi è di parte per fede e religione (i nomi non li farò mai) però escludere la citazione a Persepolis che ha letteralmente "ispirato " Un Valzer con Bashir, è troppo. Com'è troppo gridare all'originalità del film Israeliano, quando attinge da quella del film Iraniano senza riconoscerglielo. Io non sopporto ingiustizie e sopraffazioni nel nome del più "forte e ricco" e quindi almeno qui, voglio dire  e diffondere questi miei dubbi e pensieri maliziosi, dando notizie censurate dai media. Senza nulla togliere all'ottima casa di distribuzione del film, la Lucki Red, che svolge ottimamente il suo lavoro.Ma come si fa a far finta di niente?! .. Appena ho visto il trailer di "Un Valzer con  Bashir" mi è subito venuto in mente Persepolis e non solo per la scelta dell'animazione, ma anche per stile nei disegni, per l'uso del colore, praticamente tutto è stato copiato. Come può un giornalista specializzato e la critica tutta,  ignorarlo e non nominarlo facendo finta di niente? .... Sono  maliziosa secondo voi?In fondo  Persepolis è un film Iraniano, mentre Un Valzer Con Bashir è un film Israeliano. Sto diventando ancora più maliziosa? .. Si? .. Ed insisto.il regista Israeliano del film , Ari Floman ha detto che il suo è un film "pacifista". La mia malizia si spinge oltre, la storia racconta, attraverso delle interviste, la strage di Sabra e Shatila del 1982, quando gli estremisti cristiani, furiosi per l'omicidio del loro presidente libanese Bashir Gemayel, massacrarono tremila palestinesi nei campi profughi.



Trailer "Un Valzer Con BAshir"






Oggi stiamo assistendo all'ennesimo massacro  nella striscia di Gaza da parte d'Israele. E stranamente questo film di cui a Cannes nessuno si era interessato, fa incetta di golden globle lasciando all'asciutto Gomorra.  E' solo un caso?! ....Subito dopo l'Accademy lo prende nella rosa dei nove film per  il miglior film straniero ed anche qui Gomorra resta a casa... Sempre un caso?!Senza nulla togliere al film Israeliano per bellezza e realizzazione, mi chiedo:Se la guerra a Gaza non fosse in corso, i giurati avrebbero reagito allo stesso modo sia  per i Goden che per l'Accademy?! ...Le fortissime lobby  cinematografiche delle Major  Holliwoodiane (legate alle banche della comunità ebraica americana) , non c'entrano nulla?  ... ignorare Persepolis l'anno scorso e Gomorra quest'anno è sempre una causualità?!Gomorra è un film in pellicola, mentre Un Valzer con Bashir è d'animazione. E allora che c'entra, uno non può escludere l'altro. Inoltre Gomorra aveva colpito ed era stato visto ed apprezzato in america.  E allora perchè la nostra stampa esalta il fatto che Gomorra non va all'oscar perchè al suo posto hanno scelto il film d'animazione?! ... Non ha senso. Eppure l'hanno fatto. ... Perchè?!Quindi continuo a non capire, ma voglio essere ingenua ed ottimista: forse l'Accademy, vuole rimediare all'errore fatto l'anno scorso non premiando Persepolis candidato all'Oscar nel 2008, per rifarsi nel 2009 con Un Valzer Con  Bashir?.So solo che Gomorra meritava di essere nei nove  film e fino a poco tempo fa, niente faceva pensare il contrario. Anche in Gomorra si parla di guerra, una guerra che viene combattuta da sempre, senza vinti ne vincitori, con un solo unico  sconfitto, "Lo stato Italiano", guerra che lascia innocenti, tra cui molti bambini, morti sulla strada e non per conflitti religiosi, nè per altri legati al petrolio, ce l'abbiamo in casa  da sempre e si chiama criminalità organizzata, riunita nelle sigle più svariate che sono: mafia,  cosa nostra, sacra corona unita, ndrangheta e camorra!ma forse è più facile guardar fuori dalla finestra orrori lontani, per non vedere quello che si ha dentro casa.


Trailer "Gomorra"



Buon  fine settimana in anticipo, dalla sempre vostra, Rossella.



Ecco, questa sì, è una grande notizia. E un grande orgoglio italiano. Nicolò Govoni, fondatore e volto di Stil I Rise, è stato scelto come portabandiera olimpico ai Giochi invernali di Milano-Cortina?

Nicolò Govoni, fondatore e volto di Stil I Rise, è stato scelto come portabandiera olimpico ai Giochi invernali di Milano-Cortina. Un onore ...